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Vendemmia 2012 con il “timbro” di riconoscimento

La vendemmia 2012 è stata buona o cattiva? Più corretto parlare di “timbro” che ogni annata lascia sulle uve e dunque sul vino che si produrrà. A dirlo sono gli esperti che si sono incontrati ieri a Legnaro (Pd) per il tradizionale convegno sulle previsioni vendemmiali nel NordEst e nel resto d’Italia promosso da Veneto Agricoltura, Regione Veneto e Ente CRA-Vit di Conegliano, moderato dal socio ARGAV Renzo Michieletto di Europe Direct Veneto-Agricoltura-Ufficio Stampa.

Un nuovo modo di “leggere” la vendemmia. Visto l’andamento climatico di un’estate che ha portato alte temperature e pochissime piogge (mancano all’appello 255 mm di acqua da ottobre 2011 ad agosto 2012, rispetto all’annata precedente, mai così in basso dal 1993), la vendemmia 2012 lascerà senz’altro un “timbro” del tutto particolare. In sostanza, le uve bianche già raccolte, che hanno sofferto pesantemente lo stress idrico e termico estivo, lasceranno sui vini una timbratura carica di aromi che ricordano la frutta tropicale matura. Le uve nere invece, ancora da vendemmiare e avvantaggiate dalle piogge di questi ultimi giorni, godranno un timbro orientato alla morbidezza con più tannici che alcolici. Complessivamente si registra quest’anno una minore gradazione zuccherina e una diminuzione di acidità.

Nel Nordest l’unico convegno sulle previsioni vendemmiali in Italia. “Il vigneto veneto rappresenta una vera e propria miniera d’oro a cielo aperto, ha detto in apertura Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura; un tesoro di ben 75.400 ettari che nel 2011 ha prodotto 1,13 milioni di tonnellate di uva pari a 8,68 milioni di ettolitri di vino di qualità, di cui il 41,8% a Denominazione di origine e il 41,1% a Indicazione geografica. L’export, sempre nel 2011, è stato di 1,33 miliardi di euro, posizionando la nostra Regione al primo posto in Italia con circa il 30% del valore complessivo delle esportazioni. Parlare di vino, di marketing del vino, di vendemmia, di OCM Vitivinicolo, di problematiche legate al comparto è dunque una faccenda seria e importante. Veneto Agricoltura lo sta facendo da molti anni promuovendo, tra l’altro, questi incontri unici nel loro genere agli operatori del settore”.

Ad influire, il deficit termico. “E comunque, più che il deficit idrico – ha sottolineato Diego Tommasi del CRA-vit di Conegliano – nella vendemmia 2012 ha inciso il deficit termico (le giuste temperature per le diverse fasi di maturazione dell’uva), e lo si vede dalle conseguenze evidenti anche sui vigneti irrigati, al punto da mettere in discussioni le tecniche colturali per le prossime stagioni”. Ma se la qualità delle uve è dunque data dal “timbro” dell’annata, la quantità stimata di prodotto raccolto continuerà ad essere legata ai numeri, che quest’anno parlano chiaro. A causa di un’estate particolarmente siccitosa, la vendemmia 2012 si annuncia, rispetto allo scorso anno, generalmente in calo (-12 / 15% le uve bianche e -8 / 10% le uve rosse) e in alcune aree addirittura in forte riduzione.

La situazione nelle provincie venete. L’analisi dei dati illustrati dai tecnici ieri a Legnaro evidenzia che nei vigneti non irrigati del Veneto, ma anche delle altre regioni del NordEst, il calo produttivo si farà fortemente sentire come detto, con punte che rischiano di raggiungere anche il -50%. Con dei distinguo a seconda delle diverse aree di produzione. Nel padovano la riduzione dovrebbe essere del 30% per le uve nere e del 40% per quelle bianche; sui Colli Euganei, dove da fine maggio fino alla scorsa settimana non ha praticamente quasi mai piovuto, il calo potrebbe raggiungere anche il 50%. Nel rodigino i vigneti irrigati potrebbero quest’anno rendere il 10% in meno rispetto allo scorso anno, ma quelli che non hanno potuto beneficiare dell’irrigazione assistita rischiano di arrivare al -30%. Nella Marca trevigiana, in particolare nell’areale del Prosecco DOCG, dove da metà giugno a metà agosto sono state registrate temperature medie di 31°, le varietà precoci (Pinot e Chardonnay) hanno subito un calo cha varia dal 20 al 30%. Nel veneziano il calo produttivo è invece stimato attorno al 20-25%, mentre nel vicentino del 10-15%. Nei vigneti irrigati del veronese la riduzione non dovrebbe raggiungere il 10% ma sarà anche del 15% in quelli che hanno subito un forte stress idrico e termico.

Le uve. Per quanto riguarda la glera (Prosecco) si dovrebbe avere una produzione in Veneto nel 2012, rispetto al 2011, inferiore del 10% (-5% a Treviso); -16% il pinot grigio, -10% chardonnay, -10% garganega, -5% corvina e corvinona, invariata la raccolta di merlot. Quasi ovunque nel Veneto le uve si presentano sane, con ottima gradazione zuccherina, buona acidità e pigmentazione. Saranno determinanti le condizioni meteorologiche dei prossimi giorni, ma le analisi degli addetti ai lavori fanno ben sperare.

Anche in Friuli-Venezia Giulia e in Trentino-Alto Adige la vendemmia, sotto il profilo quantitativo, è annunciata in calo. I viticoltori friulani “piangono” un calo che potrà raggiungere punte del 50% nei vigneti non irrigati e il 25-30% negli altri. Nelle province di Trento e Bolzano il calo stimato dovrebbe essere del 10%. Assolutamente interessante per tutti gli operatori vitivinicoli presenti all’incontro promosso da Veneto Agricoltura, sono risultati i collegamenti in videoconferenza effettuati con vari esperti del Piemonte, Toscana, Puglia e Sicilia, vale a dire le principali regioni viticole italiane, nonché una parentesi internazionale con gli esperti di Spagna (grande calo produttivo, -20/25%) e Francia (annata discreta). Un modo per avere un quadro completo della vendemmia 2012. Tutti i dati provincia per provincia e le slides delle relazioni sono disponibili a questo link.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Veneto, vendemmia 2012 in calo ma c’è la qualità

In tutto il Triveneto la vendemmia 2012, peraltro in pieno svolgimento, sta facendo i conti con le conseguenze di un’estate torrida e siccitosa. I primi dati a disposizione di Veneto Agricoltura parlano chiaro: nei vigneti non irrigati del Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, il calo produttivo si farà sentire, con punte che rischiano di raggiungere anche il -50%. Bisogna però fare dei distinguo e tener conto delle numerose varianti che via via si presentano. Si parlerà di questo il prossimo 5 settembre (ore 10,00) nel tradizionale incontro, rivolto agli operatori del comparto, promosso da Veneto Agricoltura a Legnaro-Pd (Viale dell’Università 14), durante il quale saranno illustrati i primi dati quanti-qualitativi della vendemmia 2012 nel nord est e nelle altre principali regioni viticole italiane.

Sui Colli Euganei e in Friuli-Venezia Giulia punte del 50% in meno. Le prolungate alte temperature estive (da metà giugno a metà agosto, nell’area del Prosecco DOCG la temperatura media ha superato i 31°, e non è andata diversamente nelle altre zone) e soprattutto la straordinaria siccità stanno, dunque, incidendo pesantemente sulla quantità stimata di raccolta. Sui Colli Euganei, per esempio, il calo potrebbe addirittura raggiungere il 50% nei vigneti non irrigati. Sta andando un po’ meglio invece in quelli che non hanno subito stress idrico. Anche i cugini friulani “piangono” cali molto consistenti (con punte anche qui del 50%), mentre nella provincia di Trento la riduzione stimata si fermerà attorno al 10% come pure in quella di Bolzano. Ben diverso il discorso sulla qualità della vendemmia 2012. Quasi ovunque le uve si presentano sane, con ottimi gradi zuccherini e buona acidità. Saranno determinanti le condizioni meteorologiche dei prossimi giorni, ma gli addetti ai lavori, senza sbilanciarsi troppo, fanno capire che ci sono i presupposti per una buona raccolta.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Vendemmia 2012, secondo Assoenologi, la più scarsa dal 1950

Sarà la seconda vendemmia più scarsa dal 1950, con uve in calo del 3,5% rispetto all’anno scorso e dell’8% in confronto alla media dell’ultimo quinquennio, con l’Italia divisa in due: Centro Nord con cali da -5% a -15%, Centro Sud da 0 a +10%. Quest’anno si produrranno 41,2 milioni di ettolitri di vino (42,7 milioni di ettolitri nel 2011). Ma non tutto è perduto, secondo l’Associazione dei tecnici vitivinicoli italiani, cruciale sarà settembre, con margini di recupero per un buon millesimo.

(Fonte: Ansa.it)

Trentino, per la vendemmia 2012 produzione in calo ma qualità molto buona

Il clima bizzoso che ha caratterizzato i primi otto mesi del 2012 ha effetti immediati sulla vendemmia, che anche quest’anno in Trentino è iniziata con una settimana d’anticipo. Per una serie di condizioni particolari, il peso medio dei grappoli è ridotto rispetto alla media e questo determinerà un calo di produzione di circa il 15% se si prende in considerazione quella dello scorso anno. Dal punto di vista qualitativo, però, la situazione si prospetta è molto buona.

Poco, ma buono. Le previsioni per la vendemmia 2012 possono essere sintetizzate in questa espressione. Durante il consueto incontro prevendemmiale che si è tenuto nei giorni scorsi nell’Aula magna della Fondazione Edmund Mach di San Michele, organizzato in collaborazione con l’Associazione enologi enotecnici italiani, gli esperti hanno confermato che sarà un’annata scarsa dal punto di vista quantitativo, ma ottimale per quel che riguarda la qualità delle uve. “L’annata 2012 è stata caratterizzata da un andamento climatico decisamente particolare”, ha spiegato Maurizio Bottura del Centro Trasferimento Tecnologico. “Nei primi tre mesi dell’anno non ha praticamente mai piovuto e nel mese di marzo le temperature sono state molto alte. Poi, ad aprile, abbiamo assistito ad un repentino calo delle temperature e ad una piovosità accentuata”. Una situazione instabile che non ha certo aiutato. Non solo. “L’inverno secco – ha proseguito Bottura – ha provocato dei danni al germogliamento con conseguente perdita di produzione in alcune zone della provincia. In altre aree, invece, qualche danno è stato generato dalla gelata del 9 aprile”. E’ stato sottolineato che il peso medio dei grappoli che si sta riscontrando in vendemmia è decisamente ridotto rispetto alla media. “L’insieme di queste condizioni – ha concluso Bottura – determina un calo di produzione rispetto allo scorso anno nell’ordine del 15%, e su alcune cultivar, come Pinot Grigio, il calo è anche più marcato. Dal punto di vista qualitativo la situazione è invece molto buona. L’unica preoccupazione sono le temperature calde di questi giorni, sia diurne che notturne, che determinano una riduzione dell’acidità dell’uva”.

Qualità ottima soprattutto per Chardonnay e Pinot Grigio. L’Assoenologi del Trentino ha condiviso le previsioni che sono state presentate in occasione dell’incontro. “La qualità è sicuramente ottima – ha affermato Fabio Toscana, presidente della sezione trentina – soprattutto per le varietà a frutto bianco, in particolare Chardonnay e Pinot Grigio, che si presentano con una carica produttiva contenuta ed ottima sanità. Per quel che riguarda il livello produttivo la situazione è in via di definizione, coscienti di un calo che potrebbe preoccupare”.

(Fonte: Fondazione Edmund Mach di San Michele)

Un vino delle Dolomiti vince il Concorso Internazionale dei Vini di Montagna in Val d’Aosta

Successo per Marco De Bacco, giovane imprenditore agricolo di Feltre e unico produttore di vino in provincia di Belluno che, con il suo “Cuss”, un rosso alla sua prima vinificazione, si aggiudica il massimo punteggio al Cervim, concorso internazionale dei vini di montagna in programma in Valle D’Aosta. Gli 85,33 punti comunicati con lettera in questi giorni sono a tutti gli effetti la certezza di una medaglia d’argento che arriva nel territorio bellunese come un risultato storico.

Un premio che incoraggia a praticare l’agricoltura di montagna. Ne dà notizia Coldiretti, che sottolinea l’importanza di questo riconoscimento per una provincia che ha riscoperto la sua antica vocazione agricola grazie all’insediamento di neo agricoltori under 30 (circa 200 in soli tre anni). Questo premio è un incoraggiamento per tutti loro che, come nel caso di Marco De Bacco dopo il diploma di ragioneria e una parentesi da impiegato hanno deciso di continuare il lavoro che fu prima del nonno e poi del padre, ovvero coltivare vitigni autoctoni sulle montagne. Scelta difficile ma dettata dalla convinzione, oltre all’investimento aziendale c’è anche quello personale: Marco infatti è tornato sui banchi di scuola e ha frequentando il corso di enologia per perfezionare la linea dei vini che si caratterizzano per storia e forte legame con la sua terra d’origine. A soli 22 anni Marco De Bacco è già titolare di azienda e con la sorella ha addirittura inaugurato uno spaccio aperto al pubblico a Rasai di Seren del Grappa dove vende il frutto della coltivazione di vigneti situati su ripidi pendii ghiaiosi. L’uva Pavana, Paialonga, Gata, Carmenere e Bianchetta hanno in questo difficile terreno radici talmente profonde che il giovane non ha potuto non considerare sottolineando con il suo, lo stesso impegno e dedizione profusi dagli avi. Così oggi come accadeva a fine ottocento Marco continua ostinatamente a fare il Vanduja, un rosso da tavola già apprezzato alla corte dell’impero austroungarico e il Saca, uno spumante ottenuto dalle bacche esclusive di Bianchetta fonzasina. Una gamma a cui si aggiunge anche il nuovo prodotto che sarà premiato ufficialmente a Forte di Bard (Aosta) il 25 agosto prossimo.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Vino veneto, boom export 2011

Continuano a crescere le esportazioni di vino veneto. I dati Istat, elaborati dagli esperti di Veneto Agricoltura, indicano che nel 2011 la quantità venduta all’estero è aumentata del 20% rispetto all’anno precedente (647.000 tonnellate circa), mentre il valore è aumentato del 14,8% (1.331 milioni di euro il fatturato).

Più della metà del vino veneto esportato in Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Nonostante la crisi del 2009, in cui si era osservata una contrazione del 2,3% del valore, appaia, pertanto, definitivamente superata, va sottolineato quanto l’incremento delle esportazioni 2011 sia avvenuto a scapito del prezzo di vendita che mediamente è calato del 4,1% (da 2,15 a 2,06 euro al kg). Per quanto riguarda i mercati di destinazione, più della metà del vino veneto esportato viene venduto in tre Paesi: Germania (che da sola importa circa un terzo del totale), Regno Unito e Stati Uniti d’America. A seguire altri Paesi europei (Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Svizzera, Danimarca e Olanda nell’ordine) e Canada. Tra i mercati in più rapida crescita in termini di valore spiccano la Cina (+80% su base annua) e l’Ungheria (+270%), mentre la Russia cresce in quantità (+28%) ma arretra in valore (-3,8%).

La tipologia maggiormente venduta all’estero? In prevalenza si tratta di vino fermo in bottiglia (75,5%), ma risultano in crescita le quote di mercato del vino spumante (16,1%) e del vino sfuso (8,1%), le cui quantità sono aumentate del 42,6% rispetto all’anno precedente. Analizzandone la provenienza si scopre che poco più della metà del vino esportato arriva dalla provincia di Verona, che detiene una quota del 51,4% sul totale regionale, mentre Treviso segue a distanza con il 23%. Una proporzione, quest’ultima, che non ricalca la potenzialità produttiva, molto simile, delle due province. Nel frattempo, a causa della persistente siccità, aumentano le preoccupazioni per i vigneti privi di irrigazione di soccorso. La vendemmia 2012? Il prossimo 05 settembre a Legnaro (Pd) il tradizionale incontro sulle previsioni nel nord est d’Italia.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Il clima cambia il vigneto italiano, in 30 anni uve più precoci, meno acide e più dolci

Con un calo stimato attorno al 10 per cento rispetto alla media degli ultimi cinque anni e nel giorno più caldo dell’anno, è iniziata in Italia la vendemmia 2012, partita con la raccolta delle uve in Franciacorta destinate alla produzione dell’omonimo spumante, nell’azienda Lenza di Coccaglio, nel Bresciano. E’ quanto afferma la Coldiretti che nel sottolineare che per quest’anno si stima una produzione nazionale molto contenuta, intorno ai 40-43 milioni di ettolitri, sui livelli dello scorso anno, anche se la qualità delle produzioni vinicole si annuncia tra buona e ottima.

Danni ai vigneti per la siccità a macchia di leopardo. I risultati produttivi definitivi dipenderanno dall’andamento climatico delle prossime settimane, anche se – ricorda Coldiretti – il caldo e la siccità si sono fatti sentire nei vigneti. Se Nerone sta costringendo le aziende a vendemmiare solo di mattina per evitare stress alle uve, le alte temperature hanno già causato problemi tra i filari, seppur con risultati differenti sul territorio italiano. I cali produttivi maggiori si dovrebbero verificare nelle regioni che hanno sofferto di più la mancanza di pioggia, dalla Puglia (-15-20%) al Veneto (-10%), dalla Toscana (-10%) all’Emilia-Romagna (-5/10%), dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia. Problemi anche per i vigneti di Lombardia, con una situazione grave proprio in Franciacorta dove si stima un calo di oltre il 20 per cento della produzione del celebre spumante.Decisamente migliore la situazione nelle altre regioni, tanto che nel Lazio, in Sicilia e in Sardegna si potrebbe avere un aumento.

Rispetto a 30 anni fa, uve raccolte con un mese di anticipo, gradazione alcolica aumentata di un grado. Circa il 60 per cento della produzione nazionale sarà destinata – sottolinea la Coldiretti – a vini di qualità con ben 517 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (329 vini Doc, 70 Docg e 118 Igt). Secondo il Rapporto su vino e clima realizzato da Coldiretti la raccolta delle uve nel 2012 avviene con circa un mese di anticipo rispetto a 30 anni fa per effetto dei cambiamenti climatici che si sono verificati nella Penisola e che hanno smentito antichi proverbi e testi scolastici con un anticipo della vendemmia rispetto al tradizionale mese di settembre. A cambiare è stata anche la gradazione alcolica che – sottolinea la Coldiretti – è aumentata di un grado, costringendo i disciplinari di vini a denominazione ad adeguarsi al cambiamento modificando i limiti minimi di gradazione alcolica sia al nord dove per la Barbera d’Asti si è passati per il base da 11,5 gradi a 12 e per il superiore da 12 gradi a 12,5 mentre al sud per l’Aglianico del Vulture la gradazione minima naturale delle uve alla vendemmia è passata da 11, 5 gradi a 12,00 per il Superiore Docg a 13,00 gradi. Nel 2012 la temperatura media – ricorda la Coldiretti – dei mesi di giugno e luglio è stata superiore di oltre 2 gradi rispetto alla media e oggi rispetto a 30 anni fa le uve ottenute da viti di equivalente produttività, appaiono caratterizzate da gradazioni zuccherine frequentemente più elevate di 2-4 gradi brix, con acidità titolabili inferiori, di circa 1-2,5 grammi/litro.

Soluzioni agronomiche ed enologiche per contenere la gradazione alcolica. Di fatto il vigneto Italia – precisa la Coldiretti – produce adesso uve piu’ precoci, meno acide e piu’ dolci rispetto al passato. Gli effetti del surriscaldamento sulle uve di fronte alla tendenza generale al consumo di vini meno alcolici stanno spingendo i produttori – sottolinea la Coldiretti – alla ricerca di soluzioni agronomiche ed enologiche che comportano maggiori oneri in termini economici, dall’anticipo di vendemmia all’irrigazione, dalle potature verdi alla vendemmia notturna che è diventa stata sempre piu’ frequente nei vigneti, mentre in cantina si usa sempre meno mosto concentrato e si ricorre alla refrigerazione per ridurre le temperature dell’uva e controllare la fermentazione. Il caldo cambia anche la distribuzione sul territorio dei vigneti che tendono ad espandersi verso l’alto con la presenza della vite anche a quasi 1200 metri di altezza come nel comune di Morgex e di La Salle, in provincia di Aosta, dove dai vitigni piu’ alti d’Europa si producono le uve per il Blanc de Morgex et de La Salle Dop.

(Fonte: Coldiretti)

Per la vendemmia 2012, nel trevigiano si inaugurano le “liste di collocamento” comunali. Manzato: “Esempio da seguire”!

“Un’idea semplice, geniale, funzionale, pratica, a costo zero, spese postali a parte. Invito tutti i Comuni interessati alla prossima imminente vendemmia a farla propria. L’istituzione si fa garante del contatto tra chi vuole essere della partita e le aziende”. Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto, è entusiasta dell’iniziativa del comune trevigiano di Godega di Sant’Urbano, Sinistra Piave, il cui sindaco Alessandro Bonet ha ideato le liste comunali dei cittadini che desiderano vendemmiare o hanno bisogno di questo lavoro e si fa carico di mettere in contatto le esigenze degli iscritti alle liste con quelle delle aziende che hanno bisogno di mani capaci per un’attività solo apparentemente semplicissima.

L’Amministrazione comunale a servizio dei propri cittadini. “In un momento di forte difficoltà economica e di crisi del lavoro – ha sottolineato il sindaco Bonet – un’iniziativa come questa è utile alla cittadinanza, al territorio e alla nostra economia agricola”. Nei prossimi giorni Bonet invierà a tutte le aziende vitivinicole del territorio comunale una lettera che spiegherà come comunicare all’amministrazione le esigenze di manodopera e le condizioni normative alle quali attenersi per l’assunzione, mettendo a disposizione l’elenco dei vendemmiatori potenziali, dei quali avvalersi per la raccolta dell’uva”.

Manzato: “Esempio da seguire”. “Dopo i nuovi “non voucher” della professoressa Fornero – chiosa Manzato – un simile sistema risponde in maniera impeccabile ad un insieme plurimo di esigenza dell’economia agraria locale e dei cittadini. E’ un sistema da codificare e rispetto al quale mi auguro che le “autorità” statali preposte si diano anch’esse da fare per essere della partita, piuttosto che cavillare ostacolare una buona idea che viene dal basso e garantisce tutti”.

(Fonte: Regione Veneto)

A Bigolino di Valdobbiadene (TV), al via un progetto per avvicinare i bambini alla viticoltura

Adottare una vite, darle un nome di battesimo e far crescere insieme alla pianta prescelta una storia, frutto della fantasia. Più che un gioco, una scoperta speciale dell’unione spontanea con la natura, attraverso la quale un gruppo di bambini della parrocchia di Bigolino (TV), accompagnati dal sacerdote Padre Angelo, saranno guidati dalla più giovane imprenditrice del Valdobbiadene DOCG, Claudia Adami, che oggi, giovedì 12 luglio, aprirà i vigneti di famiglia che si trovano al Follo di Valdobbiadene solo per i piccoli ospiti, per avvicinarli alla scoperta delle colline del territorio e della coltura della vite.

Sensibilizzare i bambini verso un futuro più rispettoso. Ciascun bambino, scrivendo il nome su un cartellino speciale, potrà scegliere e ”battezzare” la sua vite. Ogni singola pianta avrà il suo nome di battesimo e potrà essere così adottata da tutti i piccoli partecipanti all’iniziativa. Infine per ciascuna vite ci sarà una storia da inventare e in seguito da raccontare. Muove così i primi passi il progetto dell’azienda “Fra le rose”, ideato e battezzato dalla giovanissima Claudia Adami, appena ventunenne. Che afferma: “E’ un piccolo passo verso tappe più importanti, come sarà la vendemmia 2012, ma pur sempre un modo per sensibilizzare anche i più piccini sull’importanza di un futuro più rispettoso”. In seguito a questo evento verrà programmato un laboratorio di pittura, seguito dal pittore Mauro Masin, per dare un ulteriore spunto di creatività ai bambini partecipanti.

(Fonte: Società Agricola Fra Le Rose)

Domenica 22 aprile 2012, a Torreglia (PD) Docg italiane alla ribalta

Domenica 22 aprile p.v. Villa dei Vescovi, monumento di eccezionale importanza all’interno del vasto panorama delle ville venete, edificata su un terrapieno dei Colli Euganei tra il 1535 e il 1542 come casa di villeggiatura del Vescovo di Padova, Francesco Pisani, accoglierà appassionati e addetti ai lavori in occasione del I° Simposio Nazionale dedicato interamente alle Docg italiane, organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier del VenetoDelegazione di Padova con la collaborazione del FAI – Fondo Ambiente Italiano.

L’evento si aprirà alle ore 10:00 con il convegno aperto al pubblico “Qualità e Tipicità: Comunicare il valore di un vino – come l’uomo trasporta il vino e come il vino è trasportato per l’uomo”; dalle ore 11.00 alle ore 20.00 aci sarà il banco d’assaggio con settanta aziende vitivinicole presenti. Il biglietto d’ingresso è di 15,00 euroe c comprende: visita guidata alla Villa, degustazione libera, calice da degustazione e mappa dell’evento. Per ulteriori informazioni rivolgersi alla segreteria della manifestazione (3335286277 – 3470350298).

Altri eventi in programma. Alle ore 16.00 è previsto l’evento “Ad ognuno la sua Bollicina”, degustazione guidata da Roberto Gardini, a confronto Metodo Classico e Metodo Martinotti, alle ore 17.30 “La Nobile Eleganza del Nebbiolo e Sangiovese”, degustazione guidata da Roberto Gardini dedicata ai grandi vini del Piemonte, Lombardia e Toscana.Al buon vino sarà abbinato il buon cibo con degustazioni di tipicità gastronomiche venete e padovane: selezione di prosciutti artigianali e di formaggi, prodotti da forno e dolci della tradizione padovana. Costo per ogni degustazione € 10,00. Posti limitati. Prenotazioni obbligatorie (direttivo@aispadova.com – cell. 333 5286277).

(Fonte: AIS Delegazione di Padova)