• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Direttivo Argav stasera riunito a Padova. Dal 19 al 21 maggio 2017, a Rovigo mostra su vie d’acqua e presenza benedettina in Polesine organizzata dalla Biblioteca del Seminario Vescovile che ha ospitato il direttivo a marzo scorso.

direttivo Argav nella Biblioteca del Seminario Vescovile di Rovigo (a dx, Adriano Mezzetti e don Bruno Cappato)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Stasera, mercoledì 17 maggio 2017, alle ore 18,30 nella sede di 7 Gold Nord Est TelePadova (via Venezuela, 15 Padova zona Camin), si terrà il direttivo Argav con il seguente ordine del giorno: approvazione verbale precedente, comunicazioni del Presidente, comunicazioni della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, assemblea 2017, prossime attività, varie ed eventuali.

Un percorso della parola. A ricordo di un incontro precedente del direttivo, pubblichiamo (in alto a sinistra) la foto scattata lo scorso 20 marzo a Rovigo nella Biblioteca del Seminario Vescovile, una delle più importanti del Veneto, che custodisce un considerevole nucleo antico di pubblicazioni (nella foto a sinistra un esempio) e stampe e di  periodici (consultabili su richiesta), oltre che preziose collezioni di storia locale, storia della chiesa, teologia e filosofia, insieme a importanti raccolte di letteratura, storia, arte e scienze sociali ed una vasta e accurata selezione di opere enciclopediche e repertori. Ringraziamo in particolare il direttore dell’Archivio Diocesano e della Biblioteca don Bruno Cappato che, insieme al bibliotecario Adriano Mazzetti, ci hanno fatto conoscere questo “tempio della parola” che, peraltro, non è solo scritta e antica. L’edificio, infatti, ospita ai piani superiori anche la sede di Radio Kolbe Rovigo e la redazione de “La Settimana“, il settimanale diocesano di Rovigo. Entrambi i mezzi di informazione sono diretti da Bruno Cappato.

Dal 19 al 21 maggio 2017, peraltro, la Biblioteca del Seminario sarà presente a Palazzo Roncale a Rovigo nell’ambito della quarta edizione del Festival Biblico, con la mostra documentaria Anni Jam Sunt Mille. Vie d’aqua e presenza benedettina in Polesine,  curata da Bruno Cappato, Adriano Mazzetti, Raffaele Peretto, Giuseppe De Stefani e Mihran Tchaprassian.

Coltivazione del nocciolo, opportunità e prospettive per le imprese agricole, se ne parla stasera a Padova

Hazelnut (Corylus avellana) Europe

Si chiama corilicoltura e anche per gli imprenditori agricoli padovani potrebbe rappresentare un’opportunità concreta. Si tratta della coltivazione del nocciolo ed è una delle nuove strade percorribili dagli imprenditori agricoli per differenziare la propria attività e il proprio reddito, investendo su un prodotto in continua ascesa.

Industria dolciaria e pasticceria artigianale i destinatari della produzione. Per conoscere i dettagli dal punto di vista colturale, le prospettive commerciali e le opportunità di un percorso di filiera dedicato alla nocciola, Coldiretti Padova organizza un incontro aperto a tutti gli imprenditori interessati. L’appuntamento è per stasera, mercoledì 17 maggio, alle 20.30, a Padova, nella sala riunioni del Consorzio Agrario in via Vigonovese 111. Intervengono alcuni tecnici di Coldiretti Piemonte, regione in cui la coltivazione del nocciolo si è affermata con decisione e con ottimi risultati. Per approfondire e discutere insieme gli aspetti legati allo sviluppo, anche nella nostra regione e provincia, di questa filiera, rivolta soprattutto all’industria dolciaria e alla pasticceria artigianale, tutti gli imprenditori interessati sono invitati ad essere presenti.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Padova

Pfas, insufficienti le misure sanitarie intraprese dalla Regione Veneto secondo Greenpeace, che pubblica il monitoraggio “Non ce la beviamo”. Replica dell’assessore all’Ambiente: “Veneto al top per sicurezza, valuteremo denuncia per procurato allarme”

Greenpeace ha pubblicato ieri il rapporto “Non ce la beviamo”, in cui vengono presentati i risultati di un monitoraggio sulla presenza di PFAS (sostanze perfluoralchiliche) condotto dall’associazione lo scorso aprile in diciotto scuole primarie e sette fontane pubbliche nelle province di Vicenza, Verona, Padova e Rovigo.

Misure insufficienti secondo Greenpeace. La ricerca rientra nell’ambito della Campagna STOP PFAS  con cui l’associazione rivendica l’insufficienza delle misure sanitarie adottate dalla Regione Veneto per risolvere il problema e soprattutto per  proteggere la popolazione dai rischi della contaminazione. Secondo Greenpeace, è necessaria una rapida riconversione industriale di tutti quei processi responsabili dell’inquinamento da PFAS e, ad oggi, la Regione Veneto non ha adottato provvedimenti che vanno in questa direzione.

I risultati. Dal monitoraggio, risulta che in più della metà dei campioni sono stati superati i valori di PFAS ritenuti sicuri per la salute in Svezia e Stati Uniti. Seppur in concentrazioni diverse, i risultati hanno evidenziato la presenza di PFAS in tutti i campioni analizzati a Padova, Verona, Vicenza e alcuni comuni della provincia di Rovigo, oltre ai comuni della zona rossa per i quali la contaminazione è già nota. Nel campione di acqua prelevato presso la scuola di San Giovanni Lupatoto (VR), un comune non incluso nella zona a maggiore contaminazione, è stato addirittura superato, seppur di poco, il livello di PFOS (Acido Perfluorottansolfonico) consentito nell’acqua potabile in Veneto.

Replica della Regione Veneto. “Premesso che per un’analisi scientifica sarebbe necessario l’utilizzo di parametri assolutamente identici, tuttavia da una comparazione con le rilevazioni fatte in altre realtà risulta inequivocabilmente che l’esposizione a Pfos (acido perfluoroottansolfonico) in Veneto è la più bassa rispetto ad altri Paesi“, risponde a Greenpeace in una nota l’assessore regionale all’Ambiente. Che continua: “I nostri tecnici hanno comparato diversi dati europei e americani e il nostro limite Pfos, che l’Oms ha evidenziato essere la sostanza più pericolosa tra la famiglia dei Pfas, è da considerare il più basso in Europa e vicino ai limiti americani che, in qualche caso. sono leggermente più bassi dei nostri. Una cosa è comunque certa, i nostri limiti sono gli unici che recano la dicitura “fino allo zero virtuale”: ciò significa che, di fatto, l’attuale esposizione totale reale a tutti i Pfas è in Veneto già più bassa che negli altri Paesi, Stati Uniti compresi, e prevediamo che i limiti scenderanno ancora, anche perché i gestori veneti del servizio idrico integrato stanno adottando tutte le necessarie precauzioni, provvedendo a limitare le concentrazioni con sempre maggiore efficacia, pur se i limiti esistenti sono attualmente già rispettati”.

Continua la nota: “Per quanto riguarda il solo parametro Pfos in acque potabili, l’informazione sui limiti pubblicata da Greenpeace appare peraltro fuorviante, in quanto non tiene conto della specifica tossicità dei singoli composti. Se si prendono i singoli componenti si potrà  riscontrare che il livello di performance italiano per il Pfos è l’unico che prevede un limite così basso per questo singolo composto, che è quello che presenta maggiore tossicità. Per quanto riguarda le azioni compiute dalla Regione, fin dal 2013,  appena avvisata della situazione, ha agito facendo installare ai gestori dell’acqua potabile i filtri a carboni attivi in soli tre mesi stanziando anche e immediatamente importanti risorse economiche. Non poteva in alcun modo invece bloccare gli inquinatori, perché non esisteva alcun limite di legge per tali sostanze e soprattutto perché la Regione non è organismo inquirente né tanto meno giudicante. Non ha invece bloccato, perché  non aveva senso farlo, la distribuzione dell’acqua potabile filtrata, che è stata definita sicura e potabile non dalla Regione, ma dal massimo organo nazionale in materia di tutela della salute pubblica, l’Istituto Superiore di Sanità, tanto che i limiti di qualità dell’acqua potabile fissati dal Ministero della Salute su parere dello stesso Istituto sono sempre stati rigorosamente rispettati dalla Regione. Dire che la Regione ha alzato i limiti per i composti Pfas nelle acque potabili o  parlare di mancato blocco dell’erogazione dell’acqua potabile come fa Greenpeace significa creare volutamente preoccupazioni se non addirittura un allarme ingiustificato nella popolazione. Si respinge categoricamente l’affermazione secondo cui la Regione avrebbe aumentato i limiti e  su questo valuteremo se ci siano gli estremi per una denuncia. Ricordiamo infine a Greenpeace che tali sostanze sono regolarmente bevute in molte altre regioni d’Italia, come anche ammesso sulla stampa dal presidente della commissione bicamerale ecoreati”.

Fonte: Greenpeace/Servizio Stampa Regione Veneto

 

Idrovora di Santa Margherita di Codevigo (PD) inserita nel circuito Water Museum of Venice, se ne parla il 19 maggio, 20 e 21 maggio occasione per visitarla

Visite guidate, workshop e premi per le scuole: sono tanti gli appuntamenti che avranno come sfondo l’idrovora di Santa Margherita di Codevigo (PD), storico impianto del Consorzio di bonifica Bacchiglione nell’ambito della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’irrigazione

Sabato 20 e domenica 21 maggio l’impianto idrovoro sarà aperto al pubblico con l’accensione degli storici motori diesel. Guide d’eccezione saranno gli studenti dell’istituto agrario “De Nicola” di Piove di Sacco (PD), che accompagneranno i visitatori alla scoperta della storia dell’idrovora e del suo funzionamento. Inoltre, nei locali dell’impianto si potrà vedere la mostra fotograficaLa lezione del ’66. Cosa abbiamo imparato cinquant’anni dopo la grane alluvione?”.

Workshop il 19 maggio. Inaugurata nel 1888, la storica idrovora è stata testimone dell’evoluzione meccanica e tecnologica dell’ultimo secolo: un museo vivo della bonifica che ancora oggi garantisce la sicurezza idraulica del territorio circostante. Simbolo di un paesaggio plasmato e reso fertile dall’uomo è stata da poco inserita nel network del “Water Museum of Venicepromosso dall’Unesco. Per festeggiare questo riconoscimento, venerdì 19 maggio, presso l’ex carbonaia di Santa Margherita, si terrà il workshop “Cultural ecosystem services. The Santa Margherita water pump as part of the Water Museum of Venice network”. Un evento dedicato al tema della valorizzazione del patrimonio storico culturale dei territori di bonifica, che conterà la partecipazione dei professori Elisabetta Novello (DiSSGeA – Università di Padova) e Francesco Vallerani (Università Ca’ Foscari di Venezia) e del direttore del Centro internazionale Civiltà dell’Acqua, Eriberto Eulisse.

Azione di formazione delle future generazioni. Domenica 21 maggio, invece, i protagonisti della giornata saranno i ragazzi delle scuole: fra gli spazi dell’idrovora si terrà la premiazione del concorso “Il Consorzio di bonifica fra i banchi di scuola” a cui hanno partecipato 10 classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado delle province di Padova e Venezia. Nel weekend, inoltre, saranno presenti nel parco dell’idrovora gli stand delle associazioni di categoria Coldiretti, Cia e Confagricoltura con una ricca esposizione di prodotti locali.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio di bonifica Bacchiglione

 

 

Perché la cucina italiana è diventata il modello dominante nella scena internazionale? Se ne parla a Vicenza il 17 maggio 2017 nella biblioteca La Vigna

Può un ricettario essere fonte per la storia? Agnese Portincasa, autrice di “Scrivere di gusto. Una storia della cucina italiana attraverso i ricettari 1776-1943” (ed. Pendragon) è convinta sia possibile, e ne spiegherà la ragione a coloro che parteciperanno alla presentazione dell’opera, che si terrà a Vicenza mercoledì 17 maggio alle ore 17.30 nlla Biblioteca “La Vigna”.

Cucina e società, evoluzione strettamente connessa. A partire da questi documenti, Portincasa delinea un quadro dell’evoluzione della cucina italiana – ma anche della società che ne produce i tratti – negli ultimi due secoli, utilizzando una selezione della trattatista italiana di settore, dalla fine del Settecento fino agli anni della seconda guerra mondiale. L’incontro con l’autrice sarà un’occasione per ragionare sulle modalità storiche attraverso cui la cucina italiana è diventata, nella seconda metà del Novecento, modello egemone dominante all’interno della scena internazionale. Dopo l’introduzione di Mario Bagnara, presidente de “La Vigna”, l’autrice dialogherà con Danilo Gasparini, docente di docente di Storia dell’agricoltura e dell’alimentazione all’Università di Padova, nonché consigliere scientifico della Biblioteca.

Fonte: Biblioteca La Vigna

Monitoraggio satellitare cervi in Cansiglio, primi risultati, la maggior parte di essi rimangono in foresta, forte l’impatto sul sottobosco. Segnalata la presenza del lupo.

Cervi nella foresta demaniale reg.le del Cansiglio gestita da Veneto Agricoltura, visita soci Argav (foto Mirka Cameran Schweiger)

Il 10 maggio scorso, nel Museo Regionale dell’Uomo, a Pian Osteria, Tambre (BL), sono stati presentati i dati di una ricerca, iniziata ad aprile 2015 ed in corso sino a fine ottobre 2017, sulla radiotelemetria satellitare su alcuni esemplari di cervi della nella foresta demaniale regionale del Cansiglio (BL-TV).  Circa 24 mila i dati acquisiti finora, che hanno permesso di seguire più volte al giorno i percorsi di 10 cerve. Il progetto è stato interamente finanziato da Veneto Agricoltura, l’Agenzia veneta per l’innovazione in agricoltura della Regione, che ha in gestione il bosco del Cansiglio.

La ricerca in corso. E’ stato scelto di monitorare inizialmente solo esemplari femmine, che sono state catturate in due sessioni (primavera ed autunno 2015), grazie soprattutto all’aiuto della squadra specializzata di Polizia Provinciale di Belluno e dei Carabinieri Forestali di Tarvisio. Questi esemplari sono stati muniti di radio collare satellitare che trasmette dati di localizzazione per 104 settimane. Il convegno è stato pertanto il momento di presentare la prima parte dei risultati emersi da questi due anni.

Le domande. L’apertura del seminario in Alpago è stata affidata a Giustino Mezzalira (Veneto Agricoltura), con la presentazione della problematica cervo. Il dirigente dell’Agenzia regionale ha evidenziato l’importanza anche storica della Foresta del Cansiglio, “patrimonio in quanto ecosistema forestale, che ha anche un alto valore simbolico e storico per l’uomo”. Era infatti la foresta più importante per il legname della Serenissima e qui sono nati i fondamenti della gestione selvicolturale che ancora adesso si applicano in tutto il mondo. L’intervento di Michele Bottazzo (Veneto Agricoltura) ha messo l’accento sull’l’importanza della ricerca in atto, alla quale si chiede essenzialmente di dare risposte a quanto ancora non si conosce di questa popolazione di ungulati. E cioè: Quanto è grande l’areale? Dove si sposta? Utilizza solo il territorio demaniale o anche altri? Dove vanno i cervi del Cansiglio in inverno?

Le risposte: evidenti sono risultati gli usi diversi dei cervi dei vari ambienti del Cansiglio. Circa l’80% del tempo viene da loro speso nelle foreste, mentre il rimanente negli spazi aperti; che, essendo in gran parte recintati, sono sbilanciati nell’utilizzo soprattutto nell’area golf e nell’area dell’ex base militare in quanto non recintate. Quindi le recinzioni elettrificate “funzionano” per escludere la presenza (dei cervi); ma questo comporta, di conseguenza, un carico elevato (di cervi) nel bosco e nelle aree aperte non protette. Dai dati di Bottazzo emerge un forte impatto soprattutto sul sottobosco; e non solo nelle specie arbustive che vengono brucate continuamente, ma anche nel caso di specie erbacee come il lampone, ormai in Cansiglio fortemente rarefatto e presente solo all’interno di alcuni recinti sperimentali. Gli habitat di sottobosco sono infatti importantissimi per l’intero ecosistema e per tutta la biodiversità in quanto preziosi luoghi dove la fauna selvatica minore può trovare rifugio.

Stanziali e non. Sempre grazie ai dati di radiotracking Sandro Nicoloso (tecnico faunista) ha fatto vedere come gran parte dei cervi radiocollarati si spostano durante la cattiva stagione nel versante soleggiato del pordenonese, verso la pianura, che raggiungono facilmente puntando verso sud est. Nel versante friulano del Cansiglio ci sono infatti ampi e selvaggi ambienti boscati dove trascorrere tutto l’inverno per poi ritornare in Cansiglio ad inizio primavera. Alcuni esemplari però hanno anche un comportamento diverso. Un paio di cerve trascorrono tutto l’anno solo nel territorio demaniale e non si sono mosse nemmeno in caso di forti nevicate. Stranamente nessun esemplare ha stazionato in periodo invernale nei territori extrademaniali dell’Alpago e del trevigiano. Ovviamente la ricerca necessita di ulteriori approfondimenti. Fino a fine ottobre rimarranno radiocollarati ancora 7 esemplari, trasmettendo dati e fornendo informazioni sui loro spostamenti.

C’è inoltre la conferma della presenza del lupo e sarà in ogni caso interessante verificare l’impatto con questa specie. È prevedibile un certo riequilibrio in forza delle nuove dinamiche indotte da questa nuova presenza. Al termine dell’incontro vi è stato anche un copioso ed intenso dibattito sulla questione, specie con i tecnici del Friuli V.G., i quali hanno valutato positivamente l’iniziativa effettuata da Veneto Agricoltura e si sono detti interessati a seguirne gli sviluppi. Il  seminario è terminato con un’uscita in campo per verificare direttamente gli effetti dell’impatto del cervo nel sottobosco grazie al confronto con i recinti sperimentali di esclusione realizzati dall’Agenzia regionale.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

13-21 maggio 2017, torna la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, tante le occasioni per scoprire il territorio dal punto di vista ambientale

Impianto idrovoro (foto Anbi)

Da sabato 13 a domenica 21 maggio 2017 torna la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, cartellone di appuntamenti mirati a far conoscere le attività dei Consorzi di bonifica sul territorio. Il tema 2017, “Acqua, sfida di identità e futuro per l’agricoltura e la sicurezza dei territori”,  propone i compiti istituzionali originari degli enti consortoli (oggi anche in campo ambientale ed energetico): difesa idrogeologica ed irrigazione.

Cosa vedere? Protagoniste sono le “cattedrali dell’acqua”, cioè i grandi impianti idrovori, che lasciano sbalorditi i visitatori, ad iniziare dai più piccoli, per i quali la “Settimana” è diventata, negli anni, l’appuntamento conclusivo di percorsi didattici, frequentati durante l’anno. Edizione dopo edizione, la manifestazione, organizzata dal sistema ANBI, ha messo in campo proposte nuove  (passeggiate, giri in bici, manifestazioni sportive, mostre, concerti, spettacoli, esercitazioni, visite guidate, ecc.). Programma della manifestazione a questo link.

Fonte: Servizio Stampa Anbi

12 maggio 2017, si parla di biofertilizzanti come opportunità di economia circolare e rispetto dell’ambiente nel convegno che si tiene a Este (PD) moderato dal consigliere Argav Emanuele Cenghiaro

Venerdì 12 maggio 2017, a Este (PD), nella sala grande del Chiostro di Santa Maria delle Consolazioni (via Fancesconi 2), si terrà a partire dalle ore 14 il convegno “Biofertilizzanti, un’opportunità di economia circolare e rispetto dell’ambiente“, organizzato da Sesa con il patrocinio del comune di Este. Il convegno sarà moderato dal consigliere Argav Emanuele Cenghiaro.

Fertilizzanti organici, un ruolo importante per la salvaguardia ambientale. Dal Piano di Azione sull’economia circolare ai percorsi individuati dalla Commissione europea per migliorare l’utilizzo delle risorse, sono diversi gli ambiti che coinvolgono anche la filiera dei fertilizzanti. Il compost di qualità e il digestato sono utilizzati regolarmente dal settore agricolo secondo un modello di economia circolare perfetto, seguendo le fasi della natura e in sinergia con gli elementi acqua e suolo. Grazie alle conoscenze scientifiche e alle esperienze maturate con la buona pratica, il settore dei produttori di fertilizzanti organici svolge un ruolo basilare nella salvaguardia dell’ambiente.

Programma. 14:00|14:20 registrazione partecipanti. 14:30 saluti del sindaco di Este. 14:50|15:20 Carlo Barbante, Università Ca’ fFscari di Venezia e Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali – CNR. La risposta ai cambiamenti climatici globali: l’esigenza di una economia circolare. 15:20|15:50 Devis Casetta Legambiente (Comitato scientifico). Stato dell’arte sulla gestione dei rifiuti biodegradabili e lotta alla desertificazione dei suoli. 15:50|16:20 Fabrizio Adani Università di Milano – Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali – Produzione, Territorio, Agroenergia. Economia circolare e fertilizzanti rinnovabili: il ruolo della digestione anaerobica. 16:20|16:50 Alberto Pivato, Università di Padova – Dipartimento di Ingegneria civile, edile ed ambientale. Un approccio ecotossicologico per l’utilizzo del digestato in agricoltura. 16:50|17:10 pausa 17:10|17:40 Giuliana D’Imporzano Progetto europeo LIFE DOP. L’uso virtuoso del digestato supporta la sostenibilità delle filiere alimentari di eccellenza. Come superare la concimazione chimica. 17:40|18:10 Lorenzo Maggioni Progetto ISAAC. Biometano in Italia ed Europa.Stato dell’arte e possibili sviluppi.

Partecipazione. Per l’evento è stato richiesto l’accreditamento a CONAF da parte dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Padova (0,5 cfp) e all’Ordine Interprovinciale dei Chimici del Veneto. Il convegno è rivolto a tecnici liberi professionisti, dipendenti di strutture e/o organismi associativi pubblici o privati operanti nei comparti agricoli, della produzione di fertilizzanti e della ricerca. Le iscrizioni potranno pervenire tramite e-mail all’indirizzo di posta elettronica biofertilizzanti@gmail.com. Al termine del seminario verrà rilasciato un attestato di frequenza.

Fonte: Sesa

A Rimini apre Macfrut (fino al 12 maggio), partecipazione all’insegna di sostenibilità ambientale, tracciabilità, biodiversità e gusto del Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp

Apre oggi Macfrut, fiera internazionale dell’ortofrutta in programma a Rimini fino al 12 maggio e che vede tra i partecipanti, all’interno dello stand OPO Veneto (Padiglione B5 – Stand 35/75), anche il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp.

Uno stand che evoca il territorio veneto. La partecipazione rientra nel progetto di promozione ed informazione finanziato nell’ambito del Piano di Sviluppo Regionale del Veneto avviato nel 2016 assieme ai Consorzi dell’Insalata di Lusia Igp e dell’Aglio Bianco Polesano Dop. “Siamo all’interno dell’area di Opo Veneto – spiega il presidente Giuseppe Boscolo Palo – che è socio importante sia del Consorzio che dell’Ortomercato di Chioggia, perché condividiamo assieme le scelte in tema di sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine: è una scelta convinta in risposta alla crescente domanda di prodotti di qualità in ambienti di qualità. Lo stand è collocato tra due filari di alberi che vogliono idealmente rappresentare uno scorcio di campagna veneta, per significare dove e come vengono coltivati in nostri ortaggi e la frutta: in un territorio sano, con buone pratiche agricole, che danno prodotti garantiti nel rispetto dell’ambiente.

Sullo sfondo il concetto di biodiversità, sulla quale si basano processi innovativi per un’agricoltura sostenibile che mette in primo piano la salute della terra e quindi del consumatore. “E’ un messaggio – prosegue Boscolo – di salubrità, di freschezza, di stagionalità, di garanzia di qualità, certificata dai marchi Igp e Dop, come il nostro Radicchio di Chioggia, il principale tra i radicchi veneti, e l’unico radicchio Igp ad essere in piena produzione in questo periodo, con conferimenti quotidiani all’Ortomercato di Chioggia, col quale stiamo conducendo assieme azioni sinergiche di promozione e valorizzazione del prodotto nonché del suo territorio di produzione, dalla Laguna di Venezia al Delta del Po”.

Una “dolce” sorpresa. Durante la fiera verrà proposta all’assaggio la nuova torta al Radicchio di Chioggia Igp. Si tratta di una preparazione gastronomica elaborata dalla Pasticceria Veneta di Cona (VE) a base di radicchio di Chioggia Igp essiccato (brevetto della ditta di Poiana Maggiore (VI) Aromy, associata Consorzio di Tutela) e carote. Racconta Boscolo Palo: “L’idea innovativa del radicchio essiccato permette una più agevole preparazione delle diverse ricette: dalla birra al gelato. Nei tre giorni di fiera a Rimini, così come in contemporanea al Tuttofood di Milano, proporremo in degustazione questo nuovo dolce, realizzando un primo panel-test tra buyers e visitatori che porterà alla sua definitiva messa in produzione. Avremo così a disposizione una specialità gastronomica che porterà in tutto il mondo il nome del nostro Radicchio di Chioggia Igp, essendo Pasticceria Veneta un’azienda leader nel settore del dolce surgelato (e perciò senza conservanti aggiunti), che oltre a servire la ristorazione e la grande distribuzione, esporta i suoi prodotti in tutta Europa e in altri continenti, fin’anche in Australia”.

L’ingresso al Macfrut 2017 è gratuito, previa registrazione nel sito internet della fiera o direttamente alla reception. Per gli incontri informativi e d’affari la fiera mette a disposizione una piattaforma informatica, dove, tramite un codice fornito gratuitamente, espositori, operatori e buyer possono vedere la reciproca presenza e disponibilità, concordando in totale autonomia un appuntamento durante i giorni della rassegna presso lo stand dell’espositore o, in alternativa, incontrarsi nell’area business.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio di tutela Radicchio di Chioggia Igp

Metti una sera a Venezia, in una bottega artigianale…

(di Marina Meneguzzi, vicepresidente Argav) Cinque serate, cinque aperitivi (ma non solo), cinque botteghe artigiane: è la formula de “‘Na sera in botega“, iniziativa ideata da FRAV-Confartigianato del Veneto e VivoVenetia per invitare la comunità veneziana, residente o di passaggio in città, ad entrare nelle botteghe storiche del capoluogo lagunare, che dal 13 maggio al 29 luglio 2017 ospiteranno aperitivi, concerti, visite e workshop creativi.

Cecile Rousset, operatrice turistica di VivoVenetia

Tra antichi mestieri e artigiani del futuro. A presentare l’originale proposta di turismo esperienzale ai soci Argav lo scorso 28 aprile nel circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) è stato il consigliere Andrea Saviane, responsabile ufficio comunicazione e studi di Confartigianato del Veneto, insieme a Cecil Rousset di VivoVenetia, portale di booking online partner di Confartigianato nella realizzazione di esperienze turistiche con gli artigiani. “L’importanza di queste esperienze è duplice: da un lato permette l’incontro con gli antichi mestieri e con le eccellenze locali visitando spazi storicamente rilevanti; dall’altro, attraverso la proposta di corsi e workshop creativi, fa delle imprese artigiane i formatori delle future generazioni, permettendo il prezioso passaggio di tecniche plurisecolari ai più giovani, stuzzicando la loro creatività e voglia di sperimentare“, ha spiegato Rousset.

Gli appuntamenti di maggio…‘Na sera in Botega” comincia sabato 13 maggio con la visita dell’officina fabbrile Tenderini, attiva a Venezia da più di due secoli, dove al racconto dell’affascinante storia dei fabbri di Venezia si accompagnerà un aperitivo in giardino. Sabato 20 maggio sarà la volta di maschere e costumi artigianali con Giulia e Igor di Sogno Veneziano, che apriranno il loro atelier per una visita serale corredata da concerto e aperitivo, con spiegazione della maschera artigianale veneziana, degli oltre 100 costumi artigianali disegnati da Giulia, e workshop opzionale di decorazione maschere.

…quelli di  giugno… Sabato 10 giugno la serata sarà dedicata alla serigrafia artistica con la visita dell’atelier Fallani, per un aperitivo e una dimostrazione di stampa. Per l’occasione sarà attivato un workshop pomeridiano di serigrafia.
Sabato 24 giugno l’iniziativa coinvolgerà l’isola di Burano con la visita di due atelier artigianali: con Marko sarà possibile visitare l’atelier e fare un workshop di decorazione maschera, mentre con Gaia entreremo nel mondo dei bijoux veneziani, con possibilità di workshop di creazione del proprio gioiello in perle veneziane. In programma l’aperitivo alla Trattoria da Romano; per l’occasione si potrà anche effettuare un’escursione in barca sull’isola di San Francesco del Deserto con tariffe promozionali grazie a LagunaFla.

…e quello di luglio. Ultimo appuntamento sabato 29 luglio nello showroom di gioielleria veneziana di Orsola Mainardis. Sfilata e aperitivo saranno accompagnati dal racconto di Orsola mentre gli amanti della fotografia potranno approfittare dell’occasione per entrare nelle botteghe artigiane e cimentarsi in un particolare tour fotografico degli artigiani condotto dalla fotografa Cecilia Pennisi.

Modalità di partecipazione. La visita alla bottega artigiana con aperitivo e cicheti va da un costo minimo di 10 euro a persona. Se si vuole mettere “le mani in pasta” e prenotare un  workshop, si parte dal costo di 30 euro a persona. Obbligatoria in entrambi i casi la prenotazione attraverso il sito VivoVenetia.com