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Pfas, danno irreparabile per l’economia agricola dell’area vicentina? Il presidente Argav Fabrizio Stelluto solleva la questione a pochi giorni dal simposio internazionale organizzato a Venezia dalla Regione Veneto

Fabrizio Stelluto presidente ARGAV“Ho l’impressione che sfugga la gravità della vicenda Pfas: a prescindere dalle responsabilità, non ci saranno mai abbastanza soldi per riparare un danno ambientale  che si protrarrà nel tempo, perché è stata inquinata una delle falde più grandi d’Europa, forse la più grande d’Italia. Continuando a prescindere dalle eventuali conseguenze sulla salute dei cittadini, esistono due evidenti problemi: alla potabilità umana dell’acqua si sopperisce con i filtri a carbone, per altro molto costosi, ma agli animali cosa si darà da bere, essendosi finora abbeverati con acqua prelevata da pozzi probabilmente ormai inquinati? Idem per l’irrigazione di frutta e verdura. Anche volendo dotare l’area di impianti irrigui consortili, l’acqua dove dovrebbe essere prelevata? E con quali costi? Il timore è che sia suonato il de profundis per l’economia agricola dell’area vicentina di Almisano e dintorni. Ai soggetti decisori chiedo: ne sono coscienti ed esiste un piano B per quegli incolpevoli territori o speriamo che gli organismi sanitari elevino i limiti di tolleranza, come sempre “all’italiana”? Tante e tutte scottanti le questioni sollevate dal presidente Argav Fabrizio Stelluto a pochi giorni dal seminario internazionale “Progettare lo studio epidemiologico sulla popolazione del Veneto esposta a Pfas”, organizzato dalla Regione Veneto a Venezia (22-23 febbraio 2017).

pfasimmagineIl confronto internazionale. Il simposio si terrà nell’Aula San Domenico dell’Ospedale Civile SS Giovanni e Paolo con l’obiettivo di fornire le basi scientifiche allo studio epidemiologico collaborativo Istituto Superiore di Sanità (ISS)–Regione Veneto sulla popolazione esposta a Pfas – oltre 80 mila abitanti residenti in 23 Comuni delle Province di Vicenza, Verona e Padova – e di discutere le questioni attinenti il disegno dello studio. Durante l’incontro saranno messe a confronto le esperienze internazionali attualmente conosciute su questo tema, i risultati sinora raggiunti dagli studi effettuati, e si parlerà di quali ulteriori azioni, oltre a quelle già attuate, si possono immaginare per affrontare gli aspetti sanitari del problema. Al seminario parteciperanno esperti e scienziati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’Istituto Superiore di Sanità italiano, del Sistema “Public Health” britannico, dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, del Registro Tumori del Veneto, di varie Università italiane e straniere.

Programma 22 febbraio. Ore 9.00 saluto delle autorità, ore 9.30 apertura dei lavori, Domenico Mantoan – Regione Veneto, direttore generale Area Sanità e Sociale, Eugenia Dogliotti – Istituto Superiore di Sanità, direttore del Dipartimento Ambiente e Salute. Sessione mattutina, “Dati scientifici disponibili”, mderatori Massimo Rugge – Univeristà di Padova e Christof Hamelman – WHO European Office for Investment for Health and  Development, Venice. Ore 10.00 The C8 Study: PFOA exposure, aims, methods and findings Tony Fletcher – Public Health England. Ore 10.45 IARC Evaluation of PFOA carcinogenicity Kurt Straif – Director, International Agency for Research on Cancer (IARC) Monographs Programme, IARC, Lyon. Ore 11.50 Coffee break e Conferenza stampa. Ore 12.10 Prime indicazioni emerse dal Progetto Europeo COST Action “Industrially contaminated sites and health Network, Ivano Iavarone – Istituto Superiore di Sanità. Ore 12.30 Studi epidemiologici nei siti industriali contaminati: obiettivi e esempi di possibili opzioni,  Roberto Pasetto – Istituto Superiore di Sanità. Ore 12.50 Discussione. Sessione pomeridiana “Stima dell’esposizione e valutazione del rischio”, moderatori Eugenia Dogliotti – Istituto Superiore di Sanità, direttore del Dipartimento  Ambiente e Salute  e Umberto Agrimi – Istituto Superiore di Sanità, direttore del Dipartimento Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria. Ore 14.00 Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta e misure di mitigazione del rischio, Francesca Russo – Regione Veneto. Ore 14.20 L’esposizione a PFAS attraverso il consumo di acqua potabile, Luca Lucentini – Istituto Superiore di Sanità. Ore 14.40 L’esposizione ambientale a PFAS in relazione alle acque superficiali e sotterrane, Mario Carere – Istituto Superiore di Sanità. Ore 15.00 L’esposizione a PFAS attraverso la catena alimentare, Antonella Semeraro – Istituto Superiore di Sanità. Ore 15.20 Prospettive per l’impiego dei sistemi informativi geografici in ambito epidemiologico, Marco De Santis – Istituto Superiore di Sanità. Ore 15.40 Discussione. Ore 16.20 PFAS: cinetica e tossicità, Emanuela Testai – Istituto Superiore di Sanità. Ore 16.40 Cancerogenicità del PFAS in animali da laboratorio: rilevanza per la valutazione dei rischi per l’uomo, Riccardo Crebelli – Istituto Superiore di Sanità. Ore 17.00 Studio di biomonitoraggio umano, Elena De Felip,  Anna Maria Ingelido – Istituto Superiore di Sanità. Ore 17.30 EFSA’s assessments on PFAS , Karen Mackay – European Food Safety Authority, Tanja Schwerdtle – University of Potsdam. Ore 18.00 Discussione.

Programma 23 febbraio. Sessione mattutina “Design options for Pfas exposed population study in Veneto region”, moderatori Marco Martuzzi – WHO European Centre for Environment and Health, Bonn, Pietro Comba – Istituto Superiore di Sanità. Ore 9.00 Rationale for selecting cancer sites as outcomes, Kurt Straif – Director, International Agency for Research on Cancer (IARC), Monographs Programme, IARC, Lyon. Ore 9.45 Rationale for selecting non–cancer outcomes Tony Fletcher – Public Health England. Ore 10.30 Discussione. Ore 11.10 National Mortality and Hospitalization data bases available at Istituto Superiore di Sanità, Susanna Conti – Istituto Superiore di Sanità. Ore 11.30 Cancer incidence in Veneto: experiences of Veneto Region Cancer Registry, Massimo Rugge – Università di Padova. Ore 11.50 The Regional Epidemiological Service: monitoring mortality, prevalence and incidence of chronic diseases, Maria Chiara Corti –  Regione Veneto. Ore 12.10 Surveillance program of exposed population, Francesca Russo – Regione Veneto. Ore 12.30 Health information systems as support to surveillance of exposed population, Nadia Raccanello – Regione Veneto. Ore 12.50 First evaluation of maternal and neonatal outcomes associated with PFAS contamination, Paola Facchin – Regione Veneto. Ore 13.10 Occupational cohort study of Miteni factory workers, Enzo Merler – Regione Veneto. Ore 13.30 Discussione. Sessione pomeridiana “Towards implementation of the study”, moderatori Francesca Russo – Regione Veneto, Dipartimento di Prevenzione, Eugenia Dogliotti – Istituto Superiore di Sanità, direttore del Dipartimento Ambiente e Salute. Ore 14.30 Summing up of Workshop and illustration of a tentative protocol, Pietro Comba, Ivano Iavarone e Roberto Pasetto – Istituto Superiore di Sanità. Ore 15.00 Discussione. Ore 15.30 Conclusioni, Pietro Comba – Istituto Superiore di Sanità, Massimo Rugge – Università di Padova. Ore 16.00 Fine dei lavori.

Fonte seminario internazionale: servizio stampa Regione Veneto

24 febbraio, torna la campagna di sensibilizzazione sul risparmio energetico “M’illumino di Meno”, tema 2017 #condiVivo

milluminodimenoVenerdì 24 febbraio 2017 torna “M’Illumino di Meno”, la campagna radiofonica di sensibilizzazione sul risparmio energetico ideata da Caterpillar Radio2 RAI. Focus di questa 13^ edizione è la condivisione.

CondiVivere tutto l’anno. E’ dimostrato come la più grande dispersione energetica sia causata dallo spreco in tutti gli ambiti dei nostri consumi: alimentari, trasporti e comunicazione. Per questo Caterpillar invita tutti a condiVivere. Come? Dando per esempio un passaggio in auto ai colleghi, organizzando una cena collettiva nel proprio condominio, aprendo la propria rete wireless ai vicini e in generale condividendo la proprie risorse come gesto concreto anti spreco e motore di socialità.

Caterpillar invita tutti ad aderire geolocalizzandosi sulla mappa. Sul sito di Caterpillar, inoltre, sono disponibili tutte le informazioni sulla campagna e tanti suggerimenti di condivisione. Esiste anche una sezione dedicata alle scuole e ai supereroi del risparmio energetico. Come sempre, è possibile aderire a “M’Illumino di meno” organizzando spegnimenti, eventi, spettacoli, ecc.

Fonte: Europe Direct Veneto ufficio stampa di Veneto Agricoltura

Agenda Digitale Veneto 2020, lunedì 20 febbraio 2017 incontro a Padova per disegnare il futuro digitale del settore primario

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiAnche il mondo agricolo è pronto per la digitalizzazione. ADV 2020, il progetto Agenda Digitale della Regione Veneto si sta affinando con una serie di incontri sul territorio regionale, confrontandosi con i vari comparti produttivi. “Il digitale per le imprese agricole” è in programma a Padova (presso la Provincia di Padova nel Centro Direzionale “La Cittadella” in Piazza Bardella, 2 – Zona Stanga – 3^ Torre,) lunedì 20 febbraio pv, dalle 14.30-18.00, partecipazione gratuita, previa iscrizione al sito: http://bit.ly/2kAKNnp).

Di cosa si tratta. L’Agenda Digitale è stata presentata dalla Commissione Europea nel maggio 2010 con lo scopo di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC o ICT) per favorire l’innovazione, la crescita economica e la competitività. Con una maggiore diffusione e un uso più efficace delle tecnologie digitali si potrà stimolare l’occupazione e affrontare le principali sfide in atto. ADV 2020, acronimo dell’Agenda digitale del Veneto, è il documento programmatico con il quale la Regione intende definire il proprio impegno strategico per la promozione della società e dell’Economia Digitale. La vicepresidenza della Giunta Regionale che coordina l’iniziativa, ha costituito un tavolo di lavoro e attraverso una serie di incontri tematici con gli stakeholders, che si stanno svolgendo sul territorio regionale, intende definire un documento di pianificazione sino al 2020.

Programma. Un pomeriggio di incontri e confronti organizzato in modo seminariale, coordinato nella prima parte da Stefano Barbieri  dell’Agenzia Veneto Agricoltura, al quale parteciperanno anche il vice governatore Gianluca Forcolin, (Ass. al bilancio e Agenda Digitale), Enoch Soranzo (Pres. Prov. Padova) e Giuseppe Pan (Ass. reg. agricoltura). Le relazioni di Mauro Trapani (Dir. Area Sviluppo economico Regione del Veneto) e Maurizio Borin (Dir. Dip. DAFNAE, Univ. di Padova) apriranno il confronto che poi si svilupperà con approfondimenti cui tutti i presenti saranno chiamati a partecipare suddividendosi in gruppi. Gruppo 1: I Servizi digitali della Pubblica Amministrazione (PA) a supporto delle imprese agricole. Sfruttare l’ICT per razionalizzare e semplificare i procedimenti; garantire trasparenza amministrativa e rendere disponibili le informazioni; garantire l’accesso alla rete a banda larga e ultralarga nelle zone rurali; aumentare ulteriormente l’efficienza e l’efficacia dei sistemi di controllo; incrementare il processo di dematerializzazione dei procedimenti amministrativi; e-communication, e-learning e condivisione digitale; sviluppo di APP mobile da parte della PA. Gruppo 2: I fabbisogni digitali delle imprese agricole. Strumenti per lo sviluppo delle competenze digitali delle imprese agricole, consulenza digitale (Agro-Digital-Angels), gestione informatizzata e mobile di coltivazioni e allevamenti; comunicare e valorizzare i prodotti agricoli e il territorio: sito web, social network, e-commerce, comunità web di agricoltori; agrometeorologia e servizi per l’agricoltura. Tecnologie presenti e future: agricoltura di precisione, droni, agrirobotica. Gruppo 3: Il digitale per il monitoraggio e la salvaguardia del territorio rurale. Le azioni e gli strumenti digitali per: la gestione delle risorse idriche e l’efficienza nell’uso dell’acqua; la gestione e il miglioramento della qualità del suolo; la conservazione e il sequestro del carbonio.

Conclusione. Alle 17,30 saranno presentati i risultati del lavoro dei Gruppi da parte dei facilitatori (Franco Contarin, Andrea Comacchio e Luigi De Lucchi, della Regione Veneto); a seguire le conclusioni, affidate a Lorenzo Gubian (Direzione ICT e Agenda Digitale Regione del Veneto).

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

18 febbraio 2017, a Rimini il Campionato della Cucina Italiana sezione “allievi”, a rappresentare il Veneto un bellunese

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Alex Zabot

Sarà uno studente del centro di formazione professionale Enaip di Feltre l’unico in gara per il Veneto alla finale del campionato di cucina italiano rivolto agli allievi degli istituti professionali e degli enti di formazione per i “servizi ospitalità alberghiera”, che si svolgerà nell’ambito del “Campionato della Cucina italiana 2017”, a Rimini, sabato 18 febbraio.

Cuoco in erba. Il contest, alla seconda edizione e promosso dalla Federazione italiana Cuochi, vedrà in sfida i vincitori delle selezioni regionali. Ad avere “l’onore e l’onere” di tenere alta la bandiera veneta è Alex Zabot, classe 1998, che con la sua ricetta ha primeggiato tra una quindicina di coetanei provenienti dai diversi istituti e centri di formazione professionale di tutto il Veneto.

Il piatto, che ha proclamato Alex vincitore nella sfida regionale e con il quale ora affronterà la finale italiana, è il “lombo di cervo avvolto in lardo profumato ai porcini secchi, riduzione di vino rosso delle Dolomiti al ginepro e miele, raviolo con farina di mais “Sponcio” ripieno di purea di castagne e verza marinata”. Alex, che frequenta il quarto anno per “tecnico di cucina” nel centro Enaip Veneto di Feltre, si è distinto non solo per la ricercatezza degli ingredienti – molti dei quali tipici del territorio bellunese – e l’accuratezza degli abbinamenti, ma soprattutto per l’abilità e la tecnica dimostrata nell’esecuzione e nella mise en place, ossia l’impiattamento.

Formazione attenta al mondo del lavoro. Un risultato raggiunto grazie anche alle competenze acquisite nel suo percorso di studi in Enaip Veneto, che da sempre mette al centro della formazione una didattica per “compiti e problemi reali” arricchita, come in questo caso, anche da esperienze tese a favorire l’avvicinamento degli allievi al mondo del lavoro. Ma non solo. Grazie alla sperimentazione del sistema duale – una modalità formativa “on the job” con il 50% delle ore di lezione in aula e il restante 50% in azienda – Alex sta frequentando il quarto anno in apprendistato di primo livello presso lo ”Sport Hotel Arabba”, di Franco Pra, dove è seguito dallo chef Massimo Rech, che adesso fa il tifo per lui.

La scuola. Un ambito formativo, quello della ristorazione, a cui Enaip Veneto ha sempre rivolto una particolare attenzione: nel solo centro di Feltre sono 80 gli allievi che stanno frequentando tale percorsi di studi. In tutte le province della regione sono oltre 40 i corsi attivati, in centri dotati di cucine moderne e attrezzate, per un totale di oltre 800 studenti, guidati da formatori ed esperti e apprezzati professionisti del settore. Ricordiamo che EnAIP Veneto è un’impresa sociale senza scopo di lucro promossa dalle ACLI e attiva dal 1951 nell’ambito della formazione professionale. Presente in tutte e sette le province del Veneto con oltre venti sedi operative, progetta ed eroga prodotti e servizi di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro.

Fonte: Servizio Stampa EnAIP Veneto

Pfas: Galletti-Bottacin, firmato accordo, sbloccati 23 milioni per il bacino del Fratta-Gorzone

pfasimmagineE’ stato firmato nel pomeriggio di ieri, mercoledì 15 febbraio 2017, nella sede della Regione Veneto, l’Accordo integrativo per la tutela delle risorse idriche del bacino del Fratta-Gorzone: arrivano dunque sul territorio ventitre milioni di euro di risorse del ministero dell’Ambiente, di cui dieci destinati al distretto conciario vicentino, che dovranno servire agli interventi sulle aziende, per quelli sugli scarichi delle fognature, il collettore e gli impianti di depurazione, oltre che per garantire acqua potabile di qualità.

Nell’Accordo, in evidenza il problema Pfas. Ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “L’impegno del Ministero nell’ambito di un’intesa istituzionale aggiornata e integrata è confermato, chiediamo però al territorio l’individuazione di interventi puntuali e tempistiche certe per la realizzazione, in una filiera di responsabilità che coinvolge tutti.  Da qui, inoltre, lanciamo con ancora più forza la nostra sfida al problema Pfas: figurano infatti, a differenza del passato, tra gli obiettivi dell’Accordo, creando le premesse per dare giusta finalizzazione agli 80 milioni di euro di fondi Fsc contenuti nel Piano Operativo Ambiente deliberato dal Cipe lo scorso dicembre”.

La Regione Veneto. “Oggi abbiamo compiuto un passo importante verso la risoluzione di una problematica su cui ci stiamo muovendo da tempo. Inoltre, con la firma odierna, proseguiamo la collaborazione con il Ministero anche sul tema Pfas, argomento quanto mai delicato e di valenza nazionale interessando varie regioni, che stiamo analizzando in tutte le sue sfaccettature in sinergia con le diverse amministrazioni interessate”, ha dichiarato l’assessore all’Ambiente veneto Gianpaolo Bottacin. Il documento, che integra l’intesa raggiunta con l’accordo di programma quadro siglato nel dicembre 2005, è stato firmato da ministero dell’Ambiente, Regione Veneto, Autorità e Consigli di Bacino, Province e Comuni interessati, Arpa Veneto, gestori di fognature e impianti di depurazione, associazioni rappresentative di industriali, artigiani e aziende conciarie operanti sul territorio. “Le Parti – si legge nell’intesa – ribadiscono che il risanamento della parte alta del bacino del Fratta-Gorzone costituisce una delle condizioni indispensabili per l’utilizzazione delle risorse idriche a valle”.

Il testo individua l’esecuzione di diverse attività: il completamento e aggiornamento del censimento di tutte le fonti di inquinamento, il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee, la prevenzione ed abbattimento degli inquinanti e delle sostanze pericolose, tra qui quelle perfluoro-alchiliche, sulle quali si prevedono non solo il monitoraggio e la prevenzione della diffusione nell’ambiente, ma anche interventi per il loro abbattimento ovvero per la sostituzione delle fonti di approvvigionamento per garantire l’utilizzo di acqua potabile. Sono previsti inoltre “interventi di miglioramento della depurazione degli scarichi, mediante il miglioramento delle reti fognarie e degli impianti di depurazione”,  razionalizzazione degli schemi fognario-depurativi, azioni di riqualificazione ambientale come la bonifica delle discariche per fanghi di depurazione, sperimentazione tecnologica, riduzione dell’utilizzo di acque di falda per uso industriale.

Programma di lavoro da definire entro un mese. All’inizio dello scorso anno il ministero dell’Ambiente, attraverso la direzione per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque, aveva presentato il testo dell’Accordo integrativo, impegnandosi a mantenere sul territorio tutti i ventitre milioni precedentemente stanziati e fino a oggi non spesi. Le risorse saranno impegnate per il cofinanziamento degli interventi, in coerenza con gli impegni assunti e attraverso un programma di lavoro da definire entro trenta giorni. E’ chiarito che, in caso di mancato avvio degli interventi finanziati entro un anno, il Comitato di sorveglianza può proporre la risoluzione dell’accordo e dunque il ministero procederà alla revoca delle risorse di propria competenza, riprogrammandole d’intesa con la Regione.

Fonte: Servizio stampa Ministero dell’Ambiente

Crisi idriche Naviglio Brenta e Novissimo, un protocollo per gestirle al meglio

novissimo-in-secca

Novissimo in secca

Un protocollo per gestire le crisi idriche di Naviglio Brenta e Novissimo nei periodi di siccità: se ne è discusso nei giorni scorsi all’idrovora di Santa Margherita di Codevigo (PD) nella riunione convocata dal presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione Paolo Ferraresso, con l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, il presidente di Anbi Veneto Giuseppe Romano, il presidente del Consorzio di bonifica Acque Risorgive Francesco Cazzaro e i rappresentanti delle associazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura e Cia di Padova e Venezia.

Acqua, poca e contesa. La carenza idrica che, nella stagione estiva, da un paio d’anni riguarda i corsi d’acqua a valle del nodo idraulico di Stra – Naviglio Brenta e Novissimo – provoca infatti seri problemi per le aziende agricole dalla Riviera del Brenta al Piovese fino a Chioggia, interessando i Comuni di Codevigo, Piove di Sacco, Vigonovo, Stra, Dolo, Fossò, Camponogara e Campolongo Maggiore. “Quando il livello dell’acqua nel canale Novissimo a Conche di Codevigo scende al di sotto di un valore prefissato deve immediatamente scattare la regolazione delle derivazioni secondo un protocollo prestabilito” ha affermato il presidente Ferraresso. L’acqua, infatti, è poca e contesa: “Ad oggi, in caso di siccità non esiste alcun regolamento per la derivazione dell’acqua che deve essere utilizzata per garantire la navigazione, l’irrigazione, la produzione di energia elettrica e per le valli da pesca – continua il presidente del Consorzio Bacchiglione -. In questo incontro abbiamo finalmente messo le basi per affrontare preparati eventuali crisi idriche. Non bisogna aspettare l’emergenza per decidere come gestirla”. Fatta una completa ricognizione di tutti gli usi e le derivazioni delle acque di Naviglio e Novissimo, sarà stabilito come queste debbano essere ridotte in caso di scarsità: un tavolo di confronto composto da tutti i soggetti interessati vigilerà sull’approvazione del protocollo.

I commenti. “Solo con l’irrigazione si può produrre qualità. Bisogna inoltre considerare che questo tipo di agricoltura specializzata dà impiego a molte persone; ciò impone scelte precise nella gestione della risorsa idrica disponibile, dovendo assicurare i fabbisogni irrigui delle colture, soprattutto quelle orticole, in grado di produrre reddito agli agricoltori che tanto hanno investito nel loro lavoro”, ha commentato l’assessore Pan. “Ho sempre asseverato che la prevenzione degli eventi è la strada giusta anche nell’ottica del risparmio. Infatti è molto più costoso pagare poi le calamità, specie oggi che sappiamo tutti le risorse sono limitatissime” ha affermato Iacopo Giraldo, presidente di Coldiretti Venezia. “Per legge, dopo il consumo umano, la priorità della risorsa idrica deve essere assicurata all’uso agricolo. Ben venga il protocollo di gestione delle emergenze”, ha aggiunto Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio di bonfica Bacchiglione

 

23 Stati Ue su 28 violano le norme inerenti alla qualità dell’aria, la Corte dei conti europea dà avvio ai controlli

SmogStando al primo riesame dell’attuazione delle politiche ambientali dell’UE, condotto dalla Commissione europea e pubblicato il 6 febbraio 2017, 23 Stati membri dell’UE su 28 violano le norme relative alla qualità dell’aria. La Corte dei conti europea si accinge a espletare un audit sulle misure adottate a livello UE contro l’inquinamento atmosferico e ha annunciato i primi particolari al riguardo.

450 mila decessi. L’inquinamento atmosferico è il singolo rischio ambientale per la salute di maggior rilievo in Europa e provoca ogni anno, secondo le stime, 450.000 decessi prematuri dovuti a malattie respiratorie e di altro genere. Ha inoltre considerevoli impatti economici e ambientali, che vanno dalle spese mediche più elevate e dalla minore produttività ai danni arrecati alla vegetazione e agli ecosistemi. L’Unione europea spende oltre 2miliardi di euro per la lotta all’inquinamento atmosferico.

Misure nazionali di controllo. La direttiva UE sui limiti nazionali di emissione fissa massimali di emissione per ciascuno Stato membro e per l’UE nel suo complesso. Gli Stati membri sono tenuti a gestire e monitorare la qualità dell’aria nonché a rendere pubbliche le informazioni al riguardo. Dai dati si evince, però, che molte città europee sono ancora afflitte dal problema dell’inquinamento atmosferico. In un intervento a Varsavia, il presidente della Corte dei conti europea Klaus-Heiner Lehne ha affermato: “Il nostro compito è esaminare la spesa in settori che riguardano la vita quotidiana dei cittadini dell’UE, i loro problemi e bisogni. Ecco perché intendiamo esaminare le misure adottate per la qualità dell’aria e l’igiene ambientale”. Lehne e Janusz Wojciechowski, membro della Corte dei conti europea responsabile dell’audit, si sono recati a Varsavia per un incontro al NIK, l’autorità nazionale di audit della Polonia. Wojciechowski ha dichiarato: “Verificheremo l’efficacia delle misure nazionali e dell’UE per ridurre l’inquinamento atmosferico. Alla luce anche del quadro normativo europeo in materia, valuteremo se i fondi dell’UE vengono spesi con oculatezza”. La Corte, inoltre, si avvarrà del contributo di 15 istituzioni di controllo di paesi europei e non europei per stilare una relazione congiunta, volta a fornire un’immagine attendibile e accurata della situazione nei vari paesi nonché una visione d’insieme delle buone pratiche e delle soluzioni efficaci. Non sono ancora disponibili cifre dettagliate sui finanziamenti UE erogati per ridurre l’inquinamento atmosferico, ma finora gli auditor della Corte hanno rilevato che nella voce generica di “qualità dell’aria” rientra una spesa superiore a 2miliardi dieuro. Questo dato non include il sostegno aggiuntivo fornito attraverso settori quali i trasporti e l’industria.

Fonte: Servizio Stampa Corte dei conti europea

Pesca in Alto Adriatico, continua la crisi, meglio il settore acquicolo (fuorchè i mitili)

pesca-300x300L’Osservatorio Socio Economico della Pesca e dell’Acquacoltura di Veneto Agricoltura nel suo annuale Report ha analizzato l’intera filiera del comparto dell’acquacoltura nell’area Alto Adriatico, dando uno sguardo anche a quanto accade nelle vicine Slovenia e, soprattutto, Croazia.

In crescita la produzione di vongole filippine. Dall’analisi dei dati 2015, il settore acquicolo sembra in salute, eccezion fatta per i mitili, in quanto alcuni casi di avversità metereologiche (febbraio 2015) ne hanno decimato la produzione (-41,4%). Il risultato di queste infauste condizioni meteo marine è stata una produzione totale di circa 25.000 tonnellate. La produzione complessiva di vongole filippine di Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna nel 2015 ha sfiorato le 36.000 tonnellate, +0,9% sul 2014.

Settore pesca in crisi a vantaggio di quello acquicolo. In calo nell’ultimo anno anche la produzione da piscicoltura d’acqua dolce per le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia con la trota, che da sola rappresenta il 77% del totale, a tenere bassa la produzione complessiva.  Nell’ultimo decennio crescono le imprese, anche se in maniera meno marcata negli ultimi anni. Motivo? Un probabile riversamento delle attività dal settore della pesca, in crisi, verso quello acquicolo (mitilicoltura, etc.). Infatti, l’analisi dei dati delle tre regioni dell’Alto Adriatico, indica un aumento medio del +75% delle imprese dedite all’allevamento ittico negli ultimi 12 anni. I dati completi riportati del Report dell’Osservatorio pesca/acquacoltura di Veneto Agricoltura sono visibili attraverso il seguente link: http://bit.ly/2ktmzvW

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

Consiglio agricoltura europeo di gennaio 2017, le questioni affrontate

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiSi è tenuto lo scorso 23 gennaio a Bruxelles il Consiglio Agricoltura di gennaio, il primo sotto Presidenza maltese.

Le prossime discussioni riguarderanno la proposta della Commissione “Omnibus” sulla PAC e la produzione biologica. Un altro obiettivo della Presidenza maltese sarà quello di esplorare nuove idee e proposte su come adattare l’agricoltura ai cambiamenti climatici, favorendo la ricerca e l’innovazione nel campo della gestione delle acque. Questo, tra l’altro, sarà il tema centrale della riunione informale dei Ministri dell’Agricoltura prevista per i giorni 22-23 maggio prossimo. La Presidenza si adopererà per promuovere a livello internazionale una politica sostenibile delle foreste, comprendente la gestione del patrimonio forestale e il commercio di legname prodotto legalmente. La Presidenza maltese intende, inoltre, coordinare la posizione del Consiglio alla 12^ Sessione del Forum delle Nazioni Unite sulle foreste che si terrà nel prossimo mese di maggio. Per quanto riguarda il settore veterinario e fitosanitario, sarà data priorità al tema della salute delle piante e degli animali e alla resistenza agli antimicrobici, cercando di fare progressi sostanziali sui regolamenti in materia di medicinali veterinari e mangimi medicati. Infine, in tema di Politica Comune della Pesca, la Presidenza maltese intende sostenere la Commissione impegnata sulla strategia “MedFish4ever per il Mar Mediterraneo” promuovendo un evento a La Valletta nei giorni 20-30 marzo prossimo, nonché adoperandosi per l’adozione di una serie di importanti testi legislativi quali: il regolamento sulle misure tecniche, la trasposizione ICCAT, il regolamento relativo la gestione sostenibile delle flotte pescherecce esterne.

Commercio internazionale, negoziati in corso. La Commissione ha aggiornato il Consiglio sui negoziati commerciali in corso di rilevanza per l’agricoltura. Uno scambio di opinioni sullo studio della Commissione riguardante l’impatto cumulativo di accordi di libero scambio nel settore agricolo ha acceso il dibattito. I Ministri agricoli europei hanno sostanzialmente riconosciuto l’importanza e i potenziali benefici economici
derivanti dagli ambiziosi accordi di libero scambio tra l’UE e altri Paesi, ma hanno altresì chiesto un approccio equilibrato e un esercizio di cautela nei negoziati, in particolare per quanto riguarda alcuni settori sensibili per i quali c’è forte preoccupazione. I Ministri hanno anche messo in guardia contro il rischio di veder annacquate le rigide norme europee in materia di sicurezza alimentare, benessere degli animali e tutela dell’ambiente. Molti Ministri hanno anche chiesto maggiori garanzie a tutela delle Indicazioni Geografiche e reciprocità nelle concessioni.

Mercato agricoli e pacchetto latte. La Commissione ha informato il Consiglio sull’attuale situazione dei principali mercati agricoli e fatto il punto sull’attuazione del Pacchetto latte. Relativamente alla prolungata crisi che sta colpendo diversi settori agricoli dell’UE – in particolare lattierocaseario, carni suine e ortofrutta – è stato sottolineato come il Consiglio abbia approvato tre pacchetti di misure di sostegno per gli agricoltori (settembre 2015, marzo e luglio 2016, quest’ultimo implementato nel successivo mese di settembre). Il Consiglio, in linea di massima, si è detto d’accordo con la valutazione della  Commissione sulla situazione dei mercati agricoli, riconoscendo che la maggior parte dei compartii sta vivendo una certa ripresa, ma ha anche ricordato che la volatilità dei mercati è rimasta elevata. I Ministri hanno pertanto sollecitato la Commissione a continuare a monitorare i diversi mercati per farsi trovare pronta in caso di necessità; hanno anche ribadito che se il pacchetto di misure di settembre 2016 si é dimostrato utile, va altrettanto sottolineato che è ancora presto per valutare il suo reale impatto. Circa l’attuazione del Pacchetto latte, la Commissione ha presentato la sua seconda relazione. Al riguardo, il Consiglio ha evidenziato la necessità di prendere in considerazione un’estensione dell’applicazione del Pacchetto oltre il 2020.

Avvio dei negoziati commerciali tra Ue e Nuova Zelanda. La delegazione polacca ha espresso forti preoccupazioni relativamente all’apertura dei negoziati commerciali tra Unione Europea e Nuovo Zelanda, in particolare per le conseguenze negative che potrebbero abbattersi sul comparto lattiero-caseario europeo, già in grave difficoltà. La Polonia ha chiesto che questo settore venga escluso dal quadro dell’accordo e altri Stati Membri, condividendo tale posizione, hanno evidenziato forti preoccupazioni e chiesto alla Commissione di adottare un approccio prudente nell’ambito di qualsiasi futuro negoziato.

Fonte: Europe Direct ufficio stampa Veneto Agricoltura

Ambiente, la Commissione europea spinge per un aumento della raccolta dei rifiuti da riciclare entro il 2030, da 44 a 70 per cento

DiscaricaLa Commissione ambiente del Parlamento europeo ha emendato la legislazione del cosiddetto “pacchetto rifiuti” proponendo che entro il 2030 la quota dei rifiuti da riciclare, attualmente al 44%, sia spinta fino al 70%. Lo smaltimento in discarica, che ha un grande impatto ambientale, dovrebbe essere limitato al 5% ed entro la stessa data dovrà essere programmata una riduzione del 50% dei rifiuti alimentari.

Economia circolare. Le statistiche indicano che nel 2014 il 44% di tutti i rifiuti urbani nell’UE è stato riciclato o compostato ed entro il 2020 gli Stati membri dell’UE dovrebbero ragionevolmente raggiungere l’obiettivo di riciclare o compostare il 50% dei rifiuti ed oltre. “La commissione – sottolinea Simona Bonafè (S&D, IT) – ha dimostrato che crede nella transizione verso un’economia circolare. Abbiamo deciso di ripristinare gli obiettivi più ambiziosi per riciclaggio e discariche ritornando a quanto la Commissione aveva inizialmente proposto nel 2014. Soprattutto, non ci sarà più la possibilità per gli Stati membri con i tassi di riciclaggio più bassi di ottenere una deroga a sanatoria: potranno chiederla, ma sarà soggetta a specifiche condizioni”. Va ricordato che l’obiettivo del 70% lanciato dalla Commissione parlamentare per il 2030 è superiore a quanto concordato dai Governi in sede di Commissione europea, che per il riciclaggio dei rifiuti urbani si sono fermati al 65%. Per i materiali di imballaggio, come carta e cartone, plastica, vetro, metallo e legno, i deputati propongono un obiettivo dell’80% per il 2030. Le proposte del “pacchetto rifiuti” saranno messe al voto nel corso della sessione Plenaria di marzo dell’assemblea di Strasburgo.

Fonte: Asterisco Informazioni