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Presentato il progetto della ciclovia da Venezia a Torino

tracciato-ventoE’ stato presentato lo scorso 21 febbraio a Venezia il progetto della ciclovia “VEN.TO” che collegherà Torino a Venezia attraverso un percorso che, in prevalenza, costeggerà il corso del fiume Po, coinvolgendo 4 Regioni, 12 Province e 121 Comuni.

Il progetto ha preso il via dopo la recente sottoscrizione delle intese tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT), il Ministero dei beni delle attività culturali e del turismo (MIBACT) e le Regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte. L’incontro è stata l’occasione per discutere del tracciato della ciclovia, ma anche per fare il punto sulle iniziative regionali in materia di “mobilità leggera”. Il progetto è stato illustrato dai tecnici delle Regione Veneto e della Regione Lombardia (capofila), sotto la supervisione scientifica del Politecnico di Milano.

Commenti istituzionali. “L’obiettivo è di valorizzare al meglio le risorse del territorio sia mediante la realizzazione di nuovi tratti ciclabili, sia adeguando quelli esistenti in termini di sicurezza, a tutela di un’utenza debole. Abbiamo attivato una serie di iniziative finalizzate a sviluppare i servizi indispensabili a un pieno utilizzo di queste infrastrutture, come ad esempio la possibilità di noleggiare le biciclette oppure di utilizzare il treno come supporto”, ha commentato l’assessore regionale ai lavori pubblici e  infrastrutture Elisa De Berti. “Parlare di ciclovie  significa introdurre anche temi ambientali di fondamentale importanza, in primis quello della qualità dell’aria, aspetto al quale la Regione sta prestando particolare attenzione nella sua programmazione”, ha aggiunto l’assessore regionale all’Ambiente Giampaolo Bottacin. “Già in questa fase di progettazione dell’infrastruttura stiamo  valutando come promuoverla al meglio in termini di offerta turistica, fornendo agli operatori un pacchetto ‘chiavi in mano’ da proporre soprattutto nei mercati nord europei. In questo contesto sarà possibile partecipare a bandi comunitari per il finanziamento di attività artigianali, commerciali ed enogastronomiche, indispensabili per arricchire il percorso e qualificare l’infrastruttura”, ha concluso l’assessore regionale al Turismo Federico Caner.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Birra, parte dal Veneto la proposta di tutela nazionale del marchio artigianale

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Alcuni componenti del direttivo Birrai Confartigianato Imprese Veneto

Il Veneto si candida a diventare patria delle birre artigianali e ne ha ben donde. La nostra regione registra infatti numeri da record: 79 i birrifici attivi, di cui 39 non industriali ed è la regione che ne ha di più in Italia. Una nicchia si, ma in forte crescita. A parlarne ai soci Argav lo scorso 24 febbraio sono arrivati al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) alcuni rappresentanti della neo costituita categoria regionale Birrai di Confartigianato Imprese Veneto.

Birra artigianale un marchio da tutelare. Proprio dal Veneto, ed in particolare da Treviso, che ha all’attivo 13 birrifici artigianali, parte la battaglia per evitare che il boom si trasformi in sboom ma che, al contrario, venga codificato, promosso e tutelato. “I numeri parlano da soli – ha spiegato Ivan Borsato – titolare del birrificio Casa Veccia di Camalò in provincia di Treviso- neo presidente regionale dei Birrai di Confartigianato Imprese Veneto (accompagnato per l’occasione da alcuni componenti del direttivo regionale, presenti nella foto in alto, tra cui il vice presidente Simone Dal Cortivo del BirrOne di Castelnuovo di Isola Vicentina, Luca Del Zolt di Birra del Grillo di Comelico del Cadore (BL) e Gianpaolo Miotto del Birrificio Camerini di Piazzola sul Brenta PD), ed impongono una riflessione anche per controllare la definizione di “birrificio artigianale”. Al fine di tutelare chi opera quotidianamente  – e con successo crescente – in maniera rigorosa e contenere l’uso indiscriminato delle specificità dei birrifici artigianali abbiamo in serbo una serie di iniziative. Tra queste: sostenere la proposta di legge della Regione Veneto sull’istituzione di un marchio dei prodotti e dei produttori di birra artigianale (proposta dai Consiglieri Barison, Giorgetti, Donazzan e Finco), sostenere gli eventi pubblici di maggior rilievo e sostenere la definizione delle linee guida per un regolamento/disciplinare che rappresenterebbe una novità assoluta a livello nazionale in materia”.

Va trovata una chiave ulteriore ai volumi annuali di produzione. “Non si tratta di un’operazione semplice – ha chiarito Borsato -. La birra è l’alcolico popolare per eccellenza, può essere prodotto con investimenti minimi (numerosi i birrai casalinghi che se la autoproducono nel garage di casa) e come tale ha mille sfaccettature, segreti e altrettanti modi di essere prodotta ad eccezion fatta per i passaggi basilari, che però sono comuni alle produzioni artigianali ed industriali. Va trovata quindi una chiave ulteriore ai volumi annuali di produzione su cui in ogni caso c’è in atto una discussione: 5 mila ettolitri l’anno, 10mila? E forse non basta nemmeno la definizione di birra cruda, ed il fatto che non vengano usati conservanti. Sino a qualche anno fa l’Italia era fanalino di coda per quanto riguarda la birra – ha concluso Borsato -,  oggi le cose sono davvero cambiate. Grazie soprattutto al cambio di immagine sulla nostra produzione dovuta essenzialmente al lavoro dei micro birrifici che hanno puntato sulla originalità, sulla novità e particolarità delle loro produzioni. Caratteristiche che hanno creato interesse verso il nostro mondo in Italia ma non solo. La lavorazione artigiana italiana si è una volta ancora distinta sui mercati internazionali”.

I numeri del resto parlano chiaro: la birra ha raggiunto il 10% del fatturato di un mercato storico come quello del vino (500 milioni rispetto ai 5 miliardi di euro). Oggi l’Italia è leader in Europa con il Veneto che guida questa tendenza seguito da Piemonte e Sicilia. Il mercato della birra dà lavoro a oltre 5mila addetti diretti che diventano 13mila se includiamo la filiera produttiva birraia (assobirra 2015 report).

La degustazione. I Birrai di Confartigianato sono arrivati “armati” di bottiglie. Cinque le birre proposte nell’occasione: Formenton di Ivan Borsato Birraio (Wheat-Wit / 4,5% vol / alta fermentazione). Bianca di grano prodotta con malti italiani, aromatizzata con coriandolo e buccia di arancia mara. La sua doppia personalità, esotica al naso e fresca in bocca, la posiziona a metà tra una Waizen (dalla quale eradita  il lievito) e una Blanche (dalla quale prende la speziatura). Fresca e poco persistente, trova l’abbinamento ideale con i piatti delicati, specie col pesce, anche crudo. Nella serata è stata servita con l’eccellente pesce arrosto proveniente dalla Valle Grande San Gaetano di Caorle, preparato dallo chef giornalista Efrem Tassinato. Altra birra servita nel convivio, la SS46 di Birrone (Bavarian Helles / 4,5% vol / bassa fermentazione) Classica Hell in stile bavarese. Il gusto pieno del malto e la bassa luppolatura ne fanno una birra adatta a tutti e a tutte le occasioni. E’ la birra della socievolezza, dei momenti sereni, degli attimi lieti che accompagnano dolcemente il nostro viaggio quotidiano. Bevuta in gruppo non basta mai. Le altre birre degustate sono state: Oppale di 32 via dei Birrai (Birra Belga /5,5% vol / alta fermentazione), birra chiara molto luppolata, schiuma bianca, compatta, sottile e persistente; colore chiaro con riflessi ramati, libero da solidi in sospensione, ma talvolta velato da lievito; perlage fine, note di caramello e toffee con sentori erbacei e fruttati di ananas maturo, equilibrato tra il gusto di caramello sulla metà anteriore della lingua e l’amaro pronunciato sulla metà posteriore, birra corposa; Seducente di Birra Camerini
American (ALe / 5,8% vol / Alta fermentazione), birra speciale con un intenso bouquet agrumato e un persistente sapore di frutta esotica che la rende molto dissetante pur mantenendo un elevato grado di complessità, dovuta alla consistente presenza di malti d’orzo e frumento e di luppoli molto aromatici e raffinati; è quindi ideale come aperitivo o per una serata in compagnia e al tempo stesso ottima in abbinamento a piatti di pesce oppure di carni bianche o formaggi freschi. Comelgo di Birra del Grillo di Luca Del Zolt, (speciale al miele delle Dolomiti / 6,8% vol / Alta Fermentazione), birra doppio malto, di colore dorato, possiede la personalità e i profumi delle valli del Verde Comelico, profumi dati dalla laboriosa opera delle api nel fare il miele che è miscelato con il mosto della birra. Abbinamento con insaccati e carpacci, carni bianche abbinate a verdure. Dopo la degustazione delle birre, i presenti sono stati sottoposti ad un questionario “propedeutico” all’individuazione dei driver di valorizzazione su cui puntare per la birra artigianale. Al prossimo incontro, l’ardua sentenza.

 

Insetticidi neonicotinoidi, verso il bando totale?

ApiGli insetticidi neonicotinoidi minacciano seriamente non solo le api, ma anche bombi, farfalle, insetti acquatici e uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare. È quanto emerge da una revisione approfondita di tutti gli studi scientifici pubblicati dal 2013, commissionata da Greenpeace all’Università del Sussex (Regno Unito), una delle più importanti istituzioni scientifiche in questo campo.

Il rapporto “Rischi ambientali degli insetticidi neonicotinoidi”, appena pubblicato, esamina gli studi a partire dal 2013, anno in cui era stato adottato un bando parziale a tre neonicotinoidi (clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam) da parte dell’Unione Europea, ora in fase di revisione. Greenpeace, sulla base di questi risultati, chiede ora alla Commissione europea un bando totale dei neonicotinoidi e la promozione di metodi di agricoltura ecologica. “Le evidenze del contributo dei neonicotinoidi al declino delle api sono maggiori ora di quando venne adottato il bando parziale. Oltre alle api, queste sostanze possono essere plausibilmente legate al declino di farfalle, uccelli e insetti acquatici. Vista l’estensione del danno ambientale è prudente estendere il raggio d’azione dell’attuale bando europeo” commenta Dave Goulson, professore di biologia, considerato uno dei maggiori esperti europei dell’ecologia dei bombi.

Fonte: Europe Direct Veneto ufficio stampa Veneto Agricoltura

Prezzi materie prime alimentari, in calo anche nel 2016

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiNell’anno appena concluso, i prezzi delle principali materie prime alimentari sono calati per il quinto anno consecutivo, registrando una media di 161,6 punti per l’intero anno, circa l’1,5 in meno rispetto ai livelli del 2015.

In generale. I raccolti abbondanti e le buone prospettive per i cereali di base compensano la pressione al rialzo di materie prime tropicali come lo zucchero e l’olio di palma, dove la produzione ha subito l’impatto di El Niño. Nel mese di dicembre, l’indice FAO ha registrato una media di quasi 172 punti, valore invariato rispetto al mese di novembre. Ricordiamo che l’indice dei prezzi alimentari della FAO è un indice ponderato su base commerciale che misura i prezzi di cinque principali materie prime alimentari sui mercati internazionali: cereali, oli vegetali, prodotti lattiero-caseari, carne e zucchero.

Cereali, zucchero e oli vegetali. Il 2016 è stato caratterizzato da un costante declino dei prezzi dei cereali, che dal 2015 sono scesi del 9,6% e sono diminuiti del 39% rispetto al picco raggiunto nel 2011. Allo stesso tempo, i prezzi degli oli vegetali sono aumentati rispettivamente dell’11,4%. L’Indice FAO dei prezzi dei cereali, sostanzialmente stabile da settembre, nel mese di dicembre è aumentato solo dello 0,5%, confermate le quotazioni del riso e del mais mentre stime di produzione più ampie del previsto in Australia, in Canada e nella Federazione Russa hanno portato ad un calo dei prezzi del grano. L’Indice del prezzo degli oli vegetali è salito del 4,2% dal mese di novembre, fissando il tetto del guadagno annuale a due cifre e raggiungendo il suo livello più alto dal luglio 2014. Sono salite le quotazioni sia dell’olio di palma che di quello di soia, il primo a causa di livelli d’inventario globale bassi e forniture ridotte, il secondo sulla prospettiva di un crescente utilizzo nei settori biodiesel in Nord e Sud America.

Lattiero-caseari. Anche l’indice dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari è aumentato del 3,3%, principalmente a causa dei prezzi più elevati del burro, del formaggio e del latte intero in polvere e una produzione contenuta nell’Unione Europea e in Oceania.

Zucchero. L’Indice FAO del prezzo dello zucchero, mentre è stato alto per quasi un terzo nel corso dell’anno, è sceso dell’8,6% nell’ultimo mese del 2016. Il forte calo è stato principalmente guidato da un indebolimento costante del Real brasiliano nei confronti del Dollaro, insieme ad un aumento del 18% sulle previsioni della produzione nel Centro Sud, principale regione di coltivazione della canna da zucchero del Brasile.

Carne. L’Indice dei prezzi della carne è sceso dell’1,1% dal rivisto livello di novembre. Il suo valore medio nel 2016 è stato del 7% inferiore rispetto a quello del 2015, principalmente a causa della caduta dei prezzi internazionali delle carni bovine e del pollame.

Fonte: Europe Direct Veneto ufficio stampa Veneto Agricoltura

27 febbraio 2017, il direttivo Argav si riunisce al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD)

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Il prossimo direttivo Argav si terrà lunedì 27 febbraio 2017 dalle ore 18,15 nella sede del circolo di campagna Wigwam di Arzarello Piove di Sacco (PD). Questo l’ordine del giorno: approvazione verbale precedente, comunicazioni del Presidente, comunicazione della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, bilancio consuntivo 2016, bilancio preventivo 2017, prossime attività, varie ed eventuali.

1 marzo 2017, a Trento il primo incontro sulla progettazione di architetture in montagna nel rispetto del paesaggio

montagna_003La Scuola per il governo del territorio e del paesaggio (Step) dell’Università di Trento organizza a partire dall’1 marzo fino al 6 aprile 2017 tre incontri che intendono proporre una riflessione sulla progettazione di strutture nei contesti sensibili di alta quota, mettendo in luce come il gesto architettonico comporti intenzioni di rappresentazione della montagna e delle sue potenzialità e richieda sensibilità antiche e nuovi sguardi, conservazione dei valori e innovazione dei modi di costruire, uso sapiente delle tecniche e dei materiali tradizionali e nuove tecnologie.

Gli incontri. 1 marzo ore 2017 ore 16.30. Costruire in alta quota: uomo, tecnica, natura. Antonio De Rossi, Annibale Salsa. Introduce e modera Bruno Zanon. 30 marzo 2017 ore 16.30 Piccole infrastrutture per nuovi sguardi, Messner Architets\Punto panoramico sul Monte Specie, Braies (BZ) Camposaz\Osservatorio in legno sul Monte Tampa, Romania. Introduce e modera Alberto Winterle. Tavola rotonda: Anna Facchini, SAT-Società degli Alpinisti Tridentini, Alessandro Franceschini, Sentieri Urbani, Marcella Morandini, Fondazione Dolomiti UNESCO, Marco Piccolroaz, CiTRAC Circolo Trentino per l’Architettura Contemporanea. 6 aprile 2017 ore 16.30, Tensioni dal margine. Sperimentazioni nella progettazione dei rifugi alpini. Senoner Tammerle Architekten\Rifugio Alpe di Tires (BZ) OFIS Arhitekti\Kanin Winter Cabin – Alpine Shelter Skuta, Slovenia Riccardo Giacomelli-Il bivacco Giambatta Giacomelli alla Vigolana. Introduce e modera Luca Gibello. Tavola rotonda: Daniele Cappelletti, Campomarzio. Claudio Lamanna, Università degli Studi di Trento, Emiliano Leoni, Comitato Scientifico di step, Adriano Oggiano, Provincia autonoma di Bolzano.

Modalità di partecipazione. Tutti gli incontri si svolgeranno presso l’Aula Magna di tsm-Trentino School of Management in Via Giusti 40, Trento. La partecipazione è gratuita previa iscrizione obbligatoria fino ad esaurimento posti. Crediti formativi per ingegneri, architetti, agronomi.

Fonte: Servizio Stampa Step-Tsm

 

 

Stasera, ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), all’incontro Argav-Wigwam si parla dello stato dell’arte delle valli da pesca lagunari veneziane e di birre artigianali

foto-wigwam

foto circuito Wigwam

Oggi, venerdì 24 febbraio 2017, a partire dalle ore 19, nella consueta sede del circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD), si terrà l’incontro mensile di aggiornamento e approfondimento Argav.

Le Valli da pesca della laguna veneta: genesi, situazione economica e produttiva, demanialità” l’argomento introduttivo della serata. Gli interventi saranno a cura di Alessio Bonetto, geologo, direttore tecnico Eco-ricicli Veritas Srl, esperto della laguna di Venezia, che farà il punto sotto il profilo geologico ed ambientale, dalla nascita alle mutazioni principali al futuro, comprensivo degli interventi effettuati (canale dei petroli) e di quelli a venire (Mose, idrovia? terminal off shore? ecc.); Matteo Poja, titolare di Valle Grande San Gaetano a Caorle (la valle di Hemingway) nonché responsabile del settore itticolo di Confagricoltura Venezia e Gualtiero Ranzani, titolare di Valle AMA (Averto), parleranno della situazione in cui versano le valli da pesca, tra difficoltà e prospettive. Infine, Ivone Cacciavillani, giornalista, storico, avvocato, parlerà della genesi delle valli da pesca dal punto di vista storico in rapporto alla Serenissima sino ai giorni nostri e farà il punto sulla vertenza giudiziaria iniziata con la richiesta dell’agenzia del demanio di anni fa. Quali le pretese, gli esiti delle varie sentenze? Come si è risolta ed in parte si risoverà la vicenda? Cosa significa demanialità, cosa è stato stabilito dalla Corte di Cassazione per quanto riguarda il principio di “bene pubblico”?

Le birre artigianali saranno il secondo argomento trattato nella serata, con la partecipazione di Ivan Borsato, presidente del Gruppo Birrai Confartigianato Veneto, costituito di recente, che ne illustrerà l’attività. Ospite della serata, il cantautore Gualtiero Bertelli, che eseguirà alcuni suoi successi ed alcune nuove canzoni con chitarra e voce. Al termine dell’incontro, Efrem Tassinato, giornalista enogastronomico e chef, presidente del Circuito Wigwam, presenterà e proporrà in degustazione alcune ricette di pesce di valle abbinate alle birre artigianali. Nell’occasione, sarà anche possibile ritirare o prenotare i kit per la preparazione della Pasta alla Griscia solidale: pasta di grano duro di montagna, guanciale di maiale nero dei Monti Sibillini e pecorino da grattugia dei Monti della Laga prodotti direttamente dalle aziende del territorio terremotato del Centro Italia.

 

Dolci delle feste, la verità sui galani al forno

galani-confartigianatoLa qualità e la corretta informazione sono elementi scontati nella borsa della spesa. E’ una fiducia ben riposta? Non sempre, soprattutto in periodo di feste, quando maggiore si fa l’attenzione verso i prodotti tradizionali delle feste come quelli legati al Carnevale. E’ il parere di Christian Malinverni e Oliviero Olivieri, rispettivamente presidente regionale degli alimentaristi e dei pasticceri di Confartigianato.

Light, ma in verità…I prodotti alimentari tipici, i dolci tradizionali e delle feste, sono da qualche anno molto richiesti dai consumatori. Con l’aumentare della richiesta di tipicità e cresciuta di conseguenza la produzione e la commercializzazione di prodotti industriali che, richiamando nel nome, nella forma o nella confezione il prodotto imitato, ingannano il consumatore. Esempio tipico di informazione non corretta, e di attualità in questi giorni di carnevale, è il galano cotto al forno. Da qualche anno infatti, accanto al galano tradizionale viene offerto, nei banchi di negozi di alimentari e supermercati, il cosiddetto galano al forno. Che, sostiene qualcuno, è più leggero di quello tradizionale, perché è cotto al forno, anziché essere fritto. “Ma questo non è vero –spiegano i presidenti Malinverni ed Olivieri- Anche il galano al forno viene prima fritto nell’olio, solo che la cottura viene poi completata al forno. Millantano che sia meno grasso, ma non lo è affatto”.

Prodotto non tutelato. Già, il galano –consultare un qualsiasi libro di cucina, ma anche un buon dizionario della lingua italiana- viene fritto. Quello al forno, dunque, è un galano “sui generis”: “Il fatto è che del galano al forno si è impadronita l’industria, che ne produce grandi quantitativi, mentre quello tradizionale, che noi difendiamo, è prodotto soprattutto da pasticcerie e forni –spiega Olivieri- Purtroppo, ognuno è libero di fare ciò che vuole, perché di fatto il galano non è tutelato. E’ inserito in un elenco di alcune centinaia di prodotti agro alimentari tradizionali della regione Veneto, ma senza che sia disciplinato il modo di produrlo, senza che vi sia una ricetta precisa. Così però, si rischia di rovinare una tradizione e un mercato, perciò noi siamo contrari. Nel galano tradizionale, ad esempio, l’olio è un elemento produttivo essenziale, perché deve essere di ottima qualità, deve essere cambiato spesso, deve avere la giusta temperatura: e i dolci acquistano il giusto colore, la giusta consistenza”.

Tra i dolci di Carnevale, il galano è sicuramente il principe. Assieme alla frittella. Leggero, croccante e sottile il primo; panciuta, (relativamente) pesante e soffice la seconda. Sui banchi di fornai e pasticceri appaiono qualche settimana prima del giovedì grasso, per eclissarsi con l’arrivo della Quaresima. Dolci tradizionali, semplici entrambi, che per esser fatti richiedono una buona esperienza, ma soprattutto tanta attenzione e manualità: tant’è che in molte famiglie si fanno ancora in casa, artigianalmente, per l’autoconsumo. In conclusione Malinverni lancia il consueto appello ai consumatori: “In un momento come il Carnevale, crediamo sia giusto affidarsi alla tradizione e alla qualità che possono garantire i nostri straordinari artigiani dell’alimentazione e della ristorazione”. “Anche un solo acquisto di questo genere – chiude il presidente Malinverni- è un “piccolo valore” che può contribuire a dare ulteriore forza a un comparto che è tra i pochi a resistere alla crisi garantendo occupazione e lavoro a decine di migliaia di lavoratori”.

Galani di Carnevale: la ricetta. Ingredienti: 500g di farina; 2 rossi d’uovo; 1 uovo intero; 30g di burro; un pizzico di sale; una cucchiaiata di zucchero vanigliato; un bicchiere di rosoli (o vino bianco); olio (o strutto) per friggere q.b.; zucchero a velo q.b. Procedimento: mescolate tutti gli ingredienti e lasciate riposare la pasta un’ora. Tiratela molto sottile e ritagliate con la rotellina scanellata di nastri, lunghi o corti, a piacere. Friggeteli in abbondante olio bollente (o strutto), appena avranno preso una colorazione dorata sgocciolateli su una carta che assorba l’unto e spolverizzateli di zucchero a velo. Serviteli freddi.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Veneto

Smog, Ue apre seconda fase di infrazione nei confronti dell’Italia. Codacons denuncia immobilismo amministrazioni locali, il ministero dell’Ambiente annuncia un cambio di marcia

Smog“Governo, Regioni e comuni hanno già scelto di lavorare insieme per la qualità dell’aria e di farlo programmando misure finalmente strutturali, uscendo dalla logica delle risposte emergenziali. E’ chiaro a tutti che il problema dello smog non si risolve da un giorno all’altro: è il motivo per cui non può sorprendere l’apertura della seconda fase dell’infrazione, rispetto alla quale siamo del resto in buona compagnia in Europa. Siamo convinti che la Commissione riconoscerà il nostro cambio di marcia”. Così Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, commenta l’apertura da parte della Commissione Ue della seconda fase della procedura d’infrazione nei confronti di Italia, Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna per il superamento dei limiti di biossido d’azoto nell’aria in alcune città.

Gli interventi. Spiega Galletti: “Dalle misure previste nel protocollo per la qualità dell’aria di fine 2015 sono stati fatti notevoli passi in avanti per mettere in condizione le Regioni, che sono responsabili degli interventi, di operare con la massima rapidità: abbiamo reso disponibili 11 milioni per quei comuni che hanno attuato nei periodi di maggiore concentrazione di smog una serie di misure anti-inquinamento, cosi come sono in fase di valutazione  i progetti presentati sul bando da 35 milioni per la mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro. Stiamo andando avanti pure sui 50 milioni per la realizzazione di infrastrutture tra cui le colonnine di ricarica elettrica, sull’acquisto nazionale centralizzato di mezzi pubblici ecologici e su tutto il fronte dell’efficienza energetica, una delle chiavi per risolvere il problema smog alla radice: tra questi i 250 milioni per le scuole, i 70 per gli edifici della Pubblica Amministrazione centrale, il fondo di efficienza energetica nazionale e ovviamente l’ecobonus esteso fino al 2021 e allargato ai condomini”.

Situazione più critica in Nord Italia. “Nel bacino padano, area per sua conformazione tra le più critiche sotto il profilo dell’inquinamento – continua Galletti –  il lavoro con le quattro regioni interessate sta dando i risultati, a partire dal decreto sulla certificazione di qualità delle ‘caldaiette’. L’attuazione della direttiva Nec e il relativo programma nazionale di riduzione delle emissioni sarà un ulteriore tassello di un’azione mai cosi determinata per elevare la qualità ambientale dei nostri centri urbani”.

Codacons: “Amministrazioni locali non hanno fatto nulla”. “L’apertura della seconda fase della procedura d’infrazione contro l’Italia da parte della Commissione Ue dimostra come le amministrazioni locali non abbiano saputo contrastare il dramma dell’inquinamento, né adottare provvedimenti efficaci a tutela della salute umana”. Ad affermarlo è il Codacons, commentando la decisione dell’Ue. Spiega il Codacons: “Fa bene l’Europa a intervenire duramente contro l’Italia, di fronte al costante superamento dei limiti all’inquinamento dell’aria i Comuni hanno adottato solo misure blande, palliativi inefficaci, spesso senza alcun controllo reale su divieti e limitazioni imposti. Nessun incentivo sull’utilizzo dei mezzi pubblici né potenziamento dei trasporti locali per disicentivare il ricorso all’automonbile da parte dei cittadini. Una situazione che ha portato l’Italia ad occupare il primo posto in Europa per morti da smog: nel nostro Paese si contano infatti 90.000 vittime ogni anno causate dall’inquinamento dell’aria, 1.500 solo a Milano. E nel caso in cui si arrivi a una sanzione per l’Italia, chiameremo gli amministratori locali a pagare la multa con i loro beni personali, per l’incapacità e l’immobilismo dimostrati”, conclude Codacons.

Fonte: Servizio Stampa Ministero dell’Ambiente/Codacons

22 febbraio 2017, a Canda (RO) si parla di produzione agricola nutroceutica

farroorzoMercoledì 22 febbraio, a partire dalle 17, a Canda (RO), in via Marconi 2625/301 (uscita Transpolesana), la cooperativa Villa Nani ha organizzato un incontro tecnico dal titolo “Agricoltura punto zero/La capacità di rinnovarsi nel mondo agricolo”, in cui si parlerà di colture alternative nel nuovo trend della produzione agricola nutroceutica, cioè di alimenti con principi nutrienti benefici sulla salute e di programmazione dei secondi raccolti.

Farro e orzo, mix “regale”. Il risparmio di energia, di acqua, di ambiente, di impiego di mezzi tecnici e di lavorazioni sembra la nuova frontiera dell’agricoltura “punto zero”. “Il mercato richiede sempre più prodotti con valori nutrizionali importanti – spiega Federico Pasqualini di Villa Nani – e questo ci dirige verso il recupero di coltivazioni storiche per il Polesine, come oleaginose e legumi, che contengono proteine vegetali sostitutive della carne i cui consumi vanno calando, i cereali antichi, come il farro o il miglio e tanto biologico. In questo scenario, Villa Nani cerca di ritagliare addosso alle aziende agricole nuove opportunità di colture che solo apparentemente sembrano meno redditizie, di grande valore ambientale e nutrizionale, sempre più sostenibili”. “In quest’ottica – continua Pasqualini – presentiamo il nostro primo prodotto trasformato, interamente made in Polesine, che è la nuova Mix Regina, una farina di farro di altissima qualità, ricavata dal cereale macinato a pietra, al quale viene aggiunta farina d’orzo, per migliorare la lievitazione. Il risultato è una farina più digeribile, con importante valore nutrizionale, ottima per la panificazione ed anche per la pastificazione”.

Incontro tecnico ed esposizione macchine agricole nuove ed usate. Oltre alla filiera del farro, la società cooperativa Villa Nani, sempre nell’ottica del servizio alle aziende agricole e nell’ottica della convenienza economica, ha implementato in modo significativo la vendita della macchine agricole, con l’apertura della nuova agenzia di Canda, dove si svolgerà l’incontro tecnico. “Un capannone per lo stoccaggio – spiega il presidente di Villa Nani, Damiano Giacometti, che ha curato personalmente questa iniziativa – ed un’importante esposizione e vendita di macchine ed attrezzature agricole, nuove ed usate. Un ulteriore servizio fornito dagli agricoltori, perché siamo una cooperativa agricola, per altri agricoltori soci e non soci, nell’ottica di ridurre i costi del mercato tradizionale. Questi nuovi settori della nostra attività, le macchine e la trasformazione del cereale in farina, sono obiettivi raggiunti ed insieme nuovi punti di partenza per la nostra cooperativa – conclude Giacometti – che vuole essere sempre più propositiva per il territorio e per la nostra agricoltura”.

Fonte: Servizio Stampa Cooperativa Villa Nani