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Tutti i numeri dell’apicoltura europea

miele-sfusoIl settore dell’apicoltura UE ha dimensioni ridotte rispetto ad altri comparti agricoli, ma è importante per il ruolo che svolge. La Commissione europea ha pubblicato un rapporto sull’attuazione dei programmi di apicoltura nazionali che beneficiano di 33 milioni di euro ogni anno dal bilancio dell’UE.

Circa 16 milioni di alveari. L’elaborato mostra che nel periodo 2013/2015 il numero di alveari presenti negli Stati Membri è salito a 15,7 milioni di unità, segnando un +12% rispetto al periodo 2011-2013. E’ invece calato del 4% il numero degli apicoltori che da sempre devono affrontare grandi sfide per preservare la loro produzione.  L’aumento dei costi, la forte concorrenza delle importazioni di miele a basso costo dai Paesi terzi, la perdita di colonie di api, le malattie, gli aggressori degli alveari nonché il degrado dell’ambiente di foraggiamento stanno esercitando una forte pressione sul
settore.

Programmi nazioni apicoli cofinanziati al 50% dall’Unione europea. L’UE sostiene direttamente il settore dell’apicoltura dal 1997 e, nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC), sono disponibili diversi strumenti dedicati, anche per  attenuare gli effetti negativi che alcune attività agricole potrebbero avere sugli impollinatori gestiti. L’UE consente agli Stati Membri di redigere programmi nazionali apicoli, cofinanziati al 50% dall’UE, il cui obiettivo è quello di migliorare le condizioni generali della produzione e della commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura. E’ in questo contesto che la Commissione redige ogni tre anni una relazione sull’attuazione delle misure inerenti il settore dell’apicoltura europea la cui ultima stesura è di dicembre 2016.

Fonte: Europe Direct Veneto ufficio stampa di Veneto Agricoltura

 

Progetto di orti sociali nell’area industriale di Padova, necessario un voto di sostegno entro il 30 marzo 2017

ortisocialiilpresidioIl Circolo di Campagna® Wigwam® Il Presidio… sotto il portico…Associazione di Promozione Sociale ha candidato su Aviva Community Fund un progetto di creazione di un’area dedicata ad orticoltura sociale in un lembo di terra strappata alla zona industriale di Padova (tra via Germania e via Gramogne).

Ognuno di noi può donare 10 voti a sostegno del progetto. Per essere finanziato da Aviva Community Fund, che premierà i progetti on line più votati, c’è necessità di sostenere il progetto iscrivendosi alla Community e votandolo. Il 30 marzo si chiuderanno le votazioni, ed entro il 10 maggio si conosceranno i vincitori.

Il chi è del Presidio. L’associazione nasce il 7 marzo 2004 e il 20 marzo viene accettato come componente della Associazione Nazionale dei clubs Wigwam® . Ha sede in un edificio rurale del ‘700 nella prima periferia di Padova, segnalato nel censimento del FAI (Fondo Ambiente Italiano) “I Luoghi del Cuore” del 2003 tra i primi in Italia. Circondato dai capannoni della zona industriale di Padova, rimane l’ultimo spicchio di campagna veneta in questa zona, coinvolta nel processo di industrializzazione fin dai primi anni ’60. Come circolo di campagna® Wigwam®, “il Presidio” si propone di riscoprire i valori più importanti della civiltà rurale ed il recupero delle aree marginali del territorio dimenticate e trasformate spesso in discariche, per renderle fruibili alla collettivià.

Cosa sono gli “Orti Sociali”? Si hanno quando più soggetti si riuniscono per coltivare un appezzamento di terra in concessione, dotandosi di un regolamento e di strutture comuni.  L’esperienza degli orti sociali, ormai molto diffusa, riveste un ruolo importante nella socializzazione dei cittadini, nel recupero di aree marginali della città, nel presidio del territorio, permettendo a soggetti “deboli” forme di aggregazione non altrimenti pensabili. Non è da trascurare anche l’aspetto economico di questa attività, da cui i medesimi soggetti ricavano significativi risparmi. Un’indagine dell’Istat ha scoperto che il oltre il 50% degli anziani ha una grande passione per il giardinaggio. Purtroppo non tutti hanno la possibilità di esercitare questa passione. Soprattutto chi abita nei centri cittadini, ha notevoli difficoltà a reperire un ” fazzoletto di terra”.

Gli obiettivi che il Presidio si propone con questo progetto sono essenzialmente tre: 1) migliorare la vita delle persone partecipanti al progetto. A volte basta anche un fazzoletto di terra per tenere lontano l’anziano dalla solitudine che lo attanaglia spesso in terza età e che, in alcuni casi, può portare alla depressione se non al vero e proprio deterioramento psicofisico. 2) Recupero e salvaguardia del territorio: questa attività ha come effetto non trascurabilela capacità di rigenerare aree degradate, e di sottrarre aree verdi all’abusivismo edilizio, alla speculazione e all’inquinamento ambientale. Migliora l’assorbimento delle acque piovane e riduce la “bolla termica” delle città. 3) Educazione ambientale come strumento fondamentale per sensibilizzare i cittadini a una maggiore responsabilità verso i problemi ambientali, e alla consapevolezza della necessità di essere coinvolti nelle politiche di governo del territorio.

Fonte: Circolo di Campagna Wigwam Il Presidio

11 marzo 2017, per mare, per cielo e per terra, tutti mobilitati per salvaguardare i confini del Parco Colli Euganei

Sabato 11 marzo tutti in marcia per salvare il Parco Colli Euganei! L’invito arriva da Legambiente Padova che ricorda come si stia avvicinando il 31 marzo, “data in cui scadono i 90 giorni entro i quali la Giunta del Veneto dovrà sottoporre al Consiglio regionale la modifica della planimetria del Parco dei Colli Euganei, come previsto da un emendamento alla Legge Finanziaria Regionale 2016, proposto dai Consiglieri Berlato e Barison e approvato dal Consiglio”.

Valorizzare il Parco, non distruggerlo. Continua Legambiente Padova: “A tutt’oggi risulta davvero difficile prevedere come andrà a finire questa confusa ed intricata vicenda, ma è lecito aspettarsi il peggio. Per tener viva l’attenzione di tutti su queste vicende decisive e per dare più forza alle iniziative in atto in modo da ottenere dalla Regione provvedimenti che non distruggano ma valorizzino il Parco, invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione indetta per convergere a Marendole – Cà’ Barbaro, tra Monselice ed Este”, nelle modalità e secondo gli orari riportati nella locandina a fianco (la manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo) e riassunti di seguito.

La scritta “Salviamo il Parco” composta con le figure dei partecipanti. Punto di convergenza Marendole (Monselice) ore 15.30, con ogni mezzo possibile! DAL CIELO: con deltaplani che fotograferanno la manifestazione dall’alto. DALL’ACQUA: con le barche lungo il canale Bisatto (partenza da Monselice Via Argine dx). DA TERRA: a piedi, in bici, a cavallo lungo l’anello ciclabile, oppure giungendo con altri mezzi direttamente a Marendole. Concentramenti diffusi ore 14.30 ( ogni gruppo organizza i propri concentramenti e le proprie modalità di spostamento): ESTE: sede del Parco Colli In Via Rana Ca’ Mori MONSELICE: Parco Buzzaccarini Via San Giacomo
BAONE: Piazza XXV aprile BATTAGLIA: Parco ex INPS PADOVA: Prato della Valle (Basilica di S. Giustina) ore 13.30. Ore 15.30 di fronte alla chiesa di Marendole e in corteo, fino alla bretella Italcementi per comporre con i corpi e i cartoncini colorati, la scritta SALVIAMO IL PARCO Ore 16.30 conclusione presso una vecchia corte di Marendole con punto ristoro, interventi e con la partecipazione di alcuni musicisti dei Calicanto.

Fonte: Legambiente Padova/Coordinamento Associazioni Ambientaliste del Parco colli

Regione Veneto, 6 mln di euro per nuovi investimenti nel settore vitivinicolo, domande entro il 7 aprile 2017

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Ammontano a oltre 6 milioni di euro le risorse finanziarie che la Regione Veneto mette a disposizione nel 2017 per le aziende del settore vitivinicolo che investono nel miglioramento dei propri impianti e Infrastrutture e nella filiera di trasformazione e commercializzazione. La Giunta regionale del Veneto ha dato il via libera all’erogazione dei fondi, fissando al prossimo 7 aprile il termine per la presentazione delle domande di contributo.

Due linee di azione. Il provvedimento passa ora all’esame della terza commissione del Consiglio regionale per l‘esame di competenza, prima della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale regionale. “Con questa misura di aiuto, prevista dall’organizzazione comune di mercato (Ocm) la Regione potrà sostenere fino al 40 per cento della spesa effettuata dalle imprese per investimenti. Abbiano distinto due linee di azione: poco più di 3 milioni euro sono destinati alle imprese agricole che investono sulle proprie strutture e altrettanti sono destinati  alle imprese di trasformazione e commercializzazione. Con questa ripartizione del budget riusciremo a sostenere l’intera filiera del vino, dal vigneto alla promozione di mercato, migliorando l’efficienza e la competitività delle imprese”, ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

11-13 Marzo 2017, a Valdobbiadene (TV) torna l’Antica Fiera di San Gregorio

vigneti-a-valdobbiadene-docg-2Dall’11 al 13 Marzo 2017 si terrà a Valdobbiadene (TV) l’Antica Fiera di San Gregorio. Sono attesi 150 espositori con una forte specializzazione in ambito di tecnologie e macchinari per la viticoltura, che fa di San Gregorio punto di riferimento per i produttori dell’area del Prosecco Superiore. In piazza Marconi si concentrerà l’esposizione anche delle Piccole Produzioni Locali del Valdobbiadenese: dal formaggio delle malghe del Monte Cesen, al miele della Pedemontana, ai rinomati salumi. Sotto la loggia del municipio torna l’enoteca per la degustazione del meglio delle produzioni del Prosecco Docg locale. Ma in questa edizione 2017 i riflettori sono puntati più che mai su Villa dei Cedri, cuore pulsante degli eventi, con la cittadella dei taglienti, le esposizioni d’arte e tante attrattive nel parco appena restaurato.

antica-fiera-san-gregorioAppello alle cantine Docg per la rinascita di Villa dei Cedri. Il sindaco della città, Luciano Fregonese: “Con l’Antica Fiera di San Gregorio, Villa dei Cedri è visitata da decine di migliaia di persone, per questo vogliamo lanciare proprio da qui la proposta per la rinascita di questo patrimonio culturale che simboleggia l’identità di Valdobbiadene e che vogliamo diventi Museo del Paesaggio delle nostre colline, polo culturale e centro di ricerca e innovazione sempre nell’ambito della tutela paesaggistica. Apriamo al pubblico questo weekend il parco della villa dopo un investimento di 100mila euro per le manutenzioni delle 331 piante (e l’arrivo di 8 nuovi cedri). Un primo piccolo passo, cui si aggiungono i 950mila euro stanziati a bilancio per iniziare il recupero dell’edificio. Ma serviranno più di 12milioni per la valorizzazione, un progetto che va ben oltre la nostra amministrazione e che richiede il coinvolgimento di tutti gli attori del territorio, in primis delle aziende del settore viti-vinicolo, e sono oltre 200 a Valdobbiadene”. Ma non sarà un museo del vino, sottolinea Fregonese, piuttosto un museo del paesaggio e dei suoi cambiamenti storici legati alla presenza dell’acqua, dalle filande e ai magli, fino al territorio vitato.

Villa dei cedri “messa in cornice” per le foto ricordo. “Un luogo dove ripensare anche il paesaggio futuro, attraverso piani di gestione innovativi, che il riconoscimento Unesco ci chiederà”. Per simboleggiare la rinascita, Villa dei Cedri sarà “messa in cornice” e le migliaia di visitatori della Fiera potranno fotografarsi con il monumento promuovendone l’immagine. Una cornice in legno gigante, 4X5 metri, sarà infatti posta all’ingresso del giardino, inquadrando prospetticamente l’edificio e diventando un photo point in grande stile. La cornice sarà intagliata a mano sul posto da Mauro Lampo, dei Giauli, artista cadorino.

Gemellaggio con la fiera di Bessica. L’Antica Fiera di San Gregorio e la Fiera di Bessica stringono con questa edizione 2017 una nuova alleanza strategica. In piazza Marconi ci sarà un giardino fiorito realizzato dai florovivaisti del distretto di Loria (TV), mentre i prodotti tipici di Valdobbiadene faranno bella mostra domenica a Bessica (TV). Non solo, dal recente convegno sulla viticoltura sostenibile, primo degli appuntamenti convegnistici della Fiera, è arrivata una proposta di collaborazione nella promozione della biodiversità. Accogliendo i suggerimenti di Condifesa e degli studenti dell’Istituto Cerletti, si studierà insieme come inserire siepi e aree fiorite nelle colline vitate: scarpate di fiori e piante autoctone (noccioli, viburni, aceri) per la preservazione dell’ecosistema e della biodiversità, oltre che per abbellire il paesaggio, valore aggiunto del territorio Superiore.

Lieviti isolati in laboratorio per tutelare la Docg, se ne parla il 9 Marzo. Sempre più spinta è la tecnologia e la ricerca in vigneto, sempre più forti le innovazioni che arrivano alla Fiera di San Gregorio. Quest’anno, tra gli espositori, anche il più importante laboratorio di bioenologia della Regione che proporrà ai produttori il supporto della ricerca di laboratorio per “catturare” la biodiversità del territorio. “L’isolamento di ceppi di lieviti naturali e il loro impiego in vinificazione – spiegano da Bioenologia 2.0, azienda opitergina – possono rappresentare un importante strumento per il miglioramento delle caratteristiche sensoriali per la tipicità e diversità dei vini”. Se ne parlerà più approfonditamente anche nel convegno in programma giovedì 9 marzo (ore 20,30, auditorium C.Piva). “La viticoltura in comuni come Valdobbiadene, caratterizzati da pendii impervi, è particolarmente difficile. Ma l’alternativa all’utilizzo di agrofarmaci è possibile – prosegue l’assessore all’Agricoltura, Pierantonio Geronazzo – da un lato, tornando a pratiche agronomiche tradizionali e rispettose, come la lotta integrata; dall’altro, avvalendoci della tecnologia. Con la Fiera offriamo ai nostri agricoltori una vetrina sulle novità: erbicatura con robot telecomandati, droni, ma anche biotecnologie per la selezione dei lieviti, indispensabili per mantenere altissima la qualità e l’identità unica del Prosecco di Valdobbiadene”.

Gelato e Prosecco eccellenze in concorso. la quinta edizione del Concorso Gelato al Prosecco Superiore torna a suggellare il gemellaggio tra l’Antica Fiera e la MIG, Mostra Internazionale del Gelato – Fiera di Longarone (BL). Attesa la partecipazione di decine di gelaterie del Nordest per il concorso che rappresenta l’anteprima della Giornata Europea del Gelato Artigianale. La premiazione si terrà domenica 12 marzo, in concomitanza con l’inaugurazione della Fiera. Seguirà la distribuzione gratuita del gelato al Prosecco.

La cittadella dei taglienti e la mostra del coltello tradizionale. La cittadella dei taglienti celebra la tradizione della forgiatura, figlia di secoli di lavorazione nei magli dell’Altamarca, e il suo legame con il lavoro agricolo. Non a caso la mostra del coltello tradizionale si intitola “La vite e la britola”, il coltello dei vignaioli che tutti ancora oggi portano in tasca. “Siamo completi  ormai da mesi con gli espositori: 40 all’esterno, nella cittadella dei Taglienti e 60 all’interno della mostra, in arrivo dall’Italia e dall’Estero – spiega Enzo Dieni, anima dell’appuntamento dedicato agli appassionati delle lame -. Solo alla mostra sono state 4.500 le presenze lo scorso anno, si tratta di appassionati di coltelleria e collezionisti capaci di spendere anche fino a 10mila euro per un coltello. Presenze che portano il tutto esaurito nelle strutture ricettive del territorio e che fanno di questo appuntamento un vanto per Valdobbiadene, anche sotto il profilo turistico, dandole il respiro internazionale che merita la capitale del Prosecco Superiore. E se l’appeal di questo evento cresce di anno in anno, raggiungendo gli Stati Uniti (grazie al patrocinio dell’ABS, AmericanBladeSmith), e tanti paesi europei, lo si deve sicuramente alla qualità degli espositori ma anche all’attrattiva del territorio e alla location in Villa dei Cedri che offre anche la degustazione, oltre che del vino, dello spiedo gigante dell’Altamarca.

Trekking con il lama. A Villa dei Cedri anche una sorpresa per grandi e piccoli: ci saranno lama e alpaca del team ValdoLamaTrek. Elena Vanzin e Mario Piccolo dell’amore per gli animali e per il loro territorio, presentano questa nuova attività, il trekking con i lama (già utilizzati in molte aree prealpine) presto a disposizione per la scoperta del monte Cesen. “Una emozionante alternativa alla solita passeggiata – spiegano gli ideatori – per dare la possibilità a tutti di conoscere questi splendidi animali, che con la loro pacatezza ci fanno vivere a pieno la natura. Da maggio sarà una delle attrattive stabili presente a Pianezze: da qui partiranno le escursioni per gruppi, da 7 a 20 persone. Un progetto che si inserisce nelle iniziative di valorizzazione di Pianezze e Monte Cesen che Valdobbiadene sta portando avanti.

Fonte: Servizio Stampa Antica Fiera di San Gregorio

Dal 9 marzo 2017, sette incontri in Veneto per conoscere meglio l’olio extra vergine d’oliva

olio-evo-coldirettiIl Veneto si conferma in controtendenza rispetto alla media nazionale della produzione di olio, che ha registrato un crollo del 30 al 40%. A livello regionale, l’incremento ha raggiunto punte del 30% stimando comunque una media di aumento pari al 10% in più su tutto il territorio.

Frodi alimentari. Se le disposizioni legislative e i controlli serrati delle forze dell’ordine impegnate quotidianamente contro i furbetti proteggono maggiormente il cittadino dall’acquisto di confezioni tarocche, non è mai abbastanza l’impegno sulle frodi alimentari sempre dietro l’angolo. La truffa più scandalosa è quella dell’aggiunta di clorofilla nell’importazioni di olio vario di semi, episodi noti all’opinione pubblica per pagine intere su sequestri di partite contraffatte. Ad aumentare la confusione anche i “falsi miti” quelli delle credenze popolari. Su questo non sono mancate le sottolineature di Moreno Morello, inviato di Striscia la notizia, sempre in prima linea con il fiuto del segugio per denunce e servizi di utilità collettiva. Con alcune domande ai presenti su presunte convinzioni o meno ha evidenziato dubbi e perplessità sulla conoscenza effettiva del vasto mondo oleario.

Sette incontri per conoscere meglio l’olio Evo. Nasce da questa riflessione il progetto “Olio d’oliva, questo conosciuto” presentato giovedì 23 febbraio scorso a Palazzo Balbi a Venezia. Pensato dall’assessorato allo sviluppo economico e realizzato su finanziamento ministeriale dove Coldiretti, con tutte le sue articolazioni Donne e Giovani Impresa, agriturismi di Terranostra, consorzi dei mercati di Campagna Amica, si schiera a fianco di Federconsumatori con la collaborazione di Aipo, per organizzare almeno sette incontri di carattere provinciale presso le proprie sedi al fine di divulgare gli elementi base di questa tipicità blasonata con varie Dop (del Garda, Veneto Valpolicella, Veneto Euganei Berici, Veneto del Grappa). “Giovanna Capuzzo, numero uno di Federconsumatori Veneto ha spiegato come si svolgeranno gli incontri: “Durante la lezione sarà svelato l’abc della spesa consapevole: il prezzo di un litro di olio d’oliva extra vergine, la differenze di costo, cos’è la sansa o l’olio lampante, l’obbligo dell’etichetta e le eventuali parole scritte in piccolo, l’inganno in agguato sull’origine e soprattutto una volta comprato colore, aspetto, gusto, abbinamenti e impiego in cucina e..perchè no anche per la bellezza”.

Calendario incontri. Dalle ore 18.00 alle ore 21.00, nelle sedi provinciali Coldiretti: giovedi 9 marzo, Mestre (VE), via Torino, 180; giovedi 16 marzo, Padova, via della Croce Rossa, 32; giovedi  23 marzo, Belluno, via del Boscon, 15 Salce; giovedi 30 marzo, Verona, viale del Lavoro, 52; giovedi 20 aprile, Treviso, via Sante Biasuzzi, 20 Paese; giovedi 27 aprile, Vicenza, via L.Lazzaro Zamenhof, 697; giovedi 04 maggio,  Rovigo, via A.Mario, 19.

Produzione sale, non altrettanto il consumo. Con 7 mila olivicoltori che lavorano 5mila ettari di olivi distribuiti tra le province di Verona, Padova, Vicenza e Treviso pari ad un raccolto di quasi 21mila quintali, gli olivicoltori del nord possono ironicamente “far le scarpe” ai colleghi del sud dove la vocazione a questa coltura è più radicata e storica. “Merito di una grande preparazione tecnica e dell’alta specializzazione degli operatori – conferma Albino Pezzini, presidente dell’Associazione Interregionale dei produttori olivicoli (Aipo)– favoriti da un andamento climatico che porta temperature miti in altura,  ma anche grazie ad un pizzico di fortuna in quanto le nostre piante sono state risparmiate da malattie che hanno segnato duramente alcune regioni del sud d’Italia”. “A questo sforzo imprenditoriale dovrebbe corrispondere un consumo di olio d’oliva pertinente – sostengono Franca Castellani, responsabile di Donne Impresa e Alex Vantini, delegato Giovani Coldiretti – invece dobbiamo fare i conti con un timido approccio nei confronti di questa bontà: lo provano i dati che rivelano come nelle città più turistiche non ci sia questa grande attenzione all’oro verde. Possiamo certo comprendere se gli amici rodigini e soprattutto i bellunesi, legati più al burro che all’olio d’oliva, non brillino nella classifica dei consumatori, facciamoci però qualche domanda piuttosto sulla promozione presso la ristorazione collettiva, la grande distribuzione  e altri canali presi in considerazione dalle indagini interne”.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto

Corruzione e infiltrazioni mafiose in ambito sanitario e veterinario, se ne parla a Legnaro (PD) martedì 7 marzo ore 19

convmedvetmafieMartedì 7 marzo, a partire dalle ore 19.00, presso l’Aula Magna Pentagono di Agripolis a Legnaro (PD), in viale dell’Università 16, la Federazione Regionale Medici Veterinari del Veneto (FROV), in sinergia con il Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute (MAPS), il Dipartimento di Biomedicina Comparata ed Alimentazione (BCA) dell’Università degli Studi di Padova e con la collaborazione di “Libera: Associazioni, nomi e numeri contro le mafie (Libera Padova)”, realizzerà il convegno “Percorsi di integrità nella professione veterinaria e nelle scuole veterinarie italiane“, evento rivolto a tutti i medici veterinari ed agli studenti delle scuole di veterinaria (partecipazione gratuita).

Necessario il cambiamento culturale degli operatori. La corruzione è un fenomeno presente in tutti gli ambiti della società, a livello internazionale e in Italia. Si manifesta anche nel sistema sanitario e nel settore veterinario mettendo a rischio la salute degli animali, la sicurezza alimentare e dunque la salute dei cittadini minando, la credibilità dell’intera professione. E’ importante quindi conoscere il fenomeno e assumere degli impegni per la tutela dei professionisti e del benessere della società. Uno degli strumenti che si ritiene più importanti per limitare il fenomeno è il cambiamento culturale degli operatori. Per fare questo, una delle prime attività è quella della formazione e del confronto su questi temi. Ecco perché da tempo, la Federazione Nazionale degli Ordinii Veterinari Italiani (FNOVI) ha intrapreso – nelle 13 scuole di veterinaria italiane, tra cui Padova – un percorso di “peer education“, ossia di educazione tra pari, sui temi dell’integrità, dell’etica e della prevenzione della corruzione e delle infiltrazioni mafiose nella professione veterinaria. Il convegno di martedì 7 marzo, si inserisce proprio in questo quadro.

Apertivo etico. Nel corso della serata, che inizierà alle 19.00 con un “aperitivo etico” realizzato con i vini e i prodotti delle aziende agricole sorte sui terreni confiscati alle mafie, dopo l’introduzione ai lavori, i saluti delle autorità e la presentazione del progetto “peer education”, verranno affrontati diversi temi inerenti l’etica, il ruolo e le criticità nell’esercizio della professione veterinaria – in ambito sia pubblico che privato – nei territori del Veneto. Al termine, sintesi dei presidenti degli Ordini dei Medici Veterinari del Veneto e dei dirigenti veterinari ASL 6 del Sistema Sanitario Nazionale (programma del convegno a questo link.)

Fonte: Ordine Medici Veterinari della Provincia di Padova

 

Biodiversità, la Corte dei conti europea individua le criticità del progetto Natura 2000

biodiversità argavLa perdita di biodiversità è una delle principali sfide ambientali che l’UE è chiamata ad affrontare. La rete Natura 2000 è stata istituita ai sensi delle direttive Habitat ed Uccelli quale elemento chiave della strategia dell’UE fino al 2020 per arrestare la perdita di biodiversità e migliorare lo stato degli habitat e delle specie.

Cosa prevedono le direttive. Instaurano un quadro comune per la tutela della natura in tutti gli Stati membri. La rete Natura2000 conta oltre 27.000 siti in tutta Europa a protezione di diversi habitat e specie e si estende su oltre il 18% della superficie terrestre dell’UE e su circa il 6% di quella marina. Le attività socio-economiche non sono proibite nei siti, ma gli Stati membri devono far sì che questi non si deteriorino e adottare le misure di conservazione necessarie a mantenere o ripristinare uno status di conservazione soddisfacente per le specie e gli habitat protetti.

Visitati 24 siti. Ebbene, pur riconoscendo l’importanza del ruolo che Natura 2000 svolge ai fini della tutela della biodiversità, la Corte dei conti europea ha rilevato debolezze nella gestione e una carenza di informazioni attendibili sui costi e sulle risorse. Ed i finanziamenti non sono stati sufficientemente calibrati in base alle necessità dei siti ambientali. Gli auditor hanno visitato 24 siti Natura 2000 in Francia, Germania, Spagna, Polonia e Romania, coprendo la maggior parte delle regioni biogeografiche europee, e consultato vari gruppi di portatori di interesse. “La creazione della rete Natura 2000 è stato un processo lungo, ora per lo più completato. Per tutelare adeguatamente la biodiversità nei siti, gli Stati membri devono ancora introdurre idonee misure di conservazione, opportunamente finanziate e corredate di una serie completa di indicatori per misurare i risultati conseguiti” ha affermato Nikolaos Milionis, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione.

I punti di debolezza/1. Secondo la Corte, gli Stati membri non stanno gestendo la rete Natura 2000 in maniera soddisfacente. Il coordinamento tra autorità competenti, portatori di interesse e Stati membri limitrofi non è sufficientemente sviluppato. Troppo spesso le necessarie misure di conservazione hanno subito ritardi o sono state definite in modo inadeguato. Gli Stati membri visitati non avevano adeguatamente valutato i progetti che producevano un impatto sui siti Natura 2000. Benché la Commissione abbia esercitato una sorveglianza attiva sugli Stati membri, avrebbe potuto migliorare la comunicazione dei propri orientamenti. La Commissione ha trattato un numero ingente di denunce, in genere trovando una soluzione con gli Stati membri o avviando procedure d’infrazione, ove necessario.

I punti di debolezza/2. Secondo la Corte, i fondi UE non sono stati non sono stati utilizzati in modo soddisfacente per sostenere la gestione della rete. L’approccio adottato prevedeva che gli Stati membri si servissero dei fondi UE esistenti per integrare quelli nazionali; gli auditor hanno riscontrato la carenza di informazioni attendibili sui costi della rete e sui finanziamenti ad essa necessari. Non era noto con precisione quali fossero i fondi effettivamente erogati dall’UE fino al 2013 e quali fossero gli stanziamenti programmati per il periodo 2014‑2020. A livello dei siti, i piani di gestione raramente fornivano valutazioni esaustive dei costi. I documenti di programmazione per il periodo 2014‑2020 non indicavano con esattezza il fabbisogno di finanziamenti e la Commissione non ha affrontato tali lacune in un modo strutturato. I regimi di finanziamento dell’UE non erano sufficientemente calibrati in base agli obiettivi dei siti.

I punti di debolezza/3. I sistemi di monitoraggio e rendicontazione erano inadeguati: mancava un sistema specifico di indicatori di performance relativo all’impiego dei fondi UE. Gli indicatori a livello di programma di finanziamento si riferivano a obiettivi generali in materia di biodiversità piuttosto che ai risultati di conservazione della rete Natura 2000. I piani per il monitoraggio dei siti spesso non erano inclusi nei documenti di gestione del sito. Le informazioni di base sulle caratteristiche dei siti non erano generalmente aggiornate in base gli esiti delle attività di monitoraggio. I dati trasmessi dagli Stati membri troppo spesso erano incompleti e difficilmente confrontabili. La Corte ha formulato una serie di raccomandazioni per aiutare la Commissione e gli Stati membri a dare piena attuazione delle direttive sulla tutela della natura, chiarire il quadro finanziario e contabile di Natura 2000, nonché misurare meglio i risultati conseguiti da questa rete.

Fonte: Servizio Stampa Corte dei conti europea

 

 

Consumo prodotti ittici, sondaggio UE

dicono-di-noi_il-pesce-si-compra-via-web-con-i-server-fujitsu-siemensDa un sondaggio di Eurobarometro sulle scelte dei consumatori emerge che gli europei consumano prodotti ittici abbastanza regolarmente, il 42% almeno una volta la settimana a casa, anche se la distanza dal mare influenza l’acquisto.

Risultati. Gli intervistati hanno espresso una forte preferenza per l’origine regionale, nazionale ed europea (80%). Hanno anche ribadito l’esigenza di ridurre la dipendenza dalle importazioni attraverso lo sviluppo di una pesca e di un’acquacoltura sostenibili. Il 66% ritiene che le informazioni riportate sui prodotti
siano chiare e di facile comprensione, il che dimostra che le norme UE in materia di etichettatura funzionano.

Per quanto riguarda gli italiani, il 30% degli intervistati ha dichiarato di mangiare prodotti della pesca almeno una volta la settimana a casa. Il 59% li acquista in pescheria e l’82% sostiene che ne acquisterebbe di più se il prezzo non fosse così alto. Il 43% preferisce acquistare pro dotti nazionali e solo il 9% predilige i prodotti di allevamento.

Fonte: Europe Direct Veneto ufficio stampa di Veneto Agricoltura

Stasera a Padova in programma “Abakainon”, film sui reati di ecomafia, ingresso libero

abakainonAlle 20.45 di stasera, venerdi 3 marzo 2017, a Padova, nella sala degli Anziani a Palazzo Moroni, verrà proiettato ad ingresso libero il cortometraggio “Abakainon” (dal nome antico di un paesino di provincia di Messina). Il film racconta di un reato di ecomafia realmente accaduto 16 anni fa sui monti siciliani.
Girato in Veneto. Tratto da un’idea del fotografo siciliano Giuseppe Presti, il film, che denuncia intrecci tra politica, mafia e interessi privati, è stato girato dal padovano Vincenzo Agosto in Veneto, tra la città del Santo e i colli Euganei ed in particolare ad Arquà, che ha patrocinato l’iniziativa. E si trova proprio nelle vicinanze della cittadina cara al Petrarca la collinetta che nella storia viena trasformata in discarica abusiva, mentre i cittadini credono si stia realizzando un “guinness dei primati” in grado di portare prestigio al paese.
Cultura della legalità. L’opera (produzione Pregiat di Antonio Attisani) vuole promuovere la diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile e farsi strumento di sensibilizzazione e informazione presso studenti, insegnanti e  cittadini sulla lotta contro le mafie e ogni forma di corruzione. Nel corso della serata, sarà presentato anche il trailer di un nuovo progetto cinematografico sul bullismo.
Fonte: Pregiat Photo Video