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Vinitaly 2017 (9-12 aprile, Verona): le prospettive della vitivinicoltura Ue, internazionalizzazione, business e digital transformation al centro della 51^ edizione

“Vinitaly 2017 sarà la capitale della nuova Politica agricola comune, occasione imperdibile per riscrivere le linee a sessant’anni dai Trattati di Roma costitutivi della Comunità economica europea, con la presenza del commissario europeo per l’agricoltura Phil Hogan. Chiediamo quindi in particolare all’esperienza vitivinicola italiana di essere protagonista di questa riflessione. A Vinitaly porteremo il Testo Unico del Vino; daremo spazio alla discussione presentando il primo pacchetto attuativo. Anche sul registro vinicolo digitale, la sfida è decisiva e va seguita con grande attenzione nelle prossime fasi. E’ un cambio di prospettiva che dovrà essere un processo collettivo”. Così il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina intervenendo a Roma alla conferenza stampa di presentazione di Vinitaly (Veronafiere, 9-12 aprile 2017), la più importante rassegna internazionale dedicata a vino e distillati.

Internazionalizzazione. L’edizione 51 prosegue il percorso di crescita e di sviluppo delineato nel 2016 in occasione del cinquantesimo anniversario, grazie al piano industriale adottato con la trasformazione in SpA di Veronafiere. Per Maurizio Danese, presidente di Veronafiere: “Il nuovo piano da 94 milioni di euro di investimenti al 2020 ha analizzato attentamente le dinamiche del mercato fieristico mondiale, europeo e italiano. Per il settore wine and food, e quindi con Vinitaly, Sol&Agrifood, Enolitech e il sistema ad essi collegato, il progetto prevede una crescita mirata all’estero e nuovi servizi per l’internazionalizzazione delle imprese del settore, con focus su Stati Uniti, Cina”. Vinitaly, la prima fiera del vino al mondo per superficie espositiva e per numero di operatori esteri, già quest’anno offre maggiore internazionalità, occasioni di business e innovazione digitale. “Per raggiungere questi obiettivi – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – ci stiamo attrezzando anche dal punto di vista tecnologico. Infatti, questa edizione di Vinitaly inaugura un progetto pilota di digital transformation che coinvolgerà alcune migliaia di buyer esteri, durante il quale saranno sperimentate soluzioni 4.0”. Tra i punti di forza dell’azione di Vinitaly, l’internazionalizzazione del business resta una priorità. All’inizio di marzo sono 2mila i nuovi buyer esteri registrati per questa edizione. I nuovi arrivi del trade provengono in particolare da USA (da una ventina di Stati della confederazione), Cina, Hong Kong, Australia, Canada, Francia, Danimarca, Belgio, Germania, Giappone, Svizzera, Norvegia, Svezia e Russia. Tra questi in aumento le presenze anche da Taiwan e Brasile e, nonostante l’imminente Brexit, il Regno Unito aggiunge all’elenco 100 nuovi buyer.

Debutto per Giappone, Andorra e Kosovo. Con il business sempre al centro delle attività previste nei quattro giorni di fiera, nel 2017 il focus commerciale è saldamente puntato sui due grandi mercati di Stati Uniti e Cina, nazioni da cui nell’edizione 2016 si sono registrati notevoli aumenti negli arrivi dei buyer: +130% dal Paese del dragone e +25% dagli USA. Dal punto di vista espositivo, confermate le tradizionali aree tematiche del salone: Vinitaly Bio, sul mondo del biologico certificato, ViViT dedicato ai vini artigianali e VinInternational, spazio che raggruppa la gran parte dei produttori esteri di Vinitaly. Torna anche il prestigioso programma di degustazioni della VIA-Vinitaly International Academy e della rassegna Tasting Ex…Press. Da quest’anno inoltre, al via il progetto sperimentale di innovazione digitale e dei servizi collegati per l’internazionalizzazione delle imprese, come previsto dalle linee del nuovo piano industriale di Veronafiere. Elementi che rendono sempre più attrattivo Vinitaly anche per le aziende estere che incrementano significativamente la loro presenza nel padiglione Vininternational. Stati Uniti, Francia, Spagna Sudafrica, Germania, Argentina, Australia: sono soltanto alcuni dei paesi di provenienza delle aziende straniere a cui quest’anno si aggiunge il debutto assoluto di Giappone, Andorra e Kosovo.

Fuori salone, eventi per i wine lower nel centro storico di Verona e sul lago di Garda. Continua lo sviluppo parallelo anche del fuori salone di Vinitaly and the City, che l’anno scorso ha registrato 29 mila presenze, pensato per separare nettamente i momenti in fiera riservati agli operatori e agli affari dalle iniziative per i wine lover. L’evento coinvolge il centro storico di Verona e, da quest’anno, anche Bardolino sul lago di Garda, aggiungendo un giorno in più di programmazione: da venerdì 7 a martedì 11 aprile.

Fonte: Servizio Stampa VeronaFiere

 

 

Agricoltura, più investimenti, ma la Pac non sempre è un affare

C’era anche (virtualmente) Paolo De Castro, vice presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento UE, all’incontro dello scorso 8 marzo a Veneto Agricoltura su Investire in agricoltura e Nuova PAC: dall’assessore regionale Giuseppe Pan, al direttore dell’Agenzia Alberto Negro, i presidenti delle organizzazioni professionali agricole (Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Copagri), le banche (FriulAdria/Credit Agricole), l’Università di Padova (il Tesaf), il CREA, etc.; tutti presenti per capire il trend “economico” del settore primario e cosa dovranno aspettarsi gli agricoltori dalla futura politica agricola europea, la PAC.

A Bruxelles avviate le discussioni slla Pac post 2020. Un focus, quello organizzato a Legnaro (Pd) da Veneto Agricoltura-Europe Direct, d’intesa con Regione e Università di Padova, per fornire al mondo agricolo e istituzionale strumenti di discernimento. Non solo parole ma dati. Che facevano riferimento al volumetto appena pubblicato da Veneto Agricoltura-Europe Direct proprio su “Investire in agricoltura”. Del resto in questi giorni a Bruxelles sono state avviate le discussioni sulla PAC post 2020, con la messa in rete da parte della Commissione europea di una consultazione pubblica aperta (fino al 2 maggio).

Lo scenario dell’agricoltura veneta è stato descritto da Renzo Rossetto (Veneto Agricoltura). Negli ultimi dieci anni (periodo 2005-2015) le superfici investite nelle principali colture agricole in Veneto sono passate da circa 645 mila ettari a 580 mila, con un calo del -10%: giù gli ettari coltivati a cereali (-20%), orticole (-32%) e frutticole (-23%); in crescita (+8%) la vite (effetto Prosecco) e le colture industriali (+19%), trainate dall’espansione della soia. Anche il numero di allevamenti segna il passo: 3.600 quelli di bovini da latte nel 2015 (-60% rispetto al 2005), che registrano la flessione più rilevante; circa 2.200 quelli di suini (-45%), in calo anche gli allevamenti di bovini da carne (-7%) e avicoli (-6%). Nonostante ciò, l’investimento medio per azienda, vera cartina di tornasole, evidenzia una maggiore propensione delle aziende ad investire: in crescita gli ettari mediamente coltivati dalle aziende per tutte le principali colture (gli aumenti maggiori per vite e cereali). Anche gli allevamenti vedono aumentare il numero medio di capi per azienda: raddoppiano, ad esempio, il numero di vacche da latte per allevamento, in forte crescita anche il numero di capi avicoli (+45%) e suini, mentre scende leggermente il numero di capi bovini per allevamento.

Conviene o non conviene investire in agricoltura? Prova del nove è il valore della produzione per ettaro o per singolo allevamento: quasi raddoppiato, sostengono gli economisti dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario il valore prodotto da un ettaro di vite, che supera gli 11.000 euro, in forte crescita anche quello delle orticole (da poco meno di 38 mila a oltre 43 mila euro/ettaro), cereali (+35%) e frutticole (+24%). Per quanto riguarda la zootecnia, triplicato il valore prodotto per singolo allevamento di vacche da latte, quasi raddoppiato quello suinicolo, +83% per l’allevamento avicolo. Ciò significa che nonostante il calo di superficie e di aziende, quelle rimaste riescono ad impiegare in maniera più efficiente ed efficace i fattori produttivi e ad aumentare la produttività aziendale.

Strategia. In questa logica, l’assessore regionale Giuseppe Pan, che ha aperto i lavori, è stato chiaro: “L’obiettivo più importante è quello di mantenere, come minimo, gli attuali finanziamenti comunitari. Non sarà facile, perché tutto dipenderà dal bilancio che l’Unione Europea avrà a disposizione nel periodo 2020-2027 e dalla consistenza del relativo capitolo agricolo. Inoltre, sono prevedibili forti pressioni da parte di tutti gli Stati Membri, a cominciare da quelli dell’Est Europa. L’Italia dell’agricoltura, a differenza di quanto accaduto in passato, dovrà fin da subito fare fronte comune e lavorare in squadra per far sì che la nuova PAC possa sostenere le filiere produttive più deboli”.

Possibili scenari. Anche per il direttore dell’Agenzia Veneto Agricoltura, Alberto Negro è giunto il tempo di avviare il dibattito sul futuro della PAC. Futuro che, al momento, sulla base di quanto si sta delineando a livello europeo, vede vari possibili scenari: mantenimento delle regole attuali della PAC; una PAC che punti solo su alcune priorità quali per esempio la gestione del rischio, i servizi a favore dei cambiamenti climatici e degli ecosistemi, ecc.; una PAC che metta in sinergia i Pagamenti diretti e la gestione del rischio; una PAC che preveda una nuova ridistribuzione delle risorse; fino ad arrivare addirittura all’ipotesi di un possibile smantellamento della politica agricola europea e una conseguente completa sua liberalizzazione, come chiedono alcuni vari del Nord Europa. Fortunatamente alcuni di questi sono solo scenari ipotetici con scarse possibilità di affermazione. La PAC post 2020 è dunque tutta da costruire ma proprio per questo è importante monitorare il dibattito in atto a livello europeo e risultare propositivi a livello nazionale e regionale.

Parola d’ordine, semplificare. Anche gli interventi dell’Università di Padova (proff. Luca Rossetto, Samuele Trestini) e di Crea (Andrea Povellato) hanno messo a confronto la futura PAC con i possibili strumenti a disposizione degli agricoltori, offrendo valutazioni e proiezioni sugli scenari in campo e strumenti di analisi utili alla Regione e agli stakeholders per definire la piattaforma che sarà di riferimento per i negoziati che andranno intrapresi con la burocrazia di Bruxelles. Quest’ultima è stata una dei grandi imputati nella discussione apertasi grazie alla tavola rotonda coordinata da Alberto Andrioli de L’Informatore Agrario. Dal neo presidente di Confagricoltura Veneto Lodovico Giustiniani a quello della CIA regionale Flavio Furlani a quello di Coldiretti Padova Federico Miotto (sostituiva quello veneto Cerantola, impossibilitato), tutti hanno puntato il dito contro una PAC densa di carichi amministrativi e dunque da semplificare. Ma non basta, serve facilitare l’accesso a strumenti finanziari a sostegno degli investimenti dell’imprenditoria agricola, che necessitano anche di ombrelli assicurativi. In questo senso si è espresso Davide Goldoni di FriulAdria. Ma l’interrogativo più pesante l’ha posto sul tavolo il prof. Vasco Boatto (Univ. di Padova), che ha denunciato come il Veneto in tutti questi anni ha più perso che guadagnato dalla Politica Agricola Comunitaria, che ha favorito maggiormente le agricolture del Nord Europa.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura Europa

Appuntamenti Argav: 20 marzo 2017, il direttivo si riunisce a Rovigo, il 24 marzo visita di aggiornamento professionale nel Basso Veneziano

Il direttivo Argav si riunirà lunedì 20 marzo a Rovigo nella Biblioteca del Seminario ex Angelo Custode (piano terra, via G. Sichirollo 74), con il seguente ordine del giorno: approvazione verbale precedente, comunicazioni del Presidente, comunicazione della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, prossime attività, varie ed eventuali. Al termine del direttivo, grazie al consigliere Unaga Gabriele Cappato, visita della Biblioteca. Alle 20,30, annuale cena con i soci polesani.

Venerdì 24 marzo i soci Argav saranno nel Basso Veneziano per un’iniziativa di aggiornamento professionale, che avrà inizio alle ore 10 a Pegolotte di Cona, con la visita all’azienda “Pasticceria Veneta”, leader nell’esportazione di prodotti dolciari surgelati, soprattutto negli Stati Uniti e in Cina. Seguirà pranzo e visita “in carro” alla Tenuta Agricola Civrana, che si trova sempre a Pegolotte di Cona. Alle 16, trasferimento a Chioggia per l’inaugurazione della manifestazione “Chioggia Capitale del Radicchio” all’Ortomercato di Brondolo e presentazione della rivista “Chioggia”.

 

Lunedì 20 marzo, dalle 19 alle 23, Orto Botanico di Padova, inaugurazione mostra: fianco a fianco con animali e piante minacciati di estinzione nella notte che precede la Primavera, ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria. La mostra rimane aperta fino al 26 giugno 2017.

34 storie di animali a rischio di estinzione raccontate dalle sculture di Stefano Bombardieri, da modelli iperrealistici e dagli animali tassidermizzati delle collezioni di specie protette dei Musei di Storia Naturale (Museo di Zoologia e di Veterinaria dell’Università di Padova) e dalle collezioni di specie protette del Museo Cappeler e del Musero i Storia Naturale di Bassano del Grappa (VI). “Estinzioni, storie di animali minacciati dall’uomo” è la nuova mostra-evento all’Orto Botanico di Padova, in programma dal 21 marzo al 26 giugno. L’inaugurazione della mostra si tiene il 20 marzo alle 19, ingresso gratuito dalle ore 19 alle 23.00 (ultimo ingresso 22.30), con prenotazione obbligatoria

Animali che debbono temere l’uomo e le sue minacce. Un racconto che vede al centro animali collocati nel loro ambiente naturale, dalla foresta tropicale alla savana, dal bosco dei climi temperati alle aiuole del Mediterraneo fino ai deserti africani e del Centro America, che debbono, loro malgrado, temere l’uomo e le sue minacce. Tutti a grandezza naturale, tutti bellissimi, fieri e tutti a rischio di estinzione. L’esposizione padovana rappresenta la conclusione di un progetto di ricerca nazionale, coordinato da Telmo Pievani – evoluzionista e divulgatore – e promosso dall’università di Padova, in collaborazione con il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, il MUSE- Museo delle Scienze di Trento e FEM2 di Milano Bicocca, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Sinergia con il Muse di Trento. Questa mostra completa idealmente il percorso avviato con “Estinzioni. Storie di catastrofi e altre opportunità”, allestita al MUSE di Trento fino al 26 giugno, dedicata ai fenomeni delle estinzioni storiche. La selezione degli animali e la cura delle schede ad essi relative è stata curata da Paola Nicolosi, conservatrice del Museo di Zoologia dell’Università di Padova.

Fonte: Servizio stampa Orto Botanico Padova

Zootecnia, Regione Veneto semplifica le procedure per la comunicazione nitrati

La Giunta regionale ha stabilito di svincolare dallo Sportello unico per le attività produttive (SUAP) la “Comunicazione nitrati”, consentendo l’inoltro della comunicazione per via telematica direttamente alla Provincia, avvalendosi  delle procedure informatiche già disponibili presso la Regione.

Termini di prsentazione. La “Comunicazione nitrati” deve essere presentata alla Provincia almeno 30 giorni prima dell’inizio dell’attività di spandimento agronomico degli effluenti di allevamento, con l’obbligo di rinnovo almeno ogni 5 anni e di aggiornamento tempestivo per segnalare ogni eventuale variazione inerente la tipologia, la quantità e le caratteristiche delle sostanze destinate all’utilizzazione agronomica, nonché dei terreni oggetto di utilizzazione agronomica. Ora le aziende zootecniche potranno compilare e presentare per via telematica la Comunicazione alle Province, utilizzando l’applicativo informatico in uso nella regione Veneto dal 2007. Tale applicativo web, denominato “Applicativo Nitrati”, permette di avvalersi in modo automatico dei dati del fascicolo aziendale, di consolidare i dati relativi alla comunicazione nitrati in archivi web immediatamente disponibili all’ufficio Provinciale competente, nonché di trasmettere la comunicazione per via telematica alla medesima Provincia.

Semplificata la procedura. “Si tratta di una scelta importante di semplificazione – commenta l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan – resa possibile in applicazione della legge 28 luglio 2016, n. 154, il cosiddetto “collegato agricolo”, che consente alle Regioni fortemente informatizzate di togliere alcuni procedimenti relativi all’esercizio delle attività agricole dall’obbligo di rivolgersi allo Sportello unico per le attività produttive”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

18 marzo 2017, a Monselice (Pd) l’inaugurazione di Estensione, nuovo progetto editoriale on line diretto dal consigliere Argav Maurizio Drago

Si terrà sabato 18 marzo, a partire dalle 10.30, la presentazione al pubblico di Estensione, il giornale online della Bassa Padovana. Nella sala convegni del Bluedream Hotel di Monselice (Via Orti 7), la redazione della nuova testata, diretta dal consigliere Argav Maurizio Drago, presenterà il proprio progetto editoriale a cittadini, giornalisti, esponenti politici, imprenditori del territorio e altri stakeholders.

Nuovo sito. Durante la giornata verrà lanciato in tempo reale il nuovo sito del quotidiano, che sarà consultabile all’indirizzo www.estensione.org: una piattaforma ricca di cronaca, politica, cultura, eventi, sport, per raccontare il territorio a 360 gradi. Al termine della presentazione seguirà un brindisi, ingresso libero.

Fonte: Servizio Stampa Estensione

 

21 marzo 2017, Agriturist Veneto apre la stagione con un’escursione gratuita rivolta agli operatori turistici. Meta, le bellezze del Parco del Delta del Po. Iscrizioni entro venerdì 17 marzo 2017.

Una giornata di full immersion nella natura incontaminata, a piedi, in barca e in bicicletta. Parte con un’escursione formativa, in programma martedì 21 marzo, dedicata agli operatori di turismo rurale, la programmazione 2017 di Agriturist Veneto, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura.

La giornata prevede un viaggio alla scoperta del Parco del Delta del Po e ha l’obiettivo di far scoprire agli operatori agrituristici e di turismo rurale gli angoli nascosti del territorio regionale, per promuoverlo agli ospiti delle proprie strutture. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Agricycle Veneto e Eridano – Idee in movimento sul fiume. Il programma prevede il ritrovo alle 9.30 al Museo regionale della bonifica di Ca’ Vendramin, a Taglio di Po, dove la guida Sandro Vidali porterà gli operatori a visitare l’impianto idrovoro, costruito nei primi anni del ‘900, un tempo strumento indispensabile per la trasformazione del paesaggio, oggi esempio straordinario di archeologia industriale. Seguirà il trasferimento a Pila, dov’è previsto l’imbarco per raggiungere il punto in cui il fiume incontra il mare, un paesaggio fatto di canneti e lagune, caratterizzati dal silenzio e dal volo di uccelli. Quindi lo sbarco e la pausa pranzo con prodotti delle aziende del territorio. Alle 14 si partirà per una breve escursione in bicicletta lungo la via delle Valli, un percorso affascinante che corre in mezzo a lagune e valli di pesca.

L’escursione è gratuita e le bici per l’escursione verranno messe a disposizione dal Consorzio Delta Pool Service. Il termine per le iscrizioni è venerdì 17 marzo. Informazioni al 049 8223544 o alla mail segreteria@agrituristveneto.it

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto

Costituito a Montecchio Maggiore (VI) il Consorzio di tutela vini Doc delle Venezie

Ieri, martedì 14 marzo 2017, in Cantina Vitevis a Montecchio Maggiore (Vicenza) è stato costituito il Consorzio volontario di tutela vini Doc delle Venezie, associazione dei produttori e imbottigliatori trentini, veneti e friulani del Pinot Grigio. Il Consorzio debutterà ufficialmente a Vinitaly 2017, che si apre il 9 aprile a Verona.

Cariche. Il consorzio, presieduto da Albino Armani, produttore vitivinicolo veronese, si occuperà di promuovere, proteggere e gestire la Denominazione, valida già dalla vendemmia 2017. Neo consiglieri e vice sono stati nominati  Dario Ermacora per il Friuli Venezia Giulia e Lorenzo Libera per il Trentino Alto Adige.

da sinistra, Pan, Armani e Shaurli

Convergenza di intenti. “L’85% per cento del pinot grigio nazionale nasce nelle nostre terre e il riconoscimento del marchio DOC “delle Venezie” garantirà a questa apprezzata varietà di guadagnare ulteriori quote di mercato in Italia e all’estero, ampliando ulteriormente le proprie potenzialità produttive.  Il consorzio di tutela sarà la casa dei produttori dove tutti potranno portare le proprie osservazioni e convinzioni”, ha dichiarato nell’occasione l’assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, affiancato dai colleghi del Friuli Shaurli e della Provincia autonoma di Trento Dallapiccola.

La nuova ‘super Doc’ delle Venezie vale quasi 2 milioni di ettolitri (260 milioni di bottiglie) distribuiti su oltre 24 mila ettari: circa 13.000 ettari in Veneto, 8.000 in Friuli Venezia Giulia e 3000 nella provincia di Trento. Il Pinot Grigio è la quarta varietà di uva coltivata in Italia con una crescita negli ultimi cinque anni pari al 144%.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto/Coldiretti Veneto

15 marzo 2017, in Veneto è la Giornata dell’Irrigazione e nel veronese s’inaugura il canale L.E.B. Ma in generale, le riserve d’acqua (ed economiche) scarseggiano.

Mercoledì 15 marzo alle ore 9.30 il Consorzio di bonifica di II grado L.E.B, nel corso della Giornata dell’irrigazione veneta 2017, organizza il convegno “#LEB is green”, che si terrà in sala Bressan nella sede Coldiretti di Cologna Veneta (Vr), in via Serenissima/Strada provinciale 7. L’incontro metterà in luce i benefici dell’opera irrigua ed è realizzato in collaborazione con Anbi Veneto e i tre consorzi di bonifica Alta Pianura, Adige Euganeo e Bacchiglione.

Stagione irrigua 2017. L’incontro terminerà con l’apertura delle paratoie del canale L.E.B., alle ore 12.30, in via Tiro a segno 7, dando il via ufficiale alla stagione irrigua 2017 che però, già presenta delle difficoltà. Ne parla Giuseppe Romano, imprenditore agricolo, presidente Anbi Veneto (Associazione dei Consorzi di Bonifica del Veneto) e del Consorzio di bonifica Piave.

La situazione. “Il problema non si nota ora, ma le temperature si stanno alzando, presto comincerà a esserci bisogno di irrigazione per l’agricoltura che finora non ha utilizzato nemmeno un litro d’acqua per le proprie attività e la prospettiva non è delle migliori. Speriamo che possa esserci una Primavera e un’Estate sopra la media per le piovosità altrimenti avremmo una grandissima difficoltà a garantire l’irrigazione”.

I bacini montani rappresentano una riserva sufficiente? “Hanno acqua sufficiente a garantire l’irrigazione agricola per 35, 40 giorni. Normalmente è previsto che lo scioglimento delle nevi li riempia di nuovo man mano che si svuotano, ma se in montagna non c’è riserva nevosa e i laghi sono al 60, 65%, non si può andare avanti a lungo”.

Sarà ancora emergenza siccità?Più che un’emergenza, la siccità è una costante. Abbiamo avuto problemi di siccità nel 2003 – 2005 – 2009 – 2015 – 2016. Qui c’è una forte miopia da parte del sistema politico che sta facendo pochissimo per infrastrutturare i sistemi irrigui, per ammodernarli in modo da utilizzare meglio le scarse risorse idriche e poter avere con la stessa acqua maggiore capacità di irrigazione”.

I costi di ammodernamento del sistema irriguo veneto. “Sono presidente del consorzio Piave: a noi servirebbero 350 milioni di euro. La beffa è che l’ultimo piano irriguo nazionale stanzia per 7 anni (2014 – 2021) 280 milioni di euro per tutta l’Italia. Sono fondi comunitari co-finanziati tra Stato e Regioni, ma sono assolutamente insufficienti, non siamo neppure nell’ordine di grandezza della necessità dei dieci Consorzi di bonifica del Veneto”.

Quali le necessità in Veneto. “Il prodotto interno lordo dell’agricoltura nel Veneto è di 5 miliardi e 500 milioni. Questo è il dato da cui bisogna partire in termini di ricchezza. Abbiamo progetti cantierabili per l’irrigazione per oltre un miliardo, per il sistema complessivamente potrebbero servire 3,5 miliardi. Può sembra una cifra alta, ma bisogna considerare qual è il Pil dell’agricoltura in questa Regione e quanti sono i posti di lavoro coinvolti. La siccità è destinata ad essere una costante, non possiamo continuare a pregare e sperare senza fare nulla di concreto”.

L’irrigazione attuale. Abbiamo 600 mila ettari di irrigazione strutturati, di cui 50 mila con l’irrigazione goccia a goccia che è quella che dà risultati migliori con un consumo d’acqua molto inferiore. Bisognerebbe allargare questo tipo di irrigazione e quella a pioggia. Abbiamo poi altri 200 mila ettari di irrigazione “di soccorso” che si fa a un terreno quando si verificano condizioni non previste tali da pregiudicare la resa della coltura in atto”.

Fonte: Servizio Stampa Anbi

 

14 marzo 2017, Giornata nazionale del Paesaggio, nell’Abbazia di Santa Giustina di Padova evento aperto al pubblico “I benedettini e le bonifiche nell’area padovana, una moderna sapienza antica”. Tra i relatori, il consigliere Argav Maurizio Drago.

In occasione della Prima giornata nazionale del Paesaggio, promossa martedì 14 marzo dal Ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo (oltre 120 iniziative in tutta Italia), nella sala San Luca dell’Abbazia di Santa Giustina di  Padova, alle ore 16.00, si terrà l’evento aperto al pubblico “I benedettini e le bonifiche nell’area padovana, una moderna sapienza antica”. Nell’occasione verrà proiettato il documentarioBenedettini e Bonifiche” del 1982, restaurato dalla Cineteca di Bologna, seguito da vari interventi.

Un’imponente opera di bonifica durata due secoli. “Una “fantastica storia da divulgare” – sostengono gli organizzatori – per quel faraonico lavoro di bonifica iniziato quasi mille anni fa nella bassa padovana, in particolare nel territorio di Correzzola dove il paesaggio paludoso rendeva particolarmente difficile la vita degli abitanti. Con una imponente opera di bonifica durata secoli, i monaci benedettini di Santa Giustina di Padova riuscirono a  fare del territorio di Correzzola un modello di paesaggio agricolo unico nel suo genere, avviando (e monitorando) un efficiente “piano regolatore” che è durato per secoli, portando equilibrio della natura e benessere degli abitanti che dovevano tuttavia seguire  delle “regole” per il mantenimento del paesaggio”.

Oggi, sotto gli occhi di tutti, una situazione ambientale deteriorata. Il “carisma” benedettino può essere preso come esempio per la società di oggi. L’oblio e la dispersione di queste  testimonianze hanno depauperato il paesaggio. La mancanza di manutenzione e di rispetto del paesaggio stesso e la non  osservanza delle  “regole”  hanno  creato e  stanno creando non poche problematiche sotto gli occhi di tutti. Le bonifiche, la cura del paesaggio agrario, la costruzione delle fattorie benedettine, la Grande e la Piccola Vanezza, la Scuderia, la grandissima Corte Benedettina, le chiuse e le gastaldie, le possessioni, le mappe dei terreni suddivise tra prativi, ortivi, vallivi… tutto era scandito con precise regole impresse  dai monaci benedettini. Il territorio  di Correzzola, con la caratteristica di trovarsi al di sotto del livello del mare, grazie a questi lavori è rimasto  produttivo nel corso dei secoli, costituendo di conseguenza il buon vivere degli abitanti.

Relatori. Nell’incontro del 14 marzo sono previsti gli interventi dell’Abate di Santa Giustina, Padre Giulio Pagnoni, del sindaco di Correzzola Mauro Fecchio, della maestra emerita di Correzzola Girolama Borella (che sin dagli anni ’70 si è sempre battuta per la valorizzazione e la salvaguardia dei beni architettonici e artistici di Correzzola), del cellerario dell’Abbazia di Praglia Mauro Maccarinelli, del presidente del FAI Giulio Muratori e del giornalista e scrittore, Maurizio Drago, consigliere Argav.

L’evento è promosso dalla Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Santa Giustina congiuntamente con l’Abbazia benedettina di Santa Giustina, grazie alla collaborazione dell’Abbazia di Praglia, della Societas Veneta per la Storia Religiosa, del CTG “Arcobaleno”, della Cineteca di Bologna e con i patrocini dei comuni di Padova e di Correzzola e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) Padova.

Fonte: Servizio Stampa Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di S.Giustina