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No al Fondo Unico a scapito delle aree interne, il grido d’allarme lanciato a Roma dal Veneto della bonifica. 4 veneti eletti nell’assemblea nazionale

“C’è il rischio concreto che vengano tagliate risorse previste nella Pac, anche per l’agricoltura irrigua, e diluite in un Fondo Unico insieme a ricerca, coesione e innovazione. Da Roma, il Veneto dei consorzi di bonifica unisce la sua voce a quella di ANBI (Associazione nazionale bonifiche irrigazioni) nell’appello alle istituzioni nazionali ed Europee: il Fondo Unico sarebbe un grave errore che il nostro Paese non può correre, e soprattutto non lo può correre la nostra regione, vista l’importanza che rivestono agricoltura e sicurezza idraulica.” Ad affermarlo è Alex Vantini, presidente di ANBI Veneto, rientrato da Roma dove, l’8 e il 9 luglio scorso, si è tenuta l’assemblea nazionale ANBI. “Siamo a fianco di ANBI– continua Vantini –nell’appello rivolto alla politica a riscoprire una nuova centralità per le aree interne che, attraverso infrastrutture idrauliche in grado di trattenere acqua, possono svolgere un ruolo strategico anche a servizio di territori più ampi”.

4 veneti eletti nel Consiglio nazionale ANBI

Al Carpegna Palace di Roma, nelle cui sale si è tenuta l’assemblea, nella mattina di martedì 8 luglio, i presidenti dei consorzi di bonifica d’Italia hanno eletto i nuovi membri del consiglio nazionale. Ben rappresentato il Veneto che fornirà ad ANBI quattro consiglieri. Oltre ad Alex Vantini, che vestirà questo ruolo d’ufficio in quanto presidente di ANBI Veneto e che al contempo ricopre la carica del consorzio di bonifica Veronese, siederanno in consiglio il presidente del consorzio di bonifica Adige Euganeo Fabrizio Bertin, la presidente del consorzio Delta del Po Virginia Taschini, il presidente del consorzio di bonifica Veneto Orientale, Andrea Pegoraro. Spetterà al consiglio deliberare i programmi annuali di attività per la realizzazione delle direttive determinate dall’Assemblea dei presidenti e, quest’anno, eleggere il presidente nazionale di ANBI.

Numerose le personalità che si sono avvicendate nella due giorni di assemblea. Tra queste: il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigidia, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Un quarto, il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, è intervenuto con un video messaggio dal Giappone dove si trova in missione. Presenti i rappresentanti delle attività agricole: il presidente di Coldiretti Ettore Prandini con il segretario generale Vincenzo Gesmundo, il presidente di CIA Cristiano Fini.

Fonte testo e foto: servizio stampa ANBI Veneto

8 novembre 2023, incontro stampa a Badia Polesine (RO) per la presentazione dell’avvio dei lavori di efficientamento del sistema idraulico Adigetto-Scortico-Malopera

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Mercoledì 8 novembre alle ore 10.30, in località Sperone Bova, presa dell’Adigetto, a Badia Polesine (RO) (ingresso dal ponte sull’Adige SP42),  alla presenza del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, il Consorzio di bonifica Adige Po, Anbi e Anbi Veneto, insieme a Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presentano alla stampa l’avvio dei lavori di ristrutturazione del canale Adigetto e dei suoi manufatti irrigui: un intervento del valore di 30 milioni di euro, finanziato dal Ministero tramite Pnrr, per rimettere a nuovo una fondamentale arteria irrigua del Polesine.

67 km di canale per distribuire l’acqua dell’Adige su 50 mila ettari di campagne per 300 milioni di euro di produzione agricola di qualità; un’opera preziosa anche dal punto di vista della sicurezza idraulica per 10 comuni (tra cui il capoluogo Rovigo) e dal grande valore paesaggistico e ambientale. In epoca di cambiamenti climatici e di necessità di efficientare la rete idraulica del Paese, l’intervento acquisisce un valore simbolico che va oltre l’aspetto territoriale.

Tra i partecipanti: l’ing. Elisabetta Pellegrini, coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; il presidente nazionale di Anbi Francesco Vincenzi; l’assessore regionale al Territorio Cristiano Corazzari, la segretaria generale dell’Autorità Distrettuale di Bacino delle Alpi Orientali Marina Colaizzi; i rappresentanti delle organizzazioni agricole regionali. E’ possibile scaricare il  PROGRAMMA__dell’incontro

Ai giornalisti che intendessero partecipare, è richiesta la cortesia di un riscontro alla mail comunicazione@anbiveneto.it

23 settembre, i soci Argav si riuniscono in Assemblea a Codevigo (PD), nel Museo delle Idrovore del Consorzio di bonifica Bacchiglione

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Francesco Cazzaro

Oggi, sabato 23 settembre, alle ore 6.30 in prima convocazione e alle ore 10.30 in seconda convocazione si svolgerà a Codevigo (PD) nel salone del Museo delle Idrovore del Consorzio di Bonifica Bacchiglione l’Assemblea Argav.

Ordine del giorno: insediamento organi assembleari, relazione del Presidente Fabrizio Stelluto, presentazione ed approvazione bilancio consuntivo 2022, presentazione ed approvazione bilancio preventivo 2023, dibattito, intervento di Francesco Cazzaro, presidente ANBI, Premio Argav 2022, varie ed eventuali.

13-21 maggio 2023, torna la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione con un vasto programma di convegni, visite guidate e mostre

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“Tra siccità e perturbazioni estreme stiamo constatando quotidianamente con mano gli effetti dei cambiamenti climatici sulle nostre vite. In questo contesto, la settimana della bonifica che inauguriamo in questo fine settimana acquisisce un valore speciale per la sua missione di avvicinare i cittadini a temi e soprattutto luoghi fondamentali per i nostri territori”. Francesco Cazzaro, presidente di ANBI Veneto, saluta con queste parole la Settimana della Bonifica e dell’Irrigazione promossa a livello nazionale da ANBI e coordinata a livello regionale da ANBI Veneto, che vede, tra il 13 e il 21 maggio 2023, i Consorzi di bonifica protagonisti di iniziative rivolte alla cittadinanza quali visite guidate ad aree ambientali e impianti idrovori, biciclettate, incontri e convegni, inaugurazioni, attività con le scuole. Tutte le iniziative sono gratuite, programma generale su www.anbiveneto.it, dettagli e modalità di partecipazione nelle pagine web dei singoli Consorzi.

Il tema di questa edizione, “Acqua, risorsa di vita e di coesione sociale”, pone l’accento sull’importanza che la risorsa idrica ha nel costruire, preservare, rafforzare comunità e identità. Spiega Cazzaro: “Fondamentale per l’agricoltura, l’acqua che scorre nei fiumi, nei canali e negli scoli rappresenta un elemento generatore di paesaggio, di ambienti, di attività economiche molteplici che riguardano il settore primario ma anche il primo comparto economico del Paese, ovvero il turismo, nonché numerose attività industriali. La siccità, del resto, ha dimostrato come la mancanza di acqua oltre a mettere in crisi l’agricoltura, metta in crisi il mondo in cui viviamo, la sua biodiversità, i colori (dal verde al marrone delle piante seccate), fino anche alla qualità dell’aria. Metta, insomma, in crisi paesaggio e ambiente fondamentali nel definire la nostra identità di persone e cittadini.”

Sono oltre 60 gli eventi promossi dagli 11 Consorzi regionali nella Settimana. 3 di questi, vedono il coinvolgimento diretto nell’organizzazione di ANBI Veneto: mercoledì 17 maggio a Lison di Portogruaro (Tenuta Planitia), alle 10.30, si terrà l’inaugurazione dell’intervento di efficientamento irriguo dei bacini di Sant’Osvaldo-Lison e Brian, realizzato dal Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale grazie a un finanziamento di 13,1 milioni di euro del PSRN messi a disposizione dal Ministero dell’Agricoltura. Interverrà il presidente nazionale di ANBI Francesco VincenziGiovedì 18 maggio, presso il Museo Regionale della Bonifica “Ca’ Vendramin” a Taglio di Po (Ro), alle 10.00, si terrà l’incontro conclusivo del progetto scuola “Acqua, ambiente, territorio. Bonifica è sostenibilità” realizzato con la Direzione Istruzione e Formazione della Regione del Veneto, e con l’Ufficio Scolastico Regionale. Nei 6 mesi di realizzazione, il progetto ha coinvolto 1.500 studenti delle scuole primarie e secondarie di tutto il Veneto. Venerdì 19 maggio, sempre a Ca’ Vendramin di Taglio di Po, si terrà nel pomeriggio (ore 16.00) il convegno da Valle a monte: nuovi scenari per il Delta del Po. Con il presidente della commissione Agricoltura del Senato Luca De Carlo e il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi. Le iniziative di Ca’ Vendramin sono realizzate con il Consorzio di Bonifica Delta del Po, in collaborazione con la Fondazione Ca’ Vendramin, nel contesto della Settimana della Sostenibilità #DeltaPoSWEEK

Conoscere i territori della bonifica veronese e come avviene la gestione dell’acqua, in particolare nella Valla Zerpana, attraverso un’escursione guidata in bicicletta. È questo l’obiettivo dell’iniziativa organizzata dai Consorzi di Bonifica Alta Pianura Veneta e LEB domenica 14 maggio dalle ore 9.45 con partenza dal Centro Operativo Zerpa di Arcole. Un’esperienza dedicata soprattutto alle famiglie con bambini attraverso un percorso facile e di breve durata ma volto a conoscere la storia e la natura locali.  Nell’occasione, il personale tecnico del Consorzio LEB presenterà più da vicino i punti principali di prelievo dell’acqua dal Canale LEB e quindi le opere a servizio del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. Al termine del tour in bicicletta, della durata di circa un’oretta e mezza, sarà possibile visitare l’idrovora Zerpa del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. La storia della bonifica del comprensorio Zerpano è estremamente complessa. In tempi antichi quella della Zerpana era una “valle” paludosa e non adatta ad ospitare un sistema agricolo produttivo. Dalla fine del XVIII secolo si susseguirono infatti numerosi tentativi scoordinati e comunque inadeguati alla risoluzione dei problemi idraulici del territorio, finché all’inizio del secolo scorso venne realizzata la Botte Zerpana ed il relativo collettore che strapparono dal secolare impaludamento l’omonimo terreno vallivo, compreso tra l’Adige e l’Alpone. La bonifica fu completa quando negli anni ’60 del Novecento il collettore Zerpano fu dotato di un impianto idrovoro. “Creare momenti di condivisione con le famiglie del territorio è molto importante per noi” ricorda Silvio Parise, presidente del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta –  “Si tratta di occasioni di sensibilizzazione alle tematiche che ci stanno a cuore, l’acqua e la sua gestione, l’ambiente e la valorizzazione del nostro territorio”.“Ormai da due anni dobbiamo fare i conti con eventi estremi, come la siccità, a causa dei mutamenti climatici”, precisa il presidente del Consorzio LEB Moreno Cavazza, che aggiunge “Il nostro Consorzio sta portando avanti un progetto per il rifacimento del canale Adige Guà e di sperimentazione con le Università di Padova e Verona per preservare la risorsa idrica e utilizzarla al meglio senza sprechi”.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto/Servizio stampa Consorzio di Bonifica LEB

 

Trattenere la pioggia al suolo: Anbi e Coldiretti annunciano i primi 223 progetti, che potrebbero essere immediatamente cantierabili, per realizzare 10 mila invasi medio-piccoli e multifunzionali

Assemblea ANBI 6 luglio 2022

Sono 223 i progetti definitivi ed esecutivi, cioè immediatamente cantierabili, approntati da ANBI e Coldiretti nell’ambito del “Piano Laghetti”, che punta a realizzare 10.000 invasi medio-piccoli e multifunzionali  entro il 2030, in zone collinari e di pianura; i nuovi bacini incrementeranno  di oltre il 60% l’attuale capacità complessiva dei 114 serbatoi esistenti e pari a poco più di 1 miliardo di metri cubi, contribuendo ad aumentare, in maniera significativa, la percentuale dell’11% di quantità di pioggia attualmente trattenuta al suolo.

La realizzazione dei primi 223 laghetti comporterà nuova occupazione stimata in circa 16.300  unità lavorative ed un incremento di quasi 435.000 ettari nelle superfici irrigabili in tutta Italia, nel solco dell’incremento dall’autosufficienza alimentare, indicato come primario obbiettivo strategico per il Paese. Il maggior numero di attuali progetti interessa l’Emilia Romagna (40), seguita  da Toscana e Veneto come evidenziato dall’emergenza idrica in atto; per quanto riguarda il CentroSud è la Calabria a vantare il maggior numero di progetti sul tappeto.  L’investimento previsto per questa prima tranche del Piano Laghetti è quantificato in € 3.252.946.916,00.

A corollario degli invasi, perseguendo  l’altro e determinante obbiettivo strategico dell’autosufficienza energetica, dovranno essere realizzati 337 impianti fotovoltaici galleggianti (potranno occupare fino al 30% della superficie lacustre)  e 76 impianti idroelettrici, capaci di produrre complessivamente oltre 7 milioni di megawattora all’anno. “Quella attuale è la sesta emergenza siccità nei recenti 20 anni e ha già provocato danni per circa 2 miliardi all’agricoltura –precisa Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – Servono investimenti infrastrutturali ed il Piano Laghetti è una scelta di futuro.” “L’Italia – aggiunge Ettore Prandini, presidente Coldiretti – è al terz’ultimo posto in Europa per investimenti nel settore idrico. Serve programmazione per uscire dalla logica dell’emergenza ed un piano di laghetti diffusi e con funzioni anche  ambientali è la soluzione all’impossibilità di realizzare grandi invasi come è stato negli anni scorsi per il Sud Italia.”“Se il Governo ha la reale volontà di realizzare almeno 20 grandi interventi infrastrutturali per il settore idrico entro il 2024, non potrà prescindere dalle progettazioni, in avanzato iter procedurale, redatte dai Consorzi di bonifica ed irrigazione. E’ un parco di soluzioni, che mettiamo a servizio del Paese” conclude Massimo Gargano, direttore generale di ANBI. Che ribadisce, infine, la richiesta di una struttura commissariale, che abbia l’autorità per gestire la fase dell’emergenza idrica, ricercando, nel rispetto delle normative, la compatibilità fra i diversi interessi economici e territoriali, che gravano sulla risorsa idrica.

Fonte: Servizio stampa ANBI

Siccità, sì ai decaloghi antispreco ma il problema è ben altro…

siccità

(di Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV) Di fronte alla siccità vanno di moda i decaloghi sul risparmio idrico casalingo: utili, anzi utilissimi sempre, perché l’acqua è una risorsa preziosa. Fermarsi qui, però, equivale a guardare il dito, invece che la luna. Attenzione, quindi alle distrazioni di massa, perchè oggi il problema non sono le condutture degli acquedotti, che perdono (uno scandalo di inefficienza), ma è che non c’e’ più acqua da fare scorrere in tutte le tubature. E questo non è colpa di qualche rubinetto aperto troppo, ma dell’incapacità della classe politica ed in primis dei governi di programmare la resilienza dei territori di fronte ad emergenze largamente annunciate dagli scienzati. Il Piano Invasi per raccogliere acqua piovana venne presentato dall’Associazione dei Consorzi di bonifica e dalla Struttura di Missione Italia Sicura nel 2017. Da allora nulla o quasi è stato fatto e non e’ stato neanche inserito nel PNRR, dove solo il 2% delle risorse è destinato ad infrastrutture idriche. Quindi, di cosa stiamo parlando?

E’ veneto il vincitore del concorso fotografico nazionale obiettivo acqua di Anbi, Coldiretti e Fondazione Univerde

1-darla a bere MUNARI PIETRO

Con la fotografia dal titolo “Darla a Bere” che ritrae una formica nell’atto di bere da una goccia di rugiada sospesa su un ramoscello, il vicentino Piero Munari (risiede a Marano Vicentino) si è aggiudicato il primo premio del concorso fotografico nazionale “Obiettivo Acqua” promosso da ANBI, associazione nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, Coldiretti e Fondazione Univerde. “È una foto che racconta molte storie – ha affermato il direttore generale di ANBI Massimo Gargano – parla di vita, di biodiversità, del nostro pianeta e di quell’universale bisogno d’acqua che accomuna tutte le specie”. “Obiettivo del concorso – ha ricordato il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi – è mantenere viva l’attenzione delle Istituzioni su politiche dell’acqua che guardino al futuro, in un’epoca caratterizzata dai mutamenti climatici ma anche dall’epidemia di Covid durante la quale, la garanzia di disponibilità di cibo sugli scafali è stata elemento di tenuta sociale. Senza acqua, senza irrigazione, non può esserci cibo e men che meno l’eccellenza agroalimentare del nostro Paese”.

Mostra itinerante. “Siamo felici che il primo premio di questo prestigioso concorso arrivi in Veneto terra di acqua e di bonifica – ha affermato il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro -. La foto, insieme alle altre foto che hanno partecipato al concorso, saranno esposte in una mostra che ANBI Veneto sta definendo nel contesto delle celebrazioni del Centenario del Congresso di San Donà di Piave del 1922 che pose le basi della moderna bonifica, un anno di eventi che inizierà a marzo e avrà come momento principale il Festival della Bonifica, proprio a San Donà, dal 26 al 29 maggio“.

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto

Situazione idrica in Italia: mancano 5 miliardi di metri cubi d’acqua rispetto a quanto previsto 50 anni fa

In Italia non dobbiamo compiere il miracolo di trasformare il deserto in una terra florida, bensì dobbiamo utilizzare al meglio i talenti affidatici con un territorio straordinario, che va altresì difeso dalla minaccia dell’aridità”: è in questa, evocativa immagine che Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI), indica, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, svoltasi lo scorso 22 marzo, la strategia idrica, che l’Italia dovrebbe seguire.

I “talenti” sono dati da un andamento pluviometrico che, nonostante l’estremizzazione degli eventi atmosferici, vede cadere annualmente sull’Italia 1000 millimetri di pioggia (quasi mm. 2.000 in alcune zone del Friuli Venezia Giulia e della Liguria e solo mm. 300 su aree della Puglia), pari ad un volume complessivo di circa 300 miliardi di metri cubi, oltre la  metà dei quali, però, vengono restituiti in atmosfera attraverso l’evapotraspirazione; si calcola, quindi, che il patrimonio idrico potenzialmente a disposizione sia di circa 110 miliardi di metri cubi, di cui solo 53 miliardi realmente utilizzabili. “Di questa ricchezza riusciamo, però, a trattenere solo  5,8 miliardi, cioè circa l’11%. Il talento, che dobbiamo sviluppare è aumentare tale percentuale” precisa il presidente di ANBI.

Al proposito, ANBI ha indicato fin dal 2017, unitamente all’allora Struttura di Missione #italiasicura, una strategia fatta di 2.000 invasi medio-piccoli da realizzare in 20 anni grazie ad un investimento di circa 2.000 miliardi di euro; contestualmente sono stati  presentati i primi 218 progetti, interessanti 17 regioni (il maggior numero, 73, in Veneto, ma  è la Calabria, la regione ad abbisognare di maggiori investimenti: 527 milioni di euro). A Settembre 2020, nella prospettiva del Recovery Plan, ANBI ha presentato un Piano per l’Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, comprendente, innanzitutto, la manutenzione straordinaria di 90 bacini, in buona parte interriti. “La loro capacità – afferma Massimo Gargano, direttore Generale di ANBI – è ridotta del 10,7% a causa della presenza di oltre 72 milioni di metri cubi di sedime, depositati sul fondo: 46 bacini sono al Sud, 36 al Centro, 9 al Nord.” Oltre a ciò, il Piano ANBI prevede  il completamento di 16 bacini (capacità complessiva: mc. 96.015.080; investimento: quasi 452 milioni di euro) e la realizzazione di 23 nuovi invasi (capacità complessiva: mc. 264.493.800; investimento: circa 1 miliardo e 231 milioni di euro).   

“Sono tutti progetti definitivi ed esecutivi, cioè in avanzato iter burocratico e quindi capaci di rispettare il cronoprogramma indicato dall’Unione Europea, garantendo quasi 10.000 posti di lavoro. Per questo – insiste il dg di ANBI– ribadiamo la richiesta di inserimento nel Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza. E’ utile ricordare che, ancora nel 1971(!), la Conferenza Nazionale delle Acque aveva indicato in almeno 17 miliardi di metri cubi, la necessità di invaso  necessaria a soddisfare le esigenze del Paese al 1980(!); oggi, secondo i dati del Comitato Italiano Grandi Dighe, tale capacità ammonta a 13,7 miliardi di metri cubi, di cui però è autorizzato l’uso di solo 11,9 miliardi, un volume ben lontano da quanto previsto  50 anni fa!  Risulta evidente, secondo l’ANBI,  l’urgente necessità di incrementare sensibilmente le capacità di invaso per sopperire alle esigenze idriche in un quadro condizionato dalla crisi climatica, dove ormai piove in maniera sempre più “tropicale” ( grandi volumi in autunno-inverno, poco in primavera-estate) con ripetuti fenomeni alluvionali in tutte le regioni (negli anni recenti, lo Stato spende mediamente 3 miliardi e mezzo all’anno per riparare i danni) e stagioni siccitose anche in aree, dove nel passato tali fenomeni erano molto rari (la situazione è già oggi critica in Sicilia e condizioni di sofferenza idrica si stanno ripetendo sulla fascia adriatica dell’Appennino). 

Ad innervare  d’acqua il territorio italiano è una rete di circa 200.000 chilometri di corsi d’acqua (circa 5 volte la circonferenza della  Terra), bisognosa di manutenzione straordinaria di fronte all’estremizzazione degli eventi atmosferici. I Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno pronti 729 progetti cantierabili (ricompresi nel Piano ANBI per l’Efficientamento della Rete Idraulica del Paese: 241 al Nord, 266 al Centro, 222 al Sud), capaci di garantire quasi 12.000 posti di lavoro con un investimento di circa 2 miliardi e 365 milioni di euro. “Nella Giornata Mondiale dell’Acqua  – conclude Gargano – è stato opportuno segnalare con forza che la fondamentale funzione del reticolo idraulico minore, rischia ora di essere pregiudicata dall’applicazione meccanica dei parametri comunitari del  Deflusso Ecologico, evoluzione del Minimo Deflusso Vitale, già in essere nel nostro Paese. L’obbiettivo di garantire le condizioni di vivibilità dei corsi d’acqua è prioritario ma, come sempre, deve essere declinato in base alle realtà locali. E’ evidente che le fluenze dei grandi fiumi continentali sono assai diverse da quelle dei corsi d’acqua italiani, dove anche il Po è ormai caratterizzato da un andamento torrentizio con forti escursioni di portata.”

“I corpi idrici vanno rispettati, ma il pericolo di un’interpretazione rigida dei parametri – comunica preoccupato Vincenzi – è di non avere più a disposizione  l’acqua sufficiente a garantire un territorio riconosciuto nel mondo e di cui sono parte integrante i fontanili, le marcite, i prati stabili, la policromia dei panorami; l’uso delle risorse idriche è determinante anche per mantenere l’equilibrio ambientale. E’ una battaglia, che stiamo conducendo attraverso Irrigants d’Europe e sulla quale, proprio in questa giornata, chiediamo l’impegno dell’intero Paese.”

Fonte: Servizio stampa Anbi

Sicurezza idraulica, ai Consorzi di bonifica del Veneto oltre 26 milioni per il dopo tempesta Vaia

Supera i 26,5 milioni di euro (per l’esattezza 26.729.579,70) il valore complessivo dei fondi che la Protezione Civile, attraverso due ordinanze del Commissario per l’emergenza Vaia Luca Zaia, mette a disposizione dei Consorzi di Bonifica del Veneto per la sicurezza idraulica del territorio regionale.

Si tratta di 23 progetti d’intervento inseriti nel “Piano degli Interventi urgenti in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato il Veneto dal 27 ottobre al 5 novembre 2019”, che hanno come oggetto la realizzazione, la manutenzione, il ripristino e la ristrutturazione di canali di scolo e bacini di laminazione, la messa in sicurezza di torrenti e argini, la ristrutturazione e l’adeguamento di impianti idrovori, sostegni e manufatti idraulici in tutti e 10 i comprensori di bonifica regionali. Ora che i finanziamenti sono stati comunicati ai soggetti attuatori, inizia l’iter che porterà alle gare d’appalto: secondo quanto previsto dalle ordinanze i contratti di assegnazione dei lavori dovranno tutti essere firmati entro la fine di settembre.

Messa in sicurezza del Veneto. “I finanziamenti che stanno arrivando sono fondamentali per la messa in sicurezza del Veneto, una regione ad elevato rischio idraulico e pesantemente colpito da Vaia – afferma Andrea Crestani, direttore di Anbi Veneto, l’associazione che riunisce i consorzi regionali di bonifica -. Dobbiamo sempre avere ben presente che i frequenti eventi atmosferici estremi di cui siamo testimoni sono causati da mutamenti climatici epocali. I Consorzi sono in prima linea in queste sfide e la loro nomina, nell’aprile 2019, a soggetti attuatori per la gestione dei danni di Vaia rappresenta un ulteriore riconoscimento dell’efficienza e capacità progettuale del sistema veneto della Bonifica”.

Siccità. Continua Crestani: “Ma la sicurezza idraulica rappresenta solo una faccia della medaglia, l’altra è costituita dai lunghi periodi siccitosi con la conseguente opera di gestione accorta della risorsa idrica effettuata dai Consorzi anche in questa prima parte di 2020 dove la scarsità di piogge ha causato grandi difficoltà all’agricoltura. Secondo la riunione dell’Osservatorio per gli utilizzi idrici del Distretto delle Alpi Orientali, tenutasi mercoledì 13 maggio scorso, tutti i principali fiumi della regione, con eccezione del Piave, registrano in questi giorni portate più basse della media, ma basta un nubifragio per mettere la rete idraulica regionale nuovamente sotto stress”.

Nello specifico, le risorse per i Consorzi di Bonifica previste nel Piano degli Interventi post Vaia sono distribuite come segue. il Consorzio di Bonifica Veronese (sede a Verona) è destinatario di 3.750.000 euro che verranno impiegati in tre interventi che interessano i comuni di Rivoli Veronese, Isola della Scala e limitrofi, Legnago. Il Consorzio Veneto Orientale (sedi a Portogruaro), riceverà 3.339.579,70 euro per tre interventi che interessano in particolar modo i comuni di Torre di Mosto, Gruaro e San Stino di Livenza. Il Consorzio Piave (sede a Montebelluna, Tv) si aggiudica 2.800.000 di euro per un sostanzioso progetto tra Codogné e San Fior. 2.900.000 euro andranno invece al Consorzio Acque Risorgive (sede a Mestre-Venezia) per tre interventi che coinvolgeranno i comuni di Curtarolo, Campagna Lupia e Mira. Il Consorzio Delta del Po (sede a Taglio di Po) riceverà 2.600.000 euro equamente suddivisi su due interventi che interesseranno Rosolina, Porto Viro e Porto Tolle. Il Consorzio Adige Po (sede a Rovigo) riceverà 2.500.000 di euro per lavori di sistemazione idraulica tra Pontecchio Polesine, Guarda Veneta e Crespino. Al Consorzio Alta Pianura Veneta (sede a Cologna Veneta, Vr) andranno 2.800.000 euro per cinque progetti tra Zevio e Caldiero, Lonigo, Caldogno e Villaverla, Sossano e Vo’ Euganeo, Sovizzo. 2.400.000 euro andranno al Consorzio di Bonifica Adige Euganeo (sede a Este) per due progetti di sistemazione di sponde di canali: canale Fossa Molesana, tra i comuni di Agna, Anguillara Veneta, Bagnoli di Sopra e Tribano, e Collettore Generale Acque Alte, tra Piacenza d’Adige, Ponso, Santa Margherita d’Adige e Vighizzolo d’Este. Al Consorzio Brenta (sede a Cittadella) andranno 2.640.000 euro per due interventi a Bassano del Grappa e Piazzola sul Brenta. Infine, 1.000.000 di euro andrà al Consorzio Bacchiglione (sede a Padova) per interventi alle botti a sifone di Codevigo e Piove di Sacco.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

 

Gestione dell’acqua, alcune chiavi di lettura fornite da Argav su cosa potrebbe succedere in futuro

Venerdì 15 maggio scorso si è svolto il primo webinar Argav dedicato a “Le guerre dell’acqua in Italia e in Europa“. Protagonisti del virtuale incontro, moderato dal presidente Argav Fabrizio Stelluto, Francesco Vincenzi, presidente Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue (ANBI), Massimo Gargano, dg ANBI, Alessandro Battilani, segretario generale Irrigants d’Europe. Di seguito, il video della conferenza web realizzato dal consigliere Mauro Poletto.

 

A questo link, potete invece leggere l’articolo al riguardo scritto da Alessandro Maresca per Terraevita.it