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Fauna selvatica: Consorzi di bonifica del Veneto, togliere ogni vincolo che limiti la caccia alla nutria 

Nutria

“Nella battaglia per la difesa degli argini da nutrie, tassi, volpi e istrici, il presidente Zaia e il mondo dell’agricoltura possono fare pieno affidamento sui Consorzi di Bonifica, attivi da sempre nella manutenzione della rete idraulica minore e quotidianamente impegnati a far fronte ai danni causati dalla fauna selvatica – ad affermarlo è Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto, l’associazione regionale dei Consorzi di Bonifica e Irrigazione. “Serve una forte campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui danni che gli animali arrecano ad argini e sponde; le nutrie, in particolare, rappresentano una delle principali minacce per la sicurezza idraulica di centri abitati e campagne, ma anche per coloro che con automobili o mezzi di lavoro percorrono strade sulle sommità arginali a rischio crollo”. “Non devono esserci vincoli per la caccia alla nutria, una specie aliena pericolosa per l’uomo, per l’agricoltura e per l’ecosistema, e che deve pertanto essere completamente eradicata – aggiunge il direttore di Anbi Veneto Andrea Crestani –. Servono risorse per istituire una taglia per ogni capo abbattuto ma anche per ripristinare e tenere in efficienza la rete idraulica. I Consorzi di Bonifica del Veneto gestiscono oltre 25mila km di corsi d’acqua, i costi economici e il personale impiegato per ripristinare argini e sponde danneggiate dalla fauna selvatica sono notevoli e ad oggi insufficienti.”

Disponibilità risorsa idrica in Veneto, continua la stagione dei meteo-record: marzo 2024 piovoso e straordinariamente caldo

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La stagione irrigua, iniziata in Veneto il 15 aprile, è caratterizzata nella sua prima fase da un’abbondanza di risorsa che non si registrava da anni: a preoccupare sono però le temperature sempre più alte. Le precipitazioni medie sono state superiori circa del 150% rispetto al valore atteso (media ultimi 30 anni). Anche la neve caduta sulla regione contribuisce ad accrescere l’abbondante diponibilità di risorsa idrica.

Complessivamente la temperatura media è stata più alta della media degli ultimi 30 anni di 1,3°C. Il dato di temperatura è sempre più importante e mantenendosi a questi livelli di anomalia, determinerà enormi problemi per le colture agricole e per la qualità della vita in città. A livello globale, il marzo 2024 è stato più caldo di 0,73°C rispetto alla media 1991-2020 o di 1,68°C rispetto alla media preindustriale 1850-1900. È stato il marzo più caldo mai registrato, prima del marzo 2016. Si tratta anche del decimo mese consecutivo (da giugno 2023) ad essere costantemente il più caldo della storia.

Nello specifico:

Risorse nivali. Il mese di marzo si è caratterizzato per temperature miti, soprattutto nella seconda decade con valori di due gradi sopra la media climatica dei trent’anni precedenti. Le nevicate, seppure intervallate da piogge che hanno contribuito ad inumidire la neve fresca,sono state abbondanti e diffuse tanto che sulle Dolomiti al 31 marzo l’anno idrologico in corso risulta essere il più abbondante di risorsa nivale degli ultimi 15 anni. L’equivalente in acqua della neve attualmente presente sulle montagne regionali al 2 aprile è di 310 Mm3 nel bacino del Piave chiuso a Soverzene, 205 Mm3 nel bacino del Cordevole e di 220 Mm3 nel bacino del Brenta (dati ARPAV).

Piovosità. In media in Regione sono caduti 163 mm di pioggia contro una media storica 1991 – 2020 di 63 mm. I mesi da gennaio a marzo hanno portato in positivo la quantità di precipitazioni occorse, sin ora, nel corso dell’anno idrologico (iniziato ad ottobre).

Acque sotterranee. Deficit in calo nell’area veronese ma con dinamica di ripresa meno sostenuta che nel resto della Regione. È un acquifero caratterizzato da grande inerzia che necessita di tempi lunghi. Per il resto, falde sui valori attesi per il periodo con conferma della dinamica di forte ricarica già in corso, nel mese precedente, legata alle abbondanti precipitazioni.

Anomalia di temperatura. Il mese di marzo si è chiuso con temperature medie superiori alla media storica su tutta la regione. Si deve prestare particolare attenzione al parametro temperatura, anche in condizioni di abbondanza di risorsa idrica, dal momento che inciderà fortemente sui fattori dell’evapotraspirazione e sull’alterazione dei cicli vegetativi indotti dalla possibile presenza di precoci temperature quasi estive.

L’indice S.P.E.I. contempla anche l’effetto della componente evapotraspirativa nel monitoraggio degli eventi siccitosi. Per questo è più «solido» nel descrivere la realtà rispetto all’indice SPI che contempla invece solo le precipitazioni. In questo senso si nota come l’effetto delle abbondanti precipitazioni da gennaio a marzo induca generalizzati segnali di normalità.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Piovuta in Veneto a febbraio una quantità d’acqua pari a quella utilizzata nell’intera stagione irrigua, ma in gran parte è già finita in mare

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3 miliardi di metri cubi d’acqua, più o meno la quantità che serve per l’intera stagione irrigua in Veneto da marzo ad ottobre. Nel mese di febbraio, caratterizzato nell’ultima settimana da una perturbazione di straordinaria intensità, nella nostra regione si sono registrati 170 mm di pioggia contro i 58 della media storica, pari cioè al 190% del valore atteso (dati Arpav).

Febbraio 2024, il secondo più caldo dal 1991. “Di quest’acqua, inutile dirlo, pochissimo rimane nel territorio, il resto è già tutto finito a mare:  un patrimonio di risorsa che speriamo di non dover rimpiangere nella stagione irrigua che entrerà nel vivo ad aprile” spiega Francesco Cazzaro, presidente di ANBI Veneto, nel commentare il Bollettino sulla disponibilità della risorsa idrica relativo al mese di febbraio, disponibile online su anbiveneto.it. In epoca di record, febbraio 2024 sarà ricordato anche per le significative e allarmanti temperature che hanno registrato una media di +4,1 °C rispetto al periodo, facendone il secondo più caldo dal 1991 (il record è del 1998) e superando di poco il febbraio del 2019.

Falde in ripresa, ma la neve in quota destinata a sciogliersi velocemente. I depositi nivali in quota, a causa delle temperature elevate, presentano un alto contenuto d’acqua e sono pertanto destinati a sciogliersi molto velocemente. In ripresa, ovunque, gli acquiferi che stanno beneficiando delle forti piogge di fine mese: incrementi importanti si registrano nella stazione di Dueville (VI) con addirittura un metro di innalzamento del livello. Ripresa dei livelli tra 5 e 20 cm nell’area Trevigiana. In ripresa anche le falde del Veronese con dinamiche tuttavia molto più lente che nel resto della regione trattandosi di un acquifero caratterizzato da grande inerzia che necessita di tempi lunghi.

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto

Maltempo, Anbi Veneto, le casse anti allagamento salvano il territorio, ma sono necessari anche i bacini multifunzione

 

Retrone 28-2-2024I Consorzi di bonifica sono stati impegnati in questi giorni, con squadre che operano 24 ore su 24, a fronteggiare eventi meteo che hanno messo a dura prova soprattutto i territori vicentini e padovani. Attraverso gli impianti idrovori hanno cercato svuotare il più velocemente possibile l’acqua presente nel reticolo idraulico in gestione e nelle campagne. In alcuni punti lo scarico nella rete principale è stato rallentato per consentire il passaggio delle onde di piena causate anche dai rilasci dei bacini più a monte. Particolarmente delicata è stata la situazione del reticolo afferente al fiume Gorzone (nella foto in alto Alessandro Bedin)  i cui livelli hanno costretto a tener spenti alcuni impianti di pompaggio causando allagamenti in diverse aree, per lo più agricole.

Aumento temperatura in quota pericolose. “È una corsa contro il tempo – spiega Francesco Cazzaro, presidente di ANBI Veneto – perché in queste ore ore sono previste ulteriori precipitazioni che, secondo le previsioni, dovrebbero essere meno intensi, ma che destano preoccupazione perché si preannunciano diffusi e interesseranno terreni già saturi e una rete idraulica ai limiti. In questo contesto, incideranno anche i prossimi aumenti delle temperature in quota e il conseguente scioglimento delle nevi che andrà ad aumentare gli apporti a valle.”

Rimpiangeremo l’acqua dolce di questi giorni la prossima estate? Aggiunge Cazzaro: “Le casse di laminazione realizzate dopo l’alluvione del 2010 hanno dimostranto la loro grande utilità nel garantire la sicurezza delle aree urbane.È opportuno comunque ricordare che esse hanno funzione di sicurezza idraulica e dunque, necessariamente, passato il maltempo, saranno svuotate; è dunque importante affiancare a queste grandi strutture, una rete di bacini multifunzione in grado di trattenere l’acqua in eccesso per utilizzarla nelle campagne nei momenti siccitosi. La situazione meteorologica che stiamo attraversando in queste ore sarà sempre più frequente a causa del cambiamento climatico; l’auspicio è che tra qualche mese, con la stagione irrigua, non ci si trovi a rimpiangere l’acqua dolce che si sta riversando sul nostro territorio e che è destinata a defluire a mare.”

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Disponibilità della risorsa idrica in Veneto nel mese di gennaio 2024

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Nel mese di gennaio le precipitazioni medie sono state superiori del 40% rispetto al valore atteso, anche se concentrate soprattutto nella fascia pedemontana della regione. Nell’anno idrologico la situazione della bassa pianura è infatti assai diversa dalle aree pedemontane, con ad es. 171 mm a Rovigo da ottobre ad oggi, contro un valore medio regionale di 436 mm. Inoltre le precipitazioni si concentrano in pochi eventi distanziati l’uno dall’altro, con diversi giorni successivi senza precipitazioni.

La copertura nevosa al termine del mese vede un’annata che si sta riportando faticosamente sulla fascia bassa di un range di normalità. La parte iniziale della stagione è stata scarica di risorsa, ovvero di quella neve che a seguito di processi di ricongelamento sarebbe la più duratura all’arrivo della primavera.

Temperature. Gennaio ha fatto registrare, in particolare nella parte finale del mese, su tutta la regione temperature abbondantemente superiori alla media storica del periodoPeraltro il mese si chiude complessivamente con un’anomalia in eccesso di temperatura rispetto alla media dopo che le due prime decadi si erano attestate appena sotto la media. È il sintomo che l’ultima parte del mese è stata caldissima, con grande rischio per la tenuta della risorsa nivale.

E’ sempre più importante contemplare il ruolo della componente evapotraspirativa ai fini della valutazione sulla disponibilità di risorsa idrica: l’indice SPEI a 3 mesi infatti segnala la presenza di diffusi fenomeni siccitosi; le falde sono generalmente in lenta ripresa, ad eccezione del comprensorio veronese ancora in grave crisi.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Disponibilità della risorsa idrica in Veneto a novembre 2023, il bollettino Anbi. Tra i dati rilevati, un preoccupante aumento di temperatura di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali.

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Novembre ha fatto registrare in Veneto temperature altalenanti, con situazioni anomale rispetto alla media storica. In questo senso è sempre più importante contemplare il ruolo della componente evapotraspirativa ai fini della valutazione sulla disponibilità di risorsa idrica. L’indice Spei (indicatore di siccità al suolo) infatti segnala la presenza di diffusi fenomeni siccitosi. L’anomalia di temperatura (in crescita rispetto alla media storica) pone significativi problemi ai fini della disponibilità di risorsa anche perché determina lo scioglimento anticipato delle  nevi che sono occorse e che potranno avvenire nel corso del periodo invernale. Le precipitazioni medie sono state di poco inferiori al valore atteso, comunque concentrate nello spazio di pochi giorni. Il valore medio di precipitazione di 115 mm contro una media storica di 135 mm, vede comunque una distribuzione estremamente disomogenea sul territorio. Si va dagli oltre 200 mm occorsi nel bellunese, ai 40 mm del rodigino. Vediamo le componenti che determinano la risorsa idrica in Veneto nelle specifico.

Risorse nivali. L’inizio del mese è stato fresco rispetto alla temperatura media storica, con nevicate anche a bassa quota nella prima decade del mese. È seguita una fase calda (situazione che favorisce un anticipato scioglimento della neve) a cui è seguita un’ultima decade ancora fresca ma non particolarmente nevosa. Gli indicatori di copertura nivale e spessore della neve al momento sono inferiori alle attese ma non preoccupanti. L’aumento delle temperature massime registrato è comunque un segnale molto preoccupante per la tenuta delle riserve nivali.

Piovosità. Si registra una netta disparità nella distribuzione delle piogge che ha visto la parte meridionale e montana della regione in deficit rispetto agli apporti medi storici. Le precipitazioni media a scala regionale sono state sotto le attese, essendo concentrate nell’arco di poche ore con lunghi periodi senza precipitazioni. Complessivamente è stato registrato un numero di giorni piovosi generalmente inferiore alla media storica con lunghi periodi senza alcuna precipitazione.

Acque sotterranee. La situazione presenta segnali di ripresa a seguito delle abbondanti precipitazioni occorse tra la fine di ottobre e l’inizio del mese. pur permanendo su valori inferiori a quelli attesi per il periodo. Il livello delle falde, ad eccezione dell’area Veronese, si sta riportando su valori medi del periodo.

Anomalie di temperatura. Novembre ha fatto registrare, in particolare nella parte centrale del mese, su tutta la regione temperature abbondantemente superiori alla media storica del periodo; ancora più rilevante il dato della temperatura media globale che tra il 17 e il 18 novembre ha visto un incremento di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali. È un dato estremamente preoccupante che segnala come si stiano avvicinando i limiti massimi fissati dall’accordo di Parigi del 2015.

Indice Spei a tre mesi. L’indice Spei contempla anche l’effetto della componente evapotraspirativa nel monitoraggio degli eventi siccitosi. Per questo è più «solido» nel descrivere la realtà rispetto all’indice Sei che contempla invece solo le precipitazioni; In questo senso, mentre l’indice Sei descriverebbe una situazione di normalità su tutta la regione, l’indice Sei denota ancora la presenza di siccità, in particolare, legata alle alte temperature registrate nella prima metà del mese.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Giornata mondiale del suolo 2023: protocollo d’intesa tra Consorzi di bonifica e agronomi del Veneto per buone pratiche agronomiche e irrigazione 

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Un protocollo d’intesa che mette al centro le buone pratiche in ambito irriguo e agronomico, fondamentali in chiave di adattamento al cambiamento climatico, in un contesto generale dove il rischio desertificazione è ormai conclamato in sempre più aree della nostra regione. Anbi Veneto – Associazione Regionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Consorzi di Bonifica) e Fodaf Veneto (Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali) avviano un percorso comune di azioni di formazione e informazione rivolte a cittadini, istituzioni e mondo dell’agricoltura. Lo fanno nel quadro ampio delle iniziative della Giornata Mondiale del Suolo 2023, tradizionalmente collocata dalle Nazione Unite il 5 dicembre, ma si svolgerà il giorno dopo, oggi, mercoledì 6 dicembre, a San Donà di Piave (Ve), presso la sede del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale.

La firma del protocollo sarà introdotta, con inizio alle ore 9.30, dal convegno “Esperienze di mitigazione del cambiamento climatico in agricoltura” che vedrà la presenza di docenti dell’Università di Padova, Agronomi e tecnici dei Consorzi. Il tema è quello della gestione attenta della risorsa e del contrasto alla desertificazione attraverso pratiche agronomiche ad alta sostenibilità ambientale, che punta a recuperare la capacità naturale del terreno nell’assorbire e trattenere l’acqua e che dunque hanno anche valenza in ambito di prevenzione del rischio idraulico. A seguire, il presidente di Anbi Veneto Francesco Cazzaro e il presidente di Fodaf Renzo Trevisin formalizzeranno con le loro firme l’avvio del percorso virtuoso di promozione e diffusione della cultura dell’utilizzo della risorsa irrigua. Tale percorso si sostanzia in condivisione di conoscenze e buone pratiche e iniziative di formazione e informazione coerenti con gli obiettivi dell’Agenda 2030 e della Direttiva Quadro Acque, con le sue declinazioni operative sul territorio regionale. Il convegno è valevole per il conseguimento di crediti formativi per i Dottori Agronomi e Forestali.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

8 novembre 2023, incontro stampa a Badia Polesine (RO) per la presentazione dell’avvio dei lavori di efficientamento del sistema idraulico Adigetto-Scortico-Malopera

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Mercoledì 8 novembre alle ore 10.30, in località Sperone Bova, presa dell’Adigetto, a Badia Polesine (RO) (ingresso dal ponte sull’Adige SP42),  alla presenza del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, il Consorzio di bonifica Adige Po, Anbi e Anbi Veneto, insieme a Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presentano alla stampa l’avvio dei lavori di ristrutturazione del canale Adigetto e dei suoi manufatti irrigui: un intervento del valore di 30 milioni di euro, finanziato dal Ministero tramite Pnrr, per rimettere a nuovo una fondamentale arteria irrigua del Polesine.

67 km di canale per distribuire l’acqua dell’Adige su 50 mila ettari di campagne per 300 milioni di euro di produzione agricola di qualità; un’opera preziosa anche dal punto di vista della sicurezza idraulica per 10 comuni (tra cui il capoluogo Rovigo) e dal grande valore paesaggistico e ambientale. In epoca di cambiamenti climatici e di necessità di efficientare la rete idraulica del Paese, l’intervento acquisisce un valore simbolico che va oltre l’aspetto territoriale.

Tra i partecipanti: l’ing. Elisabetta Pellegrini, coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; il presidente nazionale di Anbi Francesco Vincenzi; l’assessore regionale al Territorio Cristiano Corazzari, la segretaria generale dell’Autorità Distrettuale di Bacino delle Alpi Orientali Marina Colaizzi; i rappresentanti delle organizzazioni agricole regionali. E’ possibile scaricare il  PROGRAMMA__dell’incontro

Ai giornalisti che intendessero partecipare, è richiesta la cortesia di un riscontro alla mail comunicazione@anbiveneto.it

Al Festival dell’acqua a Mirano (VE), in programma sino al 15 ottobre 2023, anche i convegni organizzati da Anbi Veneto e Consorzio di bonifica Acque Risorgive, valevoli per crediti formativi giornalisti e altri ordini professionali

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Anbi Veneto e il Consorzio di bonifica Acque Risorgive hanno accettato l’invito del Comune di Mirano (VE) a contribuire al Festival dell’Acqua, organizzato dal comune stesso, in programma fino al 15 ottobre, in termini di contenuti, con la realizzazione di alcuni convegni che prevedono il coinvolgimento anche di ordini professionali.

I convegni. Mercoledì 11 ottobre 2023, ore 9.30, Cinema Teatro di Mirano. “L’uso della risorsa irrigua tra esigenze di sostenibilità e mitigazione dei cambiamenti climatici”, realizzato in collaborazione con Coldiretti Venezia, Confagricoltura Venezia e Cia Venezia. Valevole per il conseguimento di crediti formativi per gli iscritti a Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali e Ordine dei Giornalisti. Giovedì 12 ottobre 2023, ore 9.30, Moderato dal presidente Argav Fabrizio Stelluto, Cinema Teatro di Mirano, “Dal cambiamento climatico al cambiamento della pianificazione”, realizzato in collaborazione con Ordine degli Ingegneri e Ordine degli Architetti, Pianificato, Paesaggisti e Conservatori. Valevole per il conseguimento dei crediti formativi degli Ordini coinvolti oltre che dell’Ordine dei Giornalisti (iscrizioni in piattaforma). Giovedì 12 ottobre 2023, ore 21.00, sala Conferenze di Corte Errera, via Bastia Fuori, 58 Mirano, “Il borgo e l’acqua. il nodo idraulico di mirano: ieri, oggi e domani”, intervengono: Mauro Varotto, docente di Geografia, Università degli Studi di Padova; Carlo Casoni, responsabile ambiente, Consorzio di Bonifica Acque Risorgive.

Opera di sensibilizzazione. “Il tema della gestione dell’acqua acquisisce un valore sempre più centrale in epoca di mutamenti climatici – afferma Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto e Acque Risorgive -. Accogliamo con piacere la richiesta di collaborazione del Comune di Mirano per il Festival dell’Acqua perché tra i nostri compiti vi è anche quello di sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche che ogni giorno ci vedono impegnati: la gestione della risorsa irrigua, la prevenzione del rischio idraulico e la tutela del territorio e dell’ambiente.”

Mirano città d’acqua. «Siamo orgogliosi di presentare la prima edizione del Festival dell’Acqua di Mirano, un evento che vuole promuovere il territorio, il suo paesaggio, la sua storia, le sue bellezze e, nello stesso tempo, proporre una riflessione sull’acqua quale bene e diritto primari ed essenziali. Il Festival celebra ed esalta l’acqua come valore pubblico e umano, rappresentandola come cultura, scienza, sostenibilità, paesaggio e solidarietà, come icona di chi siamo e di dove vogliamo andare», dichiara il sindaco di Mirano Tiziano Baggio che continua: “D’altra parte, Mirano è città d’acqua, città di fiumi, canali, laghetti, salti d’acqua, fossi: un’affascinante realtà economica e paesaggistica, un sistema idrico naturale eccezionale, una capillare regimentazione irrigua nata dalla laboriosità dell’uomo fin dai tempi antichi. Un sistema che ha determinato la storia di Mirano, una città agricola che l’acqua ha collegato a Venezia e a Padova e attraverso di esse al mondo conosciuto, segnandone lo sviluppo e la qualità di vita che è stata conservata fino ai nostri giorni”.

Molti gli appuntamenti in programma, che culmineranno con il convegno sulla navigabilità del canale Taglio previsto sabato 14 ottobre e a cui parteciperanno tra gli altri, la vice presidente della Regione Veneto Elisa De Berti e il professore dell’Università di Ca’ Foscari Francesco Vallerani. «Con la prima edizione del Festival – prosegue il primo cittadino – vogliamo riflettere sul dramma del Vajont, di cui ricorre il sessantesimo anniversario e sulla crisi climatica, studieremo, proprio come facevano gli antichi, come migliorare la gestione delle acque e migliorare il sistema irriguo e, infine, godremo delle nostre bellezze e del nostro paesaggio».

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto/Comune di Mirano

Disponibilità risorsa idrica in Veneto: in agosto precipitazioni sopra alla media ma le piogge non mitigano le temperature record

27fd06f5-8b11-a999-b438-1b93c0046277Con 114 mm di piogge registrate in media nel Veneto, il mese di agosto ha segnato un +12% di precipitazioni rispetto alla media storica del periodo. Nonostante la grave siccità che ha colpito i mesi invernali e primaverili, gli apporti occorsi da maggio ad oggi hanno riportato vicino alla media storica (-6% rispetto al periodo 1994-2022) il valore delle precipitazioni complessivamente cadute in Veneto tra ottobre 2022 e agosto 2023 (fonte Arpav).

Temperature. Anche il mese di agosto ha fatto registrare temperature prossime o superiori alle massime storiche del periodo anche nelle zone montane; la parte centrale del mese (seconda decade) è stata la più calda mai rilevata (quindi dal 1990) lo zero termico è salito a quote oltre i 5000 m; con temperature massime comprese tra i 10 e i 15°C sulla Marmolada si è registrata un’altra annata di forte assottigliamento e regressione del ghiacciaio. L’Università di Padova valuta che la superficie del ghiacciaio scenderà presto al di sotto di 1 km2, la metà della superficie presente nel 2000 ed un quarto rispetto al 1900.

Indice Spi (Indicatore di siccità al suolo). Quasi ovunque è presente una situazione prossima alla normalità riferita ad uno scenario degli ultimi 3 mesi, nell’ambito dei comprensori dei Consorzi di bonifica. In questo senso influiscono molto le precipitazioni occorse dalla tarda primavera hanno contribuito a recuperare il grave deficit di risorsa accumulato nei mesi precedenti.

Fonte: Anbi Veneto