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27 settembre – 4 ottobre, al via a Mirano (Venezia) la terza edizione del Festival dell’acqua, che vede Argav, per la prima volta, tra gli organizzatori

Dal 27 settembre al 4 ottobre 2025 si terrà la terza edizione del “Festival dell’acqua” di Mirano (Venezia), organizzato dall’Amministrazione Comunale con la partecipazione di enti, associazioni e imprese del territorio: 7 giorni e 11 appuntamenti di approfondimento scientifico, culturale e di ri-scoperta del territorio. Un ricco programma che coinvolgerà la cittadinanza e che vedrà la partecipazione di esperti e studiosi del settore, enti di categoria regionali e professionisti, per una riflessione locale e globale sul significato e il senso dell’acqua, sulle cause e gli effetti della sua carenza e sulla sua importanza come risorsa (nella foto a sinistra, i partecipanti alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione).

«Dopo il successo delle prime due edizioni, siamo orgogliosi di presentare il terzo Festival dell’acqua di Mirano, un evento che vuole promuovere il territorio, il suo paesaggio, la sua storia, le sue bellezze e, nello stesso tempo, proporre una riflessione sull’acqua quale bene e diritto primari ed essenziali. Il Festival celebra ed esalta l’acqua come valore pubblico e umano, rappresentandola come cultura, scienza, sostenibilità, paesaggio e solidarietà, come icona di chi siamo e di dove vogliamo andare», dichiara il sindaco Tiziano Baggio che continua: «Grande novità di quest’anno la collaborazione con Fabbrica del Mondo di Marco Paolini e Michela Signori: una collaborazione di prestigio che, grazie alla regia di Farmacia Zooè, ci permetterà di indagare il passato, il presente e il futuro del pianeta, di cui l’acqua è l’elemento essenziale,  in un fruttuoso dialogo intergenerazionale. Altra novità la collaborazione con Argav l’associazione regionale dei giornalisti dell’agricoltura».

Ospite di eccezione di questa edizione sarà Nicola Dell’Acqua, Commissario nazionale per la crisi idrica, che dialogherà con i giovani degli istituti scolastici sul nostro futuro. Molti gli appuntamenti di assoluto rilievo in programma. Tra questi si evidenziano la presentazione del libro e l’inaugurazione della mostra fotografica “6 Fiumi per 70 Mulini”, la performance teatrale “Il Terzo Elemento”, che apriranno il Festival. Di particolare importanza, per la qualità dei relatori e per i temi affrontati, che interessano direttamente la sicurezza idraulica del territorio, i convegni del 30 settembre sulla gestione del Muson Vecchio e del 2 ottobre sull’acqua nascosta, realizzati con la collaborazione di ANBI Veneto, Consorzio di Bonifica Acque Risorgive e Argav. Di grande valore il convegno sul turismo fluviale del 3 ottobre che prevede la partecipazione del professor Francesco Vallerani e il cui focus sarà la presentazione di una proposta di un itinerario turistico lungo le rive del Muson, che si snoderà tra il Castelletto di Mirano, gli argini del Muson e il Museo della Filanda di Salzano e che sarà sperimentato dagli operatori del settore. Gran finale il 4 ottobre tutto dedicato a Mirano: le visite guidate alle chiuse dei Molini di Sotto e di Sopra e la performance collettiva partecipata “Per un Atlante delle rive” che si svolgerà in centro storico e che avrà i giovani come protagonisti.

Il Festival, patrocinato dalla Regione del Veneto e dalla Città Metropolitana di Venezia, è stato organizzato in stretta collaborazione col territorio, a partire dal Consorzio di Bonifica Acque Risorgive, dall’ANBI Veneto – Associazione Regionale Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue e dall’ Argav., gruppo di specializzazione del Sindacato Giornalisti del Veneto per finire con associazioni, imprese e organizzazioni di categoria: CIA, Confagricoltura Venezia, Coldiretti Venezia, Fabbrica del Mondo, Jolefilm, Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali, I.I.S. “8 Marzo–K. Lorenz”, I.I.S. “Levi–Ponti”, I.I.S. “Ettore Majorana – Elena Corner”, Confcommercio del Miranese, Free Waters, Farmacia Zooè, Bel-Vedere Lab, Echidna, Kardines Walking, F&M Ingegneria, Ordine dei Giornalisti del Veneto, Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Venezia, Ordine degli Ingegneri di Venezia, Veritas.

«Vogliamo che anche questa terza edizione affronti il tema in modo concreto e utile, attraverso la ricerca di soluzioni e di progettualità che abbiano sì un respiro ampio, ma che possano anche essere declinate sul territorio», chiosa il sindaco Baggio. «Il Festival dell’acqua di Mirano vuole caratterizzarsi per essere non solo riflessione e approfondimento sul governo e l’utilizzo dell’acqua, cercando strade fatte di soluzioni per il nostro territorio, idee che possiamo realizzare noi qui, in casa nostra, evitando di dire solo quello che dovrebbero fare gli altri, ma anche celebrazione di un elemento che per millenni ha ispirato le arti e la sensibilità degli esseri umani. Quindi spettacoli, concerti, mostre, godimento del territorio».

Fonte testo e foto: servizio stampa Comune di Mirano

No al Fondo Unico a scapito delle aree interne, il grido d’allarme lanciato a Roma dal Veneto della bonifica. 4 veneti eletti nell’assemblea nazionale

“C’è il rischio concreto che vengano tagliate risorse previste nella Pac, anche per l’agricoltura irrigua, e diluite in un Fondo Unico insieme a ricerca, coesione e innovazione. Da Roma, il Veneto dei consorzi di bonifica unisce la sua voce a quella di ANBI (Associazione nazionale bonifiche irrigazioni) nell’appello alle istituzioni nazionali ed Europee: il Fondo Unico sarebbe un grave errore che il nostro Paese non può correre, e soprattutto non lo può correre la nostra regione, vista l’importanza che rivestono agricoltura e sicurezza idraulica.” Ad affermarlo è Alex Vantini, presidente di ANBI Veneto, rientrato da Roma dove, l’8 e il 9 luglio scorso, si è tenuta l’assemblea nazionale ANBI. “Siamo a fianco di ANBI– continua Vantini –nell’appello rivolto alla politica a riscoprire una nuova centralità per le aree interne che, attraverso infrastrutture idrauliche in grado di trattenere acqua, possono svolgere un ruolo strategico anche a servizio di territori più ampi”.

4 veneti eletti nel Consiglio nazionale ANBI

Al Carpegna Palace di Roma, nelle cui sale si è tenuta l’assemblea, nella mattina di martedì 8 luglio, i presidenti dei consorzi di bonifica d’Italia hanno eletto i nuovi membri del consiglio nazionale. Ben rappresentato il Veneto che fornirà ad ANBI quattro consiglieri. Oltre ad Alex Vantini, che vestirà questo ruolo d’ufficio in quanto presidente di ANBI Veneto e che al contempo ricopre la carica del consorzio di bonifica Veronese, siederanno in consiglio il presidente del consorzio di bonifica Adige Euganeo Fabrizio Bertin, la presidente del consorzio Delta del Po Virginia Taschini, il presidente del consorzio di bonifica Veneto Orientale, Andrea Pegoraro. Spetterà al consiglio deliberare i programmi annuali di attività per la realizzazione delle direttive determinate dall’Assemblea dei presidenti e, quest’anno, eleggere il presidente nazionale di ANBI.

Numerose le personalità che si sono avvicendate nella due giorni di assemblea. Tra queste: il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigidia, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Un quarto, il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, è intervenuto con un video messaggio dal Giappone dove si trova in missione. Presenti i rappresentanti delle attività agricole: il presidente di Coldiretti Ettore Prandini con il segretario generale Vincenzo Gesmundo, il presidente di CIA Cristiano Fini.

Fonte testo e foto: servizio stampa ANBI Veneto

Delta del Po, entra nel vivo il progetto di vivificazione delle lagune

Dati alla mano la correlazione è evidente: ai finanziamenti per la manutenzione delle lagune corrisponde un aumento della produttività, e dunque della redditività, per le attività legate alla pesca e all’acquacoltura. Prerequisiti per lo sviluppo dell’ittiofauna sono, infatti, precisi valori di ossigenazione e salinità, e le dinamiche di interscambio tra acqua dolce, acqua salmastra e mare. Tutti aspetti che si verificano là dove le lagune presentano bocche di porto, barene, canali in grado di garantire la corretta idrodinamica e preservare l’ambiente dagli effetti delle erosioni, delle sedimentazioni, degli eccessi di acqua salata o dolce. Aspetti che richiedono interventi di manutenzione ambientale possibili solo con adeguate dotazioni finanziarie.

Il grafico illustrato dal direttore del consorzio di bonifica Delta del Po Rodolfo Laurenti nel corso del convegno “Delta, lagune, aree costiere. Una nuova sostenibilità ambientale, economica e sociale”, promosso dal consorzio stesso e tenutosi lo scorso 28 maggio nel Museo Regionale delle Bonifiche Ca’ Vendramin a Taglio di Po (Ro), non lascia dubbi: al picco dei finanziamenti regionali per la manutenzione delle lagune di Scardovari, Canarin, Barbamarco (4,68 milioni di euro nel 2009) fa seguito il picco di produttività (oltre 100.000 quintali di vongole nel 2010); al crollo dei finanziamenti, segue un calo progressivo della produttività.

Ecco, dunque, che le nuove risorse FSC 2021-2027 stanziate dalla Regione del Veneto per il progetto “Interventi per la vivificazione degli ambiti lagunari del Delta del Po”rappresentano per le lagune di Rosolina, Porto Viro e Porto Tolle un aiuto fondamentale con finalità ambientali, paesaggistiche, economiche e sociali. Voluti fortemente dall’assessore regionale al Territorio, alla Caccia e alla Pesca Cristiano Corazzari, si tratta di 14 milioni di euro che verranno gestiti dal Consorzio di Bonifica Delta del Po in qualità di soggetto attuatore per l’escavo di nuovi canali, il ripristino di canali già esistenti, il consolidamento, la ridefinizione e la realizzazione ex novo di barene. Un grande piano, già avviato nella fase di assegnazione dei rilievi, che entrerà nella fase di progettazione entro l’estate e che si tradurrà in sei anni (dal 2026 al 2031) di lavori suddivisi su più lotti funzionali.

Coinvolte le lagune Caleri, Marinetta e Vallona, Barbamarco, Basson, Canarin, Scardovari, vale a dire gran parte degli 8.844 ettari di lagune del Delta del Po. Chiara la duplice finalità: da un lato tutelare uno degli ecosistemi acquatici più affascinanti e ricchi di biodiversità al mondo, dall’altro preservare e migliorare le condizioni per le attività produttive, in primis quelle relative alla pesca, ma con un occhio di riguardo anche al turismo lento, capace di attrare visitatori dall’estero interessati agli aspetti paesaggistici e ambientali.

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto

Lotta contro la proliferazione delle nutrie, convenzione Regione-Consorzi di bonifica

“Inauguriamo un nuovo corso nell’affrontare la proliferazione delle nutrie. I Consorzi di bonifica si mettono a disposizione della Regione del Veneto per risolvere un problema non più rinviabile. Lo fanno in virtù della loro capillare presenza sul territorio e della cura con la quale, quotidianamente, operano nel tenere in efficienza la rete idraulica e prevenire frane e smottamenti. È un lavoro troppo spesso vanificato proprio da questa specie aliena, con danni che affliggono l’agricoltura e, in senso più ampio, la sicurezza di tutti i cittadini, visto che le sommità arginali sono spesso sormontate da infrastrutture viarie e vista l’importanza che gli argini hanno nel difendere campagne e centri abitati dagli allagamenti”.

Ad affermarlo è Alex Vantini, presidente di ANBI Veneto, l’associazione che riunisce i consorzi di bonifica, in relazione alla convenzione sottoscritta lo scorso 29 maggio tra Regione del Veneto e Consorzi di Bonifica relativa al progetto “Incentivare le operazioni di controllo della nutria”. – “Ringraziamo l’assessore regionale al Territorio e alla Caccia Cristiano Corazzari che, promuovendo e sostenendo economicamente il progetto, sta dando una risposta concreta ai segnali d’allarme lanciati dai nostri uomini e dagli agricoltori impegnati, sotto la pioggia o sotto il sole scottante, nei territori solcati dai canali in gestione consortile”.

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto

Forte ondata di calore, aumenta il fabbisogno idrico sul 60% della campagna veneta

“La forte ondata di calore che si preannuncia nei prossimi giorni comporterà un aumento della richiesta irrigua su gran parte del territorio regionale, in un momento molto delicato soprattutto per il mais, che proprio ora comincia ad aver bisogno di irrigazione”. Ad affermarlo è il presidente di ANBI Veneto Alex Vantini.

L’analisi dei dati probabilistici sulle previsioni dei prossimi 10 giorni condotta dal centro sperimentale CeSPII-Consorzio di Bonifica LEB mostra una netta tendenza verso valori medio-alti di evapotraspirazione. Quasi il 60% dei distretti irrigui del Veneto, ovvero i territori di pianura e fascia pedemontana, secondo le attuali previsioni più critiche, raggiungeranno valori sostenuti nettamente superiori alla media del periodo degli ultimi 10 anni. Si tratta di gran parte della pianura interna dove l’evapotraspirazione registrerà valori fino a 10 mm superiori alla media, con una dispersione in atmosfera, nei 10 giorni, di 55-60 mm di acqua rispetto ai 45-50 mm.

Maggiormente a rischio saranno i territori a ovest dei colli Euganei, la pianura tra le province di Verona e Vicenza e la marca Trevigiana a confine con il Friuli. Situazione nella media si dovrebbe registrare nel Polesine e nella fascia costiera.

Tecnicamente l’evapotraspirazione è il processo con cui l’acqua presente al suolo viene restituita all’atmosfera, il dato include la traspirazione delle piante, ovvero acqua assorbita dalle radici e traspirata dalle foglie. Con un’evapotraspirazione alta le colture perdono molta acqua e servirà dunque più irrigazione.

“In questo periodo – spiega il direttore di ANBI Veneto Silvio Parizzi -, in virtù delle forti piogge della prima metà dell’anno, non siamo in situazione di mancanza d’acqua ma un’estate eccessivamente calda e poco piovosa, anche a causa della scarsità dei ghiacciai, potrebbe causare problemi già dal mese prossimo”.

Fonte: servizio stampa ANBI Veneto

Fino al 25 maggio, la Settimana nazionale della bonifica, in Veneto tanti eventi promossi dagli 11 Consorzi

Decolla la Settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione, promossa da ANBI Associazione Nazionale Bonifica e Irrigazione fino al 25 maggio, e che quest’anno in Veneto si rafforza numericamente e qualitativamente come un grande evento diffuso su tutta la regione e un unico filo conduttore: “Il cerchio dell’acqua. Risorse idriche e multifunzionalità per la sostenibilità”, tema che racchiude tematiche inerenti al ciclo dell’acqua, alla gestione attenta e al riuso della risorsa, ai servizi ecosistemici generati dalla pratica irrigua. Ma, come sempre, rappresenta soprattutto uno spunto di riflessione che i consorzi declinano in visite guidate a impianti idrovori e grandi opere di presa, biciclettate, passeggiate ecologiche, convegni, presentazioni, inaugurazioni.

30 eventi (quasi) tutti gratuiti; necessaria, in alcuni casi, la registrazione attraverso le procedure indicate dai consorzi di bonifica nelle rispettive pagine Facebook e nei rispettivi siti dove sono riportati i programmi completi e informazioni utili. Per aggiornamenti, modalità di partecipazione e altre info utili si rimanda ai siti e alle pagine social dei singoli consorzi di bonifica.La Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione è patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e da UNARGA, l’Unione nazionale delle Associazioni Regionali dei Giornalisti Agroambientali. Media partner: Rai Tg Regione

Il Veneto Orientale racconta la storia della bonifica

Il ricco programma predisposto dal Consorzio di bonifica Veneto Orientale (San Donà di Piave, VE)si configura come un vero e proprio festival con iniziative rivolte a pubblici molto diversi: famiglie, amanti dello sport, appassionati di storia e territorio. Nel fine settimana del 24-25maggio sono previste visite guidate alle storiche idrovore di Termine, Torre di Fine, Cittanova e Sindacale, una mostra fotografica (in piazza indipendenza a San Donà di Piave), tour di gravel, passeggiate ecologiche, musica e incontri.

Eventi in tutto il Veneto

Visite guidate a impianti un po’ ovunque: il Consorzio di bonifica Veronese (Verona) apre la presa irrigua sull’Adige a Sciorne, il consorzio di bonifica Brenta (Cittadella, Pd) guida i visitatori nel Parco di San Lazzaro a Bassano del Grappa, il consorzio di bonifica Acque Risorgive (Venezia-Mestre) apre la rinnovata idrovora di Lova a Campagna Lupia, il consorzio di bonifica Piave (Montebelluna, TV) guiderà i visitatori all’idrovora di Portesine di Roncade, alle opere di presa irrigua a Nervesa della Battaglia e Fener e alle aree umide di Castelfranco Veneto, il consorzio Bacchiglione (Padova) aprirà l’idrovora di Santa Margherita a Codevigo e guiderà il pubblico in visita al canale Alicorno di Padova e all’area umida di Dolo (VE); visite ai bacini di Giavenale e alle risorgive del Bacchiglione per il consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta (San Bonifacio, Vr) che promuove anche l’incontro SOS Agri.clima presso l’azienda Buggiani di Legnago (22 maggio). Per Acque Risorgive la settimana della Bonifica è anche occasione per inaugurare l’ampliamento dell’idrovora di Lova di Campagna Lupia (Ve). Tra le iniziative oltre la Settimana della Bonifica, ma idealmente sempre all’interno di questo contesto, il convegno promosso dal consorzio di bonifica Delta del Po (Taglio di Po, Ro) dedicato alle aree costiere del Delta (Taglio di Po, Idrovora di Ca’ Vendramin, 28 maggio), l’inaugurazione di un grande intervento di riconversione irrigua ad opera del consorzio Piave (5 giugno, Crocetta del Montello), il consorzio di bonifica Adige Euganeo (Este, PD) celebra i 100 anni dell’idrovora di Barbegara a Correzzola (data da definire).

Fonte: servizio stampa ANBI Veneto

Alex Vantini è il nuovo presidente di Anbi veneto

Alex Vantini, presidente del Consorzio di bonifica Veronese, è il nuovo presidente di ANBI Veneto, l’associazione regionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, per il quinquennio 2025-2029. A eleggerlo per acclamazione è stata l’assemblea dei presidenti dei Consorzi di bonifica del Veneto riunitasi lo scorso 17 aprile nella sede dell’associazione a Venezia. L’assemblea, contestualmente, ha eletto il vicepresidente di ANBI Veneto: è Roberto Branco, presidente al secondo mandato del consorzio di Bonifica Adige Po.

Chi è Alex Vantini

Imprenditore agricolo, 34 anni, residente a Verona, Alex Vantini riveste anche il ruolo di vicepresidente di Coldiretti Veneto e presidente di Coldiretti Verona. Lo scorso gennaio è stato confermato ai vertici del Consorzio di bonifica Veronese che aveva guidato nel precedente mandato, dal 2020 al 2024. Si completa la governance di ANBI Veneto che ha visto a gennaio insediarsi il nuovo direttore, Silvio Parizzi. Vantini succede a Francesco Cazzaro, già presidente del consorzio di bonifica Acque Risorgive.

Obiettivo del neo presidente

Efficientamento nella distribuzione della risorsa, nuove infrastrutture, invasi multifunzione, contrasto alla desertificazione del suolo e alle specie aliene rappresentano alcune delle sfide più importanti che caratterizzeranno l’operato dei consorzi di bonifica nei prossimi anni. “Serve pianificazione, meno burocrazia e ovviamente servono risorse – afferma il nuovo presidente di ANBI Veneto Alex Vantini -. I Consorzi di bonifica della nostra regione rappresentano un’eccellenza a livello nazionale ma i tempi lenti della burocrazia sono un freno all’azione fondamentale di adattamento al clima che cambia. A tal proposito – continua Vantini – sarà importante operare in stretta collaborazione con comparto agricolo, Regione del Veneto, comuni, mondo dell’università e della ricerca, in coordinamento con ANBI nazionale. Ringrazio Francesco Cazzaro per l’importante lavoro svolto in questi anni.” Sia Alex Vantini che Roberto Branco (nella foto in alto) manterranno il loro ruolo nei rispettivi Consorzi di bonifica, aventi sede rispettivamente a Verona e Rovigo.

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto

 

Cuneo salino, l’esperienza del Delta del Po in soccorso del Tevere

Le peculiarità geografiche e idrauliche del Delta del Po spingono il Consorzio di bonifica Delta del Po (sede a Taglio di Po, Rovigo) ad approcci, studi e soluzioni innovative la cui rilevanza travalica i confini regionali. A tal proposito, con riferimento particolare al contrasto alla desertificazione e alla risalita del cuneo salino, il Consorzio è stato invitato a intervenire al convegno che si ètenuto a Roma nei giorni scorsi nella sede della Regione Lazio, promosso dal Consorzio di bonifica Litorale Nord di Roma e dalla stessa Regione, dal titolo “L’intrusione del cuneo salino sulle colture del litorale romano: stato dell’arte e prospettive”.

Fari puntati sul fiume Tevere

Nel contesto generale del cambiamento climatico caratterizzato da periodi siccitosi sempre più lunghi, il Tevere sta riscontrando un aggravamento del fenomeno. Nel 2022, anno della grande siccità, l’acqua del mare è risalita fino a 40 chilometri nell’entroterra. Record a parte, la risalita del cuneo salino rappresenta ormai una costante per il territorio, con gravi danni all’agricoltura. “Così come le bonifiche venete hanno ispirato, negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, la bonifica dell’Agro Pontino, oggi le sperimentazioni e le azioni per il contrasto al cuneo salino intraprese nel nostro Delta ispirano i territori in prossimità della foce del Tevere alle prese con un aggravamento dello stesso problema”, spiega Virginia Taschini, presidente del Consorzio di bonifica Delta del Po.

Barriere antisale

Le misure adottate dal Consorzio per fronteggiare i cambiamenti climatici, sono state oggetto dell’intervento del direttore Rodolfo Laurenti, che si è soffermato sulle barriere antisale che verranno realizzate sull’Adige e sul Po di Pila. La prima inserita nel piano del Commissario Straordinario Nazionale all’Emergenza Idrica Nicola dell’Acqua è già stata finanziata con 42 milioni di euro ed è dunque in procinto di essere realizzata. La nuova infrastruttura sul Po di Pila sopperirà le attuali barriere sul Po di Tolle e sul Po della Donzella, sempre meno efficaci nel fronteggiare la spinta del mare. Inserita nel Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico (PNIISSI) costerà 90 milioni di euro, ancora da stanziare.

Intelligenza artificiale

Nel corso della mattinata, grande risalto è stato dato all’intervento del professor Paolo Tarolli, ordinario di idraulica agraria dell’Università degli Studi di Padova, che ha illustrato la sperimentazione che il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-forestali (TESAF) dell’ateneo patavino sta svolgendo con il consorzio di bonifica. Uno studio innovativo basato sull’Intelligenza Artificiale, quale strumento in grado di prevedere la progressione della salinizzazione del suolo attorno alla Sacca di Scardovari, analizzando in tempo reale l’enorme mole di dati provenienti da satelliti, sonde nel terreno, misuratori di salinità nei rami del fiume Po.

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto

Scarsità di risorsa nivale e temperature sopra la media le caratteristiche meteorologiche di febbraio 2025 in Veneto

“Col mese di febbraio si conclude l’inverno meteorologico 2024-25: perdura la preoccupante situazione della carenza di risorsa nivale, Arpav ci dice che all’appello mancano, da inizio stagione, circa 130 cm di neve fresca sulle dolomiti e 100 cm sulle Prealpi. In ottica di stagione irrigua alle porte non può che essere un elemento di preoccupazione associato a temperature miti non solo in quota”. A dirlo è Silvio Parizzi, direttore Anbi Veneto.

Pioggia e neve

Le precipitazioni a scala regionale si sono attestate su 59 mm, rispetto alla media del periodo 1994-2024 di 61 mm (-4%) per un apporto meteorico totale di circa 1062 milioni di m3 di acqua. Dall’inizio della stagione invernale il deficit di precipitazione nevosa è ancora del 34% nelle Dolomiti e del 38% nelle Prealpi. Dati: ARPAV. La quantità di neve caduta è stata nella norma ma inferiore alla media degli ultimi 10 anni.

Temperatura

L’inverno meteorologico (dicembre-gennaio-febbraio) è stato, in quota, mite, con un valore oltre la norma ma più fresco dei caldi inverni degli anni 2024, 2020, 2016, 2007, 1993 e 1992 (periodo di osservazione 1991-2025). È il sesto inverno più caldo dal 1992 ad oggi con un’anomalia di +1.5 °C rispetto alla media 1991-2020 (Arpav). Febbraio è stato più caldo del normale mediamente di + 1.6 °C: le minime registrano un’anomalia di +2.3 °C, le massime +0.9 ° (Arpav).

Risorse nivali

Il mese di febbraio è stato mite oltre la norma, soprattutto nella prima e nella terza decade del mese.
Il giorno più freddo è risultato il 14 febbraio, il più caldo il 5 febbraio. Sono caduti mediamente 50-65 cm a 2000 m nelle Dolomiti e 65- 85 cm di neve a 1600 m nelle Prealpi. La risorsa idrica nivale al 28 febbraio è inferiore alla norma: indicativamente è di 166 Mm3 nel bacino del Piave, 84 Mm3 nel bacino del Cordevole e di 114 Mm3 nel bacino del Brenta (dai Arpav).

Situazione dei corsi d’acqua/Acque sotterranee

Le portate sono in generale calo a fine mese rispetto alla situazione di fine gennaio. Solo Adige e Po mantengono valori superiori alle medie storiche del periodo. La tendenza delle falde è ancora in calo, anche se i valori si mantengono prossimi alle medie di lungo periodo.

Fonte: Anbi Veneto

Anbi Veneto: l’apporto delle nevicate invernali alla stagione irrigua sarà esiguo

“Ad oggi le riserve nivali sono al di sotto delle medie del periodo e di recente formazione, pertanto, poco utili a garantire uno scioglimento graduale nel corso dell’estate.” Ad affermarlo è Silvio Parizzi, direttore di ANBI Veneto commentando i dati raccolti dal Centro Studi di ANBI Veneto nel Bollettino sulla disponibilità di risorsa relativo a gennaio 2025.

“Nessuno allarme ma le avvisaglie per il futuro non sono particolarmente floride”, continua Parizzi, “i depositi nivali languono, le temperature ancora sopra la media confermano il trend di surriscaldamento generale dopo il caldo record del 2024. Non destano preoccupazione le portate dei fiumi, in genere superiori alla media del periodo salvo le eccezioni di Livenza e Gorzone. Tuttavia, non ci stanchiamo di ricordarlo, senza opere d’invaso tutta questa risorsa è destinata ad andare a mare e potremmo rimpiangerla in primavera.”

In un contesto caratterizzato da temperature più alte rispetto alla media del periodo (+1°C a dicembre, +1,9°C a gennaio), ciò che desta attenzione dal punto di vista della risorsa è, dunque, la neve in montagna: Arpav parla di un deficit di precipitazioni nevose tra ottobre e gennaio pari al 34% nelle Dolomiti (-100 cm di neve fresca) e al 43% nelle Prealpi (-77cm). Sempre a gennaio, la copertura nevosa si è ampliata rispetto a dicembre, dal 20% al 45% della superficie montana; a 1.700 m la copertura è addirittura del 90%.  Purtroppo, la densità del manto nevoso in quota formatosi nell’ultimo mese si presenta leggera per il periodo; nel bacino del Piave, sottoforma di ghiaccio e neve sono immagazzinati 130 milioni di metri cubi di acqua, un valore che è tra i più bassi rilevati dal 2000 ad oggi.

Sul fronte delle precipitazioni, a gennaio si è interrotto la piccola tendenza negativa registrata tra novembre (-93%) e dicembre (-28%). Al 31 gennaio, infatti, sono scesi sul territorio regionale 75 mm di pioggia, un +27%, che è però è il risultato della media tra montagna – dove è piovuto anche l’80% in più rispetto al periodo – e pianura, dove le precipitazioni sono state inferiori anche del 40% nella vasta zona a sud dei Colli Euganei e su gran parte del territorio veneziano.

Superiori alla media del periodo le portate di Adige (+27%) e Brenta (+14%), appena sotto la media il Po (-1%), sotto la media Livenza (-10%) e Gorzone (-8%). In ogni caso si tratta di risorsa che finirà a mare in mancanza di invasi.

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto