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Giornata mondiale del suolo 2023: protocollo d’intesa tra Consorzi di bonifica e agronomi del Veneto per buone pratiche agronomiche e irrigazione 

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Un protocollo d’intesa che mette al centro le buone pratiche in ambito irriguo e agronomico, fondamentali in chiave di adattamento al cambiamento climatico, in un contesto generale dove il rischio desertificazione è ormai conclamato in sempre più aree della nostra regione. Anbi Veneto – Associazione Regionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Consorzi di Bonifica) e Fodaf Veneto (Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali) avviano un percorso comune di azioni di formazione e informazione rivolte a cittadini, istituzioni e mondo dell’agricoltura. Lo fanno nel quadro ampio delle iniziative della Giornata Mondiale del Suolo 2023, tradizionalmente collocata dalle Nazione Unite il 5 dicembre, ma si svolgerà il giorno dopo, oggi, mercoledì 6 dicembre, a San Donà di Piave (Ve), presso la sede del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale.

La firma del protocollo sarà introdotta, con inizio alle ore 9.30, dal convegno “Esperienze di mitigazione del cambiamento climatico in agricoltura” che vedrà la presenza di docenti dell’Università di Padova, Agronomi e tecnici dei Consorzi. Il tema è quello della gestione attenta della risorsa e del contrasto alla desertificazione attraverso pratiche agronomiche ad alta sostenibilità ambientale, che punta a recuperare la capacità naturale del terreno nell’assorbire e trattenere l’acqua e che dunque hanno anche valenza in ambito di prevenzione del rischio idraulico. A seguire, il presidente di Anbi Veneto Francesco Cazzaro e il presidente di Fodaf Renzo Trevisin formalizzeranno con le loro firme l’avvio del percorso virtuoso di promozione e diffusione della cultura dell’utilizzo della risorsa irrigua. Tale percorso si sostanzia in condivisione di conoscenze e buone pratiche e iniziative di formazione e informazione coerenti con gli obiettivi dell’Agenda 2030 e della Direttiva Quadro Acque, con le sue declinazioni operative sul territorio regionale. Il convegno è valevole per il conseguimento di crediti formativi per i Dottori Agronomi e Forestali.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

8 novembre 2023, incontro stampa a Badia Polesine (RO) per la presentazione dell’avvio dei lavori di efficientamento del sistema idraulico Adigetto-Scortico-Malopera

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Mercoledì 8 novembre alle ore 10.30, in località Sperone Bova, presa dell’Adigetto, a Badia Polesine (RO) (ingresso dal ponte sull’Adige SP42),  alla presenza del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, il Consorzio di bonifica Adige Po, Anbi e Anbi Veneto, insieme a Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presentano alla stampa l’avvio dei lavori di ristrutturazione del canale Adigetto e dei suoi manufatti irrigui: un intervento del valore di 30 milioni di euro, finanziato dal Ministero tramite Pnrr, per rimettere a nuovo una fondamentale arteria irrigua del Polesine.

67 km di canale per distribuire l’acqua dell’Adige su 50 mila ettari di campagne per 300 milioni di euro di produzione agricola di qualità; un’opera preziosa anche dal punto di vista della sicurezza idraulica per 10 comuni (tra cui il capoluogo Rovigo) e dal grande valore paesaggistico e ambientale. In epoca di cambiamenti climatici e di necessità di efficientare la rete idraulica del Paese, l’intervento acquisisce un valore simbolico che va oltre l’aspetto territoriale.

Tra i partecipanti: l’ing. Elisabetta Pellegrini, coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; il presidente nazionale di Anbi Francesco Vincenzi; l’assessore regionale al Territorio Cristiano Corazzari, la segretaria generale dell’Autorità Distrettuale di Bacino delle Alpi Orientali Marina Colaizzi; i rappresentanti delle organizzazioni agricole regionali. E’ possibile scaricare il  PROGRAMMA__dell’incontro

Ai giornalisti che intendessero partecipare, è richiesta la cortesia di un riscontro alla mail comunicazione@anbiveneto.it

Al Festival dell’acqua a Mirano (VE), in programma sino al 15 ottobre 2023, anche i convegni organizzati da Anbi Veneto e Consorzio di bonifica Acque Risorgive, valevoli per crediti formativi giornalisti e altri ordini professionali

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Anbi Veneto e il Consorzio di bonifica Acque Risorgive hanno accettato l’invito del Comune di Mirano (VE) a contribuire al Festival dell’Acqua, organizzato dal comune stesso, in programma fino al 15 ottobre, in termini di contenuti, con la realizzazione di alcuni convegni che prevedono il coinvolgimento anche di ordini professionali.

I convegni. Mercoledì 11 ottobre 2023, ore 9.30, Cinema Teatro di Mirano. “L’uso della risorsa irrigua tra esigenze di sostenibilità e mitigazione dei cambiamenti climatici”, realizzato in collaborazione con Coldiretti Venezia, Confagricoltura Venezia e Cia Venezia. Valevole per il conseguimento di crediti formativi per gli iscritti a Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali e Ordine dei Giornalisti. Giovedì 12 ottobre 2023, ore 9.30, Moderato dal presidente Argav Fabrizio Stelluto, Cinema Teatro di Mirano, “Dal cambiamento climatico al cambiamento della pianificazione”, realizzato in collaborazione con Ordine degli Ingegneri e Ordine degli Architetti, Pianificato, Paesaggisti e Conservatori. Valevole per il conseguimento dei crediti formativi degli Ordini coinvolti oltre che dell’Ordine dei Giornalisti (iscrizioni in piattaforma). Giovedì 12 ottobre 2023, ore 21.00, sala Conferenze di Corte Errera, via Bastia Fuori, 58 Mirano, “Il borgo e l’acqua. il nodo idraulico di mirano: ieri, oggi e domani”, intervengono: Mauro Varotto, docente di Geografia, Università degli Studi di Padova; Carlo Casoni, responsabile ambiente, Consorzio di Bonifica Acque Risorgive.

Opera di sensibilizzazione. “Il tema della gestione dell’acqua acquisisce un valore sempre più centrale in epoca di mutamenti climatici – afferma Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto e Acque Risorgive -. Accogliamo con piacere la richiesta di collaborazione del Comune di Mirano per il Festival dell’Acqua perché tra i nostri compiti vi è anche quello di sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche che ogni giorno ci vedono impegnati: la gestione della risorsa irrigua, la prevenzione del rischio idraulico e la tutela del territorio e dell’ambiente.”

Mirano città d’acqua. «Siamo orgogliosi di presentare la prima edizione del Festival dell’Acqua di Mirano, un evento che vuole promuovere il territorio, il suo paesaggio, la sua storia, le sue bellezze e, nello stesso tempo, proporre una riflessione sull’acqua quale bene e diritto primari ed essenziali. Il Festival celebra ed esalta l’acqua come valore pubblico e umano, rappresentandola come cultura, scienza, sostenibilità, paesaggio e solidarietà, come icona di chi siamo e di dove vogliamo andare», dichiara il sindaco di Mirano Tiziano Baggio che continua: “D’altra parte, Mirano è città d’acqua, città di fiumi, canali, laghetti, salti d’acqua, fossi: un’affascinante realtà economica e paesaggistica, un sistema idrico naturale eccezionale, una capillare regimentazione irrigua nata dalla laboriosità dell’uomo fin dai tempi antichi. Un sistema che ha determinato la storia di Mirano, una città agricola che l’acqua ha collegato a Venezia e a Padova e attraverso di esse al mondo conosciuto, segnandone lo sviluppo e la qualità di vita che è stata conservata fino ai nostri giorni”.

Molti gli appuntamenti in programma, che culmineranno con il convegno sulla navigabilità del canale Taglio previsto sabato 14 ottobre e a cui parteciperanno tra gli altri, la vice presidente della Regione Veneto Elisa De Berti e il professore dell’Università di Ca’ Foscari Francesco Vallerani. «Con la prima edizione del Festival – prosegue il primo cittadino – vogliamo riflettere sul dramma del Vajont, di cui ricorre il sessantesimo anniversario e sulla crisi climatica, studieremo, proprio come facevano gli antichi, come migliorare la gestione delle acque e migliorare il sistema irriguo e, infine, godremo delle nostre bellezze e del nostro paesaggio».

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto/Comune di Mirano

Disponibilità risorsa idrica in Veneto: in agosto precipitazioni sopra alla media ma le piogge non mitigano le temperature record

27fd06f5-8b11-a999-b438-1b93c0046277Con 114 mm di piogge registrate in media nel Veneto, il mese di agosto ha segnato un +12% di precipitazioni rispetto alla media storica del periodo. Nonostante la grave siccità che ha colpito i mesi invernali e primaverili, gli apporti occorsi da maggio ad oggi hanno riportato vicino alla media storica (-6% rispetto al periodo 1994-2022) il valore delle precipitazioni complessivamente cadute in Veneto tra ottobre 2022 e agosto 2023 (fonte Arpav).

Temperature. Anche il mese di agosto ha fatto registrare temperature prossime o superiori alle massime storiche del periodo anche nelle zone montane; la parte centrale del mese (seconda decade) è stata la più calda mai rilevata (quindi dal 1990) lo zero termico è salito a quote oltre i 5000 m; con temperature massime comprese tra i 10 e i 15°C sulla Marmolada si è registrata un’altra annata di forte assottigliamento e regressione del ghiacciaio. L’Università di Padova valuta che la superficie del ghiacciaio scenderà presto al di sotto di 1 km2, la metà della superficie presente nel 2000 ed un quarto rispetto al 1900.

Indice Spi (Indicatore di siccità al suolo). Quasi ovunque è presente una situazione prossima alla normalità riferita ad uno scenario degli ultimi 3 mesi, nell’ambito dei comprensori dei Consorzi di bonifica. In questo senso influiscono molto le precipitazioni occorse dalla tarda primavera hanno contribuito a recuperare il grave deficit di risorsa accumulato nei mesi precedenti.

Fonte: Anbi Veneto

I Consorzi di bonifica del Veneto all’assemblea nazionale di Anbi: le risorse per l’adattamento climatico ci sono, la burocrazia le ferma. A giugno in Veneto piovosità nella media, prelievi irrigui importanti soprattutto nella bassa padovana e nel polesine

Assemblea ANBI 2023“Tutte le Istituzioni intervenute all’Assemblea, a partire dal ministro all’ambiente Gilberto Pichetto Fratin, hanno ricordato che le risorse finanziare ci sono e non costituiscono un problema. Ma allora perché è così difficile calarle nei territori? Ci troviamo di fronte alla solita questione italiana: per vedere i finanziamenti e avviare i cantieri devono verificarsi situazioni estreme come la siccità o, peggio, l’alluvione in Romagna, e nominare così un Commissario che sburocratizzi la situazione. Dobbiamo costruire le condizioni perché si operi normalmente, in tempi ragionevoli. Noi siamo pronti, lo è altrettanto la politica?”. A chiederlo è Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto, l’associazione che riunisce i Consorzi di bonifica regionali, ai margini dell’Assemblea nazionale di Anbi tenutasi a Roma presso l’Hotel Sheraton Parco De’ Medici il 4 e 5 luglio scorsi. Un’assemblea che, nelle parole del presidente nazionale di Anbi Francesco Vincenzi, “ha ribadito la centralità del tema acqua nella discussione nazionale ed europea riguardante i cambiamenti climatici.”

Siccità destinata a tornare. “A fronte delle piogge di queste settimane – spiega Cazzaro – siamo ancora in deficit idrico con situazioni difficili nelle falde, che sono il nostro bacino di accumulo naturale sotterraneo e che richiederanno molto tempo per tornare su valori normali. La siccità, inoltre, è destinata a tornare, in un quadro generale di cambiamenti climatici.”Gli fa eco Andrea Crestani, direttore di Anbi Veneto: “I consorzi di bonifica sono gli unici enti che fin qui hanno portato a cantiere il 100% delle risorse del Pnrr assegnate. Siamo operativi nelle situazioni di emergenza, e l’esempio più recente è dato dall’alluvione in Romagna, ma anche protagonisti nelle progettualità per una gestione sempre più efficiente della risorsa idrica. Abbiamo però bisogno che le Istituzioni ci supportino con risorse e tempi certi perché l’adattamento al cambiamento climatico richiede pianificazione.” Tra i momenti più toccanti della due giorni, il ricordo dell’alluvione in Romagna e il riconoscimento dato ai Consorzi di Bonifica del Paese in supporto ai colleghi delle aree disastrate. Nell’occasione, tutti i Consorzi del Veneto hanno dato il contributo in termine di uomini e mezzi, il riconoscimento è stato dato ad Anbi Veneto in rappresentanza di tutto il sistema regionale.

Schermata 2023-07-11 alle 14.10.34Disponibilità risorsa idrica in Veneto a giugno 2023. Dal punto di vista delle piogge, il mese di giugno si presenta come spaccato a metà con una prima parte molto più piovosa della seconda. Se nei trenta giorni la piovosità media (98 mm) ha raggiunto e appena superato i livelli tipici del mese (97 mm), il merito è dovuto alle precipitazioni dei primi quindici giorni, quando sono scesi 77 mm di pioggia, pari all’80% della media del mese. Le precipitazioni non sono state omogeneamente distribuite: gli apporti più significativi si sono registrati nelle aree pedemontane, mentre molto più contenute (20 mm) le piogge nella bassa padovana e nel rodigino; qui, e più in generale nel Veneto centro meridionale, si è dunque registrata una generale ripresa della richiesta irrigua. Per il resto: livelli degli invasi alpini ok; falde stazionarie o in lentissima ripresa (livelli ancora molto bassi). Il mese di giugno ha fatto registrare temperature tendenzialmente superiori alla media storica del periodo. A livello di trend, un recente studio dell’ Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo World Meterological Organization) sottolinea come sia altamente probabile (98%) l’eventualità che almeno uno dei cinque anni del periodo 2023-2027, e il quinquennio nel suo insieme, sarà il più caldo mai registrato, e molto probabile (66%) che la temperatura globale media nel periodo 2023-2027 superi di oltre 1,5°C i livelli preindustriali per almeno un anno.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

Disponibilità risorsa idrica in Veneto, con maggio piovoso (+ 52%, oltre la media del periodo), laghi e fiumi in miglioramento, falde ancora in sofferenza

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Secondo il bollettino sulla disponibilità di risorsa idrica in Veneto redatto da ANBI Veneto, ci vorranno ancora diversi giorni per vedere significativi miglioramenti alle falde acquifere, intanto però le abbondanti precipitazioni scese a maggio scorso hanno permesso ai fiumi e agli invasi montani di portarsi su livelli tipici della stagione. Soddisfacente anche la situazione nella campagne con un indice di siccità al suolo su livelli di normalità.

I dati. Nel mese di maggio si è registra finalmente un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi 4 mesi particolarmente avari di precipitazioni. Con una media di 174 mm di precipitazioni, la piovosità ha superato del 52% la media del periodo pari a 115 mm (dato Arpav). La piovosità ha consentito di ridurre le esigenze irrigue e aumentare le riserve disponibili. Dal punto di vista delle temperature il mese si è presentato come spaccato in due, con una prima metà caratterizzata da valori più bassi rispetto alla media del priodo e una seconda parte con valori più alti. Pur denotando minimi segnali di ripresa, i livelli delle falde restano ancora critici. Le nevicate del mese e le basse temperature della prima metà del mese hanno incrementato lo spessore medio del manto nevoso riportandolo su valori più vicini a quelli della media storica del periodo (dato Arpav).

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Anbi Veneto: mese di maggio in surplus pluviometrico, il rischio ora è dimenticare i due anni di siccità

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Non occorre attendere il dato complessivo del mese, per capire che maggio 2023 è stato per il Veneto un mese particolarmente piovoso: a fronte di una media nei trenta giorni stimata in 115 mm, nei primi 15 giorni si sono registrati 130 mm, un surplus pluviometrico che in ragione di successivi episodi temporaleschi è destinato ad accrescere in maniera significativa.Purtroppo, con il ritorno delle piogge intense, tornano anche gli episodi di allagamenti che fortunatamente si sono verificati in aree molto ristrette e con danni contenuti che non sono neanche vagamente paragonabili alla tragedia dell’Emilia-Romagna.

La principale ondata di maltempo si è verificata a cavallo tra il 10 e l’11 maggio e ha colpito tutto il territorio regionale comportando allagamenti e disagi nell’area tra il Polesine, la Bassa Veronese, la Bassa Padovana: le precipitazioni più intense si sono registrate a Trecenta (Ro) con 250 mm, mentre a Cinto Euganeo (Pd) si sono registrati 246 mm. Un tratto del canale Ceresolo è esondato allagando una porzione contenuta della campagna di Rovigo, mentre allagamenti si sono verificati nella Bassa Veronese tra Castagnaro e Villa Bartolomea e nel Padovano, tra Megliadino San Vitale e Monselice. Come purtroppo accade sempre più spesso a causa dei cambiamenti climatici, questi allagamenti sono dovuti a straordinarie quantità di pioggia che si abbattano in poche ore. Nelle aree sopraccitate, per esempio, si sono riversati in 36 ore quantitativi che mediamente cadono in due mesi.

Disagi a parte, le piogge hanno portato ristoro alle campagne, rimpinguato i bacini montani e sostenuto le portate dei fiumi che in molti casi, soprattutto i bacini meridionali, sono superiori alla media del periodo. Benefici sono attesi anche nelle falde acquifere, gravemente colpite dalla siccità, i cui tempi di rimpinguamento sono comunque molto lenti.

Al netto delle logiche considerazioni sull’importanza di un’efficiente rete di scolo, non va dimenticato che fino a poche settimane fa il Veneto – come gran parte del Paese – versava in una condizione di grave siccità che durava da quasi due anni. L’errore principale è dunque quello di dimenticare la situazione in cui corpi idrici e le campagne versavano: una situazione che purtroppo è destinata a riproporsi. Dal 2000 ad oggi sono stati ben sette gli anni caratterizzati da crisi idrica: come dire un anno ogni tre. Con un susseguirsi di record di anni caldi e secchi.

Qualcosa, a dire il vero si muove: l’avvio di una cabina di regia sull’emergenza idrica, la nomina di un Commissario esperto come Nicola dall’Acqua, le risorse stanziate (ultime annunciate, gli oltre 100 milioni stanziati dalla Cabina di regia per 5 regioni, 22 dei quali arriveranno in Veneto a integrare i costi per la realizzazione della nuova barriera anti sale sull’Adige), sono tutti segnali concreti che dimostrano come la crisi climatica sia ormai un tema ben presente nell’agenda politica.

L’alluvione in Emilia-Romagna. Con 350 mm di pioggia caduti in poche ore in un’area pedemontana attraversata da decine di fiumi a carattere torrentizio, la Romagna è stata colpita da una catastrofe naturale che ha tempi di ritorno plurisecolari. Una tempesta perfetta nella quale ha inciso anche un altro fattore: la stessa area, infatti, pochi giorni prima, era stata colpita da altri episodi temporaleschi significativi che avevano saturato il terreno riducendone la capacità di assorbimento. Ogni considerazione riguardante il consumo del suolo eccessivo e il fatto che la pianura Padana ha una natura pluviale, frutto di sedimenti trasportati nei millenni, e pertanto soggetta a questi fenomeni, è più che legittima; è comunque altresì evidente che questi eventi estremi, a conclusione di lunghi periodi siccitosi, sono effetto di cambiamenti climatici che sempre più condizionano e condizioneranno le nostre vite ed è pertanto fondamentale e non più rinviabile un ripensamento generale dei territorio. “Sarebbe miope tacere che quanto accaduto in Emilia-Romagna ha colpito una delle regioni più attente alla sicurezza idrogeologica, evidenziando l’impotente esposizione del nostro Paese alle violente conseguenze della crisi climatica – aggiunge Massimo Gargano, direttore generale di Anbi, – ma l’attenzione, in realtà, dovrebbe concentrarsi sulle troppe emergenze idrogeologiche, evitate per semplice casualità nelle scorse settimane, pur in quadro complessivo di siccità. E’ necessaria una nuova cultura del territorio, perché l’estremizzazione degli eventi atmosferici non è più un’eccezione, ma un ricorrente pericolo, che grava sulla vita delle nostre comunità.” Impressionante è osservare l’evoluzione delle piene in decine di torrenti concentrati in una zona piuttosto limitata dell’Emilia-Romagna e constatare che molti dei torrenti ora esondati segnalavano insufficienza idrica fino a qualche settimana fa; infatti, il bollettino di Arpae (Agenzia Prevenzione Ambiente Energia Emilia Romagna) ricorda che aprile era stato fortemente carente di piogge con un deficit pluviometrico, che a livello regionale aveva toccato il 66,2%! Gli aumenti repentini dei livelli registrati da fiumi e torrenti, evidenziano come siano in grado in poche ore di sprigionare una potenza distruttiva, che rende inadeguata l’attuale rete idraulica ed obbliga ad una riflessione anche sui criteri di manutenzione.

Fonte: ANBI Veneto

Bonifica è sostenibilità, al Museo regionale della bonifica “Ca’ Vendramin” l’evento conclusivo del progetto scuola di ANBI Veneto

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“Acqua, ambiente, territorio. Bonifica è sostenibilità” – il progetto didattico curato da ANBI Veneto con i suoi 11 Consorzi di Bonifica, in collaborazione con la Direzione Istruzione e Formazione della Regione del Veneto e l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto – giunge al termine dopo un anno ricco di lezioni, visite guidate, laboratori didattici sul tema della bonifica e dell’acqua che hanno coinvolto 50 scuole del Veneto (Istituiti comprensivi Istituti superiori e Istituti professionali) e 80 classi per un totale di oltre 1500 studenti dalle scuole primarie alle scuole secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie fino agli istituti professionali del Veneto.

L’evento conclusivo, occasione per i ragazzi di raccontare e mostrare ai propri coetanei i lavori svolti in questi mesi, si terrà presso il Museo Regionale della Bonifica “Ca’ Vendramin” di Taglio di Po, in via Veneto 38, domani, giovedì 18 maggio 2023, alle 10.00 in un evento che ANBI Veneto promuove nel contesto della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione e nell’ambito della Settimana della Sostenibilità #PoDeltaSWEEK, organizzata da Fondazione Ca’ Vendramin e Consorzio di Bonifica Delta del Po. “La conoscenza dei corsi d’acqua è una chiave di lettura fondamentale per comprendere il proprio territorio, la sua storia, le sue peculiarità ambientali, produttive e sociali. Questa conoscenza è ancora più importante in epoca di cambiamenti climatici, dove lunghi periodi siccitosi sono interrotti da eventi temporaleschi anche estremi – spiega il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro -. Insieme alla Direzione Formazione e Istruzione della Regione del Veneto e all’Ufficio Scolastico Regionale, abbiamo individuato un format composito di attività rivolte ai ragazzi finalizzate non solo alla conoscenza dei corsi d’acqua, ma addirittura a instaurare un rapporto di amicizia tra i ragazzi e i canali o fiumi che passano in prossimità delle loro scuole. Il concetto di fondo è molto semplice: con l’amicizia e la conoscenza si accompagna il rispetto.”

Rappresentante nell’evento di Ca’ Vendramin sono le Scuole Primarie di Porto Viro “Porticino” e “Mons. Sante Tiozzo” dell’Istituto comprensivo di Porto Viro, la Scuola Primaria “Vittorino da Feltre” dell’Istituto Comprensivo 1 di Adria, la scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri” di Pozzonovo  (Pd) e l’Istituto Professionale IRIGEM di Rosà (Vi). Oltre a bambini e ragazzi, e ai rispettivi docenti e dirigenti scolastici, interverranno il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro, il direttore Andrea Crestani, i rappresentanti dei Consorzi di Bonifica, i rappresentanti della Direzione Istruzione e Formazione della Regione del Veneto e dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

13-21 maggio 2023, torna la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione con un vasto programma di convegni, visite guidate e mostre

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“Tra siccità e perturbazioni estreme stiamo constatando quotidianamente con mano gli effetti dei cambiamenti climatici sulle nostre vite. In questo contesto, la settimana della bonifica che inauguriamo in questo fine settimana acquisisce un valore speciale per la sua missione di avvicinare i cittadini a temi e soprattutto luoghi fondamentali per i nostri territori”. Francesco Cazzaro, presidente di ANBI Veneto, saluta con queste parole la Settimana della Bonifica e dell’Irrigazione promossa a livello nazionale da ANBI e coordinata a livello regionale da ANBI Veneto, che vede, tra il 13 e il 21 maggio 2023, i Consorzi di bonifica protagonisti di iniziative rivolte alla cittadinanza quali visite guidate ad aree ambientali e impianti idrovori, biciclettate, incontri e convegni, inaugurazioni, attività con le scuole. Tutte le iniziative sono gratuite, programma generale su www.anbiveneto.it, dettagli e modalità di partecipazione nelle pagine web dei singoli Consorzi.

Il tema di questa edizione, “Acqua, risorsa di vita e di coesione sociale”, pone l’accento sull’importanza che la risorsa idrica ha nel costruire, preservare, rafforzare comunità e identità. Spiega Cazzaro: “Fondamentale per l’agricoltura, l’acqua che scorre nei fiumi, nei canali e negli scoli rappresenta un elemento generatore di paesaggio, di ambienti, di attività economiche molteplici che riguardano il settore primario ma anche il primo comparto economico del Paese, ovvero il turismo, nonché numerose attività industriali. La siccità, del resto, ha dimostrato come la mancanza di acqua oltre a mettere in crisi l’agricoltura, metta in crisi il mondo in cui viviamo, la sua biodiversità, i colori (dal verde al marrone delle piante seccate), fino anche alla qualità dell’aria. Metta, insomma, in crisi paesaggio e ambiente fondamentali nel definire la nostra identità di persone e cittadini.”

Sono oltre 60 gli eventi promossi dagli 11 Consorzi regionali nella Settimana. 3 di questi, vedono il coinvolgimento diretto nell’organizzazione di ANBI Veneto: mercoledì 17 maggio a Lison di Portogruaro (Tenuta Planitia), alle 10.30, si terrà l’inaugurazione dell’intervento di efficientamento irriguo dei bacini di Sant’Osvaldo-Lison e Brian, realizzato dal Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale grazie a un finanziamento di 13,1 milioni di euro del PSRN messi a disposizione dal Ministero dell’Agricoltura. Interverrà il presidente nazionale di ANBI Francesco VincenziGiovedì 18 maggio, presso il Museo Regionale della Bonifica “Ca’ Vendramin” a Taglio di Po (Ro), alle 10.00, si terrà l’incontro conclusivo del progetto scuola “Acqua, ambiente, territorio. Bonifica è sostenibilità” realizzato con la Direzione Istruzione e Formazione della Regione del Veneto, e con l’Ufficio Scolastico Regionale. Nei 6 mesi di realizzazione, il progetto ha coinvolto 1.500 studenti delle scuole primarie e secondarie di tutto il Veneto. Venerdì 19 maggio, sempre a Ca’ Vendramin di Taglio di Po, si terrà nel pomeriggio (ore 16.00) il convegno da Valle a monte: nuovi scenari per il Delta del Po. Con il presidente della commissione Agricoltura del Senato Luca De Carlo e il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi. Le iniziative di Ca’ Vendramin sono realizzate con il Consorzio di Bonifica Delta del Po, in collaborazione con la Fondazione Ca’ Vendramin, nel contesto della Settimana della Sostenibilità #DeltaPoSWEEK

Conoscere i territori della bonifica veronese e come avviene la gestione dell’acqua, in particolare nella Valla Zerpana, attraverso un’escursione guidata in bicicletta. È questo l’obiettivo dell’iniziativa organizzata dai Consorzi di Bonifica Alta Pianura Veneta e LEB domenica 14 maggio dalle ore 9.45 con partenza dal Centro Operativo Zerpa di Arcole. Un’esperienza dedicata soprattutto alle famiglie con bambini attraverso un percorso facile e di breve durata ma volto a conoscere la storia e la natura locali.  Nell’occasione, il personale tecnico del Consorzio LEB presenterà più da vicino i punti principali di prelievo dell’acqua dal Canale LEB e quindi le opere a servizio del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. Al termine del tour in bicicletta, della durata di circa un’oretta e mezza, sarà possibile visitare l’idrovora Zerpa del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. La storia della bonifica del comprensorio Zerpano è estremamente complessa. In tempi antichi quella della Zerpana era una “valle” paludosa e non adatta ad ospitare un sistema agricolo produttivo. Dalla fine del XVIII secolo si susseguirono infatti numerosi tentativi scoordinati e comunque inadeguati alla risoluzione dei problemi idraulici del territorio, finché all’inizio del secolo scorso venne realizzata la Botte Zerpana ed il relativo collettore che strapparono dal secolare impaludamento l’omonimo terreno vallivo, compreso tra l’Adige e l’Alpone. La bonifica fu completa quando negli anni ’60 del Novecento il collettore Zerpano fu dotato di un impianto idrovoro. “Creare momenti di condivisione con le famiglie del territorio è molto importante per noi” ricorda Silvio Parise, presidente del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta –  “Si tratta di occasioni di sensibilizzazione alle tematiche che ci stanno a cuore, l’acqua e la sua gestione, l’ambiente e la valorizzazione del nostro territorio”.“Ormai da due anni dobbiamo fare i conti con eventi estremi, come la siccità, a causa dei mutamenti climatici”, precisa il presidente del Consorzio LEB Moreno Cavazza, che aggiunge “Il nostro Consorzio sta portando avanti un progetto per il rifacimento del canale Adige Guà e di sperimentazione con le Università di Padova e Verona per preservare la risorsa idrica e utilizzarla al meglio senza sprechi”.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto/Servizio stampa Consorzio di Bonifica LEB

 

ANBI Veneto: a Marzo 2023, falde e nevi ai minimi, stazionari rispetto a febbraio i livelli degli invasi alpini, prosegue il periodo critico di siccità

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Il bollettino ANBI Veneto sulla disponibilità della risorsa idrica a Marzo 2023 denuncia una situazione sempre più grave delle falde; negativa anche la situazione di nevicate e accumoli in alta quota.

In breve. Si è registrata ancora una volta una piovosità scarsa rispetto alla media storica (circa metà); scarse sono state anche le nevicate; i depositi nivali, anche a causa delle temperature miti e del conseguente mancato accumulo, sono lontani dai valori della media storica; gli invasi montani (Adige, Piave e Brenta) presentano un andamento stazionario in termini di riempimento, sintomo dello scarso contributo che deriva dallo scioglimento delle poche nevi in quota; le portate dei corsi d’acqua risultano progressivamente in calo, con grande timore per l’avvio della stagione irrigua; ancora gravissima la situazione delle falde acquifere lontane dalla rigenerazione della risorsa idrica sotterranea. Iniziano a manifestarsi i primi segni di sofferenza, con le zone centrali della regione che si avviano verso scenari di moderata siccità.

Anomalia di temperatura. Il mese di marzo è stato mite ma con temperature complessivamente poco al di sopra della media storica. La temperatura condiziona fortemente la tenuta della neve in quota e sta determinando un anticipato scioglimento che non garantirà duraturi apporti ai sistemi idrici di valle.

Risorsa nivale. Il deficit di risorsa idrica nivale nell’intero bacino montano delle alpi Orientali è imponente e pari a – 74% delle risorse storicamente disponibili (dato Osservatorio per gli utilizzi idrici AdB distrettuale delle Alpi Orientali). I dati diffusi da Arpav segnalano come il deficit di precipitazione nevosa dell’inverno appena trascorso sia simile ai dati registrati negli 2022, 2017, 2012, 2003, 2002 e 2000, quindi in ben 6 inverni dal 2000 ad oggi.

Piovosità. Nel mese di marzo 2023 sono caduti mediamente in Veneto 37 mm di precipitazione; la media del periodo 1994- 2022 è di 65 mm. Gli apporti meteorici mensili sul territorio regionale sono inferiori alla media (-43%) e sono stimabili in circa 683 milioni di m3 di acqua (Argav).

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto