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Viaggi studio Argav: la visita dei soci a San Patrignano

San Patrignano, colline a vigneto (foto Maurizio Drago)

(di Maurizio Drago) Lo scorso giugno, un gruppo di giornalisti ARGAV ha visitato  San Patrignano, la piu’ grande comunità terapeutica per il recupero dei tossicodipendenti del mondo, nel cuore della Romagna, a ridosso di Rimini e San Marino. Un tour-press  particolarmente interessante dove per una giornata si è vissuta la vita di oltre 1500 ragazzi tutti dediti a vari lavori, pronti ad uscire dal tunnel della droga.

La storia della comunità. La storia comincia nel 1978 quando Vincenzo Muccioli aveva  accolto nella sua casa  Betty, una ragazza tossicodipendente triestina. Da allora è stata data vita a una grandissima comunità dove oltre 20 mila ragazzi sono passati e sono ritornati alla vita. I giornalisti sono stati accompagnati nella visita da alcuni giovani, quasi tutti ex tossicodipendenti che hanno trovato in San Patrignano la loro casa e il loro lavoro.

San Patrignano, lavoro artigianale (foto Maurizio Drago)

La testimonianza. Come  Luca, meno di 30 anni, ex tossicodipendente. Di lui racconta  ai giornalisti una vita giovanile d’inferno. Il padre sempre occupato e dedito agli affari, la madre ipertesa e lui, solo,  ad affrontare il mondo dove – seppur con tutti gli agi possibili – mancava la presenza dei  genitori che gli dedicassero una benché minima parte del loro tempo. Si era aggrappato all’affetto della sua fidanzata che poco dopo lo aveva abbandonato. Ecco che, solo, iniziò a drogarsi: cocaina, metadone, eroina, spingendosi sempre oltre. “Tanto – era il  pensiero di Luca – sono certo che posso smettere di essere dipendente dalla droga a posso tornare indietro”- Non immaginava invece che era una strada senza ritorno, un processo irreversibile che porta alla distruzione del corpo e della vita. Gli rimaneva la via del recupero. Ma a San Patrignano gli avevano detto: per entrare qui devi decidere e dovrai stare alle regole della comunità. Per Luca ci vollero 8 mesi per decidere di entrare. Gli ci vollero quattro anni di terapia.  Terapia significa scegliersi un lavoro, dall’agricoltura all’artigianato, rispettare le buone regola di convivenza e di rispetto.  E’ uscito finalmente dal tunnel. Ora è responsabile di settore, vuole lavorare nell’ufficio stampa e relazioni.

San Patrignano, lavoro artigianale (foto Maurizio Drago)

I grandi numeri di San Patrignano. I numeri di  San Patrignano sono considerevoli: 370 ettari, 240 solo nella comunità romagnola, altri nelle comunità staccate di Trento, Cecina, Botticello, Talentino, frutto di numerose donazioni.  52 mestieri da scegliere: dall’artigianato artistico, alla pelletteria, ceramica, tessitura, dalla falegnameria, grafica all’allevamento di cani e cavalli. Possibilità di sport e benessere dopo il lavoro.  Una enorme palestra, grandi spazi per i vari giochi. Un centro medico con 50 posti letto, un asilo, scuole, un teatro, strutture abitative, un villaggio con 60 villette… San Patrignano riesce a recuperare il 50 % delle spese con le vendite dei suoi prodotti. Il rimanente 50% è frutto di donazioni e lasciti. La comunità, attualmente coordinata dal figlio di Vincenzo Muccioli, Andrea,  non accetta contributi e denaro dagli ospiti, né dalle loro famiglie.

San Patrignano, I vigneti (foto Maurizio Drago)

Il lavoro nell’agricoltura come terapia. Primeggia soprattutto il lavoro nel mondo primario, l’agricoltura. In particolare la vitivinicoltura, i prodotti lattiero-caseari, gli allevamenti bovini, suini, caprini, la coltura orticola. San Patrignano hauna linea di produzione del vino con  104 ettari di vigneti. Per la coltivazione ci si attiene a un preciso disciplinare. Per le vigne si usa solo rame e zolfo, come facevano i contadini. Non si usano diserbanti né altri prodotti chimici. La cura della vigna è attenta e assidua sino alla raccolta. “Bisogna ritornare a fare i contadini, con il loro concetto, sia pur agevolati dai moderni mezzi tecnologici” sostiene Angelo, responsabile della vitivinicoltura “il rispetto della pianta porta a una incredibile facilitazione nella lavorazione del prodotto”. Il 60% delle cultivar è costituito dal Sangiovese. Le altre sono Chardonnay e Sauvignon . Una produzione di un chilo di uva a pianta. Ci si avvale anche di importanti consulenti esterni come dell’enologo Riccardo Cotarella che gratuitamente si mette a disposizione.Una produzione lodevole e i numeri parlano chiaro. 500 mila bottiglie di vino in un anno vendute in tutto il mondo, con propri marchi e con numerosi riconoscimenti.

San Patrignano, la nascita di un vitellino (foto Maurizio Drago)

Gli allevamenti. Si allevano inoltre bovini, suini e caprini. Il giovane Marco è il responsabile della stalla. 500 capi tra mucche, tori e vitelli. 4 mila litri di latte di alta qualità  munti alle 5 del mattino e alle 5 del pomeriggio. Nella visita con i giornalisti nella stalla non è mancato l’evento di un vitellino appena nato. I ragazzi di San Patrignano si davano da fare  per aiutare il neonato quadrupede a bere  il colostro, il primissimo latte della mamma mucca. Non manca la produzione di formaggi, miele e orticoltura.

Squisito, la fiera del gusto e delle eccellenze. Si chiama Squisito e rappresenta una delle grandi manifestazioni sul mondo del cibo organizzata dai 1600 ragazzi di San Patrignano.  Si tratta di un tema che coinvolge tutta la filiera dell’alimentazione. Lo dice Stefano Bariani, uno dei responsabili che segue l’aspetto della promozione a San Patrignano.  Con lo slogan “ritorno alla semplicità’” Squisito è giunto alla sua settima edizione con un successo crescendo.

San Patrignano, I soci Argav nella mensa con i ragazzi (foto Maurizio Drago)

Al centro della mensa, una sedia vuota. I giornalisti ARGAV hanno poi pranzato nella grande mensa di San Patrignano, insieme con i ragazzi, proseguendo nel pomeriggio nella visita dei vari laboratori. All’inizio della sala una sedia vuota posta nel mezzo della grande tavola. Dinanzi la sedia  la tavola apparecchiata. “Questo è il posto dove si siedeva sempre Vincenzo Muccioli – ci dice un ragazzo – da quando è morto anche questo posto viene preparato. Ogni giorno.  Come se Vincenzo fosse qui, tutti i pranzi e tutte le cene”.  Anche questo è un simbolo di rispetto di un grande uomo che ha dato tutto per i ragazzi di San Patrignano.

I soci Argav in visita al Mose

25/06/10 I soci Argav durante la visita al MO.S.E. organizzata dal Consorzio Venezia Nuova (foto Mirka Cameran Schweiger)

(di Beatrice Tessarin) Mosè salvò il popolo ebraico dalle acque del mar Rosso, mentre fuggiva inseguito dai carri da guerra degli egiziani. Il MO.S.E., con una straordinaria assonanza tecnologica (è infatti l’acronimo di “modulo sperimentale elettromeccanico”) dovrebbe salvare Venezia dalle acque dell’Adriatico, nonostante l’inseguimento degli strascichi dei partiti del “no”.

25/06/10 Visita Mose soci Argav (foto Beatrice Tessarin)

L’Arsenale il futuro centro operatativo di controllo del Mose . Per dare un’occhiata da vicino, il 25 giugno, una trentina di soci dell’Argav sono stati ospiti del Consorzio Venezia Nuova, che ha messo a disposizione un intero staff tecnico per accompagnare i giornalisti all’Arsenale restaurato (che diventerà il centro operativo di controllo del “sistema Mose”), sui cantieri aperti alla bocca di Lido (dove sono in costruzione i giganteschi cassoni di calcestruzzo) e nella laguna Nord, per visitare la ricostruzione dell’ambiente morfologico delle barene. Una squisita ospitalità che ha permesso di vedere cose normalmente precluse ai cittadini comuni, anche perché, nonostante le dimensioni ciclopiche, i cantieri (circa 15 chilometri) sono tutti fronte mare e riforniti via acqua con circa 1600 metri di lavori subacquei. Nel solo cantiere della bocca di Lido, lavorano 180 operai, ma sono circa tremila le persone impegnate nelle opere dirette e nell’indotto.

25/06/10 I soci Argav in visita ai cantieri Mose (foto Beatrice Tessarin)

Cos’è il MO.S.E. Il “progetto Mose” è un sistema di dighe mobili (4 in tutto), costituite da paratoie allineate (78 complessivamente) che vanno dai 3,6 ai 4,5 metri di spessore per un’altezza variabile dai 18,5 ai 29,6 metri e lunghe 20 metri e che si alzeranno dal loro alloggiamento sottomarino in caso di pericolo di marea superiore ai 110 centimetri (ma potrebbero funzionare anche per livelli inferiori) e andranno ad isolare la laguna veneziana, chiudendo le tre bocche di porto (Lido, Malamocco e Chioggia) che la collegano col mare Adriatico. Insomma, 1600 metri di dighe fantasma, che in mezzora risalgono dal mare: una cosetta da niente nei giochi per bambini, un problemino maggiore nei giochi per ingegnere idraulico, tenendo conto dell’ambiente naturale in equilibrio terra-acqua, dell’impatto ambientale sugli habitat, del fatto che tutto si deve mimetizzare e far vivere le attività portuali come se niente fosse. Eppure si può fare. Il Mose è al 63 per cento e sarà operativo nel 2014.

25/06/10 Visita Mose soci Argav (foto Beatrice Tessarin)

Le opere di difesa passiva. Il lavoro maggiore e forse meno eclatante è, però, cominciato nel 1987, col recupero del litorale, il restauro dei moli, il rialzo delle rive urbane, l’escavo dei canali, il consolidamento delle difese a mare contro le mareggiate, il ripristino dell’ambiente morfologico con la creazione di nuove barene in laguna. Tutte opere di cosiddetta difesa passiva che mirano ad impedire l’erosione marina, a rompere il moto ondoso, a ridurre gli effetti del vento per “aiutare la natura a difendere Venezia”, come dicono al Consorzio Venezia Nuova. E consentire così alla tecnologia del Mose di essere l’ultima barriera della città, da attivare in caso di fallimento di un efficace sistema di difese passive, che oggi sono all’85 per cento del progetto. Un costo complessivo di circa 4.700 milioni di euro. Deve funzionare per forza. Ma, l’insieme delle opere e delle sperimentazioni multidisciplinari di questi vent’anni sono forse il vero miracolo del progetto Mose, perché hanno permesso di accumulare una mole di sapere unico al mondo. Tutto l’ingegno, la creatività, la tecnologia, la biologia e le scienze ambientali, unite all’esperienza dei veneziani, alla conoscenza anche storica del loro territorio, hanno creato uno know how economicamente monetizzabile ed esportabile.

25/06/10 Visita Mose soci Argav (foto Beatrice Tessarin)

Venezia e l’acqua: da sempre una relazione complicata. Si dice che il mondo salverà Venezia, perché tutte le migliori menti mondiali hanno concorso per tutelare la città serenissima, ma è possibile che sia invece Venezia a salvare il mondo, esportando le sue ormai millenarie conoscenze di come si sopravvive ai bordi di un mare che si alza costantemente.

Rapporti Africa-Europa. Nel “Nord-est” africano, opportunità per l’Italia

Incontro Argav-Wigwam 18/06/10: a parlare, da sx Katia Mazzucato, Fabrizio Stelluto, Giancarlo Scottà

(di Pietro Bertanza, Vice Presidente Argav) In questo caso lo dobbiamo proprio dire: il mal d’Africa esiste! Lo ha dimostrato Katia Mazzucato (manager italiana a capo del progetto Greenoil) durante l’incontro Argav-Wigwam di venerdì scorso (18/06/2010) moderato da Fabrizio Stelluto, Presidente Argav, nella splendida cornice del circolo di campagna ad Arzerello (Padova).

Benin e Togo : ad Ovest il “nordest” dell’Africa. L’imprenditrice italiana ha illustrato, ad una platea attenta e preparata, il suo progetto per la realizzazione in Togo e Benin di un’impresa agroenergetica per la produzione di olio da piante di Jatropha curcas destinato ad alimentare gli impianti dei consorziati Greenoil per la generazione in Italia di energia elettrica. Il programma di lavoro prevede la coltivazione di 15.000 ettari con una pianta non food, la Jatropha curcas appunto, nei territori lasciati incolti dell’Africa occidentale, che si potrebbe definire “il Nord-est africano”, e la commercializzazione dell’olio combustibile in Italia per una produzione totale di energia pari a 25MW. Progetto che prevede investimenti sino a 20 milioni di euro. Mazzucato non ha lasciato nulla al caso e lo dimostra con numeri, dati e competenza rispondendo alle continue domande degli astanti incuriositi e rapiti dal progetto.

Jatropha curcas

Utilità sociale. Non solo aspetti economici per il progetto: infatti, è stata dedicata particolare attenzione anche all’aspetto occupazionale e di sviluppo socio economico del comparto agricolo nei paesi africani. In particolare, le piantagioni sono state progettate per essere coltivate e gestite interamente manualmente e per consentire all’agricoltore e alla sua famiglia di realizzare proprie coltivazioni agricole nella modalità Intercropping (coltivazione di specie intrafilare) nelle aree dell’azienda agroenergetica. Ciò favorirà inoltre una maggiore fertilità del terreno.

La visione europea. L’incontro è proseguito con l’intervento di Giancarlo Scottà (deputato al Parlamento Europeo, vicepresidente della Delegazione all’assemblea parlamentare paritetica ACP-UE – ndr Africa Caraibi Pacifico, Unione Europea) che ha portato la sua esperienza in campo europeo. Scottà ha raccontato le sue visite in Africa e le varie opportunità anche per gli imprenditori italiani. L’onorevole ha continuato il suo intervento toccando un problema assai annoso: la definizione del rischio nei Paesi in via di sviluppo. Infatti molte sarebbero le potenzialità del territorio africano per l’agricoltore, ma che spesso non conosce bene la realtà o è legato a stereotipi di vecchia data che vuole l’Africa “il Paese nero”.

Incontro Argav-Wigwam 18/06/10: da sx, Katia Mazzucato, Fabrizio Stelluto, Giancarlo Scottà

La questione DO. La serata Argav è continuata all’insegna delle denominazione di origine e della nuova legge in via di approvazione in sede europea. Infatti Scottà è anche membro della commissione agricoltura europea. L’europarlamentare ha subito rassicurato che le diciture doc, docg e igt saranno mantenute e che non c’è pericolo per la Nutella. Ultima questione affrontata e che tiene banco in Europa è la Pac (Politica agricola comune) post 2013. Scottà ci ha solo riferito che sono stati presentati più di 1.200 emendamenti alla proposta di legge… Sarà un bel dibattito.

Alcuni numeri del progetto greenoil. 15.000 ettari piantati a Jatropha Curcas, 48.000.000 piante messe a dimora,
355.958 tonnellate di olio combustibile, 917.855 tonnellate di panello da usare come combustibile, 2.743 nuovi posti di lavoro fissi in Africa.

Come di consueto, al termine dell’incontro i presenti hanno potuto godere dell’ospitalità dello chef e padrone di casa Efrem Tassinato.

I soci Argav al Premio Vergani-Ballotta 2010

Premio Vergani-Ballotta 2010: i piatti di gnocchi in gara

Grande festa della cucina veneta in occasione della quarta edizione del Premio Vergani-Ballotta 2010, indetto dall’Accademia Italiana della Cucina e dall’Associazione Cuochi Padova Terme Euganee, svoltosi nella serata di ieri, 16 giugno, all’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia (Pd).

Venezia e Vicenza le province vincitrici. La sfida culinaria regionale tra gli chef di tutte le province venete ha visto la partecipazione di una trentina di cuochi, tra cui anche 7 chef under 25, che si sono misurati nella preparazione degli gnocchi, tema di quest’edizione. A giudicare gli chef in gara, una giuria tecnica presieduta dal socio Argav Giuseppe Casagrande, direttore del periodico Papageno, che ha consegnato il premio (deliziose targhe-pentoline, set di coltelli molto graditi dai cuochi e premi in denaro) alla provincia vincitrice della sezione “Under 25”, Venezia, con lo chef moldavo Artiom Ponomarenko che ha presentato il piatto “Gnocchi di patate con pesce di laguna”.

Ecco l’intervista di Giuseppe Casagrande rilasciata al termine della serata:

Per la cronaca, il Premio Vergani-Ballotta, consegnato da Clodovaldo Ruffato, Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, è andato a Vicenza e al piatto “Gnocchi con la fioretta”, mentre il premio della Giuria popolare, che ha eletto il migliore tra 24 piatti in gara e che è stato consegnato da Piero Fracanzani, delegazione Eugania dell’Accademia Italiana della Cucina, è andato sempre a Venezia con il piatto “Gnocchi di patate con pesce di laguna”.

La festa della cucina veneta è stata all’insegna dei prodotti “Km zero”. A questo proposito, ecco l’intervista alla socia Argav Sandra Chiarato, responsabile comunicazione di Coldiretti Veneto, associazione che ha ispirato la legge regionale operativa da gennaio 2010.

Incontri formativi Argav: il 18 giugno ad Arzerello si parla di rapporti agroambientali Europa-Africa

Venerdì 18 giugno p.v. alle ore 19:00 è previsto un altro incontro formativo per i soci Argav al circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Pd). Questa volta si parlerà di rapporti agroambientali fra Europa ed Africa insieme agli europarlamentari Sergio Berlato (componente Commissione Ambiente) e Giancarlo Scottà (vicepresidente Delegazione Assembela Paritetica Acp-Ue) nonché alla manager Katia Mazzucato, promotrice dell’Expo permanente fra Italia e West Africa e di un’innovativa produzione per biocombustibili vegetali in Benin.

Incontri formativi Argav: il 15 giugno ad Arzerello si parla di Mose

Mose - Malamocco verso il mare

In vista della visita che i soci Argav faranno prossimamente ai cantieri del Mose, martedì 15 giugno alle ore 19:00 si svolgerà nella consueta sede del circolo Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Pd) una serata di confronto e dibattito su questa grande opera di ingegneria idraulica veneziana, tornata di recente sulla scena mediatica internazionale. A condurre l’incontro sarà il socio Massimo Marco ROSSI, che ha avuto modo di produrre numerosi materiali sulla questione ed esporrà ai presenti i propri risultati. Nell’occasione, chi desidera potrà fermarsi a cena con contributo di € 15,00 (necessaria conferma allo 049 9703015).

Venerdì 25 giugno 2010: i soci Argav in visita al MO.S.E.

Vista aerea del progetto MOSE (canale a nord di Porto di Lido, metà 2009)

Nell’ambito dei viaggi studio organizzati da Argav per i soci, venerdì 25 giugno 2010 è prevista la visita ai cantieri del Mose (Venezia), un’opera di ingegneria idraulica senza precedenti, la cui realizzazione  ha evidenti riflessi di carattere ambientale.

Che cos’è il MO.S.E. Il nome sta per MOdulo Sperimentale Elettromeccanico. L’opera, ancora in corso di realizzazione, consiste in un sistema integrato di opere di difesa costituito da schiere di paratoie mobili a scomparsa in grado di isolare la laguna di Venezia dal Mare Adriatico durante gli eventi di alta marea superiori a una quota concordata (110 cm) e fino ad un massimo di 3 metri. Queste opere, insieme ad altre complementari come il rafforzamento dei litorali, il rialzo di rive e pavimentazioni e la riqualificazione della laguna, dovrebbero provvedere alla difesa della città di Venezia da eventi estremi come le alluvioni e dal degrado morfologico, per il quale la laguna sta progressivamente cedendo al mare ed il livello del suolo si sta abbassando. Il Mose è stata avviato nel 2003 alle tre bocche di porto del Lido, di Malamocco e di Chioggia, varchi questi che collegano la laguna con il mare e attraverso i quali si svolge il flusso e il riflusso della marea.

Il programma di venerdì 25 giugno. Partenza ore 9,00 puntuali dal Tronchetto (Ve), nel caso ci fossero delle persone che partono da Venezia, si può prevedere una seconda fermata alle Zattere o a San Marco; ore 10.15 visita area nord Arsenale e presentazione attività di salvaguardia di Venezia e della laguna di competenza dello Stato; 

ore 11.30 visita ai cantieri del Mose – Bocca di porto del Lido (sito di prefabbricazione cassoni di alloggiamento delle barriere mobili). 
Il sopralluogo prevede il giro in barca della bocca e la discesa al cantiere in corso sul lato nord di Treporti, dove sono in costruzione i cassoni di alloggiamento delle barriere mobil; ore 13.15 Arrivo al Tronchetto e conclusione della visita.

Adesioni entro lunedì 21 giugno ore 12.00. Chi avesse già dato in precedenza la propria adesione è pregato comunque di confermare, nuove adesioni e conferme sono da inviare alla segretaria di Argav, Mirka.

Il socio Argav Enrico Giorgiutti Campione Italiano di Mtb categoria “Giornalisti Pubblicisti”

Enrico Giorgiutti, primo a destra sul podio

Il socio Argav Enrico Giorgiutti è il nuovo Campione Italiano di mountain bike nella categoria Giornalisti Pubblicisti. Giorgiutti (giunto al traguardo con il tempo di 3h02’43’’) ha partecipato alla Graspalonga Granfondo di Castelvetro (Modena) con i colori della testata “Asterisco Informazioni” di Marcon (Venezia), mettendosi in luce nella kermesse di Mtb prescelta anche come tappa annuale dei Campionati Italiani Giornalisti professionisti e pubblicisti iscritti all’Ordine. Il livello tecnico della gara si è dimostrato molto alto e ha dato la possibilità agli amanti della mountain bike di vedere all’opera atleti di assoluto livello. La Graspalonga ha coniugato sport e divertimento all’attenzione e al rispetto per l’ambiente: nel complesso vi hanno preso parte 240 ciclisti.

A Enrico vanno i complimenti del Direttivo e dei soci Argav.

I soci Argav in visita a San Patrignano martedì 22 giugno 2010

Vendemmia 2009 a San Patrignano

Nell’ambito dei viaggi studio organizzati per i soci, l’Argav propone per martedì 22 giugno 2010 la visita alla comunità di San Patrignano di Coriano (Rn). Ecco il programma dell’iniziativa:

Ore 6:50 incontro a Padova, corso Australia, ex Foro Boario;
Ore 7:25 arrivo a Rovigo  presso il Cen.Ser-Università, che si trova all’ingresso della città subito dopo il Centro Commerciale ALIPER ore 07.25;
Ore 7:45 gli amici del Trentino  possono attenderci all’ingresso dell’autostrada A13 presso il casello di Villamarzana -Rovigo Sud, cui si arriva da Verona per la Superstrada Verona-Legnago-Rovigo; il casello è al km. 78 circa della Superstrada e vi è un parcheggio molto comodo; qui i trentini possono attendere il pullman, che arriverà da Rovigo Superstrada per caricarli ed imboccare la A13  per Bologna- Rimini Sud;
Ore 10:00 arrivo a san Patrignano;
– visita alle attività (in parte con il pullman, in parte a piedi) e alle varie realtà quali cantina, stalla, allevamenti vari, laboratori professionali, ospedale, ecc.;
– pranzo in Comunità, per il quale è previsto un contributo a persona di € 12,00;
– proiezione di un filmato su San Patrignano con spazio alle varie domande;
Ore 17:00 termine visita.

Per l’occasione ci accompagneranno alcuni ragazzi interessati al programma di recupero, che saranno le nostre guide; anche l’Ufficio Stampa sarà a disposizione per domande o richieste di informazioni.

Per le prenotazioni telefonare a Mirka (cell. 339-6184508; casa 049-664787) oppure scrivere via email entro sabato 5 giugno p.v., poichè è obbligatorio comunicare i nominativi almeno 15 giorni prima a San Patrignano per potervi accedere.

Importante: in tutta l’area di San Patrignano, spazi aperti compresi , è vietato fumare;

Si sta cercando di organizzare un pullman per il viaggio da Padova/Rovigo/Bologna/San Patrignano e ritorno. Nel caso, la spesa del pullman sarà a carico dei partecipanti; previa prossima verifica, il costo pro-capite della visita a San Patrignano dovrebbe essere di circa 25 euro (pranzo + viaggio in pullman).

Per coloro i quali non volessero utilizzare il pullman, l’appuntamento è all’uscita di Rimini Sud alle 09.30; proseguiremo insieme sino a San Patrignano.

Ai lettori di Argav