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Prossimo direttivo ARGAV: 16 febbraio p.v. nella sede dell’Italian Solar Infocenter

In continuità con l’intento di inizio mandato del direttivo ARGAV d’incontrare Organizzazioni e Istituzioni legate per finalità all’attività dell’associazione e di tenere quindi i propri Consigli itineranti nelle varie province del Veneto e Trentino, il prossimo direttivo è stato fissato per mercoledì 16 febbraio alle 18:45 presso la sede dell’Italian Solar Infocenter, azienda padovana che opera nel settore del risparmio energetico e delle energie rinnovabili.

Argav incontra Edizioni Informatore Agrario

Direttivo Argav con al centro Antonio Boschetti, socio Argav e Direttore de L'Informate Agrario

(di Marina Meneguzzi, socio Argav) A inizio mandato il nuovo Direttivo Argav, presieduto da Fabrizio Stelluto, si è prefissato di tenere i Consigli nelle varie province del Veneto e Trentino, in modo da avere l’opportunità di incontrare Organizzazioni e Istituzioni legate per finalità all’attività dell’Associazione. A questo riguardo, mercoledì 26 gennaio scorso, il Direttivo si è riunito a Verona nella splendida biblioteca de L’Informatore Agrario, realtà editoriale indipendente che da oltre 60 anni offre un servizio di informazione (periodici su abbonamento e libri) a tutto il mondo degli agricoltori. A fare – con grande calore – gli onori di casa, il Direttore de L’Informatore Agrario, il socio Argav Antonio Boschetti e Pietro Bertanza, Vice Presidente Argav e redattore de L’Informatore Agrario.

Una storia di successo. In un settore in crisi com’è quello dell’editoria, conforta incontrare realtà solide come quella dell’Edizioni L’Informatore Agrario srl, che ad oggi conta circa una settantina di dipendenti tra redattori, grafici, amministrativi e commerciale. Segno dunque che parlare d’agricoltura può “pagare” ancora, sia in termini economici che “morali”, vista l’accoglienza riservata dai lettori alle riviste pubblicate dal gruppo editoriale (L’Informatore Agrario e Vita in Campagna sono, nel loro settore, le riviste più lette e le uniche con tiratura e diffusione certificate da ADS (Istituto Accertamento Diffusione Stampa).

L’impegno della Casa Editrice a documentare professionalmente i temi dell’agricoltura è iniziato con L’Informatore Agrario, fondato da Alberto Rizzotti nel 1945 a Verona, Oggi L’Informatore Agrario è la rivista leader di agricoltura professionale in Italia. Nel 1983 la Casa Editrice, per soddisfare un crescente interesse ai temi dell’agricoltura non professionale, pubblica il mensile: Vita in Campagna. Nel 2004 esce MAD – Macchine Agricole Domani, mensile di meccanica agraria. Nel 2006 nasce Origine, il sapore del territorio italiano, bimestrale dedicato ai prodotti di qualità dell’agroalimentare italiano e ai suoi protagonisti.  A completamento delle riviste, le Edizioni L’Informatore Agrario editano libri specializzati in agricoltura.  La Banca Dati Online, InfoFinagri e la Banca dati Macchine Agricole Domani, inoltre, offrono agli abbonati una precisa documentazione di quanto è stato pubblicato dal 1997 a oggi, dei bandi di finanziamento aperti nelle diverse regioni italiane e i prezzi, caratteristiche, consumi, ecc. di tutte le macchine agricole in vendita in Italia.

Omaggio natalizio del direttivo Argav al presidente onorario Placido Manoli

Da sx Renzo Michieletto, Mimmo Vita, Placido Manoli, Mirka Cameran, Fabrizio Stelluto e dietro, l'obiettivo, Umberto Tiozzo

(di Umberto Tiozzo, socio Argav). Nei giorni scorsi una delegazione del direttivo Argav, costituita dal presidente Fabrizio Stelluto, dal vicepresidente Umberto Tiozzo, dalla segretaria Mirka Cameran, dal consigliere Renzo Michieletto e dal presidente nazionale Unaga Mimmo Vita, ha portato gli auguri di Buon Natale, a nome di tutti gli associati, al giornalista Palcido Manoli, che per una indisposizione non aveva potuto partecipare all’incontro dell’11 dicembre all’Hotel Piroga di Selvazzano (PD). All’amico e collega Manoli, che ci ha accolto con la moglie Paola nella sua casa di Mestre, il presidente Stelluto ha consegnato una penna con una dedica dell’Argav, quale segno di gratitudine per l’impegno da lui profuso per il riconoscimento del ruolo specifico del giornalismo agricolo.

Placido Manoli infatti è stato tra i fondatori, nel febbraio del 1988 – al tempo ricopriva il ruolo di capo ufficio stampa dell’Ente di sviluppo agricolo della Regione Veneto – della “prima” Argav (la “nuova” Argav – Associazione regionale giornalisti di agricoltura, alimentazione, ambiente, territorio, foreste, pesca, energie rinnovabili del Veneto e Trentino Alto Adige – è stata ricostituita nel dicembre del 2009 con l’adozione di uno statuto adeguato alle ampliate competenze dell’informazione di settore. n.d.r.), con sede presso la Fiera di Padova e presidente Sebastiano Carron. Successivamente l’assemblea dei soci lo elesse alla presidenza, nominando segretario Renzo Michieletto. Più volte riconfermato, verso la metà degli anni ’90 Manoli lascia la presidenza a Lucio Bonamano e viene, quindi, proclamato presidente onorario. Nel 1999, dopo la scomparsa in gennaio di Bonamano, diventa presidente Mimmo Vita, che nell’assemblea di quel fine anno gli conferisce il premio Argav.

Incontro di fine anno del Consiglio regionale del Veneto con gli operatori dell’informazione: invitata la stampa agricola.

Clodovaldo Ruffato, presidente Consiglio regionale del Veneto

Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto Clodovaldo Ruffato ha invitato i soci Argav a partecipare all’incontro di fine anno con gli operatori dell’informazione che si svolgerà mercoledì 22 dicembre p.v. alle ore 12:30 a palazzo Ferro-Fini a Venezia.

Sabato 11 dicembre 2010: Assemblea soci e pranzo di Natale Argav. Nell’occasione, premio Argav all’attore, autore e regista Marco Paolini, premio Piroga a Roberto Paladin di Cantine Paladin Grandi Vini.

Hotel Ristorante La Piroga di Selvazzano Dentro (PD)

Con dicembre arriva il tradizionale incontro di fine anno dei soci Argav, che si ritroveranno sabato 11 dicembre p.v. all´Hotel Ristorante “La Piroga” di Selvazzano Dentro (Padova). L’ora d’incontro è fissata per le ore 10,00, quando si terrà l’Assemblea dei soci per una verifica del lavoro svolto e per indicare le direttrici dei prossimi 12 mesi. Alle ore 12,00 si procederà alla cerimonia di assegnazione dei premi ARGAV e PIROGA. Il premio Argav è stato deciso di assegnarlo all´attore-autore-regista, Marco Paolini “per la sua capacità di interpretare al meglio l’animo più vero delle genti e del territorio veneti”. Il premio Piroga, su indicazione della famiglia Soranzo, ospite della manifestazione, sarà invece assegnato all’imprenditore vitivinicolo Roberto Paladin  di “Cantine  Paladin Grandi Vini“. Autore del  premio Argav è lo scultore Mauro Marcato. Seguirà la parte “ludica” dell´incontro, con il tradizionale pranzo di Natale per gli auguri di buone festività con famiglia e amici. Le adesioni vanno inviate entro mercoledì 9 p.v. alla segreteria Mirka, via e-mail: argav@fastwebnet.it.

Marco Paolini (2009)

Conosciamo meglio Marco Paolini, vincitore del Premio Argav 2010. Nato a Belluno nel 1956, Marco Paolini  è attore teatrale, regista, drammaturgo e autore. Paolini, i cui spettacoli sono per la gran parte sviluppati in monologhi spesso recitati in lingua veneta – è considerato uno dei massimi esponenti della cosiddetta “prima generazione” di quel “quasi-genere” solitamente definito come teatro di narrazione: un teatro che, sulla scia della lezione del Mistero Buffo di Dario Fo, si fonda sul racconto di un performer che – senza trucco, costumi o scenografia – assume la funzione di narratore, con la propria identità non sostituita, cioè senza interpretare un personaggio. Negli anni novanta Paolini ha iniziato a collaborare con la Cooperativa Moby Dick – Teatri della Riviera con cui ha realizzato spettacoli come Il racconto del Vajont, Appunti foresti, Il milione – Quaderno veneziano di Marco Paolini e i Bestiari (raccolta di spettacoli dedicati al recupero della cultura locale, in particolare veneta). Proprio grazie a Il racconto del Vajont Paolini arriva al grande pubblico; lo spettacolo vince nel 1995 il Premio Speciale Ubu per il Teatro Politico, nel 1996 il Premio Idi per la migliore novità italiana e nel 1997 l’Oscar della televisione come miglior programma dell’anno per la trasmissione televisiva sulla tragedia del Vajont, trasmessa da Rai 2 in diretta dalla diga del Vajont il 9 ottobre 1997, anniversario del disastro . (Fonte Wikipedia)

Roberto Paladin

Conosciamo meglio Roberto Paladin, vincitore del Premio Piroga 2010. Le Cantine Paladin – Bosco del Merlo si trovano ad Annone Veneto (VE), al confine tra Veneto e Friuli. Qui, lungo l’antico percorso della strada consolare Postumia, sulle argille calcaree formatesi durante l’ultima glaciazione ad opera del fiume Tagliamento, sono posti a dimora i vigneti, adottando le più moderne tecniche viticole. La storia dell’azienda inizia nel 1962 con Valentino Paladin e conosce un’inarrestabile crescita, grazie alle energie profuse dai figli Carlo, Lucia e Roberto, eredi di anni di felici e proficue esperienze “sul campo”. Nel 1977 l’acquisto dei primi terreni ad Annone Veneto, in un territorio da sempre noto per la produzione di uve di altissima qualità, segna la nascita dell’azienda agricola Bosco del Merlo, nome che risulta nelle carte topografiche in memoria delle foreste di roveri che anticamente ricoprivano il territorio. Gradualmente, i vecchi vigneti presenti nel podere vengono sostituiti con impianti di concezione moderna, grazie ad una proficua collaborazione con l’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano. Roberto Paladin si occupa della distribuzione nel mercato nazionale e dell’organizzazione sul territorio di oltre 60 agenti, che propongono i vini Paladin, Bosco del Merlo e Vèscine alla migliore ristorazione e ai più prestigiosi wine-bar ed enoteche d’Italia. Promuove la presentazione dei vini alle fiere nazionali e agli eventi di settore, consapevole dell’importanza del contatto diretto con i clienti e il pubblico. (Fonte Cantine Paladin Grandi Vini)

Argav incontro Paolo Sordo, direttore di Confagricoltura Vicenza: con alluvione danni incalcolabili ma anche tanta solidarietà. Il futuro delle Organizzazioni agricole? Uniti si vince!

30 novembre, Confagricoltura Vicenza, Direttivo Argav insieme a Paolo Sordo (secondo da dx), direttore dell'organizzazione agricola vicentina

(di Marina Meneguzzi, socio Argav) Come pre-annunciato, mercoledì 30 novembre scorso il direttivo Argav si è riunito nella sede di Confagricoltura Vicenza. A far gli onori di casa, il giovane e dinamico Direttore dell’organizzazione agricola vicentina Paolo Sordo, che ci ha accolti (con una buona bottiglia di Vespaiolo) alla fine di un mese particolarmente travagliato per il Veneto e per Vicenza in particolare.

Sfatato un mito sul Veneto individualista. “Novembre è stato un mese molto duro e i danni arrecati dall’alluvione nel nostro territorio sono praticamente incalcolabili – ha riferito Sordo – basti pensare che solo a Vicenza nel giro di 48 ore sono caduti 45 cm d’acqua, una cosa mai vista nella nostra città. E però, nella tragedia, abbiamo riscoperto un Veneto meno individualista, perché la solidarietà tra la gente è stata davvero incredibile“. “La brutta esperienza ha evidenziato la necessità di dare priorità alla pulizia dei letti dei fiumi e alla manutenzione degli argini, oggi devastatati dalle nutrie e che il mondo agricolo deve poter essere messo in condizione di continuare a svolgere quel ruolo di  salvaguardia del territorio assunto da sempre”.

Divergenze con le altre organizzazioni agricole? Del tutto superabili. 1100 iscritti, 22mila ettari di superficie associata, aziende agricole di piccole dimensioni ma una provincia prima in Veneto per la produzione di latte e terza per quella del vino grazie a strutture cooperativistiche: questa la realtà economica in cui Confagricoltura Vicenza  svolge la propria attività di servizi per le imprese e sindacale. E questo in un momento particolarmente difficile per il settore primario: “la coperta “europea” deve coprire sempre più Stati e quindi si fa sempre più corta” – ha concluso Paolo Sordo -. Da qui la necessità di cogliere l’invito che arriva dal mondo agricolo ad agire uniti con le altre Organizzazioni di categoria per ottenere più risultati. Secondo Sordo, infatti, “le divergenze esistenti sono tutte superabili e riconducibili nell’alveo di una sana e costruttiva dialettica”.

Grazie al gruppo alimentaristi Confartigianato Veneto, anche Argav sostiene il gruppo “Paddi, gioco e benessere in Pediatria”

il "gruppo di lavoro" che ha realizzato la cena di gala benefica ad Alimentazione su Misura, PadovaFiere 8/10/10 (foto Maurizio Drago)

(di Marina Meneguzzi, socio Argav) Grande successo di partecipazione venerdì 8 ottobre scorso alla cena di gala organizzata dal gruppo alimentaristi di Confartigianato Veneto in occasione di Alimentazione su Misura, kermesse che ha visto impegnati dall’8 al 10 ottobre scorso in Fiera a Padova gli artigiani del gusto veneti, guidati a livello regionale e nazionale da Giacomo Deon. Grazie all’ospitalità del socio Argav Andrea Saviane, i consiglieri Argav erano presenti in fiera in occasione del Direttivo dell’associazione e hanno potuto così cogliere l’opportunità di contribuire all’iniziativa benefica partecipando alla cena, i cui proventi sono stati totalmente devoluti al gruppo “Paddi – gioco e benessere in Pediatria”, presieduta dal Dott. Carlo Moretti del Dipartimento di Pediatria dell’ospedale di Padova.

Il direttivo Argav alla cena benefica di Alimentazione su Misura (foto Maurizio Drago, socio Argav)

Di altissimo livello la cena, realizzata grazie al coordinamento di Vasco Mazzari, leader degli alimentaristi dell’Upa di Padova insieme al gruppo alimentaristi Confartigianato Veneto  e in collaborazione con l’Associazione Cuochi di Padova e l’AIS del Veneto.

ARGAV presente alla “due giorni” dell’ARGA Emilia Romagna a Castrocaro Terme e Terra del Sole e a Galeata

Castrocaro con l'imponente Fortezza

(di Maurizio Drago, socio Argav) L’ARGA dell’Emilia Romagna, presieduta da Roberto Zalambani, ha organizzato una “due giorni”  nel territorio di Castrocaro Terme e Terra del Sole e in quello di Galeata. Presenti all’iniziativa anche alcuni soci della nostra associazione veneta e trentina, fra i quali il presidente Fabrizio Stelluto. I giornalisti (una sessantina) sono stati accolti dall’amministrazione comunale di Castrocaro Terme e Terra del Sole (il sindaco Francesca Metri, appassionata del suo territorio, si raccomanda di citare entrambi i paesi, per non ridestare fra gli abitanti  vecchi screzi di territorialità; tra l’altro lei stessa, che è figlia di un castrocarese sposato con una terrasolana, vuole divenire la “garanzia” di imparzialità).

Il gruppo di giornalisti Arga

Tra fortezze, frantoi, terme e festival. Guidati dal “castellano” Elio Caruso, scrittore e presidente della Pro Loco,  il gruppo ha visitato l’imponente fortezza medioevale di Castrocaro riaperta dopo 500 anni di oblio. La simpatia romagnola si è manifestata con la cena contadina preparata dai titolari della Tenuta Pennita di Terra del Sole, preceduta dalla visita in cantina e in frantoio da cui scaturisce dell’ottimo olio di oliva. E, dopo cena, la visita a Palazzo Pretorio con apposita esibizione degli sbandieratori.

Le terme di Castrocaro

Castrocaro, famosa per le terme, è anche famosa per l’annuale festival delle voci nuove. Negli anni settanta si svolgeva nel padiglione, poi esigenze tecniche  hanno spostato l’evento in piazza. L’assessore al turismo Mauro Cacciaguerra ha fatto da guida alle storiche terme promosse dal duce Mussolini che vi stanziava spesso, sono tenute in ottimo ordine, con un ottimo servizio, in attesa dei numerosi utenti che ogni anno stanziano a Castrocaro per le proprietà curative delle sue acque.

I ritrovamenti a Galeata

A Galeata, il 16 settembre apre al pubblico la zona archeologica della villa di Teodorico. Il gruppo dei giornalisti ha visitato poi  il territorio di Galeata, alla scoperta dei recenti ritrovamenti archeologici. L’assessore alla cultura e collega giornalista Paolo Poponessi ha illustrato  l’importante ritrovamento degli scavi della villa di Teoderico e di alcune strade romane. Il 16 settembre verrà aperta al pubblico la zona archeologica della villa di Teoderico. Vale la pena di andare a Galeata anche per visitare il museo di Mambrini, il borgo di Pianetto e la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, l’Abbazia di S. Ellero. Il sindaco di Galeata Elisa Deo ha invitato i giornalisti a pranzo nel Chiostro dei frati minori conventuali.Per chiudere la “due giorni” il presidente Roberto Zalambani ha accompagnato il gruppo alla Tenuta Pertinello, degustando l’ ottimo il suo vino, dal sangiovese al  passito.

20.000 grazie agli amici lettori di ARGAV!

Viaggi studio Argav: la visita dei soci a San Patrignano

San Patrignano, colline a vigneto (foto Maurizio Drago)

(di Maurizio Drago) Lo scorso giugno, un gruppo di giornalisti ARGAV ha visitato  San Patrignano, la piu’ grande comunità terapeutica per il recupero dei tossicodipendenti del mondo, nel cuore della Romagna, a ridosso di Rimini e San Marino. Un tour-press  particolarmente interessante dove per una giornata si è vissuta la vita di oltre 1500 ragazzi tutti dediti a vari lavori, pronti ad uscire dal tunnel della droga.

La storia della comunità. La storia comincia nel 1978 quando Vincenzo Muccioli aveva  accolto nella sua casa  Betty, una ragazza tossicodipendente triestina. Da allora è stata data vita a una grandissima comunità dove oltre 20 mila ragazzi sono passati e sono ritornati alla vita. I giornalisti sono stati accompagnati nella visita da alcuni giovani, quasi tutti ex tossicodipendenti che hanno trovato in San Patrignano la loro casa e il loro lavoro.

San Patrignano, lavoro artigianale (foto Maurizio Drago)

La testimonianza. Come  Luca, meno di 30 anni, ex tossicodipendente. Di lui racconta  ai giornalisti una vita giovanile d’inferno. Il padre sempre occupato e dedito agli affari, la madre ipertesa e lui, solo,  ad affrontare il mondo dove – seppur con tutti gli agi possibili – mancava la presenza dei  genitori che gli dedicassero una benché minima parte del loro tempo. Si era aggrappato all’affetto della sua fidanzata che poco dopo lo aveva abbandonato. Ecco che, solo, iniziò a drogarsi: cocaina, metadone, eroina, spingendosi sempre oltre. “Tanto – era il  pensiero di Luca – sono certo che posso smettere di essere dipendente dalla droga a posso tornare indietro”- Non immaginava invece che era una strada senza ritorno, un processo irreversibile che porta alla distruzione del corpo e della vita. Gli rimaneva la via del recupero. Ma a San Patrignano gli avevano detto: per entrare qui devi decidere e dovrai stare alle regole della comunità. Per Luca ci vollero 8 mesi per decidere di entrare. Gli ci vollero quattro anni di terapia.  Terapia significa scegliersi un lavoro, dall’agricoltura all’artigianato, rispettare le buone regola di convivenza e di rispetto.  E’ uscito finalmente dal tunnel. Ora è responsabile di settore, vuole lavorare nell’ufficio stampa e relazioni.

San Patrignano, lavoro artigianale (foto Maurizio Drago)

I grandi numeri di San Patrignano. I numeri di  San Patrignano sono considerevoli: 370 ettari, 240 solo nella comunità romagnola, altri nelle comunità staccate di Trento, Cecina, Botticello, Talentino, frutto di numerose donazioni.  52 mestieri da scegliere: dall’artigianato artistico, alla pelletteria, ceramica, tessitura, dalla falegnameria, grafica all’allevamento di cani e cavalli. Possibilità di sport e benessere dopo il lavoro.  Una enorme palestra, grandi spazi per i vari giochi. Un centro medico con 50 posti letto, un asilo, scuole, un teatro, strutture abitative, un villaggio con 60 villette… San Patrignano riesce a recuperare il 50 % delle spese con le vendite dei suoi prodotti. Il rimanente 50% è frutto di donazioni e lasciti. La comunità, attualmente coordinata dal figlio di Vincenzo Muccioli, Andrea,  non accetta contributi e denaro dagli ospiti, né dalle loro famiglie.

San Patrignano, I vigneti (foto Maurizio Drago)

Il lavoro nell’agricoltura come terapia. Primeggia soprattutto il lavoro nel mondo primario, l’agricoltura. In particolare la vitivinicoltura, i prodotti lattiero-caseari, gli allevamenti bovini, suini, caprini, la coltura orticola. San Patrignano hauna linea di produzione del vino con  104 ettari di vigneti. Per la coltivazione ci si attiene a un preciso disciplinare. Per le vigne si usa solo rame e zolfo, come facevano i contadini. Non si usano diserbanti né altri prodotti chimici. La cura della vigna è attenta e assidua sino alla raccolta. “Bisogna ritornare a fare i contadini, con il loro concetto, sia pur agevolati dai moderni mezzi tecnologici” sostiene Angelo, responsabile della vitivinicoltura “il rispetto della pianta porta a una incredibile facilitazione nella lavorazione del prodotto”. Il 60% delle cultivar è costituito dal Sangiovese. Le altre sono Chardonnay e Sauvignon . Una produzione di un chilo di uva a pianta. Ci si avvale anche di importanti consulenti esterni come dell’enologo Riccardo Cotarella che gratuitamente si mette a disposizione.Una produzione lodevole e i numeri parlano chiaro. 500 mila bottiglie di vino in un anno vendute in tutto il mondo, con propri marchi e con numerosi riconoscimenti.

San Patrignano, la nascita di un vitellino (foto Maurizio Drago)

Gli allevamenti. Si allevano inoltre bovini, suini e caprini. Il giovane Marco è il responsabile della stalla. 500 capi tra mucche, tori e vitelli. 4 mila litri di latte di alta qualità  munti alle 5 del mattino e alle 5 del pomeriggio. Nella visita con i giornalisti nella stalla non è mancato l’evento di un vitellino appena nato. I ragazzi di San Patrignano si davano da fare  per aiutare il neonato quadrupede a bere  il colostro, il primissimo latte della mamma mucca. Non manca la produzione di formaggi, miele e orticoltura.

Squisito, la fiera del gusto e delle eccellenze. Si chiama Squisito e rappresenta una delle grandi manifestazioni sul mondo del cibo organizzata dai 1600 ragazzi di San Patrignano.  Si tratta di un tema che coinvolge tutta la filiera dell’alimentazione. Lo dice Stefano Bariani, uno dei responsabili che segue l’aspetto della promozione a San Patrignano.  Con lo slogan “ritorno alla semplicità’” Squisito è giunto alla sua settima edizione con un successo crescendo.

San Patrignano, I soci Argav nella mensa con i ragazzi (foto Maurizio Drago)

Al centro della mensa, una sedia vuota. I giornalisti ARGAV hanno poi pranzato nella grande mensa di San Patrignano, insieme con i ragazzi, proseguendo nel pomeriggio nella visita dei vari laboratori. All’inizio della sala una sedia vuota posta nel mezzo della grande tavola. Dinanzi la sedia  la tavola apparecchiata. “Questo è il posto dove si siedeva sempre Vincenzo Muccioli – ci dice un ragazzo – da quando è morto anche questo posto viene preparato. Ogni giorno.  Come se Vincenzo fosse qui, tutti i pranzi e tutte le cene”.  Anche questo è un simbolo di rispetto di un grande uomo che ha dato tutto per i ragazzi di San Patrignano.