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Expo 2015, il vice ministro all’Agricoltura Olivero: “Salvaguardare e coltivare la biodiversità è il messaggio che l’Italia vuole trasmettere al mondo”

da sx Stelluto Olivero Vita

da sx, Fabrizio Stelluto (presidente ARGAV), Andrea Olivero (vice ministro all’Agricoltura) e Mimmo Vita (presidente UNAGA)

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Lunedì 8 settembre scorso i soci ARGAV hanno avuto l’opportunità di incontrare  al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD) Andrea Olivero, vice ministro alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. All’incontro, moderato dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto, oltre ai soci giornalisti e aderenti, era presente anche Mimmo Vita, presidente UNAGA, e naturalmente Efrem Tassinato, nostro anfitrione, nonché tesoriere UNAGA  e principale fautore dell’incontro. Molti gli argomenti affrontati dal vice ministro nel corso della serata: dall’embargo russo ai cambiamenti climatici, dall’Ogm al biologico, all’Expo.

Biodiversità, modello culturale in cui ciascun Paese riconosce la diversità dell’altro. Più famoso oramai alle cronache per gli scandali finanziari che per l’importanza del tema a cui è dedicato, “Nutrire il pianeta, energia per la vita“, l’Expo andrà in scena a Milano da maggio a ottobre 2015. Alla manifestazione, il Governo ha invitato 165 ministri dell’Agricoltura da tutto il mondo, molte le Nazioni partecipanti, tra queste, ha riferito il vice ministro, “hanno aderito molti paesi del Sud-Est Asiatico”. Per quanto riguarda il ruolo del nostro Paese, il vice ministro è stato chiaro, il messaggio che l’Italia vuole trasmettere al mondo attraverso l’Esposizione Universale sarà l’importanza di salvaguardare e coltivare la biodiversità. “L’omologazione dei consumi creata dalla globalizzazione ha fallito perché non è riuscita ad alimentare il mondo, e un modello che cancella coltura e culture non ha futuro“, ha detto Olivero. Che ha aggiunto: “La biodiversità è da tutelare e riconoscere, e non deve essere vista come una chiusura al mondo, bensì un modello in cui ciascun Paese riconosce la diversità dell’altro. La difesa della tracciabilità della produzione ha soprattutto un valore culturale, di cui all’Expo ci faremo paladini, ma non è sufficiente, bisogna fare un ulteriore passo e far capire che la diversità dei prodotti agroalimentari serve a valorizzare le singole comunità rurali. Si tratta di una sfida enorme, perché la maggior parte dei Paesi non la pensa come noi”.

Embargo russo, bio e Ogm. Pur non essendo rose e fiori, il settore agroalimentare è l’unico comparto in Italia che registra un segno positivo nell’export e in occupazione. Per quanto riguarda l’embargo russo all’agroalimentare europeo, che ha creato gravi danni economici, specie al settore dell’ortofrutta, anche in Italia, Olivero ha detto:. “Compensare le perdite per l’Ue non sarà facile, perché c’è un danno diretto – i prodotti agroalimentari invenduti- e indiretto, per cui i prodotti agroalimentari Ue invenduti vengono riversati sul mercato interno causando una caduta dei prezzi”. Una chiosa interessante a questo proposito è arrivata dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto: “Comprare i prodotti a km zero è senz’altro una scelta più conveniente e salutare, ma l’embargo russo ha dimostrato come il mercato, anche italiano, non possa fare a meno della globalizzazione“. Buone notizie invece per i prodotti bio. “In Italia – ha riferito Olivero – il mercato del biologico è in netta controtendenza, sta crescendo con percentuali a 2 cifre, tanto che la l’offerta non arriva a soddisfare la domanda. E questo è un problema, perché non possiamo garantire i prodotti bio importati, con il rischio che s’incrini l’importante rapporto fiduciario tra produttore e consumatore, nel caso quest’ultimo si senta tradito sulla veridicità della produzione da agricoltura biologica”.  Qualcosa si muove anche sul fronte Ogm: “Ci sono segnali interessanti che arrivano dalle multinazionali operanti in agricoltura – ha riferito il vice ministro – , e che registrano una loro inversione di rotta a favore della biodiversità“.

Sviluppo della Rete rurale, importante per la salvaguardia del territorio. Alla domanda del consigliere Cristina De Rossi in merito ai passi che gli agricoltori potrebbero fare per  difendersi dai cambiamenti climatici in atto, il vice ministro ha evidenziato come sia importante cercare di riportare le persone nel territorio, assicurando loro le risorse necessarie per la messa in sicurezza dell’ambiente. Un programma attuabile anche attraverso i Piani di Sviluppo Rurale regionali. A questo riguardo, è stato evidenziato come alcune Regioni non  siano riuscite a spendere i fondi resi disponibili nel periodo 2007-2013. “Colpa della politica, che non ha fatto crescere anche a livello locale una classe dirigente in grado di ben amministrare, ma anche della burocrazia”, ha commentato il vice ministro. Che ha palesato gli sforzi messi in atto dalla task force di uomini voluti dal ministro Martina per cercare di portare all’interno del ministero una maggiore pianificazione e attenzione allo sviluppo dei rapporti con l’estero.

Premiati gli uomini dediti all’agricoltura. Nell’occasione, il vice ministro ha consegnato gli attestati di partecipazione alle aziende agricole e dell’artigianato alimentare nonché ai Consorzi di Tutela del Veneto (qui le foto) che hanno partecipato, attraverso il Circuito Wigwam, presieduto da Efrem Tassinato, alla V Fiera europea dei prodotti regionali svoltasi a Zakopane, in Polonia, lo scorso 10-17 agosto, e che hanno accompagnato la presentazione del progetto sul turismo religioso del Veneto su “La Via di Karol“, che sta incontrando grandissimo interesse sull’asse Polonia-Italia. Al termine dell’incontro, Efrem Tassinato, chef-giornalista, ha deliziato i presenti con pietanze a base di prodotti delle aziende e dei Consorzi di Tutela intervenuti alla serata.

3 ottobre 2014, i soci ARGAV all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie si aggiornano in fatto di “novel food”

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Si intitola “Insetti nel piatto e nanotecnologie” l’interessante incontro organizzato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie in collaborazione con ARGAV a Legnaro (PD), venerdì 3 ottobre, presso la sede dell’Istituto. 

Programma. I soci ARGAV si ritroveranno alle 9.30 in sala Consiglio per l’incontro volto a sondare i nuovi orizzonti della sicurezza alimentare, dall’infinatamente piccolo ai “novel food”. Dopo i saluti di Igino Andrighetto, direttore generale dell’IzsVe,  Antonia Ricci, direttore Dipartimento di Sicurezza Alimentare dell’Istituto, parlerà del ruolo di IzsVe fra legislazione, mercato e tutela del consumatore nell’ambito dei “novel food”. Adesioni entro mercoledì 1 ottobre alla segretaria Mirka (argav@fastwebnet.it cell. 339.6184508).

26 settembre 2014, all’incontro ARGAV-Wigwam sarà presente anche Silvia Benedetti, Segretaria Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati

Silvia_Benedetti_daticameraVenerdì 26 settembre a partire dalle ore 19 è previsto il tradizionale incontro di fine mese dei soci ARGAV al Circolo di Campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD).

Saranno ospiti Silvia Benedetti, Segretaria Commissione Agricoltura Camera Deputati, Giovanna Bon, Vicepresidente ANECA (Associazione Nazionale Esperti Crediti Agrario), Alessandro Mecenaro della Cooperativa Agrimea di Crespadoro (VI) e il cantautore Davide Peron. Nell’occasione, dgusteremo i primi carciofi di montagna raccolti nelle valli dell’Agno e del Chiampo. Il momento conviviale sarà curato, come sempre, da Efrem Tassinato, nostro anfitrione, chef-giornalista e tesoriere UNAGA.

6 settembre 2014, educational ARGAV a Verona in occasione della XIII^ edizione di Soave Versus

foto Versus 2014Sabato 6 settembre 2014, in collaborazione con il Consorzio di Tutela del Soave, è in programma un educational per i soci ARGAV in occasione di Soave Versus, manifestazione enogastronomica organizzata dal 6 all’8 settembre 2014 a Verona,  al Palazzo della Gran Guardia, da Consorzio del Soave, Strada del Vino Soave e Associazione Soave Versus.  L’iniziativa sarà dedicata a “Il fenomeno vino (ma non solo) nel “Veneto dei feonimeni” e si pone  l’obbiettivo di avvicinare ad una conoscenza “ragionata” del vino veneto in molti dei suoi aspetti: organolettici, culturali, promozionali, passando anche attraverso una guida alla degustazione.

Programma. I° sessione: ore 16.00, Saluti di benvenuto, presidente U.VI.VE., Arturo Stocchetti; ore 16.30, “Il Soave oggi”, Giovanni Ponchia; ore 17.00, Sommelier ma non troppo, breve introduzione alla degustazione, Momento pratico di degustazione;  II° sessione: ore 17.30, “Gli Ambasciatori del Gusto” in collaborazione con F.I.C.E., Federazione Italiana Circoli Enogastronomici; “La sfida delle Confraternite e la tutela delle produzioniGiovanni Staccotti, giornalista A.S.A. e Claudio Valente, presidente Coldiretti Verona, “Paesaggio storico e biodiversità” Viviana Ferrario, docente IUAV Venezia, Gianfranco Caoduro, presidente onorario associazione Biodiversity Friend III° sessione: ore 18.15, incontro con i produttori del Soave e del food di Soave Versus. Numero massimo di partecipanti 100, adesioni alla segretaria Mirka Cameran Schweiger.

Domenica 29 giugno 2014, a Padova, il congresso ARGAV

Delegazione ARGAV

Alcuni membri dell’attuale direttivo ARGAV

I giornalisti e gli associati ARGAV si riuniranno a congresso, domenica 29 giugno prossimo, per il rinnovo degli organi dirigenti; l’Assemblea Elettiva si terrà, a partire, dalle ore 10.30 nel Centro Congressi dell’Hotel Piroga a Tencarola di Selvazzano Dentro, in provincia di Padova.

L’ARGAV è l’articolazione locale di UNAGA, gruppo di specializzazione della Federazione Nazionale Stampa Italiana e di cui è presidente, il padovano Mimmo Vita. A presiedere l’ARGAV è invece il veneziano Fabrizio Stelluto, sotto la cui guida sono state avviate molte iniziative, che ne fanno una delle realtà più vivaci in Italia con oltre un centinaio di soci. Ne è stata testimonianza anche il recente successo della giornata di formazione sui temi del dissesto idrogeologico, organizzata sotto l’egida dell’Ordine dei Giornalisti, così l’ormai consolidato programma di incontri mensili al Circolo di Campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco.

La nostra attività dell’ultimo triennio. Negli anni recenti, ARGAV ha saputo qualificarsi come partner informativo degli Assessorati Regionali di riferimento (Agricoltura ed Ambiente), così come media partner di molteplici appuntamenti e, da ultimo, promotore di iniziative di marketing territoriale. Fiore all’occhiello è anche l’annuale premio ARGAV attribuito, in anni recenti, a Marco Paolini, attore; Bepi De Marzi, poeta e musicista; Ilaria Capua, scienziata; Gianni Gaggiani, creatore della community “Grow the Planet”. Molte sono state anche le relazioni intrattenute con realtà agricole ed ambientali. L’appuntamento di domenica sarà quindi l’occasione per fare il bilancio di un quadriennio di lavoro, condotto da un ringiovanito direttivo, al cui interno sono previsti ulteriori innesti di nuove forze, nonostante il difficile momento vissuto dall’accesso alla professione.

Domenica 29/6 convocato anche il Direttivo. In occasione dell’Assemblea dei Soci, alle ore 9,20, sempre presso il Centro Congressi dell’Hotel La Piroga, si terrà anche il direttivo ARGAV, all’ordine del giorno le comunicazioni del Presidente.

 

 

4 giugno 2014, direttivo ARGAV al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD)

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Il prossimo Direttivo ARGAV è convocato mercoledì 4 giugno 2014  alle ore 18,45 nella sede del circolo di campagna Wigwam ad Arzarello di Piove di Sacco. Questo l’ordine del giorno:approvazione verbale precedente; 2°- comunicazioni del Presidente; comunicazione della Segretaria; domande iscrizione nuovi soci; aggiornamento Assemblea Argav con rinnovo cariche direttivo;  programmazione prossime attività,  varie ed eventuali.

 

I soci ARGAV visitano il Delta del Po veneto, quiete carica di emozioni

Soci ARGAV Giardino Botanico Litoraneo Porto Caleri gruppo(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Immersione totale nella natura per i soci ARGAV lo scorso 12 aprile, giornata in cui abbiamo visitato una delle maggiori zone umide del Mediterraneo e d’Europa, il Parco Regionale Veneto del Delta del Po. Ad accompagnarci nella visita, le guide naturalistico-ambientali  Francesco Beltrame, Ilaria Ruggini e Mara Santarato di Co.Se.Del.Po., cooperativa di servizi del Delta di Ariano del Polesine. (Foto in alto, il gruppo di soci ARGAV all’uscita del Giardino Botanico di Porto Caleri)

Ilaria CosedelPo visita soci ARGAV Girardino Litoraneo Porto CaleriLa terra più giovane d’Italia. Prima di iniziare a descrivere la nostra giornata alla scoperta di giardini, vie d’acqua, prodotti tipici e musei, è opportuno inquadrare, seppure a grandi linee, il territorio che abbiamo visitato. Il Delta geografico (a dx nella foto Ilaria Ruggini mentre ce ne illustra le caratteristiche) si estende tra l’Adige a nord e il Po di Goro a sud per 786 chilometri quadrati, di cui oltre 160 occupati da valli e lagune, gli ambienti in cui l’acqua dolce di fiume si mischia a quella salata del mare. Il territorio del Parco comprende 9 comuni: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Viro, Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po, per un totale di oltre 73 mila abitanti. Nonostante sia una delle aree protette più antropizzate, il Parco conserva al proprio interno la maggiore estensione italiana di zone umide tutelate, pari a 120 chilometri quadrati. Il fiume, prima di confluire nel mare, si divide in cinque rami principali e altri rami minori: dal Po Grande o di Venezia, si dirama a nord il Po di Maistra mentre a sud si diramano il Po Piccolo o di Goro, il Po della Donzella o Gnocca e il Po delle Tolle. Il ventaglio di bracci dà vita al Delta attivo, ossia il territorio più recente del Po, tuttora in evoluzione, che interessa per intero il Parco Regionale Veneto e che è il risultato dello scorrere del fiume a partire dal 1604, quando la Repubblica di Venezia, per scongiurare l’interramento della laguna veneziana, praticò il Taglio di Porto Viro (1600-1604), l’opera idraulica di deviazione del corso del Po verso sud. L’opera fu realizzata dove ora sorge Taglio di Po.

 

Giardino Botanico Porto CaleriIl paesaggio del Delta del Po veneto è un alternarsi di ambienti diversi: dopo la campagna, che produce eccellenze orticole come i radicchi e le insalate Igp, si trovano le dune fossili, che corrispondono alle antiche linee di costa. Ecco poi a seguire gli argini e le golene, ossia gli ambienti umidi d’acqua dolce, quindi gli ambienti d’acqua salmastra, le valli da pesca e le lagune con decine di specie ittiche; ed ancora, gli ambienti delle sabbie, gli scanni, ricchissimi di avifauna, dove sono presenti oltre 380 specie di uccelli fra stanziali e migratori. La flora è estremamente varia tanto da includere un migliaio di specie diverse.

Particolare Pini Marittimo Giardino Botanico Porto CaleriNel Giardino della biodiversità. Il nostro tour inizia con la visita del Giardino Botanico Litoraneo del Veneto di Porto Caleri, (foto a sx e in basso)a Rosolina Mare (RO). Il sito, realizzato nel 1991 dal Servizio Forestale Regionale per le Province di Padova e Rovigo, ha lo scopo di proteggere e conservare un ambiente naturale unico e irripetibile, di notevole importanza scientifica per la varietà di habitat e grande interesse turistico per la rigogliosa vegetazione, che offre in ogni stagione di apertura delle splendide fioriture. Percorrendo uno degli itinerari interni (in tutto 4 km) lungo passerelle in legno e ponticelli, abbiamo osservato i diversi ambienti che, con i propri microclimi, danno vita a una grande varietà di piante e fauna.

Soci ARGAV Giardino Botanico Porto CaleriDalla pineta, composta da pini marittimi e domestici, non autoctoni, piantati negli anni ’40/50 del secolo scorso per difendere dalla salsedine le colture interne, e destinati ad essere soppiantati in futuro da piante spontanee come i lecci, oggi sottobosco, si passa alle zone umide d’acqua dolce, dove ci sono piccoli stagni in cui è stata scoperta una popolazione del rarissimo pelobate fosco italiano, un piccolo rospo considerato la specie di anfibio a maggior rischio di estinzione in Italia, oggi per fortuna scongiurata, vista la consistente proliferazione in loco. Pochi passi e si raggiunge la macchia, dove è protagonista il ginepro, e poi le dune consolidate, ricoperte da un tappeto di muschi e licheni nonchè piante aromatiche i cui profumi aleggiano nell’aria. Si arriva quindi alla spiaggia e alle prime dune: a ridosso del mare, la vegetazione è quasi assente causa la salsedine e l’azione del vento, salvo la presenza di piante pioniere, molto adattabili. Avviandoci verso l’uscita, incontriamo gli ambienti salmastri prossimi alla laguna, le barene, isolotti periodicamente sommersi dall’alta marea ricoperti da una fitta vegetazione di pianti perenni, come il limonium, che a fine agosto colora di viola il paesaggio. Per chi desidera visitare il Giardino, il sito è aperto da aprile a ottobre, mar-giov-sab-dom e festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, ingresso euro 2,50, possibilità di visite guidate alle ore 10.30 e alle 16.30.

Il Delta nel piatto. Terminata la visita al Giardino, partiamo alla volta di Santa Giulia, graziosa frazione di pescatori in prossimità della foce del Po di Gnocca o della Donzella. Il nome di questo ramo del Po rievoca la romantica leggenda di una nobildonna vittima di un amore impossibile per un pescatore e che si gettò per questo nelle acque del fiume. Ancora qualche chilometro e arriviamo in località Bacucco, comune di Ariano nel Polesine, per una sosta ristoratrice nel caratteristico ristorante “Il Bilancione”.

Michela Crepaldi titolare Il Bilancione

Michela Crepaldi

Ristorante Il Bilancione Gorino SullamIl locale, (foto in basso) aperto da circa un anno, gode di una magnifica posizione, essendo sospeso sul canale del Po di Gnocca e collegato all’argine da un pontile, e deve il nome alla presenza di una grande “rete a bilancia”. Serviti di tutto punto dalla giovane titolare Michela Crepaldi e da Isabella, gustiamo alcune ricette della migliore tradizione culinaria valliva: antipasto di cozze e vongole, risotto di pesce, frittura mista e anguilla ai ferri (prezzo medio antipasto, primo e secondo 3o euro a persona bevande incluse, dai 30 posti in inverno ai 50 posti in estate grazie allo spazio fronte canale, chiuso il lunedì, consigliabile la prenotazione 333-1798064).

Soci ARGAV gita barca Po di GnoccaNella Sacca di Scardovari, 1500 pescatori di cui metà donne. Dal ristorante, ci imbarchiamo per un’escursione alla scoperta della Sacca di Scardovari (foto a sx) e dei “frutti” che qui sono coltivati: vongola verace e cozza del Delta, quest’ultima, unica in Italia ad avere il marchio Dop e che rappresentano, insieme al riso Carnaroli, un’eccellenza della “terra d’acqua”. Ad accompagnarci nell’affascinante escursione tra i canali, i pescatori Alberto Barini (338.9730072) e Luca Massarenti (339.4316864), della Cooperativa Pescatori Ariano, che affiancano alla pesca l’offerta di pescaturismo (uscite in barca per l’osservazione dell’attività della pesca oppure per birdwatching, costo da 2/5 persone 75 euro, oltre 5 persone 15 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini). “Il lavoro di pescatore è duro e nella Sacca di Scardovari, laguna di 6.500 ettari, coinvolge circa 1500 persone, di cui metà donne“, spiega Alberto. Che aggiunge: “Ci si alza verso le 5 del mattino per andare a rastrellare le cozze e le vongole negli “orti”, i luoghi di coltura di vongole e cozze, oppure in laguna, e per farlo indossiamo delle mute”. Per assaggiare queste prelibatezze, oltre che nelle trattorie e nei ristoranti della zona, ci sono le sagre dedicate ai prodotti tipici, che hanno inizio con la bella stagione, prima tra queste, la sagra della cozza di Santa Giulia, che si tiene dal 22 al 25 maggio 2014 (maggiori info Pro Loco di Porto Tolle, tel. 0426.247276).

Magazzino Riso Alluvione 1966Un pescatore filosofo. Tra le tante curiosità inerenti al Delta di cui Alberto ci mette a conoscenza durante l’escursione in barca, tra cui ad esempio, il fatto che il tratto da noi percorso prima della grande alluvione del 1966 ospitava risaie (oggi rimane il magazzino del riso semidiroccato, foto in alto), c’è anche il tempo per lui di costruire in pochi minuti una barchetta con le foglie delle canne palustri, e Angela Cameran con barca di canna palustrequesto per la gioia di Angela (foto a dx), la nipotina della segretaria ARGAV Mirka Cameran e del socio Gianni Schweiger, divenuta la nostra mascotte.

Sala macchine Museo BonificaMara CosedelPo Museo BonificaUn’idrovora in stile Liberty. Terminata l’escursione, riprendiamo l’itinerario in auto verso l’ultima tappa della giornata, percorrendo la Strada della Bonifica, tra il Po di Goro e il Po della Donzella, fino al grande Museo Regionale della Bonifica Cà Vendramin a Taglio di Po, dove ci aspetta Mara Santarato (nella foto a dx in basso). La bonifica del Delta del Po rappresenta una vera e propria chiave di lettura del territorio deltizio, sia perché ha contribuito a disegnare il delta moderno, sia per l’importanza degli effetti sugli aspetti sociali ed economici, in quanto tutte le attività oggi presenti nel Delta devono il proprio sviluppo a questa grande opera di prosciugamento: scoprire l’ex impianto idrovoro “Cà Vendramin”, realizzato nei primi anni del 1900 e dismesso sessant’anni dopo in quanto obsoleto, ed oggi stupendo esempio di archeologia industriale significa scoprire le origini di questa terra (aperto da marzo a ottobre, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00 chiuso il lunedì (intresso 2 euro, ridotto 1 euro, gratuito per bambini con età inferiore ai 12 anni).

Consegna penna ricordo ARGAV a Francesco Beltrame CosedelPoMirka e Francesco BeltrameVisitare il Parco, da soli o con la guida. Il Parco Regionale Veneto del Delta del Po è una terra facile da visitare, oltre che con i mezzi classici – auto, camper, moto – anche a cavallo e in bicicletta, oltre naturalmente che in barca. A questo proposito, sono numerosi gli itinerari naturalistici, fluviali e terrestri, nonché i percorsi culturali che il Parco propone ai visitatori. Se vi piace organizzare la vacanza in modo autonomo, potete trovare materiale informativo utile al Centro Visitatori del Parco di Porto Viro, sorta di “porta d’accesso” al Delta, ubicato all’uscita di Porto Viro lungo la S.S Romea. A chi preferisce affidarsi all’ausilio di una guida, Co.Se.Del.Po, organizza visite guidate naturalistico-ambientali e proposte didattiche per le scuole di mezza giornata o una giornata intera. Per maggiori informazioni, potete contattare Francesco Beltrame, che vediamo nelle foto con i consiglieri Emanuele Cenghiaro e Marina Meneguzzi e la segretaria Mirka mentre riceve la penna ricordo ARGAV, al numero 329-4248555 o scrivere all’indirizzo email cosedelpo@libero.it.

Sabato 12 aprile 2014, i soci ARGAV visitano il Parco Delta del Po Veneto

foto Parco Delta del Po Veneto

foto Parco Delta del Po Veneto

Grazie alla collaborazione di  Co.Se.Del.Po., cooperativa di servizi del Parco Delta del Po Veneto, i soci ARGAV avranno modo di visitare sabato 12 aprile 2014 un ambiente naturale unico e irripetibile, sospeso tra cielo e terra.

Programma. Ore 10.00 Incontro con la Guida del Parco presso il Giardino Botanico Litoraneo del Veneto di Porto Caleri (Rosolina). Ore 11.30. Arrivo a Santa Giulia,  frazione di pescatori in prossimità della foce del Po della Donzella. Ore 12.00 circa. In località Bacucco, escursione in barca alla  scoperta della Sacca di Scardovari e dei frutti che qui sono coltivati: vongola verace e cozza del Delta. Ore 13.30 Pranzo (a costo sostenibile) presso il ristorante “Il Bilancione”. Ore 15.00/15.30. Attraverso la Strada della Bonifica, tra Po di Goro e Po della Donzella, arrivo al Museo Regionale della Bonifica Cà Vendramin. Ore 16.00/16.30. Termine della visita e rientro.

28 marzo 2014, all’incontro ARGAV-Wigwam si parla di sostenibilità ambientale (Foresta del Cansiglio) e politica agricola (Silvia Benedetti M5S). Interludio musicale di Erica Boschiero.

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Venerdì 28 marzo 2014, alle ore 19 in punto, si terrà il consueto appuntamento informativo mensile ARGAV al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD).

Programma. Argomento principe della serata sarà il progetto di sostenibilità ambientale della Foresta del Cansiglio. Avremo inoltre la possibilità di confrontarci con Silvia Benedetti, M5S-Segretaria Commissione Agricoltura Camera Deputati ed  ascolteremo  Erica Boschiero, cantautrice con spettacolo e CD “Monti Pallidi”. La parte conviviale sarà, come sempre, a cura di Efrem Tassinato, nostro anfitrione, giornalista-chef, tesoriere UNAGA e socio ARGAV (invitiamo i frequentatori di queste serata ad iscriversi, ad un costo molto sostenibile, al Circolo Wigwam).

 

Pasta Zara, successo “glocal” italiano, investe nei mercati di Nord Africa e Medio Oriente e assume in Italia

Stabilimento pastificio zara

Particolare interno stabilimento Pasta Zara di Riese PIo X (TV)

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Nella marca trevigiana c’è una azienda che conferma ancora una volta come l’agroalimentare sia attualmente l’argine in grado di salvare l’economia italiana dal dilagare della crisi. Si tratta di Pasta Zara di Riese Pio X, azienda fondata più di un secolo fa dalla famiglia Bragagnolo che, nel giro di quattro generazioni (qui le tappe), ha saputo trasformare un piccolo laboratorio di pasta artigianale in un’azienda di dimensioni mondiali.

Gruppo soci ARGAV pastificio Zara

Gruppo soci ARGAV in visita al pastificio Zara

Marco Prosdocimi, responsabile controllo qualità Pasta Zara

Marco Prosdocimi, responsabile controllo qualità Pasta Zara

Nel proprio Dna, l’export. Lunedì 10 marzo scorso i soci ARGAV hanno avuto la bella opportunità di visitare l’azienda, accolti dal presidente Furio Bragagnolo, insieme a Giovanni Bertizzolo, responsabile comunicazione e a Marco Prosdocimi, responsabile controllo qualità.  Ecco qualche cifra per far capire l’importanza dell’azienda: un fatturato di 235 milioni di euro nel 2013 (+ 14% circa rispetto al 2012, 92% estero, 8% Italia), tre stabilimenti, tutti in Italia (Riese in Veneto, Muggia in Friuli Venezia Giulia e Rovato in Lombardia) aperti 362 giorni l’anno (con il placet sindacale) e che producono a ciclo continuo 22 linee di pasta, 384 dipendenti. Ed ancora, il 14,5% della pasta secca italiana consumata nel mondo è prodotta da Pasta Zara, un risultato che mette l’azienda al primo posto tra gli esportatori italiani di pasta, con il proprio marchio e con la produzione per altri marchi (private label), e al secondo posto tra i produttori in Italia. Pasta Zara è da sempre orientata all’export, fin da quando nel 1932 scelse la Dalmazia, allora veneta, per approcciare il mercato dell’est, esperienza poi conclusa dopo la II^ Guerra Mondiale e la confisca di Tito ma rimasta indelebile nel nome della compagnia. Oggi, l’azienda è presente in 108 Paesi conquistati dai Bragagnolo, prima Umberto, poi Franco ed oggi Furio, palmo a palmo, con un serrato lavoro “porta a porta” e la partecipazione a fiere. “Intendiamo rafforzare il mercato italiano, ma il nostro futuro guarda soprattutto verso il Medio Oriente e il Nord Africa, dove ad Alessandria d’Egitto stiamo aprendo un ufficio commerciale, e prevediamo un ulteriore sviluppo nei Paesi dell’Est Europa“, ha raccontato ai soci ARGAV Furio Bragagnolo.

Bragagnolo e Stelluto

da sx, Fulvio Bragagnolo, presidente Pasta Zara riceve da Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, la penna ricordo ARGAV

Produzione pasta Zara 2

Pasta Zara, particolare produzione

Proiettati nel domani. La famiglia Bragagnolo (oltre a Furio in azienda lavorano i fratelli Arianna, Umberto e Franca), ha sempre investito in uomini e prodotti. Va in questo senso la bella notizia di una cinquantina di prossime nuove assunzioni tra Muggia, lo stabilimento più nuovo ed avanzato del gruppo in fatto di capacità produttiva e Rovato. Quest’ultimo stabilimento è stato acquisito nel 2010 per dare all’azienda uno sbocco ad ovest attraverso il vicino porto di Genova. Senza l’intervento dei Bragagnolo lo stabilimento sarebbe stato chiuso mentre così sono stati salvati 90 posti di lavoro e create le condizioni per una crescita ulteriore. Per quanto riguarda i prodotti, sottoposti a continui e accurati controlli, in collaborazione con le Università di Padova e Bologna sono in via di sviluppo diverse innovazioni volte a intercettare nuove nicchie di mercato, tra cui una pasta più ricca di fibre ma dalla classica colorazione dorata, una pasta “salutista” ricca di omega 3 ed una pasta più proteica grazie all’impiego di farina di fagioli. Importante anche la ricerca di una sempre maggiore sostenibilità aziendale: compiendo una scelta oggi lungimirante, dal 2008 Pasta Zara trasporta in treno le semole dal sud Italia ai 3 stabilimenti e fa largo impiego di energie rinnovabili grazie alla presenza di impianti fotovoltaici sui tetti degli stabilimenti (a Riese viene prodotto l’80% circa di energia, a Muggia il 55%, mentre lo stabilimento di Rovato è agli albori).

Contraffazione alimentare, i pacchi di pasta polacchi che ricordano nell'imballo la pasta Zara

Contraffazione alimentare, i pacchi di pasta polacchi che ricordano nell’imballo la pasta Zara

Successo del made in italy, il rovescio della medaglia. Si chiama “Italian sounding“, ovvero l’utilizzo fraudolento di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia – ma che non hanno niente a che fare con il Bel Paese – per promuovere e vendere prodotti di qualità, nella migliore delle ipotesi, inferiore a quella italiana. E di recente, proprio nell’Est europeo, in Polonia, pasta Zara ha registrato degli episodi di contraffazione del marchio. “E’ un problema serio per l’Italia . ha commentato Bragagnolo – perché ci vengono sottratte quote importanti di mercato, purtroppo all’estero non è obbligatorio mettere nell’etichetta la zona di produzione, e questo ci penalizza fortemente”.

Dino Baggio Andrea Casellato ristorante Fior Castelfranco

da sx Dino Baggio e Andrea Casellato ristorante Fior di Castelfranco

Gustoso assaggio. La visita dei soci ARGAV è terminata con un assaggio di pasta Zara, preparata in modo eccellente all’interno dello stabilimento in una cucina a vista dallo chef Andrea Casellato e servita di tutto punto da Dino Baggio, entrambi del rinomato ristorante Fior di Castelfranco Veneto (TV).