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Previsioni meteo nel Veneto, sinergia tra Regione, ARPAV e imprese turistiche per un’informazione corretta e certificata. Ed il 28-29 maggio 2016, porte aperte ai visitatori al Centro Meteo di Teolo (PD).

700-2016 - assessore all'ambiente a sx e assessore al turismo a dx

Gli assessori regionali all’Ambiente e al Turismo presentano il nuovo servizio meteo del Veneto

Cambia il servizio di previsioni meteo nel Veneto, grazie alla collaborazione tra Regione, ARPAV (Agenzia per la prevenzione e protezione ambientale), associazioni di categoria e i consorzi di imprese del turismo. Che d’ora in avanti diffonderanno, in forza di un protocollo d’intesa, informazioni sul tempo – e non solo – attendibili, certificate e predisposte sulla base di dati tecnici e di rigorosi criteri di scientificità, seppur in una materia che sconta inesorabilmente i limiti della predicibilità.

Cosa cambia. L’iniziativa, concretizzatasi dopo mesi di lavoro, è sancita da una deliberazione della Giunta regionale del 17 maggio scorso, in base alla quale si dà vita a un sistema integrato di previsioni meteorologiche, allergeniche e della qualità delle acque di balneazione curate da ARPAV e diffuse anche attraverso gli strumenti informativi propri delle strutture ricettive e delle aziende che compongono l’organizzazione turistica veneta. In sintesi, le novità sono: predisposizione di tre aggiornamenti quotidiani (alle ore 9, 13 e 16, sette giorni su sette, tutto l’anno) dei  bollettini dell’ARPAV per il turismo Veneto: Meteo Spiagge, Dolomiti Meteo, Meteo Garda; servizi disponibili anche in inglese, tedesco e francese; previsioni effettuate su 18 aree meteoclimatiche omogenee; la costa veneta è stata suddivisa in tre aree (settentrionale, centrale ed orientale) per valutare in modo circostanziato le condizioni locali; presenza nel portale del turismo veneto (www.veneto.eu) di informazioni anche sulla qualità delle acque di balneazione e sui pollini; possibilità per le aziende turistiche di fruire di tutte le informazioni meteo o di parte di esse, in base alla zona e alle domande della clientela, ottenendole automaticamente da ARPAV on line, costruendo un’informazione meteorologica specifica per le proprie applicazioni.

Ai turisti, previsioni più precise. “Vogliamo dire stop alla disinformazione che ha danneggiato le imprese turistiche e che ha anche fuorviato gli ospiti e i visitatori delle nostre località – ha detto l’assessore regionale al turismo – e lo facciamo valorizzando e potenziando il servizio di ARPAV, di un’agenzia che rappresenta un’eccellenza e una risorsa per il Veneto e per i veneti. Questi nuovi servizi informativi consentiranno di programmare meglio e in piena sicurezza le vacanze e saranno utili anche agli escursionisti, veneti e non, che grazie agli aggiornamenti più frequenti e alle previsioni più circostanziate, riusciranno a pianificare adeguatamente le proprie uscite”.

Un servizio meteo certificato. “Ben poche agenzie regionali dispongono di un servizio meteorologico efficiente e dotato come quello del Veneto – ha ribadito l’assessore regionale all’ambiente – che, pur rinnovandosi costantemente dal punto di vista tecnologico, può far leva sulla lunga esperienza acquisita e sulla professionalità dei suoi operatori. L’ARPAV, svolgendo un’attività rispondente agli standard dell’organizzazione meteorologica mondiale, assicura dei servizi certificati, rispondenti a quella logica di terzietà che, in un ambito come quello delle previsioni, è indispensabile”.

28-29 maggio, porte aperte all’Arpav. Il  direttore del servizio meteo dell’ARPAV, Marco Monai, ha sottolineato l’importanza e la correttezza di specificare sempre il grado di attendibilità delle previsioni, precisando che l’agenzia veneta si limita ai quattro giorni successivi a quello di elaborazione, in quanto quelle a lungo termine hanno un elevato margine di errore. Chi desiderasse visitare il Centro di Teolo dell’ARPAV, sono ancora disponibili posti nei turni 9.00-11.00 e 11.15-13.15 di sabato 28 maggio e nel turno 9.00-11.00 di domenica 29 maggio; basta compilare e inviare la seguente scheda http://www.arpa.veneto.it/servizi-ambientali/comunicazione/porte-aperte-allarpav-2016.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Bilancio 2015, Ambiente: 1,5 milioni ai comuni per bonifica e smaltimento amianto, 2 milioni di euro all’Arpav per il controllo ambientale del territorio

inquinamentosUn emendamento della giunta regionale del Veneto alla legge di stabilità, approvato dal consiglio, assegna un contributo straordinario di 1,5 milioni di euro da destinare agli enti locali per interventi di bonifica e smaltimento dell’amianto presente negli edifici pubblici.

Verifica stato di conservazione di coperture in amianto. L’assessore all’Ambiente, Maurizio Conte, ha spiegato che la problematica si pone in termini non tanto di presenza dell’amianto negli edifici pubblici, quanto dello stato di conservazione di coperture o altre strutture in amianto. La priorità sarà quindi rivolta alla verifica di questo aspetto. E’ iniziato un percorso con la mappatura effettuata dall’ARPAV (a cui è stato assegnato, con un altro emendamento, un contributo straordinario di 2 milioni di euro per la sostituzione e l’ammodernamento della strumentazione e dei dispositivi impiegati per i controlli ambientali), che bisognerà completare ora sollecitando la risposta da parte di quegli enti che ancora non l’hanno fatto. Grazie al reperimento di 500 mila euro, in collaborazione con l’ANCI le risorse sono state destinate ad interventi di bonifica e smaltimento di tutti i comuni che ne hanno fatto richiesta.

Rimane però in sospeso lo smaltimento dell’amianto rimosso. Le risorse stanziate con questo emendamento – ha detto l’assessore – potranno servire, sulla base delle priorità indicate dal territorio, per continuare questo percorso che comunque non è l’unico ma va ad integrarsi, ad esempio, con gli interventi strutturali realizzati sulle scuole nell’ambito dei lavori pubblici, con il sostegno finanziario dello Stato, e che comprendono nella pianificazione anche l’eliminazione dell’amianto, se presente. Resta in sospeso invece – ha concluso l’assessore – l’individuazione di siti sul territorio regionale o di altri impianti che garantiscano lo smaltimento dell’amianto rimosso, non avendo il consiglio ancora approvato il nuovo piano dei rifiuti.

Fonte: Regione Veneto

Nel web di Arpav gli Open Data dell’ambiente veneto

La radioattività nei fanghi e nei reflui dei depuratori urbani, le precipitazioni e i livelli delle falde acquifere nelle ultime 48 ore ma anche la concentrazione degli inquinanti nell’aria e l’elenco delle aziende a rischio di incidente rilevante sono solo alcuni esempi del “pacchetto” di dati “aperti” che ARPAV mette a disposizione di tutti nel proprio sito internet.

I dati “aperti” o OPEN DATA sono dati “grezzi” che possono essere liberamente utilizzati, elaborati e distribuiti da chiunque, senza limiti di copyright o brevetti, con l’unico vincolo di citarne la fonte. La pubblicazione degli OPEN DATA è prevista dal Codice dell’Amministrazione Digitale. In questo modo l’enorme patrimonio informativo di ARPAV, grazie alle tecnologie info-telematiche, può essere utilizzato sia per rendere l’Amministrazione più trasparente, sia per elaborazioni in ambiti differenti da quelli per i quali sono stati raccolti, finalizzate allo sviluppo di prodotti e servizi.  Gli OPEN DATA di ARPAV, prodotti e validati dall’Agenzia stessa, sono articolati per matrici: agenti fisici, atmosfera, clima, idrosfera, industria, pollini allergenici, rifiuti e suolo. La pubblicazione delle banche dati è in continuo aggiornamento.

(Fonte: Asterisconet.it)

Arpav: approvata commissione d’inchiesta sulla gestione amministrativa

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità il Progetto di Legge presentato dai consiglieri Piero Ruzzante (PD) e Pietrangelo Pettenò (FSV) per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla gestione amministrativa dell’ARPAV.

Esaminata l’attività a partire dal 2000. Il progetto prevede che la Commissione, che sarà composta da 9 consiglieri (8 di maggioranza e 4 di opposizione), abbia il compito di acquisire dati e informazioni riguardanti l’attività gestionale dell’Arpav a decorrere dall’anno 2000 sino alla fine della scorsa legislatura. In particolare saranno analizzati tipologia e costi per consulenze e contratti di collaborazione, delle analisi di laboratorio affidate all’esterno, della gestione amministrativa del personale, i costi e le procedure connessi alla realizzazione della nuova sede regionale e di quelli per la ristrutturazione delle sedi decentrate e infine verranno analizzati gli acquisti di beni e servizi.

Azione di analisi, non di perseguire. Per quanto riguarda il funzionamento della commissione, sarà compito dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio assicurare il personale, i mezzi e le strutture. “Il fatto che il progetto di legge sia stato approvato all’unanimità – ha dichiarato Costantino Toniolo, relatore del provvedimento – sottolinea la volontà del Consiglio di voler far chiarezza sui motivi per i quali si è venuta a creare questa situazione di difficoltà economica. Si tratta di un atto di responsabilità e di trasparenza del Consiglio regionale per tutelare la credibilità di una struttura importante e strategica per la sicurezza dell’ambiente, ma anche e soprattutto per la salute dei cittadini. Vorrei sottolineare – ha concluso Toniolo – che lo spirito di questo provvedimento non è certo quello di perseguire alcunché, compito che spetta alla Magistratura, ma solo quello di analizzare errori, carenze o manchevolezze sulla base dei quali fare delle valutazioni e avviare quei correttivi che rendano Arpav più efficiente”. Nel corso del dibattito sono intervenuti Piero Ruzzante, Stefano Fracasso, Pietrangelo Pettenò, Antonio Pipitone, Piergiorgio Cortelazzo, Diego Bottacin e Nicola Finco.

(fonte Asterisconet.it)

Agrometeo: da Arpav un nuovo bollettino per l’agricoltura

foto Arpav

Da qualche settimana il Dipartimento per la Sicurezza del Territorio di ARPAV, in collaborazione con il Servizio Fitosanitario Regionale e Veneto Agricoltura, ha dato il via alla divulgazione di informazioni tecniche sulle colture erbacee tramite la pubblicazione di un bollettino specifico.Questo strumento per la razionalizzazione dell’attività agricola vede la luce dopo anni di verifiche e di varie applicazioni specifiche.

Le informazioni, suddivise in quattro aree territoriali, analizzano i periodi ottimali di semina delle colture primaverili – estive con particolare attenzione al mais, valutano eventuali rischi nelle prime fasi di sviluppo dovute ai parassiti ed i momenti utili per gli interventi di diserbo. Questi ed altri aspetti legati alle colture erbacee pubblicati nel bollettino sono affiancati da un servizio di allerta via SMS. Il bollettino è disponibile alla pagina internet www.arpa.veneto.it/upload_teolo/agrometeo/index.htm cliccando su “colture erbacee”. Chi fosse interessato a ricevere i messaggi di allerta via SMS può registrarsi (a titolo gratuito) fornendo il proprio numero di cellulare attraverso una mail all’indirizzo bollettino.erbacee@venetoagricoltura.org o chiamando il numero dedicato 0498293847.

(fonte Asterisco Informazioni)

Ue: lotta integrata obbligatoria dal 2014

La nuova normativa europea sui pesticidi impone grandi cambiamenti sull’uso dei fitofarmaci, ovvero di tutti quei prodotti, sintetici o naturali, che vengono utilizzati per combattere le principali avversità delle colture (malattie, parassiti, ecc.). La novità più rilevante consiste nell’obbligatorietà della lotta integrata almeno a partire da gennaio 2014.

Una difesa fitosanitaria a basso apporto di pesticidi. La direttiva stabilisce infatti di adottare tutte le misure necessarie per incentivare una difesa fitosanitaria a basso apporto di pesticidi, privilegiando il più possibile i metodi non chimici, affinché gli operatori del settore utilizzino prodotti solo se e dove serva scegliendo quelli a minor impatto. Considerata la modesta redditività delle colture erbacee, sono necessari degli strumenti di lotta a basso costo, che consentano innanzitutto di individuare in modo sufficientemente affidabile solo quando si presenta la necessità di strategie di controllo.

Un nuovo servizio informativo per imprenditori agricoli e tecnici del settore. A questo scopo Veneto Agricoltura in collaborazione con ARPAV e Servizio Fitosanitario Regionale ha avviato un nuovo servizio di informazione sulle problematiche delle colture erbacce (principalmente il mais), utilizzando, oltre alle metodiche tradizionali, la diffusa rete di rilevamento ambientale e le proprie aziende pilota, presenti sul territorio. L’innovativo servizio, rivolto in primo luogo agli imprenditori agricoli e ai tecnici del settore, fornirà informazioni sulle principali attività di monitoraggio (ad esempio allerterà nell’eventualità di attacchi di organismi dannosi) e sull’andamento dello sviluppo delle colture, al fine di permettere agli imprenditori agricoli tempestività di azione, fondamentale in caso di attacchi inaspettati, e quindi efficacia. Tutto questo è in linea con quanto richiesto dall’Unione Europea con le nuove normative che tendono, come detto, alla tutela della salute e dell’ambiente. I bollettini e tutti i dettagli sono disponibili sul sito www.venetoagricoltura.org.

Info: tel. 049/8293847; e-mail: bollettino.erbacee@venetoagricoltura.org

(fonte Veneto Agricoltura)

Valorizzazione dei sarmenti di vite nella Marca Trevigiana

Marco Abordi, Coordinatore regionale giovani Fare Ambiente Veneto

Valorizzare le potature da vite in modo compatibile con l’ambiente e la salute umana è possibile: questo il principale risultato del convegno “Valorizzazione dei sarmenti di vite nella Marca Trevigiana” tenutosi lo scorso 20 marzo a Motta di Livenza (Tv) e organizzato da Fare Ambiente Veneto e dalla locale associazione culturale “Laboratorio Livenza”.

Obiettivo del convegno. Il recupero di ingenti quantità di biomassa legnosa che residuano dalla potatura della vite e dei fruttiferi può contribuire alla differenziazione dell’approvvigionamento energetico e alla riduzione della produzione di gas serra, così come accade per le biomasse forestali, e va certamente valutato in un’ottica positiva.  Inoltre l’utilizzo di questa biomassa può rappresentare una soluzione quando motivazioni fitosanitarie consiglino la rimozione dei sarmenti in alternativa alla trinciatura “a perdere” (va ricordato che in Veneto la bruciatura in campo non è più consentita).

sarmenti da vite

I temi trattati. Il tema del recupero dei sarmenti a fini energetici è stato affrontato nel convegno  in chiave di fattibilità tecnica, economica e ambientale, con una disamina delle tecnologie attualmente disponibili per il recupero degli scarti di potatura, con la valutazione puntuale dei costi di raccolta e trasporto e con la verifica qualitativa delle emissioni in atmosfera derivanti dalla loro combustione i residui nelle ceneri e i possibili finanziamenti.

I relatori. Numerosi e di particolare interesse per il folto pubblico presente gli interventi dei relatori al convegno. Tra questi, Marino Berton dell’Associazione Italiana Energie Agroforestali (AIEL), Giustino Mezzalira di Veneto Agricoltura Tiziano Vendrame dell’ARPAV, che ha illustrato le relative emissioni in atmosfera, i rappresentanti dell’Osservatorio regionale sul compostaggio, che hanno illustrato le possibili alternative verso il compost, Enzo Mescalchin della fondazione Edmund Mach, fautori di un recente studio sui residui nelle ceneri, Bruno Tolfo della Cooperativa Agricola Livenza, che ha illustrato i risultati dell’esperienza diretta dei soci della cooperativa e Massimiliano Rossi della Regione Veneto, che ha illustrato i possibili finanziamenti a disposizione dalla regione.

Una risorsa destinata a una filiera corta e locale. “Stabilito che la ricerca e la sperimentazione sono a uno stato ormai più che avanzato”, ha spiegato il Coordinatore regionale di Fare Ambiente Marco Abordi, “ora è tempo di agire sulla realizzazione di impianti per l’alimentazione di edifici pubblici (scuole, palestre, piscine ecc.) o piccoli quartieri, in modo da legare la risorsa alla valorizzazione in una filiera corta e locale”. E’ fondamentale che, prima di calare sulla testa dei cittadini dei progetti pre-confezioneti, si attivi un processi d’informazione e partecipazione pubblica, per spiegare i reali rischi per l’ambiente e la salute umana, attivando un processo che porti alla condivisione del progetto senza causare falsi allarmismi e disinformazione”.

(fonte Fare Ambiente)