
Quasi 5.000 euro raccolti, due serate, tante persone, volontari e imprese del territorio unite attorno a un’idea tanto semplice quanto profondamente veneta: trasformare il piacere di ritrovarsi per “un’ombra” in un gesto concreto di solidarietà. È il risultato della prima edizione di “Na ombra par tutti”, nuovo format solidale nato da un’idea di Massimiliano Rossetto, presidente del circolo culturale e ricreativo Drio al Monte di Teolo (Padova) e costruito insieme a Braccio di Ferro RfE – Ricky for Ever ETS, associazione presieduta da Elisa Grenci.
Le due serate del 26 giugno e dell’11 settembre scorso, ospitate da Drio al Monte sui Colli Euganei, hanno portato a una raccolta complessiva di 4.647 euro, destinata a Braccio di Ferro per sostenere i propri progetti rivolti ai bambini e alle famiglie delle Cure Palliative Pediatriche dell’Hospice pediatrico di Padova. Ma dietro a questo numero c’è soprattutto la storia di un territorio che ha risposto all’appello. A rendere possibile questo risultato è stata infatti una rete di aziende e realtà venete che hanno scelto di sostenere il progetto non soltanto economicamente, ma mettendo a disposizione prodotti, materie prime e specialità di alta qualità espressione del territorio, insieme alle proprie competenze, al proprio tempo e alla voglia di essere parte attiva dell’iniziativa.
Un coinvolgimento che ha permesso di trasformare due semplici serate conviviali in qualcosa di molto più grande: un progetto capace di creare comunità e di restituire valore al territorio attraverso la solidarietà. Rossetto, ideatore del format, racconta: «L’idea era tanto semplice quanto ambiziosa: partire da qualcosa che appartiene alla nostra terra e al nostro modo di stare insieme e provare a trasformarlo in qualcosa di più grande. Vedere aziende, volontari, amici e tante persone rispondere con questa partecipazione ci dice che la strada è quella giusta. Dietro ai soldi raccolti ci sono soprattutto persone che hanno scelto di esserci”.
Il risultato della prima edizione è stato condiviso venerdì 18 settembre scorso proprio a Drio al Monte, in un momento dedicato agli sponsor e alle realtà che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, con la consegna degli attestati di ringraziamento e una fotografia simbolica della rete che ha reso possibile tutto questo (vedi foto in alto). Ad accompagnare “Na ombra par tutti” fin dalla sua apertura è stata anche la consigliera regionale Eleonora Mosco, che, non potendo essere presente al momento conclusivo, ha voluto far pervenire un proprio messaggio agli organizzatori, ai sostenitori e ai partecipanti. Nella sua nota, Mosco ha evidenziato il valore delle iniziative che nascono dal territorio e riescono a creare comunità attorno a una finalità importante, esprimendo l’auspicio che questa prima esperienza possa rappresentare «l’inizio di un percorso destinato a crescere e a consolidarsi negli anni». Un auspicio che incontra pienamente lo spirito con cui è nato il progetto: fare di “Na ombra par tutti” non soltanto un evento, ma un format capace di crescere e di continuare a mettere attorno allo stesso tavolo persone, imprese e comunità.
Fondamentale, in questa prima edizione, è stato il contributo degli sponsor e dei partner, tutti espressione del territorio veneto: Il Vecchio Fornaio, Area Comm, Ristorante Afazenda, VPocket, Baobab Communication, Azienda Agricola Carraro, Bottega del Gusto, Giuriolo & Pandolfo Assicuratori, Rinaldi – A un sorso da te, Tankard, Pizza 83, Squarcina Padova Srl e Az. Agricola Marco Sambin. Accanto a loro, i volontari di Braccio di Ferro e tutte le persone che hanno scelto semplicemente di partecipare, sedersi insieme, condividere una serata e trasformare quel momento in qualcosa destinato ad arrivare molto più lontano.
Grenci racconta il significato di questo risultato: «Ci sono momenti nella vita in cui non hai bisogno che qualcuno trovi le parole giuste o sappia risolvere ciò che non può essere risolto. Hai bisogno semplicemente di sentire che qualcuno c’è. Che non sei solo. È questo che vedo dentro “Na ombra par tutti”. Dietro al ricavato vedo Massimiliano che ha avuto un’idea e ha deciso di condividerla con noi; vedo aziende del nostro territorio che hanno aperto le loro porte e messo sul tavolo ciò che sanno fare meglio; vedo i nostri volontari che non chiedono mai quanto manca, ma dove c’è bisogno; vedo persone che sono venute a bere un’ombra senza forse sapere che, con quel gesto così semplice, stavano dicendo a una famiglia: “Noi ci siamo”. Ed è questa la cosa che mi commuove di più. Perché quando la vita diventa difficile, sapere che da qualche parte c’è una comunità che si muove per te, anche senza conoscerti, può fare una differenza enorme. Braccio di Ferro, per me, è questo: una mano tesa. E questa volta quella mano non era una sola. Erano tantissime. Tutte insieme. E spero che i nostri bambini e le loro famiglie possano sentirne forte l’abbraccio».
Fonte: Braccio di Ferro RfE – Ricky for Ever ETS
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