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Cambiamenti climatici e conseguenze sulle economie locali, se ne parla venerdì 26 ottobre 2012 nell’incontro ARGAV al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD)

Ricominciano dopo la pausa estiva gli incontri di formazione e aggiornamento professionale ARGAV al Circolo di campanga Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD). Il primo appuntamento è in programma venerdì 26 ottobre p.v. alle ore 19.00 ca per parlare di cambiamenti climatici e conseguenze sulle economie locali.

I relatori della serata. Saranno con noi Lorenzo Carrera e Laura Bonzanigo, Ricercatori International Center for Climate Governance (I.C.C.G., ente che collabora con I.P.P.C. – Intergovernmental Panel on Climate Change, insignito del Premio Nobel per la Pace), Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, Presidente Confagricoltura Veneto e Giuseppe Romano, Presidente Unione Veneta Bonifiche.

Un evento curioso: un “pesciolino” in laguna

(di Fabrizio Ferrari, socio ARGAV) In questo ultimo secolo abbiamo visto cose molto strane. I mutamenti climatici ci hanno abituato a non meravigliarci di nulla. Ormai da oltre un decennio si cattura il pesce balestra in Alto Adriatico, una specie tropicale che lentamente è risalita sempre più a Nord dagli anni ’70 del Novecento.

Cinque anni fa un capodoglio entrò tra una coppia di imbarcazioni che andavano a strascico con la volante davanti a Chioggia e, dopo alcuni colpi di coda, se n’andò dopo aver fatto a pezzi la rete e costretto gli equipaggi ad un mesto rientro in porto. Di capodogli in Alto Adriatico non esisteva memoria. Ora un altro evento che non si ricorda. Un tonno rosso ( Thunnus Thynnus ) di ben 230 chili è stato catturato la penultima settimana dello scorso aprile nella laguna di Venezia. Il grosso pelagico, certamente dell’età di dieci o undici anni, si è infilato in una rete da posta per la cattura delle seppioline, probabilmente per inseguire un branco di prede. I pescatori , che se ne stavano in barca tranquilli, hanno visto la rete muoversi in modo violento e strano, accorsi, hanno subito chiesto aiuto ad un equipaggio ch’era nei pressi.

Dieci uomini hanno impiegato più di un’ora per tirare a bordo il grosso esemplare finito in una fragile rete posizionata con paline ai margini di un canale lagunare. Una simile cattura era per loro davvero inimmaginabile. Ma se un tonno di quella grandezza ha un valore commerciale sostanzioso, c’è anche un risvolto di non poco conto. La cattura dei tonni è contingentata e chi l’esercita deve essere autorizzato. A tal punto c’è da chiedersi se la cattura sia stata davvero un colpo di fortuna o invece nasconda spiacevoli risvolti sanzionatori. Nell’ultimo mezzo secolo nella laguna di Venezia sono entrati e sono stati catturati esemplari di pesce luna, delfini, ma tonni mai!

Curioso è pure il periodo in cui è avvenuta la cattura. Usualmente i tonni giungono in Alto Adriatico lungo la costa italiana a fine agosto per poi ridiscendere lungo la costa istriana a settembre. Le catture di fine estate, in passato sono state anche abbondanti. Negli anni ’80 del Novecento, navi fattoria giapponesi giungevano a Porto Garibaldi per acquistare il tonno rosso catturato dai pescatori locali. Oggidì il mare non finisce mai di stupire. I mutamenti climatici, le variazioni delle correnti di profondità e dei tassi di salinità, hanno prodotto mutamenti strutturali della biomassa che mai avremmo immaginato e di cui non conosciamo la dinamica. Di questi tempi non è il caso di stupirsi di nulla. Può accadere di tutto!

Martedì 21 giugno 2011, a Legnaro (PD), seminario Europe Direct Veneto/ARGAV su cambiamenti climatici ed efficienza energetica

Europe Direct Veneto, lo sportello di informazioni europee di Veneto Agricoltura-Ufficio Stampa, d’intesa con l’ARGAV (Associazione Regionale dei Giornalisti Agroambientali del Veneto e Trentino-Alto Adige), organizza per martedì 21 giugno p.v. a partire dalle ore 10.00 presso la sede centrale di Veneto Agricoltura a Legnaro (Pd), un seminario su “Economia a basso tenore di carbonio e maggiore efficienza energetica”.

Video/fono conferenza con Bruxelles. Sono previsti interventi di esperti e collegamenti in video/fono conferenza con rappresentanti della Direzione Generale Clima della Commissione europea. L’iniziativa intende fare il punto sulla tabella di marcia che porterà l’UE verso un’economia a basse emissioni di carbonio entro il 2050, sfida che poggia sul Piano per l’efficienza energetica che propone misure concrete per ridurre dell’80-95% le emissioni di carbonio in alcuni settori chiave, tra cui l’agricoltura. Maggiori info: tel.049 8293716; 349.5877454; adesioni a europedirect@venetoagricoltura.org.

Presentato il Tavolo Italiano “Agricoltura Biologica per il Clima”

L’agricoltura è responsabile del 12% del totale dei gas serra di natura antropica, ovvero dovuti ad attività umane. Ma anche del 47% del totale delle emissioni di metano che derivano principalmente dagli allevamenti (73%) e dalla gestione dei fertilizzanti organici (26%), e di circa il 58% delle emissioni europee di N2O, il pericoloso protossido di azoto. Queste sostanze sono la causa principale della più importante emergenza ambientale odierna: i cambiamenti del clima e il conseguente riscaldamento del pianeta (Fonte: dati IPCC – Intergovernamental Panel on Climate Change).

Un “Tavolo Italiano” presente a livello internazionale. Ridurre le emissioni, ma anche valutare – dati alla mano – gli effetti che queste produrranno sulle attuali coltivazioni e sull’allevamento, per non farsi cogliere impreparati tra qualche anno, sono tra i principali obiettivi del primo Tavolo Italiano “Agricoltura Biologica per il Clima”, promosso dal Comitato Clima di ICEA (Istituto Certificazione Etica e Ambientale). Non a caso l’Istituto aveva già promosso nel 2009 – insieme a FAO, FiBL (CH), ICROFS (DK), IFOAM, KRAV (SE), Organic Federation of Australia, Rodale Institute (USA), Soil Association (UK) – la costituzione del Roundtable on Organic Agriculture and Climate Change (RTOACC), iniziativa internazionale di cui il neo nato Tavolo italiano entra a far parte.

Clima che cambia: riscontrabili i mutament anche su scala locale. L’iniziativa italiana – alla quale aderiscono tra gli altri Federbio, Coop Italia e CNR – coinvolge associazioni di settore e singole aziende, istituti di ricerca, imprese di distribuzione, istituzioni ed è stata presentata nei giorni scorsi a Bologna. I mutamenti climatici sono riscontrabili anche su scala locale: in Emilia Romagna, ad esempio, si notano dei chiari segni di cambiamento sia per quanto concerne le temperature, sia per le piogge. Le temperature massime mostrano un’impennata dall’inizio degli anni ’80 sino ad oggi, con una crescita di quasi 2°C in poco più di 40 anni (circa 0,5°C in più ogni 10 anni). Quali sono gli scenari futuri? Sul territorio regionale per il periodo 2030-2050 si prevedono temperature più elevate, precipitazioni più concentrate e un aumento dell’intensità e durata degli episodi estremi di caldo e siccità; nel trentennio 2070-2100, poi, il termometro nella stagione estiva potrebbe segnare un aumento di circa 5°C rispetto alle temperature stagionali attuali (Fonte: Arpa Emilia-Romagna – Servizio Idrometeo, giugno 2008).

Agricoltura biologica, sostenibile intrensicamente. In una condizione in cui l’agricoltura si trova a subire i cambiamenti climatici e ad esserne in parte artefice, il Tavolo rilancia il ruolo di un’agricoltura sostenibile, capace di contribuire a combattere i cambiamenti climatici. In che modo? Riducendo le emissioni di CO2 grazie a tecniche di coltivazione a ridotto impatto ambientale, ma anche sottraendo la CO2 atmosferica mediante la fotosintesi e fissandola, attraverso il parziale o totale interramento della biomassa, nel suolo sottoforma di sostanza organica (SO). Da questo punto di vista, infatti, la sostenibilità dell’agricoltura biologica è intrinseca nel suo metodo: secondo i dati raccolti in vari programmi di ricerca (tra cui i risultati del Consorzio PICCMAT), essa ha un potenziale di riduzione delle emissioni dei gas climalteranti e di sequestro del carbonio nei suoli, legato a pratiche agronomiche come l’impiego di fertilizzanti organici, sovesci (interramento di colture per aumentare la fertilità del terreno) o idonei avvicendamenti colturali.

(fonte Icea)


In Veneto operativa la legge del Km Zero

Foto Coldiretti Veneto

Coldiretti Veneto, 12 gennaio 2010 – Dopo l’approvazione da parte del consiglio regionale del Veneto la legge regionale cosidetta del “km zero” è finalmente operativa in quanto compatibile con le norme comunitarie. Un particolare quest’ultimo che rendeva inefficace la norma seppur vigente. Infatti, il provvedimento originario prevedeva all’articolo 7 un parere positivo di compatibilità da parte della Commissione Europea in merito agli aiuti di stato e alla libera circolazione delle merci.

Superato questo impasse, grazie all’impegno di Coldiretti e dei funzionari della Regione, ora dopo la pubblicazione nel BUR la normativa sarà applicabile a tutti gli effetti autorizzando anche gli enti locali a promuovere l’orientamento del consumo dei prodotti di provenienza regionale in mense pubbliche, nella ristorazione collettiva e in tutti i supermercati.

Il testo innovativo introduce per la prima volta la definizione di “prodotti agricoli a km zero” individuando caratteristiche precise ed essenziali quali: stagionalità, sostenibilità ambientale, qualità organolettiche e legame con la tradizione culinaria veneta. Si tratta di un segno di grande responsabilità da parte del Governo del Veneto – commenta Giorgio Piazza presidente di Coldiretti – ricordo che ogni pasto percorre in media 1900 chilometri prima di giungere sulle tavole, per cui consumare prodotti locali aiuta la salute, le tasche e l’ambiente in quanto riduce le emissioni di gas ad effetto serra che provocano cambiamenti climatici.

foto ADN Kronos - menù Km 0 in ospedale ad Adria

Nel 2007 Coldiretti ha consegnato alla Regione Veneto 25 mila firme raccolte tra cittadini e consumatori. Nel 2008 il Consiglio regionale ha approvato la prima legge del genere unica in Italia, la numero 7 del 25 agosto. Nel 2010 le modifiche apportate al testo al fine di favorirne l’applicazione in quanto il documento originario prevedeva il consenso dellUnione Europea.
Sotto lo “slogan km zero” in tutto il Veneto sono operativi 100 mercatini agricoli, una mensa ospedaliera (la seconda d’Italia) ad Adria, un circuito di 30 ristoranti che adottano menù a breve distanza utilizzando le tipicità delle campagne limitrofe. Oltre 36000 pasti allanno nelle scuole dei comuni di Vittorio Veneto, Tombolo, Galliera Veneta, Rosolina e Porto Tolle sono realizzati con prodotti locali.