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Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno 2018 in bicicletta, tra arte, gastronomia e natura

A Pasquetta tutti in bici alla scoperta dei territori di Padova e Vicenza, tra castelli, ville venete, parchi e assaggio di prodotti artigianali tipici. Agriturist Veneto, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura, riparte da aprile con una serie di iniziative mirate a far scoprire paesaggi e luoghi nascosti della campagna veneta, che includono una degustazione negli agriturismi con prodotti delle aziende e vini locali.

Il via sarà il lunedì dell’Angelo, con un programma di quattro escursioni cicloturistiche promosso in collaborazione con Giada Sgaravatto e Tiziano Giachelle, guide cicloturistiche di Ibikehere, associazione padovana che promuove le bellezze paesaggistiche del Veneto con escursioni su due ruote. Lunedì 2 aprile è prevista una pedalata tra i castelli, di 26 chilometri, tra le province di Padova e Vicenza. Partenza dall’agriturismo La Buona Terra di Cervarese Santa Croce, con sosta culinaria intermedia nell’agriturismo Villa Feriani di Montegalda. Breve sosta esterna al Castello di San Martino della Vaneza di Cervarese Santa Croce e al Castello Grimani-Sorlini di Montegalda. Rientro all’agriturismo La Buona Terra per il pranzo a base di prodotti dell’azienda.

Mercoledì 25 aprile toccherà a In Bici sulla Via del poeta Fogazzaro, escursione cicloturistica dedicata al poeta in occasione della Fiera di Montegalda. Visita a Palazzo Gualdo – Museo di Fogazzaro – e a Villa Fogazzaro – Museo delle Campane – a Montegalda. Sosta alla Gelateria San Marco di Montegalda.

Martedì 1 maggio Festa sull’Aia, evento tradizionale dell’agriturismo La Buona Terra. Ibikehere parteciperà organizzando un’escursione cicloturistica nella prima parte della giornata. Quindi pranzo all’agriturismo e pomeriggio in campagna.

Sabato 2 giugno si chiuderà con Il Fascino della cultura euganea in bicicletta, escursione cicloturistica con partenza dall’agriturismo La Buona Terra. Programmata una pedalata nel settore settentrionale dei Colli Euganei, con brevi soste esterne a Villa dei Vescovi di Luvigliano di Torreglia, all’Abbazia di Praglia di Teolo e a Villa Emo Capodilista La Montecchia di Selvazzano Dentro. Informazioni ai numeri 049 9915497 o 347 0833891.

In maggio torneranno anche “Le domeniche di Agricycle”, escursioni guidate in bicicletta, facili e adatte a tutti, alla scoperta di luoghi della campagna veneta e di siti culturali di particolare rilievo, che si concludono con una degustazione negli agriturismi con prodotti delle aziende e vini locali. Sempre in maggio si svolgerà “A tavola con l’agriturismo d’autore”, manifestazione che si pone come una vetrina della migliore enogastronomia rurale, con la presentazione e degustazione dei piatti tipici di alcune aziende agrituristiche di Agriturist Veneto. Per settembre, nel Trevigiano, è programmato invece “L’agriturismo racconta”, manifestazione pensata per far conoscere e incontrare le diverse realtà produttive agricole, turistiche e commerciali del territorio.

Ampliate le sinergie. “Per il 2018 confermiamo molti degli appuntamenti che hanno incontrato grandi consensi di operatori e pubblico – spiega Leonardo Granata, presidente di Agriturist Veneto -. Quest’anno amplieremo la sinergia con altri attori del territorio, come le guide cicloturistiche, i ristoranti e i punti vendita, per promuovere e valorizzare i prodotti e la bellezza dei nostri agriturismi. Importanti saranno anche le giornate di approfondimento sui temi turistici, che vedranno a confronto le diverse realtà produttive agricole e turistiche per evidenziare criticità e punti di forza che ci aiutino a sviluppare al meglio il nostro lavoro”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

4 settembre 2016, si snoda tra ville e abbazie il tour in bici proposto nel Padovano nell’ambito de “Le domeniche di Agricycle”

Bici Po di GoroApproda all’agriturismo La Buona Terra di Cervarese Santa Croce, in provincia di Padova, la rassegna “Le domeniche di Agricycle”, iniziativa promossa da Agriturist Veneto, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura Veneto, per valorizzare la bellezza del paesaggio regionale e la varietà dei suoi prodotti.

La rassegna è un viaggio a cavallo tra cultura, natura, sport ed enogastronomia da percorrere in bicicletta, mezzo ideale per conoscere angoli nascosti tra il fiume e la campagna o suggestivi scorci collinari, città murate e ville venete. Il programma prevede cinque giornate negli agriturismi veneti, suddivise in due parti. La prima consiste in un’escursione guidata in bicicletta, facile e adatta a tutti, alla scoperta dei luoghi circostanti e di siti culturali di particolare rilievo. La seconda parte  è dedicata alla degustazione dei prodotti degli agriturismi. Il biglietto di partecipazione è di 10 euro per gli adulti e di 5 per i bambini, comprendente la visita guidata ai siti culturali, la guida all’escursione e lo spuntino.

Domenica 4 settembre alle 9.30 l’agriturismo La Buona Terra propone un’escursione di 20 chilometri dal titolo “Tra ville e abbazie”. Si pedalerà nell’incantevole paesaggio dei Colli Euganei, tutto su pista ciclabile, con prima tappa a Luvigliano di Torreglia, dove si visiterà la cinquecentesca Villa dei Vescovi, con gli affreschi che decorano le stanze e le logge. Si proseguirà quindi fino a Teolo, con visita alla maestosa Abbazia di Praglia che risale all’undicesimo secolo. Ultima tappa a Rovolon, a villa Frassanelle e al suo parco, per concludere quindi con una degustazione di prodotti dell’agriturismo e vini locali. Informazioni: 049 9915497 o info@labuonaterrabio.it

Ultimo appuntamento in ottobre. La rassegna si chiuderà domenica 2 ottobre all’agriturismo La Pila di Villa Bartolomea, in provincia di Verona, con “Eductour”, evento pensato per presentare a tour operator, istituzioni e stampa Agricycle Veneto, progetto di Agriturist che promuove gli agriturismi accomunati dalla passione per la bicicletta, con servizi mirati ai cicloturisti come i ricoveri per le bici, l’officina con attrezzi, la colazione energetica, mappe e consigli per itinerari. In Italia il settore del cicloturismo è in costante crescita: secondo l’Agenzia nazionale del turismo-Enit la potenzialità a livello nazionale è di 3,2 miliardi di euro di fatturato annui. In Veneto ci sono oltre mille chilometri di piste tabellate.

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto

 

Con Gusta Veneto e Agricycle Veneto, il turismo rurale (anche in bici) della regione va in rete

Comiotto Nicoli Gulotta

da sx, Edoardo Comiotto (ufficio stampa Confagricoltura Veneto), David Nicoli (presidente Agriturist Veneto) e Clarissa Gulotta (responsabile progetto Gusta Veneto)

(di Marina Meneguzzi) Nel cuore della campagna veneziana a ridosso della laguna, nella sala convegni del Relais Agriturismo Ormesani, vera oasi naturalistica di 23 ettari in cui trovano spazio pascoli, allevamenti, vigneti, orti,  boschi di piante autoctone a piede franco, percorsi escursionistici ed un agriturismo  dalle linee moderne e green, Confagricoltura Veneto ha presentato lo scorso 1 aprile Gusta Veneto, progetto realizzato in collaborazione con Agriturist Veneto,  che mette in rete le eccellenze agroalimentari e l’offerta turistica rurale regionale. Tra i presenti all’incontro, anche il nostro socio Edoardo Comiotto, responsabile ufficio stampa Confagricoltura Veneto.

Un progetto che crea sinergie e “riconcilia” agriturismi e ristoranti. “Della rete fanno parte 310 aziende venete, di cui 143 aziende agricole con vendita diretta, incluse cantine e fattorie didattiche nonché 135 agriturismi“, ha spiegato Clarissa Gulotta, responsabile del progetto Gusta Veneto. Ci sono inoltre punti vendita, botteghe artigianali agroalimentari e una quarantina di ristoranti del Veneto, presenza quest’ultima che rappresenta una sorta di “pacificazione” con gli agriturismi, rei per i ristoratori di “concorrenza sleale” per il fatto di svolgere attività simile senza condividere gli obblighi fiscali e tributari. A far da collante tra le varie realtà, la genuinità e la qualità dei prodotti veneti: salumifici, caseifici e macellerie utilizzano come materie prime prodotti agricoli locali, ristoranti e trattorie propongono menù della tradizione a carattere stagionale, le botteghe artigiane mettono in vendita i sapori della campagna veneta.

Nel portale di Gusta Veneto, si possono contattare direttamente le strutture, con possibilità di interagire con valutazioni e commenti, si possono trovare consigli di viaggio, itinerari del gusto e percorsi in bici, ricette tradizionali e informazioni sulle produzioni tipiche, eventi e appuntamenti del territorio in cui le aziende del circuito saranno protagoniste. In collaborazione con Assoguide del Veneto, Gusta Veneto consentirà anche di prenotare itinerari e visite guidate nel territorio dei Colli Euganei (provincia di Padova), lungo la Strada del Prosecco nel Trevigiano, nella Laguna veneziana, in Valpolicella (provincia di Verona) e, nel Vicentino, a Monte Berico, Villa Valmarana ai Nani e la Rotonda, nonché nelle ville del Basso e Alto Vicentino.

Nucibella Morandi e Gulotta

da sx, Davide Morandi, allevatore di ovini, e Giulia Nucibella, responsabile progetto Agricycle Veneto

Prodotti di nicchia fatti conoscere agli chef. Tra le iniziative in cantiere, figurano “I venerdì di Gusta Veneto“, rassegna di cene negli agriturismi in programma da metà maggio a ottobre, e la collaborazione con l’Unione cuochi del Veneto, che prevede la visita nelle aziende agricole dei più quotati chef per far conoscere loro i prodotti di nicchia, come ad esempio i salumi di pecora prodotti dall’Allevamento Veneto Ovini di Davide Morandi, giovane imprenditore agricolo di Anguillara Veneta (PD), presente all’incontro, che ARGAV ha avuto modo d’incontrare in passato (vedi link) e che oggi, “fresco” di richiesta di certificazione all’Halal Italy Authority, guarda anche al mercato islamico. Ha dichiarato Morandi: “Ben vengano iniziative come Gusta Veneto, utili prima di tutto a farci conoscere tra noi produttori, agricoltori e allevatori. Noi pascoliamo le pecore in tutto il Veneto, dal Delta del Po al Nevegal, nel Bellunese. Da dieci anni a questa parte abbiamo iniziato a fare salumi, prima misti con carne di maiale poi di sola pecora, con crescente soddisfazione, anche a livello economico, grazie al fatto che il gusto del consumatore sta evolvendo per guardare oltre la tradizione, rappresentata dai prodotti Dop e Igp,  e comprendere tutti i prodotti di qualità“.

Agricycle Veneto. Nell’incontro, è stato presentato anche il progetto Agricycle Veneto, promosso da Agriturist con l’obiettivo di valorizzare le aziende agrituristiche che hanno i requisiti per ospitare cicloturismo. Ha spiegato Giulia Nucibella, responsabile del progetto Agricycle Veneto: “All’iniziativa hanno aderito 38 agriturismi  accomunati dalla passione per la bicicletta, che si impegnano ad offrire servizi mirati a clienti che vogliono scoprire il territorio regionale sulle due ruote, dai locali coperti e riparati per il ricovero biciclette, alle piccole attrezzature per la manutenzione, dagli indirizzi di officine meccaniche, a quelli di ditte per il noleggio di biciclette, dalle mappe delle principali piste ciclabili agli itinerari cicloturistici della zona, dagli indirizzi di guide turistiche del territorio, al trasporto dei bagagli dalla/alla stazione ferroviaria più vicina, dalla colazione energetica alla merenda al sacco o al rientro dal percorso cicloturistico. Inoltre, stiamo cercando di stipulare convenzioni con fornitori di servizi e associazioni legati al mondo della bici, come FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), ed abbiamo contattato tour operator e agenzie viaggi del territorio per la proposta di pacchetti turistici, che potrebbero essere destinati nel tempo anche a turisti stranieri“.

In Veneto, oltre mille chilometri di piste cicalbili tabellate. Gli itinerari sono stati soprannominati “percorsi Margherita”, e partono e arrivano da/agli agriturismi. Che, per la  maggior parte, si trovano sui principali itinerari cicloturistici del Veneto: la Ciclovia dell’Adige, che da Chioggia (VE) porta a San Bonifacio (VR), l’anello ciclabile dei Colli Euganei, nel Padovano, l’anello del Veneto, percorso che si snoda intorno alle province di Venezia, Padova, Vicenza e Treviso, passando per la Pedemontana, la via del Mare, che da Rovigo attraversa paesaggi agresti e pinete passando dal faro di Bibione e dalla foce del Tagliamento, i percorsi dalle Dolomiti a Venezia, passando da Cortina ai piedi del Cansiglio.

Commedie goldoniane in scena in agriturismo. “Gusta Veneto è un progetto autofinanziato, voluto dalle imprese e che Confagricoltura Veneto ha sposato“, ha detto David Nicoli, presidente di Agriturist Veneto. Che ha aggiunto: “Abbiamo creato uno strumento che consente ad ogni azienda aderente di promuoversi e di promuovere  contemporaneamente i colleghi. Gli agriturismi oggi giocano un ruolo di primo piano nello sviluppo del turismo rurale veneto, diversificando sempre più l’offerta con servizi e iniziative per far vivere un’esperienza che non si ferma all’alloggio e che coniuga ambiente, enogastronomia, attività escurisonistiche e sportive nonché attività culturali, come le commedie goldoniane che saranno organizzate nell’ambito di Gusta Veneto ed il cui calendario sarà presto pubblicato nel portale.  A spingerci in questa direzione è stata anche la recente delibera 883 della Regione Veneto, che consente alle imprese agricole di diversificare l’offerta creando le condizioni per una migliore fruizione delle aree rurali da parte dei visitatori”.

 

“Ditelo con un fiore” non va più di moda, settore in recessione

serrapIl florovivaistico veneto è rappresento da 1.600 aziende, da una superficie investita di 3.200 ettari e produce un miliardo e 400 milioni di piante. Questa, in sintesi, la fotografia di un importante settore dell’agricoltura e dell’economia veneta. Un settore che sta pagando, più di altri, la ridotta capacità di spesa dei cittadini.

claudio padovaniA fare il punto sul settore è Claudio Padovani, presidente della Sezione Economica Florovivaistica di Confagricoltura Veneto.

Presidente Padovani, qual è il trend del settore nel Veneto? “In questi ultimi anni il settore florovivaistico ha subito una riduzione delle aziende del 2- 3% all’anno, segno delle difficoltà che sta incontrando il comparto. Indubbiamente la diminuita capacità di acquisto delle persone e l’incertezza occupazionale hanno ridotto gli acquisti. Sono cambiati anche le abitudini e gli stili di vita”.

“Ditelo con un fiore” non va più di moda?  “Le nonne e le mamme sono ancora legate alla casa e pertanto curano il giardino e le terrazze con fiori e piante. I giovani sono attratti più da un fiore virtuale spedito con il cellulare che da un bel mazzo di fiori profumati”.

Com’è andata la stagione? “Le buone condizioni climatiche hanno favorito sia la produzione che le vendite primaverili. Il caldo estivo ha però creato qualche problema nelle coltivazioni e sono diminuite le vendite”.

Il vivaismo gode oggi di buona salute?  “Se da un lato sono cambiate le abitudini e si vive meno nelle nostre case, dall’altro il crollo del settore edilizio ha trascinato con sé anche l’attività di creazione e manutenzione dei parchi e giardini. Anche gli interventi delle Amministrazioni pubbliche si sono ridotti di molto. Spesso i pochi Bandi pubblici sono presi d’assalto dalle ditte “affamate” di lavoro e si sa la fame gioca brutti scherzi !  Le manutenzioni del privato si sono ridotte: in alcuni casi le nostre manutenzioni sono state sostituite da pensionati o da altre figure non professionali”.

Quali azioni si dovrebbero intraprendere per il rilancio del settore? “Sono varie le attività promozionali che si potrebbero mettere in campo, però e un problema di costi. L’importazione nel nostro Paese di fiori e piante dell’estero è notevole, si pensi che l’Olanda, con la sua capacità produttiva e di penetrazione nel nostro mercato, è in grado di esportare quasi il 70% del prodotto. Ci deve essere una maggiore attenzione del Governo per il nostro settore con un sostegno ai costi energetici ed elettrici per le nostre serre e complessivamente ai costi aziendali (accesso al credito, defiscalizzazioni, etc.). Indispensabile è aumentare la ricerca e la sperimentazione per avere miglioramento genetico e nuove varietà, la promozione e valorizzazione del nostro prodotto, etc. Come florovivaisti dobbiamo sempre più ricercare un’unione e riorganizzazione dell’offerta, fare squadra fra produttori anche con processi innovativi come con gli accordi di Rete”.

Fonte: Confragricoltura Veneto

Giugno 2015, in Veneto, il teatro è di scena ogni venerdì sera nelle corti degli agriturismi

Teatro in CorteAll’insegna del teatro amatoriale, inteso come amatori di una passione, come ormai avviene da qualche anno, si da il via alla prossima rassegna, targata Agriturist Veneto e Gruppo Teatrale Il Mosaico dal titolo “Teatro in Corte”. L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi da David Nicoli, presidente Agriturist Veneto, Chiara Reato, presidente Provinciale Agriturist di Rovigo, dal direttore artistico del gruppo teatrale Il Mosaico di Rovigo, Emilio Zenato, da Roberta Casetta, responsabile organizzativa della DMC Raffineria Creativa di Rovigo, e Alberto Borella della Thun Shop di Rovigo.

Teatro&Cena (ma si può anche pernottare). La rassegna tocca quest’anno otto agriturismi dislocati nelle province di Rovigo, Verona, Venezia, Padova e Treviso e avrà una prima parte riservata alla cena nell’agriturismo aderente all’iniziativa, e una seconda parte riservata al teatro con la  messa in scena della commedia. Sarà anche possibile pernottare negli agriturismi che offriranno alloggio (anche solo per una notte), prima colazione e un’attività in azienda durante il giorno seguente, con la possibilità di degustare i prodotti aziendali, andare a fare una passeggiata in bicicletta per ammirare le bellezze del territorio, o seguire un corso di cucina per imparare ricette e piatti tipici.

Si parte venerdì 05 giugno 2015 alle ore 20.00, presso l’agriturismo Corte Carezzabella di San Martino di Venezze (RO) con in scena lo spettacolo  “Diversamente pettinabili, 50 sfumature comiche” di Luigi Mardegan portato in scena dalla compagnia Il Satiro di Treviso, nella stessa serata presso l’agriturismo Rechsteiner di San Nicolò di ponte di Piave (TV) sarà di scena “Innamorati al nono piano” di Giole Peccenini della compagnia di Padova “teatro Fuori Rotta”.

Venerdì 12 giugno presso l’agriturismo Millefiori di Fenil del Turco (RO) andrà in scena lo spettacolo goldoniano “La bottega del caffè” messo in scena dalla compagnia “La bottega” di Concordia Sagittaria (VE). Presso l’agriturismo Corte del Brenta di Malcontenta (VE) invece sarà di scena “Donna Canasta” di Miro Penzo portato sulle scene dalla compagnia rodigina “Il Mosaico”.

Venerdì 19 giugno presso l’agriturismo Le quattro rose di Vescovana (PD) sarà di scena “El congresso dei Nonzoli” di Edoardo Paoletti della compagnia “Teatrotergola” di Vigonza (PD). Nella stessa serata presso agriturismo I Quarti di Guarda Veneta (RO) con la compagnia di Padova “Teatro dei curiosi” con la commedia “Uomini con la valigia” di Andrea Masiero.

La rassegna si conclude venerdì 26 giugno nell’agriturismo Valgrande di Bagnolo di Po (RO) con la compagnia di Treviso “Fata Morgana” che porterà in scena la commedia goldoniana “La donna vendicatrice” di Carlo Goldoni. Nell’agriturismo Corte Italia di Sorgà (VR) sarà di scena la compagnia “La Rumarola” di Garda con lo spettacolo in dialetto “L’era meio nar a Rimini” di Loredan Cont.

In pratica. Ogni spettacolo avrà inizio alle ore 21.30 con ingresso unico di euro 5,00. La cena su prenotazione alle ore 20.00 con costo a persona di euro 20,00/25,00.Gli intervalli di ogni spettacolo saranno allietati da un momento si svago con l’ estrazione di un omaggio della Thun Shop di Rovigo. Per la prenotazione della cena è necessario contattare direttamente gli agriturismi, tramite telefonata o email. Per informazioni sugli spettacoli: tel. 0425.200255  http://www.ilmosaicoteatro.it  email: ilmosaicoteatro@iol.it
Per prenotare alloggio e attività ricreative in agriturismo: tel. 344.2575932  http://www.raffineriacreativa.it email refinerytravel@raffineriacreativa.it

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto

 

Il socio ARGAV Edoardo Comiotto alla direzione del bimestrale “Gli Agricoltori Veneti” di Confagricoltura Veneto

Edoardo ComiottoLa crisi economica ha toccato in modo profondo anche il settore dell’editoria, per cui salutiamo con gioia la nascita di una nuova testata regionale. Si tratta del bimestrale “Gli agricoltori Veneti”, edito da “Confagricoltura rete per l’agricoltura veneta“, sarà distribuito in 15 mila copie in formato cartaceo e in 5 mila copie in formato digitale.

Direttore responsabile è il giornalista bellunese Edoardo Comiotto, socio Argav, responsabile ufficio stampa di Confagricoltura Veneto. Direttore editoriale Luigi Bassani. Il bimestrale, composto di ventiquattro pagine a colori, è stampato presso la storica Tipografia Piave di Belluno ed è inviato alle aziende agricole di Confagricoltura del Veneto, ad Enti e Istituzioni. Per il Presidente di Confagricoltura Veneto, Lorenzo Nicoli, il nuovo bimestrale: “Rappresenta la concretizzazione di un progetto condiviso dai Presidenti provinciali di ottimizzare le risorse e la circolarità delle nostre idee con una distribuzione a tutti gli agricoltori soci del Veneto e permette nel contempo di far sentire forte la voce di Confagricoltura negli ambiti istituzionali e agli interlocutori del mondo politico, economico, sindacale e sociale”.

Il direttivo e i soci ARGAV si congratulano con il socio Edoardo Comiotto per l’incarico ricevuto, augurandogli buon lavoro!

Fonte: Confagricoltura Veneto

Multe quote latte. Confagricoltura Veneto: “paghi chi deve pagare”.

FABIO CURTO

Fabio Curto

Le “quote latte”, anche se scompariranno dal prossimo primo aprile, fanno ancora discutere e creano problemi agli allevatori italiani e veneti. Questo perché il 26 febbraio scorso, la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia dell’Unione europea per la gestione inadeguata che è stata attuata nel nostro Paese per il recupero dei prelievi derivanti dalla sovrapproduzione di latte.

La questione si trascina dal 1984, quando l’Unione europea inserì i tetti produttivi di latte con lo scopo di limitarne la produzione e attribuì le responsabilità dell’eventuale sovrapproduzione ai singoli allevatori. Secondo queste norme, i produttori che superavano la quota assegnata dovevano, e devono, pagare una multa sulle loro eccedenze produttive.
Purtroppo, in Italia la produzione del latte non è stata gestita correttamente dai Governi che si sono succeduti e ciò ha creato situazioni che hanno portato a pesanti ripercussioni all’intero settore. Il nostro Paese ha, infatti, superato ogni anno dal 1995 al 2009 la quota nazionale di produzione di latte e pertanto ha dovuto versare alla Commissione europea un considerevole prelievo supplementare di ben 2.305 milioni di euro. ” Le “multe” dovevano essere pagate dai singoli produttori che avevano superato le loro quote individuali ma alcuni allevatori, sostenuti anche da compagini politiche, pur avendo prodotto del latte eccedente la loro quota, non hanno mai pagato il dovuto. La Commissione europea stima che l’Italia dovrebbe ancora recuperare sanzioni per 1.343 milioni di euro”, spiega Fabio Curto, presidente della Sezione Economica lattiero-casearia di Confagricoltura Veneto.

Confagricoltura Veneto: “Nuova Pac, si rischia di fare differenze tra allevatori”. “Quanto è successo ha penalizzato fortemente la stragrande maggioranza degli allevatori che per rispettare il loro limite produttivo hanno dovuto acquistare  le quote e talvolta si sono indebitati e stanno ancora pagando adesso le rate del prestito contratto. La mia Organizzazione agricola – continua Curto -, ha sempre sostenuto che se ci sono delle leggi e delle norme, le stesse vanno rispettate, anche se parallelamente ci siamo fortemente impegnati per il loro cambiamento e il superamento di regole non più adatte ad un mercato globale. Non così si può dire di altre organizzazioni del mondo agricolo.” “In Italia – aggiunge Curto –  è mancata in questi anni una programmazione e una seria politica per la nostra zootecnia e gli interventi governativi di questi giorni non hanno cambiato questa rotta di collisione per il nostro settore. Come Confagricoltura Veneto siamo fortemente contrari alle nuove disposizioni relative al pagamento accoppiato per il comparto latte contenute nel nuovo decreto attuativo della PAC approvato negli scorsi giorni dal Ministero delle Politiche Agricole. Il decreto prevede che l’accesso ai contributi previsti è subordinato all’iscrizione ai Libri Genealogici e ai Controlli Funzionali, ma questo escluderebbe oggi quasi la metà degli allevatori italiani. Allevatori che allo stesso modo hanno la loro stalla regolarmente controllata così come il loro latte. Il Governo non deve entrare nel merito delle scelte aziendali d’impresa e discriminare gli allevatori fra quelli di serie “A” da quelli di serie “B”.

L’allevatore deve essere al centro del sistema allevatoriale. Gli allevatori che volessero percepire il premio dovrebbero iscriversi obbligatoriamente ai Libri genealogici con dei costi che assorbirebbero una buona parte del premio stesso. Infatti, l’attività dei Controlli Funzionali è svolta in via esclusiva dall’AIA in un regime di monopolio previsto dalla legge 30/1991, la cui revisione –ricordo- era stata sollecitata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato già nel 2010 al fine di consentire ad altri soggetti idonei di garantire questo servizio. !Il paradosso – continua Curto – è che dal primo aprile prossimo saremo esposti alla concorrenza di tutti i produttori di latte a livello internazionale e in Italia si limita per il settore la libertà d’impresa.  Auspico pertanto una sollecita revisione di questo Decreto  e che la bozza del decreto “Fondo latte” non vincoli ulteriormente gli allevatori italiani e veneti costringendoli a vincoli di adesione ad un piano di consulenza che sembrerebbe già indirizzato verso un soggetto ben determinato. Il Ministro all’agricoltura deve rendersi conto che stiamo attraversando un cambiamento “epocale”; ci deve essere una riorganizzazione del sistema allevatoriale che metta al centro l’allevatore e non le sue sovrastrutture, allevatore che deve affrontare le difficili sfide del prossimo futuro, consci dei crescenti costi di produzione e della spietata concorrenza dei Paesi che con più lungimiranza sono riusciti da anni a strutturare il loro sistema produttivo.”

Il molteplice ruolo della zootecnia. Il Veneto produce 11,10 milioni di quintali di latte, un dato che lo colloca al terzo posto in Italia dopo la Lombardia, che rappresenta oltre il 40% della produzione nazionale e l’Emilia Romagna con il 16%. Il Veneto esprime, secondo stime di “Veneto Agricoltura”, un valore della produzione (ai prezzi di base del 2013) di quasi 450 milioni di euro. Secondo dati AGEA il numero delle aziende con produzione di latte presenti nel Veneto per la campagna 2013/2014 è di 3.515.  Secondo il presidente Curto: ”La zootecnica nel Veneto non è solo un importante settore produttivo che fornisce prodotti tipici e di qualità, ma è anche un settore che influenza favorevolmente l’ambiente e il territorio con il regolare sfalcio dei prati e i  pascolamenti delle malghe e permette, inoltre, di mantenere la fertilità dei terreni grazie all’apporto di sostanze organiche. Il prezzo che è oggi remunerato alla stalla è molto basso per i nostri costi e anche la Regione del Veneto deve fare la sua parte. C’è l’esigenza che il nuovo PSR sia approvato quanto prima per dare modo alle aziende di investire migliorandosi nelle strutture dell’allevamento e rendersi più competitive sul mercato. La Regione deve stimolare l’aggregazione dei prodotti, essere garante della filiera in quanto oggi ci sono anelli della catena più deboli di altri al fine di valorizzare assieme il latte veneto. Abbiamo una Regione che ha il latte controllato, che si fregia di vari prodotti  DOP e tipici come quello delle malghe che devono essere valorizzati e tutelati legandoli a quell’insieme di  cultura, paesaggio e ambiente che è la territorialità veneta generata  dalla storia e dall’intervento della nostra agricoltura.”

Fonte: Confragicoltura Veneto

26 febbraio 2015, Agrinsieme manifesta a Venezia

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi Nuova PAC, prezzi, costi, redditività, aggregazione delle imprese: la protesta e le richieste dell’agricoltura veneta saranno al centro della manifestazione organizzata giovedì 26 febbraio 2015 da CIA e da Confagricoltura Veneto unite in Agrinsieme, e che si snoderà da piazzale Roma sino a Campo S. Maurizio dove una delegazione delle Organizzazioni, guidata dal presidente nazionale della CIA Secondo Scanavino e dal membro di Giunta della Confagricoltura Nazionale Giangiacomo Bonaldi, consegnerà agli esponenti della Regione del Veneto un documento contenete le richieste del mondo agricolo veneto.

Imu agricola. “Vogliamo sollecitare il mondo politico nazionale e regionale a intervenire su questioni urgenti che stanno penalizzando pesantemente le aziende agricole venete”. Così si esprime il presidente di Confagricoltura Veneto Lorenzo Nicoli che aggiunge:” Un esempio di come il mondo politico non sappia cogliere le esigenze del mondo agricolo è quello dell’IMU. L’IMU è una patrimoniale che viene applicata ad un bene strumentale che è la terra. E’ come se si tassasse il tornio di una officina o il forno del panettiere. Nel Veneto, se non si interviene prontamente, si  corre il rischio che settori importanti, come la zootecnica, siano fortemente ridimensionati come è successo per il settore saccarifero.”

Competitività. Per il presidente regionale della CIA Flavio Furlani “Il nodo del problema è che non si incide sulla competitività. Quando si tagliano le assegnazioni del gasolio nel settore agricolo non c’è la coscienza che questo settore ha la capacità di lavorare e noi stiamo pagando la non competitività che ne deriva. Purtroppo dobbiamo constatare che il non lavoro premia mentre il lavoro viene penalizzato”.

Nuova PAC: un’occasione perduta? La riforma della Politica Agricola Comunitaria “verso il 2020” rischia di rappresentare un’occasione perduta. Ad un impianto superato si aggiunge un grave ritardo nell’approvazione delle norme attuative, ritardo che lascia nell’incertezza gli agricoltori che devono predisporre i piani produttivi. La nuova PAC, poi, danneggerà fortemente la zootecnia da carne, comparto fondamentale nell’economia agricola veneta, che dovrà sopportare un ingente decremento delle risorse disponibili. A ciò si aggiunge la vicenda kafkiana dei pascoli magri, con AGEA che prima ha vietato il pascolamento di terzi, poi l’ha ripristinato per il 2014 e quindi l’ha vietato nuovamente con effetto retroattivo per quello stesso anno, anno di riferimento per la nuova PAC, con la conseguenza che la perdita preventivata di 16 milioni a carico degli allevatori veneti va moltiplicata per 6.

Prezzi, costi, redditività: i conti non tornano. La redditività degli agricoltori italiani è piazzata stabilmente al di sotto del 2005:  nel 2014 addirittura dell’11%. Questa situazione richiede di agire sui due fattori che la determinano: i prezzi e i costi. I prezzi sono in calo nella maggior parte dei comparti agricoli e   oggi preoccupa la situazione del latte: con la conclusione del regime delle quote il prezzo del prodotto è abbandonato alle quotazioni del mercato mondiale che lo fissa su valori decisamente inferiori rispetto al passato. I costi sono in costante lievitazione, a causa di scelte politiche che non tengono conto delle esigenze di competitività delle imprese agricole. Pesa un regime fiscale sempre più esoso e sempre più instabile, preoccupato solo di recuperare nuove risorse e incapace di fornire all’agricoltore i necessari punti di riferimento come dimostra la recente vicenda dell’IMU agricola. Anche il peso burocratico rappresenta un costo per l’agricoltore, sia per il tempo impiegato nei vari adempimenti che per gli ostacoli e i ritardi che ne derivano.

Aggregazione delle imprese: mancano gli strumenti. Al mondo agricolo mancano gli strumenti normativi necessari perché possa riprendere quel processo di aggregazione in strutture orientate al mercato, processo indispensabile per confrontarsi in maniera credibile e autorevole con l’industria agroalimentare e la grande distribuzione organizzata. Le Organizzazioni dei produttori e gli Organismi Interprofessionali vanno rivisti per essere adeguati alle nuove esigenze. Il Veneto ha bisogno di una filiera agricola più competitive e organizzata, la cui governance deve rimanere il più possibile nelle mani dei produttori.

Le richieste per la Regione di oggi e del post elezioni.  Le imprese agricole venete subiscono questi problemi e si attendono che vengano affrontati in modo incisivo con politiche mirate allo sviluppo ed alla competitività delle imprese. Lo snodo di un approccio pragmatico e concertato a questi problemi deve essere rappresentato dal Tavolo Verde, da convocare con regolarità a scadenze prefissate, e da valorizzare come il luogo in cui si decidono gli orientamenti di politica economica da seguire. Non vogliamo essere semplicemente informati di decisioni già prese. Alla Regione chiediamo anche un’attenta vigilanza su quanto viene discusso a livello comunitario e un’azione conseguente in Italia e  a Bruxelles. Chiediamo sia valorizzata la ricerca e la sperimentazione in modo che la nuova Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario diventi il polo aggregativo di una rete sinergica che raccolga tutti i soggetti che si occupano di questa materia. Va rilanciato l’impegno regionale, ormai azzerato con il bilancio di previsione 2015, per sostenere l’accesso al credito delle imprese agricole, prima condizione per poter investire ed innovare.

Fonte: Agrinsieme

Nutrie, non diminuisce l’allarme nelle campagne

NutriaLe modifiche introdotte nella legge n.157/92 sull’attività venatoria hanno inserito la nutria fra le specie nocive, equiparandone lo status giuridico a quello di talpe, ratti, topi, arvicole. Di conseguenza le nutrie sono state sottratte alla disciplina della citata legge quadro statale e ai piani di controllo approvati dalle Province. Questa novità, spiega Confagricoltura Veneto, ha creato un vuoto normativo, che non è stato colmato dalla Circolare interministeriale del 31.10.2014, che prevede il trasferimento delle competenza in materia, dalla Regione e dalle Province, ai Comuni.

Abbattimento nutrie possibile solo durante la stagione venatoria. Il provvedimento, infatti, si limita a ribadire che le nutrie sono equiparate agli animali infestanti e dannosi e quindi contro di esse è possibile l’utilizzo di tutti gli strumenti sinora impiegati per le specie nocive con obiettivo anche l’eliminazione totale, analogamente a quanto si fa nelle derattizzazioni. Tuttavia, conferma Confagricoltura Veneto, il quadro normativo che si è così formato non è sufficiente a fornire agli agricoltori i punti di riferimento necessari. Stante la situazione attuale, infatti, l’abbattimento delle nutrie sarebbe possibile solo durante la stagione venatoria, il che non basta per tenere sotto controllo la  proliferazione di questa specie, considerato che altri mezzi quali le gabbie per la cattura o le esche usate per i ratti sono da ritenersi per varie ragioni inadeguati o sconsigliabili. Rimane ancora aperto, poi, il problema dello smaltimento delle carcasse.

Regione chiamata ad attivarsi. Di conseguenza Confagricoltura Veneto ha deciso di sollecitare gli Assessori regionali competenti affinché assumano le iniziative che ritengono necessarie, o direttamente o intervenendo su altri livelli istituzionali, per permettere un’efficace azione di contenimento e se occorre di eliminazione di questa specie, così dannosa per la salvaguardia dei canali di irrigazione, di scolo e dei corsi d’acqua in genere e quindi così pericolosa non solo per l’attività agricola ma per la collettività tutta.

Fonte: Confagricoltura Veneto

E’ polesano il nuovo presidente di Confagricoltura Veneto

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da sx il neo presidente Nicoli e Giangiacomo Bonaldi

Lorenzo Nicoli, 47 anni, coniugato con tre figli, è il nuovo presidente di Confagricoltura Veneto per il prossimo triennio. Lo ha eletto all’unanimità il Consiglio direttivo, che gli ha affiancato, in qualità di vicepresidenti, Giordano Emo Capodilista, presidente di Confagricoltura Padova, e Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Treviso. Nicoli sostituisce Giangiacomo Bonaldi, che è entrato nella Giunta esecutiva nazionale di Confagricoltura, incarico incompatibile per Statuto con la presidenza regionale.

Chi è il nuovo presidente. Dal 1997 titolare dell’azienda agricola di famiglia,  35 ettari a indirizzo frutticolo e seminativo a Pontecchio Polesine, Nicoli è presidente di Confagricoltura Rovigo, incarico che eserciterà insieme alla presidenza regionale, coordinatore provinciale di Agrinsieme, consigliere della Federazione nazionale impresa familiare coltivatrice di Confagricoltura. A suo tempo è stato presidente provinciale e regionale dei giovani di Confagricoltura (ANGA). Inoltre, è presidente di Agricoltori Srl Rovigo e componente del Consiglio di amministrazione di Gestione Assicurazioni Agricole srl e dell’Azienda speciale per i mercati ortofrutticoli di Lusia e
Rosolina. E’ tuttora ispettore ramo rischi agricoli di Cattolica Assicurazioni. E’ stato per cinque anni sindaco del Comune di Pontecchio Polesine e per due vicepresidente del Consorzio agrario provinciale di Rovigo.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)