• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

A Due Carrare (Padova) un nuovo hub europeo che trasforma i dati in conoscenza operativa contro l’avanzare del dissesto climatico

(di Riccardo Panigada, giornalista scientifico e consigliere Argav). I cambiamenti del clima, come l’evoluzione dell’universo o quella biologica, segueno le leggi della “termodinamica del disequilibrio”, come l’ha chiamata Ilya Prigogine (Nobel per la chimica nel 1977), e, dove c’è di mezzo l’entropia, la gestione dei dati diventa parecchio difficile. Certe volte troppo. Infatti si tratta di progressioni non lineari, che determinano, al superamento di alcune “barriere”, la comparsa improvvisa di fenomeni estremi, che cambieranno drasticamente lo scenario di un territorio.

Per spiegare il fenomeno in biologia si può ricorrere alla cosiddetta “legge del tutto o niente”: per esempio, se in una cellula il livello di un neurotrasmettitore è appena al di sotto di una certa soglia, il segnale nervoso non passa, ma basterà l’arrivo di pochissime molecole in più per far scattare lo spike…Ma c’è sempre da qualche parte chi accetta una sfida, e, per avere il coraggio di farlo, in tal caso, bisogna avere competenze e vedute larghe, ovvero essere veramente interdisciplinari, tanto da estendere i propri studi dalla filosofia e scienze umane alle cosiddette hard sciences, cioè le scienze esatte (matematica e logica) e le scienze naturali (biologia, chimica e fisica).

Così, mentre negli Stati Uniti d’America si è appena eliminato dai programmi scolastici lo studio dei classici greci, in Italia, e in particolare in Veneto, a Due Carrare (Padova), c’è un’azienda altamente tecnologica, che, partendo dalla formazione, inizialmente umanistica, ma poi interdisciplinare del suo fondatore, è arrivata a offrire soluzioni concrete in tempo reale a compensazione delle sempre più frequenti emergenze climatiche che colpiscono il territorio, con una capacità di analisi dei fenomeni atmosferici basata su celle geografiche di un chilometro quadrato. “Ciò che oggi è più che mai necessario, superando la pura e semplice comunicazione delle catastrofi climatiche – ha rilevato Massimo Crespi, presidente di Radarmeteo-Hypermeteo -, è puntare sulla chiarezza del messaggio, ovvero bisogna fornire scenari con dei numeri, indispensabili all’assessment di assicurazioni, banche, consorzi di bonifica, pronto soccorsi, e ad aziende come Terna (impegnata nella duplice transizione energetica e digitale), la quale deve competere a livello mondiale con una conoscenza climatica numerica, che consenta di descrivere il trading energetico”.

Infatti, ACER (Agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia), dallo scorso anno ha richiesto che le aziende dell’Unione monopoliste dell’energia nei singoli stati forniscano un aggiornamento quartorario (prima orario) sul consumo di energia. Ciò comporta l’assoluta necessità di poter fornire dati certificati e di elevata qualità. “Come prova del nostro lavoro sulla qualità dei dati storici (intendendo col termine “storici” tutti gli attimi che precedono fino a quello attuale) verificati e verificabili – ha proseguito Crespi – possiamo affermare per esempio di aver cambiato radicalmente lo scenario delle contestazioni assicurative nel mondo agricolo, con una o due contestazioni all’anno, con 400mila aziende agricole attive in Italia”.

Ma di fronte all’attuale contesto “liquido” (vicariando il termine da Zygmunt Bauman), Crespi sottolinea la necessità di avere sempre una continua attenzione etica sulla scelta delle future impostazioni aziendali di Radarmeteo-Hypermeteo – per esempio in merito all’utilizzo dell’IA (Intelligenza artificiale) – al fine di differenziare, mediante costante analisi ermeneutica della direzione da prendere, la politica aziendale e le effettive strategie da quella degli altri provider. Francesco Dell’Orco, cofondatore e amministratore delegato di Hypermeteo, costituitasi nel 2021 come emanazione di Radarmeteo (fondata nel 2007), ha poi illustrato i servizi di supporto operativo, previsione e fornitura di dati climatici altamente rappresentativi, che l’azienda fornisce in un formato utile a essere integrato nei sistemi di processo delle aziende clienti, che vanno dal settore assicurativo a quello delle piattaforme marittime.

In sostanza, il motore tecnologico di Hypermeteo si avvale anche di Data Scientists che integrano nell’IA i dati osservativi delle stazioni meteo, dei satelliti, e dei radar, per estrarre una griglia ordinata di dati omogenea nel tempo, che è successivamente facile da integrare in sistemi terzi. La IA, riducendo gli errori e le incertezze, ha reso i sistemi di Hypermeteo interessanti anche per il settore assicurativo, che ormai puntualmente verifica con i propri periti la congruenza delle entità dei danni denunciati dai propri clienti, con i dati che risultano pertinenti a ogni singola azienda agricola e con una risoluzione chilometrica. Andrea Chini, amministratore delegato di Radarmeteo, ha quindi sottolineato che le due realtà aziendali operano in modo sinergico e che Radarmeteo è focalizzata in particolare sul supporto operativo, per esempio per la pianificazione dell’operatività aeroportuale. “Ma – ha proseguito Chini – diciamo anche al cliente che cosa fare per mitigare l’impatto climatico estremo, per esempio sulle infrastrutture (nei ponti e negli elettrodotti vi sono materiali con coefficienti di dilatazione elevati), e in tutti i settori che operano a cielo aperto. Siamo inoltre pionieri nell’aver sviluppato un algoritmo che stima la grandezza dei grani di grandine, sulla proiezione storica come su quella previsionale con un now casting di un’ora. Ma, a questo proposito, in base ai nostri dati storici, si può anche indicare i luoghi dove converrà installare nuovi impianti fotovoltaici su grandi estensioni: nelle nostre griglie, infatti, ogni chilometro quadrato, c’è il dato storico fino a 30 anni fa, ma anche lo scenario creato mediante rianalisi (analisi retrospettiva)”. Per la nuova release del sistema di elaborazione dati di Radarmeteo-Hypermeteo è già stato richiesto il brevetto europeo.

Anche se è evidente che nei prossimi dieci anni le attività antropiche causeranno l’aumento dell’inquinamento atmosferico, continua a esservi una polemica su quanto riguarda le emissioni, ma anche solo basandosi sull’osservazione naturale dei cicli solari, e dell’oscillazione dell’asse terrestre, si può agevolmente osservare come sia cambiato il clima da 70/80/100/400 mila anni a questa parte. Per tornare a temperature come quelle attuali bisogna andare indietro di 65 milioni di anni. E, mentre perfino il Burkina Faso ha un servizio meteorologico nazionale riconosciuto attraverso la collaborazione con l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), con la stazione principale situata a Ouagadougou Aero, l‘Italia è uno dei pochi paesi al mondo a non averlo. “A livello nazionale, ci si avvale oggi di 27 enti, come per esempio le Arpa, che non interagiscono tra loro, per cui per ottenere il dato di una media nazionale bisogna interpellare 27 diverse realtà, mentre per istituzioni e imprese è sempre più necessario ottenere in tempi stretti dati climatici di qualità, al fine di far fronte al dissesto climatico- ha rilevato Crespi”.

Infatti, con l’avanzata dell’anticiclone africano e lo spostamento a ovest di quello delle Azzorre si verificherà una grande siccità al Sud della penisola italiana, con la scomparsa di ambienti favoriti dalla permanenza di climi antichissimi come le steppe montane mediterranee, che consentono l’esistenza di piante, come, per esempio, il pino loricato, che hanno sette-ottocento anni, e che sono straordinarie vestigia preistoriche di interazioni tra ambienti diversi. In Italia, inoltre, tutti gli eventi si sono già acuiti di oltre il 20%: siamo un hot spot dell’attuale ondata di calore che colpirà a breve l’economia a Nord del Paese e la dorsale tirrenica dove sono concentrate più aziende e infrastrutture, anche se, per quanto riguarda l’aumento del calore in termini percentuali assoluti, sarà più colpito il meridione e le coste campano-laziali.

“Non vi è dubbio che i consorzi di bonifica dovranno ritarare la canalizzazione secondo nuovi standard climatici, che sono da riformulare tenendo conto dei drastici cambiamenti della periodizzazione dei fenomeni atmosferici… ma tutti questi interventi non devono essere isolati e provvisori, serve assolutamente tornare a un’attenzione vera e costante verso il pianeta Terra, come ormai dimostrano e asseriscono non solo gli scienziati, ma anche importanti pensatori contemporanei e come già sostenevano gli antichi filosofi fondatori della cultura europea: solo per citare Platone “la terra è un pianeta sensibile” – ha concluso Crespi”.