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Santo Stefano di Cadore (BL), ad un anno da Vaia, assessora Bergagnin: “Meglio far rinascere nel territorio le attività agricole piuttosto che una Spa 5 stelle, per farlo ci serve il modello Livigno”

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav). “Avremmo bisogno di un’altra Vaia per attirare l’attenzione del mondo politico e riuscire così ad avere ancora qualche soldo da investire nella manutenzione del nostro territorio!” E’ con questa provocazione che Elisa Bergagnin, assessora del comune di Santo Stefano di Cadore (BL), ha accolto i giornalisti nella sala convegni dell’Unione Montana Comelico al corso di formazione organizzato lo scorso 28 ottobre da Argav in collaborazione con l’Assostampa bellunese e il Sindacato Giornalisti del Veneto, che ha “adottato” il comune della Val Comelico dopo il ciclone Vaia occorso un anno fa.

Necessità di una defiscalizzazione “tipo Livigno”. “Il problema della montagna veneta sono i fondi, che mancano, contiamo poco dal punto di vista elettorale, ed inoltre la Val Comelico confina con due regioni a statuto speciale che, trattenendo i 9/10 (TAA) e 6/10 (Friuli Venezia Giulia) delle loro tasse, godono di una sorta di defiscalizzazione che consente loro di pagare i propri agricoltori e allevatori, oltre che sostenere l’attività turistica. Vorremmo anche noi avere lo stesso trattamento su un periodo di lungo termine, in modo da favorire lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio, sempre più spopolato, il modello a cui guardiamo è “Livigno” (il comune alpino in provincia di Sondrio, grazie a una legge reale del 1910, introdotta per incrementarne lo sviluppo economico, non paga IVA e altre tasse su carburanti e tabacchi, per cui la benzina costa il 40% in meno, così come le sigarette e gli alcolici ndr) oppure le zone franche urbane. Più volte abbiamo invocato a livello regionale e nazionale queste misure, ma la nostra richiesta è sempre caduta nel vuoto“, ha aggiunto l’assessora, poco convinta della scelta di Zaia di commemorare a Palazzo Balbi a Venezia il catastrofico ciclone occorso un anno fa, e non nei comuni in cui questo infierì, provocando frane, allagamenti e la caduta di migliaia di ettari di foresta. “Se dovessero chiedermi di scegliere tra il progetto in discussione del collegamento sciistico con il comprensorio Monte Elmo – Prati di Croda Rossa della Val Pusteria, in Alto Adige (contestato dagli ambientalisti in quanto da loro ritenuto non sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, ndr) e la defiscalizzazione, sceglierei senz’altro quest’ultima, le Spa a 5 stelle non ci interessano, preferiamo far rinascere la produzione agricola e l’allevamento nel territorio, abbiamo già numerosi giovani produttori che si stanno danno da fare in questo senso (e i partecipanti all’incontro possono testimoniare la bontà di formaggi, insaccati, miele e lievitati prodotti in loco grazie al rinfresco preparato nella pausa tra un intervento e l’altro, ndr).

Container cinesi e gestione forestale sostenibile. Molti e tutti interessanti gli interventi in programma al corso. Stefano Vietina, giornalista, ha ricordato come l’80 per cento del legname utilizzato in Italia sia importato principalmente da Austria e paesi Est europeo, un controsenso visto che i boschi italiani sono sempre più rigogliosi a causa dell’abbandono dei pascoli; sono rimaste inoltre poche segherie, dunque anche quel 20 per cento di legname italiano utilizzato viene in gran parte lavorato in Austria e poi re-importato in Italia; Vietina ha informato anche del fatto che metà del legname caduto in Veneto stia prendendo la via della Cina: questo ha prodotto un innalzamento del valore del legname, passato da 143 euro al mc pre-Vaia a 13/ 20 euro al mc attuali, ma dopo che sarà lavorato e restituito in manufatti dai cinesi, con tutta probabilità, possiamo aspettarci una futura crisi della nostra industria del mobile. Diego Florian, direttore FSC (Forest Stewardship Council) Italia, con sede a Padova, ha ribadito come si sia persa la conoscenza del bosco, tanto da esser venute meno anche le sue funzioni ambientali, e di come sia in atto un abbandono gestionale e forestale (l’ultimo censimento Istat è del 2005, si “lavora alla cieca”), gestione, peraltro, affidata alle singole regioni, dunque in Italia abbiamo 21 leggi differenti inerenti alla materia. Un disinteresse istituzionale e privato davvero incomprensibile quello per Il bosco, che invece può essere un asset economico sostenibile formidabile. Una nota a questo riguardo: FSC si è proposta molte volte alle Regole del Comelico per certificare le loro foreste, ma invano. Se lo avessero fatto, probabilmente “non sarebbero andate deserte alcune aste di vendita di legname caduto dopo Vaia, in quanto ci sono tante aziende pronte a servirsene, soprattutto per motivi di marketing etico“.

Altri cicloni in vista, dobbiamo portare rispetto alle energie sottili della Natura. Andrea Bergamasco, oceanografo CNR (Consiglio Nazionale Ricerche), ha ricordato come sia importante verificare le fonti delle notizie in rete, “meglio far riferimento anche per le notizie ambientali a Istituzioni o quotidiani“; tra i neologismi creati dal cambiamento climatico, trova appropriato l’uso del termine “bomba d’acqua“, in quanto indica piogge con intensità superiore ai 100 mm/hr, ben più forti rispetto ad un “semplice nubrifagio”; ha parlato anche dei “medicane“, cicloni mediterranei che attingono energia dall’acqua marina quando questa ha una temperatura che supera i 27 gradi: negli ultimi anni succede sempre più spesso – è successo nel 2003, nel 2012, nel 2015, nel 2017, nel 2018 – , per cui “dobbiamo aspettarci un peggioramento nei prossimi anni. Ci ha ricordato di” agire localmente ma di pensare globale e di agire con la testa, anche se può costare molta fatica, perché non esiste un pianeta B“. A ribadire il concetto della necessità di rispettare la Natura – intesa nel suo complesso di mondo vegetale, animale e minerale – e di non dimenticare l’esistenza delle “energie sottili” è stato Toio de Savorgnani, premio Argav 2016, ambientalista, scrittore, fondatore Mountain Wilderness Italia: “La montagna ha uno spirito, se non rispettiamo le sue regole, aspettiamoci di vederci ancora puniti“.

Commissariamento Parco Colli Euganei, l’ex consigliere del parco Sandon scrive a Zaia

Riceviamo e pubblichiamo da Gianni Sandon, ex consigliere Parco Colli Euganei

“Neanche più del rispetto delle scadenze per il rinnovo del commissariamento dei parchi si preoccupa la Regione. Commissariamento che dura da più di 3 anni e di cui il 30 giugno scorso è scaduta anche l’ultima proroga. E ancora non si sa se, e di quanto, sia stata decisa l’ulteriore, inevitabile proroga. Semplice “dimenticanza” o la riprova della profonda ostilità della Regione per i parchi? Da quando l’attuale maggioranza amministra la Regione, dal ’95, (e Zaia ne è alla guida dal 2005) non si è fatto un solo nuovo parco. Ci si è accontentati di quei miseri 5 istituiti tra fine anni ’80 e primi anni ’90. Come se pensare ai parchi fosse un frivolo fastidio e non un’operazione d’avanguardia per qualificare la politica del territorio”.

“Ostilità certo favorita dalla gestione a dir poco scialba che dei parchi si è fatta. Risultato cui ha non poco contribuito anche il sostanziale boicottaggio della stessa Regione, che con la crisi epocale del 2008/2009 ha visto finalmente l’occasione per lo smantellamento definitivo di questa istituzione. Per “ridurre le spese di funzionamento” con la finanziaria del 2011 aveva preannunciato un apposito disegno di legge di “riordino e razionalizzazione degli enti strumentali”. Che viene presentato nel luglio 2012. Ma l’obiettivo di fondo, altro che risparmio e razionalizzazione, diventa quello di limitare le competenze dei parchi al solo aspetto “naturalistico”, togliendo loro quelle in materia di territorio, ambiente e persino di paesaggio. E per 4 anni la si è confusamente smenata questa grande riforma”.

“Nel 2016 l’affondo finale: il 17 maggio anche il parco dei Colli, come gli altri, viene commissariato. Ma solo in attesa della nuova legge, recita la delibera di Giunta, e al massimo per un anno, rinnovabile solo “per gravi ragioni”. Che chissà quali sono perché il commissariamento viene successivamente prorogato nell’agosto e nel dicembre 2017, e ancora nel giugno 2018 fino al 30 giugno scorso. In una situazione peraltro divenuta ancor più sconcertante. Perché infatti nel frattempo la legge di “riordino” è arrivata. Una legge “topolino” che in realtà si limita a rimescolare un po’ le carte. E dal giugno dello scorso 2018 la legge contiene scadenze ben precise per riavviare la macchina dei Parchi, messe anche per iscritto dal competente assessore regionale. Ma tutte immancabilmente disattese, continuando a prendere in giro mezzo mondo”.

“Caro Zaia, se l’apposita commisione ministeriale prendesse questa gestione dei Parchi come esempio, forse si convincerebbe che l’autonomia della Regione, invece che ampliarla, bisognerebbe limitarla”.

Il Governo, tramite il Ministero dell’Ambiente, impugna norme regionali di semplificazione burocratica. Luca Zaia: “Ci opporremo con tutti gli strumenti giuridici, sono articoli che non danneggiano l’ambiente né eludono norme di legge dello Stato”.

Luca Zaia, governatore del Veneto

Luca Zaia, governatore del Veneto

Il Governo, tramite il Ministero dell’Ambiente, ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale alcune norme contenute nella legge finanziaria della Regione del Veneto in materia ambientale.

Gli articoli impugnati. In particolare, viene contestato l’art. 19 che prevede la possibilità di realizzare opere di regimazione idraulica con il sistema della compensazione, il che consentirebbe alla Regione di dare un valore economico al materiale scavato riutilizzabile e detrarlo quindi dall’importo da pagare alle aziende appaltatrici che eseguono i lavori. L’art. 56, commi 1 e 4, riguarda invece una semplificazione della disciplina relativa alla combustione controllata sul luogo di produzione di residui vegetali non più funzionali all’uso agricolo. Infine, è oggetto di impugnazione anche l’art. 65, comma 2 (tutela della rete ecologica regionale “Natura 2000”) con specifico riferimento alle disposizioni che consentono a determinati interventi di non essere assoggettati a valutazione di incidenza ambientale (VINCA).

La reazione. A fronte dell’azione del Consiglio dei Ministri e sul fatto di attribuzione di competenze tra Stato e Regioni, il governatore del Veneto Luca Zaia scende sul piede di guerra: “Noi ci opporremo con tutte le forze e gli strumenti giuridici, ma il problema di fondo resta: ogni qualvolta cerchiamo di introdurre elementi di semplificazione a favore delle economie dei territori e dei cittadini il governo ci si mette di mezzo”. Gli articoli impugnati – aggiunge il presidente – sono basati su principi di buon senso, semplificazione burocratica e utilità pratica ed economica per la Regione e i cittadini, senza minimamente danneggiare l’ambiente né eludere norme di legge imposte dallo Stato”.“Vedo nei comportamenti di questo governo e nei progetti di riforma solo un disegno neocentralista che disgrega il Paese e punisce chi, come il Veneto, ha saputo dimostrare come si fa buona amministrazione, assumendosene responsabilità e rischi. Pretendiamo autonomia decisionale, operativa e finanziaria”, conclude il presidente veneto.

(Fonte: Regione Veneto)

L’uva d’oro di Venezia torna a risplendere

L'isola di Mazzorbo

Torna a risplendere l’Uva d’Oro, o Dorona, antica uva delle isole della laguna di Venezia, riscoperta e salvata dall’oblio e forse dalla scomparsa grazie all’impegno di Veneto Agricoltura, del Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano e di imprenditori privati. Nel contesto del progetto di recupero della tenuta oggi chiamata Venissa, di proprietà del Comune di Venezia, che sorge nell’isola lagunare di Mazzorbo, è stato ricreato un vigneto di quest’uva, la cui vendemmia prenderà il via venerdì 3 settembre prossimo.

A vendemmiare, Luca Zaia e Paolo Baratta. A tagliare i primi grappoli, alle 11,30, saranno il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta, affiancati dai ragazzi down dell’Associazione Persone Down della Marca Trevigiana, già esperti vignaioli, enologi e creatori di etichette. La presenza di Baratta, vicepresidente del FAI, è tutt’altro che casuale: un’omaggio della cultura ad uno suo segmento, quello dell’enologia, della quale lo stesso presidente della Biennale è protagonista con la sua tenuta Monteti, sulle alture alle spalle del colle omonimo, nella Maremma Toscana, in Comune di Capalbio.

L’importanza delle uve autoctone. Il recupero di Venissa e dell’Uva d’Oro, a sua volta, è avvenuto sulla base del progetto di recupero e valorizzazione presentato da imprenditori del settore dell’enologia e della nautica (Gianluca Bisol e Alberto Sonino), giudicato il migliore tra i dodici presentati al Comune in risposta ad una specifica richiesta, e coinvolge associazioni ed enti culturali e scientifici internazionali. L’iniziativa, oltre alla valenza storico – culturale, vuole sottolineare la ricchezza e la straordinarietà dell’enologia del Veneto in generale, territorio unico al mondo per le radici identitarie, variegate e antiche della sua viticoltura. Dei circa 8 milioni di ettolitri di vino prodotti attualmente in Veneto, 3,2 milioni sono oggi a Denominazione e, di questi, quasil’85 per cento sono ricavati da uve autoctone e originarie (tra le più importanti: le rosse Corvina, Rondinella, Molinara, Raboso, e le bianche Glera e Garganega) dalle quali si ottiene una varietà di vini eccellenti e unici, in grado di coprire ogni esigenza e di abbinarsi ad ogni cibo.Proprio per sottolineare l’importanza delle uve autoctone nella produzione e nell’economia enologica del Veneto, all’evento parteciperanno produttori di fama mondiale come Gianluca Bisol, Raffaele Boscaini e Giorgio Cecchetto, impegnati nel recupero e nella valorizzazione degli antichi vitigni.

(fonte Regione Veneto)

Quote latte: Zaia, stanno indagando 62 procure

Luca Zaia, presidente Regione Veneto

62 Procure stanno verificando i dossier raccolti dai Carabinieri per quanto riguarda le quote latte. Lo ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, gia’ ministro dell’Agricoltura, conversando con i giornalisti lo scorso 20 luglio a Venezia, ricordando che la legge 33 del 9 aprile 2009 sulla rateizzazione, ”in verità permette all’Italia di non pagare 200 milioni di multe ogni anno e, questo, purtroppo nessuno ha il coraggio e il buon gusto di dirlo”. Zaia ha ricordato che la manovra finanziaria dà soltanto la possibilita’ agli splafonatori di pagare la multa  entro 6 mesi, cioe’ entro il prossimo 31 dicembre. Riferendosi alle 106 aziende che al momento hanno deciso di non rateizzare, Zaia ha manifestato comprensione: ”e’ evidente che di fronte alla rilevazione dei carabinieri che i conti non tornavano, hanno deciso di aspettare a pagare le rate; cio’ non toglie che debbano farlo entro la fine dell’anno”.

(fonte Asca)

Incontri formativi Argav: il 15 giugno ad Arzerello si parla di Mose

Mose - Malamocco verso il mare

In vista della visita che i soci Argav faranno prossimamente ai cantieri del Mose, martedì 15 giugno alle ore 19:00 si svolgerà nella consueta sede del circolo Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Pd) una serata di confronto e dibattito su questa grande opera di ingegneria idraulica veneziana, tornata di recente sulla scena mediatica internazionale. A condurre l’incontro sarà il socio Massimo Marco ROSSI, che ha avuto modo di produrre numerosi materiali sulla questione ed esporrà ai presenti i propri risultati. Nell’occasione, chi desidera potrà fermarsi a cena con contributo di € 15,00 (necessaria conferma allo 049 9703015).

Zaia visita il MOSE

(di Fabrizio Stelluto, Asterisco Informazioni e Presidente Argav)

Imponente schieramento mediatico per la visita che il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha svolto ai cantieri del Mose, la più grande opera idraulica moderna, destinata a preservare Venezia dalle alte maree fino a 3 metri. Il termine dei lavori, costati 4678 milioni di euro, è previsto per il 2014; attualmente lo stato di avanzamento ha raggiunto il 63%. Nel corso dell’incontro, Zaia ha più volte sottolineato come il Mose sia il principale committente della Regione dando occupazione a circa 3000 persone. Va infine evidenziato come siano già 12 i Paesi stranieri, che hanno chiesto di insediare un gruppo di studio all’Arsenale per seguire l’evolversi del cantiere e dell’attivazione del sistema Mose.

Abano Terme (Pd). Zaia e Alemanno al Congresso Nazionale Slow Food Italia

Il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e Gianni Alemanno, Presidente del Consiglio nazionale Anci e Sindaco di Roma sono intervenuti in questa prima giornata del Congresso Nazionale Slow Food Italia che si sta svolgendo ad Abano Terme fino al 16 maggio.

Luca Zaia, Presidente Regione Veneto

Durante il suo intervento al convegno, Luca Zaia, ha ribadito la sua contrarietà agli ogm: una contrarietà non ideologica, ma economica, culturale e salutistica.«E’ ora di smetterla di dire ai contadini la bugia che gli organismi geneticamente modificati sono la soluzione per fare concorrenza all’agricoltura dei Paesi dove lo stipendio è di un euro al giorno. Mi inquieta l’idea di un seme che genera una pianta che non dà semi – ha aggiunto – ma soprattutto gli ogm non sono affatto una soluzione per l’economia agricola in crisi, mentre la nostra vera risorsa sono la qualità, la tipicità, la varietà dei gusti. Anche negli Stati Uniti c’è un ripensamento e si sta cercando una seconda via per l’agricoltura. Se il mondo della scienza è diviso, è certo che la Germania ha proibito un mais transgenico che è risultato cancerogeno per le cavie da laboratorio». «La battaglia la dobbiamo fare per la biodiversità – ha detto ancora Luca Zaia – in Italia abbiamo 4750 prodotti tipici, dietro ciascuno di essi c’è una comunità e la sua storia: difendiamo la vera multinazionale, quella dei contadini, che con gli ogm non guadagnano di più. Non è vero che non essere per gli ogm significa essere contro la modernità, questo è solo uno slogan». Certo, c’è il problema della fame nel mondo, di un miliardo 200 mila persone che soffrono la fame, di queste, 3 milioni annualmente muoiono di fame, mentre noi sprechiamo cibo per un miliardo e mezzo di euro. «Anche noi dobbiamo dare un contributo, sapendo che il cibo è un grande valore, ma questo significa – ha concluso Zaia – dare a chi soffre la fame le risorse per comprarsi il cibo: il diritto dell’accesso al cibo non ha nulla a che vedere con gli ogm».

Gianni Alemanno, Sindaco di Roma

Grande interesse ha suscitato anche l’intervento di Gianni Alemanno che ha sottolineato come sia fondamentale che le grandi città abbiano a cuore la sostenibilità, facilitando tutte le attività che portano «la campagna nel territorio urbano, per questo sosteniamo le iniziative di Slow Food come gli Orti in Condotta o Mercati della Terra per agevolare il più possibile la filiera corta e l’incontro tra produttori e consumatori. Stiamo lavorando anche per il recupero dei vecchi casali ancora presenti nella città». Alemanno ha inoltre sottolineato come Roma stia operando per diventare un modello di città che pone grande attenzione al discorso energetico, cercando di sviluppare modelli di produzione diffusa. Concludendo ha ribadito che la Capitale sarà una città ogm free.

(fonte: Slow Food Italia)

Al via Vinitaly 2010

Apre oggi sotto il segno della fiducia la 44^ edizione di Vinitaly. Business, promozione e internazionalizzazione sono le parole chiave della rassegna leader di Veronafiere che, dopo la crisi mondiale del 2009, si propone come appuntamento indispensabile per la ripresa e il rilancio del settore.

La “cinque giorni” dedicata al vino sarà ufficialmente inaugurata oggi alle 10,30, alla presenza di Luca ZaiaMinistro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali nonché neo-governatore della Regione Veneto. Presenti anche il sindaco di Verona Flavio Tosi, il presidente della Provincia Giovanni Miozzi e l’assessore all’Agricoltura della Regione  Abruzzo, Mauro Febbo. «Il nostro obiettivo è consolidare la nostra leadership, dopo essere stati l’unico organizzatore fieristico ad aver chiuso il 2009 con il bilancio in attivo – afferma Ettore Riello, presidente di Veronafiere. – E la strategia passa dal continuo miglioramento delle infrastrutture e all’offerta integrata di servizi innovativi per favorire gli scambi commerciali del sistema Paese».

Ed è proprio l’internazionalizzazione a guidare il Vinitaly World Tour, che ha già toccato l’India e due volte gli Stati Uniti e si appresta alle prossime tappe in Russia, Cina, Giappone, Corea e Singapore. «I segnali – sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale – sono positivi e l’aspettativa è di confermare l’equilibrio di visitatori raggiunto nel 2009, con una significativa presenza dall’estero». A Vinitaly, spazio anche alle produzioni di qualità del Made in Italy  con SOL, il Salone internazionale dell’olio d’oliva extravergine di qualità, dove, il 9 aprile, sarà firmato il primo accordo di programma per la promozione dell’extra vergine italiano in Italia e all’estero. A firmare lo storico accordo, che avrà importanza strategica per la promozione e valorizzazione delle nostre produzioni oleicole, saranno Adolfo Urso, viceministro allo sviluppo economico, e Massimo Gargano, presidente di Unaprol, l’organizzazione di operatori olivicoli che condivide con Veronafiere l’ambizioso progetto. Grazie alla concomitanza con Sol e Agrifood Club, infine, i visitatori di Vinitaly, in particolare quelli esteri, hanno anche a disposizione anche il meglio della produzione oleicola e agroalimentare italiana, mentre con Enolitech possono aggiornarsi su tutte le nuove tecnologie e le attrezzature all’avanguardia per produrre, confezionare, trasportare, vendere e degustare.
(fonte Veronafiere)

Le domande dell’ARGAV ai candidati Presidenti della Regione Veneto

Il 28 e 29 marzo 2010 avranno luogo le elezioni per eleggere il nuovo Presidente della Regione Veneto. A questo proposito, Argav ha pensato di mettere a disposizione uno spazio sul sito per conoscere i pensieri dei 7 candidati in merito ai temi di nostra competenza. Durante il “Pranzo di Primavera”, tenutosi al ristorante Piroga lo scorso 21 marzo, i soci presenti hanno formulato delle domande che abbiamo trasmesso alle segreterie dei candidati. Le risposte saranno pubblicate a mano a mano che ci arriveranno.

Ricordiamo che i candidati Presidenti in corsa per Palazzo Balbi sono sette e precisamente: Luca Zaia, appoggiato da Lega Nord Padania, Alleanza di Centro e Popolo della Libertà;  Giuseppe Bortolussi, sostenuto da Partito Democratico, Italia Democratica Etica Ambientalista (Idea), Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà, Prc-Pdci; Antonio De Poli, alla guida di Alleanza Veneto (Unione di Centro e Unione Nord Est); Gianluca Panto, alfiere del Partito Nasional Veneto; Silvano Polo, candidato governatore del Partito dei Veneti; David Borrelli, candidato presidente del Movimento Cinque Stelle; Paolo Caratossidis, leader di Forza Nuova.

Le domande Argav.

  1. In caso di vittoria, quali sarebbero i vostri primi interventi per il settore primario veneto?
  2. Agricoltura: più Veneto in Europa o più Europa nel Veneto?
  3. Cosa intendete fare contro l’invasione dei prodotti esteri, in particolari cinesi, che imitano alcune produzioni tipiche italiane?
  4. Qual è la vostra priorità in fatto di enogastronomia di qualità?
  5. L’agricoltura invecchia: come intendete riportare i giovani in questo settore?
  6. Spopolamento delle montagne: quali azioni intendete adottare per evitarlo?
  7. Tutela origine prodotti: in quelli di quarta gamma (busta di verdure pronte da condire) non appare l’origine degli ortaggi. E’ vostra intenzione regolamentare questa mancanza?
  8. Bioenergie. Cosa ne pensate? Ritenete che possano essere un “affare” anche per l’agricoltura o solo per il settore industriale?
  9. Si o no al nucleare in Polesine?
  10. La centrale Enel a carbone di Porto Tolle recherà seri problemi all’ambiente, all’agricoltura, alla pesca e al turismo. Perché non usare il gas metano del rigassificatore di Porto Levante?
  11. Acqua: per voi, meglio quella del rubinetto oppure in bottiglia?
  12. Case ecocompatibili: per voi, un obbligo nel futuro?
  13. Quale connubio socio-economico pensate sia possibile e /compatibile tra Venezia e Mestre Terraferma?
  14. Le Dolomiti vicentine sono rimaste escluse dal riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità conferito alle Dolomiti. Intendete intraprendere qualche azione presso l’Unesco per rimediare a questa “dimenticanza”?
  15. Pesca: come intendete risolvere i problemi di questo settore?
  16. Trentino-Alto Adige: la collaborazione avviata da Galan sarà perseguita o abbandonata? Se sì, con quali azioni?
  17. Qual è il vostro giudizio sulle compatibilità fra incarichi regionali e nazionali? Sono un’opportunità o un problema?