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Km zero: un progetto che farà molta strada…sostenibile

Una carriera folgorante quella del “KMZERO”, ovvero il progetto di Coldiretti Veneto che in soli quattro anni da semplice slogan espressione di una raccolta di firme a favore di una legge d’orientamento al consumo di prodotti tipici nelle mense collettive e nella ristorazione privata è passato a legge regionale fino a diventare una strategia economica.

Tutti i numeri del Km zero in Veneto. Un brand che è sinonimo di tutto ciò che è locale, di provenienza regionale, riconducibile alla produzione agricola fresca di stagione nonché di filiera corta.Un successo che in poco tempo ha dato grandi numeri. Il Veneto attualmente conta quasi un centinaio di mercatini agricoli distribuiti su tutto il territorio, più 5000 aziende agricole che vendono direttamente ai consumatori, una rete di oltre trenta locali (trattorie, locande, pizzerie, bar, osterie, gelaterie, negozi, macellerie) che scelgono per i menù e i loro banchi le tipicità della campagna limitrofa, pacchetti vacanze ecosostenibili per promuovere i piccoli borghi rurali e le feste paesane, ospedali e distretti scolastici che per i pasti da somministrare hanno adottano piatti a base di specialità agroalimentari fornite direttamente dalle fattorie vicine.

Il Concorso regionale “Km zero raccomandato in cucina”. La Regione Veneto detiene anche il primato dell’unica norma del genere sul panorama legislativo nazionale. Un vanto per la tutela e la valorizzazione di quella identità dei popoli che passa attraverso non solo la storia ma anche la tradizione culinaria. La nostra è talmente ricca da permettersi una sfida tra sette province rappresentate ognuna da uno chef affiancato ad un politico, entrambi impegnati nella ricetta sintesi della semplicità contadina. Ingrediente principale la capacità di convincere la giuria, non tanto delle abilità dei cuochi o del sapore della combinazione gastronomica, quanto il messaggio emozionale ed evocativo del piatto preparato. Insomma una sorta di prova elettorale “politicamente corretta” per consiglieri, presidenti e assessori in gara con gusto per far vincere il partito della bontà.

Gli schieramenti. BELLUNO Ristorante “Alle Codole” di Canale d’Agordo con il Capo Gruppo PDL Dario Bond. PADOVA Trattoria “Da Ballotta” di Torreglia con il Presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato. TREVISO Ristorante “Teatro dei Sapori” di Castelfranco con l’Assessore all’agricoltura Franco Manzato. ROVIGO Trattoria “Alla Rosa” di Adria con il Consigliere regionale Graziano Azzalin. VERONA Ristorante “Tregnago” di Montecchia di Crosara con il Presidente IV commissione agricoltura Davide Bendinelli. VICENZA Ristorante “Al Pioppeto” di Romano d’Ezzelino con il Consigliere regionale Raffaele Grazia. VENEZIA Ristorante “Marco Polo” di Mestre con il Consigliere regionale Pietrangelo Pettenò.

(fonte Coldiretti Veneto)

L’uva d’oro di Venezia torna a risplendere

L'isola di Mazzorbo

Torna a risplendere l’Uva d’Oro, o Dorona, antica uva delle isole della laguna di Venezia, riscoperta e salvata dall’oblio e forse dalla scomparsa grazie all’impegno di Veneto Agricoltura, del Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano e di imprenditori privati. Nel contesto del progetto di recupero della tenuta oggi chiamata Venissa, di proprietà del Comune di Venezia, che sorge nell’isola lagunare di Mazzorbo, è stato ricreato un vigneto di quest’uva, la cui vendemmia prenderà il via venerdì 3 settembre prossimo.

A vendemmiare, Luca Zaia e Paolo Baratta. A tagliare i primi grappoli, alle 11,30, saranno il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta, affiancati dai ragazzi down dell’Associazione Persone Down della Marca Trevigiana, già esperti vignaioli, enologi e creatori di etichette. La presenza di Baratta, vicepresidente del FAI, è tutt’altro che casuale: un’omaggio della cultura ad uno suo segmento, quello dell’enologia, della quale lo stesso presidente della Biennale è protagonista con la sua tenuta Monteti, sulle alture alle spalle del colle omonimo, nella Maremma Toscana, in Comune di Capalbio.

L’importanza delle uve autoctone. Il recupero di Venissa e dell’Uva d’Oro, a sua volta, è avvenuto sulla base del progetto di recupero e valorizzazione presentato da imprenditori del settore dell’enologia e della nautica (Gianluca Bisol e Alberto Sonino), giudicato il migliore tra i dodici presentati al Comune in risposta ad una specifica richiesta, e coinvolge associazioni ed enti culturali e scientifici internazionali. L’iniziativa, oltre alla valenza storico – culturale, vuole sottolineare la ricchezza e la straordinarietà dell’enologia del Veneto in generale, territorio unico al mondo per le radici identitarie, variegate e antiche della sua viticoltura. Dei circa 8 milioni di ettolitri di vino prodotti attualmente in Veneto, 3,2 milioni sono oggi a Denominazione e, di questi, quasil’85 per cento sono ricavati da uve autoctone e originarie (tra le più importanti: le rosse Corvina, Rondinella, Molinara, Raboso, e le bianche Glera e Garganega) dalle quali si ottiene una varietà di vini eccellenti e unici, in grado di coprire ogni esigenza e di abbinarsi ad ogni cibo.Proprio per sottolineare l’importanza delle uve autoctone nella produzione e nell’economia enologica del Veneto, all’evento parteciperanno produttori di fama mondiale come Gianluca Bisol, Raffaele Boscaini e Giorgio Cecchetto, impegnati nel recupero e nella valorizzazione degli antichi vitigni.

(fonte Regione Veneto)

Il turismo subacqueo veneto scopre le “tegnue” di Venezia

foto Tegnueveneziane.it

Sulla base di un progetto finanziato da Regione, Comune di Venezia e Cam idrografica, al largo del Lido di Venezia sono stati attivati due siti in cui e’ possibile visitare le cosiddette ‘tegnue’‘, affioramenti caratteristici della morfologia del golfo di Venezia, con le loro dune e substrati solidi che interrompono l’andamento pressoche’ regolare dei fondali di sabbie e fanghi. Nei due siti sono state posizionate boe per evitare l’ancoraggio e fornire supporto per i subacquei. Altrettanti affioramenti saranno attrezzati entro pochi mesi. Per visitare le tegnue, non sono in previste spedizioni organizzate, ma e’ possibile recuperarne le coordinate on line, sul sito www.tegnuevenezia.it, o nei due centri informativi attivi a terra, presso il Palazzo del Podesta’ del Lido o il piccolo Museo della Laguna sud di Pellestrina.

Da scoprire sott’acqua: i resti del campanile di San Marco, relitti e galee.Al momento, invece, manca un’offerta relativa al turismo dell’archeologia subacquea. ”L’attivita’ archeologica subacquea – spiega il presidente del gruppo Argo, Alessandro Tagliapietra – e’ ricca, ma nessun sito e’ attualmente aperto e fruibile da parte dei subacquei, nemmeno attraverso guide”. Eppure, come spiega Tagliapietra, i reperti non mancherebbero: dai resti del campanile di San Marco crollato nel 1902, agli otto relitti individuati attraverso i lavori per la costruzione del Mose, ai diversi resti di galee presenti in laguna (anche se, in questo caso, l’eventuale visitabilita’ sarebbe complicata dalla limitatissima visibilita’, misurabile in pochi centimetri, sotto le acque della laguna). ”In Veneto – conclude – manca ancora questa cultura, che mi auguro si affermi al piu’ presto, anche se i tempi non possono essere dettati da noi, ma dal ministero. Nel frattempo, cio’ a cui miriamo, anche attraverso i nostri corsi di archeologia subacquea, e’ di sensibilizzare i subacquei ad adottare i corretti codici di comportamento in caso di un non impossibile ritrovamento. Piu’ che il recupero, in questi casi, e’ importante la segnalazione e la documentazione”.

(fonte Ansa)

Approvato il programma della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale del Veneto

Proporre e definire una “posizione veneta” matura e condivisa rispetto all’evoluzione della politica agricola dell’Unione europea (I° e II° Pilastro) dopo il 2013. E’ questo lo scopo della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale del Veneto, secondo il programma approvato dalla Giunta regionale il 27 luglio, con la deliberazione n. 1930.

L’avvio previsto per il prossimo mese di ottobre a Legnaro (PD). La Conferenza prevede un percorso guidato di approfondimento e confronto sul futuro del mondo rurale veneto, per verificare le opportunità di sviluppo del settore e le strategie “di accompagnamento” che potranno essere adottate nel periodo di programmazione 2014-2020. Il seminario di apertura, in programma il prossimo 1 ottobre a Legnaro (PD), avrà il compito di presentare i primi orientamenti dell’UE e un’agenda di possibili priorità attraverso le quali avviare la discussione sul futuro dell’agricoltura veneta. L’iniziativa, coordinata dalla Regione del Veneto, è organizzata in collaborazione con l’Azienda regionale Veneto Agricoltura e prevede il supporto dell’INEA attraverso un apposito accordo di programma.

Previsti anche cinque seminari tecnici e una consultazione on-line. L’incontro di presentazione e di lancio della Conferenza segnerà l’inizio del percorso progettato per definire e condividere con gli operatori, i principali portatori di interesse e la collettività, le priorità strategiche del sistema agricolo veneto, nel contesto delle prospettive delineate in sede comunitaria e in funzione del programma di governo della Regione. Dopo la giornata di apertura, sono previsti cinque seminari tematici, ciascuno dei quali affronterà una delle specifiche priorità emergenti: 8 ottobre (Innovazione, informazione e filiera della conoscenza); 22 ottobre (Globalizzazione dei mercati e nuovi strumenti d’intervento); 5 novembre (Sistemi agricoli e forestali, ambiente e produzione di beni pubblici); 19 novembre (Qualità dei prodotti e sostenibilità); 3 dicembre (Governance e federalismo per l’agricoltura e le aree rurali). In parallelo ai seminari tematici verrà avviata anche una consultazione “on-line” aperta a tutti coloro che vorranno presentare contributi e proposte per delineare e definire l’Agenda delle priorità strategiche per il sistema agricolo, forestale e rurale del Veneto, che sarà l’oggetto della Conferenza nell’ambito del congresso finale previsto a febbraio 2011.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Fino a settembre 2010, a Rosolina Mare (RO) c’è la Bottega del Parco

La Bottega del Parco è un’iniziativa che prevede una mostra mercato di prodotti tipici esposti presso il Palazzo dei congressi di Rosolina Mare. Fino alla seconda settimana di settembre, lunedì, martedì, venerdì dalle 18.30 alle 23.00 e domenica alle 21.00 saranno in mostra il riso, il miele dei produttori di Cà Cappellino, il pane di Loreo, il sidro e le confetture dell’agiturismo Pavoni, oltre a frutta, verdura ed altre bontà dei produttori locali.

In programma anche due mostre. Dal 1 al 28 luglio:Po, fiume di celluloide”, mostra fotografica dedicata a 9 grandi film che sono stati girati nell’ambientazione del Delta del Po e dal 29 luglio al 16 agosto “I diari della terra”, mostra fotografica itinerante che raffigura i paesaggi rurali del Veneto, a cura della Regione Veneto.

Conoscere meglio il delta del Po. Durante la settimana sono previsti due appuntamenti fissi: ogni lunedì alle 21.15 sono organizzati degli incontri per approfondire la conoscenza del territorio del Delta del Po su aspetti storici, ambientali, sui centri di visita e sulle possibilità di escursione. A queste serate parteciperanno anche guide naturalistiche ed esperti del settore, quali ornitologi e botanici, che con la loro esperienza renderanno gli incontri molto interessanti. Il martedì sera sarà dedicato invece alternativamente a due temi, uno dedicato ai più piccoli e l’altro agli adulti. Per i bambini sono organizzati laboratori, in cui i piccoli potranno realizzare fischietti e piccoli oggetti in argilla con l’aiuto di Benvenuto Fecchio della Fattoria Didattica l’Ocarina del Po. Per gli adulti, invece, Fabrizio Barbieri, agronomo, e Michele Colla, farmacista ed erborista, condurranno degli incontri dedicati alle erbe officinali e alle piante del Delta del Po. Questi appuntamenti consentiranno al pubblico di imparare a conoscere le proprietà terapeutiche e l’uso in cucina di queste piante, oltre al loro utilizzo nell’aromaterapia e nella preparazione di tisane.

(fonte Regione Veneto)

Bonifica e territorio: raccolta firme di Cia Veneto per modifica legge regionale

Lo scorso 2 luglio è scattata  la raccolta firme di Cia Veneto per la presentazione della proposta di legge d’iniziativa popolare di modifica della legge regionale sulla Bonifica e la tutela del territorio. L’obiettivo ambizioso è di raggiungere entro l’anno 20.000 firme.

Poca chiarezza. Alla base della raccolta firme, l’accusa da parte di Cia a Regione Veneto e Consorzi stessi di immobilismo, poca informazione sulle risorse disponibili e scarsa chiarezza sulla nuova legge che regola i consorzi veneti entrata in vigore circa 6 mesi fa. In particolare, non sono chiare, secondo Cia,  le nuove disposizioni che prevedono l’assegnazione di un contributo per lo scolo delle acque provenienti da immobili urbani serviti da pubblica fognatura a carico dei gestori del servizio idrico integrato. Una somma questa considerata dalla Cia significativa, visto che è pari fino a un quarto delle entrate totali dei consorzi.

La proposta di modifica di Cia Veneto. Questi i capisaldi: 1) allargamento degli organi amministrativi (Assemblea e reintroduzione Collegio dei Revisori); 2) introduzione di criteri e di modalità certe nelle elezioni; 3) riaffermazione del potere impositivo dei Consorzi; 4)  distinzione e/o parità  del ruolo degli eletti ( contribuenti) e dei nominati (enti pubblici), parificazione dei contribuenti; 5) diminuzione degli indici di contribuenza dei terreni agricoli che svolgono una funzione attiva nella difesa idraulica del territorio.

(fonte Cia/La Nuova Venezia)

9 luglio 2010: a Caorle (Ve) giornata dimostrativa biocarburanti

Chi semina strade raccoglie traffico, chi diffonde traffico incrementa lo smog. Da tempo, nelle cronache e nei dibattiti tra esperti di mobilità e addetti al settore, o meno, imperversa questa sorta di equazione. Ma se non fosse esattamente così? E’ la  domanda che si sono posti coloro i quali stanno sperimentando nel mondo l’utilizzo di biocarburanti.

A Venezia, in futuro biocarburante per i vaporetti. Uno di questi studi si sta svolgendo a Caorle (VE), presso l’azienda pilota e dimostrativa di Veneto AgricolturaVallevecchia” con i progetti “Biosire”, finanziato dal programma comunitario “Intelligent Energy Europe (IEE)” di cui la Regione del Veneto è partner, ed Energycrops. Progetti che si propongono il primo di realizzare uno studio di fattibilità per una possibile transizione verso l’impiego di biocarburanti (da oli esausti vegetali e da oli vegetali puri) nei natanti a uso turistico che solcano la Laguna di Venezia, e il secondo finalizzato alla produzione di biocarburanti in area rurale.

Appuntamento a Vallevecchia il 9 luglio alle 9.30. Il tutto verrà presentato proprio a “Vallevecchia” il prossimo 09 luglio, nell’ambito di una giornata dimostrativa che inizierà con un meeting alle 09.30. Le filiere di produzione prese in esame sono due: il recupero e il riciclo di oli alimentari di cottura esausti per la produzione di biocarburanti; la produzione di olio vegetale puro da colture agricole oleaginose dedicate (in particolare colza). Nell’area espositiva appositamente allestita ci sarà inoltre modo di visionare le filiere di produzione. Tra i presenti oltre a Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura e Renato Chisso, Assessore regionale alla Mobilità ed Infrastrutture della Regione Veneto ci saranno, tra gli altri, i relatori Giustino Mezzalira e Federico Correale di Veneto Agricoltura e Andrea Ballarin della Regione Veneto ed Eliseo Antonini di AIEL.

(fonte Veneto Agricoltura)

6 luglio 2010: 700 agricoltori veneti al Brennero per dire stop ai millantatori

protesta allevatori Coldiretti

Da stamattina alle 7.00 una delegazione di 250 agricoltori provenienti da Treviso, Belluno e Verona staziona nell’area parcheggio al km 1 dell’autostrada del Brennero direzione sud (Austria Italia). Alle 14.00 scatta  l’ora di guardia per i colleghi di Venezia e Padova e a seguire sarà la volta degli imprenditori agricoli di Rovigo e Vicenza. A fine giornata, gli agricoltori veneti che avranno presidiato la frontiera saranno in tutto 700.

Stop ai millantatori. Un cordone umano pronto a fermare cisterne e furgoni di latte straniero, spalancare porte di tir, camion pieni di ortaggi, frutta, carne senza origine. Coldiretti dice “stop” ai millantatori che esaltando simboli dai connotati geografici ben definiti fanno passare del prodotto assolutamente anonimo come quello fatto in Italia. “Sappiamo bene  – spiega Giorgio Piazza Presidente Coldiretti Veneto alla guida dei berretti giallo verdi – che neanche l’un per cento del latte e semilavorati in arrivo dall’estero diretto in Veneto viene controllato alle frontiere. Le quantità importate nella nostra regione sono pari a quelle prodotte dagli allevatori e alimentano una fiorente industria del settore lattiero caseario che usa come brand il legame con il territorio”.

Necessaria origine obbligatoria per tutti i prodotti alimentari. Rispetto a questo Coldiretti si sta battendo per introdurre l’origine obbligatoria per tutti i prodotti alimentari che nel settore lattiero-caseario in questione è prevista solo per il latte fresco e i formaggi a denominazione d’origine. Mozzarelle, cagliate, caseinati, formaggi fusi e latte a lunga conservazione sono orfani di etichetta di provenienza ed entrano in Italia dai Paesi dell’Est o dalle lontane Repubbliche Baltiche. Il tutto in forma anonima, ovviamente, nonostante sia un diritto acquisito per tutti i consumatori l’informazione ai fini della sicurezza alimentare e del consumo consapevole.

Auspicabile una filiera solo italiana. Lo fa chiamando all’appello anche la Regione Veneto alla quale esattamente un anno fa aveva chiesto la pubblicazione dei dati delle importazioni affinchè tutti i cittadini fossero informati che l’esaltazione di un nome di paese non è sufficiente a garantire che il latte sia fornito dalle aziende locali. “Forse la logica del bilancio nel breve termine potrebbe anche giustificare determinate politiche –  insiste Piazza – ma alla lunga è dubbio il reale vantaggio per chi impiega tecniche, criteri di qualità e costi tipicamente “Made in Italy” assolutamente non paragonabili al resto del mondo. Per questo alle cooperative e strutture di trasformazione agroalimentari venete chiediamo di fare una scelta radicale e coraggiosa: mettere in trasparenza l’origine e lavorare solo produzione completamente italiana”.

(fonte Coldiretti Veneto)

7-8 luglio: a Ceregnano (RO) c’è “Agro-Innovare

Il 7 e l’8 luglio, nell’iniziativa organizzata dal settimanale L’Informatore Agrario e dal mensile MAD-Macchine Agricole Domani con Veneto Agricoltura e il Centro Inter-universitario di Ricerca in Agricoltura di Precisione dell’Università di Padova presso l’azienda Sasse Rami di Veneto Agricoltura a Ceregnano (Rovigo), dimostrazioni dal vivo delle potenzialità di tecniche colturali che coniugano risparmio energetico e protezione dell’ambiente.

L’agricoltura conservativa dà una mano a preservare l’ambiente dai danni dei gas-serra. Dalle più recenti sperimentazioni condotte in Italia risulta infatti che questa tecnica consente, attraverso un minor impiego di combustibile di origine fossile, la riduzione da 0,8 a 3 t/ha di emissioni di CO2 in atmosfera ogni anno. «In particolare, considerando una superficie nazionale a seminativi di circa 12 milioni di ettari e una potenzialità nell’adozione delle tecniche di lavorazione semplificata del 30% si possono limitare le emissioni di CO2 da 3,3 fino a 12,5 milioni di tonnellate all’anno, che significa dal 17 al 65% della riduzione nazionale prevista dal protocollo di Kyoto entro il 2012» spiega Luigi Sartori, del del Centro Inter-universitario di Ricerca in Agricoltura di Precisione dell’Università di Padova.

Protagonista delle “giornate in campo”, l’agricoltura conservativa. Le riconosciute potenzialità dell’agricoltura conservativa, utile anche per preservare lo stock di carbonio nel suolo,  la rendono  per la prima volta protagonista, insieme all’agricoltura di precisione, delle “giornate in campo” organizzate quest’anno da L’Informatore Agrario con Veneto Agricoltura e il Cirap. “Agro-innovare” evidenzierà in particolare i benefici delle due tecniche per garantire interventi altamente mirati e una gestione agronomica semplificata (lavorazioni ridotte, gestioni delle infestanti,ecc.). Partner delle giornate è Unacoma (Unione nazionale dei costruttori di macchine agricole). «L’agricoltura conservativa contrasta la tendenza a lavorazioni troppo energiche e permette il controllo dell’erosione e il miglioramento dell’efficienza dell’acqua e della sua qualità – dice Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario. Tra i vantaggi economici rientrano la riduzione dei consumi di gasolio, di manodopera e delle potenze dei trattori impiegati».

Veneto Agricoltura: prove e confronti di lavorazioni in aziende pilota. In virtù della misura del PSR 214i azione 1 stanziata dalla Regione Veneto, Veneto Agricoltura, azienda della Regione per il settore agricolo, oltre alle giornate sulle macchine a Sasse Rami, sta effettuando un’intensa attività di prove e confronti di lavorazioni in aziende pilota e dimostrative.  «Una sperimentazione più organica, su centinaia di ettari, in condizioni pedo-climatiche differenziate, sarà avviata utilizzando tutte le realtà pilota e sperimentali di pianura della nostra azienda (Vallevecchia di Caorle, Diana di Mogliano Veneto, Sasse Rami di Ceregnano)» annuncia Paolo Pizzolato, amministratore unico di Veneto Agricoltura.

(fonte Edizioni L’Informatore Agrario)

Il punto sul vigneto veneto

In attesa del tradizionale appuntamento del 1° settembre a Legnaro dedicato alle previsioni vendemmiali nel Nord-Est, si è tenuto a Conegliano (TV) l’incontro organizzato da Veneto Agricoltura volto a fare il punto sullo stato vegetativo e fitosanitario dei vigneti veneti e sugli aspetti commerciali e promozionali del vino.

Vigneto veneto: grande quantità che non va a scapito della qualità. Nel 2009 il vigneto veneto ha prodotto 1,1 milioni di tonnellate di uva da vino, nessun’altra Regione italiana ha fatto meglio. Il fatto più interessante è che questa grande quantità ha prodotto anche qualità. La produzione di vino e mosto è stata pari a 8,1 milioni di ettolitri, con un aumento di ben il 25% per le produzioni DOCG e DOC. Due sono le grandi province “enoiche”: Treviso (37%) e Verona (36%), sul cui territorio insistono oltre i due terzi dei vigneti regionali (55.000 dei 70.000 ettari totali).

Export. Il Veneto esporta oltre un quarto del vino italiano (28,6%) per un totale che sfiora il miliardo di euro (992.500.000), soprattutto in Germania, USA e Regno Unito. Sono questi i fondamentali del vino “Made in Veneto”, che se per l’esportazione nel 2009 ha comunque segnato una flessione del 5,5% in valore, ma non in quantità (ovvero il prezzo medio a bottiglia è calato, causa la crisi internazionale), rimane uno dei campioni della nostra economia.

Puntare sulla qualità e fare sistema. E’ stata questa la voce unanime emersa dal dibattito sull’export che ha visto coinvolti durante l’incontro a Conegliano nomi importanti del mondo del vino, quali Vasco Boatto, Università di Padova, Andrea Quattrocchi, ICE, Giancarlo Prevarin, Gruppo Collis, Emilio Pedron, Gruppo Italiano Vini, Raffaele Boscaini, Azienda Masi. Tutti concordi nel dire che il vino veneto è un prodotto di alta qualità, un marchio da difendere, che non va banalizzato sul mercato estero abbassando i prezzi. Che si deve fare allora? Bisogna investire in promozione e comunicazione del prodotto. Senza abbassare la guardia sulla qualità, ormai quasi un prerequisito, puntando sull’identità e sul rapporto con il territorio e la sua storia. Tutto questo al Veneto non manca. Il Prof. Vasco Boatto ha ricordato inoltre che grazie all’OCM Vino la Regione metterà a disposizione 5 milioni di euro per la promozione sui mercati internazionali: si tratta di un’opportunità strategica per il settore vitivinicolo, che la Regione intende sfruttare al massimo.

(fonte Veneto Agricoltura Europa/Veneto Agricoltura)