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In Polesine e a Chioggia (VE), installate bat-box per accogliere i pipistrelli

Bat box Coldiretti Rovigo WWF

Esempio di Bat Box installata nel Polesine nell’ambito del progetto Coldiretti Rovigo WWF

E’ stato lanciato lo scorso 14 maggio dall’azienda agricola Corte Benetti, a Rovigo-Buso, il primo progetto veneto di osservazione e ricerca scientifica sui pipistrelli di ampiezza provinciale, organizzato grazie alla collaborazione di Coldiretti Rovigo e del Wwf. Gli imprenditori agricoli si sono offerti di ospitare nelle proprie aziende un numero variabile di bat-box, le speciali casette di legno per la riproduzione e l’alloggio dei chirotteri. L’osservazione della colonizzazione delle bat-box permetterà agli studiosi di verificare l’utilità delle casette e di analizzare le specie presenti in Polesine, valutandone anche i comportamenti.

Duemila zanzare al giorno nella dieta del pipistrello. “Sono orgoglioso di poter sostenere con convinzione questo progetto – ha dichiarato Fabio Benetti, giovane titolare dell’azienda ospite – perché tutti gli animali hanno un ruolo importante nella vita degli uomini e ne sono parte integrante. Fra l’altro, il pipistrello è grande divoratore di zanzare (ne può mangiare duemila al giorno) e, quindi, contribuisce alla biodiversità del nostro territorio”. Corte Benetti, dove pascolano cinque splendidi cavalli, istallerà una decina di bat-box e diventerà un micro osservatorio comportamentale per pipistrelli.  Mauro Giuriolo, presidente di Coldiretti Rovigo, ha ventilato gli sviluppi del progetto: “Son certo che le nostre aziende di Campagna amica saranno anche amiche dei pipistrelli e sapranno far conoscere ed apprezzare questo piccolo mammifero alle scolaresche, ai gruppi, con serate o attività didattiche. E, comunque, non ci limiteremo ad istallare le bat-box, ma continueremo a monitorare il progetto e a valorizzare la presenza del pipistrello”.

Individuate altre specie. Il presidente del Wwf Rovigo, Eddi Boschetti, ha descritto come si svolgerà il progetto: “Stiamo svolgendo questa ricerca da circa sei anni – ha detto. – Prima di allora sapevamo che in Polesine c’erano tre specie di pipistrelli: l’Albolimbato, il pipistrello di Savi ed il Serotino. Sono le più diffuse e quelle che probabilmente colonizzeranno le nostre bat-box. Proseguendo con le ricerche abbiamo individuato altre specie, alcune rare e interessanti. I pipistrelli – ha spiegato Boschetti – vedono con le orecchie, nel senso che emettono suoni in alta frequenza e dal segnale di rimbalzo elaborano immagini in 3D: praticamente individuano ostacoli o prede dello spessore di un capello anche a notevole distanza. Utilizzando un rilevatore di ultrasuoni – ha spiegato – ed elaborando l’impulso in forma grafica, possiamo stabilire a che specie di pipistrello appartiene”. Infine, Eddi Boschetti ha ricordato che tutte le bat-box sono ecologiche, costruite con legno riciclato ad opera della falegnameria di Ca’ Rossa, comunità terapeutica per persone con disagio mentale, sotto la supervisione di Corrado Carone, volontario del Wwf. Le imprese agricole le hanno acquistate previo contributo volontario che andrà a finanziare il progetto. “Una sinergia a favore di solidarietà e biodiversità – ha detto Eddi Boschetti – come a dire che chi aiuta la natura, aiuta anche l’uomo”.

I luoghi prediletti dai pipistrelli. “Non pensiamo alle bat-box come un sostitutivo dei pertugi di vecchi tetti e fienili – ha concluso il presidente del Wwf – E’ bene che chi possiede queste strutture, cerchi di fare manutenzioni conservative che tengano conto, come prevede la legge, delle esigenze della chirottero fauna. La bat-box può servire in assenza di queste strutture. Fra l’altro, solo alcune specie di pipistrelli alloggiano nelle fessurazioni e nei pertugi. Altre specie hanno bisogno di alberi e anfratti naturali: per questo confido nelle aziende Coldiretti, affinché possano gradatamente reintrodurre siepi e fasce boscate nelle nostre campagne”.

Altre azioni a favore dei pipistrelli. Anche Veneto Agricoltura ha predisposto nella Riserva naturale di Bosco Nordio a Chioggia (Ve), nuovi strumenti didattici e informativi su questa bella realtà, un bosco planiziale, relitto di quanto tappezzava una volta il litorale dell’Alto Adriatico. Si tratta di un nuovo tabellone didattico interattivo che descrive le principali specie di chirotteri (pipistrelli) presenti nella Riserva, l’area situata sul sistema di dune più antico di tutto il litorale veneto compreso tra Chioggia (Ve) ed il fiume Po. Attraverso schede, giochi, suoni e ricostruzioni ambientali i visitatori potranno conoscere alcuni pipistrelli tipicamente legati agli ambienti forestali. L’iniziativa, finanziata nell’ambito della Misura 227 del PSR Veneto 2007-2013 (Investimenti forestali non produttivi), completa un progetto di ricerca sui chirotteri forestali, i mammiferi più numerosi dopo i roditori, che ha consentito di effettuare un monitoraggio sulla presenza di questi animali nella Riserva con la posa di dodici cassette nido (bat-box). Tra l’altro, alcune delle specie censite rientrano nell’elenco di quelle tutelate a livello nazionale e comunitario.

(Fonte: Coldiretti Rovigo/Veneto Agricoltura)

18 aprile 2013, a Legnaro (Pd) selezione di un comune padovano interessato a sviluppare la gestione sostenibile delle risorse energetiche

Paesi interessati ad Alterenergy

I Paesi coinvolti nel progetto Alterenergy

Piccole comunità e gestione sostenibile delle risorse energetiche. Questo lo scopo di “Alterenergy”, programma di cooperazione transfrontaliera IPA Adriatico, che unisce in partenariato (fino al 2015), venti soggetti di otto Paesi dell’Area adriatica. Tra le regioni italiane il Veneto, che partecipa al progetto con Veneto Agricoltura.

A.A.A. cercasi Comune. Giovedì 18 aprile dalle ore 09.45 in Corte Benedettina a Legnaro (Pd), la presentazione di “Alterenergy” e di una selezione indetta per individuare il Comune con il quale instaurare una collaborazione nelle attività sperimentali previste dal progetto. Il comune selezionato potrà godere di una serie di possibilità a costo zero per acquisire conoscenze e competenze nell’ambito delle fonti energetiche rinnovabili e giovarsi delle relative opportunità sociali, economiche ed ambientali. Si possono candidare le Amministrazioni Comunali delle province di Padova, Rovigo e Venezia, con popolazione inferiore ai diecimila abitanti. L’avviso pubblico per la manifestazione di interesse e relativa documentazione può essere scaricata al seguente link.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Agroalimentare veneto: la cooperazione cambia pelle

agricoltura-giovaniLa cooperazione agroalimentare veneta regge la botta. Lo dicono i numeri raccolti e studiati dagli esperti di Veneto Agricoltura la cui analisi sull’andamento congiunturale 2009 – 2011 si presta alle interpretazioni: diminuiscono le cooperative, il numero di soci ed il fatturato aggregato, ma aumentano il numero di addetti ed il valore della produzione liquidato ad ogni singolo socio. Dati non così negativi quindi, considerato che il fatturato complessivo è diminuito, in proporzione, meno del numero dei soci, risultando di fatto accresciuto il ricavo degli associati.

Nel dettaglio il numero di cooperative agroalimentari attive in Veneto nel 2011 (363) è calato del 12% rispetto al 2009, i soci hanno raggiunto le 66.850 unità (75.370 nel 2009, -11%) ed il fatturato aggregato ha raggiunto i 2,9 miliardi di euro, in flessione del 6% circa rispetto agli oltre tre miliardi del 2009. Ciò nonostante i lavoratori sono aumentati del 4% nel 2011 rispetto al 2009 raggiungendo le 10.750 unità mentre il valore della produzione riconosciuto e liquidato ad ogni singola azienda agricola associata, come detto, è salito in media, dai 40.700 euro del 2009 ai 43.000 del 2011 ed il fatturato medio per cooperativa è cresciuto da 7,4 milioni di euro a 7,9 milioni. Considerando i vari comparti produttivi, il maggior numero di cooperative rientrano nell’ambito dei servizi (24%), ed in quello ortofrutticolo (23%), seguiti dal lattiero-caseario (18%); il 30% del fatturato della cooperazione agroalimentare regionale viene generato dalle cooperative del settore vitivinicolo e il 20% da quello dei servizi, seguito dal settore lattiero-caseario (18%), zootecnico (15%) e ortofrutticolo (14%).

A livello provinciale Verona conferma la maggior propensione all’aggregazione con il 35% delle cooperative regionali, il 36% delle aziende agricole associate e il 51% del fatturato aggregato. Seguono la provincia di Padova (16% delle cooperative) e Treviso (15%). Guardando ai dati distinti per classi di fatturato, emerge un consistente aumento di quota (29% rispetto al 17% del 2009) della categoria di cooperative con meno di 500 mila euro di fatturato e contestualmente una flessione (43,5% rispetto al 54% del 2009) della classe di fatturato compreso tra uno e dieci milioni di euro. Calano, inoltre, le cooperative con 50-100 soci (10,3%), mentre cresce leggermente la quota di cooperative (23,7%) della classe tra 100 e 1000 soci. Una dinamica che confermerebbe la tendenza delle strutture cooperative a consolidarsi aumentando contestualmente la produzione aggregata.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Rifiuti (Forsu), rivoluzione “umida” per l’agricoltura

Veneto Agricoltura e Dolomiti Ambiente chiudono il cerchio. Dal biodigestore di Santa Giustina (Belluno) nasce una rivoluzione per il mondo agricolo e della gestione dei rifiuti urbani. «E’ un progetto che nasce da un’idea semplice», ha spiegato Giuseppe De Biasi, presidente di Dolomiti Ambiente, società della Provincia di Belluno che gestisce il rifiuto umido bellunese, «ovvero trasformare uno scarto della produzione di biogas in una risorsa».

Primi risultati sulla qualità del digestato a ottobre 2012. Fino ad oggi, infatti, questo liquido andava smaltito nel depuratore con costi, per l’impianto bellunese del Maserot, di circa 400mila euro l’anno. «Cifre», come ha sottolineato Paolo Pizzolato amministratore unico di Veneto Agricoltura, «che attualmente ricadono sulla collettività e che da domani, non solo potranno essere azzerate, ma addirittura trasformate in una nuova fonte di reddito». Dalla terra alla terra, dunque, con il liquido risultato dalla fermentazione del Forsu (per produrre energia dal biogas) che va a fertilizzare il campo agricolo. Il progetto è in atto a Villiago, frazione di Sedico (BL), nell’azienda sperimentale biologica di Veneto Agricoltura. Lì, confinate in cassoni, alcune piante di mais sono già cresciute grazie all’ammendante fornito da Dolomiti Ambiente. Il primo dossier con le analisi sulla qualità del digestato per l’agricoltura saranno già disponibili a ottobre. Il progetto continuerà in campo aperto per due stagioni vegetative, per avere la definitiva conferma dell’efficacia del digestato come fertilizzante biologico. I primi riscontri sono positivi, confermano le previsioni dei tecnici di Veneto Agricoltura e Dolomiti Ambiente, coadiuvati dalle analisi del dipartimento Dafnae (Agronomy, food, natural resources, animals, environments) dell’Università di Padova e dagli esperti dell’Arpav. Dal trattamento del rifiuto umido prodotto in ogni famiglia, quindi, è possibile ottenere un ottimo fertilizzante, dando vita a un ciclo virtuoso a filiera corta. Il progetto si inserisce in una prospettiva europea, che vede nelle innovazioni in campo agricolo ed energetico opportunità di sviluppo sostenibile dei territori.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

 

Ridefinito nella struttura e orientato ai giovani: l’assessore all’Agricoltura Franco Manzato traccia il futuro del settore primario veneto

30 marzo 2012, Mestre (VE), sede Regione Veneto, incontro stampa con assessore regionale all'Agricoltura Franco Manzato

Venerdì 30 marzo scorso, presso la sede della Regione Veneto a Mestre (VE), si è svolto l’incontro stampa organizzato dall’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Franco Manzato in collaborazione con ARGAV.

Partecipanti. Alla conferenza stampa, coordinata dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto, erano presenti i collaboratori più stretti dell’assessore: Riccardo De Gobbi, dirigente responsabile della Direzione Agroambientale e Servizi per l’Agricoltura, Andrea Comacchio, commissario straordinario allo Sviluppo Rurale, Silvia Majer, responsabile dell’Unità Complessa Sistema Informativo Settore Primario, Pietro Cecchinato, dirigente della Direzione Piani e Programmi del Settore Primario, oltre che Mimmo Vita, capo Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura.

Veneto Agricoltura, obiettivo ricerca e innovazione. L’assessore Manzato ha confermato la linea della massima finalizzazione all’innovazione e del trasferimento tecnologico che la Regione, per quel che le compete in termini di politiche e programmazione e gli enti, quali Veneto Agricoltura, per quel che attiene ai supporti al tessuto produttivo, sta perseguendo. A questo proposito ha detto che Veneto Agricoltura sarà ridefinita, passando da “azienda” ad “agenzia”. Alleggerita dei compiti che non le sono propri come la parte programmatoria e strategica che saranno portate in Regione, potenziando però la parte della ricerca e innovazione e il conseguente trasferimento tecnologico alle aziende.

AVEPA e Sistema Parchi. Per AVEPA si prevede invece una scala di attività interregionale, con la gestione dei servizi da organo pagatore anche del vicino Friuli Venezia Giulia che attualmente non dispone di una sua propria struttura, peraltro imposta dalla UE. La legge di riordino di Veneto Agricoltura e di Avepa saranno varate entro quest’anno. Anche il Sistema Parchi sarà riformato, la parte più importante riguarderà l’urbanistica che passerà dal controllo dell’ente parco a quello dei rispettivi comuni. E qui c’è da augurarsi che gli enti locali affamati come sono di risorse fin qui assicurate dagli oneri di urbanizzazione e più vulnerabili alle concessioni improprie, non consentano l’ulteriore devastazione del territorio.

PiaVe, uno sportello unico agricolo telematico. Durante l’incontro è stato presentato alla stampa anche PIAVe (Portale Integrato per l’Agricoltura Veneta), progetto promosso e coordinato dalla Regione Veneto in collaborazione con AVEPA e Veneto Agricoltura. Il portale si propone di fornire una visione d’insieme del settore primario veneto nonché di essere luogo di informazione, comunicazione e servizio per il mondo agricolo veneto. PIAVe presenta una parte pubblica liberamente navigabile con servizi di informazione, cartografie, banche dati, videoclip illustrativi, ecc. e una parte ad accesso riservato tramite identificativo utente e password, dove sono messe a disposizione degli utenti registrati alcuni servizi come la visualizzazione dei dati del Fascicolo aziendale e le informazioni sullo stato di avanzamento nonché i dati salienti delle pratiche presentate.

PAC e Giovani.  A questo riguardo è stata istituita la cabina di regia “PAC 2020”, ovvero un gruppo di lavoro che dovrà ridefinire la figura dell’agricoltore e gestire uno scenari che travalicherà gli ambiti regionali amministrativamente intesi per dimensionarsi su scala di macroaree. Di fatto l’aiuto, per alcuni comparti, sarà ridotto dal 50 ad anche il 100%. Un’attenzione particolare è stata dedicata ai giovani che nel 2012, si prevede siano 400 i nuovi ingressi in agricoltura. A tal proposito, la Regione Veneto ha allo studio un accordo con Ismea per facilitare il subentro dei giovani nella gestione delle aziende agricole anche rendendo più facile l’accesso al fondo di garanzia non solo per operazioni a medio e lungo termine ma anche sui prestiti a breve e sul circolante. L’aiuto al subentro disporrà di 8-9 milioni di euro ed è un passaggio determinante perché come ha detto l’assessore “i giovani sanno leggere l’innovazione e cogliere le occasioni”.

(Si ringrazia per il contributo redazionale Efrem Tassinato, socio ARGAV, tesoriere UNAGA e presidente Circuito Wigwam).

Vendemmia 2010 in Veneto, si tirano le somme

Gli oltre 11 milioni di quintali di uva annunciati da Veneto Agricoltura nelle previsioni di settembre sono confermati. Conclusa la vendemmia 2010 si tirano le prime somme e il Veneto si attesta ancora una volta in cima alla classifica delle regioni italiane viticole. Le previsioni elaborate a settembre annunciavano nel Veneto una produzione stimata di 11,4 milioni di quintali di uva, ma l’andamento meteorologico non troppo favorevole delle settimane clou della vendemmia hanno di fatto leggermente ridimensionato i valori quantitativi. Non certo quelli qualitativi che posizionano la vendemmia 2010 su buoni livelli.

In dettaglio. La provincia di Verona, con 4.250.000 q.li di uva raccolta, risulta essere l’area produttiva più importante del Veneto, almeno sotto il profilo quantitativo. Segue Treviso con 4.038.600 q.li e ben distanziata Vicenza con 1.370.200 q.li. Venezia si attesta attorno ai 750.000 q.li seguita a ruota da Padova con 700.000 q.li. Briciole per Rovigo e Belluno che assieme non raggiungono i 50.000 q.li di uva prodotta.

Una positiva inversione di tendenza registra invece il capitolo dei prezzi delle uve. La vendemmia 2010 nel Veneto ha registrato infatti una significativa crescita del valore delle uve da vino, dopo due annate consecutive in cui le quotazioni erano scese in picchiata mettendo in seria difficoltà i viticoltori, soprattutto quelli che conferiscono l’uva a cantine sociali e trasformatori.L’Osservatorio Economico di Veneto Agricoltura evidenzia come i prezzi medi rilevati a livello provinciale risultano in aumento ovunque, anche se l’entità degli incrementi appare piuttosto diversificata. Accanto a un +26,1% osservato alla borsa merci di Treviso e un +21,8% a Padova, l’aumento medio registrato sulla piazza di Verona è stato del 4,6% e a Venezia del 3,7%.

Esaminando le diverse tipologie di uva da vino, si nota innanzitutto la ripresa delle uve rosse di pregio: +13% per le uve dell’Amarone, +30% per quelle del Bardolino, +30% per il Merlot della DOC Colli Euganei e della DOC Pramaggiore, +40% per il Merlot della DOC Piave, mentre i Cabernet registrano aumenti più contenuti ma comunque intorno al 15-20%. Buoni risultati per il Prosecco in provincia di Treviso che segna un +25% per le uve DOC, +19% per le DOCG e +28% per il Cartizze. In aumento anche il Custoza (+17,2%), stabile il Soave, mentre appare inarrestabile la discesa del Pinot grigio DOC che in un’annata relativamente favorevole dal punto di vista commerciale arretra ancora: -15,4% nella Valdadige e -16% nel Lison-Pramaggiore e nella zona Piave.

(fonte Veneto Agricoltura)

Il business dell’imprenditore agricolo di domani? Produrre beni pubblici.

Produzione di beni pubblici: sarà questo il nuovo business dell’imprenditore agricolo di domani? Si parlerà di questo al terzo seminario della Conferenza regionale dell’Agricoltura e lo Sviluppo rurale, in programma venerdì 5 novembre a partire dalle ore 9,00 a Legnaro (Pd) presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura. Presente l’Assessore regionale Franco Manzato, il seminario si pone dunque l’obiettivo di delineare il ruolo del “nuovo” agricoltore, chiamato con forza dall’Unione Europea ad occuparsi sempre più non solo di mais, frumento, viti, ortaggi o altro, ma anche di manutenzione del territorio, attività ritenuta ormai un essenziale bene pubblico.

Settore primario: non solo produttore di derrate alimentari. In altre parole, l’imprenditore agricolo di domani dovrà contribuire – e il suo lavoro sarà per questo ricompensato – alla difesa del suolo, alla gestione delle acque e delle reti di comunicazione, alla salvaguardia della biodiversità, alla lotta contro i cambiamenti climatici e altro ancora. Ogni agricoltore dovrà fare in questo ambito la propria parte: solo così al settore primario potrà essere riconosciuto quel ruolo strategico che gli compete, non solo perché produttore di derrate alimentari.

“Sistemi agricoli e forestali, ambiente e produzione di beni pubblici” è il titolo di questo terzo seminario al quale interverranno studiosi ed esperti di primo piano quali Franco Miglietta del CNR di Firenze, che parlerà di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici; Carlo Gipponi dell’Università di Venezia, che approfondirà il tema della sostenibilità e delle prospettive delle risorse idriche; Patrizia Rossi della LIPU, che parlerà di biodiversità e politica agricola; Tiziano Tempesta dell’Università di Padova, che metterà a confronto le sinergie e i conflitti tra paesaggio rurale e agricoltura. I lavori saranno coordinati da Andrea Povellato di INEA.

Continua la consultazione on line. Accanto allo svolgimento dei seminari tematici, si segnala il successo che sta riscuotendo la consultazione on-line attraverso la quale operatori e cittadini possono sottoporre alla Regione Veneto proposte, osservazioni e contributi per la definizione delle prossime strategie regionali per i settore agricolo e rurale.

(fonte Veneto Agricoltura)

22 ottobre 2010: a Legnaro (PD) si parla di crisi economica, globalizzazione dei mercati e posizioni delle imprese

Domani, 22 ottobre secondo appuntamento con la Conferenza regionale dell’Agricoltura dalle ore 9,00, presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura a Legnaro (Pd), presente l’Assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato; si discuterà di crisi economica, globalizzazione dei mercati e della posizione delle imprese. Tematiche di grande interesse affrontate con l’aiuto di esperti e accademici con l’intento di creare nuovi strumenti di intervento per un’agricoltura competitiva.

Coldiretti Veneto: luci e ombre del mercato globale. I numeri del Veneto sono di tutto rispetto – ricorda Coldiretti – la nostra regione ricopre a livello nazionale un ruolo di assoluto rilievo nelle esportazioni agroalimentari (gestisce il 13% del totale nazionali). Il contributo regionale è elevato sia nel settore primario che in quello industriale. Tuttavia, il deficit agroalimentare (esportazioni – importazioni) non è indifferente (-739 milioni di euro), e non si discosta  dalla situazione strutturale italiana, che da sempre manifesta questo fattore di debolezza. Da decenni l’industria di trasformazione ha operato utilizzando grandi quantitativi di materie prime estere, delegando la comunicazione di certezza alimentare ai grandi marchi commerciali. Un carosello di immagini che ormai fanno parte della collettività, tanto che il “Made in Italy” è sinonimo di qualità, stile di vita e benessere, così da essere esibito come lascia passare per ogni possibile acquisto taroccato. Spiccano per competitività i prodotti della viticoltura, che rappresentano quasi un terzo delle esportazioni regionali. Il Veneto è primo nell’export vitivinicolo: il 29,1 per cento del totale nazionale nel 2009. Per contro, gli acquisti dall’estero di formaggi rappresentano quasi il 13% delle importazioni alimentari italiane. Questo dato è stupefacente, visto che, sui bancali dei supermercati, molto raramente si trovano formaggi esteri. Né possiamo pensare di essere privi di produzioni lattiero-casearie, con più di 11 milioni di quintali di latte prodotto, per la gran parte trasformati proprio in formaggi (62% DOP). Evidentemente, intorno al commercio di latte e derivati si realizzano importanti profitti dell’industria che derivano, in parte, anche dalla mancanza dell’obbligo di indicazione dell’origine dei prodotti lattiero-caseari. “Un quadro frutto di un mercato molto liberalizzato e con deboli regole internazionali a garanzia del reddito delle imprese agricole – spiega Coldiretti, che non  chiede di evitare i rischi insiti nell’esercizio dell’attività dell’imprenditore, ma il rispetto delle produzioni tutelate (agro pirateria), la salubrità delle tipicità e non per ultima la prevenzione del dumping sociale.

(fonte Veneto Agricoltura/Coldiretti Veneto)

11 ottobre 2010: visita in Cansiglio per i soci Argav

Nell’ambito dei viaggi di formazione dei soci Argav e in collaborazione con Veneto Agricoltura, è stata organizzata per lunedì 11 ottobre 2010 una visita in Cansiglio. Ecco il programma:

Lunedì 11 ottobre p.v. Arrivo ore 10.00 presso uffici V.A. Pian Cansiglio;
-visita alla ex caserma Bianchin e illustrazione del progetto di ripristino ambientale;
 visita alla foresta, giro del Taffarel, le attività selvicolturali; visita villaggio cimbro;
 ore 13.00 pranzo a Col Indes;
 ore 15.00 visita vivaio Pian dei Spini; ore 16.00 Valmenera: la questione cervo; ore 17.00 saluto con assaggi formaggi locali.

Possibilità di estendere il programma. A seguire, per chi e’ interessato e previo raggiungimento di almeno 10 partecipanti: 
solo uscita in ambiente – con o senza proiezione di filmato – a 15 euro/persona (la guida, per un gruppo di 10 o più persone, farebbe un prezzo a forfait di 150 euro), oppure uscita in ambiente – con o senza proiezione di filmato – e cena a 35 euro/persona;
 oppure ore 18.00 uscita in ambiente per vedere e sentire bramito cervi, ore 20.30 cena e pernottamento al Rifugio San Osvaldo, ore 6.00 possibilità di uscita all’alba sempre per vedere cervi a 70 euro/persona. Visto l’interesse della giornata, si prega di mandare prima possibile le adesioni con l’indicazione dell’opzione scelta a Mirka Cameran, emal: argav@fastwebnet.it

23-24 settembre: a Legnaro (PD), si parla del futuro del paesaggio rurale

I giorni 23 e 24 settembre (ore 9.30) presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura, a Legnaro (PD), si svolgerà il convegno “Campagne ed Urbanizzazione diffusa. Quale sarà il paesaggio rurale di domani?”. L’incontro (a partecipazione gratuita), organizzato dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Padova e dall’associazione Ruralia con il patrocinio di Veneto Agricoltura, del Comune e della Provincia di Padova, vuole aprire una riflessione sul suolo quale risorsa limitata e preziosa e sull’agricoltura quale settore da salvaguardare. A partire dalle statistiche sull’incremento demografico e da un’analisi sulle più recenti politiche abitative sarà l’occasione per dibattere un tema di stretta attualità: il cambiamento del paesaggio rurale negli ultimi cinquant’anni e la sempre maggiore frammentazione delle aree destinate all’agricoltura e all’allevamento rispetto al fenomeno dell’urbanizzazione.

Programma e relatori. Nella prima giornata gli interventi riguarderanno soprattutto la trasformazione del paesaggio rurale in Italia ed in altri Paesi Europei. Il secondo giorno, enti ed organizzazioni diverse, con competenze particolari, esporranno punti di vista specifici sugli effetti dell’urbanizzazione diffusa sulla produzione agricola. Parteciperanno nomi famosi come Carlo Cannella, Giancarlo Dalla Fontana, Joào Nunes e Giustino Mezzalira, assieme a Gilberto Bedini, Paola Branduini, Pierluigi Bonfanti, Viviana Ferrario, Nicoletta Ferrucci, Stefano Guercini, Antonio Leone, Domenico Patassini, Elisabetta Peccol, Piero Pierotti, Maria Luisa Ruggiero, Marco Tamaro, Patrizia Tassinari, Tiziano Tempesta, Mauro Varotto, Pier Giovanni Zanetti, docenti affermati ed autorevoli.

(fonte Veneto Agricoltura)