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Nasce il Consorzio Trentino di Piscicoltura

Nasce-il-consorzio-trentino-di-piscicoltura_largeNasce il consorzio trentino di piscicoltura, uno spin-off tra Fondazione Edmund Mach e l’associazione ASTRO per la produzione intensiva del Carpione, un pesce esclusivo del lago di Garda che San Michele ha contribuito a salvare dall’estinzione studiandone la biologia e mettendo a punto una metodica di riproduzione e allevamento.

Obiettivo del consorzio. Sarà quello di fornire materiale da semina per recuperare la specie e produrne un quantitativo rilevante per l’immissione sul mercato. Si tratta di un risultato molto importante per il Trentino e, più in generale, per la salvaguardia del suo patrimonio ittico. La Fondazione Mach è riuscita in un intento risultato vano per altri enti e istituti. Le attività di ricerca e sperimentazione sono partite nel 2008 dal recupero di tre esemplari pescati nel Garda da alcuni pescatori veronesi che collaborano con il centro ittico di San Michele. “Per la Fondazione Mach – spiega il direttore generale, Mauro Fezzi– la costituzione del consorzio è motivo di soddisfazione perché rappresenta un riconoscimento dell’impegno dedicato al settore dell’itticoltura. Se il consorzio avrà successo potrà rappresentare anche un modello importante per la valorizzazione dell’ambiente, attraverso la salvaguardia di questa specie, e non ultimo, un’interessante fonte di entrata per la Fondazione stessa”.

Cosa farà il Consorzio. La Fondazione Mach ha messo a punto e validato scientificamente una serie di metodologie per la riproduzione in cattività di questo pesce che metterà a disposizione del Consorzio. Fornirà un numero adeguato di riproduttori per la produzione delle uova, dei quali il Consorzio assumerà la custodia, e trasferirà materiale ittico di rimonta e di rinsanguamento del parco riproduttori del Consorzio. “Riteniamo che la possibilità di allevare e commercializzare un pesce di alta qualità e prelibatezza come il Carpione del Garda –spiega il direttore di Astro, Diego Coller – sia una grande opportunità per il nostro settore, in quanto possiamo inserire nella nostra gamma di prodotti un altro pesce di acqua dolce, accanto alla trota e al salmerino alpino, che può consentirci di affermarci sul mercato in una posizione importante fra i produttori di pesce d’acqua dolce. Sarà impegno di ASTRO di commercializzare il Carpione nelle zone dove questo è maggiormente conosciuto, ma anche far sì che possa essere apprezzato anche nei restanti territori nazionali ed anche esteri”.

Il progetto Carpiogarda: studiata la biologia del Carpione e brevettato il modello di riproduzione. “Nel 2008 è stato avviato il progetto Carpiogarda le cui finalità erano lo studio della biologia riproduttiva del Carpione ed il protocollo di allevamento. Successivamente gli approfondimenti scientifici e sperimentali hanno consentito di produrre un know-how ed il 21 settembre 2012 la richiesta di brevetto” spiega l’inventore Fernando Lunelli, che dirige l’impianto ittico della Fondazione Mach e che ha curato l’intero progetto di recupero. Il forte interesse economico (esigenze di mercato pari a circa 100 t/anno) e naturalistico (recupero conservazione della specie) per tale specie ha maturato l’idea di costituire lo spin-off tra la Fondazione Mach e ASTRO.

Il Carpione, pesce esclusivo del lago di Garda, dalle carni molto prelibate. Il Carpione (Salmo carpio L.,1758) vive solo nel Lago di Garda. È un salmonide, simile alla trota lacustre, ma di taglia più piccola, dalla biologia riproduttiva particolare ed unica nei salmonidi dato che si riproduce due volte all’anno a notevoli profondità (da -80 m a -180 m) sui versanti ghiaiosi di frana sommersa oppure su sedimenti fluviali sommersi, principalmente della sponda bresciana. Comportamento gregario, alimentazione costituita da plancton e piccoli crostacei anche negli adulti, carni chiare e molto prelibate. Dall’arte culinaria è considerato al top delle specie d’acqua dolce. Negli anni precedenti agli anni Sessanta la pesca professionale produceva mediamente circa 250 quintali all’anno (dichiarati) con punte oltre i 450 quintali mentre negli ultimi anni, periodo 2007-2013, le catture sono inferiori a 50 kg. Per i pescatori professionisti rivestiva una fonte economica rilevante ed un indotto per tutto il territorio rivierasco e oltre, fino a Milano.

(Fonte: Fondazione Edmund Mach)

16-17 novembre 2013, a Posta Ora (Bz) si parla di erbe aromatiche e della loro coltivazione nell’arco alpino

Immagine 1Il 16 e 17 novembre 2013, il Centro di Sperimentazione Laimburg di Posta Ora (Bz) ospiterà il primo convegno sulle erbe ARGE Alp (Comunità di lavoro delle Regioni alpine) e la giornata delle erbe aromatiche.

Programma. Nell’ambito del convegno, sabato 16 novembre, esperte ed esperti delle erbe aromatiche provenienti da più regioni ARGE Alp in Aula Magna diversi aspetti della coltivazione di erbe nell’arco alpino. Al convegno parteciperà anche Anna Giorgi con l’intervento “Le piante officinali nell’azienda multifunzionale di montagna”.  La giornata di domenica 17 novembre, invece, sarà dedicata alle erbe aromatiche stesse. Dalle ore 10 alle ore 18, nella Cantina nella roccia, i coltivatori dell’Alto Adige, presenteranno i loro prodotti. L’associazione delle floresperti Alto Adige aprirà l’officina delle erbe per bambini e adulti (qui il Programma delle due giornate).

(Fonte: Università della Montagna)

Trento. Fino all’8 giugno 2014, aperta al pubblico la mostra “Terre coltivate. Storiea dei paesaggi agrari in Trentino”.

Terre-coltivate_2_largeFino all’8 giugno 2014, presso le Gallerie di Piedicastello (Trento), è aperta al pubblico la mostra “Terre coltivate. Storia dei paesaggi agrari in Trentino” realizzata dalla Fondazione Museo storico del Trentino con la supervisione tecnica-scientifica della Fondazione Edmund Mach e con il patrocino della Provincia autonoma di Trento. Partners dell’iniziativa sono la Fondazione Edmund Mach, Trentino Sviluppo (Divisione Turismo e Promozione) e la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento. Il gruppo di curatela della mostra è composto da Alessandro de Bertolini, Giuseppe Ferrandi, il socio ARGAV Sergio Ferrari, Annibale Salsa e Roberta Tait.

Ingresso libero. Il percorso espositivo si articola su una superficie di oltre 3.500 metri quadrati in tutta la Galleria Nera e in parte della Galleria Bianca. La rappresentazione del paesaggio si intreccia con la storia dell’alimentazione, dell’agroalimentare e dei sapori, con una particolare attenzione alle colture vitivinicole. Nella Galleria Nera sono raccontate la unità paesaggistiche che compongono oggi le “terre coltivate” del Trentino: il vitigno, il meleto, la cerealicoltura, l’orticoltura, la castanicoltura, il noceto, l’oliveto, l’alpicoltura, la selvicoltura, le unità paesaggistiche scomparse (gelsicoltura, grano saraceno, tabacchicoltura) e le coltivazione residuali (ciliegia, susina, piccoli frutti, kiwi, pera, apicoltura). Seguono degli approfondimenti sui temi del lavoro e del viaggio. Una cronologia invita inoltre a seguire le date principali della storia mentre al centro della galleria sono poste le casette dei prodotti. La Galleria Bianca ospita invece una parte dedicata alla fiera dei sapori e alle ricette della storia.

Paesaggio, storia e sapori. In linea con gli spazi de Le Gallerie, l’allestimento di “Terre coltivate” è scenografico, ricco di elementi video e di videoinstallazioni, immagini di ieri e immagini di oggi, videointerviste e postazioni interattive. Nella ricerca dei materiali video e fotografici ci si è avvalsi di fondi istituzionali, privati e della Fondazione Museo storico. Durante il periodo di apertura della mostra, la Galleria Bianca ospiterà iniziative, presentazioni, degustazioni, laboratori e altre attività dedicate alle principali filiere agroalimentari e vinicole del Trentino coinvolgendo soggetti e referenti rappresentativi per dare evidenza alle eccellenze del nostro territorio e al grande tema culturale del rapporto tra paesaggio, storia e sapori.

(Fonte: Fondazione Edmund Mach)

Trentino, pubblicato il rapporto agricoltura 2010-2012

RappAgr2010-12“L’agricoltura trentina si trova ad affrontare un passaggio strategico per il suo futuro: il ricambio generazionale, l’attenzione all’ecosostenibilità e la rivalutazione del ruolo dell’imprenditore agricolo sono i pilastri sui quali costruire l’agricoltura del domani e sui quali la Provincia ha dato segnali importanti e concreti in quest’ultima legislatura. Il Trentino ha imboccato da tempo questa strada, che andrà confermata anche attraverso il prossimo Programma di sviluppo rurale, puntando sull’infrastrutturazione delle attività agricole, sulla ricerca e su un rapporto sempre più equilibrato con l’ambiente montano”. E’ con queste parole dell’assessore all’agricoltura, foreste, turismo, promozione, caccia e pesca Tiziano Mellarini che si apre l’ultimo Rapporto Agricoltura, riferito al triennio 2010-2012, appena pubblicato a cura dell’Assessorato e del Dipartimento Agricoltura, turismo, commercio e promozione- della Provincia autonoma di Trento.

Oltre ai dati, approfondimenti su agricoltura e turismo, montagna, salute pubblica e ambiente. Nella sua nuova edizione, disponibile anche in versione online all’indirizzo: www.trentinoagricoltura.it, il Rapporto è ben di più di un semplice aggiornamento: accanto all’analisi puntuale delle produzioni provinciali, viene infatti dato ampio spazio ad alcuni approfondimenti tematici sulle questioni che, più di altre, si sono imposte nel dibattito provinciale dell’ultimo triennio, vale a dire il rapporto e le connessioni esistenti tra l’agricoltura e il turismo, la montagna, la salute pubblica e l’ambiente. Il Rapporto si articola in una prima parte di analisi delle principali produzioni in cui viene dato risalto al confronto fra i censimenti dell’Agricoltura degli anni 2000 e 2010. Prosegue con un approfondimento sulle politiche agricole europee (PAC) e la loro applicazione nel nostro territorio, le leggi provinciali di settore e le discussioni in atto a livello comunitario in vista del prossimo periodo di programmazione 2014-2020.

(Fonte: Provincia di Trento)

13 ottobre 2013, a Bedollo (Tn) si tiene la VII mostra provinciale della capra pezzata mochena. Possibilità di vendere capre, pecore e asini.

CapraPezzata_MochenaL’appuntamento è per domenica 13 ottobre presso il campo sportivo a Centrale di Bedollo, in provincia di Trento. La manifestazione prenderà il via alle ore 8 con il raduno dei capi partecipanti nell´area espositiva e successivo inizio del mercato. Durante tutta la manifestazione infatti, si potranno vendere i propri animali (capre, pecore, asini ecc.). Il programma della mattinata prevede poi la valutazione della giuria e la sfilata dei soggetti presenti all´esposizione. Alle 14.00 ci sarà la premiazione dei campioni delle tre categorie previste : becchi, capra adulta con corna e capra adulta senza corna (“Mula”). Per partecipare sono obbligatori i certificati di trasporto, le marche auricolari e l’iscrizione di punteggiatura Assonapa. Sarà presente un servizio ristoro con i prodotti tipici della capra pezzata mochena ed un mercatino di prodotti artigianali. Per informazioni: 349 3911803.

(Fonte: Trentino Agricoltura)

Trentino, annata nera per il mais da foraggio

4768253-d-39-oro-delle-sementi-di-mais-come-sfondo(di Sergio Ferrari, socio ARGAV) In Trentino, l´andamento climatico della stagione 2013 ha penalizzato fortemente i coltivatori di mais da foraggio delle Giudicarie esteriori (6 comuni, di cui 3 nel Banale, ovvero la sponda sinistra del Sarca, 1 nel Bleggio, ovvero sponda destra del Sarca e sponda sinistra del torrente Duina, 1 nel Lomaso, ovvero sponda destra del Sarca ed in sponda destra della Duina e 1 Comano Terme, di recente fusione tra un comune del Bleggio e uno del Lomaso).

Pioggia e siccità. La semina è stata ritardata di 1 mese a causa delle piogge persistenti che hanno reso inagibili i terreni. Quando le piante iniziavano ad emergere è subentrata la siccità. Il mais ha sofferto la mancanza d´acqua anche nella fase di fioritura nei campi non irrigati. Lo sviluppo nelle piante risulta molto disforme. Il raccolto di massa verde da portare nei silos a trincea per la fermentazione batterica controllata subirà un calo del 30-40%. Il silo mais serve ad alimentare bovini da carne o da latte se questo non viene trasformato in formaggi a lunga conservazione quali il Grana trentino o il Vezzena stagionato.

Trote del Trentino, la Commissione europea approva la richiesta di iscrizione IGP

trota iridea TrentinoLa Commissione europea ha approvato la richiesta di iscrizione nella lista delle indicazioni geografiche protette (IGP) delle”Trote del Trentino”. La decisione della Commissione sarà pubblicata nei prossimi giorni nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. La nuova IGP si va ad aggiungere all’elenco di oltre 1.100 prodotti IGP e DOP (maggiori informazioni sui prodotti di qualità e sulle denominazioni protette sono disponibili online a questo link).

L’IGP “Trote del Trentino” è attribuita ai pesci salmonidi appartenenti alla specie trota iridea allevati nell’intero territorio della Provincia Autonoma di Trento e nel comune di Bagolino in Provincia di Brescia. In queste zone la pratica dell’allevamento in vasca delle trote è molto antica e risale al XIX secolo. Al momento del consumo, le trote devono presentare un dorso verdastro con una fascia rosea su entrambi i fianchi; ventre biancastro; macchiette scure sparse sul corpo e sulla pinna dorsale e caudale. La IGP “Trote del Trentino” si distingue dai prodotti appartenenti alla stessa categoria merceologica per l’indice di corposità e il contenuto di grassi molto ridotti.

(Fonte: Commissione europea Agri Media/Mipaaf)

 

Mosca olearia nell’Alto Garda, olivicoltori in allerta

Mosca-olearia-nell-Alto-Garda-olivicoltori-in-allerta_largeE’ arrivato in questi giorni nelle case degli olivicoltori dell’alto Garda l’avviso tecnico della Fondazione Edmund Mach che segnala la ripresa dell’attività della mosca olearia nei centri abitati con possibile estensione nelle olivaie collinari.

All’inizio della settimana l’insetto era presente in oltre il 50% delle trappole di monitoraggio posizionate sul territorio, ma per il momento non sono stati riscontrati danni. Le condizioni climatiche dei prossimi giorni però saranno una premessa ottimale per l’attività della mosca. “Nel mese di luglio sono state esposte 38 mila trappole per catturare e devitalizzare la mosca olearia –spiega il tecnico Franco Michelotti del Centro Trasferimento Tecnologico-. Questa ripresa dell’attività dell’insetto porta necessariamente a riattivare i dispositivi biologici di cattura massale e questo è fattibile mediante l’uso di un’esca della quale si propone l’uso sia nei centri abitati ma anche sulle colline dove sono presenti oliveti specializzati. I suggerimenti tecnici sono attentamente riportati nel bollettino del Centro Trasferimento Tecnologico disponibili attraverso i vari canali informativi della Fondazione e presso le cooperative agricole.

(Fonte: Fondazione Edmund Mach)

Produzione piccoli frutti in Alto Adige, procede bene la raccolta delle fragole in val Martello

Fragole val MartelloCominciata a metà giugno all’altezza di 800 metri, la raccolta delle fragole in val Martello continuerà per tutto il mese di agosto per concludersi a fine settembre. ”Al momento siamo soddisfatti di come sta procedendo la raccolta – ha spiegato Peter Gamper, responsabile area piccoli frutti e direttore di Meg, una delle sette cooperative ortofrutticole dell’Associazione della Val Venosta -.

La produzione fa prevedere un buon raccolto. In valle si coltivano diverse varietà di fragole anche se il 70% della produzione è incentrata sulla varietà olandese Elsanta. ”Anche quest’anno – spiega Gamper – la disponibilità è buona, la distribuzione avviene a livello nazionale con Lombardia e Lazio in testa. Negli ultimi anni abbiamo dovuto confrontarci con la crescente produzione estera: in particolare Germania, Olanda e Belgio. In Val Martello – conclude Gamper – diamo ampio spazio anche alla ricerca: da più di 20 anni esiste il campo di sperimentazione delle fragole all’interno del quale si sperimentano nuove varietà. Dal 2011 inoltre è iniziata una collaborazione con L’Università di Cesena per la ricerca e selezione di nuove qualità di fragole”.

(Fonte: Ansa.it)

Nasce Uecoop, nuova centrale delle cooperative promossa da Coldiretti

Uecoop ColdirettiCirca 200 cooperative venete si sono date appuntamento lo scorso 16 lgulio all’isola di San Servolo a Venezia per la prima assemblea di UECOOP, la nuova centrale di rappresentanza nazionale di Coldiretti a cui aderiscono già 4 mila realtà che operano in tutti i 14 settori dell’albo competente, dal lavoro al sociale, dall’edilizia ai trasporti, dal consumo ai servizi fino all’agricoltura.

Piattaforma veneta di 50 mila soci. Dall’associazione provinciale dei produttori di olio del Garda al villaggio dei pescatori di Porto Tolle, dal gruppo di artisti locali agli orticoltori, dagli allevatori di molluschi agli assistenti sociali, il Veneto contribuisce con una sua piattaforma regionale che conta 50.000 soci e un valore azionale della produzione pari a 1 miliardo di euro.  La categoria più rappresentata è quella agricola con 74 iscritti, a seguire quella della pesca poi il settore della produzione con servizi e il sociale. “Abbiamo un obiettivo e un progetto: costruire un’Italia diversa; se il progetto rimane soltanto il mettersi insieme evidentemente allora non siamo sulla strada giusta” – risponde il presidente nazionale Sergio Marini a chi chiede il motivo della nascita di una nuova centrale. ”L’unione in un momento di crisi senza un progetto diventa solo un modo per difendersi dalla crisi e non e’ questo il ruolo della rappresentanza”, ha aggiunto Marini, secondo cui ”il corporativismo e’ stato uno dei grandi problemi della rappresentanza italiana”.

Al debutto dell’associazione nata per volontà di tanta gente che crede nel ruolo della cooperazione e nei valori forti di solidarietà, sussidiarietà e sostenibilItà era presente quasi tutta la Giunta del Veneto guidata dal governatore Luca Zaia accompagnato dagli assessori regionali: Elena Donazzan, Marialuisa Coppola, Franco Manzato, Renato Chisso, Maurizio Conte nonché il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato.  Oltre al leader nazionale di Coldiretti Sergio Marini sono intervenuti il segretario organizzativo Vincenzo Gesmundo e i rappresentanti con le deleghe politiche Angelo Chiorazzo per il settore sociosanitario, Roberto Grassa per il credito cooperativo, Paolo Scarpa Bonazza Buora per l’agroalimentare.

(Fonte: Coldiretti Veneto)