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Gli agricoltori di Coldiretti rispondono all’appello del Parco Faunistico Valcorba, portando quintali di frutta e verdura. Fieno, invece, per cammelli, pony e lama del circo bloccato a Rovigo.

Da Padova a Pozzonovo il furgone degli agricoltori di Coldiretti ha trasportato i primi 25 quintali di frutta e verdura per sfamare gli animali del Parco Faunistico Valcorba di Stroppare. Il  pronto intervento  prevede una seconda consegna oggi pomeriggio, per continuare ad assicurare il pasto a giraffe, scimpanzé, mandrilli, suricati e altre specie esotiche ospiti dello zoo.

Pronto intervento. A 24 ore dall’appello lanciato dai gestori dell’area protetta, gli operatori agricoli di Coldiretti Padova hanno raccolto asparagi, biete, zucche, pere, mele, arance, limoni e fragole, quest’ultime molto gradite dalla comunità delle scimmie, mentre le giraffe hanno gradito molto l’insalata di Lusia tra l’altro Igp. Da questa località è in partenza una seconda fornitura dello stesso quantitativo oggi pomeriggio. Sempre in provincia di Rovigo, Coldiretti Veneto segnale la solidarietà degli imprenditori agricoli polesani che hanno donato un carico di fieno al Circo Busnelli-Niuman bloccato da due mesi a Borsea con cavalli, pony, cammelli e lama.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

 

Lavori stagionali in agricoltura. L’accordo tra Regione Veneto e Coldiretti per agevolare l’incontro tra domanda e offerta fa insorgere Confagricoltura, Cia e Agri Veneto: “«La Regione Veneto ha perso ruolo super partes, tanto più grave in un momento di crisi come questo”

Appena il tempo per Giuseppe Pan ed Elena Donazzan, rispettivamente assessori regionali all’Agricoltura e al Lavoro, di gioire per la firma in teleconferenza del protocollo che potenzia il raccordo tra il portale online regionale Clic Lavoro Veneto e la banca dati di Coldiretti “Jobincountry” per agevolare il reclutamento di lavoratori stagionali, che le altre associazioni di categoria – Confagricoltura Veneto, Cia Veneto e Agri Veneto – sono insorte esprimendo “stupore e sconcerto per l’accordo firmato dalla regione con la sola Coldiretti”.

L’alzata di scudi. “La Regione ha perso la sua neutralità e il suo ruolo super partes, che dovrebbe essere garantito in ogni momento, ma soprattutto in questa fase di emergenza dovuta al coronavirus”, hanno dichiarato in una nota unitaria Gianmichele Passarini, Lodovico Giustiniani e Doriano Annibale, rispettivamente presidenti regionali di Confagricoltura Veneto, Cia Veneto e Agri Veneto. Continua la nota: “La mancanza di manodopera stagionale in agricoltura è conclamata, sono settimane che lanciamo l’allarme, l’idea di questo patto nel quale coinvolgere Veneto Lavoro è nata proprio in seno al Tavolo Verde al quale hanno partecipato tutte le associazioni; tutte hanno portato il proprio contributo, le proprie idee e messo a disposizione le rispettive strutture. Ma si vede che per la Regione questo non è importante: si firma con una parte sola e poi, con “magnanimità”, si assicura che si estenderà «l’accordo con la banca dati di Veneto Lavoro a tutte le organizzazioni del mondo agricolo». Ci spiace, ma non è un atteggiamento accettabile e corretto, non è una gara ad essere i primi della classe“. Cia, Confagricoltura e Agri del Veneto assicurano che continueranno a lavorare come prima e più di prima per cercare «soluzioni che vadano a vantaggio di tutti, per non creare agricoltori di serie A e di serie B. “Certamente – concludono nella nota – cambieranno i rapporti con la Regione Veneto, la cui scelta di parte non trova nessuna giustificazione se non in un grave errore commesso nella concitazione di questo momento”.

A buttare acqua sul fuoco è l’assessore Elena Donazzan. “Nessuna volontà di non tenere unito il mondo agricolo. Riconosciamo l’importanza di tutte le associazioni del primario, che svolgono un lavoro egregio nella rappresentanza delle loro differenti specificità, e che fin dall’inizio di questa emergenza sanitaria ed economica hanno segnalato opportunamente l’esigenza di un raccordo tra il settore del lavoro e quello dell’agricoltura”. “Gli strumenti previsti – chiarisce Donazzan – sono a disposizione dell’intero comparto. L’agricoltura in questo momento può rappresentare una delle poche occasioni di impiego, in particolare nei lavori stagionali. Lavori che, per quanto occasionali e temporanei, necessitano per sempre di formazione, come ben sottolineato dal collega Pan e da tutte le componenti del Tavolo verde. Il protocollo di oggi non è altro che l’aggiornamento di uno strumento creato da Coldiretti nel 2014, come banca dati delle professioni agricole, a seguito dell’esigenza maturata durante gli anni della crisi 2011-13 e che l’assessorato al lavoro della Regione Veneto ha subito colto e valorizzato, ritenendolo un metodo corretto di lavoro per l’incontro tra domanda e offerta per filiere specifiche. Il portale di Veneto Lavoro è, infatti, generalista e universale – precisa Donazzan – E l’idea di farlo diventare anche una interfaccia di specifici settori, in primis quello agricolo, è una richiesta espressa da tutte le diverse componenti del Tavolo Verde: idea che ho condiviso con il collega Giuseppe Pan e che, grazie anche a questi anni di sperimentazione incrociata con la banca dati nazionale delle professioni agricole gestita da Coldiretti, dimostra di avere tutte le potenzialità per essere da subito una piattaforma di intermediazione e formazione a valenza regionale, in collaborazione con tutte le associazioni di categoria e di sindacato del mondo agricolo”.

L’accordo siglato. Prevede che in Veneto le imprese del primario interessate possono pubblicare nel portale online Clic Lavoro Veneto le loro offerte di lavoro e i candidati possono inserire il loro curriculum. Coldiretti Veneto, da parte sua, ha implementato lo strumento per l’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro denominato “Job in Country” afferente alla Confederazione Nazionale Coldiretti. La Regione, inoltre, con il supporto della Direzione Lavoro e di Veneto Lavoro, promuoverà appositi “recruiting day” stagionali presso i Centri per l’Impiego, organizzati sulla base delle specifiche necessità territoriali nei periodi di maggiore richiesta di lavoro agricolo. Durante questi eventi le persone in cerca di lavoro potranno incontrare le imprese del territorio e sarà possibile incrociare i curricula dei candidati con le richieste delle aziende favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Il portale Clic Lavoro Veneto, in collegamento con il portale di Coldiretti “Jobincountry”, offrirà maggiore visibilità ai curricula e alle offerte di lavoro pubblicate sul portale nazionale di categoria. Coldiretti si impegna a promuovere i servizi offerti dai Centri per l’Impiego nei confronti delle aziende del settore agricolo. La Regione, dal canto suo, oltre a condividere la propria banca dati del lavoro con Coldiretti, si impegna a promuovere percorsi formativi regionali che assicurino un’adeguata risposta ai fabbisogni in termini di competenze, soprattutto in riferimento a quelle connesse all’innovazione nel primario.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto, Confagricoltura Veneto, Cia Veneto, Agri Veneto

Aree rurali punto di ripartenza ai tempi di Covid-19, insieme a innovazione, formazione, lotta al cambiamento climatico e ridefinizione degli obiettivi strategici. La riflessione del CdA VeGal.

Alekos Biancolini (da “Veneto Orientale: un racconto presente”)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione condivisa da Domenico Favro (presidente), Giampietro Orlandi (vicepresidente), Loris Pancino, Simone Pivetta e Alberto Teso (CdA) e Giancarlo Pegoraro (direttore) di VeGal.

L’emergenza epidemiologica di questo avvio 2020 è destinata a lasciare un segno importante. Cambieranno gli scenari, il territorio e le nuove priorità.

Certamente la nostra priorità va, oggi, ad affrontare tutti insieme l’emergenza e a limitare il più possibile la diffusione del contagio, con un pensiero emozionato e di rispetto alle vittime di questa prima violenta fase di diffusione e a chi sta lottando e lavorando, pazienti e lavoratori: immediatamente e visto il nostro ruolo, il pensiero e il nostro massimo impegno va allo stesso tempo per prepararci ai nuovi scenari, per i quali proponiamo alcune prime riflessioni.

La nostra area rurale, metropolitana e costiera, che da sempre ha perseguito una via per uno sviluppo integrato – ossia non appoggiato ad un unico comparto economico – si è dimostrata corretta. Dipendere da un unico settore, che possa entrare in crisi, per una qualsiasi causa, è molto rischioso. Ci stiamo dimostrando resilienti, come Veneto orientale, ma più in generale come area rurale. Le aree rurali possono offrire un gancio alle città. Non solo: in questo momento di difficoltà che le aree costiere subiscono per un’economia fortemente centrata sul turismo, l’entroterra può costituire un punto di ripartenza, con le sue risorse multiculturali, ambientali e storiche, anche per andare oltre una stagionalità ristretta che evidentemente si dimostra sempre più rischiosa.

Dobbiamo innanzitutto imboccare, davvero, una via sostenibile. La correlazione tra diffusione del virus, inquinamento e cambiamento climatico è sempre più evidente nella letteratura scientifica. Serve un cambio di passo. Il Green deal (Patto verde) lanciato a dicembre 2019 dalla Commissione europea, ci ha lasciato troppo indifferenti. Si tratta della più grande sfida mondiale al clima: dobbiamo davvero adoperarci al massimo per rendere il nostro continente “carbon neutral” entro il 2050. Anche prima. Dobbiamo contenere il target dei 2°C, se non quello di 1,5°C. Riduzione dei consumi. Elettrificazione. Riduzione dell’inquinamento. Miglioramento degli standard degli edifici. Riduzione della mobilità e telelavoro. Cambio degli stili di vita. Sistemi produttivi meno impattanti. Riduzione dei rifiuti. In sintesi: lotta al cambiamento climatico. Ma una lotta vera, non solo attraverso sottoscrizione di protocolli e impegni generici. Il virus non ci faccia dimenticare le recenti devastazioni: la tempesta Vaia del 2018 e le alluvioni del 2019.

Economia: nonostante il più resiliente approccio integrato ed intersettoriale, è evidente allo stesso tempo che il territorio dovrà accompagnare la transizione dei settori più immediatamente e fortemente colpiti da questo cambiamento. Turismo, commercio e settore culturale innanzitutto. Ma anche alcune categorie all’interno di settori meno colpiti, come l’agroalimentare ad esempio o i servizi. Oltre a tutti gli altri, colpiti comunque da una carenza di liquidità. Questi settori devono immediatamente introdurre innovazione, nuovi modelli e progetti in grado di permettere alle imprese di essere competitive anche nei nuovi scenari. Occorrerà abbandonare vecchi modelli e aiutare ad introdursi in nuovi mercati. Il cambiamento non può più essere graduale, ma va introdotto oggi, diciamo da maggio 2020, fin dall’inizio di una “riapertura” che sarà progressiva.

Occupazione: collegato al tema dell’economia e ai cambiamenti che le imprese dovranno affrontare, sarà fondamentale accompagnare il sistema formativo verso le nuove sfide, per i giovani, ma non solo. Nuove tecnologie, nuovi strumenti e nuove metodologie. Serve un piano formativo. Una sfida comune. Fondamentale per il nostro territorio, anche per i numerosi addetti stagionali.

Si tratta di sfide che richiedono un cambio di passo. VeGAL c’è. Abbiamo accompagnato insieme ai nostri associati il territorio nell’ultimo quarto di secolo, portando circa 100 milioni di euro di finanziamenti comunitari, che stimiamo abbiamo sviluppato almeno un indotto quattro volte superiore, con oltre 600 progetti realizzati o finanziati. Serve una collaborazione rafforzata Comuni-Città metropolitana-Regioni (al plurale: siamo area di confine, tra Veneto, FVG e Slovenia), oltre che con Stato-UE. E’ il nostro ruolo. Per questo nascono i GAL.

Servirà uno sforzo comune per rivolgere l’attenzione di tutti, verso progetti efficaci. È giunto il momento di fare una riflessione, vera, su tutto ciò che stiamo facendo e su tutto ciò che ci accingiamo a fare: è davvero strategico? Contribuirà davvero a migliorare i nostri standard? Certamente alcuni progetti andranno ridiscussi. Le regole in cui ci muoviamo andranno davvero semplificate: servono strumenti straordinari, che non si possono realizzare con procedure ordinarie, che tutti sappiamo essere rallentanti, demotivanti, costose, non sempre necessarie e chiare. Riusciremo davvero e finalmente ad introdurre una semplificazione?

Raccogliamo i pensieri e prepariamoci. Chiediamo a tutti – scienziati, esperti, imprenditori e politici – di mettere a disposizione idee, stimoli e riflessioni. Condividiamole e ri-partiamo.

 

Raccolti stagione primaverile. Impiegare i disoccupati nei campi in accordo con centri per l’impiego, l’ipotesi allo studio in Veneto prende concretezza. Ma sono in arrivo 15 mila stagionali rumeni.

Prende forma il progetto veneto per impiegare nei campi, in via provvisoria e sperimentale, disoccupati e cassaintegrati. Ieri l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, ha incontrato il direttore di Veneto Lavoro, Tiziano Barone, e le associazioni del mondo agricolo del Tavolo verde regionale, per valutare fattibilità e procedure.

L’obiettivo è consentire alle aziende del primario di utilizzare i servizi di incontro domanda/offerta dei 39 Centri per l’Impiego per incrociare la disponibilità dei lavoratori in cerca di occupazione con le esigenze delle imprese a corto di manodopera stagionale per la raccolta di fragole ed asparagi e per le lavorazioni di primavera. “Veneto Lavoro si è resa disponibile a raccogliere le domande delle imprese in via informatica e ad effettuare una pre-selezione per profili, attitudini e disponibilità tra i disoccupati presenti nel sistema. Saranno poi gli enti bilaterali, le associazioni di categoria o gli enti agricoli abilitati ai servizi per l’impiego e le imprese a svolgere l’intermediazione diretta. Se le verifiche in corso con le rappresentanze sindacali e il Dipartimento regionale di prevenzione per la sicurezza nei luoghi di lavoro daranno un esito positivo potremmo dare avvio a questa forma snella e facilitata di incontro diretto tra domanda e offerta di lavoro già dopo Pasqua, forse a partire dal 14 aprile. Le procedure di urgenza dovranno comunque garantire, a lavoratori e aziende, sicurezza e sorveglianza sanitaria nel pieno rispetto dei protocolli di tutela anti-Covid siglati il 14 marzo scorso, formazione alle mansioni richieste e supporti alla mobilità, per consentire ai lavoratori di raggiungere le aziende di destinazione, ha dichiarato Pan.

Da Bucarest, oltre 15 mila stagionali rumeni nei campi italiani. Nel frattempo, Coldiretti informa che l’ambasciatore romeno in Italia George Bologan dà la disponibilità all’impiego dei suoi connazionali per la raccolta e i lavori nelle aziende agricole italiane. Pur evidenziando le difficoltà del momento e la situazione straordinaria legata all’emergenza coronavirus, ha confermato che “la Romania è accanto all’Italia e la disponibilità a venire incontro c’è” anche perchè “l’agricoltura resta un’opzione per chi cerca lavoro”. Sono circa 75mila lavoratori regolari che ogni anno arrivano dall’estero. La comunità  più numerosa è proprio quella rumena che supera 15 mila unità e fornisce anche la manovalanza specializzata in meccanica e manutenzione.

Proroga permessi di soggiorno fino al 15 giugno. In Italia il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova è intervenuto per prorogare i permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza al fine di evitare agli stranieri di dover rientrare nel proprio Paese proprio con l’inizio della stagione di raccolta nelle campagne. Secondo la circolare del Ministero degli Interni – spiega la Coldiretti – la proroga dura fino al 15 giugno e riguarda i permessi di soggiorno in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile ai sensi dell’articolo 103 comma 2 del D.L. 18. Inoltre, il decreto Cura Italia prevede che le attività prestate dai parenti e affini fino al sesto grado non costituiscono rapporto di lavoro nè subordinato nè autonomo, a condizione che la prestazione sia resa a titolo gratuito.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto/Coldiretti Veneto

Opportunità per le imprese della Bassa Padovana, anche non agricole: oltre 130 mila euro alle attività artigianali, turistiche e di servizio, domande entro il 19 maggio 2020

Anche le imprese della Bassa Padovana che non svolgono attività agricola, rientranti nel territorio del Gal Patavino, possono chiedere contributi tramite il nuovo bando “6.4.2 – Creazione e sviluppo di attività extra-agricole in aree rurali”.

Gli investimenti che possono essere candidati sono di due tipi: interventi su immobili che ospitano l’attività di impresa, oppure attrezzature, dotazioni (sia hardware che software) necessarie per migliorare l’azienda. Nel caso di interventi sugli immobili, il contributo a fondo perduto è il 40% del costo sostenuto, mentre nel caso delle attrezzature la percentuale è del 35%. Una bella opportunità per chi ha investimenti in vista: le spese sono ammissibili dalla data di presentazione della domanda e gli interventi devono essere conclusi entro il 28 Febbraio 2021 per dotazioni e attrezzature, entro 31 Ottobre 2021 per ristrutturazione e ammodernamento degli edifici.

Le imprese che possono richiedere il contributo. Sono solo quelle che presentano un codice ATECO tra quelli elencati nel bando e riferiti all’artigianato, il turismo e il servizio (attenzione, fa riferimento il Codice ATECO primario). C’è tempo fino al 19 maggio 2020 per fare domanda di contributo, e le imprese interessate devono rivolgersi agli Sportelli unici agricoli dell’AVEPA o ad un Centro Autorizzato di Assistenza Agricola (CAA), per accreditarsi e accedere al sistema informatico che raccoglie le richieste di contributo.

Perché un bando per le imprese, in questo momento particolare di crisi eccezionale causata dall’emergenza sanitaria del corona virus? Ci risponde Federico Miotto, presidente del GAL Patavino: “Nonostante l’emergenza, i nostri imprenditori guardano avanti e hanno fiducia, continuando a investire. Avevamo già programmato l’uscita del bando e, sentite anche le Associazioni di Categoria, lo abbiamo rinnovato. Con la passata edizione abbiamo assegnato 77.000 euro di contributi a imprese locali, ora rendiamo di disponibili oltre 130.000 euro. È una bella opportunità, una impresa può ottenere fino a 40.000 euro di contributo per i suoi investimenti”. Tutti i bandi del GAL sono disponibili sul sito web www.galpatavino.it alla sezione bandi pubblici. Gli uffici del GAL, inoltre, sono a disposizione per tutte le informazioni e-mail: servizio.tecnico@galpatavino.it.

Fonte: Servizio stampa Gal Patavino

Via libera regionale alle aziende agrituristiche per la consegna di prodotti agricoli e pasti a domicilio

Le aziende agrituristiche e quelle autorizzate alla vendita diretta dei prodotti coltivati in proprio possono effettuare le consegne a domicilio delle spese e dei pasti preconfezionati. Ad annunciarlo è l’assessore al turismo della Regione del Veneto, Federico Caner, dopo la comunicazione ufficiale alle organizzazioni delle categorie agricole che avevano manifestato la propria disponibilità a effettuare tale attività, che, in considerazione dell’emergenza creata da Covid-19, le consegne sono ammesse.

Servizio e opportunità nel contempo. “È un servizio utile per i cittadini e un’opportunità di lavoro preziosa per molti produttori veneti, nel pieno rispetto delle limitazioni imposte per il contenimento del contagio – precisa l’assessore –. Da una parte le famiglie avranno un’opportunità ulteriore di approvvigionarsi di alimenti e pasti senza muoversi di casa, dall’altra le nostre aziende agricole potranno distribuire i prodotti coltivati che altrimenti finirebbero al macero, evitando uno spreco inconcepibile, ancor più di questi tempi di difficoltà e ristrettezze economiche”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

In attesa che vengano semplificati i voucher agricoli, prorogati permessi di lavoro a stranieri, salva la raccolta di asparagi e fragole

L’annuncio della proroga del permesso di soggiorno per lavoro stagionale, coinvolge un settore che in Veneto conta mediamente circa 70.000 lavoratori. Con questo provvedimento, le imprese potranno quindi continuare ad  impiegare  i lavoratori stranieri, il cui permesso era in scadenza, nella prossima campagna di raccolta di asparagi, insalata e fragole in Veneto.

27 mila lavoratori. Coldiretti rende noto che secondo la circolare del Ministero degli Interni tutti i permessi sono stati posticipati fino al 15 giugno. Si tratta di quelli in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile ai sensi dell’articolo 103 comma 2 del D.L. 18. Una esigenza che – sottolinea la Coldiretti – è stata resa piu’ urgente dal caldo inverno che ha anticipato la maturazione delle primizie proprio nel momento in cui la chiusura della frontiere per l’emergenza sanitaria ha fermato l’arrivo nei campi italiane di lavoratori dall’estero. La comunità di lavoratori più presente a livello regionale è formata da rumeni 14mila, 7mila nordafricani, 4mila indiani, 2mila polacchi. “Unità lavorative necessarie per i campi di ortaggi e frutta e per la cura degli animali in particolar modo”, precisa Coldiretti Veneto.

Rivedere il voucher agricolo. E’ ora necessaria pero’ – ricorda l’associazione – una radicale semplificazione del voucher “agricolo”, che possa consentire da parte di cassaintegrati, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta nelle campagne. I voucher erano stati introdotti per la prima volta in via sperimentale nel 2008 proprio in agricoltura con la vendemmia per le peculiarità dell’offerta di lavoro nelle campagne. Nel corso degli anni successivi quello dei campi – sottolinea la Coldiretti – è stata l’unico settore rimasto legato all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito) e gli accresciuti appesantimenti burocratici che ne hanno limitato l’utilizzo e per questo ora in una situazione di emergenza vanno eliminati. Il momento attuale – conclude la Coldiretti – rende necessaria una radicale semplificazione per favorire la diffusione di uno strumento con importanti effetti sull’economia e il lavoro e che si era dimostrato valido nel favorire l’occupazione e l’emersione del sommerso.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

La stagione irrigua 2020 in Veneto apre il 15 aprile, ma il Consorzio Leb anticipa e inaugura la nuova sede

Efficientamento energetico, maggiore funzionalità e adeguamento antisismico: il Consorzio di bonifica di 2° grado L.E.B. – Lessinio Euganeo Berico ha completato i lavori di ristrutturazione della propria sede a Cologna Veneta, in provincia di Verona.

La rinnovata sede accoglie, al proprio interno, nuovi spazi e riconfigura quelli esistenti, secondo un modello di funzionalità delle postazioni operative in linea con gli attuali standard in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Il restauro ha comportato una spesa complessiva di €182.232,63 interamente finanziati dall’ente consortile. Il rinnovo della sede segue di poche settimane la pubblicazione del nuovo sito Internet e combacia con l’avvio della stagione irrigua, poiché la necessità di risorsa idrica per l’agricoltura rappresenta un’esigenza ancora più importante in relazione all’emergenza Coronavirus ed alla conseguente crescita di domanda di prodotti agroalimentari, riscontrata da alcune settimane; in questo contesto, sono state aperte le paratoie sul fiume Adige a Belfiore (Vr).

Principale arteria irrigua del Veneto, il canale L.E.B., che si sviluppa su 70 chilometri, garantisce acqua pulita ad oltre trecentocinquantamila ettari di campagna, attraversando i territori di 103 comuni, tra le province di Verona, Vicenza e Padova, nei comprensori dei Consorzi di bonifica Alta Pianura Veneta (con sede a San Bonifacio, nel veronese), Adige Euganeo (con sede ad Este, nel padovano), Bacchiglione (con sede a Padova). Grazie ad un complesso reticolo, composto da canali e condotte anche sotterranee, le sue acque irrigano anche parte della provincia di Venezia, nei territori della Riviera del Brenta fino a Chioggia. Nel complesso, tutti gli enti consorziali veneti si stanno preparando alla stagione irrigua, che ufficialmente inizierà il 15 Aprile ma che, vista l’emergenza Covid-19, richiede particolari accortezze già in questa fase.

Fonte: Servizio stampa Anbi

Emergenza nuovo coronavirus. Nasce alleanza salva spesa “made in Italy”.

“Per affrontare l’emergenza Coronavirus nasce l’alleanza salva spesa made in Italy con agricoltori, industrie alimentari e distribuzione commerciale che si impegnano a garantire regolarità delle forniture alimentari agli italiani e a combattere qualsiasi forma di speculazione sul cibo dai campi alle tavole” Lo rende noto Ettore Prandini, il presidente della Coldiretti che ha promosso l’iniziativa insieme a Filiera Italia con l’adesione di Conad, Coop, Auchan, Bennet, Cadoro, Carrefour, Decò, Despar, Esselunga, Famila, Iper, Italmark, Metro, Gabrielli, Tigre, Oasi, Pam, Panorama, Penny, Prix, Selex, Superconti, Unes, Vegè.

#mangioitaliano“. Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Veneto, accoglie positivamente l’intesa dopo aver ribadito più volte ai tavoli istituzionali l’importanza strategica di sostenere il patrimonio agroalimentare. “Intervenendo subito con campagne promozionali come #mangioitaliano“, accordi e patti come questi tutelano una filiera allargata dai campi agli scaffali fino alla ristorazione che vale, a livello regionale, 44 miliardi di euro, e assicura  l’approvvigionamento di cibo all’intera popolazione”.

Nell’appello ai cittadini e alle Istituzioni si legge in particolare: “Ogni giorno 3,6 milioni di lavoratori coltivano, allevano, trasformano, trasportano e distribuiscono tutti i prodotti alimentari di cui il Paese ha bisogno. Prodotti che i consumatori trovano sempre a loro disposizione sugli scaffali. Anche in questi momenti di emergenza la catena produttiva, logistica e distributiva è riuscita a garantire i beni necessari per tutte le famiglie italiane. Il modo per ringraziare tutte queste persone del loro sacrificio e forte senso di responsabilità è uno solo: ogni volta che puoi chiedi e compra prodotti italiani. Noi dal canto nostro faremo la nostra parte. Vigilando insieme che lungo tutta la filiera sia premiato e valorizzato chi adotta pratiche commerciali corrette e trasparenti. Ed escludendo e denunciando chiunque possa pensare in un momento così delicato di speculare o approfittare di situazioni di carenza o di eccesso di prodotto abbassando il prezzo ingiustificatamente sui prodotti più richiesti. Chiediamo al Governo e alle autorità pubbliche di aiutarci nel lavoro di rifornire gli italiani dei beni essenziali, con provvedimenti semplici e chiari che permettano con la massima sicurezza possibile la continuità della raccolta, della produzione, della trasformazione e della distribuzione dei prodotti di largo consumo. Per questi obiettivi faremo tutti gli sforzi necessari e invitiamo tutte le altre organizzazioni dell’agroalimentare ad aderire a questi impegni e ad unirsi a noi in questa battaglia fatta nell’interesse di una filiera virtuosa, dei cittadini italiani e più in generale del nostro meraviglioso Paese”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

 

 

Emergenza nuovo coronavirus, in serbo aiuti al settore primario di concerto con Governo e Bruxelles

“Dobbiamo salvare i comparti dell’agricoltura ad ogni costo. La tenuta delle filiere del ‘made in Italy’ e della qualità dei prodotti a denominazione nonché delle attività di allevamento e di presidio del territorio sono la pre-condizione per evitare il tracollo dell’economia e del sistema sociale a causa delle conseguenze della pandemia di Covid 19. Ringrazio il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova per aver condiviso buona parte delle proposte avanzate dalle Regioni, e in particolare dal Veneto, e per aver dato ampia disponibilità a mettere in campo tutte le risorse possibili per non arrestare l’attività delle aziende del primario”. L’assessore veneto all’Agricoltura, Giuseppe Pan, si dichiara fiducioso al termine dell’incontro in videoconferenza tra gli assessori regionali all’Agricoltura delle Regioni e Province autonome d’Italia e il ministro delle politiche agricole. Un incontro moderato per buona parte del tempo dallo stesso Pan, in sostituzione del collega governatore Michele Emiliano, impegnato su altri fronti istituzionali.

Aiuti Covid-19. “Servono misure forti – riferisce Pan – L’idea centrale emersa è quella di lavorare, d’intesa con Bruxelles, ad un nuovo regime di aiuti, espressamente dedicati agli indennizzi per i danni conseguenti all’emergenza creata dal Coronavirus. Se la Ue ci concederà la deroga agli aiuti di Stato, le Regioni insieme al Governo potranno approntare appositi bandi, che potremmo denominare ‘aiuti Covid 19’, per indennizzare fino a 100 mila euro gli imprenditori agricoli e fino a 800 mila euro le imprese di trasformazione e di commercializzazione. Si tratterebbe di una misura aggiuntiva ai bandi del Programma di sviluppo rurale, parallela e ben più consistente rispetto al regime di aiuti ‘de minimis’, in grado di assicurare una vera boccata di ossigeno alle nostre filiere. La Regione Veneto, per parte propria, sta già verificando la sostenibilità economica di un tale impegno”.

Controlli su latterie e caseifici. “Inoltre – prosegue Pan – il Veneto ha sollecitato il Ministero ad intensificare i controlli degli Ispettorati qualità (ICQRF) su latterie e caseifici perchè rispettino prezzi e norme contrattuali negli acquisti di latte crudo ed evitino pratiche di concorrenza sleale, abbassando il prezzo stabilito contrattualmente a seguito di importazioni di latte dall’estero. In questo momento di grande difficoltà per tutto il settore lattiero-caseario il rispetto delle regole di conferimento e l’applicazione rigorosa delle relative sanzioni sono la prima misura anti-crisi”.

Fondo indigenti e rinvio scadenze di mutui e prestiti. Pan esprime apprezzamento e piena condivisione per la decisione del Ministero di attivare celermente acquisti per 70 milioni di euro per il ‘fondo indigenti’, in modo da garantire l’acquisto e la distribuzione ai più poveri e agli enti caritativi dei surplus produttivi di latte, formaggi, ortofrutta che il fermo di queste settimane sta generando. “Bene anche l’attivazione del fondo nazionale da 150 milioni per consentire al sistema bancario di rinviare scadenze di mutui e prestiti. Nel confronto con il Governo – prosegue l’assessore veneto, che era affiancato dal direttore della Direzione Agroambiente della Regione, Gianluca Fregolent e dall’Autorità di gestione del Psr, Franco Contarin – è stata richiesta particolare attenzione alle sorti dei settori ortofrutticolo, florovivaismo e lattiero-caseario. Nello specifico abbiamo chiesto, trovando sponda immediata nel Ministro, la proroga dei bandi relativi ai fondi europei e degli adempimenti e dei controlli OCM, l’aumento delle percentuali degli anticipi per le domande a superficie e strutturali, procedure snelle di accesso al credito agevolato e ad altri strumenti finanziari, e semplificazioni su Durc e Antimafia”.

Voucher, proroga patentini, Gdo e made in Italy. “Quanto alle specifiche proposte avanzate dal Veneto – conclude Pan – in particolare sulla reintroduzione dei voucher semplificati per la manodopera stagionale, la proroga dei patentini per i fitofarmaci e la richiesta di agevolazioni o di un vincolo di approvvigionamento preferenziale sui prodotti del ‘Made in Italy’ per la grande distribuzione organizzata, ho riscontrato grande attenzione da parte del Ministro e apprezzo l’impegno assunto di valutarne l’applicabilità insieme agli altri dicasteri coinvolti”.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto