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I Consorzi vicentini dei prodotti a indicazione geografica comunitaria uniti per la valorizzazione del territorio. Prima uscita del sodalizio ad Expo 2015.

ConsorziVicentiniaEXPO2015Prende operativamente il via ad EXPO 2015, il nuovo accordo che unisce i Consorzi di Tutela del Formaggio Asiago DOP, Asparago Bianco di Bassano DOP, Vini Breganze DOC, Ciliegia di Marostica IGP, Vini Colli Berici e Vicenza DOC, Sopressa Vicentina DOP e Vini Gamberallara DOC in un percorso comune di promozione e valorizzazione dei prodotti tipici vicentini.

16 maggio, ad Expo “Capindo la Late”. Il primo appuntamento del nuovo sodalizio è fissato per sabato 16 maggio nell’area Coldiretti ad Expo (Cascina Perlasca), dove i Consorzi, introdotti dall’evocativo documentario “Capindo la Late” dedicato all’Altopiano dei 7 Comuni e al suo patrimonio di biodiversità, proporranno una serie di percorsi tematici e approfondimenti sul tema dell’alimentazione e delle eccellenze del territorio, con degustazioni, elaborazioni gastronomiche a cura di rinomati chef e momenti divulgativi.

Il nuovo sodalizio tra Consorzi esprime oltre 9.500 addetti nell’intera filiera produttiva, 510 aziende trasformatrici associate, più di 130 milioni di fatturato, oltre 5.200.000 di bottiglie a DOC prodotte e 24.000 tonnellate di prodotti DOP/DOC/IGP e si distingue per la forte vocazione internazionale, con quote di mercato destinate all’export che oscillano dal 10 a 40% del totale prodotto. Forti di questo patrimonio, i Consorzi di Tutela si propongono di lavorare insieme per coordinare eventi e attività a favore di una ancora maggiore conoscenza delle denominazioni d’origine ed indicazioni geografiche.

I prodotti DOP/DOC/IGP sono l’unica forma riconosciuta dalla Comunità Europea di marchio con valore qualitativo superiore, espressamente collegato all’origine della materia prima o del luogo della sua trasformazione. Solo per questi prodotti, infatti, ai quali è assegnata l’”Indicazione Geografica Comunitaria”, si può parlare propriamente di Denominazione. A questa ricchezza fanno riferimento i Consorzi vicentini, che uniscono le forze con l‘obiettivo di aumentare la consapevolezza da parte dei consumatori del valore della materia prima di qualità certificata e della stretta correlazione tra cibo e territorio di origine; un legame che diventa leva per la valorizzazione, anche turistica, dei prodotti e dei territori, capaci di generare importanti riflessi sull’intera economia.

Tutela a favore del mercato e del consumatore. La collaborazione rappresenta un esempio positivo di aggregazione e di sinergia in un settore, quello agroalimentare, nel quale i Consorzi di tutela delle indicazioni geografiche DOP/IGP e DOC per i vini ed i prodotti agro-alimentari svolgono, su delega del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, un importante ruolo di tutela a favore del mercato e del consumatore al quale sono rivolte azioni di promozione e divulgazione del valore del prodotto di qualità certificata e di conoscenza della storia e della cultura produttiva tradizionale.

Fonte: Consorzi Vicentini Dop/Doc/Igp

Verona capitale della cooperazione agroalimentare, seguita da Treviso e Padova

agricolturaSono 313 le cooperative agroalimentari attive in Veneto a fine 2013, in calo del 13,8% rispetto al 2011. Risulta invece in crescita, nel medesimo periodo, il fatturato totale aggregato dal sistema cooperativo regionale, che supera i 6,3 miliardi/€ (+17,6%).   Secondo i dati forniti dalle centrali cooperative operative in Veneto (Fedagri, Legacoop, Agci…), risulta pure in diminuzione (-9,5%) il numero delle aziende agricole associate dal sistema cooperativo veneto, che scende a 60.527 soci nel 2013. In calo (-2,3%) anche il numero di occupati (10.512 addetti nel 2013). L’aspetto più significativo del Report realizzato ad hoc sul comparto agroalimentare dai tecnici di Veneto Agricoltura, (visibile al link http://www.venetoagricoltura.org/basic.php?ID=3320) è la tendenza delle strutture cooperative a consolidarsi e raggiungere dimensioni più consistenti.

Anticipiamo le conclusioni: i dati indicano quindi che le Cooperative rimaste alla fine della lunga crisi economica sono probabilmente le più solide, meglio organizzate e dinamiche, ma trattandosi ancora per lo più di realtà con meno di 50 soci e 20 addetti, è chiaro che tanto può essere ancora fatto per aumentare la competitività del sistema cooperativo agroalimentare veneto. Dall’analisi delle “classi” di fatturato, infatti, nell’ultimo biennio si registra un calo della quota prodotta dalle classi di cooperative più piccole, con fatturato inferiore a 500mila € (-2,3%) o compreso tra uno e dieci milioni di € (-4,2%), mentre risulta in aumento la quota di fatturato creata dalle cooperative rientranti nelle classi più grandi, sopra i 10 milioni di € (+4,2%). Tuttavia, prevalgono ancora le realtà cooperative con un ridotto numero di soci (oltre il 63% delle cooperative rientra nella classe più piccola, con meno di 50 soci) e di occupati (l’85% delle cooperative si collocano nella classe con meno di 20 addetti).

I comparti. Il 32% del fatturato della cooperazione agroalimentare regionale viene realizzato dal settore vitivinicolo (1 miliardo di euro, +16,3%), mentre il 22% (706 milioni di euro, +21%) dal settore dei servizi. Seguono, con valori in crescita, il lattiero-caseario (579 milioni di euro), la zootecnia (477 milioni di euro) e in lieve calo l’ortofrutticolo (382 milioni di euro, -5%). La maggioranza delle cooperative rientra nel comparto dei servizi (26%), in quello ortofrutticolo (23%) e lattiero-caseario (18%); ma per quanto riguarda le aziende agricole associate, l’80% è suddiviso tra il comparto dei servizi (47%) e il vitivinicolo (34%).

Verona la provincia più propensa all’aggregazione. A livello territoriale, il 35% delle cooperative regionali è veronese, provincia più propensa all’aggregazione, dove si concentra anche il 41% delle aziende agricole associate e il 51% del fatturato aggregato. Seguono Treviso e Padova. La diminuzione del numero delle cooperative e di aziende associate non va comunque letto negativamente. Il fine principale della cooperazione è infatti la valorizzazione del prodotto dei soci e vanno in tal senso sia l’aumento del fatturato medio per cooperativa, che sale a 10,3 milioni di euro (+29% rispetto al 2011), che il valore della produzione riconosciuto e liquidato alla singola azienda agricola associata, che passa da circa 43 mila euro a 53 mila euro nel 2013 (+23%). Pertanto, nel biennio 2012-13 le Cooperative sono riuscite a valorizzare meglio la produzione delle aziende agricole aggregate, rispetto al passato.

Fonte: Veneto Agricoltura

 

 

Agriturismi veneti penalizzati nella ristorazione rispetto ad altre regioni italiane? A sollevare la questione, Confagricoltura Veneto.

prodotti tipiciConfagricoltura Veneto segnala un’anomalia nella legge regionale sull’agriturismo (n. 28/2012, integrata dalla 35/2013), rispetto a quanto succede in altre regioni italiane: “In fatto di rstorazione agrituristica, il Veneto è la regione italiana in cui viene richiesta la percentuale più alta di prodotto di provenienza aziendale, cioè il 65% del valore totale di ciò che viene somministrato. In Emilia Romagna, ad esempio la percentuale di prodotto aziendale previsto è del 35% (il 45% può essere costituito da prodotti Dop, Igp o Tipici della regione, il restante 20% può provenire dal libero mercato), come in Lombardia (35% del prodotto di provenienza aziendale, 35% deve essere prodotto locale, 30% viene dal libero mercato)”.

Agriturismi veneti disincentivati a rispettare le regole? “Nel Veneto – continua la confederazione veneta – la scelta operata dal legislatore non solo penalizza in modo indiscriminato tutta una categoria, ma comporta una serie di conseguenze negative di cui forse non si è tenuto conto nel momento in cui la norme è stata approvata.
In primo luogo, se si considera che alla elevata percentuale da rispettare si aggiunge la complessità del meccanismo richiesto per dimostrarne il rispetto, è facile immaginare che gli operatori non saranno in questo modo aiutati a rispettare la legge ma saranno indotti, se non costretti, a cercare delle scappatoie, degli escamotage. Questa situazione non può piacere ad una categoria che ha sempre isolato i casi irregolari, che certo ci sono stati ma che non sono mai stati coperti dalle associazioni professionali; una categoria che chiede solo di essere posta nella condizione di lavorare serenamente rispettando le norme”.

Penalizzata la singergia con le produzioni del territorio. “Inoltre – continua nella nota Confagricoltura Veneto – la previsione di una così alta percentuale di prodotto di provenienza aziendale ha come conseguenza un’insufficiente valorizzazione dell’offerta agroalimentare del territorio, che potrebbe invece trovare un valido canale di promozione attraverso le aziende agrituristiche della zona. Né va trascurato che al turista usualmente non interessa che gli ingredienti del piatto che sta consumando provengano strettamente dall’azienda in cui si trova in quel momento. Ciò cui tiene, invece, e più che giustamente, è che si tratti di prodotti genuini, gustosi, di provenienza sicuramente agricola all’interno di una zona geograficamente limitata. L’indicazione dell’origine del prodotto nel menù può rappresentare una garanzia di trasparenza sufficiente a rassicurare il consumatore circa il fatto che sta mangiando “agricolo” e le altre aziende che offrono il prodotto non sono poi così lontane”.

Le possibili soluzioni secondo Confagricoltura Veneto. “Su questi presupposti – conclude la Confederazione veneta – sembra inevitabile ritornare ad una percentuale di prodotto di provenienza aziendale più vicina a quelle previste dalle leggi delle altre Regioni e quindi più alla portata della normale azienda agrituristica. Ma se a questa soluzione, la più semplice e logica, si opponessero ostacoli insormontabili come il niet di ristoratori ed albergatori, incapaci di aprirsi ad una visione più larga e lungimirante di offerta turistica,  allora suggeriamo un’altra strada, l’estrema, che comunque non va vista solo in alternativa alla precedente: sbloccare la situazione per quanto riguarda i contratti di rete, riconoscendo che il prodotto ottenuto dalle altre aziende in rete può essere assimilato a quello aziendale. La stessa soluzione potrebbe essere adottata per i contratti di soccida e cooperazione, definendo ovviamente con chiarezza a quali condizioni questo passaggio potrebbe essere possibile. Se, invece, anche quest’ultima ipotesi si rivelasse non praticabile, si dovrebbe trarne una conclusione amara: evidentemente, per ragioni ignote, si vuole impedire all’agriturismo veneto non solo di sviluppare tutte le proprie potenzialità ma addirittura di esistere, negandogli i presupposti fondamentali per poter operare in modo imprenditoriale e secondo le regole. E’ questo che si vuole? O forse qualcuno pensa che questo mercato, se deluso, resterà in Veneto rivolgendosi semplicemente ad altre tipologie ricettive? Non è più probabile che questo turismo andrà a cercare altrove quello che sempre più desidera?”.

Fonte: Confagricoltura Veneto

E’ nato al “Passo con le api”, progetto di crowdfunding per far nascere un museo del miele e dell’apicoltura a Passo San Boldo (TV)

ApiUn anno fa l’Osteria La Muda di San Boldo, storico edificio del ‘400 a Cison di Valmarino (TV), ha riaperto sotto la guida di una coppia di appassionati trentenni, Federica Romitelli ed Enrico Perin. Oggi i giovani “mudari” hanno un progetto: adeguare l’antica sala degli archi medievali del locale per trasformarla in museo del miele e dell’apicoltura di montagna.

Per questo hanno creato ProduzioniDalBasso.com, progetto di crowdfunding (dall’inglese crowd, folla, e funding finanziamento), ovvero, una modalità di raccolta fondi online che, attraverso una piattaforma, consente a chiunque e in modo completamente autonomo e disintermediato di pubblicare un progetto determinandone gli scopi, il tempo di raccolta, le eventuali ricompense per i sostenitori e il budget. Se il progetto raccoglie consensi e sostegno da parte delle persone nel tempo stabilito – visibile nel sito – sarà poi possibile realizzarlo.

Entrata La MudaPremessa. La località di Passo San Boldo è conosciuta per l’omonimo Passo e la strada dei 100 giorni che da Tovena porta fino a Trichiana. Questa strada rappresenta una straordinaria opera d’ingegneria realizzata dall’esercito austroungarico che, durante l’occupazione del 1918, necessitava di una via diretta con la linea del Piave. L’impresa è avvenuta con l’impiego di circa 7000 persone che in soli 100 giorni hanno scavato nella roccia le 5 gallerie che si possono oggi visitare. La Muda si trova immediatamente all’uscita delle gallerie, nella direzione verso Trichiana. Nei secoli, l’edificio è stato dogana, locanda e osteria (dal 1470) non perdendo mai il suo ruolo strategico sul Passo San Boldo in termini militari, commerciali e turistici. Coi suoi 600 mq, comprende alcuni spazi, di recente restaurati, che hanno riportatoalla luce elementi storici importanti quali ad esempio l’antico Larin ottagonale del 1600, la fondamenta romanica della torre medievale del San Boldo e i 3 stemmi presenti sul fronte (Città di Belluno, il Leone di San Marco e le insegne del Capitanio Leonardo Venier).

Interno La Muda

L’ala dedicata alla ristorazione dell’Osteria La Muda

L’idea de “Al Passo con le Api”. Oggi l’attività di ristorazione dell’antica Muda occupa una metà dell’edificio. Le altre stanze, corrispondenti all’area che occupava un tempo il dazio – la stanza degli archi- e il negozio di alimentari attivo fino agli anni ’80, sono in disuso. Il sogno di Federica ed Enrico è, quindi, di recuperare l’antica sala degli archi medievali per adibirla a Museo delle Api e punto informativo di riferimento per gli amanti della montagna e gli appassionati di storia. “Gli oggetti in mostra saranno recuperati con l’aiuto e la collaborazione delle Associazioni di Apicoltori del trevigiano e del bellunese. I testi e gli eventuali supporti video saranno realizzati grazie ai fondi che riusciremo a raccogliere“, racconta Federica. Che aggiunge: “L’intenzione è quella di creare un museo adatto ad adulti e bambini, con la possibilità di effettuare percorsi guidati in collaborazione con esperti apicoltori. Sarà inoltre possibile visitare l’apiario di Confos posto a 600 m s.l.m. Vorremmo anche realizzare un piccolo e moderno shop per fornire materiale turistico e prodotti tipici del territorio quali miele, salumi e formaggi“.

Percorso di sensibilizzazione sul mondo delle api. Perchè aprire un museo delle Api alla Muda? Alla domanda risponde Enrico: “La vita delle api dipende dalla qualità dell’ambiente in cui vivono. A questo proposito, il museo nascerebbe in un’area strategica, le Prealpi Venete. Che a Nord confinano con un’area di grande pregio ambientale, ricca di biodiversità, in cui si trovano Limana, detto il paese del Miele, e Passo San Boldo. Beninteso, il museo a cui vorremmo dar vita non vuole essere un luogo di memoria dell’ape ma un punto di sensibilizzazione verso il mondo delle api e un’alimentazione rispettosa dell’ambiente, buona, pulita e giusta come insengna anche Slow Food“.

Se amate le api, la montagna e il buon vivere,  non vi resta che cliccare e donare, potrete essere anche ricompensati con degustazioni di miele e formaggio locali, fare un’esperienza in apiario e sala smielatura, oppure con l‘adozione di un’arnia.

Fonte: La Muda

 

Fino al 3 maggio 2015, a Conche (Pd) si tiene la Festa dell’Asparago. Ad aprire la manifestazione, un “Galà multidisciplinare”

image006Prodotti tipici agroalimentari, cucina, moda, musica e formazione: questi gli ingredienti del Galà della XXVII Festa dell’Asparago di Conche (PD), che si è svolto lo scorso 15 aprile all’interno del padiglione gastronomico della festa e che ha aperto il calendario della manifestazione, il cui termine è previsto domani, domenica 3 maggio.

Delizie della Saccisica. Ideatore del “Galà multidisciplinare” è stato Efrem Tassinato, giornalista e chef nonché presidente del Circuito Wigwam, che sta portando nel mondo le delizie della Saccisica, tanto vicina a Venezia quanto sconosciuto scrigno di cultura e di cibi prelibati. “I piatti del menu sono stati ideati per far giungere lontano le produzioni tipiche e le valenze turistiche di questo territorio, sono costituiti essenzialmente con materie prime locali, si prestano per essere preparati al momento ma anche per la quarta e quinta gamma. Inoltre, l’abbinamento con la moda ad essi ispirati ne aumenta l’enfatizzazione e il coinvolgimento degli istituti di istruzione superiore tende a determinare un forte imprinting in tale dinamica, già da ora, nelle nuove generazioni di operatori dell’alimentazione, della ristorazione e dell’accoglienza turistica” dice Efrem Tassinato.  L’evento è stato presentato da Mimmo Vita, presidente UNAGA – l’Unione Nazionale delle Associazioni dei Giornalisti Agroalimentari e Ambientali (Gruppo di specializzazione della FNSI – Federazione Nazionale della Stampa Italiana), di cui ARGAV fa parte.

I partecipanti della serata. Il Galà è stato aperto da Claudio Ferro, presidente CAPO – Cooperativa Agricola Produttori Orticoli di Conche e da Renato Nalin, presidente Gruppo Culturale Ricreativo di Conche,  esponenti dei due principali enti organizzatori della Festa dell’Asparago di Conche.  Gli abiti del defilée ispirati ai piatti sono stati creati e presentati dalla stilista Piera Gabrieli mentre la partecipazione degli allievi degli Istituti di Istruzione Superiore Andrea Barbarigo di Venezia e 8 Marzo – K.Lorenz di Mirano è stata presentata dai rispettivi presidi Claudio Marangon e Roberta Gasparini. Gli abiti sono stati indossati dagli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e Ristorazione A. Barbarigo di Venezia. Le musiche sono state eseguite dal gruppo Motocycle Mama. L’accoglienza e la presentazione sono state a cura degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “8 Marzo – K.Lorenz” di Mirano. La Brigata di Cucina sarà costituita dai volontari dell’Associazione Culturale e Ricreativa di Conche e la Brigata di Sala dagli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e Ristorazione A. Barbarigo di Venezia.

Il menu. Protagonista, naturalmente, “L’Asparago di Conche e i suoi Amici”. Antipasti: asparagi e lardo della Saccisica, crocchette di patate all’asparago verde, palline di mais all’asparago bianco, supplì di riso agli asparagi, vino in abbinamento, Vespaiolo Spumante Extra Dry Breganze DOC. Primi piatti: gnocchi farciti con asparago bianco e risotto di asparagi, vino in abbinamento Fior d’Arancio Secco Colli Euganei DOCG. Secondo piatto: brasato di pecora con asparago bianco e verde, vino in abbinamento Rosso Colli Euganei DOC. Dessert: mousse d’asparago verde e formaggio Asiago Mezzano Dop con asparago bianco e verde  bianco e verde e miele di barena, vino in abbinamento Verduzzo Friulano Passito Friuli Aquileia DOC.

Fonte: Wigwam

Consorzio Asiago Dop, per la prima volta dalla sua nascita, la presidenza va ad un asiaghese

Fiorenzo_Rigoni_Presidente_Consorzio_Tutela_Formaggio_Asiago

Fiorenzo Rigoni presidente Consorzio Tutela Formaggio Asiago Dop

Fiorenzo Rigoni, 49 anni, asiaghese e direttore del Caseificio Pennar Asiago, è il nuovo presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago. Rigoni è stato eletto all’unanimità martedì 21 aprile scorso dal nuovo Consiglio di Amministrazione uscito dopo l’Assemblea dei Soci svoltasi lo scorso 20 marzo.

Ribadito il legame con il territorio. Fiorenzo Rigoni è il primo asiaghese e altopianese nominato alla presidenza del Consorzio Tutela Formaggio Asiago dal 1979, anno della fondazione dell’organizzazione che riunisce oggi 41 caseifici produttori e 4 aziende di stagionatura nel territorio della DOP veneto-trentina delle province di Vicenza, Padova, Treviso e Trento. “Ringrazio per la fiducia tutti i Consiglieri” -, afferma il neopresidente Rigoni – ”che hanno scelto di ribadire, con la mia nomina, l’inscindibile legame di Asiago Dop con il suo territorio e quell’inimitabile combinazione di fattori locali non replicabili che fanno della nostra DOP un importante presidio della biodiversità ambientale da preservare, valorizzare e promuovere anche attraverso un legame sempre più stretto con le sue origini. Su questa strada, iniziata dal mio predecessore, Roberto Gasparini, che ringrazio a nome di tutti i soci per il grande impegno e lavoro svolto in questi anni, proseguiremo con costanza a partire dall’imminente presenza a EXPO 2015, occasione di promozione universale dei nostri valori” .

Il nuovo CdA. Oltre a Fiorenzo Rigoni, il nuovo consiglio di amministrazione è composto dal riconfermato vicepresidente Fabio Finco (Casearia Monti Trentini) e dai consiglieri Gilberto Bertinazzo (Caseificio San Vito Povolaro), Sebastiano Bolzon (Caseificio San Rocco), Antonio Bortoli (Lattebusche), Enrico Chiomento (Latterie Venete), Gianfranco Giuriato (Latteria Villa), Mariano Panozzo (Panozzo Giovanni), Mauro Toniolo (Toniolo Casearia), Andrea Trentin (Latterie Vicentine) e Antonio Zaupa (Brazzale) che saranno in carica dal 2015 al 2019.

Fonte: Consorzio Tutela Formaggio Asiago

Consumo carne, forte attenzione alle promozioni ma anche al benessere, ad Eurocarne 2015 si parla dei nuovi trend di consumo

Carne equinaScendono gli acquisti di carne a valore (-5,4%) e a volume (-3,2%), cresce il segmento degli elaborati di carne rossa e bianca (+3% a volume) e si consolida il segmento degli avicoli, che nel quinquennio 2009-2014 registra un incremento della spesa da parte delle famiglie italiane del 10%, superiore alla crescita della spesa per la carne suina (+4,1 per cento). Questi i dati elaborati da Ismea, sulla base delle informazioni Nielsen relative al periodo gennaio-novembre 2014, in confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, rilanciati da Eurocarne, manifestazione internazionale dedicata al comparto carneo, in programma a Veronafiere dal 10 al 13 maggio prossimi.

Forte attenzione alle promozioni, ma anche a salute e benessere. Tali tendenze sono in linea con l’effetto della spending review delle famiglie italiane, che ha portato 3 italiani su 4 a cambiare le proprie abitudini di acquisto verso una minore spesa di scorta e una forte attenzione alle promozioni. Sul fronte promozionale, aumenta la sensibilità degli italiani anche in relazione all’acquisto di carne, +2.1% il numero di famiglie acquirenti la categoria in offerta. Tra i consumi alimentari, in generale, si registra una rivitalizzazione di alcuni segmenti-servizio come il pronto da mangiare, con i secondi piatti che segnano trend crescenti pari al 17,5% a volume e al 12,6% a valore. Anche l’area cosiddetta «benessere-salutistica» manifesta un andamento positivo, con performance del +6,8% a volume e +6,9% a valore (fonte: Nielsen).

Attenzione alla qualità dei prodotti. La conseguenza di simili evoluzioni nei consumi di carne è che la moderna distribuzione deve rapportarsi sempre di più con un consumatore definito «flexitariano», orientato cioè a limitare l’apporto proteico dei derivati della carne (rossa in particolare), interessato e attento alla propria esperienza di consumo, connesso, responsabile degli acquisti.  Queste tematiche (e non solo) saranno presentate durante la tavola rotonda “Cambiano i consumi alimentari. Quale futuro per il reparto carni” in calendario il prossimo 11 maggio a Eurocarne (ore 10.30, Area Forum by Costa Group, Padiglione 11), alla presenza di importanti rappresentanti del mondo della produzione e della distribuzione, in seguito alla ricerca quanti-qualitativa consumer Cawi diretta da Sgmarketing e realizzata lo scorso mese su un campione di 1.000 responsabili degli acquisti.

Fonte: Verona Fiere

 

Il socio ARGAV Edoardo Comiotto alla direzione del bimestrale “Gli Agricoltori Veneti” di Confagricoltura Veneto

Edoardo ComiottoLa crisi economica ha toccato in modo profondo anche il settore dell’editoria, per cui salutiamo con gioia la nascita di una nuova testata regionale. Si tratta del bimestrale “Gli agricoltori Veneti”, edito da “Confagricoltura rete per l’agricoltura veneta“, sarà distribuito in 15 mila copie in formato cartaceo e in 5 mila copie in formato digitale.

Direttore responsabile è il giornalista bellunese Edoardo Comiotto, socio Argav, responsabile ufficio stampa di Confagricoltura Veneto. Direttore editoriale Luigi Bassani. Il bimestrale, composto di ventiquattro pagine a colori, è stampato presso la storica Tipografia Piave di Belluno ed è inviato alle aziende agricole di Confagricoltura del Veneto, ad Enti e Istituzioni. Per il Presidente di Confagricoltura Veneto, Lorenzo Nicoli, il nuovo bimestrale: “Rappresenta la concretizzazione di un progetto condiviso dai Presidenti provinciali di ottimizzare le risorse e la circolarità delle nostre idee con una distribuzione a tutti gli agricoltori soci del Veneto e permette nel contempo di far sentire forte la voce di Confagricoltura negli ambiti istituzionali e agli interlocutori del mondo politico, economico, sindacale e sociale”.

Il direttivo e i soci ARGAV si congratulano con il socio Edoardo Comiotto per l’incarico ricevuto, augurandogli buon lavoro!

Fonte: Confagricoltura Veneto

Piano Sviluppo Rurale, prorogata al 15 giugno 2015 la scadenza di presentazione delle domande

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiLa Commissione Europea ha diramato una comunicazione nella quale annuncia lo slittamento, dal 15 maggio al 15 giugno, del termine per la presentazione delle domande di pagamenti diretti e delle misure a superficie del PSR – ossia le misure 10.1 (Agroambiente), 11 (Agricoltura biologica) e 13 (Indennità compensativa a favore delle zone soggette a vincoli naturali) del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.

La Regione Veneto è in attesa dell’apposito aggiornamento ufficiale da parte della Commissione Europea, che in data 23 aprile proporrà il testo di rettifica al Comitato congiunto Sviluppo Rurale e Pagamenti Diretti. Non appena ufficializzato il Regolamento, la Giunta regionale adotterà i provvedimenti necessari al differimento della scadenza. Per quanto riguarda le nuove misure del PSR 2014 2020 per il Veneto, l’importo totale stanziato ammonta a 144 milioni di euro, interamente rivolti alle aziende agricole venete. Informazioni aggiornate sulla presentazione delle domande potranno essere recuperate nel portale dell’agricoltura veneta PIAVe  e nella sezione bandi-agricoltura del sito della Regione Veneto

Fonte: Regione Veneto

Agricoltura: nuovo Psr 2014-2020, apertura termini per presentazione domande entro 15 maggio 2015, 144 milioni a disposizione

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiÈ stato pubblicato sul BUR n.32 del 3/04/2015 della Regione Veneto il bando da 144 milioni di euro rivolto alle aziende agricole che prevede le misure 10.1 (Agroambiente), 11 (Agricoltura biologica) e 13 (Indennità compensativa a favore delle zone soggette a vincoli naturali), con scadenza della presentazione delle domande al 15 maggio 2015.

Destinatari e finalità. Sono agricoltori singoli o associati, ed enti pubblici che conducono aziende agricole. Intervento 10.1.1: tecniche agronomiche a ridotto impatto ambientale (3 milioni 200mila euro). Si tratta dell’introduzione e del mantenimento delle tecniche di “non lavorazione”, una gestione agronomica mirata a preservare e migliorare il suolo come risorsa, aumentando la quantità di acqua che si infiltra nel terreno, favorendo il sequestro di carbonio organico, allo scopo di contrastare l’erosione. Intervento 10.1.3: gestione attiva di infrastrutture verdi (35 milioni di euro). L’intervento promuove la gestione attiva di “infrastrutture verdi” ovvero di formazioni lineari arboreo-arbustive quali fasce tampone, siepi con connessa fascia erbacea di rispetto e boschetti naturalistici. Intervento 10.1.4: gestione sostenibile di prati, prati-seminaturali, pascoli e prati-pascoli (60 milioni di euro). L’intervento favorisce l’adozione di tecniche di gestione sostenibile dei prati e dei pascoli allo scopo di tutela dell’ambiente, della biodiversità e, del paesaggio concorrendo al miglioramento delle risorse idriche, della qualità e struttura dei suoli agricoli e alla salvaguardia idrogeologica di tali ambienti. Intervento 10.1.7: biodiversità – allevatori e coltivatori custodi (4 milioni di euro). L’intervento è finalizzato al recupero e alla conservazione delle razze locali autoctone minacciate d’abbandono. Tale finalità è motivata dalla considerazione che la diversità genetica rappresenta una risorsa che deve essere preservata per le generazioni future. Misura 11 “Agricoltura biologica”. Il bando prevede il sostegno sia ai pagamenti per la conversione (5 milioni 800mila), sia per il mantenimento dell’agricoltura biologica (16 milioni). I pagamenti verranno corrisposti a fronte dell’impegno dei beneficiari a convertire l’azienda tradizionale alle pratiche dell’agricoltura biologica o a mantenere tali pratiche nel caso l’azienda sia già biologica. Misura 13 “Indennità a favore delle zone soggette a vincoli”. Il bando, che mette a disposizione 20 milioni di euro, prevede l’erogazione di un aiuto per ettaro di superficie agricola unitaria in zona svantaggiata di montagna, al fine di compensare le perdite di reddito e i maggiori costi sostenuti rispetto ad azeiende in zona non affetta da vincoli naturali o specifici rappresentata sostanzialmente dalle aree di pianura. Ulteriori info a questo link.

Fonte: Regione Veneto