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Paolo Sartori alla guida di Giovani Impresa di Coldiretti Rovigo

gi sartori

da dx Paolo Sartori, il segretario Romeo Boaretto, il presidente provinciale Mauro Giuriolo, Enrico Zanellati, delegato uscente

Paolo Sartori, 24 anni, perito agrario ed imprenditore agricolo di Adria, è il nuovo delegato provinciale del movimento Giovani impresa, gli imprenditori under 30 di Coldiretti Rovigo. Succede ad Enrico Zanellati, che ha esaurito i due mandati consecutivi e che resterà delegato per la zona di Porto Tolle.

Chi è il neo-eletto. L’elezione è avvenuta lo scorso 4 aprile, all’unanimità, a Rovigo, nella sede storica di Coldiretti, dove i delegati di sezione di Giovani impresa sono convenuti per l’assemblea di rinnovo cariche. Con l’elezione di Sartori si completa la rosa dei ruoli istituzionali della Coldiretti polesana, che assume il suo assetto definitivo fino al 2016. “Sono fiducioso di trovare nei miei coetanei imprenditori del movimento una grande energia ed un’iniezione di fiducia che si possa trasmettere anche all’intera organizzazione. – commenta Paolo Sartori a caldo – Vogliamo credere nel futuro e vogliamo coltivare la speranza di migliorare la nostra attività imprenditoriale, la nostra agricoltura e, perché no?, anche la nostra società”. Paolo Sartori conduce col fratello Giovanni, anche lui perito agrario, un azienda agricola di circa 90 ettari, tra terreni in proprietà ed in affitto, in quel di Bellombra di Adria. Le produzioni sono prevalentemente cerealicole, per lo più destinate all’allevamento zootecnico aziendale: circa 300 bovini da carne di razza Chevrolet ed incroci irlandesi. L’azienda Sartori è socia Azove, cooperativa di produttori di carne a garanzia di provenienza con marchio “Certa”.

Il comitato provinciale. Il nuovo delegato provinciale Paolo Sartori, siederà di diritto nella giunta e nel consiglio direttivo di Coldiretti Rovigo. A guidare il movimento polesano sarà spalleggiato dal neo-nominato comitato provinciale di Giovani impresa Rovigo, rinnovato all’80 per cento. I componenti del comitato sono: Anna Maria Tavian, delegata in rappresentanza della zona di Badia, Enrico Paramatti delegato per Ficarolo, Nicola Prearo per Fiesso, Andrea Bragioto per Lendinara, Enrico Zanellati per Porto Tolle, Ilaria Paparella per Rovigo esterno, Matteo Bovo per Rovigo interno ed Andrea Guidarini per Taglio di Po.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

OPO Veneto organizza a Cimadolmo un punto di raccolta degli asparagi IGP

punte-asparagiOPO Veneto entra in maniera più diretta e operativa nel territorio dell’asparago Igp, bianco e verde, di Cimadolmo, sulle rive trevigiane del fiume Piave. Con la stagione appena cominciata, organizza un centro raccolta che farà da riferimento per i produttori di asparago.

Produzione 2013 in linea con il 2012. L’Organizzazione di produttori con sede centrale a Zero Branco (Treviso) può così presentarsi sul mercato con la serie completa degli asparagi veneti con il marchio di tutela comunitario Igp (Cimadolmo e Badoere) e Dop (Bassano del Grappa). Commercializza, inoltre, produzioni di altre aree della regione, tradizionalmente vocate alla coltura del’asparago quali il Padovano ed il Veronese dove si concentra oltre il 50 per cento del totale della produzione veneta (che è stimata attorno alle 8.300 tonnellate). Gli asparagi di Cimadolmo, nonostante il cattivo tempo, stanno promettendo bene. La produzione 2013 si annuncia sullo stesso livello dello scorso anno (oltre 5 mila quintali). Ci sarà forse una piccola lievitazione, dovuta al fatto che è leggermente aumentata la superficie coltivata. Per ora si raccolgono i turioni bianchi sotto serra, che rileva Flavio Peterle, presidente del Consorzio di tutela, si presentano con il loro più elevato standard di bontà e croccantezza. Ci si sta, intanto, preparando anche alla raccolta delle coltivazioni all’aperto. Attorno all’asparago si sta attivando il territorio di 11 comuni del Medio Piave, compresi nell’area Igp: al loro storico ortaggio (si hanno testimonianze della loro coltivazione che risalgono al Cinquecento).

Iniziative. Si sta muovendo in particolare il mondo della ristorazione, con l’organizzazione di serate a tema, una disfida territoriale per offrire piatti nuovi, gustosi, attraenti. Sono coinvolti più di trenta locali. E’interessante il fatto che, con gli asparagi, in cucina sia data assoluta priorità ad altri prodotti tipici del territorio e siano serviti i vini pregiati del Piave. Un grande omaggio a quanto si produce sul posto: “un’operazione, quindi, anche culturale”, hanno rilevato il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro e i sindaci di Cimadolmo Giancarlo Cadamuro e di Conegliano Floriano Zambon. Il via della stagione è stato dato con un incontro ufficiale nella scuola enologica di Conegliano, sempre in provincia di Treviso. Tra le proposte vi è il rilancio della Strada dell’asparago, della quale è presidente Graziano Dall’Acqua, che è anche alla testa della Pro Loco, promotrice di tutta una serie di iniziative per valorizzare l’ortaggio e di una festa di grande richiamo.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Sol&Agrifood 2013, quindici eccellenze del made in Italy premiate con il Golosario Prize. Tra queste, 3 aziende venete.

Immagine 4Con la con proclamazione dei vincitori del Golosario Prize ha chiuso ieri con grande successo Sol&Agrifood, la rassegna dell’agroalimentare di qualità made in Italy. E proprio la qualità e l’attenzione all’origine e ai metodi di produzione sono alla base del giudizio del Golosario Prize, il riconoscimento istituito in collaborazione con i critici enogastronomici Paolo Massobrio e Marco Gatti e assegnato da un’apposita commissione che, rigorosamente in incognito, ha avuto il compito di assaggiare i prodotti in esposizione.

“L’obiettivo di Sol&Agrifood – spiega Ettore Riello, presidente di Veronafiere – è quello di far emergere l’eccellenza della produzione agroalimentare per promuoverla verso i buyer esteri. In questo contesto anche il premio Golosario acquisisce, per le aziende vincitrici, un valore che va al di là del semplice riconoscimento”. Paolo Massobrio, con una squadra di 10 giornalisti ha passato al setaccio lo spazio food della manifestazione per raccontare le novità: “Sono state tante anche quest’anno – ha dichiarato Massobrio fondatore del movimento di consumatori Papillon alla cerimonia di premiazione – segno che c’è una vitalità non solo nel vino ma in tutta la filiera del gusto. Le birre, ma anche i vari prodotti sono sempre di più un’espressione delle ricchezze dei vari territori italiani. Ricchezze mai sondate prima d’ora, ma con un potenziale espressivo di grande impatto”. I nomi dei vincitori del Golosario Prize verranno inseriti nel best seller Il Golosario, che nelle sue 1.000 pagine fotografa la qualità dell’artigianato alimentare italiano diviso per regioni.

Sette le categorie di quest’anno del Golosario Prize, questi i vincitori. Sfiziosità: Pinna – Ittiri (SS) – Carciofini in olio extravergine di oliva denocciolato di Bosana;  Surianoli – Amantea (CS) – Salsa al peperoncino;  Azienda agricola 2 M – Cilavegna (PV) – Paté di fegato di lumache. Dolci e cioccolati: Loison – Costabissara (VI) – Colomba al mandarino tardivo di Ciaculli;  Avidano – Chieri (TO) – Rustico con amarena e cioccolato;  Pellegrini Fausto – Isola del Giglio (GR) – Panficato gigliese. Formagg:.  Il Caseificio di Roncade – Roncade (TV) – Rondò (latte vaccino, particolare). Salumi e carni:  Salumi Martina Franca srl di Francesco Carriero – Martina Franca (TA) – Capocollo;  Magrì Prosciutti – Ancona – Manzo vergine. Birre:  Birrone srl – Isola Vicentina (VI) – Gerica;  Maltovivo – Ponte (BN) – Noscia ambrata;  Sora Lama’ – Torino – Slurp 10 luppoli. Liquori: Liquorificio Bernard – Pomaretto (TO) – Serpoul. Pane, paste:  Danieli il forno delle Puglie – Bitonto (BA) – Taralli al finocchio;  Fabbrica della pasta di Gragnano – Gragnano (NA).

(Fonte: Verona fiere)

Carciofo violetto di Sant’Erasmo e asparago verde amaro Montine, operazione salvataggio

Immagine 1

asparago Montine

L’archivio del gusto di Veneto Agricoltura continua ad arricchirsi. Dopo alcune specie frutticole, cerealicole e di vecchi vitigni veneti autoctoni selezionati per salvaguardarne la tipicità, per prevenirne l’estinzione, è la volta del carciofo violetto veneto e dell’asparago verde amaro montine.

Due campi sperimentali a Sant’Erasmo e Cavallino Treporti. La Regione Veneto, nell’ambito del progetto europeo “SIGMA2” di cui è partner, ha istituito due campi sperimentali di studio e conservazione dei biotipi locali delle colture orticole su citate (carciofo ed asparago) a Cavallino Treporti (Ve) e nell’Isola di Sant’Erasmo, demandando Veneto Agricoltura attraverso il suo Centro Sperimentale Ortofloricolo “Po di Tramontana” a raccogliere e custodire il germoplasma delle due varietà. Il lavoro di recupero e selezione del materiale dalla zona tipica di coltivazione, la sua caratterizzazione con schede descrittive specifiche nonché l’affinamento della tecnica di coltivazione, compresa la parte vivaistica, sono parte di due pubblicazioni specifiche edite dall’Azienda di Legnaro (Pd) distribuite gratuitamente (salvo i costi di spedizione) su richiesta. Info: www.ventoagricoltura.org

(Fonte: Veneto Agricoltura)

 

Apre a Rovigo la prima agenzia del Consorzio Agrario Nord Est

Paolo Martin Consorzio Agrario Nord ESt

Paolo Martin

Il Consorzio agrario del Nord est (alias di Padova e Venezia) apre la prima agenzia del capoluogo polesano. Il taglio del nastro è previsto oggi, giovedì 4 aprile, alle 11, nella sede del nuovo punto vendita, che sarà aperto in viale Combattenti alleati d’Europa 15 (zona commerciale Tredici), a Rovigo-Borsea, accanto all’attuale rivendita ricambi agricoli del Consorzio.

Dal seme…al soldo. L’agenzia fornirà mezzi agricoli e sementi, concimi, ma anche attrezzi per hobbystica e giardinaggio, pellet e legna per stufe e caldaie, abbigliamento da lavoro, materiali per animali domestici.  Alla cerimonia d’inaugurazione interverranno le autorità locali, le associazioni agricole di categoria, don Silvio Baccaro, parroco di Rovigo-Borsea, per la tradizionale benedizione, e ci sarà, al completo, la dirigenza del Consorzio Nord est, col direttore generale Paolo Martin, che sta realizzando il progetto di un consorzio di servizi alla produzione sempre più vicino alle imprese agricole polesane. “Penso ad un consorzio che segue tutti i percorsi di filiera dell’impresa agricola – spiega il direttore Martin – Ossia, un consorzio che accompagna l’agricoltore ‘dal seme al soldo’, come mi piace ricordare, da quando semina, a quando raccoglie, a quando riscuote il prezzo dei prodotti”. Infatti, “mancava un riferimento su Rovigo – commenta il responsabile della nuova agenzia, Claudio Zanetti – e per questo abbiamo investito, con l’idea e la speranza di creare le condizioni per non essere un semplice servizio commerciale, ma per diventare un punto di riferimento agronomico per le aziende, che le aiuti a fare le scelte migliori per la loro situazione specifica”.

Unico punto vendita consorziale a Rovigo. L’agenzia di Borsea è stata creata occupando la restante parte del fabbricato dove già il Consorzio aveva allestito un punto servizi ricambi e macchine agricole. La nuova area espositiva si estende su 200 metri quadri, cui si aggiungono i circa 180 dell’area ricambi.  L’agenzia porta il numero 48 delle 52 che il Consorzio conta complessivamente tra Padova, Rovigo e Venezia ed è la nona in Polesine. In sede, oltre al responsabile Zanetti, sarà presente Maurizio Bortolotti, per tutte le esigenze della clientela, agricoltori e comuni cittadini, compreso il trasporto della merce ordinata. Infatti il punto vendita è dotato di tre camion e di furgoncini per far arrivare a destinazione i carichi medio-grandi che non entrerebbero nelle comuni vetture.  Questa nuova agenzia di Borsea va a sostituire quella di Arquà Polesine, ormai chiusa, e diventa effettivamente l’unico punto vendita consorziale nella città di Rovigo, che rientra nell’area consorziale 6-Altopolesine, sotto il coordinamento dell’agronomo Valentino Donegatti.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Maltempo, a marzo il 60% in più di pioggia nel Triveneto. Coldiretti: stravolte le pratiche agronomiche.

campi viti allagatiStravolte le pratiche agronomiche nel Nord Est a causa del 60 per cento di pioggia caduto in più rispetto alla media, con punte che vanno dal 150 a 300 per cento nelle aree del Triveneto. Posticipate le semine primaverili, le pratiche del diserbo, la concimazione del frumento e la preparazione del letto di semina per colture importanti come le bietole da seme.

La situazione. Sembra non decollare l’annata agraria – riferisce Coldiretti – i terreni sono freddi e compattati: il peggior modo per iniziare la stagione. Le precipitazioni hanno ritardato le normali operazioni colturali per mais e girasole. Se il raccolto delle barbabietole è compromesso da Venezia a Padova, le piantine di grano rischiano l’asfissia e il marciume dell’apparato radicale. Anche gli ortaggi risentono del maltempo: asparagi in ritardo e coltivazioni di insalata di Lusia già perdute. Si allunga il tempo di maturazione per carciofi e pomodorini. Difficoltà nelle aree pedemontane e collinari a causa degli smottamenti. Il rischio idrogeologico è sempre in agguato non solo per le frane ma anche per gli argini dei fiumi già provati dalle precedenti alluvioni: a Megliadino San Vitale è crollato uno scolo collettore. Tempestivo l’intervento del Consorzio Bonifica Adige Euganeo che ha salvato la campagna dall’esondazione del canale. Nella Bassa Padovana e nel Polesine, dove sono caduti 650 mm , si riscontrano costi energetici raddoppiati nei primi tre mesi del 2013 rispetto allo scorso anno.

Approccio scientifico per la salvaguardia del territorio. Gli enti consortili assicurano la salvaguardia idraulica nel territorio regionale per 1 milione 178 mila ettari, ovvero tutta la pianura e una parte significativa della collina veneta. Di questi ben 538 mila ettari sono a rischio inondazione nel caso di tracimazione dei corsi d’acqua. Il 16% è al di sotto del livello del mare e il 31% sarebbe sicuramente allagato senza il pompaggio delle 317 idrovore.  “Serve un governo del territorio, la semplificazione delle normative, il reperimento e la continuità di risorse economiche per un’efficace politica di prevenzione”– ricorda Coldiretti – l’approccio deve essere scientifico, adeguato alle novità e ai cambiamenti in atto per produrre benefici in termini di sicurezza, ma anche come rilancio occupazionale ed economico.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Regione Veneto, in bilancio 10 milioni per avversità 2012 e 12 milioni per irrigazione

Franco Manzato, assessore Agricoltura Regione Veneto

Franco Manzato, assessore Agricoltura Regione Veneto

“Con il bilancio regionale 2013 abbiamo voluto garantire un futuro alle aziende che si sono trovate difficoltà economica per gli effetti delle eccezionali inclemenze dello scorso anno, dando anche un forte segnale di attenzione alla necessità di azioni preventive, mentre voglio ricordare che da anni ormai l’intervento pubblico si traduce in un significativo contributo sui premi assicurativi”. L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, sintetizza con queste parole la linea strategica della Regione di fronte alle calamità naturali viste dal punto di osservazione del Bilancio.

Le risorse disponibili. “Abbiamo ritenuto di supportare l’asset economico prodotto dall’agricoltura con la previsione di finanziamenti da indirizzare alle aziende agricole danneggiate dagli eventi, con un’ipotesi di disponibilità che si aggira sui 10 milioni per ristorare parte delle perdite economiche subite, che in più di qualche caso rischiavano di compromettere la stessa sopravvivenza delle imprese. Un’altra dozzina di milioni pensiamo di indirizzarli ad integrazioni del Programma di Sviluppo Rurale volte a implementare le infrastrutture di irrigazione, cercando di colmare le carenze e di migliorare l’esistente”. “In sostanza – sottolinea l’assessore – vogliamo dare un seguito concreto alla volontà annunciata nei mesi brucianti del 2012, quando abbiamo constatato che in molti casi non era stato tecnicamente possibile dare acqua alla terra.”

Manzato, sempre più scarse le risorse regionali, agricoltori devono pensare ad un investimento assicurativo. “Non vogliamo lasciare nulla di intentato – ribadisce Manzato – ma invito ancora una volta gli imprenditori agricoli a considerare quello pubblico un intervento assolutamente straordinario, che sposta risorse da altri segmenti, mentre la soluzione ottimale ordinaria non può che essere l’investimento assicurativo”. “Mentre confermo il sostegno per le avversità passate, confermo anche l’attenzione – conclude l’assessore – per l’attuale stagione, fredda e particolarmente piovosa: continuiamo a monitorare la situazione, specie nei casi in cui eventuali danno non fossero assicurabili, mentre anche in questo caso l’invito agli imprenditori è di adottare un preciso piano assicurativo, che deve diventare una costante della loro attività”.

(Fonte: Regione Veneto)

Fino al 13 aprile 2013, iscrizioni al concorso per le scuole primarie di Rovigo “Il cibo del tuo Polesine”, promosso da Gal Adige

Immagine 1E’ ispirato ai sani e genuini stili di vita alimentari, la cosiddetta Dieta Mediterranea, il concorso “Il cibo del tuo Polesine: il cibo come identità’” indetto dal GAL Polesine Adige a partire dal 25 marzo e fino al 13 aprile prossimo e rivolto alle scuole primarie della provincia di Rovigo.

In Italia, 22,9% di bambini in sovrappreso, 11,1% in condizioni di obesità. L’importanza, infatti, di adottare le virtù della dieta mediterranea come elemento fondamentale della crescita dei ragazzi specie in fase pre-adolescenziale, è ormai fattore indispensabile per combattere l’obesità infantile, riconosciuta ormai a livello mondiale dai principali ricercatori e studiosi di tutto il mondo come una delle principali piaghe che affliggono le società moderne. Una recente ricerca, infatti, condotta in Italia su un campione di 42.000 alunni della terza classe e altrettanti genitori, ha messo in evidenza come le cattive abitudini alimentari, l’uso di cibi ipercalorici e la vita sedentaria portino a livelli di vita allarmanti, registrando un 22,9% di bambini in sovrappeso e l’ 11,1% in condizioni di obesità.

Storie e racconti sulla cultura alimentare polesana. Il concorso, indetto nell’ambito del Progetto di Cooperazione Transnazionale e Interregionale “MeDIETerranea” , che GAL Adige sta realizzando in collaborazione con altri 8 GAL italiani ed esteri (Sardegna, Basilicata e Repubblica di Malta) e finalizzato a valorizzare le abitudini alimentari come valore indentitario e culturale di un territorio, si rivolge alle scuole primarie (III^ , IV^, V^ classe) dei 17 Comuni della provincia di Rovigo dove opera il GAL (Rovigo, Arquà Polesine, Giacciano con Baruchella, Badia Polesine, Canda, Castelguglielmo, San Bellino, Lendinara, Fratta Polesine, Villanova del Ghebbo, Lusia, Costa di Rovigo, Villamarzana, Ceregnano, Villadose, San Martino di Venezze e Pettorazza Grimani).  Al concorso, completamente gratuito, può partecipare qualsiasi elaborato sia in formato testuale che su supporto digitale (CD, DVD, ecc.,) che abbia come soggetto storie e racconti legate alle abitudini e alla cultura alimentare del territorio polesano.

Schede iscrizione entro il 13 aprile 2013. I migliori elaborati saranno selezionati da una giuria di qualità e diverranno oggetto di una produzione video di animazione e di un volume ad uso didattico sulla Dieta Mediterranea, che attraverso la partecipazione degli altri partner di progetto, contribuiranno a far conosce in Italia e in Europa le peculiarità della cultura alimentare del Polesine e la sua identità territoriale. Dalle antiche ricette, alle preparazioni e ai riti tradizionali delle feste, dagli antichi mestieri ai prodotti tipici del territorio, il concorso indetto dal GAL Adige sarà anche l’occasione per raccontare, attraverso gli occhi dei bambini, le innumerevoli sfaccettature della tradizione e della cultura alimentare polesana che l’ambiente rurale conserva inalterate da secoli in questo territorio veneto. Ogni istituto scolastico partecipante al concorso, verrà omaggiato con una collana/pubblicazione di racconti della letteratura classica attinente all’alimentazione.  Tutte le informazioni, il regolamento del concorso e la scheda di iscrizione (da inviare entro il 13 aprile 2013), sono scaricabili dal sito del GAL Adige www.galadige.it oppure presso la sede del GAL Adige Piazza Garibaldi 6 – 45100 Rovigo – Tel. 0426 Tel. e fax: 0425 090371 email: adige@galadige.it

(Fonte: Gal Adige)

 

Regione Veneto accantona 12 milioni di euro per le aziende agricole colpite dall’emergenza aflatossine

aflatossine-pigozzoUna buona notizia giunge dal bilancio di previsione 2013 della Regione Veneto, appena approvato dopo tre settimane di sedute di Consiglio a causa della difficoltà di far quadrare i conti in una situazione di cronica carenza di risorse come l’attuale.

Raccolte le istanze di Confagricoltura, CIA e Copagri. “Dalle informazioni ricevute – afferma Confagricoltura Veneto – sarebbe stata accolta la richiesta, formalmente presentata dalla nostra organizzazione insieme a CIA e Copagri, di utilizzare circa 12 milioni di euro assegnati al Veneto in conseguenza della chiusura del vecchio obiettivo comunitario 5a, a favore delle oltre 70 mila aziende maidicole della regione colpite dalla emergenza aflatossine a causa della disastrosa siccità dell’estate scorsa. Dopo una prima risposta positiva ma interlocutoria fornita dal presidente della Regione Luca Zaia, secondo il quale la cifra era stata sì riservata dal ministro alla Regione ma quest’ultima non ne aveva ancora la disponibilità, l’iscrizione in bilancio rappresenta un passo ulteriore verso il riconoscimento della legittimità dell’istanza da noi avanzata”.  Se le notizie pervenute saranno confermate, quindi, si può senz’altro affermare che lo stanziamento di questi 12 milioni rappresenta il primo punto fermo su cui i produttori possono contare nella confusione generale che ha segnato a tutti i livelli l’emergenza aflatossine; una risposta concreta ad un problema reale, finalmente”.

(Fonte: Confagricoltura Veneto, CIA Veneto, Copagri)

Primavera 2013, maltempo, situazione nella campagna del Polesine

campi allagatiDal deserto siccitoso dell’estate 2012 al diluvio universale degli ultimi mesi, il passo è stato breve. L’agricoltura polesana è in sofferenza e questo significa probabile perdita di derrate alimentari sul mercato e contrazione dei redditi delle imprese agricole, già provate dalla crisi, dal carico fiscale, dal credit crunch e dalla siccità 2012. I problemi riguardano il comparto frutta, l’orticoltura, il frumento e la barbabietola. E ancora non si vedono gli interventi regionali sul credito agevolato.

Dalla siccità al diluvio, così va l’agricoltura. “Negli ultimi sei mesi – spiega il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo – abbiamo avuto 600 millimetri di pioggia, contro la media annua che è di 550-600 millimetri. Il nostro Polesine è prevalentemente sotto il livello del mare e questo significa che per scolare le acque dalle campagne e da tutto il territorio, attraverso la rete delle idrovore che pompano acqua verso i fiumi, i consorzi di bonifica hanno dovuto impiegare molta più energia del consueto: secondo i dati del Consorzio delta del Po – prosegue Giuriolo – nei primi tre mesi del 2013 il costo energetico è stato doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”. “L’eccessiva pioggia – continua il presidente – ha causato diverse decine di chilometri di frane su tutta la rete dei canali del territorio e sarà complicato intervenire poiché le risorse per queste manutenzioni straordinarie sono veramente ridotte al lumicino”.

Semina. “Dal punto di vista agronomico – spiega Giuriolo, che è cerealicoltore ed agronomo – la piovosità ha imbevuto i terreni: praticamente non si entra in campagna dall’ottobre scorso. Sono saltate le estirpature invernali ed anche le prossime semine di barbabietola (che si dovrebbe mettere a coltura a marzo) e di mais sono slittate in avanti e avverranno comunque in condizioni precarie. Quando i terreni bagnati vengono calpestati è come se si strizzasse una spugna: si riduce la porosità e, dunque, la capacità di trattenere l’acqua, con conseguenze nefaste nei mesi caldi, quando diventeranno evidenti le crepe, le colture appariranno stentate perché non svilupperanno un adeguato apparato radicale con potenziali riduzioni di produzione”.

Orti, salta la produzione di aprile. Nel territorio di Lusia, patria degli orti, non è stato possibile trapiantare le prime orticole in campo, con la conseguenza che tutta la produzione di aprile verrà a mancare. E verrà a mancare anche il reddito delle imprese, le quale, nel frattempo, hanno dovuto buttare le piantine già acquistate per la messa a dimora in campo. C’è grande preoccupazione per i frutteti e, in particolare, per la produzione di pesca precoce, i cui alberi sono prossimi alla fioritura. Ma le forti piogge e le gelate dell’ultima settimana rischiano di far abortire i frutti.Non va benissimo nemmeno per il frumento, coltura già seminata lo scorso autunno. In parte c’è il rischio di asfissia nelle pozze d’acqua che si son formate nei campi e, in parte c’è il problema di riuscire ad entrare per le lavorazioni. “A causa delle persistenti piogge non si è riusciti a fare le concimazioni, in particolare, le nitratature invernali – chiarisce ancora il presidente Giuriolo – Sono i trattamenti che servono alla pianta per aiutarla a riprendersi dopo i freddi e per favorire l’accestimento, cioè la produzione per seme: il grano – spiega Giuriolo – non produce una spiga per ogni seme, bensì una media di due spighe per seme. Ma se la pianta è debole questa media verrà ridotta”. “Vista tutta la situazione che si è creata fino ad oggi per le avverse condizioni atmosferiche – conclude Giuriolo – diventa indispensabile per le aziende agricole che la Regione Veneto attivi quanto prima degli interventi di credito agevolato”.

Regione Veneto, vicina agli agricoltori ma consiglia: “Assicuratevi”. Stiamo tenendo d’occhio la situazione, per capire quali potrebbero essere le conseguenze negative nell’immediato e nel medio – lungo periodo per le nostre produzioni agricole”. Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto, non nasconde la sua preoccupazione e ha attivato le strutture regionali per poter meglio valutare gli effetti delle abbondanti piogge e del freddo soprattutto di questi ultimi giorni. “Gli imprenditori del primario sappiano che hanno la Regione al loro fianco – ha detto l’assessore – rispetto ad un problema che non sta ad ascoltare la burocrazia e le regole degli uomini. Sono evidenti le possibili difficoltà legate al clima e ai suoi mutamenti, che vede quest’anno, mentre il mondo si preoccupa del surriscaldamento globale, il marzo più freddo da cinquant’anni a questa parte. Vogliamo anche tenere d’occhio gli effetti collaterali che si dovessero presentare, come batteri osi, virosi e micosi. Intendo monitorare la situazione non solo in questa fase e capire quali spazi ci possono essere in relazione all’assicurabilità delle colture”. “Noi siamo pronti ad attivare eventuali interventi possibili – ha concluso l’assessore – ma anche queste condizioni climatiche devono indurre tutti a ricorrere anzitutto al sistema assicurativo agevolato, proprio perché l’aleatorietà del meteo è ormai una costante con la quale fare i conti non sulla base di considerazioni probabilistiche”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo/Regione Veneto)