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Veneto sul podio dei prodotti tradizionali

Gli agricoltori veneti non solo producono e trasformano prodotti ma recuperano circa 370 specialità che rischiavano il dimenticatoio e portano il Veneto sul terzo podio della tipicita’ nazionale. Lo afferma Coldiretti relativamente ai dati diffusi durante il convegno su “L’Italia che piace nell’estate 2012: il turismo ambientale ed enogastronomico” svoltosi a Roma nei giorni scorsi e dove è stata presentata la prima classifica delle regioni più virtuose sulla base del censimento delle tipicità salvate dall’estinzione.

Oro per la Toscana, argento per il Lazia, bronzo per Veneto e Campania. “Dopo la Toscana e il Lazio la nostra regione (pari merito con la Campania) – spiega Coldiretti – fa sventolare la bandiera del gusto aggiudicandosi la medaglia di bronzo”. Una conquista che passa attraverso il lavoro di quasi 80 mila aziende agricole impegnate ogni giorno nella valorizzazione del patrimonio agroalimentare regionale che dopo dieci anni ha superato i 5 miliardi di valore della produzione lorda vendibile fatta non solo di marchi riconosciuti e blasonati con la certificazione Dop, Docg, Igp, Igt che contraddistinguono carni, frutta, verdura, vini, formaggi e uova ma anche della ricerca dell’eccellenza tradizionale gia’ in elenco ministeriale per un giusto protagonismo.Dalla Batata di Valliera (Ro) e Anguillara (Pd) da cui si ricava anche un liquore digestivo, al broccolo di Custoza (Vr) che si raccoglie a gennaio, dalle pesche antiche di Mogliano (Tv) riscoperte quest’estate alle giuggiole di Arqua’ Petrarca (Pd) da gustare anche nel famoso ‘brodo’, dal formaggio ‘imbriago’ senza tempo al mais di Marano che da la polenta più imitata nel mondo, i turisti consumatori hanno un forziere di possibili souvenirs enogastronimici da portarsi nella terra d’origine come miglior ricordo di una vacanza trascorsa nella regione dei primati.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

 

Pagamenti all’agricoltura veneta

Tempo di pagamenti a sostegno dell’agricoltura veneta. Il Comitato di gestione aiuti diretti dell’Unione Europea ha autorizzato il pagamento anticipato, a partire dal 1 agosto, di un acconto del premio PAC richiesto nel 2012 dagli agricoltori le cui aziende ricadono nei comuni colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio scorsi, rendendo disponibili 40 milioni di euro.

1.662 produttori interessati. “Subito dopo il terremoto – ha ricordato Manzato – come Regioni avevamo formalmente chiesto al Governo di operare a Bruxelles per questo anticipo che interessa complessivamente 113 Comuni e, in Veneto, le imprese di 18 Comuni Polesani: Bagnolo di Po, Calto, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Castelmassa, Ceneselli, Ficarolo, Fiesso Umbertiano, Gaiba, Gavello, Giacciano con Baruchella, Melara, Occhiobello, Pincara, Salara, Stienta e Trecenta”. Dall’1 agosto Avepa, l’Agenzia veneta per i Pagamenti in Agricoltura, ha avviato l’erogazione dell’anticipo autorizzato per 1.662 produttori interessati. L’anticipo riguarda il 44,10% dell’aiuto richiesto nel 2012 in base ai titoli all’aiuto posseduti e al sostegno specifico richiesto sulla barbabietola da zucchero, per un importo di 4,8 milioni di euro.

Da metà ottobre, anticipo PAC 2012. Il Comitato di gestione aiuti diretti dell’Unione Europea ha inoltre autorizzato l’erogazione del 50 per cento dei premi PAC 2012 a partire dal 16 ottobre prossimo, anziché dall’1 dicembre. L’operazione coinvolge circa 93 mila agricoltori veneti, per un ammontare complessivo di 160 milioni di euro. In questi giorni Avepa ha peraltro erogato un anticipo pari al 75% del premio richiesto il 15 maggio 2012 con le domande di conferma presentate da 7.271 agricoltori sulla misura 214 e 215 (pagamenti agroambientali) del Programma di Sviluppo Rurale, per complessivi 14 milioni di euro. Entro il 15 ottobre prossimo l’Agenzia erogherà anche circa 15 milioni di euro ai 7.765 viticoltori veneti che per l’anno corrente hanno richiesto il sostegno specifico sui premi per le polizze di assicurazione stipulate a difesa della produzione di uva da vino. Avepa sta infine procedendo con l’attività istruttoria per anticipare entro ottobre il 75% di 13 milioni di euro ai 2.614 agricoltori che hanno richiesto entro il 15 maggio scorso l’indennità compensativa per le zone montane, pure prevista dal PSR.

(Fonte: Regione Veneto)

Oscar Green Coldiretti, alla finale nazionale ci sono due realtà veronesi

foto “La Vecchia Fattoria” di Bonavicina (VR)

Sono due le realtà veronesi scelte a rappresentare il Veneto all’edizione 2012 del Premio Oscar Green di Coldiretti Giovani Imprese. Si tratta del Comune di Bardolino e l’agriturismo didattico “La Vecchia Fattoria” di Bonavicina, che hanno superato in questi giorni anche la seconda fase di votazione a livello nazionale a cui concorrevano con altri quattro imprenditori veneti. A fine settembre, si contenderanno l’Oscar Green ventuno finalisti provenienti da tutta Italia.

Comune di Bardolino, “Paese amico”. “Siamo soddisfatti che la Regione Veneto quest’anno sia rappresentata da due finalisti veronesi – sottolinea Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona – Questo risultato mette in evidenza realtà che, grazie alla loro determinazione unita a idee innovative, riescono a valorizzare il settore agricolo e a far si che il mondo del lavoro che le circonda diventi una struttura solida e stabile”. Il Comune di Bardolino è stato scelto nella sezione “Paese Amico” ovvero per la segnalazione dell’amministrazione pubblica che ha incoraggiato maggiormente le iniziative promosse dai coltivatori a sostegno di un modello di sviluppo ecosostenibile. Il Comune del Lago di Garda ha, infatti, favorito la nascita e lo sviluppo dei mercati a kilometro zero sul territorio. Per avvicinare cittadini e turisti alla tipicità locale, l’Amministrazione comunale ha predisposto un’apposita fermata della navetta dove si svolgono i mercati dei produttori di Coldiretti. “E’ un servizio molto apprezzato – ha spiegato il vice sindaco Lauro Sabaini – specie per chi vuole lasciare a casa l’auto o per le persone anziane. Il servizio, poi, è piuttosto flessibile sia gli orari che per le fermate. A volte l’autista favorisce le persone meno giovani che hanno la spesa, facendole scendere più vicino a casa”. I mercati sono molto apprezzati dai consumatori e ogni settimana si registra un numero crescente di visitatori tra cui alcuni noti personaggi come la cantante lirica Katia Ricciarelli che dimora spesso a Bardolino.

Per la sezione “Non solo agricoltura” è finalista “La Vecchia Fattoria” di Bonavicina gestita da Cristina Roncolato e dalla figlia Giulia Lovato. L’agriturismo didattico, che si estende per 20 ettari di terra, è il paradiso di tutti i bambini, specie i meno fortunati. Tra animali di ogni specie, un frutteto biologico, un bosco con piante secolari, orto, piscina e la casa colonica, sono organizzati corsi di equitazione ricreativa per disabili, recupero scolastico, grest estivo. “Da marzo a giugno – dice Giulia Lovato – la fattoria accoglie 16.000 alunni di scuole provenienti da tutto il Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Le maestre possono scegliere tra otto itinerari anche se spesso è preferito quello sui mestieri dei nonni”. “Molta soddisfazione -aggiunge la giovane Lovato – abbiamo dai bambini disabili. Ci sono stati casi di bambini autistici che non parlavano ma che dopo la terapia con i cavalli o le giornate trascorse qui hanno dato segni di grande miglioramento. C’è una vera équipe di persone preparate e formate che seguono i bambini e gli adulti con disabilità e infatti siamo convenzionati con la ASL 21”.

Da settembre, possibile il voto popolare via web. Una giuria specializzata composta da sette esperti avrà poi il compito di identificare i vincitori di ciascuna categoria tematica assegnando il relativo oscar. Da quest’anno il voto sarà integrato con il “voto popolare” che avverrà attraverso internet. A partire dai primi giorni di settembre, sul sito http://www.oscargreen.it si potranno vedere i video dei finalisti, girati proprio in questi giorni, e votare quello preferito.“Siamo contenti di questo successo – dice Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – a testimonianza della qualità e dell’impegno dei giovani imprenditori agricoli del nostro territorio. Ci rendiamo conto che la filosofia di Coldiretti è capita e apprezzata anche dalle Amministrazioni Comunali che, come quella di Bardolino, favoriscono i produttori del territorio, la qualità e la freschezza dei prodotti a favore della gente. Ci auguriamo che la finale di settembre premierà la dedizione dei finalisti”.

(Fonte: Coldiretti Verona)

Siccità, Manzato: completata prima mappatura, oltre 364 mila ettari di colture danneggiati

“Una prima mappatura dei danni causati dalla siccità è pressochè definita e la stima complessiva è raggelante: 364.471 ettari in forte sofferenza, con perdite che vanno dal 20 all’80 per cento della produzione, a seconda delle zone e delle colture. L’intera superficie agricola delle province di Rovigo e Venezia risulta colpita”. Franco Manzato accompagna con queste parole la diffusione dei primi dati verificati sulle negative conseguenze del lungo periodo di caldo torrido senza precipitazioni.

Prioritario salvare il sistema agricolo veneto che rischia il collasso. “Ringrazio Avepa, che ha davvero lavorato sodo nelle ultime settimane, in squadra con Arpav, Consorzi di Bonifica e di difesa: ha completato a tempo di record la rilevazione, i cui contenuti peraltro sono destinati a cambiare a seconda di come si evolverà la situazione meteorologica. La mappa che ne risulta è essenziale – ha aggiunto Manzato – per proseguire nel cammino che abbiamo intrapreso per poter dare il massimo delle risposte agli agricoltori, soprattutto quelli più colpiti: una strada non facile, che richiede un intervento a livello nazionale, che potrà essere accompagnato da azioni regionali. Sappiamo tutti che il sistema ordinario di difesa dalle avversità atmosferiche in agricoltura si basa sull’assicurazione contro i danni, il cui premio è coperto per circa ¾ da contributo pubblico. Ma conosciamo anche i vincoli che le assicurazioni pongono, vincoli che in questa situazione sono diventati in molti casi un cappio. Sappiamo anche bene – ha detto ancora Manzato – che molte aziende si sono “normalmente” indebitate acquistando a credito sementi e mezzi tecnici, che a fine stagione faranno fatica a pagare per il pesante taglio del reddito a causa della perdita parziale o totale del raccolto. Il nostro obiettivo è salvare il nostro sistema agricolo e impedire che aziende valide collassino a causa di questa situazione del tutto straordinaria, che richiede risposte straordinarie”.

La strategia intrapresa per contenere i danni. Proprio ieri lo stesso Manzato ha formalizzato alle organizzazioni professionali il percorso intrapreso: delimitazione dei territori danneggiati (completata); richiesta di un tavolo di lavoro a livello ministeriale per valutare gli interventi, ordinari e straordinari, compreso l’anticipo della PAC, da attivare in relazione alla situazione; possibilità di attivare la sia pur limitatissima disponibilità del Fondo di solidarietà nazionale formalizzando una deroga al Piano assicurativo nazionale 2012; richiesta formale di tale deroga per consentire la declaratoria di eccezionale evento atmosferico. “Ringrazio sin d’ora quanti si stanno adoperando per formalizzare la deroga – ha sottolineato Manzato – che permetterà di procedere ad indennizzi compensativi agli agricoltori coinvolti, nei limiti delle scarsissime risorse nazionali disponibili, attivando altre iniziative accessorie di carattere fiscale e contributivo, l’integrazione salariale in favore dei lavoratori agricoli nelle aree colpite da avversità eccezionali e l’esenzione delle imposte sui redditi dominicali e agrari per le imprese agricole con un danno superiore al 30% della produzione ordinaria. Potremo anche valutare interventi regionali come agevolazioni sul credito di esercizio in base alla legge anticrisi. In ogni caso siamo stati autorizzati ad erogare il 50 per cento dei premi PAC 2012 dal 16 ottobre prossimo, anziché dall’1 dicembre, per un ammontare complessivo di 160 milioni di euro”.

(Fonte: Regione Veneto)

Siccità, gli agricoltori veneti pagano due volte, per il danno in campo e per i riflessi sui costi di produzione

Gli agricoltori salvano il salvabile facendo i conti con un raccolto di barbabietole mummificate, mais già trinciato anziché in granella e quello della soia appena recuperabile. “Caldo e siccità – commenta Coldiretti – stanno provocando perdite alle coltivazioni mondiali che fanno volare i listini e saltare diverse consegne con drammatiche conseguenze per la disponibilità di cibo”.

Danni ambientali ed economici. Quello che sta vivendo il Veneto è un problema non solo ambientale – spiega Coldiretti – ma anche economico con il calo delle rese stimato in oltre 7 milioni di quintali (rispetto ai 10 preventivati) per il granoturco e la soia intorno ai 560 mila quintali (esattamente la metà delle stime iniziali) il rischio è che il prezzo superi al 30 per le quotazioni di soia e mais necessari a nutrire gli animali per produrre latte e carne, dall’inizio dell’anno. La borsa merci al Chicago Board of Trade, punto di riferimento del mercato a livello internazionale, il valore del mais è intorno ai 9 dollari per bushel e la soia a 16 dollari per bushel, per consegne a settembre. Una situazione che – sottolinea la Coldiretti – ostacola la ripresa del Pil anche in Italia che è dipendente dall’estero per quasi un terzo delle materie prime agricole che consuma, come evidenziato dall’Istat.

A far la differenza, la presenza degli impianti di irrigazione. Per una regione zootecnica come il Veneto la situazione dovrebbe reggere in quanto nelle roccaforti dell’allevamento bovino, in particolare da carne (comparto a cui è indirizzato il 40% della produzione cerealicola) si collocano i comprensori irrigui dove si è salvata la produzione di silo mais attraverso l’irrigazione. Non sarà cosi per le aziende della bassa pianura che dovranno vedersela con il secco in quando non dotate di sistemi irrigui efficienti: peserà su di loro un probabile dimezzamento delle scorte – conclude Coldiretti – e quindi la necessità di procacciarsi i foraggi sul mercato con un ovvio rimbalzo sui prezzi e costi di produzione maggiori.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Siccità, Manzato a Roma

“La siccità che sta inaridendo le nostre campagne è un evento così eccezionale che richiede una risposta eccezionale, sia nel breve sia nel medio–lungo periodo”. Lo ha ribadito l’assessore all’agricoltura del Veneto, Franco Manzato, ieri a Roma per discutere a livello ministeriale le possibili azioni da intraprendere.

Avepa al lavoro per tracciare la mappa dei danni. “L’attuale quadro legislativo – ha ricordato l’assessore – esclude dalla possibilità di interventi compensativi i danni alle produzioni e alle strutture ammissibili ad assicurazione agevolata, comprendendo in questo anche la siccità. In ogni caso Avepa sta completando la mappa del danno, sempre più grave, per avere uno scenario più preciso e dettagliato, sia rispetto agli interventi attivabili sia ad eventuali iniziative straordinarie”. “Stiamo al momento lavorando ad alcune linee d’azione. Una di questa – ha fatto presente l’assessore veneto – riguarda la richiesta di deroga al Piano assicurativo nazionale in relazione alla complessità ed entità del fenomeno. La delimitazione delle aree danneggiate è funzionale anche a questa ipotesi. Ci sono gli estremi per affermare che le compagnie di assicurazione, a fronte delle proporzioni disastrose di danno determinate dalla siccità accompagnata da elevate temperature con eccessi di evapotraspirazione, colpi di sole e lessature dei frutti, non avrebbero assunto la totale copertura di un rischio con una portata incalcolabile, che va oltre ogni normale previsione soprattutto per i territori delle Regioni settentrionali. Peraltro le risorse del Fondo di Solidarietà Nazionale sono assolutamente insufficienti, ma la deroga e la delimitazione consentiranno l’attivazione di misure accessorie quali la riduzione degli oneri previdenziali e l’applicazione di agevolazioni creditizie”.

Le azioni della Regione per aiutare gli agricoltori colpiti. “La delimitazione delle aree colpite – ha aggiunto Manzato – potrebbe anche consentire l’attivazione di interventi per l’ integrazione salariale in favore dei lavoratori agricoli nelle aree colpite da avversità eccezionali e per supportare l’esenzione delle imposte sui redditi dominicali e agrari potranno essere addotte nelle dichiarazioni dei redditi relative all’anno 2012 da parte delle imprese agricole ricadenti nelle zone territoriali con un danno superiore al 30 per cento”. “Come Regione – ha concluso Manzato – stiamo valutando di riaprire il sistema domanda unica 2012 per consentire agli interessati di chiedere l’anticipo immediato del pagamento sulla base dell’accordo quadro tra AVEPA e le banche. Stiamo anche lavorando ad un provvedimento per prestiti agevolati di conduzione a favore delle aziende danneggiate, previsti dalla nostra legge anticrisi”.

(Fonte: Regione Veneto)

Formazione Coldiretti, ogni anno una media di 80 nuovi agricoltori ai corsi di specializzazione

A scuola di agricoltura per diventare imprenditori del settore. Si sono appena conclusi un corso di primo insediamento e uno per imprenditore agricolo professionale organizzati da Impresa Verde formazione di Coldiretti Verona a cui hanno partecipato 22 persone. Per lo più giovani, agricoltori per tradizione poiché spesso appartenenti a famiglie anche note di imprese vitivinicole e casearie del territorio, i partecipanti ai corsi provengono prevalentemente dalla provincia veronese e hanno già in atto o in fase di partenza un’azienda agricola.

Serve la formazione per diventare imprenditori agricoli. Negli ultimi anni Impresa Verde formazione Verona ha riscontrato l’adesione di partecipanti anche da altre provincie del Veneto e da altre Regioni: Sicilia, Sardegna e Toscana. “Organizziamo dai due ai quattro corsi all’anno di primo insediamento o per imprenditori agricoli professionali con la presenza di venti partecipanti in media – dice Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – confermando il dato veronese che registra alla Camera di Commercio di Verona a fine 2011 la presenza di 17.483 imprese agricole, per lo più individuali pari a 14.340, l’82% del totale delle imprese agricole. A livello provinciale e nazionale registriamo un aumento di giovani in agricoltura e questo dimostra che il progetto della filiera agricola tutta italiana di Coldiretti guarda ai giovani come protagonisti, non soltanto del futuro ma anche del presente delle nostre campagne”.

Le idee presentate nei progetti da parte dei corsisti.  Dalla coltivazione biologica della vite per fare il vino da esportare nei Paesi nordici particolarmente sensibili al bio, alla preparazione di una bevanda poco alcolica preparata con l’uva ma dissetante e piacevole come un drink, alla vendita online di uova feconde di oche e anatre, alla coltivazione di prodotti in Sicilia, all’allevamento di micro cani da compagnia del peso di 1 kilogrammo. Non manca chi ha sviluppato un ramo d’azienda della famiglia creando una produzione lattiero-casearia solo di ovini e caprini con ricette nuove e originali. “Questi corsi – spiega Gabriele Panziera, responsabile di Impresa Verde formazione – sono necessari per accedere all’attività agricola e ai benefici economici stanziati dall’Unione Europea. Ogni corso è apprezzato dai partecipanti sia per quanto viene appreso in aula riguardo alle tecniche agricole e di marketing, alle norme sulla sicurezza e sulla fiscalità agricola, ai sistemi per qualificare le proprie produzioni, sia per gli scambi di esperienze che avvengono tra i partecipanti e le relazioni personali che si instaurano. Spesso si creano rapporti che hanno sbocchi anche lavorativi e commerciali e una rete fra le aziende agricole che aumenta la loro competitività e la loro capacità di rapportarsi al mercato”.

(Fonte: Coldiretti Verona)

Per la vendemmia 2012, nel trevigiano si inaugurano le “liste di collocamento” comunali. Manzato: “Esempio da seguire”!

“Un’idea semplice, geniale, funzionale, pratica, a costo zero, spese postali a parte. Invito tutti i Comuni interessati alla prossima imminente vendemmia a farla propria. L’istituzione si fa garante del contatto tra chi vuole essere della partita e le aziende”. Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto, è entusiasta dell’iniziativa del comune trevigiano di Godega di Sant’Urbano, Sinistra Piave, il cui sindaco Alessandro Bonet ha ideato le liste comunali dei cittadini che desiderano vendemmiare o hanno bisogno di questo lavoro e si fa carico di mettere in contatto le esigenze degli iscritti alle liste con quelle delle aziende che hanno bisogno di mani capaci per un’attività solo apparentemente semplicissima.

L’Amministrazione comunale a servizio dei propri cittadini. “In un momento di forte difficoltà economica e di crisi del lavoro – ha sottolineato il sindaco Bonet – un’iniziativa come questa è utile alla cittadinanza, al territorio e alla nostra economia agricola”. Nei prossimi giorni Bonet invierà a tutte le aziende vitivinicole del territorio comunale una lettera che spiegherà come comunicare all’amministrazione le esigenze di manodopera e le condizioni normative alle quali attenersi per l’assunzione, mettendo a disposizione l’elenco dei vendemmiatori potenziali, dei quali avvalersi per la raccolta dell’uva”.

Manzato: “Esempio da seguire”. “Dopo i nuovi “non voucher” della professoressa Fornero – chiosa Manzato – un simile sistema risponde in maniera impeccabile ad un insieme plurimo di esigenza dell’economia agraria locale e dei cittadini. E’ un sistema da codificare e rispetto al quale mi auguro che le “autorità” statali preposte si diano anch’esse da fare per essere della partita, piuttosto che cavillare ostacolare una buona idea che viene dal basso e garantisce tutti”.

(Fonte: Regione Veneto)

Come distinguere il pane fresco da quello congelato? In Veneto presto lo sapremo per legge!

La Giunta Regionale del Veneto ha dato in questi giorni il via libera all’iter del progetto di legge in materia di produzione e vendita di pane ponendo, di fatto, le basi per risolvere uno dei problemi che da sempre angustiano di più consumatori ed operatori: distinguere il pane fresco da quello congelato o precotto.

Un panino su quattro che mangiamo è congelato o precotto nonché fatto nell’est europeo. “Molti non lo sanno –dichiara Giuseppe Sbalchiero, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto – ma un panino su quattro di quelli confezionati che troviamo nei supermercati e che mettiamo sotto i denti nelle mense e nelle tavole calde dei self service, non è veramente fresco e, di norma, non è neppure fatto nel nostro Paese ma viene dall’Est Europa, Romania e Bulgaria in particolare. Negli ultimi anni, il fenomeno è andato incrementandosi a tal punto che le importazioni dalla Romania di prodotti a base di cereali sono passate dai 7mila chili del 2002 ai 13milioni di chili del 2011, raddoppiando solo nell’ultimo anno”.

Il pane fresco è solo quello cotto e venduto in 24 ore. “È una vera e propria truffa – prosegue il Presidente -, che sarà possibile arginare non appena sarà approvata la nuova legge che tra l’altro prevede proprio la definizione di “pane fresco” come prodotto cotto e venduto nell’arco di 24 ore, che obbligherà a segnalare quel prodotto che è congelato e solamente cotto. Ma non solo. L’articolato ha almeno altre tre novità importanti: la nomina del responsabile tecnico con formazione adeguata o esperienza comprovata nel settore per ogni punto di produzione in modo da assicurare qualità e sicurezza del prodotto; la definizione dei “forni di qualità” per aumentare la chiarezza e trasparenza nei confronti del consumatore e l’istituzione del registro delle specialità da forno su cui saranno indicate le produzioni tipiche e tradizionali venete a salvaguardia del patrimonio legato alla panificazione del territorio”.

Nicola Trentin, Presidente regionale Gruppo Panificatori di Confartigianato Imprese Veneto

Prioritario tutelare il consumatore. “Il pane rappresenta un bene fondamentale della piramide alimentare –dichiara il padovano Nicola Trentin, Presidente regionale del gruppo panificatori di Confartigianato Imprese Veneto – e disciplinarne gli aspetti produttivi, nonché alcuni requisiti identificativi degli esercizi di vendita, significa fornire al consumatore una ulteriore garanzia di tutela della propria salute. Dobbiamo essere in grado di capire se si sta acquistando un prodotto realmente fresco o un prodotto che è stato semplicemente cotto nel punto vendita. Ma è anche necessario che il consumatore sappia distinguere con chiarezza e certezza se sta acquistando pane in un punto vendita dotato di impianto di cottura o se sta acquistando da un panificio. Il panificio è l’azienda tradizionale che il pane lo produce nell’arco della giornata con un procedimento produttivo unico e continuo, che inizia con la formazione dell’impasto di sfarinati, lievito, sale e acqua, e finisce sulla bocca del forno, con il pane caldo appena sfornato e pronto per la vendita al consumatore finale. Procedimento quest’ultimo che richiede una professionalità ed un impegno molto più alti per dare al consumatore il prodotto fragrante che egli aspetta di avere”. “Dopo oltre vent’anni –conclude Trentin- auspico che la norma possa avere un iter veloce nel passaggio in commissione consigliare e venire approvata a breve dal consiglio regionale”.

(Fonte: Confartigianato Imprese Veneto)

Condifesa Veneto, in agricoltura raccolti sempre più precari, quasi un obbligo oramai assicurarsi

Due pannocchie al giusto stato vegetativo (perché irrigate già due volte l’1 e il 10 luglio) a confronto con quelle danneggiate

Non piove da oltre un mese ed in Veneto è allarme siccità. In questo scenario, che nella bassa pianura ed in particolare nelle province di Rovigo (Polesine), Padova (bassa padovana) e Venezia presenta campi riarsi dal sole ed ettari di colture danneggiate, i Consorzi di Difesa delle Attività Agricola dalle Calamità di Veneto e Friuli Venezia Giulia si sono dati appuntamento ieri presso l’Azienda Agricola Piacentini di Abano Terme (scelta a campione) per valutare insieme i danni arrecati dalla prolungata mancanza d’acqua e decidere come intervenire attraverso il supporto assicurativo.

Perdite consistenti in Polesine e bassa padovana. Oggetto della perizia condotta in modo collegiale sono le colture di mais, soia e barbabietola, maggiormente colpite dalla siccità. In particolare i dati relativi a Rovigo e Padova destano preoccupazione. Nel rodigino gli ettari coltivati a seminativi sono circa 50.000 per molti dei quali si stima una perdita superiore all’80% del raccolto. Di poco distanti i dati che riguardano il padovano che ha circa 100.000 ettari di terreno coltivati a seminativi: nel caso del mais la perdita è di circa il 50% del raccolto, seguono la soia con il 40% e la barbabietola con un danno che oscilla tra il 30% e il 40% delle colture. I dati però, sostengono i consorzi presenti, sono destinati a crescere se perdureranno le condizioni di sole e vento di questi giorni. Nel padovano si stima, al momento, che la perdita ammonterà a circa 80-100 milioni di euro relativamente alla produzione dei seminativi.

Colpite anche le colture orticole e frutticole. Nel Polesine pomodori, cocomeri e meloni stanno manifestando danni da scottatura e la ridotta pezzatura, a causa della mancanza d’acqua , influirà sui prodotti ritenuti scarti perché troppo piccoli per il mercato, portando così ad un inevitabile deprezzamento del prodotto. Anche i frutteti stanno subendo lo stesso triste destino. Diversa invece la situazione per i vigneti dove le piante soffrono meno la mancanza d’acqua e anche una sola pioggia può salvaguardare la produzione, garantendo la qualità del prodotto.

D’obbligo oramai assicurarsi. L’unica soluzione a questo tipo di calamità è la stipula preventiva di un’assicurazione, come indicato in questi giorni anche da Coldiretti Veneto, perché la situazione meteorologica instabile rende sempre più precaria la sicurezza di portare a termine la stagione produttiva per qualunque tipo di coltura: alluvioni, grandinate, trombe d’aria e caldo eccessivo stanno diventando oramai normali e come tali vanno trattati. Il suggerimento agli agricoltori è quello di stipulare polizze assicurative multirischio agendo in modo preventivo, perché non è più prevedibile quale calamità naturale si abbatterà sulle nostre campagne.

Informarsi per non essere in balia delle compagnie assicurative. “Il Condifesa Veneto – spiega il Presidente Valerio Nadal – già da diversi anni sta realizzando incontri collegiali, come quello odierno per uniformare il servizio all’impresa agricola, fornendo la consulenza e tutte le indicazioni per non essere in balìa delle compagnie assicurative, ma anzi costruire con loro le proposte più idonee a tutelare i redditi d’impresa. Non ci si può più improvvisare, in agricoltura è necessario procedere con strumenti di previsione e gestione a monte dell’eventuale danno, non a caso con il Condifesa del Friuli Venezia Giulia abbiamo attivato a partire dalla Campagna Assicurativa 2012 (dopo un’attenta sperimentazione negli anni precedenti) anche 4 Fondi Mutualistici specifici capaci di intervenire in casi di assoluta emergenza: il Fondo per soci danneggiati da alluvione ed eventi catastrofali, il Fondo per danni da gelo su actinidia, il Fondo di risemina e quello per i danni da animali selvatici”.

(Fonte: Condifesa Veneto)