• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

CIA Treviso, missione Africa

villaggio Silinkine in Senegal

La solidarietà degli agricoltori di Cia Treviso raggiunge il Senegal. Un funzionario della Confederazione italiana agricoltori regionale è partito la scorsa settimana con destinazione Silinkine, un villaggio senegalese della regione meridionale di Casamance, per sviluppare alcune azioni del progetto di cooperazione rurale decentrata P.r.i.s (Projet rural intégré de Silinkine). L’iniziativa di solidarietà internazionale da un anno vede la Cia di Treviso in prima linea nel concretizzare azioni di sviluppo integrato dell’agricoltura del villaggio del Senegal del Sud, regione a forte vocazione agricola e pastorale.

Formazione su tecniche colturali e uso degli attrezzi agricoli. Il tecnico inviato dalla Cia avrà il compito di formare gli agricoltori del villaggio nell’utilizzo di tecniche colturali e di attrezzature agricole. La partecipazione di Cia Treviso come partner del progetto P.r.i.s è un segno tangibile della radicata cultura della solidarietà, oltre che del lavoro, propria degli agricoltori trevigiani. Caratteristica dell’iniziativa è quella di coinvolgere nel lavoro interamente la comunità locale del villaggio: a questo scopo è nata una cooperativa (Avis) Association villageouse de Silinkine, partner senegalese che ha individuato, partendo dalle reali necessità del territorio e della popolazione, le priorità e gli ambiti di intervento.

Circa 3 mila i senegalesi che vivono nella Marca trevigiana. Insieme a Cia Treviso altre associazioni sono impegnate in varie attività per la raccolta di fondi e la sensibilizzazione sui temi della cooperazione e della solidarietà per il progetto P.r.i.s. Capofila è l’associazione culturale senegalese Diamoral di Treviso. Oltre a Cia Treviso altri partner sono: il Comune di Fregona, l’associazione “I Care” Onlus, l’ACSI, l’associazione culturale senegalesi e la Consulta della associazioni culturali di Vittorio Veneto. Nella Marca trevigiana tra gli immigrati la comunità senegalese è tra le più numerose e ben integrate, sono circa tremila.

(Fonte: CIA Treviso)

Siccità in agricoltura, nel Polesine chiesta la calamità naturale

Richiesta la calamità naturale per la siccità in Polesine

E’ crisi idrica e siccità sulle fertili campagne del Polesine. Assenza di precipitazioni e temperature sopra la media stagionale stanno mettendo in ginocchio le coltivazioni dell’intera provincia e compromettendo i bilanci aziendali. Coldiretti Rovigo, Confagricoltura e Cia stimano danni per 150-200 milioni di euro diretti sulle colture (cereali, ortofrutta, barbabietole), in particolare sul mais; danni che sono destinati ad arrivare a 250-300 milioni di euro considerando l’indotto (la filiera dell’essicazione, stoccaggio, commercializzazione).

Situazione aggravata anche dalla risalita del cuneo salino. In una sofferta conferenza stampa in Prefettura, ieri le tre organizzazione agricole hanno divulgato l’intenzione congiunta di chiedere lo stato di calamità naturale per siccità. La domanda è già partita alla volta del governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, di Avepa (ente regionale per i pagamenti in agricoltura) e per conoscenza a tutti i rappresentanti polesani al Parlamento, alla Giunta e al Consiglio del Veneto, alla Provincia di Rovigo. Le colture maggiormente colpite sono il mais e la soia, ma anche la bietola, le ortofrutticole. La siccità sta falcidiando soprattutto i territori del Medio e Basso Polesine, dove la situazione è aggravata anche dalla risalita del cuneo salino.

Richieste agevolazioni fiscali, condizioni agevolate di accesso al credito ed interventi sull’irrigazione di soccorso. “Non chiediamo contributi a fondo perduto – dichiara il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo – (siamo abbastanza responsabili per renderci conto che non si sono disponibilità), ma chiediamo agevolazioni fiscali e condizioni agevolate di accesso al credito, visto che ci sono imprese che hanno perso il cento per cento del raccolto e devono far fronte alle anticipazioni colturali per l’annata prossima e pagare i costi della campagna in corso”. “Chiediamo – aggiunge il direttore di Coldiretti Rovigo Adriano Toffoli – che la Regione Veneto preveda nel prossimo bando di Psr (Piano di sviluppo rurale), quanto le organizzazioni agricole avevano già proposto, cioè la previsioni di interventi specifici sull’irrigazione di soccorso, non solo per trasformare gli impianti irrigui esistenti, ma anche i nuovi, poiché sebbene storicamente il Polesine finora non aveva problemi d’irrigazione, a causa dei cambiamenti climatici ora deve misurarsi anche con la siccità, come se non bastassero le problematiche di bonifica e di risalita del cuneo salino”.

Regione Veneto: carburante agricolo agevolato. A proposito della siccità che colpito il Veneto, Franco Manzato, assessore regionale all’Agricoltura, nei giorni scorsi ha affermato che: “Giungono preoccupanti segnali d’allarme per la siccità che sta colpendo diverse zone della nostra regione e  quindi ho sollecitato l’AVEPA, in relazione alle competenze assunte dalla stessa con il subentro nella gestione dei procedimenti inerenti le verifiche per la delimitazione dei territori danneggiati da eccezionali eventi atmosferici, ad attivarsi urgentemente per rilevare le zone interessate dalla straordinaria carenza di precipitazioni piovose, per quantificare i danni e per effettuare una valutazione di eventuali provvedimenti da assumere al fine di fronteggiare i danni subiti dalle produzioni agricole”. I Centri di assistenza agricola (CAA) e gli Sportelli unici agricoli (SUA) dell’AVEPA sono stati autorizzati fino al 30 novembre prossimo al rilascio delle assegnazioni di carburante agricolo agevolato per gli interventi di irrigazione di soccorso in tutto il Veneto (a esclusione della provincia di Belluno) e per le colture per le quali tale intervento è previsto nelle vigenti tabelle ettaro-coltura, nella misura del 100% del quantitativo tabellare previsto. Lo stabilisce un decreto del direttore della stessa Agenzia”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo/Regione Veneto)

Coldiretti premia con l’Oscar i giovani agricoltori veneti

Non superano i 30 anni e hanno una media di età intorno ai 22, sono i giovani agricoltori di Coldiretti Veneto, gli antiossidanti dell’agricoltura che ieri hanno partecipato alla finale regionale dell’Oscar Green, concorso a carattere nazionale che premia gli imprenditori junior e le loro esperienze professionali innovative.

Il concorso. Il Veneto ha risposto con uno spaccato moderno grazie a circa 50 adesioni, suddivise per sei categorie che rappresentano tutte le sfumature della multifunzionalità in agricoltura: dalla valorizzazione del territorio alla salvaguardia ambientale, dal recupero della tradizione, all’innovazione e la tecnologia, dal contributo alla qualità della vita al rapporto diretto con il cittadino consumatore. Il bando giunto alla decima edizione prevede anche la menzione speciale “Paese Amico” ovvero la segnalazione dell’amministrazione pubblica che ha incoraggiato maggiormente le iniziative promosse dai coltivatori a sostegno di un modello di sviluppo ecosostenibile.

La sestina dei vincitori è stata presentata prima in un filmato che li racconta uno dopo l’altro con immagini e slogan. E’ la provincia da Verona a far da padrona: con Stefano Righetti , vitivinicoltore di Pescantina che con il computer non chatta ma vende vino di alta quota, Giulia Lovato di Bonavicina si occupa di bambini fragili, che nella sua fattoria diventano speciali, Marco Daccordo di Castagnaro è convinto che nella vita non serve pepe ma aglio, il suo etichettato e certificato. Ed è il comune di Bardolino ad aggiudicarsi tutta l’amicizia con la campagna per aver avviato numerosi mercatini agricoli sul territorio e attivato una rete di servizi connessi per avvicinare cittadini e turisti alla tipicità locale. Nel vicentino Daiana Fongaro, perito agrario, prosegue l’attività di famiglia traendo dall’allevamento di maiali, bovini da carne, avicolo le migliori carni per poi venderle direttamente allo spaccio aziendale. Il suo motto ? Mille idee e realizzarle tutte purchè rimangano genuine e vere come le hanno insegnato, primo tra tutti il nonno e a seguire i genitori. C’è anche un padovano sul podio è Luca Piccolo, apicoltore di Loreggia che da quindici anni si occupa della “trasferta” di mille alveari: con la sua attività di nomadismo porta gli sciami di api alla ricerca dei migliori fiori italiani per dare il top del miele. Nel veneziano una società di dieci ragazzi pescatori “Adriamar” di Cavallino Tre Porti semina e coltiva 60 ettari di specchio d’acqua. Il loro raccolto di cozze e mitili viene offerto ai consumatori in postazioni itineranti con annesso servizio di take away. Propongono inoltre un servizio di pesca turismo per l’esplorare la laguna nord veneziana degno dei migliori racconti degli anziani marinai.

Applauditi dal vivo dalle autorità: senatore Paolo Scarpa Bonazza Buora, presidente commissione agricoltura, Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto e Alberto Mantovanelli, vice delegato nazionale Giovani Impresa Coldiretti si sono conquistati il lascia passare per la finale nazionale prevista a Roma a settembre guadagnandosi la corsia preferenziale per le fiere internazionali dell’agroalimentare. Un volo liberatorio di centinaia di palloncini ha simbolicamente chiuso la cerimonia con una speranza: che la politica conti sulle imprese agricole dei giovani veneti che con i piedi per terra fanno volare l’Italia. Su questo particolare sono giunte le parole rassicuranti del Presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato che insieme all’Assessore all’Agricoltura Franco Manzato ha firmato il Patto dei Giovani con il Veneto. “Non una promessa – ha fatto sapere – ma un atto concreto di una politica regionale che guarda al futuro sostenendo un modello di sviluppo ecosostenibile. La campagna è la vocazione del nord est, una giusta scommessa per un domani caratterizzato da un’economia solidale”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Consorzio Vini Venezia, riconfermato il vertice del CdA

Giorgio Piazza

Un patrimonio di 4500 produttori dei quali 180 soci produttori-imbottigliatori, dislocati in circa 3 mila ettari vitati di Veneto Orientale tra le province di Venezia, Treviso e una piccola parte di Pordenone; la tutela di 5 denominazioni delle quali due Docg (Lison e Malanotte del Piave) e tre Doc (Lison Pramaggiore, Piave e Venezia) per una produzione di circa 30 milioni di bottiglie l’anno. Ed un bagaglio culturale, storico, artistico e paesaggistico racchiuso in quel tesoro ammirato ed invidiato da tutto il mondo che è Venezia. È il Consorzio Vini Venezia, nato a settembre 2011 dalla fusione dei consorzi Doc Lison Pramaggiore e Vini del Piave Doc, che giovedì 12 luglio scorso ha rinnovato i vertici del consiglio di amministrazione, confermando alla presidenza Giorgio Piazza e alla vice presidenza Pierclaudio De Martin e Franco Passador.

Aprire a nuovi mercati. «L’obiettivo del Consorzio – ha affermato il Presidente Giorgio Piazza – è dare ai 4500 produttori gli strumenti per consolidare tale patrimonio, fornire adeguata rappresentatività ai prodotti, sia quelli dai tratti internazionali che incontrano già i gusti dei consumatori stranieri, sia quelli autoctoni che esprimono pienamente il carattere di questa terra. Il Consorzio sosterrà i produttori nella tutela delle loro produzioni, in un’ottica di crescita qualitativa, e nella promozione sul mercato nazionale ed internazionale, anche nella grande distribuzione, con particolare riferimento ai mercati tradizionali (Stati Uniti, Canada, Germania etc.) ma anche ai mercati emergenti (Cina, Russia, Brasile etc.)».

Altri rinnovi di Presidenza. Il Consorzio Vini Venezia ha rinnovato anche la presidenza dei cinque Comitati di Denominazione che risultano così composti: Giannino Gatti (Doc Piave), Mauro Stival (Doc Lison-Pramaggiore), Alessandro Botter (Doc Venezia), Sergio Luca (Docg Malanotte del Piave), Francesco Favro (Docg Lison).

(Fonte: Consorzio Vini Venezia)

Moody’s boccia l’Italia? CIA Veneto promuove a pieni voti l’acquisto di prodotti agroalimentari italiani

Anche Cia Veneto a fianco degli imprenditori agricoli e dei consumatori pronti a declassare Moody’s all’indomani dell’ennesima bocciatura che ha ridotto di due gradini la valutazione del debito italiano. Dopo la decisa presa di posizione dell’assessore veneto all’agricoltura, Franco Manzato, che ha invitato agricoltori e cittadini a insorgere contro “un sistema perverso che penalizza l’Italia sulla base di semplici opinioni”, anche la Confederazione agricoltori del Veneto è pronta a sostenere insieme alla tutela delle produzioni delle aziende agricole, i consumatori, nella loro scelta di prodotti alimentari italiani, beni non soltanto irrinunciabili, ma capaci di sostenere un’economia reale come quella del settore primario, in crescita.

Se Moody’ boccia il sistema italiano, l’agricoltura veneta è stata promossa a pieni voti. In Veneto, secondo i dati dell’ultimo report di Veneto Agricoltura, nel 2011 la produzione lorda vendibile ha superato i 5 miliardi. E il fatturato ha segnato più 9,5% rispetto a quello del 2010. L’invito di Cia Veneto è di consumare prodotti agroalimentari italiani per non indebolire un sistema d’eccellenza e mettere a repentaglio anche un settore che funziona come quello agricolo. E proprio per favorire la domanda interna, attraverso la scelta dei consumatori all’acquisto di prodotti agroalimentari made in Italy e degli agricoltori nostro territorio, da qualche mese Cia Veneto ha aperto la strada a una serie di collaborazioni con Federconsumatori in tutto il territorio regionale. Verranno realizzate iniziative mirate alla tutela dei diritti del cittadino-consumatore e alla diffusione una abitudine al consumo consapevole, a sostegno dei prodotti agroalimentari italiani, in difesa della qualità e contro il carovita.

(Fonte: CIA Veneto)

Dai “ferretti” del Piave una grande patata, in festa dal 26 luglio al 3 agosto 2012 a Moriago della Battaglia (Tv)

Li chiamano “ferretti”, sono i terreni trevigiani del Quartiere del Piave, rossi, ricchi di ferro e di potassio. Fertilissimi. Trasmettono le loro virtù ai prodotti che crescono su di essi, tra i quali eccellono le patate, la cui raccolta sta per incominciare.

Più buone che belle. Piccole partite si possono già trovare dai produttori come primizia. Si distinguono per il gusto, ma anche per la forma, che è irregolare, dovuta al fatto che il tubero si sviluppa su un terreno sassoso, al quale deve adattarsi. E’ tutta terra di sassi, che dà patate che possono sembrare non belle esteticamente, ma che sicuramente si differenziano per la consistenza della polpa (farinosa o a grana compatta, secondo le varietà) e sono deliziose. Prevalgono le cultivar Spunta e Monnalisa, considerate le meglio adattabili all’ambiente e resistenti alle malattie; sono presenti comunque le varietà Bintje, Cicero, Lutezia e altre.

26/7-3/8 a Moriago della Battaglia c’è la Festa della Patata. “Certo, rileva Luciano Gai, imprenditore agricolo di Bosco di Vidor e socio OPO Veneto, che le patate, che crescono su terreni sabbiosi, si presentano più belle, tutte uguali, di un colore uniforme, ma non hanno sicuramente il gusto, la resistenza e la resa in cucina delle nostre del “Quartiere del Piave”. Le nostre sono più buone che belle, eccezionali sul piatto, e questo fa la differenza e per questo sono ricercate”. Sono, comunque, tuberi che si piazzano bene sul mercato, con buone quotazioni. Non ci sono problemi di invenduto. Molto prodotto, per tradizione, è acquistato direttamente dai coltivatori. La produzione media è stimata attorno alle 1500 tonnellate. Ogni anno a Moriago della Battaglia, sulla Sinistra Piave, che fu teatro di uno dei più sanguinosi episodi della Prima guerra mondiale, a cavallo tra luglio e agosto, è organizzata la Festa della Patata, uno degli appuntamenti più popolari della zona. L’evento quest’anno è programmato dal 26 luglio al 3 agosto. Il Quartiere del Piave è un territorio con una precisa identità storica, geografica, culturale e colturale. Corrisponde all’antica area “Quartier al di là dal Piave” (una podesteria di Treviso ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia), limitata a sud dal fiume “Sacro alla Patria” e a nord dalle colline.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Siccità, in Veneto, registrato un calo del 25% delle precipitazioni negli ultimi 6 mesi, aziende agricole in sofferenza

Scipione, Caronte e infine Minosse. Questi i nomi dei cicloni subtropicali (dati da Antonio Sanò, de Ilmeteo.it, ndr) simboli indiscussi del sistema climatico globale che cambia e che mette alle strette l’economia agricola veneta.

L’acqua c’è ma non è sufficiente a soddisfare la domanda. L’aumento della temperatura media registrato negli ultimi 30 anni è stato quasi sempre superiore a quello medio globale sulla terraferma. L’acqua c’e’ ma non e’ sufficiente a soddisfare l’idroesigenza delle colture che han fatto del Veneto una delle regioni più importanti dal punto di vista della produzione agricola nazionale. Siamo di fronte ad un fenomeno mai visto. Negli ultimi sei mesi le precipitazioni medie sono state di 126 mm, contro i 350 previsti. Un deficit del 25% che sta mettendo in ginocchio le aziende agricole con perdite, in alcune zone del Polesine, anche del 100%.

Necessità di cambiare il sistema d’irrigazione. Il presidente dell’Unione Veneta Bonifiche, Giuseppe Romano, nel corso dell’ assemblea ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni) tenutasi nei giorni scorsi a Roma, ha sottolineato la necessità di rinnovare il sistema irriguo: “In una situazione nuova come quella che stiamo affrontando, emerge la necessità di ammodernare la rete irrigua’ trasformandola da irrigazione a scorrimento a irrigazione a pioggia, così come di aumentare le riserve idriche, attraverso il recupero di ex cave dismesse e sfruttando le cave di alta pianura, andando di fatto a contenere l’acqua quando c’è in abbondanza, evitando i fenomeni alluvionali, per poi utilizzarla nei periodi siccitosi. Non ci può essere rilancio degli investimenti senza sicurezza idrogeologica e la valorizzazione del nostro territorio.”

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Agricoltura veneta, i dati 2011 tratteggiano un anno di luci e ombre

Vale 5,2 miliardi di euro la produzione agricola veneta nel 2011, il livello più alto raggiunto negli ultimi dieci anni. “La Regione Veneto continuerà ad investire sui giovani nel 2012 e nel 2013 – ha evidenziato Franco Manzato, commentando i dati diffusi stamattina da Veneto Agricoltura –destinando a ciò uno specifico riassemblamento degli Assi portanti del Programma di Sviluppo Rurale (PSR). In questo senso, confortati dai dati, guardiamo al futuro con speranza in un settore in grado di dare reddito ed occupazione. Anche se oggi, a causa della siccità, sta vivendo un momento di difficoltà. Interverremo prontamente per quanto possibile. Certo che il sistema assicurativo del primario va rivisto e calibrato come si deve”.

Per Veneto Agricoltura, riorganizzazione della struttura nel rispetto delle professionalità. Manzato è anche intervenuto sul futuro di Veneto Agricoltura, ribadendo ai giornalisti quanto sostenuto in questo periodo, ovvero la necessità di riorganizzare l’azienda, ma riconoscendo e salvaguardando le professionalità ed il lavoro interni, rimandando, per quanto riguarda la nuova legge di Veneto Agricoltura, la decisione al Consiglio regionale. “La speranza, ha detto Manzato, è che l’iter si chiuda entro marzo 2013”.

Nel primo trimestre 2012, prezzi agricoli in ribasso, causa siccità. “Siamo ancora qui a decantare le capacità dell’imprenditoria agroalimentare veneta, ha invece sottolineato Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura. I risultati 2011 gratificano e rilanciano ancora di più le tante eccellenze del settore primario regionale, vitivinicolo in primis. La qualità raggiunta è alta così come la nostra competitività a livello internazionale. E i consumatori sanno quanta cura e quanta sicurezza si portano nelle tavole consumando veneto”. I dati sono stati presentati da Alessandro Censori, Dirigente dell’Azienda regionale, comprensivi di una finestra sull’andamento 2012: il confronto tra i prezzi agricoli del primo trimestre, rispetto a quelli del 2011, evidenzia una tendenza al ribasso, acuita dalle condizioni di siccità e alte temperature estive.

Un anno fondamentalmente positivo. 5,2 mld di €, si è detto, la produzione agricola veneta 2011. In pratica un incremento di quasi il 10% (9,8) sul 2010, derivato principalmente dall’aumento dei prezzi, visto che le quantità prodotte sono risultate nella media. Dalla grande mole di dati elaborati dai tecnici dell’Azienda regionale, emergono comunque luci e ombre, frutto della crisi in atto. Innanzitutto, il numero delle imprese agricole venete è risultato in calo. Quelle attive iscritte ai registri delle Camere di Commercio sono scese a 73.831 unità (-2,3% rispetto al 2010), a causa soprattutto del calo delle “ditte individuali”. Sono aumentate, invece, le società di persone (+1,4%) e in misura maggiore le società di capitali (+9%). E’ cresciuto il numero degli occupati agricoli (69.769 unità, +4,9%), dovuto all’incremento sia del lavoro indipendente (+3,9%) che dipendente (+6,9%).

Colture cerealicole. Complessivamente hanno beneficiato di buoni risultati commerciali, con un significativo aumento dei prezzi medi rispetto all’anno precedente. Come sempre la parte del leone l’ha fatta il mais, che si è confermato la principale coltura nella nostra Regione con 290.000 ettari coltivati (+6%) e 2,9 milioni di tonnellate prodotte (+14%). Il prezzo medio annuo è stato di 224,5 euro/t (+33%). Alla buona performance del mais ha corrisposto una diminuzione del frumento tenero, sceso a 84.700 ettari (-10%) e 500.000 tonnellate prodotte (-11%), ma con quotazioni mediamente superiori del 37%, e del frumento duro, la cui produzione è calata a 45.100 tonnellate (-29%) determinando un aumento dei listini del 54% rispetto al 2010. Andamenti analoghi per l’orzo (è diminuita la superficie del 12% e la produzione dell’11%, ma è aumentato il prezzo medio del 32%), mentre il riso segna un incremento della superficie investita del 10% e del prezzo del 26%.

Colture industriali. In calo gli ettari coltivati a barbabietola da zucchero (-37%), con conseguente flessione produttiva (590.000 t, -36%). Grazie però alla notevole domanda dei mercati, le bietole da zucchero hanno spuntato prezzi interessanti (3.100 €/ha, +48%), rendendo la coltura davvero redditizia. In aumento la superficie a soia (+19%) con una produzione di 274.600 t (+14%) e quotazioni in crescita del 10%. Crisi nera per il tabacco che, in seguito alle politiche europee, ha visto un ridimensionamento su tutti i fronti: superficie coltivata (-22%), produzione (-29%) e prezzi (-20%). Il settore orticolo veneto, che nel 2011 ha registrato un leggero incremento delle superfici, salite a 33.400 ettari (+2%), ha dovuto fare i conti con gli allarmi sui mercati europei scaturiti dal batterio Escherichia Coli, causa di deludenti risultati commerciali. Annata in chiaroscuro anche per le colture frutticole. In termini negativi spicca la contrazione produttiva del pesco (-24,9%) con prezzi in picchiata fino al 25%. Prezzi in calo anche per albicocco (-14,6%), ciliegio (-7,2%) e pero (-2,4%), mente sono salite le quotazioni di actinidia (+12,5%) e melo (+2,6%).

Il vitivinicolo è il comparto trainante. La produzione 2011 di uva è stata di 1,13 milioni di tonnellate di uva (+1,5%), corrispondenti a circa 8,68 milioni di ettolitri di vino fortemente orientati alla qualità. Il 41,8% del vino prodotto è marchiato con la Denominazione di origine, mentre il 41,1% con l’Indicazione geografica. Dal punto di vista commerciale, il 2011 è stata un’annata positiva per il comparto veneto: il prezzo medio delle uve è aumentato del 27%, le esportazioni di vino hanno raggiunto i 647 milioni di kg (+20%) per un valore pari a 1,3 miliardi di euro (+15%).

Luci e ombre anche per la zootecnia veneta. Nonostante l’ulteriore perdita di allevamenti, scesi a 3.949 unità (-4%), il lattiero-caseario ha leggermente incrementato le consegne di latte (+1,3%), superando di poco gli 11 milioni di quintali prodotti. Il prezzo del latte nel 2011, dopo avere toccato nel 2009 il minimo storico degli ultimi 15 anni, si è attestato sui 40 euro/100 litri (+10%). Prezzi in crescita anche per i principali formaggi DOP: Grana Padano (14-18 mesi) +22%, Asiago +10-12% e Montasio +5,5-8,5%. Invariato il patrimonio bovino da carne (478.000 capi), mentre i prezzi sono risultati mediamente in crescita del 5,5%. Quotazioni al rialzo anche per gli altri allevamenti da carne: suini +15%, avicoli +15% e cunicoli +4%.

Pesca e acquacoltura. Il settore in Regione conta circa 3.000 imprese: in calo quelle della componente pesca (-1,1%) e in crescita quelle dell’acquacoltura (+2,6%). In ribasso anche il numero dei pescherecci (724 imbarcazioni, -3,9% rispetto al 2010) e la produzione locale nei mercati ittici del Veneto, che non ha superato le 17.500 tonnellate (-16,1%) determinando una quantità totale di prodotto commercializzato in questi mercati pari a circa 27.800 tonnellate (-12,7%) e corrispondenti a una fatturato annuo di 114,7 milioni di euro (-2,4%). Anche la produzione di molluschi bivalvi ha subìto una contrazione (-15,9%).

In Veneto aumentano le importazioni. La superficie investita a colture florovivaistiche si attesta nel Veneto sui 3.100 ettari (-1%). La produzione è tuttavia salita a 1,8 miliardi di piante (+30%) grazie all’aumento del materiale vivaistico. L’andamento di mercato è stato però altalenante: complessivamente il prezzo medio annuo dei fiori recisi è risultato pari a circa 0,40 euro/stelo (-5% rispetto al 2010). Infine, il Report di Veneto Agricoltura evidenzia l’aumento del deficit della bilancia commerciale dei prodotti agroalimentari regionali, che nel 2011 ha superato 1,1 miliardi di euro (+25,3%) per effetto del maggiore incremento delle importazioni (5,57 miliardi di merce acquistata, +13,7%) rispetto alle esportazioni (4,46 miliardi di merce venduta, +11,1%).

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Bioenergie, dopo la “semina” dei pannelli solari arriva il business dei digestori. Coldiretti Veneto chiede un piano energetico regionale.

“Serve il governo del comparto delle energie rinnovabili” – lo chiede Coldiretti Veneto che dopo la diffusione selvaggia del fotovoltaico su suolo agricolo lancia l’allarme per la proliferazione dei digestori su tutto il territorio regionale. Queste realtà erodono intere coltivazioni di mais per sostenere gli impianti che anzichè usare liquami o altri sottoprodotti, impiegano il silomais che è la base della razione alimentare dell’allevamento veneto.

Porre un freno al business dei digestori. Così da Thiene (Vi) a San Biagio (Tv) e per altri 50 casi a livello regionale gli allevatori delle aree più vocate devono sopportare maggiori costi per nutrire gli animali a causa delle distorsioni create dagli operatori disposti ad affittare terreni a prezzi fuori mercato. “Per garantire, da un lato, la necessità di progredire nella produzione da queste fonti secondo disposizioni europee e, dall’altro, per salvaguardare le produzioni agricole, il paesaggio, le tradizioni locali, come peraltro stabilito dalle norme nazionali è necessario un piano energetico regionale chiaro – insiste Coldiretti che ricorda che su questa partita, tutti, ad iniziare dagli enti locali, possono contribuire nella consapevolezza che le giuste iniziative vanno attuate, mentre, le pure speculazioni vanno assolutamente respinte.

Necessario l’intervento della Regione. “Non si tratta quindi di essere o meno a favore delle energie pulite – evidenzia Coldiretti Veneto – ma di assumere responsabilmente il ruolo di amministratori del bene pubblico che hanno a cuore le reali esigenze dei cittadini”.  “I vari ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato hanno fermato la corsa ai pannelli in pianura Padana, un recente decreto nazionale ha pure tolto gli incentivi al fotovoltaico a terra – conclude l’associazione agricola da sempre in prima linea per la tutela ambientale – ora chiediamo che il legislatore regionale non sia più latitante ed intervenga per porre rimedio alla conquista di campi agricoli da parte di grandi soggetti economici interessati all’installazione di grandi biodigestori che nulla hanno a che fare con l’agricoltura locale”. A tal proposito Coldiretti ricorda di aver presentato una propria proposta in merito, disattesa dalla politica regionale che ha preferito affidarsi a consulenti industriali per la definizione dello stralcio di Piano agro energetico.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Sviluppo Rurale in Veneto, crescono di 65 milioni le risorse per la competitività delle imprese

Aumentano le risorse finanziarie destinate a far crescere la competitività delle imprese agricole del Veneto. Il Comitato Sviluppo Rurale della Commissione Europea ha infatti dato parere positivo e unanime alla proposta di modifica del Programma di Sviluppo Rurale del Veneto avanzata dagli uffici regionali. “Poiché il parere è vincolante, si tratta di un’approvazione sostanziale –ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura Franco Manzato – alla quale seguirà la decisione formale da parte della Commissione, che arriverà nelle prossime settimane”.

Potenziate le misure per l’innovazione e la promozione agroalimentare. La modifica riguarda l’aumento di oltre 65 milioni di euro della dotazione dell’Asse 1 – Competitività e di 1 milione e 300mila euro di quella dell’ l’Asse 3 – Diversificazione, utilizzando risorse che provengono da una rimodulazione del secondo Asse (51 milioni e 800mila euro) e dell’Assistenza tecnica al programma (15 milioni). “Per il settore agricolo veneto – ha ricordato Manzato – significa poter contare su ulteriori e significative risorse per quelle che sono state finora le misure trainanti del programma, finalizzate al miglioramento della competitività delle imprese agricole e agroalimentari. In particolare, saranno potenziate la Misura 121 (Ammodernamento delle aziende agricole), la Misura 123 (Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli) e la Misura 133 (Attività d’informazione e promozione agroalimentare)”.

Azioni per la riduzione d’impatto ambientale. “Lo spostamento di risorse dalle misure agroambientali dell’Asse 2 non andrà comunque ad intaccare gli obiettivi ambientali del PSR – ha aggiunto l’assessore – in quanto le misure di ammodernamento consentiranno di sostenere interventi innovativi in grado di ridurre l’impatto sull’ambiente da parte delle attività agricole, come sostenuto dall’Autorità di gestione del PSR Veneto e confermato dal parere positivo del Comitato. La decisione arrivata da Bruxelles è inoltre un risultato positivo anche dal punto di vista amministrativo, per tutte le istituzioni coinvolte. Nonostante la notevole portata finanziaria della modifica, sono stati pienamente rispettati i sei mesi di tempo previsti dall’iter burocratico, permettendo così di dare una risposta tempestiva alle esigenze del settore agricolo regionale. Per questo risultato – ha concluso l’assessore – desidero ringraziare tutti i nostri funzionari che si sono adoperati per portare a casa il risultato”.

(Fonte: Regione Veneto)