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Agricoltura veneta, i dati 2011 tratteggiano un anno di luci e ombre

Vale 5,2 miliardi di euro la produzione agricola veneta nel 2011, il livello più alto raggiunto negli ultimi dieci anni. “La Regione Veneto continuerà ad investire sui giovani nel 2012 e nel 2013 – ha evidenziato Franco Manzato, commentando i dati diffusi stamattina da Veneto Agricoltura –destinando a ciò uno specifico riassemblamento degli Assi portanti del Programma di Sviluppo Rurale (PSR). In questo senso, confortati dai dati, guardiamo al futuro con speranza in un settore in grado di dare reddito ed occupazione. Anche se oggi, a causa della siccità, sta vivendo un momento di difficoltà. Interverremo prontamente per quanto possibile. Certo che il sistema assicurativo del primario va rivisto e calibrato come si deve”.

Per Veneto Agricoltura, riorganizzazione della struttura nel rispetto delle professionalità. Manzato è anche intervenuto sul futuro di Veneto Agricoltura, ribadendo ai giornalisti quanto sostenuto in questo periodo, ovvero la necessità di riorganizzare l’azienda, ma riconoscendo e salvaguardando le professionalità ed il lavoro interni, rimandando, per quanto riguarda la nuova legge di Veneto Agricoltura, la decisione al Consiglio regionale. “La speranza, ha detto Manzato, è che l’iter si chiuda entro marzo 2013”.

Nel primo trimestre 2012, prezzi agricoli in ribasso, causa siccità. “Siamo ancora qui a decantare le capacità dell’imprenditoria agroalimentare veneta, ha invece sottolineato Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura. I risultati 2011 gratificano e rilanciano ancora di più le tante eccellenze del settore primario regionale, vitivinicolo in primis. La qualità raggiunta è alta così come la nostra competitività a livello internazionale. E i consumatori sanno quanta cura e quanta sicurezza si portano nelle tavole consumando veneto”. I dati sono stati presentati da Alessandro Censori, Dirigente dell’Azienda regionale, comprensivi di una finestra sull’andamento 2012: il confronto tra i prezzi agricoli del primo trimestre, rispetto a quelli del 2011, evidenzia una tendenza al ribasso, acuita dalle condizioni di siccità e alte temperature estive.

Un anno fondamentalmente positivo. 5,2 mld di €, si è detto, la produzione agricola veneta 2011. In pratica un incremento di quasi il 10% (9,8) sul 2010, derivato principalmente dall’aumento dei prezzi, visto che le quantità prodotte sono risultate nella media. Dalla grande mole di dati elaborati dai tecnici dell’Azienda regionale, emergono comunque luci e ombre, frutto della crisi in atto. Innanzitutto, il numero delle imprese agricole venete è risultato in calo. Quelle attive iscritte ai registri delle Camere di Commercio sono scese a 73.831 unità (-2,3% rispetto al 2010), a causa soprattutto del calo delle “ditte individuali”. Sono aumentate, invece, le società di persone (+1,4%) e in misura maggiore le società di capitali (+9%). E’ cresciuto il numero degli occupati agricoli (69.769 unità, +4,9%), dovuto all’incremento sia del lavoro indipendente (+3,9%) che dipendente (+6,9%).

Colture cerealicole. Complessivamente hanno beneficiato di buoni risultati commerciali, con un significativo aumento dei prezzi medi rispetto all’anno precedente. Come sempre la parte del leone l’ha fatta il mais, che si è confermato la principale coltura nella nostra Regione con 290.000 ettari coltivati (+6%) e 2,9 milioni di tonnellate prodotte (+14%). Il prezzo medio annuo è stato di 224,5 euro/t (+33%). Alla buona performance del mais ha corrisposto una diminuzione del frumento tenero, sceso a 84.700 ettari (-10%) e 500.000 tonnellate prodotte (-11%), ma con quotazioni mediamente superiori del 37%, e del frumento duro, la cui produzione è calata a 45.100 tonnellate (-29%) determinando un aumento dei listini del 54% rispetto al 2010. Andamenti analoghi per l’orzo (è diminuita la superficie del 12% e la produzione dell’11%, ma è aumentato il prezzo medio del 32%), mentre il riso segna un incremento della superficie investita del 10% e del prezzo del 26%.

Colture industriali. In calo gli ettari coltivati a barbabietola da zucchero (-37%), con conseguente flessione produttiva (590.000 t, -36%). Grazie però alla notevole domanda dei mercati, le bietole da zucchero hanno spuntato prezzi interessanti (3.100 €/ha, +48%), rendendo la coltura davvero redditizia. In aumento la superficie a soia (+19%) con una produzione di 274.600 t (+14%) e quotazioni in crescita del 10%. Crisi nera per il tabacco che, in seguito alle politiche europee, ha visto un ridimensionamento su tutti i fronti: superficie coltivata (-22%), produzione (-29%) e prezzi (-20%). Il settore orticolo veneto, che nel 2011 ha registrato un leggero incremento delle superfici, salite a 33.400 ettari (+2%), ha dovuto fare i conti con gli allarmi sui mercati europei scaturiti dal batterio Escherichia Coli, causa di deludenti risultati commerciali. Annata in chiaroscuro anche per le colture frutticole. In termini negativi spicca la contrazione produttiva del pesco (-24,9%) con prezzi in picchiata fino al 25%. Prezzi in calo anche per albicocco (-14,6%), ciliegio (-7,2%) e pero (-2,4%), mente sono salite le quotazioni di actinidia (+12,5%) e melo (+2,6%).

Il vitivinicolo è il comparto trainante. La produzione 2011 di uva è stata di 1,13 milioni di tonnellate di uva (+1,5%), corrispondenti a circa 8,68 milioni di ettolitri di vino fortemente orientati alla qualità. Il 41,8% del vino prodotto è marchiato con la Denominazione di origine, mentre il 41,1% con l’Indicazione geografica. Dal punto di vista commerciale, il 2011 è stata un’annata positiva per il comparto veneto: il prezzo medio delle uve è aumentato del 27%, le esportazioni di vino hanno raggiunto i 647 milioni di kg (+20%) per un valore pari a 1,3 miliardi di euro (+15%).

Luci e ombre anche per la zootecnia veneta. Nonostante l’ulteriore perdita di allevamenti, scesi a 3.949 unità (-4%), il lattiero-caseario ha leggermente incrementato le consegne di latte (+1,3%), superando di poco gli 11 milioni di quintali prodotti. Il prezzo del latte nel 2011, dopo avere toccato nel 2009 il minimo storico degli ultimi 15 anni, si è attestato sui 40 euro/100 litri (+10%). Prezzi in crescita anche per i principali formaggi DOP: Grana Padano (14-18 mesi) +22%, Asiago +10-12% e Montasio +5,5-8,5%. Invariato il patrimonio bovino da carne (478.000 capi), mentre i prezzi sono risultati mediamente in crescita del 5,5%. Quotazioni al rialzo anche per gli altri allevamenti da carne: suini +15%, avicoli +15% e cunicoli +4%.

Pesca e acquacoltura. Il settore in Regione conta circa 3.000 imprese: in calo quelle della componente pesca (-1,1%) e in crescita quelle dell’acquacoltura (+2,6%). In ribasso anche il numero dei pescherecci (724 imbarcazioni, -3,9% rispetto al 2010) e la produzione locale nei mercati ittici del Veneto, che non ha superato le 17.500 tonnellate (-16,1%) determinando una quantità totale di prodotto commercializzato in questi mercati pari a circa 27.800 tonnellate (-12,7%) e corrispondenti a una fatturato annuo di 114,7 milioni di euro (-2,4%). Anche la produzione di molluschi bivalvi ha subìto una contrazione (-15,9%).

In Veneto aumentano le importazioni. La superficie investita a colture florovivaistiche si attesta nel Veneto sui 3.100 ettari (-1%). La produzione è tuttavia salita a 1,8 miliardi di piante (+30%) grazie all’aumento del materiale vivaistico. L’andamento di mercato è stato però altalenante: complessivamente il prezzo medio annuo dei fiori recisi è risultato pari a circa 0,40 euro/stelo (-5% rispetto al 2010). Infine, il Report di Veneto Agricoltura evidenzia l’aumento del deficit della bilancia commerciale dei prodotti agroalimentari regionali, che nel 2011 ha superato 1,1 miliardi di euro (+25,3%) per effetto del maggiore incremento delle importazioni (5,57 miliardi di merce acquistata, +13,7%) rispetto alle esportazioni (4,46 miliardi di merce venduta, +11,1%).

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Bioenergie, dopo la “semina” dei pannelli solari arriva il business dei digestori. Coldiretti Veneto chiede un piano energetico regionale.

“Serve il governo del comparto delle energie rinnovabili” – lo chiede Coldiretti Veneto che dopo la diffusione selvaggia del fotovoltaico su suolo agricolo lancia l’allarme per la proliferazione dei digestori su tutto il territorio regionale. Queste realtà erodono intere coltivazioni di mais per sostenere gli impianti che anzichè usare liquami o altri sottoprodotti, impiegano il silomais che è la base della razione alimentare dell’allevamento veneto.

Porre un freno al business dei digestori. Così da Thiene (Vi) a San Biagio (Tv) e per altri 50 casi a livello regionale gli allevatori delle aree più vocate devono sopportare maggiori costi per nutrire gli animali a causa delle distorsioni create dagli operatori disposti ad affittare terreni a prezzi fuori mercato. “Per garantire, da un lato, la necessità di progredire nella produzione da queste fonti secondo disposizioni europee e, dall’altro, per salvaguardare le produzioni agricole, il paesaggio, le tradizioni locali, come peraltro stabilito dalle norme nazionali è necessario un piano energetico regionale chiaro – insiste Coldiretti che ricorda che su questa partita, tutti, ad iniziare dagli enti locali, possono contribuire nella consapevolezza che le giuste iniziative vanno attuate, mentre, le pure speculazioni vanno assolutamente respinte.

Necessario l’intervento della Regione. “Non si tratta quindi di essere o meno a favore delle energie pulite – evidenzia Coldiretti Veneto – ma di assumere responsabilmente il ruolo di amministratori del bene pubblico che hanno a cuore le reali esigenze dei cittadini”.  “I vari ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato hanno fermato la corsa ai pannelli in pianura Padana, un recente decreto nazionale ha pure tolto gli incentivi al fotovoltaico a terra – conclude l’associazione agricola da sempre in prima linea per la tutela ambientale – ora chiediamo che il legislatore regionale non sia più latitante ed intervenga per porre rimedio alla conquista di campi agricoli da parte di grandi soggetti economici interessati all’installazione di grandi biodigestori che nulla hanno a che fare con l’agricoltura locale”. A tal proposito Coldiretti ricorda di aver presentato una propria proposta in merito, disattesa dalla politica regionale che ha preferito affidarsi a consulenti industriali per la definizione dello stralcio di Piano agro energetico.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Sviluppo Rurale in Veneto, crescono di 65 milioni le risorse per la competitività delle imprese

Aumentano le risorse finanziarie destinate a far crescere la competitività delle imprese agricole del Veneto. Il Comitato Sviluppo Rurale della Commissione Europea ha infatti dato parere positivo e unanime alla proposta di modifica del Programma di Sviluppo Rurale del Veneto avanzata dagli uffici regionali. “Poiché il parere è vincolante, si tratta di un’approvazione sostanziale –ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura Franco Manzato – alla quale seguirà la decisione formale da parte della Commissione, che arriverà nelle prossime settimane”.

Potenziate le misure per l’innovazione e la promozione agroalimentare. La modifica riguarda l’aumento di oltre 65 milioni di euro della dotazione dell’Asse 1 – Competitività e di 1 milione e 300mila euro di quella dell’ l’Asse 3 – Diversificazione, utilizzando risorse che provengono da una rimodulazione del secondo Asse (51 milioni e 800mila euro) e dell’Assistenza tecnica al programma (15 milioni). “Per il settore agricolo veneto – ha ricordato Manzato – significa poter contare su ulteriori e significative risorse per quelle che sono state finora le misure trainanti del programma, finalizzate al miglioramento della competitività delle imprese agricole e agroalimentari. In particolare, saranno potenziate la Misura 121 (Ammodernamento delle aziende agricole), la Misura 123 (Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli) e la Misura 133 (Attività d’informazione e promozione agroalimentare)”.

Azioni per la riduzione d’impatto ambientale. “Lo spostamento di risorse dalle misure agroambientali dell’Asse 2 non andrà comunque ad intaccare gli obiettivi ambientali del PSR – ha aggiunto l’assessore – in quanto le misure di ammodernamento consentiranno di sostenere interventi innovativi in grado di ridurre l’impatto sull’ambiente da parte delle attività agricole, come sostenuto dall’Autorità di gestione del PSR Veneto e confermato dal parere positivo del Comitato. La decisione arrivata da Bruxelles è inoltre un risultato positivo anche dal punto di vista amministrativo, per tutte le istituzioni coinvolte. Nonostante la notevole portata finanziaria della modifica, sono stati pienamente rispettati i sei mesi di tempo previsti dall’iter burocratico, permettendo così di dare una risposta tempestiva alle esigenze del settore agricolo regionale. Per questo risultato – ha concluso l’assessore – desidero ringraziare tutti i nostri funzionari che si sono adoperati per portare a casa il risultato”.

(Fonte: Regione Veneto)

Ad Agrishow “patto” con le Istituzioni del Veneto per il futuro degli imprenditori agricoli “under 40”

Agrishow 2012, il momento del "Patto"Chiude oggi a Roncade (Tv) Agrishow, primo meeting dei 1500 nuovi imprenditori agricoli che negli ultimi tre anni hanno dato vita in Veneto ad altrettante neo imprese agricole “under 40”, organizzato dai Consorzi Agrari del Veneto, le associazioni di categoria agricola, il Consiglio Regionale e Veneto Agricoltura. La manifestazione di Ca’ Tron termina con la firma del patto tra i quattro rappresentanti dei giovani agricoltori veneti, uno per ciascuna associazione di categoria agricola e, a quattro mani, il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Clodovaldo Ruffato e l’assessore all’agricoltura regionale Franco Manzato.

da sx, Giarin, Ervas, Milani e Urban

Le richieste degli “under 40”. Le richieste che i giovani agricoltori hanno rivolto alla politica sono contenute in nove punti di un documento dettagliato e riguardano la necessità dell’impegno da parte delle istituzioni per garantire lo sviluppo futuro della nuova generazione di imprenditori che ha messo radici in agricoltura. Nonostante i numeri sui neo insediamenti nel settore primario confermino la voglia di fare impresa, i giovani incontrano non pochi ostacoli nella loro attività. A partire dalle scarse possibilità di finanziamento per gli investimenti. Le azioni in grado di garantire sviluppo alle imprese agricole “junior” è stato esposto dai quattro rappresentanti dei giovani imprenditori agricoli veneti: Daniela Giarin (Confederazione italiana agricoltori), Stefano Ervas (Coldiretti), Rudi Milani (Confagricoltura) e Sandro Urban (Copagri). Maggiori possibilità di accesso al credito, più disponibilità di terreni agricoli, meno adempimenti burocratici (tolgono almeno 100 giorni all’anno all’attività d’impresa agricola vera e propria), tutele contro le minacce dell’agro pirateria. Sono queste le principali richieste che i giovani hanno rivolto alle istituzioni. Un occhio di riguardo va alla tutela del territorio per impedire la speculazione e il degrado con interventi di pianificazione. Nell’assegnazione inoltre dei pubblici terreni chiedono una corsia preferenziale per i giovani agricoltori.

Alla Regione in particolare viene chiesto di liberare le risorse non utilizzate e di semplificare l’accesso a misure di microcredito e credito per i giovani agricoltori, anche con una modifica della Legge regionale 40/2003 e 16/2009, di attuare in tempi brevi la concretizzazione del pacchetto Ismea, definire sul tavolo di discussione della Pac che gli aiuti devono essere erogati prevalentemente agli imprenditori agricoli professionali, di dare gli strumenti necessari alle giovani imprese agricole per affrontare i mercati Ue ed extra Ue. Non ultimo di completare la diffusione della banda larga in tutto il Veneto, comprese le aree rurali.

I giovani tornano in agricoltura, vittoria e sconfitta? Prima della firma del patto, i riflettori dell’Agrishow si sono accesi sull’agricoltura veneta di nuova generazione che ha avviato un vero e proprio ricambio generazionale nel settore primario. In Veneto i giovani tornano in agricoltura, vittoria o sconfitta? Con questo interrogativo si è aperto il dibattito- talk show condotto da Fede, presentatore insieme a Tinto, della nota trasmissione “Decanter” di Radio 2. Ospiti il Rettore dell’Università Ca’ Foscari Carlo Carraro, gli imprenditori Piergiorgio Coin e Riccardo Donadon, il direttore marketing Despar Francesco Montalvo e la conduttrice televisiva Eleonora Benfatto.

(Fonte: CIA Veneto/Coldiretti Veneto/Confagricoltura Veneto/Copagri)

Pesca nel Polesine, ritardi nelle concessioni, molluschicoltori al limite

Pesca vongole Caleri

Diciotto ettari di laguna Caleri da dare in concessione ai coltivatori di vongole. Poca cosa per risollevare le sorti dell’acquacoltura nelle valli rosolinesi, ma i molluschicoltori li stanno aspettando dalla Regione Veneto fin dal 2008. A lanciare l’ennesimo appello, ma con tono da ultimatum, sono Alfieri Baruffaldi e Ivan Padovan, rispettivamente presidente e vice del Consorzio Delta nord di Rosolina, associato a Impresa pesca Coldiretti.

In pericolo l’attività economica principale del Delta. ”“Questo ritardo nel rilascio delle concessioni non ce lo spieghiamo – ha detto Alfieri Baruffaldi – Dal 2008, nonostante innumerevoli incontri che tutto il mondo della pesca che opera nelle lagune di Caleri e Marinetta, ha avuto con le istituzioni preposte e nonostante l’approvazione di uno specifico protocollo d’intesa con le linee guida per le concessioni, non si arriva da nessuna parte. I nostri associati sono stanchi e pretendono delle risposte. Ormai siamo pronti a gesti eclatanti”.

da sx Ivan Padovan e Alfieri Baruffaldi, vice presidente e presidente Consorzio Delta nord di Rosolina

Forte disparità di trattamento. Il problema dei 280 molluschicoltori rosolinesi (fra consorzi, cooperative e imprese singole) nasce da una forte disparità di trattamento rispetto alle marinerie limitrofe: un vongolaro polesano può contare in media su 4500 metri quadri di laguna pro capite da coltivare, quando i colleghi ferraresi di Goro ne coltivano 10 mila a testa e quelli veneziani di Chioggia ne hanno a disposizione 20 mila metri quadri pro capite. Dell’intera laguna di Caleri che presenta caratteristiche di demanialità e che sarebbe, dunque, passibile di concessione marittima, la Regione Veneto ha promesso di metterne a bando soltanto diciotto ettari, il che significa circa 500-600 metri quadri in più per ciascun coltivatore di vongole. Pochi rispetto alle necessità, ma anche quei pochi non arrivano. La maggior superficie coltivabile significa maggiore produzione e possibilità delle imprese ittiche polesane di restare sul mercato, coprendo i costi di gestione e del carburante.

Penalizzato un prodotto di alta qualità. “I segnali dei mercati ci dicono che la vongola verace di Caleri non ha rivali per qualità – ha aggiunto Baruffaldi – La pesca e la molluschicoltura sono attività economiche portanti per il Delta e non possiamo permetterci di perderle. Lanciamo un appello a tutti gli enti preposti di intervenire al più presto e di prendere a cuore le problematiche del comparto. La buona gestione delle lagune si rifletterebbe non solo sul settore ittico, ma sulla stessa sopravvivenza degli ambienti naturali lagunari, con ricadute in termini di creazione di nuovi posti di lavoro”. “Se al problema dei ritardi nelle concessioni – ha concluso Baruffaldi – aggiungiamo la mancanza di interventi per la vivificazione delle lagune, si capisce che si sta mettendo a rischio un settore strategico per l’economia e l’ambiente del Delta”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Siccità in Veneto, allarme di Coldiretti, terreni aridi e rischio incendi

La siccità picchia duro in Veneto e sta mettendo in seria difficoltà l’agricoltura: è l’allarme lanciato da Coldiretti che ha delineato la mappa delle zone in emergenza idrica.  La penuria d’acqua si fa sentire soprattutto nella Bassa Padovana, nell’area dell’Alto Veneziano e nel Polesine dove da settimane non si registrano precisazioni apprezzabili e la richiesta d’acqua per l’irrigazione è superiore alla disponibilità.

Mais sotto “stress idrico“. Si tratta del risultato della scarsità delle scorte accumulate nello scorso inverno e primavera quando le precipitazioni non sono riuscite a colmare i bacini di montagna. Ad avere la peggio in questi giorni di gran caldo sono i seminativi, in particolare il mais, che non sta maturando e crescendo a causa dello stress idrico. Ieri nel padovano, in località Sant’Elena, è bruciata un’intera coltivazione di granoturco, per sedare le fiamme sono intervenuti i vigili del fuoco e nei giorni scorsi a Porto Tolle sono bruciati 25 ettari di grano duro. Nel ricordare ai cittadini di rispettare le precauzioni base dell’educazione ambientale ed eventualmente segnalare eventi sospetti già dai primi segnali di fumo, Coldiretti evidenzia che nella campagna fra Tribano e Pozzonovo, in un vasto appezzamento di proprietà della Casa di Riposo “Beggiato” di Conselve, si registrano perdite di almeno l’80 per cento del mais. Già attivate tramite Coldiretti le procedure di segnalazione dell’emergenza ai Consorzi di Difesa Avversità competenti presso i quali le colture sono assicurate.

(Fonte Coldiretti Veneto)

La Regione Veneto avvia la semplificazione dei procedimenti in agricoltura, Coldiretti Veneto “testa” il rilascio telematico dei certificati per gli agricoltori

Niente più code, né giri a vuoto. Oggi grazie al sistema automatizzato per la gestione on line delle pratiche agricole, l’attestazione di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP) viene rilasciata con un semplice “click”. Ne ha le prove Coldiretti Veneto che, dopo l’annuncio dell’assessore all’agricoltura Franco Manzato, ha registrato il primo rilascio telematico del certificato in tempo reale.

Necessarie altre semplificazioni. Ciò è avvenuto grazie al lavoro dei Centri Assistenza Agricola che svolgono attività intermediaria tra imprenditori agricoli e amministrazione pubblica.  “Si tratta della prima concreta attuazione della delibera di semplificazione assunta nel 2010 dalla Regione Veneto – spiega Coldiretti – che ha individuato nei Caa gli enti preposti a faciliare le procedure amministrative evitando agli agricoltori perdite di tempo”. Fino a qualche tempo fa un agricoltore poteva aspettare anche novanta giorni prima di poter ricevere il suo documento IAP indispensabile per molte delle pratiche che un’azienda agricola deve espletare: dalla richiesta di finanziamenti al permesso di edificabilità. Rimangono ancora in attesa del “tocco magico” i permessi di costruzione in zona agricola e l’iscrizione all’elenco degli operatori agrituristici per i quali sarebbe opportuno procedere alla stessa stregua.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Polesine, meloni e angurie tra gli ombrelloni di Rosolina

Parte questo weekend da Rosolina Mare, punta di diamante del turismo polesano, un servizio innovativo per vacanzieri e cittadini: arriva la frutta fresca in spiaggia, in 11 bagni del lungomare e in un nuovo punto vendita estivo. Promotori principali dell’iniziativa sono Coldiretti Rovigo con le due aziende agricole, Guidarini Marco di Ariano e Zuriati Damiano di Rosolina, i balneatori del Cob associati ad Ascom ed il Consvipo, che ha impiegato i finanziamenti derivanti dall’accordo con Adriatic Lng, col patrocinio del Comune di Rosolina, Provincia di Rovigo e Camera di commercio.

Valorizzare la tradizione degli orti. “In un momento di recessione siamo qui ad inaugurare una nuova iniziativa imprenditoriale, che valorizza i nostri prodotti agricoli tipici, il nostro territorio e la nostra economia”, ha detto il presidente di Coldiretti Rovigo Mauro Giuriolo alla conferenza stampa di presentazione. “Basta con i prodotti che girano per il mondo – ha continuato – diamo valore a quello che abbiamo. Quando riusciamo a creare sinergia tra tutte le opportunità siamo vincenti”. Entusiasti il sindaco di Rosolina Franco Vitale e l’assessore comunale all’agricoltura Stefano Gazzola che hanno sottolineato come “questa iniziativa dà valore aggiunto alla bellezza del nostro territorio, dalle dune al mare al parco, perché valorizza la vocazione storica dei nostri terreni all’orticoltura. Quindi offriamo al turista che passa per Rosolina, cioè l’80 per cento di tutto il turismo polesano, un altro vanto del nostro agroalimentare, in continuazione con l’iniziativa dell’anno scorso “Pesca amica” con cui abbiamo lanciato la promozione delle vongole veraci delle valli”.

Uniti si vince la crisi. “Abbiamo questa vetrina che è Rosolina che porta tanto turismo nazionale e internazionale – ha dichiarato il presidente dell’Ascom Rosolina Michele Ghezzo – è giusto sfruttarla per dare visibilità al nostro prodotto locale. Per questo come operatori balneari abbiamo accettato volentieri la sfida”. “Questo progetto, mettendo insieme tante sigle, dà un messaggio di unità in ciò che si vuol fare – ha commentato Angelo Zanellato, presidente del Consvipo – Per attirare imprese, turismo e l’attenzione dei mass media dobbiamo lavorare insieme e dare un messaggio unitario: che in Polesine si sta bene, c’è una grande ospitalità, ci sono delle eccellenze agroalimentari e può offrire tanto”. Concordi gli assessori provinciali all’Agricoltura Claudio Bellan e al Turismo Laura Negri: “Merito delle associazioni di categoria e della maturità delle imprese agricole – hanno concluso – se si è arrivati al risultato non solo di avere ottimi prodotti, ma di riuscire concretamente a distribuirli”. L’assessore Negri ha evidenziato anche che l’impegno per destagionalizzare il turismo in Polesine sta portando frutti: “Dagli ultimi dati sui flussi turistici dei primi mesi dell’anno – ha annunciato con soddisfazione – abbiamo un +4.2 per cento in provincia e +6.8 nel delta”.

Ombrelloni da spiaggia ad energia solare. Al termine della conferenza stampa la delegazione si è spostata in trenino turistico in via Pini per il taglio del nastro sul nuovo punto vendita. Infine, tutti al bagno Primavera di Leonardo Ferro, dove accanto agli ombrelloni che si aprono col telecomando e funzionano ad energia solare, c’erano anche le vaschette di anguria e di melone pronte per una degustazione in spiaggia.

L’iniziativa che porta l’ortofrutta del delta in spiaggia crea una filiera cortissima dal produttore agricolo turista, sfruttando la stagione balneare di Rosolina Mare. Due sono le modalità. La novità 2012 sono le vaschette monoporzionate, con anguria o melone già tagliati e sbucciati, pronti al consumo, forniti dall’azienda Guidarini, certificata “Punto Campagna amica”. Un fresco servizio del tutto innovativo per turisti. Il prodotto è confezionato direttamente nella sede aziendale, senza alcun conservante e senza zuccheri aggiunti, in porzioni da 300 grammi, con forchettina in dotazione. Tutte le mattine viene consegnato fresco negli 11 stabilimenti balneari che espongono la locandina dell’iniziativa. Il nuovo punto di vendita diretta dell’azienda Zuriati, propone le proprie orticole di stagione, fresche di raccolto (patate, carote, radicchio rosso tondo) e altra ortofrutta di alcune aziende agricole del territorio certificate Campagna amica Coldiretti. I prodotti sono presentati in una casetta di legno a zero impatto visivo, all’angolo tra via Pini e via Sant’Antonio, comoda per i villeggianti che tornano dalla spiaggia e pratica per gli orari: sarà aperta tutte le mattine, dalle 7 alle 12 e trenta e nelle serate di martedì, mercoledì, sabato e domenica dalle 17 alle 22 e trenta.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Dal 4 luglio 2012, il socio ARGAV Emanuele Cenghiaro in onda su Bluradioveneto con “Il Quadrifoglio”, trasmissione sulla sostenibilità

Emanuele Cenghiaro

Il socio ARGAV Emanuele Cenghiaro inizierà dal 4 luglio p.v. a condurre una striscia settimanale radiofonica di 12 minuti su Bluradioveneto, radio ascoltabile da Rovigo a Pordenone.

On air i quattro elementi per la nostra vita. Il programma, realizzato in collaborazione con ARGAV, si chiama “Il Quadrifoglio”, andrà in onda ogni mercoledì alle ore 18:24 e al sabato alle ore 12:10, sarà in parte divulgativo ed in parte di approfondimento e avrà come filo conduttore la sostenibilità del modo di vivere della nostra società, declinato attraverso “quattro elementi”  che sono le buone pratiche (consumo critico), la centralità dall’agricoltura, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo di energie rinnovabili.

Le frequenze di Bluradioveneto. Venezia FM 88.70-92.00-94.60; Padova FM 88.70-98.25; Treviso FM 88.70-94.60; Vicenza FM 88.70-90.80; Belluno FM 94.60; Solesino FM 98.25; Battaglia Terme FM 102.20; Altopiano di Asiago FM 91.90; Valsugana FM 90.50; Adria-Rosolina FM 88.70.

Ad Emanuele Cenghiaro vanno le congratulazioni e gli auguri del direttivo e dei soci ARGAV.

Ehi ragazzi! A Rolle di Cison di Valmarino (Tv) c’è una “terrazza” su un mare…di vigneti

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV, giugno 2012) Ehi ragazzi! Immaginate per un momento di stare sulla tolda di una nave ma che, invece delle vastità marine, davanti a voi ci sia un mare verde di prati e colline vitate a Prosecco. Ebbene, non si tratta di una fantasia frutto del caldo estivo, ma della sensazione che si prova una volta seduti nella terrazza a semicerchio del ristorante Andreetta a Rolle, piccola frazione di Cison di Valmarino, nell’Alta Marca Trevigiana.

Alberto Resera

Tre generazioni di passione per la cucina e l’ospitalità. A Rolle non si passa per caso, bisogna arrivarci attraverso una strada tortuosa che da valle porta a questo piccolo borgo, dal 2004 sotto la tutela del Fondo per l’Ambiente Italiano. Il ristorante si trova proprio nel cuore del paesino, accanto alla chiesa parrocchiale risalente al XIII secolo ed è condotto dalla famiglia Andreetta fin dagli anni Sessanta con mamma Santina per proseguire oggi con la figlia Anna Maria ed il marito Alberto, esperto ed appassionato sommelier, insieme alla nipote Elena.

Sapori veneti ritrovati. Il locale è da frequentare non solo per la vista mozzafiato ma soprattutto per la buona cucina di territorio (prezzo 25-30 euro vini esclusi): salumi di produzione propria serviti per antipasto (con possibilità di portarseli anche a casa), paste casalinghe (una vera delizia i tortelli ai fiori di sambuco e i risi e bisi de Borso del Grappa), tra i piatti di carne la faraona in salsa peverada, disponibile inoltre una ricca scelta di formaggi (quasi una trentina) serviti con mostarde di pere, albicocche, aranci e fichi e un menu di pesce d’acqua dolce. Chi desidera, può anche pernottare nel B&B Gastaldo di Rolle ubicato nello stesso edificio del ristorante.Che si trova in via Enotria 5-7, tel. 0438.85761, è chiuso il mercoledì e giovedì a pranzo.