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Lavoro, vouchers per studenti e pensionati, no per cassaintegrati e disoccupati

Dal primo di giugno sino alla fine di settembre 2012 gli studenti dai 16 ai 25 anni, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi, potranno lavorare in campagna grazie ai voucher e assieme ai pensionati. L’ok del Senato alla riforma del lavoro del Ministro Fornero se da un lato “salva” i giovani e gli anziani, dall’altro spazza via una opportunità di lavoro, nelle grandi imprese agricole, per cassaintegrati, disoccupati, inoccupati, casalinghe e lavoratori part time.

Nel 2011, impiegati 1 milione di vouchers. Una discriminazione inspiegabile per Coldiretti Veneto che ricorda il successo dei vouchers, passati inizialmente da qualche decina di migliaia al milione del 2011 facendo del nord est il capofila di uno strumento usato con consapevolezza da parte delle aziende per garantire trasparenza, sicurezza e legalità. Dopo la manifestazione dell’Organizzazione agricola è sparito dalla norma il limite di poter utilizzare il voucher per le sole imprese agricole che non superano i 7mila euro di fatturato mentre il valore del voucher sarà stabilito per decreto sentite la parti sociali dopo l’approvazione della legge. Va peraltro sottolineato – conclude la Coldiretti – che i voucher acquistati fino all’entrata in vigore della nuova legge sono anch’essi validi fino al 31 maggio 2013.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Il futuro di Veneto Agricoltura si chiama Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario

“La riforma di Veneto Agricoltura è un impegno programmatico sancito anche dalla Legge Finanziaria di quest’anno. Voglio però precisare che in questo momento c’è solo un primo testo che ho consegnato ai colleghi assessori per un’analisi del suo contenuto. Per ogni approfondimento voglio attendere la formale decisione di Giunta”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale Franco Manzato, riferendosi all’interesse  mostrato dai mass media per l’azzeramento di vertici e partecipate di Veneto Agricoltura, che sarà sostituita da una nuova agenzia, più agile, meno costosa e più efficiente e che si chiamerà “Agenzia Veneta per l’innovazione nel settore primario”.

La nuova struttura dovrebbe costare la metà. “Ricordo che la Legge finanziaria – ha affermato Manzato – prevede espressamente che la Giunta presenti un disegno di legge di riordino di questa azienda regionale che, attraverso interventi di razionalizzazione e di miglioramento dell’efficienza delle funzioni e dei servizi, consenta di conseguire significativi risparmi nelle spese di funzionamento. Si tratta peraltro solo di una delle tappe del complessivo processo di rinnovamento del sistema pubblico agricolo del Veneto, con il quale vogliamo alleggerire apparati, burocrazia e la relativa spesa, liberando risorse per gli investimenti finalizzati alla competitività delle aziende agricole”.

E questo è appena l’inizio. “Questo significa – ha aggiunto Manzato – che il riordino riguarda tutti gli enti strumentali regionali che operano in ambito agricolo, in un percorso che ha già coinvolto Avepa e le strutture regionali periferiche, da ultimo con la costituzione dello Sportello Unico Agricolo, e che proseguirà con la riforma degli Enti parco, secondo criteri di efficienza, di contenimento dei costi, di eliminazione di duplicazioni o sovrapposizioni di compiti, in coerenza con quanto ha previsto per gli Enti Regionali il nuovo Statuto del Veneto”. “Quello che vogliamo costruire – ha concluso l’assessore – è uno strumento che sia davvero tale, e dunque non più un ente pubblico economico, a servizio delle politiche regionali e del sistema di imprese, rafforzando ruolo e funzioni di tipo tecnico – specialistiche per quanto riguarda la ricerca applicata e la sperimentazione finalizzate ad iniettare innovazioni tecnologiche e organizzative che contribuiscano a migliorare la competitività delle imprese e la sostenibilità ambientale nei comparti agricolo, agroalimentare e forestale”.

E Veneto Agricoltura fa sapere che… “Su 14 milioni di euro circa erogati all’Azienda dalla Regione Veneto nel 2011, abbiamo riversato nel territorio, a favore del settore primario, trenta milioni di euro di attività. La differenza è maturata attingendo ai finanziamenti europei”. Questo il dato più significativo, sottolineato da Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura, estrapolabile dal bilancio di mandato 2009 – 2012 dell’Azienda consultabile da oggi sul sito internet aziendale. Veneto Agricoltura svolge la sua attività avvalendosi dei Centri Sperimentali, delle Aziende Agrarie e dell’Istituto Agroalimentare di Thiene amministrando anche il patrimonio affidatole in gestione dalla Regione Veneto. Sperimentazione, ricerca applicata e trasferimento dell’innovazione al settore primario, le mission dell’Ente.

Settori tutti in attivo. “Tutti i centri hanno prodotto reddito, per cui nessuno di questi è in perdita o gravato nel triennio da costi aggiuntivi rispetto al passato. Le compartecipate, per la prima volta nella storia dell’Azienda, sono tutte in attivo con dati significativi salvaguardando tutti i posti di lavoro. Veneto Agricoltura – continua Pizzolato – è riuscita nell’intento di mantenere fede al patto di stabilità sommando inoltre un risparmio nel corso del 2011 pari a circa 1.350.000,00 Euro. Tra le iniziative del 2011, ad esempio, si ricordano il supporto alla Regione nell’organizzazione e nella gestione della Conferenza Regionale dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale, nell’avvio del portale “Piave”, le attività formative e divulgative legate al progetto “Riducareflui” (per la valorizzazione dei reflui zootecnici), le decine di conferenze, workshop, visite tecniche, sempre in stretta collaborazione con i diversi Settori tecnici dell’Aziernda e in coordinamento con le rispettive Direzioni Regionali”.

Il bilancio è servito. “Il Settore Bioenergia e Cambiamento climatico – continua Pizzolato – finanzia quasi completamente la sua attività utilizzando risorse che provengono da programmi europei (LIFE, IEE, INTERREG, etc.) o da progetti speciali regionali e nazionali, pesando marginalmente sul bilancio regionale. E l’Istituto per la Qualità e le Tecnologie Agroalimentari di Thiene (di Veneto Agricoltura), sempre per dare qualche esempio, chiude da anni il proprio budget con un avanzo di amministrazione in grado di ristorare larga parte delle proprie spese di gestione. Se poi ci soffermiamo su alcune realtà, alcune hanno assunto un’operatività ed una dimensione tali da interessare con i propri servizi e beni anche ambiti extraregionali, addirittura internazionali (è il caso di CSQA Certificazioni), ed in grado di accompagnare le imprese agricole ed agroalimentari nel difficilissimo mercato internazionale globalizzato del terzo millennio. Il tutto senza mai aver gravato sul bilancio di Veneto Agricoltura anzi”. Ecco il link al bilancio di mandato.

(Fonte: Regione Veneto/Veneto Agricoltura)

Chioggia Ortomercato del Veneto porta a tavola i prodotti del territorio insieme ai “Campioni” della pizza

Pizza e birra. Niente di più universale e quindi come collegarlo a un territorio specifico? Una sfida che Chioggia Ortomercato del Veneto ha voluto raccogliere coinvolgendo il pluripremiato pizzaiolo Gianni Calaon, primo classificato nella sezione Pizza Classica al Campionato Mondiale di Salsomaggiore nel 2010.

A cena dai “Campioni”. E così, nel nuovo ambiente che Calaon ha aperto nei locali del Ra Stua sul Lungomare di Sottomarina assieme a Manuel Baraldo, chef internazionale che si fregia di numerosi riconoscimenti dall’Accademia della Cucina Italiana, giovedì 31 maggio si potranno rivivere atmosfera e sapori del Campionato Mondiale della Pizza gustando le loro stuzzicanti specialità elaborate in un menù degustazione con prodotti tipici del Territorio Veneto. L’evento, intitolato “A cena dai Campioni!”, che si inserisce nell’ambito delle “Serate Enogastronomiche Clodiensi”, organizzate da Chioggia Ortomercato del Veneto in sinergia con le filiere produttive ed imprenditoriali del territorio con l’obiettivo di valorizzare i prodotti tipici locali, si svolgerà presso il ristorante “I Compari” (ex Ra Stua) a Sottomarina, Lungomare Adriatico 36/B, con inizio alle ore 20.00. Prenotazioni al 345.4553772 oppure via mail icomparichioggia@gmail.com.

Il menu. Si parte con schiacciatina al baccalà mantecato, focaccina farcita e focaccina con paté di fasolari; quindi seguono ravioli al baccalà su crema di piselli e risotto al radicchio di Chioggia con pomodorini in carpione; si prosegue con pizza “Oca e Bisi” e pizza “Laguna di Chioggia”; per finire formaggio stravecchio con marmellate di Chioggia e dessert dei Compari alla chioggiotta. Il tutto accompagnato in tavola dalla “Rossa di Chioggia”, la birra artigianale al Radicchio di Chioggia Igp, lanciata lo scorso anno dall’Ortomercato quale emblema delle produzioni tipiche clodiensi. Costo menu degustazione: 30 euro.

(Fonte: Chioggia Ortomercato del Veneto)

Leadership femminile per il Consorzio polesano Codiro

Pia Rovigatti, presidente Codiro

Una giovane imprenditrice guiderà il Consorzio polesano di difesa di attività e produzioni agricole (Codiro), l’ente che concorre all’assicurazione degli agricoltori contro le calamità atmosferiche, per i prossimi tre anni (2012-2014). E’ stata eletta lo scorso 14 maggio all’unanimità per acclamazione, dall’assemblea convocata per il rinnovo cariche, la nuova presidente del Condifesa Rovigo, Pia Rovigatti, che succede a Mauro Giuriolo, dimissionario per aver assunto la presidenza provinciale Coldiretti.

Una nomina che si distingue all’interno del panorama agricolo polesano. Proprio nell’anno del suo 40esimo anniversario, celebrato lo scorso 5 marzo, il Condifesa Rovigo mostra d’essere il più moderno e innovativo ente di servizi al mondo agricolo, poiché ha scelto, unico ente agricolo polesano, una leadership femminile in un contesto tradizionalmente “per uomini”.  “Non nascondo la sorpresa per la mia nomina – ha commentato a caldo la neoeletta presidente Rovigatti – ma sono pronta a mettermi al servizio dei soci agricoltori in modo moderno ed efficiente. Il Codiro è una struttura prestigiosa, dalla storia segnata da buon funzionamento: mi propongo di continuare su questa strada e di migliorare ancora i servizi, soprattutto nell’ottica delle nuove polizze assicurative per proteggere il reddito agricolo dalle crisi di mercato, che il Codiro sta mettendo a punto secondo le direttive della nuova Pac (Politica agricola comunitaria) 2013-2020. Il futuro del Condifesa polesano, in rete con gli altri condifesa veneti e friulani, non sarà solo la copertura assicurativa delle coltivazioni contro eventi metereologici, bensì l’aiuto contro l’altalena dei prezzi dei prodotti agricoli dovuti alla globalizzazione dei mercati”.

Il nuovo CdA. Pia Rovigatti, originaria di Ficarolo (RO), laureata in Scienze agrarie a Bologna, sposata e con una figlia, è titolare di azienda agricola dal 1995. Ha raccolto l’eredità imprenditoriale di famiglia, in particolare affiancando lo zio, agricoltore da 60 anni, dal quale ha imparato quella “sapienza agraria” che non si studia sui manuali. La sua azienda è impiegata a frutteti fin dagli anni ’20: ancora oggi i 21 ettari di terreni si dividono tra cereali e impianti frutticoli per la produzione di nettarine, prugne e pere. Attualmente Pia Rovigatti è responsabile provinciale di Donne impresa, il movimento delle imprenditrici agricole di Coldiretti Rovigo. L’assemblea elettiva del Condifesa ha affiancato a Pia Rovigatti, il nuovo vice presidente Giuseppe Tasso, reggente di Confagricoltura per il Comune di Fratta Polesine. Grandi ringraziamenti sono stati rivolti al presidente uscente, che resterà come consigliere, Mauro Giuriolo per l’efficienza della struttura e per il lavoro svolto. Il resto del nuovo consiglio 2012-2014 è così composto: Fabrizio Beltrami, Albertino Bimbatti, Manuele Bimbatti, Mario Bortolin, Nicola Bozzolan, Diego Chiarion, Arnaldo Conti, Rodolfo Coser, Enrico Davì, Giuliano Ferrighi, Gherardo Franza, Mauro Giuriolo, Imo Gregualdo, Antonio Lionello, Giovanni Losi, Paolo Piccolo, Maurizio Roana, Mariano Rossi, Franco Tenan.

Attualmente il Consorzio polesano di difesa conta un valore assicurato di 135 milioni di euro e circa 2550 soci. Un risultato acquisito anche con la formulazione delle nuove polizze multi-rischio e la costituzione di cinque nuovi fondi mutualistici (risarcimento danni per partita, danni da gelo su kiwi, danni da alluvioni e catastrofi, fondo di risemina cereali e fondo mutualistico danni da animali selvatici), attraverso la partecipazione all’Associazione agrifondo mutualistico, costituita dai sette condifesa veneti e dal Condifesa Friuli Venezia Giulia.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

22 maggio 2012, tutti in piazza per protestare contro la legge taglia voucher, strumento importante per il settore agricolo

Coldiretti Verona scende in piazza martedì 22 maggio con gli agricoltori, i tanti studenti, le casalinghe e i pensionati che occasionalmente sono impegnati nella raccolta di frutta e ortaggi o nella vendemmia grazie ai voucher che rischiano di essere di fatto aboliti con la riforma del lavoro.

L’appuntamento è per le ore 9,30 davanti al Senato in piazza delle Cinque Lune dove saranno spiegate le ragioni della protesta nei confronti di una disattenzione che priva il settore agricolo di un importante strumento che concilia le esigenze di semplificazione delle imprese con la possibilità di garantire un sostegno alle classi sociali che più sentono la crisi. “In questi anni – evidenzia Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona – i voucher hanno contribuito alla trasparenza nel mercato del lavoro, nel rispetto delle caratteristiche e specifiche esigenze delle imprese agricole. Nella nostra provincia abbiamo utilizzato questo sistema rivelatosi utile e funzionale come dimostrano le cifre. I voucher non hanno sostituito altre forme contrattuali che, dopo l’entrata in funzione dei buoni, non sono mutate nel numero. Al contrario i voucher sono serviti a far emergere del lavoro nero, ma soprattutto hanno dato delle opportunità a imprese e lavoratori specie pensionati e studenti. Sarebbe una grave scorrettezza istituzionale procedere a modifiche specifiche della normativa lavoristica del settore essendo le rappresentanze delle imprese agricole le uniche ad essere state escluse dal tavolo di confronto durante l’iter di definizione del disegno di legge sulla riforma sul lavoro”.

I voucher nel veronese. I voucher utilizzati dalle aziende agricole iscritte a Coldiretti Verona sono stati nel 2010 53.000 e nel 2011 quasi 60.000 per un giro di affari di 600.00 euro (ogni tagliando vale 10 euro di cui, per un´ora di lavoro, 7,5 euro vanno al lavoratore e il resto in contribuzione Inps, Inail e costi). Nel 2011 le aziende committenti dei voucher sono state 745 e i lavoratori interessati sono stati circa 5.000. Di questi l’85% è rappresentato dai pensionati e il restante 15% per la maggior parte da studenti, a seguire casalinghe, cassaintegrati e disoccupati. L’utilizzo prevalente dei lavoratori “voucheristi” è nella vendemmia, ma sono utilizzati anche nella raccolta delle pesche, dei kiwi, delle mele. Le zone di maggior utilizzo sono Verona, Soave, Negrar, Caprino. “I voucher hanno contribuito alla trasparenza nel lavoro dei tanti studenti e pensionati con la minima in cerca di un reddito occasionale da percepire in forma corretta, cosa che la nuova norma cosi scritta non permetterà più – dice Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – ora questa gente, stabilmente impegnata in altre attività, non lavorerà più e se lo farà lo dovrà fare in nero perché non esiste altra forma ragionevole per intercettare questa reciproca disponibilità di studenti, casalinghe, pensionati ed imprese. Per molti giovani, inoltre, lavorare nei campi ha significato prendere contatto con il mondo del lavoro e sostenere i propri studi in un momento di difficoltà economica.

Il Veneto la regione italiana dove si usano più voucher. La Coldiretti stima che circa 200mila giovani hanno trascorso la scorsa estate nei campi dove a far crescere la loro presenza è stata anche la possibilità di utilizzare i voucher (dal primo giugno per i ragazzi dai 16 ai 25 anni di età regolarmente iscritti ad un ciclo di studi)”. Il Veneto è la regione italiana dove si usano più voucher e Verona nel 2011 è la provincia che ne ha fatto maggior ricorso. Dal 2008 a oggi degli oltre 3,345 milioni di tagliandi usati in Regione, sui quasi 24 milioni in Italia, 879 mila sono stati acquistati a Treviso e 875.088 a Verona. Inizialmente previsti per studenti e pensionati, i voucher nel 2009 sono stati estesi anche alle casalinghe e successivamente, nel 2010, ai percettori di ammortizzatori sociali, lavoratori part- time, disoccupati e inoccupati con una iniziativa di tipo temporaneo, peraltro tuttora in vigore, concepita per far fronte all’emergenza lavoro in periodo di crisi. L’ampliamento delle categorie ammesse, ma soprattutto la forte domanda da parte delle aziende, hanno proiettato i voucher in un trend di crescita esponenziale.

(Fonte: Coldiretti Verona)

Nadal confermato alla guida di Condifesa Treviso, ad affiancarlo nella vicepresidenza il giovane Pasquale Piva

Valerio Nadal, imprenditore vitivinicolo di Santa Lucia di Piave (TV) è stato riconfermato al timone del Condifesa Treviso (Co.Di.TV). Il nuovo CdA, eletto nel corso dell’assemblea del 20 Aprile scorso, ha votato ieri all’unanimità la conferma del mandato al presidente uscente apprezzando il lavoro svolto fino ad oggi. Ad affiancarlo alla vicepresidenza del consorzio il giovane Pasquale Piva imprenditore cerealicolo di San Biagio di Callalta (TV), che va a sostituire Edoardo Piva, cui va la stima e la riconoscenza dell’intero CdA. Destra e sinistra Piave unite quindi per guidare il Consorzio di Difesa trevigiano nelle sfide che attendono il mondo agricolo con l’obiettivo di rafforzare il legame tra imprese ed istituzioni, lavorare ad una sburocratizzazione del comparto e garantire strumenti innovativi ed efficaci alla tutela delle colture e del reddito delle imprese, difendendo l’agricoltura locale.

(Fonte: Condifesa Treviso)

I soci ARGAV “scendono in campo” a Lusia (RO) per la prova varietale lattughe Igp

9 maggio 2012, visita soci ARGAV campo sperimentale insalata Lusia Igp

(di Orazio Cappellari, socio ARGAV) Il Consorzio di tutela dell’Insalata di Lusia si presenta:
” 2 province, 10 comuni, 26 aziende agricole e commerciali, 70 anni di storia, 337 kmq di area, 10.000 tonnellate di prodotto certificato”. Sono queste le carte vincenti, opportunamente presentate, con le quali Lusia ha ottenuto l’anno scorso il prestigioso riconoscimento da parte dell’Ue dell’IGP– Indicazione Geografica Protetta- delle sue insalate.

Riconosciuto il contenuto di una produzione: legame storico, culturale, agronomico, economico e, quindi, sociale con il territorio inteso nella più ampia e completa definizione che possa contenere l’accezione con l’uomo che ne determina la quotidianità. Nel logo del Consorzio, oltre a quello ufficiale dell’Ue, appare la Torre con sopra la scritta IGP e sotto Insalata di Lusia a significare il legame storico con il territorio. A Lusia si coltiva insalata, e non solo, da qualche secolo grazie al suo terreno dove prevale la frazione silicea depositata dalle acque dell’Adige. La disponibilità di acqua tutto il tempo dell’anno ne conferisce la benedizione.

Massimo Pezzuolo del Consorzio di Tutela Insalata Lusia Igp

Gentile e Cappuccina. “L’insalata non l’abbiamo inventata noi, la si produce un pò da per tutto, ma quella di Lusia è solo di Lusia”, afferma con un po’ di enfasi giustificata il Gran Maestro della Composita Renato Maggiolo che ha presentato nei giorni scorsi a un pubblico di agronomi, giornalisti dell’ARGAV- Associazione Regionale giornalisti Agroalimentari e Ambientali del Veneto e trentino-Alto Adige- sementieri, produttori e commercianti, i campi-prova delle due varietà riconosciute con IGP, la Cappuccina e la Gentilina. I campi, organizzati nell’azienda flli Giovanni e Danilo Dal Bello comprovano le ricerche effettuate sulle colture presso il Centro Sperimentale Po di Tramontana a Rosolina e condotte dal p.a. Massimo Pezzuolo per il Consorzio e da Franco Tosini per il Centro.

I soci ARGAV alla prova d’assaggio delle insalate Lusia Igp

Un’insalata croccante e gustosa. Cespi d’insalata che in 60 giorni dalla semina con il seme che pesa pochi milligrammi sono maturati con circa 300 grammi di foglia di un bel colore verde, croccante, gustosa nelle diverse gradazioni tipiche delle due varietà. L’assaggio, che è seguito alla visita in campo, ne ha decretato le peculiarità che ora devono essere proposte al consumatore con una appropriata azione di promozione a tutti i livelli. Questi ha il diritto di pretenderle dalla distribuzione perché le eccellenze del territorio sono patrimonio di tutti.

Veneto Food, alfiere dell’agroalimentare veneto all’estero

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) “Abbiamo scelto come simbolo il leone di San Marco con una spada, perché quella che stiamo conducendo è una guerra”: a dirlo è Emanuele Boccardo,  presidente di Veneto Food, consorzio di libera iniziativa imprenditoriale costituitosi nel dicembre del 2011 (la sede è a Padova) per contrastare la perdita di posizione che l’agroalimentare italiano registra sempre più nell’export, non perché difetta nella qualità offerta, ma a causa delle troppe divisioni in seno al comparto. Boccardo, alla guida anche degli alimentaristi di Confindustria Padova, è stato ospite dell’incontro di formazione e aggiornamento ARGAV tenutosi al circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) lunedì 7 maggio scorso.

Emanule Boccardo, secondo da sx, insieme a Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV

Rendere l’intera filiera veneta riconoscibile nel mondo come eccellenza. “Il nostro obiettivo è quello di mantenere le mille identità dell’agroalimentare veneto aggregandolo sotto un’unica bandiera – ha riferito Boccardo -, perché il comparto food ha tutte le carte in regola per diventare il settore trainante nelle politiche di export e nel rilancio del Made in Italy in tutto il mondo”. “Per questo – ha continuato Boccardo -, vanno adottate nuove politiche che non si limitino alla sola esportazione dei prodotti alimentari italiani, ma che invece mirino alla diffusione dell’intera filiera agroalimentare. Il binomio food-territorio può segnare in positivo il futuro economico del’Italia se coordinato e unito. Dobbiamo lavorare insieme per rendere riconoscibile nel mondo l’intera filiera veneta come eccellenza, e l’intero territorio veneto, economicamente e culturalmente parlando, come un patrimonio protetto e valorizzato”.

Stelvia

Progetti in corso. Tra le missioni e gli accordi commerciali internazionali realizzati o in atto, Boccardo ha citato dei progetti intrapresi nella Repubblica Ceca, paese ponte per i paesi dell’Est, in Giorgia (settore vitivinicolo)  e in Paraguay. “Quest’ultimo- ha riferito Boccardo – è un Paese che fa parte del Mercosur (Mercato comune del Sud), si estende su 400mila mq e ha una popolazione di 6 milioni di abitanti, produce materie prime alimentari da agricoltura e allevamento per 50 milioni di persone ma è privo di agroindustria e per questo dimostra un vivo interesse per lo sviluppo di joint venture con imprenditori italiani che possano portare know how e dunque sviluppare l’industrializzazione del comparto food”. “Abbiamo avviato dei contatti di collaborazione tra Università di Padova-Agripolis e i produttori paraguayani interessati allo sviluppo e alla diffusione commerciale della Stevia (pianta nativa delle montagne tra Paraguay e Brasile), da cui si estrae un dolcificante (autorizzato recentemente in area UE) che non incide sulla glicemia pur essendo 500 volte più forte dello zucchero”.

Per aderire, quota richiesta di 50 euro al mese. “Ai soci  – enti, istituzioni e imprenditori della filiera agro industriale – offriamo una struttura snella che funge da strumento di aggregazione operativa in Italia e da biglietto da visita unitario all’estero”, ha concluso Boccardo.  “Portiamo avanti come un fronte unico di valore e qualità l’intero territorio, e poi ogni imprenditore farà il proprio mestiere, ma in un ambiente professionale riconosciuto e di maggiore valore aggiunto”. Maggiori info: email info@veneto-food.it

Venerdì 11 maggio 2012, ARGAV in visita al grande Parco Faunistico Valcorba

Su iniziativa del consigliere ARGAV Maurizio Drago, i soci ARGAV sono invitati a partecipare alla visita del grande Parco Faunistico Valcorba, (tel. 0429-773055)) in località Stroppare di Pozzonovo (PD). Adesioni entro martedì domani 8 maggio (posti disponibili max 25) alla segretaria Mirka Cameran Schweiger
emai:  argav@fastwebnet.it, cell. 339 6184508.

Giunto al 12° anno di attività, il Parco Faunistico Valcorba è uno dei più grandi parchi faunistici del Veneto. Si estende in una curata area di 20 ettari ricca di vegetazione. Sono presenti 53 specie di animali provenienti da tutto il mondo, tra cui leoni, tigri, leopardi e pantere, lemuri, pappagalli, ippopotami, zebre, gru, cammelli, manguste, procioni, cervicapre, manguste, cercopiteci. Si tratta di centinaia di esemplari che vivono in un habitat sereno dove non esiste il concetto dello zoo.

Programma. Ore 10.00 – Ritrovo dei giornalisti nel piazzale di entrata del Parco, saluto dell’Amministratore Sig. Mazzonetto e dei Sindaci invitati (Pozzonovo,  Anguillara, Boara Pisani, Solesino, Stanghella, Bagnoli di Sopra e Tribano). Le amministrazioni comunali coglieranno l’occasione per presentare il loro territorio dal punto di vista turistico nonché i loro prodotti tipici d’eccellenza, come la patata dolce americana di Stroppare e Anguillara. Ore 11.15  – Presentazione video (12 min.) della storia del Parco e visita guidata con il personale specializzato del Parco. Ore 13.30 – pranzo a base di prodotti tipici della zona. Ore 15.00 – Visita guidata alla Villa Valcorba dei Conti Duse Masin. Ore 16.00 – Termine delle visite e partenza per le rispettive località di ritorno.

Negli orti del Polesine avanti con le bioenergie

In una decina di aziende orticole del Polesine, nella zona attorno a Lusia e a ridosso del fiume Adige, si è entrati nel secondo anno di sperimentazione di bioenergie. I risultati, commenta il tecnico di OPO Veneto Massimo Pezzuolo, sono più che incoraggianti.

Si utilizza materiale plastico biodegradabile (MaterBi) ottenuto da amido di mais per la pacciamatura, si adottano bioteli e si ricorre a impianti irrigui a basso consumo. La concimazione chimica è ridotta al minimo, sostituita da sostanze organiche, il cui tempo di decomposizione è di alcuni mesi, mentre occorrono mille anni per le materie plastiche sintetiche. Per l’imballaggio dei prodotti Igp si privilegia il mono-prodotto totalmente riciclabile. In sostanza, rileva Massimo Pezzuolo, si cerca di produrre nel rispetto dell’ambiente e del territorio, come, del resto, viene richiesto dall’Unione europea, le cui normative sono sempre più mirate in tale direzione.

Il progetto, di durata biennale, è realizzato in collaborazione con soggetti pubblici e privati, come il Mercato Ortofrutticolo di Lusia, il Consorzio di tutela dell’insalata Igp di Lusia, OPO Veneto, Veneto Agricoltura, azienda della Regione, il Servizio Fitosanitario Regionale. C’è la collaborazione di Novamont, azienda chimica italiana attiva nella ricerca e nella produzione di materiale bioplastico. In questo secondo anno di sperimentazione si è avviata un’operazione di verifica per cercare di parametrare scientificamente il “rapporto causa ed effetto”, ossia i risultati che si ottengono producendo con criteri sostenibili ed ecocompatibili.

Gettate le basi per un’orticoltura innovativa. In particolare per l’acqua di uso irriguo la ricerca sarà condotta con il dip. TESAF dell’Università di Padova. Nel frattempo continuano le prove varietali e la sperimentazione in campo di tecniche di produzione e di materiale biodegradabile. Gli orticoltori sono con continuità sensibilizzati attraverso azioni di informazione e di aggiornamento. A Lusia, dunque, ed è questo l’obiettivo di tutta l’operazione, si stanno gettando le basi per un’orticoltura innovativa, basata soprattutto su criteri di buone pratiche agricole, rispettose dell’ambiente e del territorio.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)