A Belluno, grazie ai giovani, rinasce l’agricoltura di montagna

“La passione per la terra non si ferma neanche davanti alla burocrazia e quello che sta succedendo a Belluno ne è la testimonianza concreta”– è quanto afferma Coldiretti in occasione dell’incontro con i giovani imprenditori agricoli e l’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato previsto per oggi a Lozzo di Cadore (BL).

In 4 anni, 1.500 nuovi giovani agricoltori di montagna. Per l’associazione agricola parlano chiaro i numeri: dal 2008 al 2012 si sono insediati nel bellunese 175 nuovi agricoltori ovvero 11% del totale veneto. In quattro anni, dunque, ben 1.500 under 40 hanno scelto di diventare titolari d’azienda sfruttando i finanziamenti del Programma di Sviluppo Agricolo.  “Questi i fortunati – spiega Coldiretti – che, è bene specificare, per ogni euro ricevuto ne devono sborsare almeno un altro di tasca propria. Gli altri, diciamo più sfortunati, ovvero gli esclusi dai benefici europei, non si fermano e investono direttamente i loro risparmi”.

Una ventata di nuove produzioni agricole. La provincia appare rigenerata tanto che sui ripidi pendii si cominciano a notare insolite colture (almeno fino a qualche decennio fa) come ad esempio la vite, gli ortaggi, i cereali tipo farro, mais e segale, piccoli frutti oppure allevamenti cosiddetti minori: ovini e caprini.  E’ in questa area, inoltre, che si concentrano, gli operatori sotto i trenta anni dimostrando presto attitudine al rischio imprenditoriale.  Con titoli di studio conseguiti negli atenei più prestigiosi e, non sempre attinenti all’agricoltura, la maggior parte di loro continua il mestiere dei genitori spesso improntato sull’allevamento bovino aggiungendo magari quel quid innovativo nella sala dei formaggi, ma c’è chi volta pagina completamente e si dedica alla pastorizia, all’agriturismo, alle api, alla frutticoltura.

Il Cadore, il Comelico e la Val Zoldana possono contare su numerose espressioni giovanili del fare impresa: la coltivazione dell’orzo per servire la birra a kmzero, la raccolta di piccoli frutti che diventano in loco gustosi succhi (anche nella versione a base di sambuco), distese di piante officinali per le erboristerie di campagna, l’ eco turismo con slitte trainate da cani o cavalli, persino cantine con vini autoctoni delle Dolomiti e il ritorno alla pastorizia per riscoprire la filatura della lana.  “Gli sforzi di questi ragazzi vanno premiati con una politica attenta alla specificità del territorio – commenta Coldiretti – è in queste zone che si registra l’erosione più alta della superficie agricola utilizzata. Un fenomeno non tanto legato allo sviluppo infrastrutturale quanto invece all’abbandono di pascoli. Allora – conclude Coldiretti – perché non consegnare nelle mani volenterose delle nuove generazioni il recupero di questi terreni, cosi da rimetterli in circuito produttivo e riattivare l’intero sistema?”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Nuovo CdA e nuove sfide per Consorzio di difesa delle attività agricole di Treviso

Valerio Nadal, Ampelio Dal Pos, Pietro Bernardi, Lucio Campagnola, Gianfranco Tomasi, Davide Marcuzzo, Luigi Fabian, Pierluca Bonicelli, Pasquale Piva, Domenico Marcoliin e Angelo Modolo sono gli 11 consiglieri che compongono il nuovo Consiglio di Amministrazione di Condifesa (Consorzio Difesa Attività Agricole) di Treviso. A comporre il nuovo collegio sindacale, i 3 sindaci effettivi Michele Genovese, Giampaolo Casarin e Sonia Speronello affiancati da Giuseppe Fabiane e Paolo Fabbro eletti come Sindaci Supplenti. I primi di maggio 2012,il Cda neoeletto eleggerà al suo interno il nuovo Presidente.

Danni in agricoltura. “Il momento che l’agricoltura sta vivendo non è dei più facili – è intervenuto il Presidente del Condifesa Treviso Valerio Nadal al termine del dibattito – ma ci sono diverse cose che possiamo fare ed iniziative che noi in quanto consorzio abbiamo avviato. Bisogna sburocratizzare il sistema che sta soffocando le imprese, non solo perché sono necessari diversi adempimenti per ottenere l’erogazione dei contributi per le aziende danneggiate, ma anche perché la burocrazia è impietosa e per un nonnulla spesso gli agricoltori rischiano di perdere il contributo pubblico. Per questo noi come Co.Di.TV ci facciamo garanti da anni presso gli agricoltori soci e le istituzioni delle procedure di stipula e riscossione delle polizze. Ma non ci siamo fermati a questo, abbiamo attivato diversi fondi mutualistici regionali ed interregionali contro le calamità, perché abbiamo preso coscienza da trempo che nel futuro dell’agricoltura andrà diminuendo l’impegno delle istituzioni e quindi ci rimbocchiamo le maniche e troviamo soluzioni alternative ed efficaci per le nostre imprese.”

Accesso al credito e fitofarmaci. Un’impegno, quello del Condifesa Treviso, che è stato riconosciuto dalle associazioni presenti in sala che hanno lanciato anche altri temi quali quello della sicurezza del credito e quello spinoso della tutela ambientale, della salute umana e dell’uso dei fitofarmaci. “Stiamo lavorando anche a nuovi strumenti per rendere certo il credito agli agricoltori – ha proseguito Valerio Nadal – perché oggi i mancati pagamenti stanno metteno in ginocchio diverse imprese, ma siamo anche impegnati da sempre sul fronte di un utilizzo attento dei fitofarmaci. Dal 1988 con la nostra rete agrometeorologica, la più grande d’Europa, monitoriamo attentamente l’andamento geoclimatico della nostra provincia diramando bollettini puntuali sui trattamenti fitoiatrici da effettuare. Così facendo riduciamo ogni anno di ben 70 tonnellate le sostanze attive distribuite nei campi con un risparmio di circa 5 milioni di euro. Basti pensare che solo il comparto vitivinicolo, che è quello più esteso nella nostra provincia, ha ridotto del 25%-27% l’utilizzo di agrofarmaci, migliorando altresì i mezzi di distribuzione.”

Altre attività del Consorzio. Inoltre il Condifesa Treviso Co.Di.TV ha collaborato attivamente alla stesura del Regolamento di Polizia Rurale che coinvolge i 15 comuni della Docg Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e al Protocollo Viticolo della Docg. Ogni anno, da sei anni, il Consorzio raccoglie oltre 20 multinazionali produttrici di agrofarmaci a Conegliano nell’unico Forum Fitoiatrico Interregionale che permette agli agricoltori di confrontarsi direttamente con le aziende, verificando i progressi nell’ambito dell’impatto ambientale e dell’efficiacia in agricoltura dei prodotti, nonché aggiornando gli imprenditori stessi sulle ultime novità di mercato. “Stiamo facendo sforzi importanti – ha concluso il Presidente Nadal – ed abbiamo intenzione di proseguire su questa strada rafforzando la logica di sistema che abbiamo intrapreso collaborando con i Consorzi delle altre province venete e con quelle del Friuli Venezia Giulia per risolvere insieme in modo efficace problemi concreti dei nostri agricoltori. Intendiamo inoltre realizzare un rapporto di collaborazione sempre più stretta con le sitituzioni, perché questo è l’unico modo per salvaguardare e far crescere l’agricoltura di casa nostra.”

(Fonte: CO.DI.TV.)

La conferenza organizzativa di Confagricoltura Veneto e Friuli-Venezia Giulia

Come può l’associazione degli imprenditori agricoli restare al passo con i tempi per recitare un ruolo non meramente conservativo delle posizioni già acquisite e rappresentare in maniera  attendibile i valori e gli interessi che le sono affidati? Come può aiutare gli imprenditori agricoli ad affrontare una contingenza economica così difficile non rinunciando alla funzione strategica che l’agricoltura comunque rappresenta in una società postmoderna? Una risposta è stata data, nella storica cornice del Castello di San Salvatore di Susegana (Treviso), da Confagricoltura Veneto e Confagricoltura Friuli Venezia Giulia, che, nella loro conferenza organizzativa svoltasi nei giorni scorsi, hanno provato ad analizzare l’oggi per aprirsi verso il futuro.

Intese e sinergie. Come hanno sottolineato i presidenti Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi e Piergiovanni Pistoni, il primo segnale di cambiamento è rappresentato proprio dal fatto che l’iniziativa sia stata condotta insieme dalle due Federazioni regionali; le quali  testimoniano così che il futuro dell’associazione degli imprenditori agricoli non può prescindere dalla ricerca di intese e sinergie fra i suoi diversi livelli territoriali, per mettere insieme le idee, le risorse, le iniziative e dare così maggior forza ed incisività ad una presenza che i tempi richiedono sempre più organizzata. Su questa linea si sono inseriti anche il direttore generale di Confagricoltura Luigi Mastrobuono e il presidente nazionale Mario Guidi. Le loro riflessioni hanno permesso ai presenti di valutare la posizione che le agricolture del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, le cui caratteristiche sono state oggetto di un’accurata analisi da parte dell’esperto Alberto Braghin, potranno occupare nel contesto nazionale e comunitario.

L’importanza di far rete. Mastrobuono ha sottolineato l’importanza dell’aggregazione estesa a tutta la filiera per andare oltre la crisi, perché “non ci si salva da soli ma insieme”, indicando il contratto di rete come lo strumento privilegiato per realizzare sinergie fra gli imprenditori agricoli senza sacrificarne l’autonomia.
Per quanto riguarda il sindacato, Mastrobuono ha affermato che Confagricoltura vuole diventare l’associazione di categoria agricola più innovativa perché “l’innovazione è vincente”, puntando sulla valorizzazione e la circolazione del grande patrimonio di conoscenze e di informazioni che contraddistingue il nostro mondo.

La PAC? Nasce già vecchia. Anche il presidente confederale Mario Guidi ha insistito sul concetto di rete, da applicarsi non solo alle imprese come strumento giuridico che le mette insieme “perché ottengano qualcosa di più di quanto otterrebbero da sole”, ma anche all’interno dell’organizzazione, ove si tratta di collegare i suoi diversi livelli territoriali perché diano vita ad uno scambio continuo di informazioni. L’obiettivo ultimo, ha detto Guidi, è quello di promuovere un modello di organizzazione che si ponga al servizio delle imprese, dando loro risposte adeguate in un momento economico ed istituzionale di grave difficoltà. La nuova PAC, infatti, disporrà di risorse sempre più basse e nasce già vecchia, perché punta ancora sul disaccoppiamento, sistema sbagliato quanti altri mai perché non tiene conto delle capacità dell’imprenditore e delle esigenze produttive di ogni singolo Paese. Il quadro nazionale, a sua volta, si contraddistingue per una diffusa indifferenza verso le sorti dell’impresa agricola, da un lato stretta da una pesantissima morsa fiscale che si è riusciti ad allentare solo temporaneamente, dall’altro priva di qualunque misura orientata allo sviluppo. Ma della politica, ha concluso il presidente nazionale di Confagricoltura, abbiamo ancora bisogno e “dobbiamo aiutarla a ricostruire i suo fondamentali”.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

Voucher in agricoltura, Veneto pigliatutto

“Il Veneto si riconferma capofila nell’impiego dei vouchers in agricoltura” – è quanto afferma Coldiretti nel commentare i dati Inps 2011 che rivelano il successo dello strumento usato dal comparto agricolo per quasi il 62% del totale. La domanda delle imprese regionali è  pari a 1 milione e 700 mila buoni, un milione dei quali è stato assegnato agli imprenditori agricoli per l’impiego occasionale  di pensionati, studenti, disoccupati.

Un trend positivo che rispetto al 2010 segna un aumento del 50%. Solo la provincia di Treviso ne ha usati oltre 280 mila, seguita a sorpresa da Vicenza che duplicando (196 mila) ha scalzato Verona passata al quarto posto della classifica. Il terzo podio spetta a Padova con i suoi 168 mila buoni lavoro (valore triplicato rispetto al 2010). “Questi numeri significano occupazione in agricoltura – sottolinea Coldiretti – che seppur temporanea è strategica per l’economia veneta. Giovani e non, italiani e stranieri scelgono sempre più di praticare lavori in campagna come la  raccolta frutta verdura, vendemmia e cura degli animali”. “Altro aspetto da non trascurare – conclude Coldiretti –  è la consapevolezza da parte delle aziende di intraprendere questa soluzione per garantire trasparenza, sicurezza e legalità durante il periodo di lavoro”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Cansiglio (BL-TV): cervi e foresta, quale convenienza?

Nei giorni scorsi l’Anpa ha organizzato a Tambre (Centro sociale, sala convegni) un convegno dal titolo “Cervi, Cansiglio, Prati e Foreste. Quale convivenza?” per dettagliare tutti gli aspetti del “Piano” e spiegarne l’urgenza e l’indifferibilità.

Il Piano di controllo. L’incontro avviene dopo l’ultima approvazione del “Piano di controllo del cervo in Cansiglio (Bl – Tv)”, che da il via alle operazioni di contenimento nell’area demaniale del Cansiglio della presenza dei cervi autorizzando il prelievo di 40 capi (a cura del personale di polizia delle Amministrazioni Provinciali e del CFS) e quello di altri 360 (120 per provincia), in modalità caccia, fuori dal demanio regionale nelle riserve limitrofe alla Piana. Il Piano in oggetto è stato approvato con parere favorevole dall’ISPRA nel 2010 e successivamente condiviso con un apposito protocollo d’intesa sottoscritto da Regione Veneto, Regione Friuli Venezia Giulia, Amministrazione provinciale di Belluno, Amministrazione provinciale di Treviso, Veneto Agricoltura e Corpo Forestale dello Stato. Le “regole d’ingaggio” del Piano prevedono che non siano abbattute femmine gravide. I capi prelevati saranno trasportati ad un macello autorizzato e, dopo i trattamenti e passaggi sanitari previsti, verranno messi in vendita. Gli eventuali introiti confluiranno in un fondo specifico che andrà a coprire interventi di miglioramento ambientale in foresta, per compensare i danni creati dai cervi.

Possibile il trasloco capi, a patto che…Resta attuale ed applicabile infine la possibilità di catturare e trasferire gli animali in altre aree. Va detto però che a due anni dalla comunicazione in tutta Italia di questa possibilità, ad oggi sono arrivate a Veneto Agricoltura solo alcune generiche richieste di informazione. Ed è opportuno sapere che queste operazioni di “trasloco capi” possono essere effettuate solo se vi è un richiedente che abbia un piano approvato di ripopolamento del cervo per una determinata area e che ovviamente si faccia carico delle spese di cattura e trasporto.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Giovani in agricoltura, accordo Regione Veneto e Ismea

La Giunta veneta ha approvato nei giorni scorsi lo schema di accordo quadro di programma tra la Regione e l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) finalizzato alla realizzazione di servizi in comune a sostegno del comparto agricolo e agroalimentare. “E’ l’inizio di un percorso – spiega Franco Manzato, assessore regionale all’agricoltura – che porterà allo stanziamento di 6 milioni di euro, equamente divisi tra Regione e ISMEA, a favore dell’imprenditoria agricola giovanile e per l’estensione della rete di monitoraggio delle principali filiere agricole regionali.

Investimento per il futuro dell’agricoltura. “Tale cifra – continua Manzato – va ad aggiungersi ai 288 milioni del Programma di Sviluppo Rurale, inseriti nel maxi pacchetto di bandi del settore primario reso disponibile da gennaio 2012, dei quali ben 45 milioni sono stati destinati agli under 40. Metteremo, così, a punto uno strumento integrato che denomineremo Progetto Giovani Veneto – ISMEA”. L’ISMEA è un ente pubblico economico vigilato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che opera per lo sviluppo della capacità competitiva delle imprese e dei loro bisogni, realizzando servizi integrati di assistenza alla Pubblica Amministrazione, informativi e di mercato, finanziari, assicurativi, di riordino fondiario e di ricambio generazionale in agricoltura.

I problemi che i giovani trovano in agricoltura. “Nel corso degli ultimi anni – spiega Manzato – la nostra Regione ha attivato varie forme di collaborazione con l’Istituto e lo scorso 6 marzo il Consiglio Regionale ha approvato una deliberazione, conseguente a una mozione, con cui si impegna la Giunta ad attivare un bando di concorso congiunto Regione-ISMEA per il subentro e l’insediamento dei giovani in agricoltura, accompagnandoli nella crescita imprenditoriale e consentendo loro di affrontare subito i problemi di ristrutturazione e ammodernamento delle aziende, prevedendo, inoltre, la possibilità di accedere agli aiuti mediante la presentazione di un’unica domanda”.

Definito l’accordo-quadro. “Nel pieno rispetto delle volontà espresse dal Consiglio e con sollecitudine – prosegue l’assessore – abbiamo predisposto l’accordo quadro approvato oggi che definisce gli ambiti di collaborazione tra Regione e ISMEA e le seguenti prioritarie attività da sviluppare: iniziative a sostegno dell’insediamento dei giovani in agricoltura; assistenza tecnica nella programmazione dello sviluppo rurale 2014-2020; estensione della rete di monitoraggio delle principali filiere agricole regionali; sviluppo e valorizzazione dello strumento del Business Plan On Line (BPOL), semplificando le procedure nel settore primario; definizione ipotesi di partecipazione a nuovi strumenti in fase di sperimentazione, come ad esempio il sostegno allo sviluppo di reti di imprese”. “Puntiamo – ha concluso l’assessore, delegato dal presidente della Regione alla firma della convenzione – a nuove forme di gestione delle misure incentivanti con l’obiettivo di semplificare e rendere più efficiente l’accesso alle agevolazioni da parte dei giovani:una scelta che premia le nuove generazioni, un progetto che favorisce l’ingresso di braccia e menti giovani in un settore strategico”.

(Fonte: Regione Veneto)

L’agriturismo raddoppia, in Veneto la vacanza è in campagna

Il 2011 è stato caratterizzato dal successo dell’eco vacanza in Veneto. L’agriturismo dimostra infatti percentuali raddoppiate rispetto alla media, con l’11% in più degli arrivi e oltre l’8% delle presenze registrate negli alloggi, risultato della vasta offerta di una campagna curata e attrezzata, con percorsi alternativi, organizzati in pacchetti ma anche bellezze artistiche sconosciute preservate dagli agricoltori. I dati sono stati presentati nei giorni scorsi in Villa Foscarini Rossi a Strà (Ve) in occasione del convegno dal titolo “L’agriturismo con la A maiuscola” organizzato da Coldiretti Veneto al quale hanno partecipato i delegati delle 600 aziende iscritte a Terranostra su un totale di 1200 realtà a livello regionale.

Gli interventi. Al tavolo dei relatori, Roberto Weber, direttore del centro studi SWG di Trieste che ha incoraggiato gli operatori a codificare le numerose attività svolte spontaneamente in azienda affinchè il turista le interpreti come possibilità di svago mentre Sabrina Meneghello, ricercatore Ciset (centro internazionale studi del turismo)  ha elencato gli sforzi del settore turistico che in Veneto traina l’economia con un contributo sul PIL che sfiora il 5%, Tulio Marcelli, presidente nazionale di Terranostra, ha invece posto l’attenzione sulla promozione on line e sul fenomeno soprattutto “emozionale” legato al territorio che obbliga le agenzie viaggi ad affrontare modalità diverse dai soliti schemi come ad esempio il passaparola. A Diego Scaramuzza, presidente di Terranostra regionale, il compito di  illustrare la proposta di promozione turistica con il progetto delle guide coordinate che vede Venezia pronta a far da apripista. Giorgio Piazza di Coldiretti Veneto ha evidenziato la risorsa “ambiente” quale leva competitiva per tornare a crescere in modo sostenibile considerando il “terroir” il vero valore aggiunto del “Made in Italy”.

Qualche dato. Secondo la ricerca di SWG-Coldiretti, la presenza di attrazioni naturalistiche e paesaggistiche incide per il 55% nella scelta di una meta turistica, a seguire la storia (49%), il relax e tranquillita’ (33%) e divertimento (22%). L’agriturismo piace soprattutto ad un pubblico giovane anche se il core business rimane l’intera famiglia. A far la differenza rispetto ad altre formule non solo le tipicità da degustare ma anche attività sportive dal nordic walking  al tiro con l’arco fino all’area camping attrezzata per la sosta di camper. Le novità proposte dagli imprenditori agricoli interessano la sfera sociale: ad esempio le lezioni di cucina per non vedenti, la cura e benessere del corpo, i centri estivi, ma anche quel quid che nella ristorazione di città non si trova: dal kit per il pic nic all’aperto al servizio di “agritata” per i bimbi. Da non sottovalutare che in una fattoria trovano ospitalità anche gli amici a quattro zampe: quasi un terzo degli operatori accoglie con simpatia l’amico “fido” a volte anche in appositi spazi per non creare disagi agli ospiti a tavola.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Per la prima volta dal 2007, flessione nella produzione di rifiuti in Europa. Effetto della recessione? Se ne è parlato al convegno ARGAV “Lo spreco alimentare (e non solo) al tempo del crisi”.

Tavolo Relatori convegno ARGAV "Lo spreco alimentare (e non solo) nel tempo della crisi"

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) “Risi e bisi, riso e suca, risi e verze, risi e bruscandoli, riso e late, risi e tajadele pa’ i siuri (riso e piselli, riso e zucca, riso e verza, riso e luppolo, riso e latte, riso e tagliatelle per i meno poveri): sono i mangiari di tradizione contadina veneta che il poeta e musicista Bepi De Marzi, direttore del coro dei Crodaioli e autore di quello che, probabilmente è il più famoso canto di montagna (Signore delle Cime), ha “usato” come ritornello per cadenzare il suo intervento di apertura al convegno “Lo spreco alimentare (e non solo) al tempo della crisi“, organizzato in coda all’Assemblea dei Soci dall’ARGAV lo scorso 14 aprile nella bella sala convegni della Cantine dei Colli Berici (gruppo Collis) a Lonigo (VI).

Pietro Zambon (a sx) riceve la penna ricordo ARGAV dal presidente Fabrizio Stelluto

Giuseppe Boschetto, sindaco di Lonigo

L’eco-sostenibilità fa diminuire la sete. Oltre a De Marzi, all’incontro, coordinato da Maurizio Drago, socio e consigliere ARGAV,  sono intervenuti: don Albino Bizzotto, Presidente “Beati i Costruttori di Pace”, Elisa Bagolin di CIT-SAV.NO, Enrico Cerni di “Carta di Altino”, Francesco Cera, direttore Mercato Agroalimentare Padova e Pier Carlo Roi, responsabile “R.E.B.U.S.”, Piero Francanzani, Accademia Italiana della Cucina. All’incontro è intervenuto anche Giancarlo Scottà, europarlamentare, membro della Commissione Agricoltura e Ambiente, e a darci il benvenuto, erano presenti anche il sindaco di Lonigo, Giuseppe Boschetto nonché Pietro Zambon, presidente delle Cantine dei Colli Berici (omaggiato con la penna ricordo ARGAV), che, in perfetta sintonia con il tema da noi trattato, ci ha informato del fatto che l’azienda ha iniziato a commercializzare i propri vini in bottiglie di vetro più leggere e, con il risparmio ottenuto, sta finanziando dei pozzi in Africa.

Bepi De Marzi

Il tris di primi? Una musica che stride! “L’idea del convegno – ha spiegato ai presenti Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV – è nata da una provocazione di Bepi De Marzi, che lo scorso dicembre ha ricevuto il premio ARGAV 2011. Ebbene – ha continuato Stelluto – in quell’occasione De Marzi parlò della necessità di riportare il consumo di cibo nell’alveo non solo del recupero della tradizione, ma soprattutto di una corretta alimentazione, evitando gli eccessi, che spesso caratterizzano i convivi ad iniziare da quelli matrimoniali”. E anche in questa occasione, De Marzi ha saputo catturare l’attenzione del pubblico parlando, a volo d’uccello (qui potete leggere l’intervento per intero), di un Veneto oggi non più “felix”, martoriato nel paesaggio da insediamenti commerciali, autodromi, opere viarie che lo hanno trasformato in una terra di passaggio, un Veneto che sta perdendo la memoria delle tradizioni colturali e culturali, rinchiuso in sé stesso nella ricerca di un’identità e di stili di vita egoistici e poco sostenibili.

Elisa Bagolin di CIT-SAVNO

Solo l’1% di ciò che compriamo supera i 6 mesi di vita dall’acquisto. Stili di vita che, grazie al maggior benessere raggiunto, sono cambiati nell’arco di qualche generazione, spingendoci nel circolo vizioso ricchezza-consumismo-spreco-rifiuti. “Quando teniamo lezioni nelle scuole – ha raccontato Elisa Bagolin di CITSAV.NO, ente pubblico-economico che si occupa della gestione dei rifiuti urbani nella provincia di Treviso – gli studenti da noi chiamati ad indagare si stupiscono di scoprire che, al tempo dei loro nonni, gestire i rifiuti non era certo un problema, com’è invece diventato per noi”. A questo proposito, però, una bella notizia Elisa Bagolin l’ha data, per la prima volta dal 2007, in 15 Paesi europei, compresa l’Italia, c’è stata una flessione nella produzione dei rifiuti, anche se c’è da interrogarsi sul fatto che il risultato sia dovuto a un comportamento virtuoso della popolazione o piuttosto alla crisi economica. “La provincia con minor produzione di rifiuti pro capite in Italia è Treviso, – ha aggiunto Bagolin – e questo perché, in mancanza di discariche e inceneritori, si è dovuto fare di necessità virtù, lavorando già da anni sulla raccolta differenziata e sulla sensibilizzazione dei cittadini”.

Piercarlo Roi di REBUS ACLI Verona

Enrico Cerni, La Carta di Altino

Francesco Cera, Mercato AgroAlimentare di Padova

Trasformare lo spreco in risorsa. “Anche il nostro lavoro fa diminuire i rifiuti  grazie al recupero – ha detto Piercarlo Roi, di Rebus (Recupero Eccedenze Beni Utilizzabili Solidalmente), rete locale di solidarietà coordinata dall’ufficio progetti delle Acli provinciali di Verona, ma estesa anche in altre province venete e lombarde e che organizza il recupero di beni invenduti o inutilizzati (cibo, farmaci, abbigliamento, libri) che hanno ancora elevato potere di utilizzo ma non più valore commerciale e, tramite donazione, vengono destinate ad enti di assistenza e beneficenza. Chi dona, oltre a fare un’azione di solidarietà, può godere di sgravi fiscali sulla Tariffa di Igiene Ambientale (TIA). Nuovi stili di vita da sperimentare basati sulle relazioni che uniscono tra loro le persone con la natura e l’ambiente, la storia e il presente sono promossi anche da “La Carta di Altino” presentata al convegno da Enrico Cerni, che insieme ad altri cittadini di Quarto d’Altino (VE), l’antica Altino da cui partirono i fondatori di Venezia, ha dato vita  ad una sorta di “manifesto” aperto a tutti e volto a scoprire il denominatore comune fra chi coltiva dei valori e chi persegue delle buone pratiche, anche in fatto di ricerca dell’essenziale e della sostenibilità ambientale. Francesco Cera, direttore del Mercato AgroAlimentare di Padova, primo mercato di esportazione in Italia, ha spiegato come, su 400mlioni di kg di ortofrutta commercializzati nel 2005/2006, lo 0,2% finisse in discarica mentre oggi la percentuale è stata dimezzata, a dire il vero, grazie all’aumento dei costi di smaltimento e alla diminuzione dei margini di guadagno, per cui si sta più attenti a non sprecare.

L'europarlamentare on. Giancarlo Scottà

2014: Anno Europeo contro gli Sprechi Alimentari. “Ogni anno, il cittadino europeo spreca 179 chili di cibo perfettamente commestibile, oltre un terzo di quello che consuma – ha spiegato Giancarlo Scottà – e questo è un dato che fa rabbrividire, se pensiamo ai milioni di famiglie in difficoltà in questo periodo”. “Per questo è urgente – ha aggiunto Scottà – che siano approvate le misure urgenti richieste dal Parlamento europeo per la riduzione della mole di rifiuti alimentari. Etichette chiare e informazione dovranno essere i fondamenti per sensibilizzare la popolazione a livello comunitario e nazionale ed evitare gli sprechi di cibo”.

da sx, Piercarlo Roi, don Albino Bizzotto e Maurizio Drago

Spreco, difetto o qualità? A denunciare un mondo pieno di contraddizioni, dove la “decrescita felice”, causa crisi, rimane ancora utopia è don Albino Bizzotto, fondatore e presidente de “Beati i Costruttori di Pace”, associazione nazionale di volontariato nata a Padova nel 1985. “Lo spreco di beni materiali è quello più eclatante – ha commentato – ma c’è anche quello di beni immateriali, come i diritti. Nel 2008 la nostra associazione assisteva 60/70 famiglie, oggi quasi tremila, ma per risolvere il problema non basta la borsa della spesa, ci vuole il lavoro e chi perde il lavoro oggi perde ogni diritto”. Ed ha aggiunto: “Ho paura di una società che va a due velocità, ricchi e poveri, bisogna trovare il modo per far arrivare lo spreco a chi ne ha bisogno. E basta con i campi dedicati al fotovoltaico, basta speculazioni edilizie, dobbiamo tornare a coltivare la terra e a parlare di diritti” “E ricordate – ha concluso – che quando ci si vuol bene, si spartisce anche il necessario”.

L’Asparago di Conche (PD) e il pesce di Chioggia (VE) insieme a tavola

Inizia oggi con una serata enogastronomica di gala dal titolo “L’Asparago di Conche incontra a tavola il Pesce di Chioggia”, il programma di valorizzazione dell’asparago di Conche per orientarne la commercializzazione anche nella vicina città lagunare e stimolarne l’inserimento nei menù della ristorazione clodiense. L’iniziativa è della Cooperativa Agricola Produttori Ortofrutticoli di Conche, in collaborazione con Chioggia Ortomercato del Veneto.

Il menu. Alle 20, presso le strutture della 24ª Festa dell’Asparago a Conche, i ristoranti chioggiotti Fontego, Gato e Garibaldi presentano i piatti della tradizione di pesce elaborati per esaltare il gusto e il sapore del bianco turione, elaborato anche in dessert dalla gelateria artigianale Sottozero; il tutto accompagnato dai vini Doc del Consorzio Colli Euganei. Nel menù degustazione di questa serata inaugurale El Fontego presenta l’antipasto “Calamaro ripieno con trilogia di asparagi”, abbinato al Fior d’Arancio secco 2010; segue El Gato col primo piatto “Lasagnetta con crema di asparago ai colori del mare e filetti di asparago fritti”, abbinato al Pinot bianco “Baccari” 2011; il Garibaldi col secondo piatto “Trancio di branzino, asparagi stufati e loro crema”, abbinato al Colli Euganei Bianco “Olivetani” 2010. Chiude in bellezza la Sottozero col “Bianco Ice”, gelato all’asparago declinato nelle sfumature del bianco e del verde accompagnate da quelle rosse del radicchio di Chioggia, in abbinamento al Fior d’Arancio Spumante Docg.

Prenotazioni fino ad esaurimento posti. Tra gli invitati i sindaci e gli assessori alle attività produttive dei Comuni di Chioggia e Codevigo, gli assessori all’agricoltura delle Provincie di Padova e Venezia, e i rappresentanti delle rispettive Camere di commercio. Ultime prenotazioni presso la direzione CAPO, tel. 049.5845293, fino ad esaurimento posti. A maggio l’Asparago di Conche sbarcherà in laguna, ospite protagonista in cucina nei menù degustazione degli stessi ristoranti in tre successive serate: mercoledì 9 ristorante “Garibaldi” a Sottomarina (041.5540042 – info@ristorantegaribaldi.com), mercoledì 16 ristorante “El Fontego” a Chioggia (041.5500953 – fontego@chioggiasottomarina.it), mercoledì 23 ristorante “El Gato” a Chioggia (041.400265 – info@elgato.it).

(Fonte: Chioggia Ortomercato del Veneto)

Tra aprile e maggio 2012, l’asparago di Conche incontra a tavola il pesce di Chioggia

A due passi dalla Laguna alle spalle di Chioggia (VE), dai primi anni sessanta del secolo scorso si coltiva una apprezzata varietà di asparago bianco. Gli appezzamenti sono per la gran parte nel territorio di Codevigo (PD), con alcuni ettari anche nel territorio di Chioggia (VE), in località Valli-Piovini.

L’asparago di Conche. I produttori sono prevalentemente riuniti nella C.A.P.O. (Cooperativa Agricola Produttori Ortofrutticoli, costituita nel 1982), che attualmente gestisce e commercializza direttamente circa 3000 quintali/anno di asparago, contrassegnato col logo territoriale ADC (Asparago di Conche), che viene prodotto da un centinaio dei quasi 200 soci su una superficie di circa 130 ettari. L’asparago di Conche si distingue per le sue peculiari caratteristiche territoriali e per le proprietà pedologiche dei terreni di origine alluvionale ad alta salinità e ricchi di limo tipici della gronda lagunare, che lo rendono un prodotto unico ed inconfondibile dal punto di vista organolettico.

Valorizzazione della produzione nel clodiense. L’asparago viene prevalentemente commercializzato sul mercato di Padova e ogni anno, tra la seconda-terza decade di aprile e la prima di maggio, a Conche si svolge la Festa dell’Asparago, organizzata dal Gruppo Culturale Ricreativo di Conche, un appuntamento obbligato per i buongustai con questa delizia per gli occhi ed il palato, giunta quest’anno alla sua ventiquattresima edizione. C.A.P.O. – Cooperativa Agricola produttori Ortofrutticoli di Conche, affiancandosi alle iniziative di valorizzazione della stagionalità e dell’origine dei prodotti orticoli locali e del circondario, in integrazione sinergica tra le filiere e le categorie produttive ed imprenditoriali del territorio promosse da Chioggia Ortomercato del Veneto, ha progettato in collaborazione con Confcommercio-Ascom Chioggia una serie di azioni di valorizzazione dell’Asparago di Conche tese ad orientare la commercializzazione anche nella vicina Chioggia e soprattutto l’impiego nella ristorazione della città lagunare.

Ad aprile, serata enogastronomica di gala. Si inizia con la cena di gala “L’Asparago di Conche incontra a tavola il Pesce di Chioggia” prevista giovedì 19 aprile, ore 20.00 in occasione della 24ª Festa dell’Asparago-Conche di Codevigo (PD)” nella quale i ristoranti chioggiotti “El Fontego”, El Gato” e “Garibaldi” presentano i piatti della tradizione di pesce elaborati per esaltare il gusto e il sapore delicato dell’Asparago di Conche, che verrà elaborato anche in dessert dalla gelateria artigianale “Sottozero”. Il tutto sarà accompagnato dai nobili vini Doc del Consorzio Colli Euganei. Costo 35 euro, prenotazioni entro il 16 aprile Confcommercio 338.2271707 oppure Capo 049.5845293.

A maggio l’Asparago di Conche sbarcherà in laguna, ospite protagonista in cucina nei menù degustazione degli stessi ristoranti in tre successive serate: mercoledì 9 maggio, ore 20 – Ristorante “Garibaldi” a Sottomarina; mercoledì 16 maggio, ore 20 – Ristorante “El Fontego” a Chioggia; mercoledì 23 maggio, ore 20 – Ristorante “El Gato” a Chioggia. Prenotazioni obbligatorie ai singoli ristoranti, costo menu degustazione 50 euro.

(Fonte: Chioggia Ortomercato del Veneto/Confcommercio-Ascom Chioggia/CAPO Conche)