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23 febbraio 2020, nel Delta polesano tutti a “pulire Scano Boa”

A 6 anni di distanza dal rogo che distrusse il casone in canna di Scano Boa (celebrato dallo scrittore polesano Gianantonio Cibotto), tradizionale ricovero d’emergenza dei pescatori nella laguna del Basson, a Porto Tolle (RO), Stefano Cacciatori, figlio di Marino, uno dei pioneri del turismo del Delta del Po e tra i più grandi conoscitori del fiume, organizza in collaborazione con DeltaPo Experience la giornata a Scano Boa PER Scano Boa.

Raccolta dei rifiuti dall’arenile. “ll rogo del casone di canna, consumatosi il 12 marzo 2014, ci spinge a sensibilizzare qua­nte più persone poss­ibili sulla bellezza e sulla fragilità di Scano Boa e dei suoi casoni. Navigando nella Riserva delle Bocche del Po di Pila e nella Laguna del Basson con due barche a fondo piatto raggiungeremo Scano Boa, per visitare i due casoni dei “Pumiti” e quello ricostruito dopo l’incendio. Con l’occasione raccoglieremo quanti più rifiuti possibili dall’arenile, prima che inizino le attività di nidificazione dell’avifauna”, spiega Cacciatori. La partenza è alle 09:00 da Pila, ritrovo in via Curtatone 2 al bar “Da Giannino” ritorno ore 12:30 circa. Prenotazione obbligatoria 0426.380314 – 3347035765 info@marinocacciatori.it

Fonte: Marino Cacciatori

Ambiente, assessori di Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna scrivono al Ministro Costa per intervento nazionale contro smog in pianura padana

Gli assessori regionali all’ambiente delle quattro regioni del bacino padano, nel corso di un recente incontro, hanno deciso di scrivere una lettera congiunta al Ministro dell’Ambiente per chiedere interventi urgenti del Governo in modo da far fronte ai problemi legati alla qualità dell’aria.

Le richieste. “Si tratta di una lettera a quattro firme, quindi, anche dell’Emilia Romagna, – sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente del Veneto – nella quale, innanzitutto, chiediamo, l’immediata attuazione delle misure nazionali previste dal Protocollo d’intesa collegato al Piano di azione per il miglioramento della qualità dell’aria nazionale come previsto dalla Commissione Europea”. Tra le richieste degli assessori l’anticipazione dell’applicazione in Italia del Regolamento Ecodesign per fissare specifiche ambientali più rigorose in materia di impianti domestici a biomasse, rendere obbligatoria la certificazione dei pellets e dei generatori di calore alimentati a biomasse combustibili solidi e adeguare la disciplina nazionale in tema di incentivi. “Non si tratta solo di richieste – sottolinea l’assessore del Veneto – noi vogliamo essere coinvolti nella gestione di una questione, che sta molto a cuore a tutta la popolazione del bacino padano. Ricordo che stiamo parlando della pianura più grande d’Europa, dove vive 40 per cento della popolazione italiana e dove si produce più della metà del PIL nazionale. Il Governo non può restare indifferente al problema della qualità dell’aria nei nostri territori”.

Passi successivi. “Abbiamo chiesto un incontro al Ministro nel quale discutere più apertamente le nostre proposte e valutare le nostre richieste – conclude l’assessore della Regione del Veneto – ci aspettiamo che il ministro, vedendo che si tratta di una lettera che valica anche gli schieramenti politici, decida finalmente di prestare attenzione alle nostre richieste”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

20-21 febbraio 2020, a Treviso ci sono le giornate internazionali sul paesaggio

Hiri Mountain Tel Aviv

Suolo “come” paesaggio è il tema al centro della sedicesima edizione delle giornate internazionali di studio sul paesaggio, progettate dal Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche, con il coordinamento di Luigi Latini e Simonetta Zanon, che si svolgeranno giovedì 20 e venerdì 21 febbraio 2020 negli spazi Bomben di Treviso.

Un binomio semplice solo in apparenza. Il suolo, infatti, in molte analisi, viene troppe volte posto come dato immanente, scontato, come se si trattasse di un fattore ininfluente, o al massimo neutro rispetto all’intervento umano che si insedia al di sopra di esso. «Il titolo dell’incontro si presenta all’insegna di un binomio apparentemente semplice, data la vicinanza tra lo sguardo sul paesaggio e quello sull’estensione dello spazio aperto e inedificato. L’interesse crescente per il tema terra ci invita però a un approfondimento che queste giornate cercheranno di esplorare, parlando appunto di “suolo come paesaggio”, e non solo di “suolo e paesaggio”. Se spesso, giustamente, parliamo di suolo in termini di mero consumo, richiamandoci alle molte forme di impoverimento della città e del territorio praticate dalla nostra società, più raramente, mettiamo al centro dell’attenzione la stessa natura (o nature) del suolo, nei suoi diversi aspetti ambientali, ecologici, estetici e sociali. Le giornate di studio guarderanno dunque al suolo come tessuto connettivo, nutrimento e processo vitale che accompagna la nostra esperienza di vita, dimensione fisica ed estetica nella quale risiede la sostanza dei luoghi abitati e il senso della nostra appartenenza al paesaggio», afferma Latini.

Pluralità di voci. A caratterizzare la due giorni è, oltre alla originale declinazione del tema, anche la pluralità delle voci coinvolte nell’analisi: architetti, agronomi, pianificatori, progettisti, ma anche artisti. Personalità individuate in riferimento alla loro preparazione accademica e scientifica ma anche per il loro aver realmente operato sul tema, nell’ambito di ricerche o progetti di particolare livello o originalità in Italia e all’estero. La partecipazione alle giornate di studio è libera, fino a esaurimento dei posti disponibili. Per ragioni organizzative si prega ugualmente di comunicare la propria adesione tramite il form online disponibile nel sito www.fbsr.it. Per gli architetti e gli agronomi/forestali è stato richiesto ai rispettivi ordini professionali il riconoscimento dei crediti formativi. È prevista la traduzione simultanea in italiano e in inglese di tutti gli interventi. Diretta streaming nel sito, per informazioni: paesaggio@fbsr.it

Il programma è suddiviso in tre sezioni. La prima, Nature del suolo, sarà dedicata alle diverse declinazioni, di natura scientifica, sociale ed estetica che ci aiutano ad allargare il concetto di suolo, per smuovere l’idea di “suolo monolitico” e considerarlo nelle sue diverse forme, strutture, stratificazioni ecc. Accanto a una riflessione dell’autorevole paesaggista svizzero Christophe Girot, A proposito di terra, topologia e suolo, questa sezione ospiterà una relazione dell’urbanista Rosario Pavia che invita a guardare al suolo, sempre più inquinato, devastato e malato, come sistema ecologico complesso da cui dipende la vita del pianeta. «Solo rigenerando il suolo», afferma «è possibile contenere la catastrofe climatica e i fenomeni sociali e politici a essa connessi». Giacomo Certini, professore di pedologia nella Scuola di Agraria dell’Università di Firenze, parlerà di suoli terrestri, ma anche extra-terrestri, spingendo l’attenzione sulla necessità di coniare una definizione “cosmica” di suolo, inclusiva, cioè, anche di quei materiali che un giorno potrebbero provvedere al sostentamento di colonie umane al di fuori del nostro pianeta. «Con alcuni di questi substrati – quelli della Luna e di Marte», spiega Certini, «siamo già entrati in contatto e ne abbiamo verificato le potenzialità produttive, al netto di alcune ovviabili carenze nutrizionali e presenza di composti fitotossici».

La seconda parte, Suolo urbano, terre di città, si concentrerà sui temi urbani, quelli in genere più dibattuti per l’intensità dei fenomeni di conflitto in atto, ma anche quelli più ricchi di sperimentazioni progettuali. Anna Lambertini, architetto e paesaggista, proporrà una lettura in profondità di luoghi e spazi aperti, per raccontare come nel progetto di paesaggio vengano esplorate le relazioni che legano la vita e le attività in superficie con ciò che accade negli strati non visibili dei suoli urbani. I paesaggisti francesi François Vadepied e Mathieu Gontier dell’agenzia Wagon Landscaping presenteranno alcuni esempi di “giardini urbani”. «In città, i nostri suoli sono sempre più impermeabili» spiegano. «Come possiamo avviare una forma di riconversione e una dinamica di riconquista da parte degli esseri viventi? Dal 2009, l’agenzia “lavora sull’asfalto”, meravigliosa lavagna nera che, scrostata e lavorata appena, nasconde un fondo di suolo povero e drenante, propizio per l’arrivo di un’intera colonia di piante pioniere e vagabonde. Questo esempio consente di immaginare una possibile reversibilità di tutte le superfici impermeabili». Giorgio Prosdocimi Gianquinto, professore di Orticoltura e floricoltura all’Università di Bologna, porterà la riflessione sull’”invenzione di suolo”, attraverso esperienze di coltivazioni urbane con finalità alimentari, ma anche ecologico-ambientali, estetico-ricreative, educative, sociali e terapeutiche, che danno luogo a forme innovative, spesso creative, di orti urbani. Laura Fregolent, architetto, si focalizzerà sui processi di urbanizzazione e uso del suolo, a partire da una domanda: come i contesti diffusi di urbanità e urbanizzazione allargata e diversificata si adattino o possano adattarsi ai mutati quadri economici e quali siano le strategie e le politiche da implementare in un’ottica di qualità ambientale e dell’abitare?

La terza sezione, Visioni, esperienze sul campo, cui sarà dedicata l’intera giornata di venerdì 21 febbraio, attraverserà un ampio panorama di esperienze. Antonio Perazzi, paesaggista e scrittore, affronterà la dimensione del giardino attraverso la descrizione di alcuni suoi progetti e il racconto del giardino di Prospect Cottage, creato dal regista Derek Jarman (1942-1994) in un suolo contaminato nel sud dell’Inghilterra, capace di ridare vita a un paesaggio apocalittico. Tilman Latz, dello studio Latz + Partner, fondato da Peter Latz, autore di importantissimi e pionieristici progetti, tra cui il Duisburg Nord Landscape Park, ex area industriale siderurgica nella regione della Ruhr in Germania, introdurrà il tema della bonifica di aree industriali dismesse come opportunità per una nuova attitudine progettuale, a partire dal suolo. Un’altra realtà complessa, quale quella della Terra dei fuochi, sarà invece al centro della relazione degli agronomi Fabrizio Cembalo Sambiase e Antonio di Gennaro, autori di numerosi progetti di paesaggio per curare le ferite – gli spazi agricoli mortificati, le cave, le discariche – di questa piana campana massacrata dall’abusivismo e dai rifiuti. Laura Zampieri, architetto, parlerà dell’interazione di acqua e suolo nel progetto di paesaggio; mentre Juan Manuel Palerm Salazar, architetto, ragionerà sulla bellezza dell’aridità e sulla preponderanza della materia nei progetti di paesaggio nei terreni aridi e nelle terre fragili. Sono previste, inoltre, testimonianze e riflessioni più orientate allo sguardo sia estetico che filosofico, nelle quali il suolo rappresenta una condizione di esilio e di reinvenzione, oppure una forma di coscienza paesaggistica, personale o collettiva, mutuata dal dialogo con l’arte. Dalla coscienza civica e l’ossessione di difendere il suolo, narrate dall’urbanista Paolo Pileri a partire dal racconto-saggio Rovina (2007, Einaudi) di Simona Vinci, al suolo come esperienza estetica, nel lavoro degli artisti torinesi Andrea Caretto e Raffaella Spagna, che proporranno un viaggio tra il mondo aereo, visibile, e l’universo sotterraneo, invisibile, attraversando le pratiche dell’azione collettiva e collaborativa, dell’installazione ambientale, della scultura.

Fonte: servizio stampa Fondazione Benetton studi e ricerche

 

Emergenza PFAS in Veneto, il punto della “situazione cantieri” delle opere emergenziali per portare acqua pulita nelle aree inquinate

Nicola Dell’Acqua, il Commissario delegato per i primi interventi urgenti di Protezione Civile in conseguenza della contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova, che ha l’incarico di completare le opere acquedottistiche necessarie a garantire acqua libera da PFAS entro il 21 marzo 2020, comunica quanto segue:

Lo stato dell’arte. “Ad oggi gli interventi previsti dal piano commissariale risultano realizzati al 50 per cento del primo lotto, che è quello che ridurrà la maggior parte del problema. Tutte le opere procedono secondo cronoprogramma nei tempi previsti. I lavori, nel rispetto della pausa invernale che consente interventi limitati, procedono a marce spedite e riprenderanno a ritmo più intenso nei mesi primaverili. Si conferma che il primo lotto dei lavori sarà completato entro novembre 2020, mentre il secondo lotto verrà completato entro la primavera del 2021. Si evidenzia che tutte le opere inserite nel piano commissariale erano già previste dal Modello Strutturale degli Acquedotti di Regione del Veneto (MOSAV). Il piano ha avuto come obiettivo l’accelerazione di tali interventi nel contesto dell’emergenza”.

Nello specifico. Lo stato di avanzamento dei lavori è il seguente: condotta di collegamento Lonigo-Belfiore e campo pozzi Bova (Soggetto attuatore Acque Veronesi). I lavori sono stati consegnati il 30 maggio 2019 e sono in corso di esecuzione. Ad oggi l’avanzamento di posa delle condotte si attesta su circa 8 km sui 18 km di progetto. Per quanto attiene alle nuove opere di captazione (campo pozzi) in Comune di Belfiore (VR) è stata superata positivamente la procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.); condotta di collegamento Montecchio-Brendola-Lonigo (Soggetto attuatore Veneto Acque). I lavori sono stati consegnati in data 27/01/2020 e sono in corso di esecuzione. L’impresa sta realizzando il campo base principale in Comune di Brendola nei pressi di Via Giolitti. Sono altresì in corso le attività di fornitura e stoccaggio dei materiali per la posa della condotta. I lavori di bonifica bellica sistematica terrestre sono stati già eseguiti dall’ottobre 2019 a dicembre 2019 con esito positivo da parte del 5° reparto BCM Ministero della Difesa. Parallelamente sono state già condotte le verifiche sull’interesse archeologico dei siti coinvolti. Condotta di collegamento Ponso-Montagnana- Pojana Maggiore (Soggetto attuatore AcqueVenete). I lavori per la realizzazione dei 22 km di tubazioni da posare ed il serbatoio di accumulo da 10.000 mc di Montagnana sono in corso di aggiudicazione. Sono state avviate le procedure di esproprio e le attività tecnico amministrative propedeutiche alla consegna dei lavori. Nuovo pozzo di Recoaro e condotta di collegamento (Soggetto attuatore ViaAcqua). Sono stati avviati i lavori di posa della condotta, mentre le opere di captazione sono in fase di aggiudicazione. Entro il 2020 le opere saranno concluse”.

Finanziamenti. “Inoltre, il 6 febbraio è stata pubblicata l’ordinanza del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale che formalizza il passaggio al Commissario del finanziamento integrativo pari a 23.530.00 euro, 20 milioni per l’annualità 2019 e 3.200.00 per il 2020, destinato a completare gli interventi emergenziali necessari a realizzare la nuova rete acquedottistica nelle aree inquinate da PFAS. L’ordinanza formalizza quando già disposto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare a novembre 2019. Va ricordato che il Ministero ha disposto il finanziamento integrativo considerando che consentirà di completare l’approvvigionamento idrico alternativo alle fonti contaminate per la totalità del territorio interessato. Il finanziamento complessivo a disposizione del Commissario ammonta a 80 milioni di euro. Documenti e atti relativi all’emergenza PFAS sono disponibili nell’area dedicata del sito ufficiale della Regione del Veneto.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Glifosate, agenzia per la protezione dell’ambiente Usa esclude pericoli, Confagricoltura ne rilancia l’uso

L’Agenzia per la protezione dell’ambiente Usa (Epa) esclude qualsiasi pericolo per la salute umana derivante dall’utilizzo del glifosate, erbicida utilizzato particolarmente nelle tecniche di agricoltura conservativa. È il risultato del suo ultimo studio, che si schiera nuovamente a favore della sostanza, al centro, da anni, di diatribe mediatiche e giudiziarie a proposito di una sua presunta cancerogenità.

“L’agenzia ha concluso – si legge nel documento pubblicato – che non vi sono motivi di preoccupazione quanto a rischi di tipo alimentare per alcun segmento della popolazione, neanche seguendo le ipotesi più prudenziali applicate nelle valutazioni (come residui al massimo livello di tollerabilità, applicazione diretta all’acqua e trattamenti sul 100% delle colture). L’agenzia ha inoltre concluso che non sussistono rischi né di tipo residenziale, né di tipo professionale, né per gli astanti non-occupazionali”.

“La valutazione dell’agenzia statunitense – sottolinea Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto – conferma quanto sostenuto da tempo, sulla base della scienza e non del pregiudizio, dalla nostra organizzazione: riteniamo importante continuare a utilizzare questa sostanza non solo da un punto di vista economico, perché si rischierebbe di mettere in crisi numerose imprese agricole, ma anche ambientale perché l’utilizzo di prodotti fitosanitari come questo consentono non solo un efficace controllo delle infestanti, ma anche una conseguente riduzione al minimo delle pratiche di coltivazione dei terreni e delle emissioni di gas serra, preservando il suolo e permettendoci di produrre cibo per tutta la popolazione. Anche questa vicenda evidenzia come, prima di ricorrere alla demonizzazione di alcune modalità produttive, sia opportuno analizzare le questioni tenendo nella massima considerazione i pareri espressi dalla comunità scientifica internazionale”.

La posizione pro glifosate dell’Epa è solo l’ultima in ordine di tempo. Prima si erano già espresse in maniera positiva l’Efsa (European Food Safety Authority), l’Echa (European Chemicals Agency), la German BfR, il Jmpr (Joint Fao/Who Meeting on Pesticide Residues) e le autorità regolatorie di Australia, Canada, Corea, Nuova Zelanda e Giappone. Anche l’Epa si era già espresso nel merito l’anno scorso, sottolineando come procurare allarme sul potenziale cancerogeno dei prodotti contenenti questa sostanza attiva sarebbe stato “in contraddizione con la valutazione scientifica dell’agenzia” e sarebbe stata quindi “una dichiarazione falsa e fuorviante”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

Nella riserva naturale integrale di Bosco Nordio, a Chioggia (VE), immortalato anche l’istrice

Evento eccezionale nella Riserva Naturale Integrale Bosco Nordio, gestita da Veneto Agricoltura, a Sant’Anna di Chioggia (Ve). Una delle fototrappole posizionate tra il fitto degli alberi ha ripreso per pochi istanti un bel esemplare di istrice intento a perlustrare il sottobosco. Le attività di monitoraggio faunistico in corso nella Riserva, nell’ambito del progetto europeo Interreg Adrion Impreco, continuano dunque a regalare belle sorprese.

Dopo i tassi, i caprioli, i daini, le volpi e le faine, ripresi in più occasioni, è ora la volta dell’istrice, a conferma della straordinaria biodiversità che contraddistingue il Bosco Nordio. Le attività di fototrappolaggio, coordinate da Veneto Agricoltura, si avvalgono della collaborazione di Alessandro Favero, studente del corso di Laurea di Scienze Ambientali dell’Università Ca’ Foscari di  Venezia, e la supervisione del professor Stefano Malavasi e della dottoressa Arianna Spada.

L’istrice era già stato segnalato in passato in questo territorio, e precisamente in località Porto Fossone nel 1818, dal naturalista chioggiotto Fortunato Luigi Naccari. Oggi, gli esperti confermano che nelle regioni dell’Italia nordorientale questo roditore risulta in espansione, nonostante le barriere ecologiche quali i grandi fiumi (Adige e soprattutto Po) rappresentino degli ostacoli. Finora solo un numero limitato di individui è stato osservato a nord di queste “barriere” e per la provincia di Venezia i pochi rinvenimenti si riferiscono esclusivamente ad animali investiti sulle strade. Bosco Nordio, considerata anche la sua estensione di oltre 100 ettari, potrebbe dunque rappresentare un rifugio favorevole anche per l’insediamento dell’istrice. Il bosco termofilo, con caratteristiche simili alla macchia mediterranea (habitat tipico della specie) si presenta infatti particolarmente adatto alla sua presenza. Le indagini di fototrappolaggio proseguiranno nei prossimi mesi per verificare se quella registrata nei giorni scorsi rappresenta una presenza stabile all’interno della Riserva, ed eventualmente per stimare il numero di individui presenti.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Wigwam e bombe ecologiche: parte il progetto per il Sito contaminato di interesse nazionale Caffaro di Torviscosa (UD) con Ministero dell’Ambiente

Il 2020, per Rete Wigwam inizia con un nuovo progetto, risultato vincitore di un bando del Ministero dell’Ambiente, mirato alla consapevolizzazione sui temi ambientali, della popolazione scolastica residente intorno all’area SIN (Sito contaminato di Interesse Nazionale) Caffaro di Torviscosa nella Riviera Friulana.

Il progetto, che sarà realizzato con un contributo del Ministero destinato alle associazioni riconosciute che operano nel settore ambientale, si inserisce nell’azione di educazione ambientale destinata alle scuole più sfortunate, quelle situate all’interno dei 41 siti contaminati d’interesse nazionale, che sono tra i luoghi più inquinati d’Italia e nei cui territori docenti e alunni si trovano a dover combattere una quotidiana battaglia contro l’inquinamento e il degrado ambientale.

Le attività, vedranno convolti in primis la Wigwam Local Community della Riviera Friulana nel cui territorio si trova la SIN Caffaro di Torviscosa; le scuole facenti parte dell’Istituto Comprensivo “Università Castrense” di San Giorgio di Nogaro; la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, Direzione Marittima di Trieste / Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Nogaro; l’Istituto di Ricerca riconosciuto Agriteco di Venezia-Marghera; l’Unione Nazionale dei Giornalisti Agroalimentari e Ambientali e la sua associazione regionale ARGA Friuli Venezia Giulia ed infine, per la sua consolidata esperienza, il Venice Resilience Lab delle Comunità Locali Wigwam della Città di Venezia e di Venezia-Marghera.“Ogni rivoluzione – afferma il ministro dell’Ambiente Sergio Costa non può non partire dai piccoli gesti quotidiani di tutti noi. Cambiare il paradigma ambientale si può, a partire dalle nuove generazioni. Ritengo fondamentale promuovere il più possibile l’educazione ambientale e penso che con questi progetti finanziati dal Ministero si possa dare il via a una transizione ecologica solida. Con il valido supporto delle associazioni ambientaliste si può scrivere una nuova pagina anche in alcuni dei territori più inquinati d’Italia, quelli che ricadono nei SIN, dove cittadini, insegnanti e alunni devono combattere quotidianamente contro l’inquinamento, una piaga che con la conoscenza, la consapevolezza e l’entusiasmo dei fanciulli può essere progressivamente sconfitta”.

Fonte: Servizio stampa Wigwam

Alle 18 a Treviso seminario pubblico sulla gestione degli alberi e sullo sviluppo della foresta urbana

Oggi, mercoledì 5 febbraio 2020, alle ore 18, l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Treviso, in collaborazione con la Fondazione Benetton Studi Ricerche, propone, nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, un seminario pubblico sul tema della gestione degli alberi e dello sviluppo della foresta urbana, a partire da alcune esperienze attuate nel Nord Europa.

L’evento, aperto a cittadini, tecnici e operatori coinvolti nella gestione degli alberi in città, è organizzato in occasione dei lavori a Treviso, in Fondazione Benetton, sino al 7 febbraio, del gruppo di lavoro internazionale TeSTTechnical Standards in Tree Work, progetto co-finanziato dall’Unione Europea mediante il Programma Erasmus+, e finalizzato all’innalzamento degli standard di lavoro in arboricoltura e al miglioramento della gestione del verde in città. Interverranno: Paolo Pietrobon, dottore forestale, Qualificare la gestione degli alberi europei. Il Progetto Erasmus+ TeST – Tree Standards in Tree Work; Jaroslav Kolařík, ingegnere forestale, con la relazione Experience with Arboricultural standards in the Czech Republic che illustrerà la positiva esperienza nello sviluppo di standard tecnici nella Repubblica Ceca, che ha consentito di innalzare la qualità della gestione degli alberi in ambiente urbano e la conservazione di alberi di pregio anche quale risposta ai cambiamenti climatici; Tom Joye, ingegnere forestale, che, nel suo intervento Tree management in Belgium, condividerà le migliori esperienze affinate nel suo paese, con una particolare attenzione allo sviluppo e alla conservazione di suoli adeguati alla vita degli alberi urbani e alla cura degli alberi monumentali.

Il gruppo di lavoro internazionale, coordinato dalla ceca Arboristica Akademie e dall’European Arboricultural Council, vede la partecipazione di undici partner provenienti da Germania, Belgio, Olanda, Spagna, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lettonia, Lituania e Croazia, e al termine del soggiorno trevigiano procederà a licenziare la bozza definitiva dell’ETPS – European Tree Pruning Standard, documento tecnico che negli auspici diverrà lo standard comune nella gestione degli alberi in città per tutti i paesi partecipanti. Il contributo italiano al progetto vede l’impegno dei dottori forestali Paolo Pietrobon – che è anche presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Treviso – e Anna Barp, entrambi soci della Società Italiana di Arboricoltura e consulenti esperti di numerose pubbliche amministrazioni in materia di verde urbano.

La gestione degli alberi e lo sviluppo della foresta urbana costituiscono uno degli strumenti per la mitigazione climatica alla scala locale e rientrano tra gli strumenti inseriti dalle Nazioni Unite nell’Obiettivo 11 (rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili) dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

Ingresso libero. Auditorium spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso. Per la partecipazione al seminario, saranno riconosciuti i crediti formativi ai Dottori  Agronomi e Dottori Forestali iscritti all’Ordine professionale. Per informazioni: Fondazione Benetton Studi Ricerche, T 0422 5121, www.fbsr.it

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton Studi Ricerche

Pfas, Gup Vicenza accoglie istanza Regione Veneto, due multinazionali entrano nel processo come responsabili civili obbligate al risarcimento danni

“Nel processo contro i vertici Miteni per il disastro ambientale conseguente alla contaminazione da Pfas entrano come responsabili civili obbligati al risarcimento dei danni due importanti multinazionali. E’ un risultato che premia mesi di lavoro preparatorio insieme ai legali e alle parti coinvolte in questa terribile vicenda di inquinamento, la più grave accaduta in Italia insieme a Seveso”. Con queste parole il presidente del Veneto, Luca Zaia, accoglie la notizia che il giudice dell’udienza preliminare di Vicenza, Roberto Venditti, ha accolto nella sua interezza la specifica istanza in questo senso formulata dall’avvocato Fabio Pinelli, che tutela gli interessi della Regione Veneto costituita parte civile, e ha disposto la citazione, quali parti del processo in corso davanti all’Autorità giudiziaria vicentina della giapponese Mitsubishi Corporation Inc. e della lussemburghese International Chemical Investors S.E.. Stessa decisione è stata assunta nei confronti della Società Miteni, nel frattempo fallita, che dovrà dunque concorrere al risarcimento del danno da reato.

Chi sono. Le prime due società sono dei colossi multinazionali dell’industria chimica che si sono succedute nel controllo societario della Miteni, nel periodo oggetto della contestazione dei reati per i quali è in corso il processo. Per tale motivo la Regione Veneto, per il tramite del proprio difensore, ha voluto che le stesse venissero chiamate a rispondere, assieme a Miteni, con il proprio patrimonio, degli enormi danni prodotti, al territorio e alla salute delle persone, dall’attività di quest’ultima. Il coinvolgimento formale nel processo di Mitsubishi Corporation e di International Chemical Investors crea le condizioni per consentire al territorio, quando saranno accertate le penali responsabilità degli imputati, di ricevere quelle ingenti risorse economiche che risulteranno necessarie per la bonifica ambientale e per la tutela della salute dei cittadini veneti. L’udienza preliminare è stata rinviata al prossimo 23 marzo, per consentire alla Regione di formalizzare la citazione in giudizio di tali nuovi soggetti obbligati per il profilo risarcitorio.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Wwf Italia lancia un progetto destinato alle scuole per aumentare la “natura urbana”, preiscrizioni entro il 31 marzo 2020

Il Wwf Italia Onlus ha lanciato un contest nazionale dal titolo “Urban Nature – L’impegno delle Scuole per la Natura delle nostre Città“, riservato alle classi delle Scuole Primarie e Secondarie di I e II grado, statali e paritarie.

Alle classi viene chiesto di individuare e presentare un’azione per aumentare la “natura” urbana attraverso la riqualificazione degli spazi della scuola o di un’area esterna o altri tipo di intervento a livello urbano per aumentare la biodiversità cittadina. La natura non è solo un elemento fondamentale per il nostro benessere quotidiano ma rappresenta anche una ‘scuola’ fondamentale per i bambini e i giovani che, purtroppo oggi sono costretti a stili di vita sempre più sedentari, con minori gradi di autonomia e costretti ad attività, esperienze e socialità sempre più virtuali.

Le classi che vorranno partecipare dovranno presentare la Scheda Progetto, ovvero il risultato che si vuole ottenere e le azioni da prevedere o attuare per aumentare la biodiversità cittadina inerente gli spazi della scuola (cortile, giardino se esistete, tetto, parete) o un’area esterna (es. parco cittadino o area dismessa) o altri tipo di intervento a livello urbano. Il Contest prevede la partecipazione delle singole classi delle scuole coordinate da uno o più docenti.

Tipologia degli elaborati multimediali ammessi: – Video: Documentario o inchiesta televisiva (Durata dei video: da 2 a un massimo di 5 minuti (esclusi titoli e sigle) o altri prodotti multimediali; – Presentazione Power Point arricchita di disegni, mappe/cartine, fotografie, interviste; – Sito Internet, interamente dedicato al progetto o con una sezione dedicata; – Blog (o diario di rete) con pubblicazioni periodiche multimediali, in forma testuale o di post; – Giornale della Scuola, stesura di articoli e utilizzo di varie tecniche grafiche. Tra i finalisti, verranno decretati 8 vincitori assoluti che riceveranno buoni denaro finalizzati ad attuare il proprio progetto Preiscrizione: 31 marzo 2020. Presentazione degli elaborati: 15 luglio 2020. Ulteriori informazioni a questo link.

Fonte: Europe Direct Venezia