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Scienziati e studenti insieme per la Terra, presentato oggi a Venezia “Earthbook, il libro mastro della Terra”

Oggi, lunedì 4 novembre 2019, sarà presentato in anteprima mondiale alla Canottieri Mestre di Punta San Giuliano a Venezia l’Earthbook, ovvero il Libro mastro della Terra, frutto di una inedita alleanza tra scienziati e studenti, che monitoreranno le condizioni del pianeta ad iniziare dalla parte acquea.

L’iniziativa, si colloca nel giorno dell’anniversario dell’Acqua Granda del 1966, a 53 anni da quell’evento straordinario, senz’altro premonitore dei cambiamenti climatici che oggi tutti avvertiamo sulla nostra pelle. A promuoverla è la Comunità Locale Wigwam della Città di Venezia col suo Laboratorio per la resilienza che nell’occasione lancerà KADDIKid Acqua Alta Discovery 2019, un progetto pilota di educazione ambientale per le scuole, alla scoperta della dinamica delle maree, con particolare riferimento al delicato contesto della Laguna e della sua città. L’iniziativa sarà a partecipazione gratuita ed è realizzata insieme al Comune di Venezia, al Provveditorato alle Opere Pubbliche di Venezia, al Centro Previsioni e Segnalazione Maree, agli Itinerari Educativi del Comune di Venezia e con il supporto logistico/operativo dell’Associazione Centri Sportivi Italiani.

Le attività, dirette da Giovanni Cecconi, coordinatore della Comunità Wigwam veneziana consisteranno nel posizionamento di aste idrometriche per misurare il livello delle acque con foto o lettura diretta e in letture del livello delle acque in contemporanea su tutta la laguna di Venezia. Gli obiettivi formativi mirano alla scoperta condivisa sui motivi dei ritardi della marea, l’influenza del vento nella determinazione dell’effetto acqua alta, della subsidenza del suolo e del conseguente aumento del livello delle acque. Tutto ciò grazie all’asta idrometrica, che insieme sarà realizzata. “L’iniziativa avrà anche valore scientifico – dice Giovanni Cecconi – perché le scuole contribuiranno al lavoro degli scienziati alle prese con i problemi del cambiamento climatico e della subsidenza e le attività saranno svolte in gemellaggio con le principali città costiere del mondo minacciate dalla crescita del livello del mare con la partecipazione di esperti internazionali”.

Il progetto, per ragazzi dai 6 ai 18 anni, è rivolto alle scuole collocate nelle vicinanze della Laguna di Venezia e dei corsi d’acqua in qualche modo ad esse afferenti. E’ stato attuato attraverso la spiegazione dell’attività in due ore in classe ad ottobre 2019, cui seguiranno le letture delle aste installate. Il programma sarà concluso l’8 novembre 2019 con la premiazione delle classi all’Earth book Forum. Ulteriore info: ceccogio@gmail.com  +39 335 1379177

Fonte: Servizio stampa Wigwam

Santo Stefano di Cadore (BL), ad un anno da Vaia, assessora Bergagnin: “Meglio far rinascere nel territorio le attività agricole piuttosto che una Spa 5 stelle, per farlo ci serve il modello Livigno”

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav). “Avremmo bisogno di un’altra Vaia per attirare l’attenzione del mondo politico e riuscire così ad avere ancora qualche soldo da investire nella manutenzione del nostro territorio!” E’ con questa provocazione che Elisa Bergagnin, assessora del comune di Santo Stefano di Cadore (BL), ha accolto i giornalisti nella sala convegni dell’Unione Montana Comelico al corso di formazione organizzato lo scorso 28 ottobre da Argav in collaborazione con l’Assostampa bellunese e il Sindacato Giornalisti del Veneto, che ha “adottato” il comune della Val Comelico dopo il ciclone Vaia occorso un anno fa.

Necessità di una defiscalizzazione “tipo Livigno”. “Il problema della montagna veneta sono i fondi, che mancano, contiamo poco dal punto di vista elettorale, ed inoltre la Val Comelico confina con due regioni a statuto speciale che, trattenendo i 9/10 (TAA) e 6/10 (Friuli Venezia Giulia) delle loro tasse, godono di una sorta di defiscalizzazione che consente loro di pagare i propri agricoltori e allevatori, oltre che sostenere l’attività turistica. Vorremmo anche noi avere lo stesso trattamento su un periodo di lungo termine, in modo da favorire lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio, sempre più spopolato, il modello a cui guardiamo è “Livigno” (il comune alpino in provincia di Sondrio, grazie a una legge reale del 1910, introdotta per incrementarne lo sviluppo economico, non paga IVA e altre tasse su carburanti e tabacchi, per cui la benzina costa il 40% in meno, così come le sigarette e gli alcolici ndr) oppure le zone franche urbane. Più volte abbiamo invocato a livello regionale e nazionale queste misure, ma la nostra richiesta è sempre caduta nel vuoto“, ha aggiunto l’assessora, poco convinta della scelta di Zaia di commemorare a Palazzo Balbi a Venezia il catastrofico ciclone occorso un anno fa, e non nei comuni in cui questo infierì, provocando frane, allagamenti e la caduta di migliaia di ettari di foresta. “Se dovessero chiedermi di scegliere tra il progetto in discussione del collegamento sciistico con il comprensorio Monte Elmo – Prati di Croda Rossa della Val Pusteria, in Alto Adige (contestato dagli ambientalisti in quanto da loro ritenuto non sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, ndr) e la defiscalizzazione, sceglierei senz’altro quest’ultima, le Spa a 5 stelle non ci interessano, preferiamo far rinascere la produzione agricola e l’allevamento nel territorio, abbiamo già numerosi giovani produttori che si stanno danno da fare in questo senso (e i partecipanti all’incontro possono testimoniare la bontà di formaggi, insaccati, miele e lievitati prodotti in loco grazie al rinfresco preparato nella pausa tra un intervento e l’altro, ndr).

Container cinesi e gestione forestale sostenibile. Molti e tutti interessanti gli interventi in programma al corso. Stefano Vietina, giornalista, ha ricordato come l’80 per cento del legname utilizzato in Italia sia importato principalmente da Austria e paesi Est europeo, un controsenso visto che i boschi italiani sono sempre più rigogliosi a causa dell’abbandono dei pascoli; sono rimaste inoltre poche segherie, dunque anche quel 20 per cento di legname italiano utilizzato viene in gran parte lavorato in Austria e poi re-importato in Italia; Vietina ha informato anche del fatto che metà del legname caduto in Veneto stia prendendo la via della Cina: questo ha prodotto un innalzamento del valore del legname, passato da 143 euro al mc pre-Vaia a 13/ 20 euro al mc attuali, ma dopo che sarà lavorato e restituito in manufatti dai cinesi, con tutta probabilità, possiamo aspettarci una futura crisi della nostra industria del mobile. Diego Florian, direttore FSC (Forest Stewardship Council) Italia, con sede a Padova, ha ribadito come si sia persa la conoscenza del bosco, tanto da esser venute meno anche le sue funzioni ambientali, e di come sia in atto un abbandono gestionale e forestale (l’ultimo censimento Istat è del 2005, si “lavora alla cieca”), gestione, peraltro, affidata alle singole regioni, dunque in Italia abbiamo 21 leggi differenti inerenti alla materia. Un disinteresse istituzionale e privato davvero incomprensibile quello per Il bosco, che invece può essere un asset economico sostenibile formidabile. Una nota a questo riguardo: FSC si è proposta molte volte alle Regole del Comelico per certificare le loro foreste, ma invano. Se lo avessero fatto, probabilmente “non sarebbero andate deserte alcune aste di vendita di legname caduto dopo Vaia, in quanto ci sono tante aziende pronte a servirsene, soprattutto per motivi di marketing etico“.

Altri cicloni in vista, dobbiamo portare rispetto alle energie sottili della Natura. Andrea Bergamasco, oceanografo CNR (Consiglio Nazionale Ricerche), ha ricordato come sia importante verificare le fonti delle notizie in rete, “meglio far riferimento anche per le notizie ambientali a Istituzioni o quotidiani“; tra i neologismi creati dal cambiamento climatico, trova appropriato l’uso del termine “bomba d’acqua“, in quanto indica piogge con intensità superiore ai 100 mm/hr, ben più forti rispetto ad un “semplice nubrifagio”; ha parlato anche dei “medicane“, cicloni mediterranei che attingono energia dall’acqua marina quando questa ha una temperatura che supera i 27 gradi: negli ultimi anni succede sempre più spesso – è successo nel 2003, nel 2012, nel 2015, nel 2017, nel 2018 – , per cui “dobbiamo aspettarci un peggioramento nei prossimi anni. Ci ha ricordato di” agire localmente ma di pensare globale e di agire con la testa, anche se può costare molta fatica, perché non esiste un pianeta B“. A ribadire il concetto della necessità di rispettare la Natura – intesa nel suo complesso di mondo vegetale, animale e minerale – e di non dimenticare l’esistenza delle “energie sottili” è stato Toio de Savorgnani, premio Argav 2016, ambientalista, scrittore, fondatore Mountain Wilderness Italia: “La montagna ha uno spirito, se non rispettiamo le sue regole, aspettiamoci di vederci ancora puniti“.

Ambiente, nominati i presidenti dei Parchi regionali veneti

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha firmato i decreti con i quali sono stati nominati i nuovi presidenti e consigli direttivi dei Parchi regionali del Veneto Colli Euganei, Delta del Po, Fiume Sile e Lessinia.

Alla guida degli Enti, il Governatore ha chiamato Massimo Campagnolo (Colli Euganei); Moreno Gasparini (Delta del Po); Arturo Pizzolon (Fiume Sile); Raffaello Campostrini (Lessinia). I consigli direttivi sono così composti: Parco dei Colli Euganei – Massimo Campagnolo, Antonio Scarabello, Nico Schiavon, Diego Bonato, Luca Callegaro. Parco del Delta del Po – Moreno Gasparini, Giovanni Chillemi, Roberto Pizzoli, Adriano Tugnolo, Maura Veronese. Parco del Fiume Sile – Cristina Andretta, Arturo Pizzolon, Claudio Grosso, Giuseppe Romano, Stefano Giuliato. Parco della Lessinia – Raffaello Campostrini, Marco Antonio Cappelletti, Emanuela Dal Cengio, Marcantonio Grizzi, Massimo Sauro.

Zaia. “La squadra che governerà il futuro di queste perle naturalistiche e turistiche del Veneto – dice Zaia – è di qualità ed è stata scelta al termine di un accurato confronto con i territori. Non a caso parlo di squadra, perché mi aspetto lavoro di squadra tra i presidenti e i rispettivi consigli direttivi e tra tutti i Parchi, che hanno singole peculiarità sacrosante, ma costituiscono anche un unicum nel panorama delle cose belle e utili che contraddistinguono il Veneto e che possiamo spendere con orgoglio in tutto il mondo, sia sul piano della valenza naturalistica, sia su quello del turismo ecocompatibile, slow, che tanto successo sta riscuotendo ovunque. A tutti auguro buon lavoro”.

Corazzari. “Si è chiuso nel migliore dei modi – aggiunge l’assessore ai Parchi Cristiano Corazzari – un percorso complesso, legato alle previsioni della nuova legge di settore. Ci è voluto un po’ più di tempo, ma è stato tempo speso bene, per coinvolgere i territori e ascoltare le Comunità. Con la piena operatività della nuova governance si avvia un percorso che renderà questi Parchi sempre più un’opportunità per le popolazioni locali, non solo di conservazione di ambienti unici, ma anche di sviluppo. I nuovi presidenti – conclude Corazzari – sappiano fin d’ora che troveranno nell’assessorato regionale un interlocutore attento e sempre positivamente collaborativo”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

 

Alleanza circolare per riciclare la plastica. Oltre 100 partner coinvolti nell’Unione europea.

Oltre 100 partner pubblici e privati che rappresentano l’intera catena del valore della plastica firmeranno la dichiarazione dell’alleanza circolare per la plastica (Circular Plastics Alliance), che promuove azioni volontarie per il buon funzionamento del mercato dell’UE nel settore della plastica riciclata.

La dichiarazione stabilisce le modalità con cui l’alleanza raggiungerà entro il 2025 l’obiettivo di 10 milioni di tonnellate di plastica riciclata utilizzata ogni anno per fabbricare nuovi prodotti in Europa. L’obiettivo è stato fissato dalla Commissione europea nella sua strategia per la plastica del 2018, nell’ambito degli sforzi volti a promuovere il riciclaggio della plastica in Europa. La dichiarazione stabilisce azioni concrete per raggiungere l’obiettivo, tra cui: migliorare la progettazione dei prodotti di plastica per renderli più riciclabili e integrare maggiormente la plastica riciclata; individuare sia il potenziale inutilizzato, al fine di aumentare la raccolta, la selezione e il riciclaggio dei rifiuti di plastica in tutta l’UE, sia le lacune in materia di investimenti; creare un programma di ricerca e sviluppo per la plastica circolare; istituire un sistema di monitoraggio trasparente e affidabile per tenere traccia di tutti i flussi di rifiuti di plastica nell’UE.

La dichiarazione dell’alleanza resterà aperta alla firma sul sito web della Commissione affinché nel tempo possano aderire ulteriori firmatari, in particolare autorità pubbliche di tutta Europa. Si incoraggiano inoltre le associazioni imprenditoriali e le imprese che non lo avessero ancora fatto a impegnarsi su base volontaria a utilizzare o produrre più plastica riciclata.

Fonte: Europe Direct Comune Venezia

La vespa velutina, originaria del sud-est asiatico ed insediatesi in Francia, minaccia le api europee

Uno studio filogenetico di esemplari raccolti in Italia di Vespa velutina, calabrone dalle zampe gialle originario delle aree tropicali e subtropicali del sud-est asiatico, ha permesso di appurare che questi provengono dalla diffusione verso sud di una popolazione stabilitasi in Francia. È quanto emerge da una ricerca condotta dal Centro di referenza nazionale per l’apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) in collaborazione con il Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA) dell’Università di Padova, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Biological Invasions.

Gli spostamenti del calabrone asiatico. Secondo lo studio, i 33 esemplari italiani di Vespa velutina – raccolti nel 2012, 2016, 2017 e 2018 – presentano tutti la medesima sequenza del gene mitocondriale cox1, che a sua volta risulta identica a quella di altri esemplari di questo calabrone rinvenuti in Europa e fino ad oggi studiati. Questo risultato ha permesso ai ricercatori di avvalorare l’ipotesi che la recente introduzione di Vespa velutina in Italia non derivi direttamente dai paesi d’origine dell’Asia sud-orientale, ma dalla diffusione di una popolazione che a partire dal 2004 si è stabilita e successivamente diffusa in Francia, e che attualmente si sta muovendo anche verso il nord Europa. Comprendere gli spostamenti del calabrone asiatico è importante per mettere a punto strategie di sorveglianza e contrasto alla sua diffusione, e tutelare in questo modo la salute delle api e il settore dell’apicoltura.

Anche vettori di virus patogeni. Gli adulti di Vespa velutina, infatti, sono predatori di un’ampia varietà di artropodi, comprese le api da miele (Apis mellifera), e potrebbero rappresentare una minaccia per gli alveari anche come possibili vettori di virus patogeni. Un’altra ricerca, infatti, ha rilevato la presenza di forme replicative del virus della cella reale nera (BQCV) e del virus Kashmir (KBV) in esemplari di Vespa velutina rinvenuti in Italia. L’analisi delle sequenze virali mostra un’elevata percentuale di identità con sequenze di virus rilevate in Europa in Apis mellifera. Considerando l’attività predatoria di Vespa velutina, questa similarità genetica suggerisce che il calabrone asiatico possa contrarre questi virus nutrendosi e nutrendo le sue larve con api da miele infette e avere, di conseguenza, un ruolo nella loro diffusione. Lo studio, realizzato in collaborazione dall’Università di Pisa, dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (IZSLER) e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

Fonte: Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

23 ottobre 2019, a Mogliano Veneto (TV), giornata dimostrativa aperta dedicata alla gestione dei corsi d’acqua nelle aree rurali

I cambiamenti climatici in atto e il conseguente verificarsi di eventi atmosferici estremi, quali per esempio precipitazioni di forte intensità e periodi di alte temperature e siccità prolungati, hanno posto all’attenzione del mondo agricolo (e non solo) il tema della gestione della rete idraulica.

Efficenza ecosistema agrario. La manutenzione dei corsi d’acqua, finalizzata alla conservazione dell’efficienza idraulica, del drenaggio dei terreni e del deflusso delle portate di piena, va svolta non perdendo mai di vista l’efficienza dell’ecosistema agrario, anche attraverso il mantenimento e lo sviluppo di una vegetazione erbacea e arbustiva lungo le rive sia dei corsi d’acqua consortili che di quelli aziendali.

Ruota attorno a questi temi la giornata dimostrativa aperta a tecnici, agricoltori e operatori delle aree rurali proposta da Veneto Agricoltura e dal Consorzio di Bonifica Acque Risorgive per mercoledì 23 ottobre, a partire dalle ore 9:00, nell’azienda “Diana” di Mogliano Veneto (Tv). L’iniziativa, finanziata dal Programma di Sviluppo Rurale del Veneto, farà vedere in azione le più moderne attrezzature a disposizione per una gestione ecologicamente compatibile della vegetazione lungo le rive dei corsi d’acqua. Nello specifico, le dimostrazioni dinamiche e statiche si svolgeranno lungo il canale Carmason e il fiume Zero, dove gli operatori spiegheranno le funzioni di una serie di macchine e attrezzature destinate alla manutenzione delle rive, alla potatura delle siepi, al taglio dell’erba, ecc. Allo scopo entreranno in funzione escavatori, robot radiocomandati, semoventi, trince, cesoie, troncarami, una barca diserbatrice, ecc. con l’obiettivo di spiegare l’importanza della buona manutenzione dei corsi d’acqua. L’area dimostrativa, raggiungibile a piedi dall’azienda “Diana”, è situata in via Grigoletto e Pasqualato a Bonisiolo di Mogliano Veneto. Ai piedi del cavalcavia sul Passante di Mestre sarà allestita un’area parcheggio temporanea.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

17-23 ottobre 2019: con il progetto europeo “Drinkable Rivers” si misura la qualità delle acque del Brenta. Possibilità di partecipare ai rilevamenti.

Controllare la qualità dell’acqua è di vitale importanza per valutare la salute dei nostri fiumi ed è quanto si promette di fare il progetto “Drinkable Rivers (fiumi potabili), promosso dall’Università di Delft (Olanda) e dalla rete mondiale Unesco dei musei dell’acqua, con l’obiettivo di coinvolgere associazioni e cittadini europei nel “misurare” la qualità delle acque dei fiumi nel periodo 17-23 ottobre 2019.

Obiettivo del progetto: 1500 misurazioni. Sono una trentina le realtà europee che hanno aderito al progetto, tra cui l’Associazione Brenta Sicuro, che effettuerà delle rilevazioni sulle acque del Brenta, a partire da Limena, il Brenta Cunetta ed il Naviglio Brenta, attraversando, quindi, le due provincie di Padova e Venezia. Verrà misurata la qualità chimica dell’acqua – durezza, contenuto di nitrati e fosfati, quantità di minerali disciolti. Inoltre si guarderà la limpidezza dell’acqua e si verificherà la qualità del terreno circostante.

Programma dei rilevamenti. Questi saranno effettuati giovedì 17 ottobre sul Naviglio-Brenta: alle ore 09,00 rilievo subito dopo la chiusa di Strà, ore 09.30 rilievo sul pontile di fronte Villa Pisani, ore 10.15 sul ponte di Mira-Taglio (fronte municipio), ore 11.00 sul pontile di Fusina; sabato 19 ottobre alle ore 09.00: sul Brenta, in prossimità del sostegno di Vigonovo, poi, ore 10.00, fino a Cadoneghe ed a Limena alle ore 11.00; domenica 20 ottobre, ore 09.00 ritrovo e rilievi in zona Brondolo di Chioggia, al termine, ore 11.00, chiusura della sessione dei rilievi in via Brondolo 26 a Chioggia (imbarco in prossimità del ristorante Brustolina), con un piccolo rinfresco offerto da Coop 3.0, che sostiene l’indagine. I rilievi di sabato 19 (fino a Cadoneghe) e domenica 20 sono effettuati con la collaborazione di Arcaluna, la variopinta imbarcazione interamente creata, con materiali di recupero, da Vittorio Riondato.

Partecipazione all’indagine conoscitiva. L’associazione Brenta Sicuro, inoltre, intende dare continuità all’indagine, sia eseguendo rilevamenti di confronto sugli stessi punti che già sono stati identificati, che monitorando altri corsi d’acqua che compongono il complesso sistema fluviale del basso Veneto. Per avere ulteriori informazioni o dare la propria adesione di partecipazione all’indagine conoscitiva, si può contattare l’indirizzo email comitatotbrentasicuro@gmail.com oppure chiamare al numero 347 2305979.

Fonte: Associazione Brenta Sicuro

12 ottobre 2019, il circolo Wigwam Il Presidio di Padova-Camin fa lezione di “cittadinanza attiva” agli studenti dell’Università di Padova

Sabato 12 ottobre 2019, nell’ambito del programma “CAMINando tra memoria e futuro” il Circolo Wigwam “Il Presidio” di Padova-Camin ospiterà una lezione sul campo con tema le “Geografie del cambiamento dei paesaggi agrari e la trasformazione da società rurale a industriale“, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’antichità dell’Università di Padova.

“L’iniziativa è realizzata, in uno dei luoghi simbolo della resistenza al cemento pervasivo ed oggi non più ingiustificato, dal cui movimento di popolo e di esperti, nasce anche l’alternativa sostenibile del PAAM – Parco Agro Paesaggistico Metropolitano di Padova” dice Stefano Pagnin presidente del Wigwam Il Presidio. Si tratterà di una vera e propria lezione inserita nei corsi di Introduction to territorial analysis” e “Territorial practices for Local Development” delle lauree magistrali internazionali in Sustainable Territorial Development (STeDe) e in Local Development. Ovvero dei master che hanno per obiettivo la formazione dei professionisti di sviluppo locale a supporto delle organizzazioni che agiscono sul territorio (istituzioni, comunità locali, ONG e società private) nell’elaborazione di politiche di sviluppo sostenibile.

L’obiettivo della lezione-escursione è di far vivere agli studenti un’esperienza pratica di conoscenza e analisi di un territorio, delle problematiche che lo interessano e delle risposte a queste ultime, nate dall’azione diretta e “dal basso” per iniziativa dei cittadini. Quest’ultimo aspetto costituisce una parte centrale dell’esperienza formativa perché evidenzia la capacità di esprimere istanze di sviluppo partecipativo da parte di chi vive e abita un determinato contesto, in questo caso urbano, coinvolto in dinamiche di profonda trasformazione socio-economica e territoriale. Una dinamica partecipativa che trova espressione aggregata nelle due entità comunitarie organizzate di questo territorio, Wigwam Local Community della città di Padova e Wigwam Local Community di Padova Est.

Fonte: Servizio stampa Wigwam

Flormart, Padova. Va al giovane Christian Marcolin il premio della 1a edizione del concorso Jean Giono 2019, un bosco di 1000 alberi, che il vincitore condividerà con i finalisti

da sx Alberto Negro, commissario straordinario di Veneto Agricoltura e Christian Marcolin vincitore premio Jean Giono 2019

Il vincitore della 1^ edizione del concorso “Jean Giono – L’Uomo che piantava gli alberi” di Veneto Agricoltura è Christian Marcolin, giovane fondatore e presidente dell’associazione “Spiritus Mundi” di Padova, che promuove interventi di rimboschimento in diversi Comuni del padovano con la partecipazione di Amministrazioni e cittadini.

Stati generali dei boschi di pianura. Così hanno decretato all’evento dell’Agenzia regionale al Flormart 2019, fino ad oggi a PadovaFiere, i soci della Comunità degli “Stati Generali dei Boschi di Pianura”, che si sono riuniti in occasione della storica fiera padovana per fare il punto sull’attuazione della “Carta di Sandrigo”, datata 2017, il cui obiettivo è quello di portare l’estensioni dei boschi di pianura in Veneto dagli attuali 500 a 5.000 ettari entro il 2050.

Il Premio, 1.000 piante di alberi/arbusti prodotti dal Centro dell’Agenzia regionale per la Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Montecchio Precalcino (Vi), dovrà essere destinato alla realizzazione di un nuovo impianto o all’integrazione di un impianto esistente. Ma Marcolin ha fatto sapere che condividerà questo “tesoro” con i suoi amici contendenti, quelli che con lui hanno formato la cinquina finale individuata dalla Giuria tecnica. Si trattava, oltre a Marcolin di: Alessandro Falcomer, fondatore dell’associazione Prati delle Pars, di Teglio Veneto (Ve), che ha condotto un progetto di forestazione planiziale con un impianto alternato a prato di circa 19 ettari; Luigi Gennaro, agronomo, dipendente del Consorzio di Bonifica Bacchiglione per il quale ha gestito un progetto di forestazione rurale con il coinvolgimento di numerose imprese agricole; Tiberio Businaro, sindaco del Comune di Carceri (Pd), che ha ideato e promosso il progetto “Ridiamo il sorriso alla pianura padana” coinvolgendo una rete di decine di Comuni del Veneto; Gianni Dalla Costa, agricoltore, Fattoria didattica Cà dell’Agata – Zugliano (VI), che ha realizzato originali impianti arborei aziendali e promosso una rete di agricoltori impegnati sui temi della sostenibilità.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Clima, energia dal sole +1000 per cento in dieci anni secondo Uecoop. Ed oggi scendono in piazza anche gli studenti italiani per il terzo sciopero globale per il clima “Friday for future”

Con una crescita degli impianti fotovoltaici di oltre il 1000% negli ultimi dieci anni in Italia, lo sviluppo dell’energia solare è un caposaldo della lotta all’inquinamento per la difesa dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. E’ quanto emerge da un’analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati GSE in occasione del summit Onu sul clima con la partecipazione della giovane attivista Greta Thunberg (ispiratrice del movimento studentesco Fridays for future, impegnato oggi nel terzo sciopero globale per il clima, ndr).

In Italia – spiega Uecoop – sono in attività 822.301 impianti fra installazioni domestiche e campi solari di grandi dimensioni per una potenza di oltre 20.108 megawatt, mentre nel 2009 c’erano solo 71.288 impianti per 1.144 megawatt. Una crescita esponenziale che, da una parte, ha coinvolto le abitazioni private segnale di una sempre maggiore sensibilità ambientale – afferma Uecoop – e dall’altra ha sviluppato nuovi business nell’ambito delle energie verdi con ditte e cooperative per l’installazione di impianti estesi con centinaia di pannelli.

Sono cresciute, infatti, di quasi 10 mila unità le imprese green in Italia negli ultimi 5 anni – sottolinea Uecoop su dati Camera di commercio di Milano – passando da 71 mila a più di 80 mila realtà con un incremento del 12,7%. Una crescita che vale 532.488 addetti a livello nazionale in particolare nel settore dell’attività di servizi per edifici e paesaggi. Nei prossimi 4 anni poco meno del 19% dei nuovi posti di lavoro creati dalle imprese attive in Italia sarà generato da aziende che investono in ecosostenibilità – evidenzia Uecoop – più di quelli del digitale o della filiera del benessere. Il settore ambientale in Italia – sottolinea Uecoop su dati Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi – ha generato anche 2 mila startup innovative nei settori green, di cui il 10% guidate da giovani e l’11% da donne. L’economia green – conclude Uecoop – ha un enorme potenziale di sviluppo sia in termini di occupazione che di ricerca con la possibilità di generare crescita sostenibile, benessere e ambiente.

Fonte: Servizio stampa Uecoop