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Regione Veneto, bando PSR per il mantenimento interventi impianti arborei, domande entro il 15 maggio 2013

SiepiE’ stato approvato dalla Giunta veneta il bando del Programma di Sviluppo Rurale per accedere ai finanziamenti della Sottomisura 214/a “Corridoi ecologici, fasce tampone, siepi e boschetti”, finalizzati a sostenere nel tempo il mantenimento e la gestione delle formazioni arboree e arbustive di nuovo impianto, realizzate con le risorse finanziarie messe a disposizione dal 2008 al 2012.

L’importo messo a disposizione ammonta a 3 milioni di euro. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 15 maggio 2013. Per avere informazioni sui requisiti per l’accesso e sulle modalità di presentazione della domande, è possibile rivolgersi allo Sportello Agricolo Unico Avepa della propria provincia.“Obiettivo della misura – ha ricordato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – è di promuovere il mantenimento di queste formazioni, che hanno un ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità naturalistica e una funzione di notevole interesse nei processi di fitodepurazione e di abbattimento dei composti potenzialmente contaminanti delle risorse idriche”.

(Fonte: Regione Veneto)

3-12 maggio 2013, a Padova torna il Festival della Cittadinanza, tra i temi affrontati, la riduzione degli sprechi di acqua ed energia e la gestione eco-sostenibile di rifiuti e alloggi

Festival CittadinanzaNell’Anno Europeo dedicato al Cittadino e alla Lotta agli sprechi, il Festival della Cittadinanza 2013 fa di occupiamoci! la sua parola chiave, una esortazione a mettere in campo – ognuno di noi – i propri talenti, il proprio impegno, le proprie competenze per occuparci del nostro territorio, salvaguardando risorse e beni comuni, occupare e riqualificare spazi urbani, per farne luoghi di relazione dove animare idee, immaginare futuri compatibili, occuparsi nel lavoro, ridiscutendone le modalità e aprendo a nuove pratiche di impiego e di gestione delle imprese.

Eventi in programma. Centrale tra le tematiche del Festival 2013, giovedì 2 maggio avrà luogo l’incontro “Ripensare e rigenerare impresa“. Buone notizie dal mondo del lavoro, importante momento di riflessione sulla questione lavorativa e su esempi positivi di contrasto alla crisi occupazionale, a cura dell’Osservatorio del Terzo Settore della Camera di Commercio di Padova. Appuntamento ormai fisso del Festival, nella giornata di venerdì 3 maggio si terrà la Scuola di AltRa Amministrazione, corso di alta formazione organizzata dall’Associazione Comuni Virtuosi e destinato a amministratori pubblici e cittadini, il cui obiettivo è contribuire alla condivisione e diffusione di pratiche di gestione equa e consapevole della res publica.

Sentirsi cittadini europei. Nel pomeriggio dello stesso giorno, aperitivo letterario con lo scrittore Tiziano Scarpa, che attraverso i racconti dell’esperienza di “Stella d’Italia, cammino verso l’Aquila” realizzato nel 2012 e diventato un libro di imminente uscita per Mondadori, spiegherà come camminare insieme possa diventare testimonianza di cittadinanza attiva, invitando al prossimo Freccia d’Europa, in marcia da Mantova a Strasburgo a giugno 2013, per sentirsi cittadini europei. In serata, il convegno “Welfare generativo. Per valorizzare le risorse del territorio e delle persone” proporrà una riflessione sulle nuove sfide nel rapporto tra Enti Locali e Terzo Settore, e sull’importanza del fare rete sul versante dell’occupazione, a cura dell’Assessorato Politiche Sociali – Comune di Padova.

Questione di sostenibilità. Sabato 4 maggio vedrà in programma il workshop “Dal web alle famiglie padovane: l’agire collettivo per il risparmio e la sostenibilità (domestica)“, a cura del Settore Ambiente del Comune di Padova, nell’ambito di Eco-Courts – Cortili Ecologici, innovativo progetto che, attraverso l’adozione di semplici strumenti da parte delle famiglie, mira a ridurre gli sprechi di acqua, energia e contenere la produzione di rifiuti, per una gestione eco-efficiente di alloggi e condomini. Dedicata a ragazze e ragazzi delle scuole superiori si terrà la lectio magistralis “Storia (in)finita dei Diritti delle Donne” curata dall’associazione PadovaDonne, un percorso per immagini e poesie che farà comprendere quanto l’acquisizione di diritti di espressione delle donne in tutti i campi della vita sociale, economica e del sapere, oggi scontati, sia costata dure battaglie, e quanto mantenere quei diritti non sia affatto scontato, come la quotidianità insegna.

Tra il girotondo più grande del mondo, stili di vita consapevoli e responsabili. Domenica 5 maggio sarà dedicata a “Famiglie in Festival”, ricco appuntamento a cura della cooperativa ASA in collaborazione con molte realtà associative del territorio, che offrirà a bambini e famiglie letture animate, laboratori, giochi, momenti di incontro tra genitori e educatori: un tempo per essere comunità, creare relazioni capaci di educare e promuovere stili di vita consapevoli e responsabili. Sfileranno i donatori di Fidas nazionale e gli sbandieratori, si farà musica con il Concerto a cura della Rete di Scuole Over Tour e si chiuderà con l’evento simbolo del Festival: l’Abbraccio alla Città di piccoli e grandi intorno agli antichi palazzi del centro, che si prolungherà fino a Prato della Valle per sostenere, intorno alle 18.00, il Girotondo più grande del mondo, curato dall’associazione CASOP onlus. È per sabato 11 maggio la terza edizione del torneo di disputa filosofica Palestra di Botta e Risposta, da un progetto nato all’interno dell’Università di Padova, a cura dell’Associazione per la Cultura e la Promozione del Dibattito e destinato agli studenti degli istituti secondari di secondo grado.

Animazione serale. Dal 3 all’11 maggio, come ormai da tradizione, le serate del Festival saranno animate da concerti e performance artistiche all’insegna di So Eco So Good, spazio di aggregazione e socializzazione dedicato ai giovani a cura dell’associazione Khorakhanè, che presso i Bastioni della città proporrà momenti di incontro su temi di tutela ambientale e di cittadinanza attiva. “Un nuovo Festival con l’obiettivo di sempre: trovare insieme risposte all’evoluzione dei tempi, facendo pratica di cittadinanza attiva, responsabile e protagonista, e essere veicolo di contaminazione di buone pratiche in campo ambientale, sociale, economico“, ha riferito Piermatteo Parpagiola, presidente della cooperativa ASA, organizzatrice del Festival della Cittadinanza. Per informazioni: Cooperativa ASA – t. 049 684932 – info@festivaldellacittadinanza.it

Naturale evoluzione di Civitas. Promosso dalla cooperativa ASA, in collaborazione con il Comune di Padova e con la Camera di Commercio di Padova e il sostegno della Fondazione Ca.Ri.Pa.Ro, il Festival nasce nel 2009 come evoluzione di Civitas, il primo salone italiano dell’economia sociale, che per oltre un decennio è stato a PadovaFiere luogo privilegiato di incontro tra Terzo Settore, Cittadini e Istituzioni. Un’evoluzione dettata dalla consapevolezza che la responsabilità sociale non può essere delegata ma deve divenire patrimonio condiviso dell’essere cittadini.

(Fonte: Festival della Cittadinanza)

La strategia UE per rispondere al cambiamento climatico

imgIl cambiamento climatico è uno dei temi più discussi, ed è un problema globale che richiede sforzi comuni per trovare soluzioni efficaci.  L’Europa e le sue istituzioni pongono da sempre al centro delle loro campagne e politiche il problema del cambiamento climatico, impegnandosi ad adottare strategie per una crescita sostenibile a tutti i livelli.

Presentati “Strategia Ue e Libro Verde”. Inoltre, si deve considerare il fatto che, al pari di molte altre regioni del mondo, l’Unione europea è vulnerabile a quasi tutti i tipi di catastrofi naturali. Queste provocano ogni anno danni per l’ammontare di miliardi di euro, che incidono sulla stabilità economica e sulla crescita. I costi di eventi particolarmente catastrofici, se non adeguatamente coperti da un’assicurazione, possono gravare pesantemente sul bilancio del paese colpito e causare conseguenti squilibri interni ed esterni. Si tratta quindi di un problema serio, che tocca cittadini, imprese e governi di tutta l’Unione. In merito a questo tema la Commissione europea, lo scorso 16 aprile ha presentato due documenti: la strategia UE di adattamento ai cambiamenti climatici e un Libro Verde. La strategia introduce un quadro normativo e meccanismi atti a rendere l’UE maggiormente capace di affrontare gli effetti attuali e futuri dei cambiamenti climatici. Il Libro verde lancia invece una consultazione pubblica sul grado di adeguatezza delle assicurazioni che tutelano da eventi catastrofici attualmente disponibili sul mercato.

Sviluppo territoriale all’insegna dell’adattamento al cambio clima. Connie Hedegaard, Commissaria responsabile dell’Azione per il clima, ha così dichiarato: “Ridurre le emissioni mondiali di gas serra deve restare una delle nostre massime priorità, se vogliamo contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C e scongiurare l’insorgere di cambiamenti climatici pericolosi. In Europa, tuttavia, gli effetti negativi dei cambiamenti climatici si fanno già sempre più sentire, perciò è fondamentale che lo sviluppo territoriale avvenga all’insegna dell’adattamento a questi cambiamenti. La nostra strategia aiuterà i governanti dei paesi europei a scegliere le soluzioni migliori nell’interesse dei loro cittadini, in modo da stimolare la crescita e l’occupazione ed evitare di dover affrontare domani ingenti costi umani, economici e ambientali”.  Questi temi saranno ulteriormente sviluppati il 7 giugno a Milano, quando la Commissaria Hedegaard risponderà alle domande dei cittadini su quello che l’Europa fa per contrastare il cambiamento climatico.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

Regione Veneto adotta variante al PTRC: maggiore attenzione ad ambiente, paesaggio, salvaguardia del territorio. Unione Veneta Bonifiche avverte: necessario un cambio di cultura.

PTRC VenetoLa giunta veneta ha completato il processo di aggiornamento del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC) adottato nel 2009, che assumerà anche valenza paesaggistica. Il nuovo disegno territoriale del Veneto è giunto al termine di un articolato percorso che ha visto anche un ampio coinvolgimento dei soggetti pubblici e privati del territorio regionale. L’adozione è avvenuta su proposta del vicepresidente della giunta regionale e assessore al territorio Marino Zorzato.

Un terzo del territorio veneto coperto da vincoli. “Il PTRC è il piano dello sviluppo futuro del Veneto – evidenzia Zorzato – ma è da sottolineare anche la volontà di semplificare la vita dei cittadini e delle amministrazioni locali, dando certezze su quello che si può fare e sui tempi in cui potrà essere fatto. Insieme al Ministero per i Beni e le attività culturali abbiamo sottoscritto infatti un Protocollo d’Intesa per l’elaborazione congiunta del piano paesaggistico regionale. Di qui è partita un’operazione di mappatura di tutti i vincoli di legge. Un terzo del territorio veneto risulta, infatti, coperto da vincoli. Il risultato a cui puntiamo è l’interpretazione univoca di tutti questi vincoli, condivisa con l’amministrazione dello Stato in modo che vengano meno i motivi dì contenzioso con le Sovrintendenze sugli interventi realizzabili”.

Rispetto al passato, maggiore attenzione ad ambiente, paesaggio, salvaguardia del territorio. Al rinnovo del PTRC, nella sua duplice veste di piano dello sviluppo territoriale e di piano delle tutele grazie all’attribuzione della valenza paesaggistica, si è proceduto con una specifica variante parziale da inviare al consiglio regionale. “Il PTRC è la madre di tutte le carte – conclude Zorzato – è da gli indirizzi a cui attenersi, con una maggiore attenzione rispetto al passato per l’ambiente, il paesaggio e l’uso e la salvaguardia del territorio, anche alla luce di eventi naturali (alluvione, terremoto) che si sono verificati in Veneto”. Il piano paesaggistico inserito nel PTRC suddivide, tra l’altro, il territorio regionale in 14 Ambiti di Paesaggio, per ciascuno dei quali è previsto uno specifico Piano Paesaggistico Regionale d’Ambito (PPRA). Dal momento della pubblicazione sul BUR ci saranno 60 giorni di tempo per presentare osservazioni.

Il parere di Unione Veneta Bonifiche: “Necessario un cambio di cultura”. L’Unione Veneta Bonifiche interviene n merito al blocco del cemento e dell’edilizia nelle aree del Veneto a forte rischio di allagamenti. “Bisogna frenare il consumo del suolo, ma il cambiamento vero e proprio si genera con un cambio di cultura. La sicurezza idraulica deve partire dal basso, dalle aree private, urbane e dalle campagne, coinvolgendo direttamente i cittadini e gli enti locali che si rendono quindi i protagonisti nella riprogettazione del territorio. Tutti dobbiamo partecipare al miglioramento dell’ambiente in cui viviamo, rispettando delle semplici regole”. Il riferimento del Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche, Giuseppe Romano, va alle 7 regole per un nuovo modello di sviluppo del nostro territorio, presentate da UVB dopo gli allagamenti dello scorso novembre.

Il vademecum. Mira al recupero di quelle buone pratiche relative alla cura e alla manutenzione del territorio. “E’ necessario che le autorità competenti mettano un freno all’urbanizzazione, per fare in modo che si costruisca nella sostenibilità e nel rispetto del territorio. A tal proposito, consideriamo obbligatorio rispettare i pareri di compatibilità idraulica nelle nuove urbanizzazioni, ovvero la possibilità di “cementificare” una determinata area solo se questa preveda anche un’opera “compensativa” che possa contenere le acque e farle defluire con gli stessi tempi che aveva in origine. Un esempio lampante viene dalle micro-casse di espansione realizzate dai Consorzi a supporto delle reti fognarie, nuove lottizzazioni e delle aree commerciali. Altra regola riguarda la stipula di accordi e convenzioni con i comuni anche attraverso il superamento del Patto di Stabilità, al fine di recuperare risorse per fare interventi all’interno delle aree urbane, andando in aiuto ai comuni le cui attività sono molto spesso bloccate per via dei fondi vincolat”.

Cittadini e comuni. “Il rapporto con gli enti locali – continua Romano – è per noi strategico in quanto permette di collaborare con chi ha le maggiori responsabilità nel governo del territorio dal punto di vista idraulico. C’è la necessità di ricreare l’invarianza idraulica nelle aree già edificate, che si traduce in un monitoraggio che mette in evidenza i punti di debolezza nelle aree urbane andando a realizzare, attraverso piani pluriennali, opere a sostegno degli impianti fognari e dei reticoli di scolo nelle aree private e comunali. Bisogna poi recuperare gli scoli nelle aree private, ovvero in quei micro reticoli di scolo delle acque meteoriche eliminati per incuranza, per far posto alle piste ciclabili o per recuperare spazi per i giardini… Infine prevediamo il recupero delle capacità di invaso anche nelle aree agricole, attraverso un miglioramento dei canali, delle canalette e delle scoline all’interno delle aree agricole private, e l’estensione a tutti i comuni del Veneto del Piano delle Acque. Strumento essenziale che permette un monitoraggio completo del territorio, evidenziandone i punti di debolezza e programmandone le azioni conseguenti. Con ciò i Consorzi saranno punto di riferimento delle Amministrazioni comunali per la messa in atto degli interventi necessari.”

L’attuale situazione. Il consumo del suolo in Veneto è aumentato, negli ultimi 30 anni, del 27%, ovvero 50.000 ettari edificati in più, con una conseguente perdita della superficie agricola utilizzata (S.A.U.) del 5% (-44.000 ha). Tradotto: in Veneto 1724 ettari all’anno vengono cementificati. Romano: “Si parla spesso che serve buon senso, ma intanto si continua a cementificare. Per dare un seguito al Protocollo d’intesa firmato con A.N.C.I. Veneto lo scorso anno, siamo pronti a coinvolgere tutti gli enti responsabili nella gestione del territorio, affinché le 7 regole diventino prassi quotidiana nello sviluppo della nostra Regione. In attesa di una proposta di legge della Regione che possa contenere il problema del consumo del suolo, noi diciamo che se si vuole costruire lo si fa solo esclusivamente ad invarianza idraulica ad impatto zero, ovvero senza condizionare le condizioni preesistenti dell’ambiente attorno. Il passato dovrebbe averci insegnato qualcosa”.

(Fonte: Regione Veneto/Unione Veneta Bonifiche)

Ambiente. Sbalchiero di Confartigianato Veneto su SISTRI: “Nuova inchiesta del GIP di Napoli sia pietra tombale del sistema di rilevamento dei rifiuti”.

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Giuseppe Sbalchiero, presidente Confartigianto Imprese Veneto

“Le 22 nuove misure cautelari in carcere – tra le quali spiccano i domiciliari a Carlo Malinconico, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio – emesse dal gip del tribunale di Napoli nell’ambito di un’inchiesta sulla corruzione anche di pubblici ufficiali per la gestione del Sistri, il sistema di rilevamento dei rifiuti affidato nel dicembre 2009 direttamente dal Ministero dell’Ambiente alla Selex Service Management Spa, società del gruppo Finmeccanica di oggi, devono diventare la pietra tombale di un sistema che non ha mai funzionato”!

Sistri? Non s’ha da fare! A chiederlo direttamente al ministro dell’Ambiente Corrado Clini è Giuseppe Sbalchiero, presidente di Confartigianato Imprese Veneto che prosegue: “Altro che nuovo decreto pronto, altro che registrazione della Corte dei Conti, altro che pubblicazione in Gazzetta e soprattutto altro che entrata in vigore il 3 marzo 2014. Il nuovo decreto sul SISTRI non deve proprio essere emanato. l’immediata cancellazione del Sistema Integrato di Controllo della Tracciabilità di Rifiuti è un dovere morale ed un atto dovuto. Alla consapevolezza della inutilità, inefficienza ed inaffidabilità del sistema, da noi periodicamente denunciate nel corso degli ultimi quattro anni, il lavoro di indagine della magistratura pone in risalto una volta di più uno scenario di malaffare, sprechi e vessazioni che non possono e non devono restare impuniti”.

In Veneto, una spesa per le aziende di quasi 18 milioni di euro. “Ai 100 milioni di euro di tassa Finmeccanica, (come è stato ribattezzato dagli autori di una inchiesta del quotidiano La Repubblica di un anno fa circa, il contributo annuale che 400mila imprese hanno inutilmente versato per due anni), la nostra regione ha contribuito alla grande –prosegue Sbalchiero-: oltre 40 mila aziende tra produttrici di rifiuti e gestori (trasporto e smaltimento) che hanno speso quasi 18 milioni di euro per iscriversi, acquistare oltre 50mila chiavette usb e quasi 9mila black box. Il 60% di queste sono aziende artigiane. Credo sia difficile spiegare alla pulitintolavanderia di Valdagno (VI) che i suoi 240 euro sono andati a finanziare un colosso come Finmeccanica in una sorta di azionariato diffuso obbligatorio e forzato”.“Ci tengo a sottolineare –conclude il Presidente- che come Confartigianato, sia nazionale che regionale veneto, non ci siamo mai rassegnati a dover applicare questo sistema lunare di tracciabilità. Lo abbiamo contrastato, accusato (ricordo la pagina acquistata sui giornali a maggio 2011 per denunciare, dopo il click-day che non volevamo più gettare i nostri soldi nei rifiuti) ed analizzato nei suoi bachi tecnologici e normativi. Speriamo che oggi, di fronte a reati contestati gravissimi, che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata all’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, corruzione di pubblici ufficiali e dichiarazioni fraudolente, il Ministero si convinca una volta per tutte di cambiare strategia”.

(Fonte: Confartigianato Imprese Veneto)

“Popolazione, Pianeta, Profitto”, chiave di volta per la ripresa economica secondo il Centro Studi Qualità Ambiente Dip.to Ingegneria Ind.le Università di Padova

imgPeople, Planet, Profit: potrebbero essere queste tre P, una delle chiavi per la ripresa economica. Si è svolto, infatti, nell’ambito di “SEP Green Revolution” nei padiglioni di “PadovaFiere”, il convegno inaugurale “Believe in the future: invest on happiness to support economic development” (“Credere nel futuro: investire sulla felicità a sostegno dello sviluppo economico”), per iniziativa del Centro Studi Qualità Ambiente presso il Dipartimento Ingegneria Industriale dell’Università di Padova.

Cambio di prospettiva: nelle aziende, il bilancio del bene comune.  Ad aprire il dibattito, Antonio Scipioni, responsabile Centro Studi Qualità Ambiente Università di Padova, che ha posto l’accento sull’importanza dell’happiness aziendale come investimento per il futuro: ’“E’ importante capire che non sempre il concetto di felicità e di aumento del reddito sono paralleli e ci auguriamo che il futuro sia diverso dal passato.” In un’ottica di marketing 3.0 in cui si passa dalla vendita del prodotto alla condivisione di valori autentici, la chiave principale è il cambiamento di prospettiva, dove l’imprenditore non è più parte del problema, bensì della soluzione. “L’obiettivo primario delle aziende non deve più essere la vendita, ma il miglioramento del mondo ed il cambiamento del paradigma”- ha affermato Reifer Gunther di Terra Institute, organizzazione premiata dall’ONU, come centro di competenza per la sostenibilità. – Sono già 450 le aziende, che hanno stilato il bilancio del bene comune, prendendo in considerazione i valori che portano felicità: la dignità dell’essere umano, la solidarietà, l’ecosostenibilità, l’equità sociale, la co-gestione democratica e la trasparenza. Di conseguenza, le imprese con maggior punteggio devono essere premiate, con sgravi o incentivi fiscali”.

Da creare, una responsabilità sociale del territorio. È certamente difficile parlare di “felicità nell’ambiente di lavoro” in un momento di grave crisi; eppure, le attuali condizioni economiche, fanno emergere l’inadeguatezza di modelli incentrati sulla sola ricchezza, derivante dalla produzione. “E’ facile in questi momenti essere negativi”, ha puntualizzato Luca Iazzolino di Confindustria, “ma dobbiamo ricordarci che siamo in Italia, dove è difficile fare impresa, perché l’economia nazionale costringe a muoversi su standard europei”. Nel quadro dell’economia del bene comune, il territorio, inteso come comunità, ha un ruolo centrale per il rafforzamento della consapevolezza verso un cambiamento del sistema. “Bisogna creare una responsabilità sociale del territorio e non solo delle imprese” – ha evidenziato Claudio Gramaglia dell’associazione Veneto Responsabile– Cosa fa la differenza? L’azione della comunità. Possiamo essere più felici, solo trovando una maggiore sintonia con il mondo attuale.”

Made in Italy: si deve puntare sulla ricerca e sulla bellezza. “Nella valutazione aziendale, la performance economica ha superato la prestazione sociale e questo genera preoccupazioni- ha sottolineato Lez-Rayman Bacchus, della London Metropolitan Business School- E’ la ricerca della bontà e del vivere bene, alla quale bisogna ambire. Ciò che propongo è di compiere uno studio sul livello individuale, d’impresa e dell’ambiente, coinvolgere i titolari delle piccole e medie imprese per applicare sistemi di lavoro sostenibile ed attuare innovazioni sul piano politico sia regionale che nazionale. Stimoli interessanti possono arrivare anche dai dipendenti: gli imprenditori, che ricevono un feedback positivo dai dipendenti, sono più felici e migliorano il rapporto con la clientela. Non sono ancora molte le”case history” italiane, ma qualcuna comincia ad affacciarsi, come quella dell’azienda Valcucine o del Consorzio Carpi per il riciclaggio della plastica; unanime l’indicazione: “La produzione italiana deve puntare sulla ricerca di base e sulla bellezza. Dobbiamo avere il coraggio di dire al mondo che siamo bravi e capaci, valorizzando la parte migliore del nostro Paese.”

(Fonte: SEP)

Sostenibilità: determinante valutare l’intero ciclo di vita di un prodotto. Se ne è parlato al workshop ARGAV “L’impronta ecologica”, tenuto dagli esperti di CSQA.

Fabrizio Stelluto presidente ARGAV

Fabrizio Stelluto presidente ARGAV

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Di particolare interesse e attualità il workshop di formazione professionale “L’impPlatea workshop impronta ecologica 21 marzo 2013ronta ecologica“, organizzato da ARGAV su iniziativa del presidente, Fabrizio Stelluto, giovedì 21 marzo scorso, nell’ambito della Settimana dell’Ambiente Veneto in Fiera a Padova, in occasione del salone “SEP- Green R.evolution Exhibition”.

Mimmo Vita presidente UNAGA

Mimmo Vita presidente UNAGA

Massimo Zennaro presidente Sindacato Giornalisti del Veneto

Massimo Zennaro segretario Sindacato Giornalisti Veneto

Gianluca Amadori presidente ODG Veneto

Gianluca Amadori presidente Ordine Giornalisti Veneto

Ruolo dei giornalisti. L’incontro, patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti e dal Sindacato Giornalisti del Veneto, ha visto la presenza di Gianluca Amadori, presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti e di Massimo Zennaro, neo segretario regionale del Sindacato giornalisti. Entrambi hanno ricordato la grave situazione della categoria e del mondo dell’informazione veneto, una “crisi che si affronta con coraggio e soprattutto idee – hanno affermato Amadori e Zennaro – ed in questo senso va accolto con estremo favore l’inziativa  ARGAV, rivolta ad approfondire argomenti di grande interesse per i lettori”. Mimmo Vita, presidente UNAGA, ha ricordato la responsabilità dei giornalisti del settore agroambientale, “che hanno il compito di trasferire ai lettori, nel modo più corretto, informazioni determinanti per il futuro dell’uomo e della Terra, come ha evidenziato nel suo discorso di inizio pontificato Papa Francesco, che ha parlato di custodia della bellezza del creato, di rispetto di ogni creatura di Dio e dell’ambiente in cui viviamo”.

Relatori CSQA Padova Fiere 21 marzo 2013

I relatori CSQA

CSQA, esempio d’eccellenza italiana nella certificazione indipendente. A spiegarci in modo ampio ed esaustivo il tema del workshop, gli esperti di CSQA, Luigino Disegna, presidente CSQA, Maria Chiara Ferrarese, responsabile Ricerca e Sviluppo CSQA e Michele Crivellaro, responsabile Marketing e Comunicazione CSQA. Che ricordiamo, è una società italiana che da più di vent’anni offre servizi di certificazione, ispezione e formazione ad aziende ed enti pubblici con l’obiettivo di creare valore e di infondere fiducia nei mercati e nei territori. L’azienda opera, tra gli altri, nei settori agri-food & packaging, foreste e filiere del legno e carta, prodotti tradizionali e, tra i servizi offerti, effettua anche la certificazione di bilanci ambientali, sociali e di sostenibilità. Una parola, quest’ultima, oggi molto di moda, hanno ricordato i relatori, che basa il proprio modello su 3 pilastri, economico, ambientale e sociale, e fonda le prime notizie nel 2001, quando la Commissione Europea pubblicò il Libro Verde “Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese“.

Pier Luigi Sgambaro workshop impronta ecologica 21 marzo 2013

Pier Antonio Sgambaro titolare Jolly Sgambaro

Sostenibilità, opportunità per le aziende. Nella scelta dei consumi, oggi si iniziano a considerare sempre più importanti i criteri legati alla sostenibilità e all’ambiente. L’opinione pubblica, inoltre, è molto più incisiva oggi nelle scelte aziendali che in passato, forte anche del fatto che le persone vivono spesso sulla propria pelle certe problematiche (effetto vissuto) ed è più sensibile al tema della sostenibilità dei prodotti. Quindi, l‘imprenditore “virtuoso” – e al nostro workshop ne era presente un esempio, Pier Antonio Sgambaro, titolare di Jolly Sgamabaro, che i soci ARGAV hanno visitato lo scorso anno-, dovrebbe considerare la sostenibilità come un passo da intraprendere per rendere più competitiva la propria azienda, piuttosto che considerarla un vincolo, un costo o semplicemente una buona prassi. Premesso ciò, i relatori CSQA hanno sottolineato come sia importante considerare, nella valutazione della sostenibilità, l’intero ciclo di vita di un prodotto/servizio, perché la qualità si costruisce nei vari passaggi della filiera e non può essere rintracciata solo nel prodotto/servizio finale. Si deve iniziare quindi a progettare a monte i prodotti ragionando sull’impatto ambientale che questo avrà su tutto il ciclo di vita.

impronta ecologicaImpronta ecologica: dopo la l’impronta climatica, l’impronta idrica. L’impronta ecologica è un indicatore utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle. Tra gli indicatori di maggior utilizzo, figura la “Carbon footprint, ovvero l'”impronta climatica”, cioè l’ammontare dell’emissione di CO2 attribuibili ad un prodotto, un’organizzazione o un individuo. In tale modo viene identificato l’impatto che le diverse attività umane hanno sul “cambiamento climatico” di origine antropica. Prossima frontiera, che probabilmente vedrà i primi risultati a livello legislativo nel 2015, è però il water footprint, l’impronta idrica, indicatore del consumo di acqua dolce, che ricordiamo, ammonta al 2% dell’acqua presente sulla superficie della Terra. L’impronta idrica include sia l’uso diretto che indiretto di acqua da parte di un consumatore o di un produttore. Per il computo si sommano tre componenti: acqua blu, che si riferisce al prelievo di acque superficiali e sotterranee destinate ad un utilizzo per scopi agricoli, domestici e industriali ed è la quantità di acqua dolce che non torna a valle del processo produttivo nel medesimo punto in cui è stata prelevata o vi torna, ma in tempi diversi; acqua verde, cioè il volume di acqua piovana che non contribuisce al ruscellamento superficiale e si riferisce principalmente all’acqua evapo-traspirata per un utilizzo agricolo; acqua grigia, che rappresenta il volume di acqua inquinata, quantificata come il volume di acqua necessario per diluire gli inquinanti al punto che la qualità delle acque torni sopra gli standard di qualità.

Questa sera, incontro ARGAV al Wigwam in Saccisica dedicato a finanza etica, felicità in azienda come fattore produttivo e distillati

Fabio Salvato presidente Banche Etiche Europee

Fabio Salvato presidente Banche Etiche Europee

L’incontro di formazione e aggiornamento professionale ARGAV, tenuto come di consueto ogni fine mese al circolo di campagna Wigwam di Arzerello a Piove di Sacco (Pd), grazie alla calda ospitalità di Efrem Tassinato, socio ARGAV, tesoriere UNAGA e presidente Wigwam nazionale, si terrà questa sera, venerdì 22 marzo 2013 a partire dalle ore 19.00.

Felicità in azienda, finanza etica e distillati. Tra gli argomenti in programma, “La felicità in azienda come fattore produttivo“, teoria che spiega come un’azienda attenta all’ambiente non può che esserlo anche per quello di lavoro. Un tema questo che al “SEP 2013 – Green R.evoution Exhibition”,  in corso fino a stasera a PadovaFiere, ha suscitato grande attenzione e di cui ci parlerà Antonio Scipioni, docente Università Padova, Centro Studi Qualità Ambiente Dipartimento Ingegneria Industriale. Saranno anche nostri ospiti Fabio Salvato, presidente Banche Etiche Europee, che ci parlerà di come la finanza possa essere vicina allo sviluppo sociale e attenta all’ambiente, nonché Martina Semenzato, che ci farà conoscere il nuovo liquore “L’Ombra”.

Fao ed Irak chiedono Irriframe, il sistema per il risparmio idrico nell’irrigazione brevettato dai Consorzi di bonifica italiani

SEP 2013 convegno Anbi“La Fao e l’Irak ci hanno chiesto ufficialmente di poter esportare l’esperienza del sistema intelligente Irriframe per il risparmio idrico nell’irrigazione.” Lo annuncia Massimo Gargano, presidente ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), intervenendo al convegno “Consorzi di bonifica: innovazioni e tecnologie a servizio del territorio”, organizzato a Padova in occasione di “SEP-Green R.evolution Exhibition” in corso di svolgimento fino a venerdì 22 marzo prossimo.

Cos’è Irriframe. “Non solo – prosegue Gargano – abbiamo segnali di interesse pure dalla Cina, dove già operano un migliaio di realtà costruite anche sul modello consorziale italiano. E’ l’esempio di un’eccellenza studiata nel mondo, testimonianza della ricerca applicata, svolta nei Consorzi di bonifica.” Irriframe è un sistema, voluto dall’ANBI, realizzato dal Consorzio C.E.R. (Canale Emiliano Romagnolo) e da quest’anno attivabile in tutta Italia; attraverso la combinazione di più parametri (tipologia di coltura, previsioni meteo, umidità del terreno, disponibilità idriche, ecc.) permette l’invio all’agricoltore, via computer o sms, del miglior consiglio per l’irrigazione (quanto e quando), permettendo un risparmio fino al 25% del fabbisogno idrico.

In futuro, disponibilità di acqua dolce soddisferà il 40% delle necessità. “E’ un’innovazione non solo di alto valore economico ed ambientale, ma anche etico – prosegue Gargano – se consideriamo che molti osservatori prevedono che, a metà del corrente millennio, la disponibilità d’acqua dolce non potrà soddisfare il 40% delle necessità.” L’appuntamento fieristico in corso di svolgimento a Padova e che vede il coinvolgimento di A.N.B.I. ed Unione Veneta Bonifiche è il primo tassello di un più ampio progetto, che vedrà i padiglioni dell’ente fieristico patavino sede di “Aquater – Salva(e)guardiamo il territorio”, primo “contenitore” espositivo e convegnistico italiano, dedicato alla tutela idrogeologica del suolo.

(Fonte: ANBI)

Giovedì 21 marzo 2013, in Fiera a Padova, workshop ARGAV “L’impronta ecologica”, ovvero, come calcolare il costo ambientale del nostro vivere

impronta ecologicaGiovedì 21 marzo 2013, nell’ambito della Settimana dell’Ambiente Veneto di cui ARGAV è partner, terremo in Fiera a Padova, (in occasione del salone “SEP– Green R.evolution Exhibition”, dedicato alla “green economy”), presso la Sala 8 d, alle ore 9.30, un workshop, patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti e dal Sindacato Giornalisti del Veneto, su un tema di grande attualità per il nostro specifico professionale: l’impronta ecologica, cioè come calcolare il costo ambientale del nostro vivere. A spiegarcelo, saranno esperti del CSQA, che ringraziamo per l’indispensabile collaborazione.

120’ di aggiornamento professionale. Questo il programma dell’incontro: Ore 9.30 Salui. Gianluca Amadori, presidente Ordine Giornalisti Veneto, Massimo Zennaro, segretario Sindacato Giornalisti Veneto, Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV. A seguire: Luigino Disegna, Presidente CSQA, Maria Chiara Ferrarese, responsabile Food and No Food CSQA (La sostenibilità nella produzione agricola), Michele Crivellaro, responsabile Sistemi Gestione Ambientale e Sicurezza CSQA (Carbon and water foot print), Mimmo Vita, presidente UNAGA (conclusioni). Discussione.