Un comparto in forte crisi quello delle carni cunicole in cui i prezzi dei conigli all’origine continuano a calare mettendo in dubbio la sopravvivenza della categoria. Gli allevatori sono infatti costretti a fissare un prezzo al di sotto del costo di produzione pur di rimanere sul mercato.
Prezzi fermi al ribasso. Attualmente il costo di produzione dei conigli si aggira intorno a 1,80 Euro/Kg carne anche a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti base per l’alimentazione e dell’energia. Per essere remunerativo per l’allevatore il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 2 Euro/kg carne, invece, le ultime quotazioni della Cun (commissione unica nazionale) riportate da Ismea rilevano che dal 21 luglio il prezzo è fermo a 1,37 euro al kg. Per fare il punto sull’attuale situazione di mercato e del comparto complessivo, dopo vari incontri promossi da Coldiretti, i produttori provenienti da Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna oltre ai rappresentanti dei principali macelli e di alcune delle principali ditte mangimistiche del settore e ai commissari della Borsa Merci di Verona che fa da riferimento a livello nazionale per il comparto si sono dati appuntamento nei giorni scorsi nella sede del Consorzio Agrario di Verona.
Importazione dalla Francia. La produzione di coniglio italiano soddisfa il fabbisogno interno ma da qualche anno si registra una forte importazione straniera, prevalentemente dalla Francia. La quantità importata settimanalmente non supera il 10% dei 600.000 conigli macellati in Italia ma è purtroppo sufficiente a far crollare le quotazioni. “Coldiretti Verona – ha precisato Giuseppe Ruffini, direttore dell’organizzazione – ha creato le condizioni affinché tutti i maggiori attori della filiera si sedessero attorno a un tavolo per affrontare concretamente la profonda crisi che ha investito il comparto. Allevatori, macellatori e mangimisti sono qui oggi per creare sinergia e mettere in atto una proficua collaborazione con l’unico scopo di valorizzare il coniglio made in Italy».
Il problema del comparto riguarda anche i consumi. “Questa situazione – ha continuato Ruffini – deriva da molteplici fattori a cominciare dai mutamenti culturali delle persone, che oggi percepiscono il coniglio come un animale da compagnia, ai cambiamenti degli stili di vita che orientano il consumatore verso tipologie di carni più veloci e comode da cucinare. Per questo è necessario riavvicinare i cittadini al consumo della carne di coniglio e definire con i produttori strategie efficaci per aumentare il potere contrattuale». «I produttori – ha sottolineato Pier Andrea Odorizzi, referente per il settore zootecnico dell’area economica di Coldiretti Veneto – soffrono dell’atavica debolezza del potere contrattuale nei confronti della distribuzione, in cui il valore aggiunto ricade quasi sempre sugli ultimi anelli della filiera. Sono pertanto necessari una programmazione e un coordinamento dell’offerta“.
In progetto la costituzione di un’Associazione di Filiera per l’identificazione e la valorizzazione del Coniglio Italiano. Allo stato attuale vengono importati dalla Francia conigli sottocosto che fanno crollare le quotazioni del prodotto nazionale, dal momento che non è obbligatoria l’indicazione di origine. Questo fattore esterno condiziona pesantemente le quotazioni del coniglio vivo che oggi sono di 1,37 Euro/Kg, quasi 50 centesimi sotto il costo di produzione». «E’ assolutamente necessario valorizzare il Coniglio Italiano – ha proseguito Odorizzi – che è un prodotto qualità garantita con importanti qualità nutrizionali. Ha basso contenuto di colesterolo (70 mg per 100 g ), è molto digeribile ed è ricca di proteine (21,5 grammi su 100 di prodotto edibile) e sali minerali (calcio, ferro, fosforo, magnesio, potassio, sodio, cloro, zolfo)». «Se si riuscirà a costituire l’associazione di Filiera – ha concluso Odorizzi – sarà la base su cui continuare a lavorare per la tutela del comparto. Coldiretti Verona è disponibile ad altri incontri per sostenere il comparto della coniglicoltura».
Campagna di promozione nazionale. All’incontro è stata presentata la campagna di comunicazione nazionale per il consumo della carne di coniglio italiana, grazie al sostegno di imprenditori del settore. La campagna di comunicazione (spot radiofonici e pubblicità su riviste di cucina) ha l’obiettivo di fornire una corretta informazione ai consumatori finali, sui valori di qualità, sicurezza e qualità della carne di coniglio italiana. Attivo anche un sito con informazioni e ricette: www.coniglioitaliano.it.
Coniglicotura italiana e veneta, tutti i numeri. In Italia sono allevati circa 1.000.000 di coniglie fattrici all’anno in circa 8.000 allevamenti di cui 1.500 “professionali”, pari al 44% della produzione a livello comunitario. Le Regioni con maggiore specializzazione sono Veneto, Piemonte, Lombardia, Friuli ed Emilia Romagna dove esistono allevamenti medio grandi. Il Veneto detiene oltre il 40% della produzione nazionale di conigli; la provincia con la maggiore concentrazione di allevamenti è Treviso con 200.000 fattrici e 10.000.000 conigli, seguita da Padova con 60.000 fattrici e 3.000.000 di conigli e Verona con 53.000 fattrici e 3.000.000 conigli e 35 produttori.
Fonte: Coldiretti Verona
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