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Stampa agricola. Il Consiglio Nazionale UNAGA nomina i vicepresidenti e fa il punto su Expo 2015, l’attività delle ARGA e la crisi del settore editoriale

La presidenza UNAGA: Roberto Zalambani, Efrem Tassinato, Mimmo Vita, Giovanni Rossi (FNSI)

La presidenza UNAGA: Roberto Zalambani, Efrem Tassinato, Mimmo Vita, Giovanni Rossi (FNSI)

Decisioni importanti quelle assunte dal Consiglio Nazionale UNAGA, di cui ARGAV fa parte, nella seduta del 22 marzo u.s. La foto documenta alcuni momenti della riunione, che come si sa ha cadenza bimestrale e che, come abitudine per la sessione primaverile, si è tenuta a Roma presso la sede della FNSI.

Nomina dei vicepresidenti. Vediamole in sintesi: la più importante è la nomina dei due vice presidenti, andata alla presidente  dell’ARGA Sardegna Mariella Cossu (all’unanimità, con funzioni di Vicario) e al presidente dell’ARGA Friuli Venezia Giulia Carlo Morandini (a maggioranza). La votazione si era resa necessaria per la vacanza delle due vice presidenze; la prima per l’autoscioglimento dell’ARGA Puglia e quindi con la decadenza di Roberto De Petro da presidente dell’ARGA e da vicepresidente UNAGA. La seconda perché non votata all’ ultimo Congresso UNAGA, tenutosi a Bari nell’ottobre scorso.

Expo 2015. Altrettanto importante è il “via libera” dato alla Giunta UNAGA, ora composta dal presidente nazionale Mimmo Vita, dal segretario Roberto Zalambani, dal tesoriere Efrem Tassinato e dai neo vice presidenti, per le azioni presentate in vista di EXPO Milano 2015. Unaga si sta impegnando per chiudere rapporti di collaborazione specialmente con Padiglione Italia, al fine di favorire la maggior diffusione sia in Italia che all’estero, della conoscenza dell’evento meneghino. In particolare attraverso le relazioni internazionali, UNAGA è membro di IFAJ (i giornalisti agricoli mondiali) e di ENAJ (il network della Commissione europea dei giornalisti agricoli), si opererà affinchè i colleghi giornalisti trattino di Expo2015 sulle loro testate comunicando l’evento; e perché vengano a Milano ed in Italia, scoprendo  assieme ad Expo le eccellenze agroalimentari, culturali e ambientali del Bel Paese. In agenda meetings, educationals, workshop, eventi esperienziali.

Le attività delle associazioni regionali. Durante l’incontro si è parlato delle attività delle ARGA, con al centro tematiche di grande valore, come la situazione nella Terra dei Fuochi e le produzioni agricole per le quali da tempo si è attivata ARGA Campania. O la valorizzazione dei prodotti nati dalle coltivazioni nelle terre frutto dei sequestri mafiosi: EthiCatering di Roma ha proposto il suo menù a base di eccellenze provenienti da terreni confiscati alle mafie e confezionati nelle carceri italiane. Andrea Guolo, Segretario dell’ARGA dell’Emilia Romagna ha ricordato lo spettacolo teatrale di grande successo “Mafie in pentola. Libera terra, il sapore di una sfida” da lui scritto e interpretato dalla moglie, l’attrice Tiziana Di Masi ( il volume d’affari complessivo dell’agromafia sale a circa 14 miliardi di euro nel 2013, con un aumento record del 12% su due anni fa, in netta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese perché la criminalità organizzata trova terreno fertile proprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi, secondo Coldiretti). Ma ogni ARGA è attiva sul proprio territorio con parecchie iniziative info-formative. A questo proposito, anche su sollecitazione del presidente della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) Giovanni Rossi – come sempre squisitamente presente ai lavori di UNAGA dove ha delineato un quadro della professione molto difficile (irreversibile?) sul piano sindacale e del riconoscimento della professionalità, e per il quale la Federazione si sta spendendo anche in favore dei meno tutelati (cioè i Freelance e gli Uffici Stampa), altro pilastro dell’attività 2014 (e anni seguenti) sarà quella di accompagnare l’Ordine nazionale dei Giornalisti e quelli regionali nelle iniziative obbligatorie per la formazione permanente degli iscritti alla categoria. L’impegno UNAGA, ovviamente ruoterà attorno ai temi che sono propri dell’Unione (Agricoltura ,Alimentazione, Ambiente, > Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili).

Presto l’annuario UNAGA. Altre decisioni sono state assunte per il miglioramento del sito (www.unaganews.org), i rapporti internazionali (nomina della presidente dell’ARGA Emilia Romagna Lisa Bellocchi a responsabile), la realizzazione dell’Annuario UNAGA, la continuazione del lavoro della Commissione Statuto e Regolamento nella quale entra il segretario Roberto Zalambani, la attivazione a breve della ARGA Toscana, finora associata a quella dell’Emilia Romagna. Un ottimo lavoro, che sicuramente produrrà i suoi frutti.

(Fonte: UNAGA)

20 febbraio 2014, al circolo Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD) il prossimo direttivo ARGAV

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Giove 20 febbraio 2014, alle 18.45, si terrà al circolo di campagna Wigwam Arzarello di Piove di Sacco (PD) il prossimo direttivo ARGAV. Questo l’ordine del giorno: comunicazioni del Presidente; approvazione verbale precedente;  comunicazione Segreteria;  domande iscrizione nuovi soci;  aggiornamento congresso assemblea Argav con rinnovo cariche direttivo;  approvazione bilancio consuntivo 2013;  approvazione bilancio preventivo 2014;  esame/discussione delle ipotesi modifica statuto Unaga;  programmazione prossime attività;  varie ed eventuali.

Gennaio 2014, incontro ARGAV-Wigwam all’insegna delle nuove sfide della PAC 2014-2020, del buon gusto veneto e dei proverbi sul vino

Giovanni Rossi Presidente FNSI

Giovanni Rossi, presidente FNSI

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) E’ con il saluto di Giovanni Rossi, presidente FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) che abbiamo aperto l’incontro mensile ARGAV-Wigwam, tenutosi venerdì 31 gennaio scorso presso il circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD). Nel saluto, Rossi ha ricordato il difficile momento vissuto dal settore editoriale, ciò nonostante, visto il carattere conviviale della riunione, ha applaudito al nostro anfitrione, Efrem Tassinato, per la bellezza della sede nazionale Wigwam nonché al presidente ARGAV, Fabrizio Stelluto, e di riflesso a Mimmo Vita, che presiede UNAGA, di cui ARGAV fa parte,  per l’organizzazione di questi incontri per i soci realizzati ben prima che divenisse obbligatoria l’attività formativa per i giornalisti iscritti all’Albo.

Renzo Michieletto

Renzo Michieletto

Le sfide della nuova PAC. Ed un felice esempio di formazione è stata la lezione del socio ARGAV Renzo Michieletto, referente Europe Direct Veneto -Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura, che ha parlato della nuova Politica Agricola Comune 2014-2020 (PAC). “Negli ultimi vent’anni – ha spiegato Michieletto – in Europa sono state approntate cinque riforme, in quanto la politica agricola necessita sempre di revisioni a seconda degli accadimenti economico e sociali che avvengono. Ma per la prima volta, quella del prossimo settennio è stata frutto di una co-decisione di Consiglio e Parlamento Europeo“. “Si tratta di una riforma importante – ha continuato Michieletto – perché arriva in un momento delicato, dovuto alla crisi economica, e perché riserva all’agricoltura un ruolo di responsabilità: nei prossimi anni sarà infatti necessario produrre di più (si calcola che nel 2030 il fabbisogno alimentare sarà aumentato del 50% e nel 2050 del 70%) con un utilizzo sostenibile delle risorse materiali e garantendo uno sviluppo equilibrato delle aree rurali UE“. Le sfide future della nuova PAC sono quindi economiche (sicurezza alimentare, crisi economica, variabilità dei prezzi di mercato delle produzioni alimentari), ambientali (emissioni gas serra, degrado del terreno, qualità acque, habitat e biodiversità) e territoriali (vitalità zone rurali, diversità dell’agricoltura nella UE).”Nonostante un calo progressivo avvenuto nel corso degli anni  – ha continuato Michieletto -, la nuova PAC continua ad essere la più importante voce di spesa del bilancio europeo, pari al 38%, ed è composta da due “Pilastri”: il I° Pilastro riguarda i pagamenti diretti agli agricoltori, mentre  il II° Pilastro riguarda i programmi di sviluppo rurale a regia regionale (vedi a questo proposito articolo post incontro stampa in Regione)”. Novità importante della nuova PAC è che il 30% dei pagamenti diretti dovrà essere destinato al “greening”, riconoscimento ufficiale del ruolo svolto dagli agricoltori, chiamati a salvaguardare, con il loro lavoro, anche l’ambiente. Per chi desidera avere una visione completa della nuova PAC 2014-2020, Europe Direct Veneto ha pubblicato di recente una pubblicazione.

Salvagno Redoro

Daniele Salvagno, amministratore di Redoro Frantoi Veneti

Olivicoltura, produzione stabile nel 2013. L’incontro è proseguito con la presentazione della stagione olivicola 2013 da parte di Daniele Salvagno, amministratore di Redoro Frantoi Veneti. “In Veneto, che conta l’1% rispetto alla produzione nazionale – ha riferito Salvagno – nel 2013 c’è stata una minore resa in olio (pari al 12%) ma anche maggior produzione (+20%) per cui i risultati possono dirsi pressoché stabili”. Salvagno ha ricordato anche l’importante ruolo di salvaguardia svolto dal Consorzio di tutela Olio Extra Vergine d’Oliva Veneto Dop ed informato dei continui sforzi compiuti da Federdop per tutelare l’olio d’oliva italiano di qualità, contrassegnato dalla Dop, dalla produzione di finto olio extravergine italiano che in realtà proviene da Spagna, Marocco e Tunisia, e che si trova a basso costo sugli scaffali dei supermercati. “Fra tanti problemi che affliggono il nostro settore – ha concluso Salvagno -, mi piace comunque ricordare  l’importanza dell‘olivo come risorsa ambientale e paesaggistica e invito tutti, a questo riguardo, a scoprire i benefici effetti di una passeggiata in un oliveto ben tenuto”.

Salvango Taglia El Torcio

da sx Daniele Salvagno (Redoro, presidente Il Buon Gusto Veneto), Mauro Marin (Gastromomia Il Ceppo, azienda associata a Il Buon Gusto Veneto) e Giancarlo Taglia (manager di rete Il Buon Gusto Veneto)

Il Buon Gusto Veneto fa network. All’incontro erano presenti anche Mauro Marin e Giancarlo Taglia, rispettivamente titolare della vicentina gastronomia Il Ceppo e manager della rete “Il Buon Gusto Veneto“, di cui Il Ceppo fa parte, insieme a Redoro e ad altre aziende venete, in tutto circa una quarantina.  “Il nostro network di imprese – ha spiegato Taglia – è nato nel 2012 per accrescere le capacità innovative e la competitività sui mercati delle aziende associate. Il progetto nasce dal comparto agroalimentare ma vuole coinvolgere il territorio veneto a 360° per promuovere l’arte, la cultura e il turismo, ossia tutte le eccellenze che a vario titolo spiccano in ambito nazionale ed internazionale”.  Le azioni del network sono molteplici: promuovere nei mercati italiani ed esteri le tipicità venete, presentare nella Grande Distribuizione un’offerta unificata e qualificata (Taglia ha citato a questo proposito la recente esperienza di un corner Il Buon Gusto Veneto nell’ipermercato Galassia di San Giovanni Lupatoto, nel veronese, che in tre mesi ha registrato 70 mila euro di prodotti venduti); ed ancora, partecipare a fiere (la prossima in programma è Cibus)  e promuovere i prodotti anche attraverso un catalogo di regalistica destinato alle grandi aziende. Altro grande obiettivo del network è quello di diventare realtà nazionale tramite l’istituzione, attualmente in atto, di reti consorelle in molteplici regioni per affermare il Buon Gusto Italiano quale brand di qualità sui mercati nazionali ed esteri.

FogoLibro FogoProverbi, tweet ante-litteram di saggezza popolare. L’incontro ha ospitato anche un reading di Luisella Fogo, nata ad Este  (PD) e con un’intensa attività alle spalle (insegnante, critica d’arte, gallerista, articolista, redattrice, organizzatrice di mostre socio-storico educative per le scuole ), autrice del libro Proverbi veneti su l’ua e sul vin (con prefazione del socio ARGAV Maurizio Drago), in tutto circa 500 “perle di saggezza popolare” che rappresentano un viaggio di 3500 anni tra personaggi della storia che di epoca in epoca hanno scritto e parlato di vino. La raccolta li riassume in una serie di sei titoli distinti: “La vigna e l’ua”, “La vendemia e el vin”, “A l’Osteria”, “El vin e la Cusina”, “El vin e la Dona”, “El vin e la Vita”. “I proverbi sono, in fondo, gli sms o i tweet di oggi – ha affermato la Fogo -, all’epoca non c’erano né telefonini né internet ed i proverbi erano il mezzo più veloce e sintetico per comunicare battute di spirito, ma anche consuetudini della vita quotidiana. C’era un proverbio per ogni situazione ed il mondo del vino ne ha ispirati tantissimi”. Per chi volesse acquistarlo, info 337. 440439.

Gnocchi Tyche Allegra TavolaIl Buon Gusto Veneto servito a tavola. La serata è terminata con un gustoso convivio-degustazione preparato da Efrem Tassinato con alcuni prodotti delle aziende associate a Il Buon Gusto Veneto e altre prelibatezze venete. Questo il menu: lardo della Saccisica (Consorzio Buoni Convivi di Piove di Sacco, Padoa), musetto di Giulio (norcineria tradizionale casereccia di Casalserugo, Padova), gnocchi di patata veneta (Tyche Allegra Tavola di Treviso/Il Buon Gusto Veneto), gnocchi ripieni di formaggio Dop del Veneto, asparagi di Bassano Igp e radicchio di Treviso Igp e prosciutto cotto veneto (Elio Agostino di San Martino di Lupari, Padova), sopressa Vicentina Dop (Salumificio dei Castelli di Montecchio Maggiore, Vicenza/Il Buon Gusto Veneto), casatella Trevigiana Dop, stracchino e ricotta (Lovagricola-Bianche, Treviso/ Il Buon Gusto Veneto), baccalà alla vicentina e baccalà mantecato (Gastronomia Il Ceppo, Cavazzale di Monticello, Vicenza/Il Buon Gusto Veneto), olio extra vergine d’oliva (Redoro Frantoi Veneti di Grezzana, Verona/Il Buon Gusto Veneto), prosecco di Conegliano Valdobbiadene Dogc Superiore (Az. Agricola Col di Rocca di Susegana, Treviso/Il Buon Gusto Veneto), crostoli e frittelle con la crema (Pasticceria Paccagnella di Rubano, Padova).

31 gennaio 2014, l’agroalimentare (veneto e non) protagonista dell’incontro ARGAV-Wigwam

Platea incontro ARGAV Wigwam Agronet dicembre 2012Venerdì 31 gennaio 204, alle ore 19 circa, si terrà il consueto incontro mensile ARGAV-Wigwam al Circolo di Campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD).

I protagonisti. Nell’occasione, il socio ARGAV Renzo Michieletto, referente Europe Direct Veneto-Veneto Agricoltura, farà il punto sulla nuova Politica Agricola Comune 2014-2020. Daniele Salvagno, di Frantoio Redoro, ci illustrerà la stagione olivicola 2013, mentre Giancarlo Taglia de “Il Buon Gusto Veneto”, ci parlerà del network/marchio che raggruppa in rete piccole e medie imprese venete dell’agroalimentare. Sarà con noi anche Giovanni Rossi, presidente F.N.S.I. (Federazione Nazionale Stampa Italiana).

Rinnovo quota 2014. Per coloro che ancora non avessero provveduto, ricordiamo il rinnovo della quota associativa 2014 (il pagamento è condizione indispensabile per godere del diritto di elettorato attivo e passivo in occasione della prossima Assemblea dei Soci in programma la prossima Primavera). La quota associativa annua è di 35,00 euro e di 40,00 euro per i nuovi soci, pagamento tramite bonifico bancario sul c/c 5 214 intestato ad ARGAV Veneto e Trentino Alto Adige c/o Cameran Mirka via S. Pietro 80 PD, Codice IBAN: IT45 N062 2512 1081 0000 0005 214 BIC: IBSPIT2P, Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A. – Filiale di Padova 01612, zona Industriale Piazza Giovanni XXIII n. 19 – 35139 PADOVA.

La Gallina dal gran ciuffo arriva dalla “Padova del Nord Europa” grazie a studenti e commercianti

Libro Franco HolzerNel corso dell’incontro ARGAV al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD) del 29 novembre scorso, i soci hanno avuto modo di conoscere dal socio Franco Holzer di cosa parla il suo recente libro “La Gallina Padovana dal Gran Ciuffo, appunti di viaggio dalla Polonia al Vaticano”.

Franco Holzer

Il socio ARGAV Franco Holzer

Nella “Padova del Nord Europa”. Si tratta di una ricerca che ha condotto lo studioso padovano Holzer fino a Zamosc, bella città a quasi 400 km da Cracovia la cui piazza è stata progettata nel ‘500 dal padovano Bernardo Morando, per smentire una volta per tutte che la gallina padovana dal gran ciuffo non fu portata a Padova da Giovanni Dondi Dall’Orologio. E per asserire bensì che la sua importazione risale a molto prima. Opera di studenti, in viaggio dalla Polonia verso l’Italia e la Francia, o di qualche commerciante, visti gli intensi traffici fra Padova e la Polonia, Cracovia in particolare. Lo stesso Holzer a Cracovia, nell’ambito dei suoi studi, ha portato una rappresentazione del Ruzante con la compagnia Belteatro di Padova nel marzo 2009. E fu un gran successo. Le due Università sono gemellate, nel segno di Galileo e Copernico. In centro storico a Cracovia c’è un ristorante che si chiama Padova… Può bastare? Aggiungiamo pure che il Sukiennice, il Palazzo della Ragione della cittadina, è opera di Gian Maria Padovano, che lavorò in Polonia nel Rinascimento. Simbolo dell’amicizia fra le due città la Gallina, fu portata in dono a papa Wojtyla in Vaticano, il 20 novembre 1996 da una delegazione padovana, con lo stesso Holzer e una rappresentanza dell’Istituto San Benedetto da Norcia guidata dal compianto professor Carlo Lodovico Fracanzani (il principale artefice con Holzer e il professor Gabriele Baldan del salvataggio dall’estinzione del pennuto ciuffato).

Elio Agostino con moglie e Fabrizio Stelluto

Elio Agostini accompagnato dalla moglie riceve da Fabrizio Stelluto la penna ricordo ARGAV

La tradizione veneta nel piatto. Durante la serata, il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto ha donato la penna ricordo dell’Associazione ad Elio Agostini,  la cui azienda di San Martino di Lupari (PD) è stata visitata dai soci lo scorso 13 novembre. A fine incontro, i presenti hanno avuto modo di degustare i prodotti tipici delle Comunità Locali di Offerta Wigwam, in questa occasione i baccalà alla veneta (mantecato, in insalata, alla vicentina e alla veneziana) della Agostini Elio con polenta di Mais Marano servita al cucchiaio e preparati dal padrone di casa Efrem Tassinato.

 

(Fonte: Wigwam)

15 gennaio 2014, al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD) il prossimo direttivo ARGAV

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Il prossimo Direttivo ARGAV si terrà mercoledì 15 gennaio 2014 alle ore 18,45 nella sede del circolo di campagna Wigwam ad Arzarello di Piove di Sacco 8 (PD).  Questo l’ordine del giorno:  comunicazioni del presidente, approvazione verbale precedente,  comunicazione della segretaria,  domande iscrizione nuovi soci,  congresso assemblea Argav con rinnovo cariche direttivo,  programmazione prossime attività,  varie ed eventuali.

I soci ARGAV alla scoperta di Segusino, nelle Prealpi Trevigiane

Gruppo ARGAV con me

I soci ARGAV nel borgo Stramare di Segusino con gli Amici del Presepio e i rappresentanti della Pro Loco

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) “Tre cose richiede la costruzione di un Presepio: un grande amore per l’opera, un’instancabile fantasia e pazienza continua. Il tutto riunito in un cuore credente, perché la costruzione del Presepio non è un trastullo, non è un hobby, non è una perdita di tempo. E’ un apostolato!”. Recita così la massima-manifesto appesa all’entrata del Presepio Artistico di Segusino, paese di oltre 2000 anime a cavallo fra la Marca trevigiana e la provincia di Belluno (rientra però nella Diocesi di Padova), racchiuso fra le Prealpi ed il Piave, che i soci ARGAV hanno avuto modo di visitare lo scorso 28 dicembre.

Francesco giovani amico del presepio

Francesco, tra i più giovani componenti dell’Associazione Amici del Presepio artistico di Segusino

Amici del Presepio

Alcuni rappresentanti dell’Associazione Amici del Presepio artistico di Segusino

Fabrizio Stelluto dona penna Argav a sindaco Segusino

Il presidente Fabrizio Stelluto fa omaggio al sindaco di Segusino Guido Lio della penna ricordo ARGAV

Gli anfitrioni. Ed è stata una calda e squisita accoglienza quella offerta dalla Pro Loco, rappresentata dal presidente Denis Coppe e dal vicepresidente, Giannantonio Coppe, dal sindaco Guido Lio nonché dall’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio di Segusino, per l’occasione rappresentata da Carlo Stramare, Anna Mello, Lucca (si scrive proprio così) Coppe, Ivan Mello e l’adolescente Francesco, uno dei più giovani componenti del gruppo. Che da 27 anni si riunisce per mesi, fin da agosto, nelle sale della parrocchia per ideare, preparare ed allestire il Presepe artistico, visibile poi da Natale fino alla prima domenica di febbraio con orario 9-12 e 14-19 domenica e festivi, 14.30-19 prefestivi, dalle 14.30 feriale fino all’Epifania e poi, fino a fine agosto, su prenotazione (tel. 334.3797867).

Stanza Vajont

La rappresentazione del minuto prima della tragedia del Vajont

Stanza personaggi paese

Rappresentazione personaggi “famosi” del paese

Stanza Natività

Natività

Natività, personaggi e ambienti di Segusino, rievocazione storica. Il Presepe, allestito nell’ex casa del cappellano, a pochi metri dalla chiesa parrocchiale, si estende su 100 mq ed è composto da 6/7 scene, ambientate nella Segusino degli anni ’20/40 del secolo scorso, tutte mirabilmente costruite con dovizia di particolari ed arricchite da effetti visivi. Il contenuto delle varie scene varia di anno in anno per offrire ai circa ventimila visitatori una rappresentazione sempre diversa. Oltre alla scena principale della Natività, il presepio propone la rappresentazione di alcuni paesani, persone semplici ma famose nel  paese. Per una curiosa coincidenza, le statue di questi personaggi sono opera dell’artista padovano Mauro Marcato, che da sempre crea le sculture del premio ARGAV.  Nel presepe, trova spazio ogni anno una scena dal tema di interesse storico-rievocativo, quest’anno dedicata alla tragedia del Vajont, che cinquant’anni fa fece 1910 morti nei paesi di Longarone, Erto, Casso, Castellavazzo, nelle rispettive frazioni e in tutta la valle del Vajont e del Piave. In particolare, nel presepio viene proposto uno scorcio di vita di Longarone un minuto prima della tragedia, avvenuta alle 22:39 del 9 ottobre 1963, con gli abitanti del paese intenti a guardare la Tv o a leggere i giornali, tra cui L’Unità, il quotidiano in cui Tina Merlin denunciava la pericolosità della costruzione della diga, visibile nella scena del presepio. La tragedia del Vajont viene proposta anche nella bella mostra fotografica “Vajont, per non dimenticare…”, allestita presso il centro parrocchiale Don Antonio Riva e visibile fino al 2 febbraio (tutte le domeniche e i giorni festivi dalle 14.30 alle 18.30).

Amici Presepio Sindaco e Proloco

Piccole Produzioni Locali, rappresentanti Amici del Presepio Artistico, Sindaco e Pro Loco

Signora caseificio

Caseificio Dario Stramare

Casaro

Dario Stramare del caseificio omonimo

Allevatore oche

Giovanni Coppe, allevatore di oche ruspanti di montagna

Allevatori maiali salumieri

da sx Denis, Siro ed Elisa Coppe Azienda Agricola Fernando Coppe

Raul Riva Ciromel

Raul Bortolin dell’Azienda Agricola Riva Cironel produttrice di Prosecco

“Vivere in pendenza, fa la differenza”: così il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto  ha salutato la tenacia e la bella predisposizione d’animo dei segusinesi che ci hanno accolto. A partire dal secondo dopoguerra, l’economia del luogo, infatti, era basata sull’occhialeria, settore  produttivo oggi non più fiorente come un tempo. Così, i segusinesi stanno ritornando alle origini riscoprendo i sapori della tradizione contadina e hanno dato avvio a Piccole Produzioni Locali, un sistema promosso da piccoli produttori che coniuga tradizione e rispetto delle norme igenico sanitarie manentenedo vivi i sapori di un tempo, come ad esempio lo s-cèk, il formaggio tipico di Segusino, originariamente prodotto solo in versione morbida con l’aggiunto del caglio al latte appena munto ed oggi proposto anche nelle deliziose tipologie fresco e stagionato di 3, 6 e 12 mesi. Oltre allo s-cèk, prodotto dal caseificio di Dario Stramare (via San Rocco 51, Segusino, cell. 340.6352987), fiorente è la produzione di salumi e sopresse (riferimenti Azienda Agricola Coppe Fernando, via San Rocco 26, Segusino, cell. 340.5990937, che produce anche ottime marmellate e le rinomate patate da Milies  e Azienda Agricola Stramare Giulio, via Fossà 7, Segusino, cell. 349-8706227), lallevamento di oche ruspanti di montagna (Azienda Agricola Riva dei Coz di Giovanni Coppe, via riva Secca 100, Segusino, cell. 340.0652189) e la produzione locale di Prosecco (Azienda Agricola La Roia, via Cavarne 23, cell. 338-6736834). Nell’occasione, i soci ARGAV hanno avuto la possibilità di visitare anche un altro piccolo produttore di vino, l’Azienda Agricola di Raul Bortolin “Riva Cironel” (via Cironel 1, Guia di Valdobbiadene cell. 339-2064160) che produce in diverse tipologie un ottimo Prosecco.

Borgo Stramare particolare riprodotto presepio

Borgo Stramare, particolare

Borgo Stramare chiesa San Valentino

Borgo Stramare, la chiesetta di San Valentino

Un borgo antico caro a San Valentino. Le produzioni tipiche vengono naturalmente proposte anche in occasione di alcune importanti manifestazioni di Segusino, come l’Antica Fiera Franca del Rosario, che si svolge ogni ottobre e la Festa del Narciso che si tiene a fine maggio a Milies, località a 7 chilometri da Segusino e a 800 metri d’altezza e che, nel mese della Madonna, nelle sommità montane sembra ricoperta da neve tanti sono i bianchi narcisi che vi fioriscono. Altra bella destinazione da visitare in loco è il borgo Stramare (riproposto anche in una delle scene del Presepio artistico), che si trova a 420 m, a metà strada fra Segusino e Milies. Oggi il villaggio è praticamente disabitato (ma nel periodo natalizio viene addobbatto con decorazioni e presepi di varia foggia nelle finestre), si rianima solo in estate durante le vacanze, ma ha alle spalle una storia plurisecolare, avviata da carbonai, probabilmente provenienti dall’Istria, all’inizio del Seicento. Fra le varie abitazioni, visitabile ancor oggi la deliziosa chiesetta a base circolare di San Valentino.

Cuore padovano, vocazione internazionale: i soci ARGAV alla scoperta del Birrificio Antoniano di Ronchi di Villafranca (PD)

Entrata Birrificio Antoniano(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) “Restituire ai padovani l’orgoglio e il sentimento di avere una birra made in Padova”: questo il progetto di Sandro Vecchiato, fondatore nel 2011 insieme al fratello Michele del Birrificio Antoniano di Ronchi di Villafranca (PD). Una dichiarazione di “amorosi intenti” che il direttore generale del birrificio ha rivelato ai soci ARGAV, in visita lo scorso 17 dicembre agli stabilimenti ubicati nell’alta padovana, accolti anche da Enrico Pinton, che per l’azienda cura le relazioni esterne.

Birra AntonianaUn vuoto da colmare. Il birrificio è sorto per il desiderio dei fratelli Vecchiato di colmare il vuoto creato a Padova negli anni ’70 dalla dipartita di Itala Pilsen, marchio storico nazionale della birra padovana, nato nel 1919 dalla fusione di due birrifici (Birra Cappellari e Birra Maura). L’Itala Pilsen, che aveva stabilimenti in pieno centro città, fra l’attuale parcheggio di  piazza Insurrezione e le botteghe di Galleria Borromeo, dagli anni ’50/70 del secolo scorso è infatti proprietà di Birra Peroni (oggi del gruppo SabMiller), azienda con sede a Roma.

Per spiccare il volo, sciacquati i panni…in America. Così, i due fratelli, agli inizi degli anni ’80 presero in mano le redini di Interbrau, azienda leader in Italia nella distribuzione di birre speciali, fondata dal padre Luigi. Forti di questa esperienza pluridecennale nel mercato delle birre di alta gamma e mossi da una passione straordinaria per la “cervogia”, i fratelli Vecchiato decisero, come prima cosa, di sciacquare i panni…in America, “Paese in cui si determinano i trend di mercato“, ha spiegato Sandro Vecchiato, confessando un’iniziale diffidenza verso gli States. Ben presto vinta, visto che nell’arco di cinque anni, Vecchiato ha calpestato il suolo americano ben 14 volte, uscendone con la convizione di dover creare, per riuscire a ritagliarsi una fetta di mercato, una birra dal cuore padovano ma con una spiccata vocazione internazionale. Fino al 1866 a Padova si beveva birra di stile viennese, che si caratterizza per il colore ambrato, il gusto delicato e un tasso alcolico di buon tenore. I Vecchiato, decisero qundi che la loro birra Antoniana avrebbe ricalcato questo stile.

Alcuni soci ARGAV con Enrico Pinton

La ricetta della birra made in Padova: orzo (in gran parte autoprodotto), lieviti (in futuro autoctoni?), luppolo (nel 2014 autoprodotto) e acqua del Sindaco. Altra decisione importante dei fratelli Vecchiato fu quella di dare al birrificio un’impronta agricola. “Non una scelta di comodo o una strategia di marketing  – ha spiegato Vecchiato – ma consapevole volontà di legarsi alla terra che dona gli ingredienti base “. Una terra, in verità, che potremmo definire non solo padovana ma nordestina. Dopo lunghe ricerche, infatti, il birrificio ha reperito un appezzamento di circa 80 ettari di terreno in zona Marano Lagunare (provincia di Udine) e altri 10 ettari in zona Mestrino, dove viene coltivato l’orzo, da cui si ricava il malto.

Il mastro birraio Luciano Masocco

Il mastro birraio Luciano Masocco

Fabrizio Stelluta omaggia Sandro Vecchiato con la penna ARGAV

Fabrizio Stelluta omaggia Sandro Vecchiato con la penna ARGAV

La produzione attuale si attesta sui 3 mila ettolitri con la prospettiva di produrne 10 mila. Le birre, a bassa fermentazione, rimandano nel nome a luoghi e tradizioni cari alla città del Santo. Oltre alla birra Antoniana, la birra che reinterpreta lo stile Vienna e che nell’etichetta riporta l’effige del Gattamelata di Donatello, viene prodotta la birra Altinate, che ricorda nel nome l’antica porta romana ad est della città, un simbolico ponte, dunque, tra oriente e occidente, che unisce gusti nostrani e aromi esotici.

Birra di NataleBirra stagionale. Nel periodo natalizio, viene inolte prodotta la birra di Natale Santa Lucia, dal delicato retrogusto di mandorla, e che riprende nell’etichetta il cielo blu intenso e stellato affrescato da Giotto nella Cappella degli Scrovegni. Nel prossimo futuro, sarà avviata anche la produzione delle birre Portello e Ponte Molino, altri due luoghi simbolo della città. Nel territorio padovano i prodotti del Birrificio Antoniano si possono trovare presso la Casa della Birra, che ha 4 punti vendita (via Roma, a Mestrino, a Roncaglia e all’Arcella) e, servendosi della struttura Interbrau, nei migliori negozi di birra speciale ma presto sarà presente anche sugli scaffali della grande distribuzione, oltre che all’estero, dove è stata ben accolta in occasione delle maggiori fiere del settore. A giugno 2014, ci sarà anche la prima Festa della Trebbiatura, prevista una settimana di festeggiamenti in notturna, naturalmente dopo la messe diurna.

A Valenzano (BA), il congresso UNAGA fa scoprire ai soci ARGAV il bello e il buono della Puglia

lavorazione uva

Azienda Agricola Dr. Franco Pignataro, lavorazione uva

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Alzi la mano chi, il prossimo 31 dicembre, si esimerà dal mangiare dei chicchi d’uva nella speranza di augurarsi prosperità per l’anno in arrivo! Ebbene, sappiate che l’uva che gusterete arriva, con grande probabilità, dalla Puglia, regione che contende all’Emilia Romagna il primato in Italia nella produzione di frutta e verdura.

Olio De CarloIl buono della Puglia. Fra le aree pugliesi dove è più fiorente l’orticoltura e la frutticoltura c’è il Barese, ed in particolare la zona di Noicattaro, dove si trova una delle più importanti aziende di produzione, trasformazione, conservazione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, l‘azienda Dr. Franco Pignataro. Che alcuni membri del direttivo ARGAV hanno avuto modo di visitare lo scorso ottobre, insieme ad altre belle realtà agricole della provincia di Bari, lOleificio De Carlo di Bitritto e la Cantina Torrevento di Castel del Monte.

da sx Giacomo Suglia e Franco Pignataro

da sx Giacomo Suglia e Franco Pignataro

Ortofrutta… All’azienda Dr. Franco Pignataro, che fa parte di Apeo (Associazione Pugliese Esportatori Ortofrutticoli), presieduta da Giacomo Suglia, anche vicepresidente nazionale Fruitimprese, il lavoro ferve tutto l’anno: da novembre ad aprile si lavorano cavolfiore e broccolo romanesco, da maggio a giugno ciliegie, da luglio ad agosto angurie con o senza semi, da fine luglio a tutto novembre uva da tavola, bianca, nera e rossa, con o senza semi. L’80 per cento della produzione viene esportata all’estero, il resto, per l’appunto, arriva sulle tavole degli italiani.

Cantine Torrevento particolare esternoVino…Situata ai piedi del suggestivo e maestoso maniero federiciano di Castel del Monte, l’azienda vitivinicola Torrevento sorge all’interno di un ex monastero del ‘700 interamente ristrutturato e caratterizzato da spesse mura in pietra lavorata a secco, con antichi sotterranei a 8 metri di profondità, luogo ideale per la maturazione e l’affinamento di vini di grande qualità prodotti da uve autoctone pugliesi. Monastero e vigneti circostanti sono stati acquistati nel 1948 dai fratelli Liantonio (viticoltori dal 1920) che nel 1989, con Francesco Liantonio, dalla contrada Torrevento, fecero nascere l’omonima azienda. Che oggi comprende 200 ettari di vigneto intorno a Castel del Monte e altrettanti in conduzione in diverse aree della Puglia.

Famiglia De Carlo Oleificio…e olio. Il miglior extravergine d’oliva del mondo 2013 (cultivar Coratina) secondo la guida Flos Oley 2013, arriva dalla Conca Barese ed in particolare da Bitritto, dall’Oleificio De Carlo, storica azienda agricola condotta dall’omonima famiglia, capeggiata da Saverio e Grazia De Carlo, affiancati dai figli Marina e Francesco e del genero Arturo. Che, con grande dinamicità, preparazione e amore per la qualità, producono, e vendono all’estero per la maggior parte, che di questi tempi il mercato italiano è purtroppo fermo, preziosi oli, fra cui il premiato Torre di Mossa (mentre Slow Food premia per il miglior rapporto qualità/prezzo l’olio extravergine di olive “Felice Garibaldi”), insieme a olive in salamoia e verdure sott’olio.

Pinuccio Fazio con giocatori carte baresi

Pinuccio Fazio insieme a cittadini baresi che giocano a carte all’interno dell’associazione Michele Fazio

Associazione Michele FazioIl bello della Puglia. E’ indubbio che la Puglia sia una regione ricca di storia, cultura e prelibatezze enogastronomiche, meta di milioni di turisti che ogni estate arrivano dall’Italia e dal mondo attratti dallo splendido litorale. Ma dal punto di vista turistico, la Puglia è godibile tutto l’anno grazie alle presenza di importanti città storiche, una fra tutte la città di Bari. Da non perdere, un tour a piedi nella città vecchia, con la visita alla Cattedrale di San Savino, alla Basilica di San Nicola e al Castello Svevo oltre che ai caratteristici quartieri, rivitalizzati negli ultimi dieci anni dal malaffare grazie all’opera di Pinuccio Fazio, che in memoria del figlio Michele, ucciso accidentalmente il 12 luglio del 2001 durante una regolazione di conti fra mafiosi, ha costituito un’Associazione culturale per tenere alta la bandiera della legalità e della pace, in uno dei quartieri a rischio.

Mirka e De Petro

da sx Mirka Cameran (segretaria ARGAV) e Roberto De Petro (vicepresidente UNAGA e presidente ARGA Puglia)

Antonio Lomoro

Antonio Lomoro sindaco di Valenzano

Valenzano, un paese dalle semplici, e per questo mirabili, tradizioni. La provincia di Bari è piena di bei borghi antichi, come Valenzano, paese ricco di storia e tradizioni, folclore, arte e cultura, guidato dal sindaco Antonio Lomoro, che ha fatto gli onori di casa in occasione del Congresso Nazionale UNAGA, tenutosi a Valenzano lo scorso 10-12 ottobre presso il Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei (Ciheam), diretto dal segretario generale Cosimo Lacirignola, anche direttore dell’Istituto Agronomico Mediteranneo Bari (Iamb). Al congresso, organizzato in maniera perfetta da Roberto De Petro, vice presidente UNAGA e presidente ARGA, ha partecipato una nutrita delegazione ARGAV.

Lacirignola

Cosimo Lacirignola segretario generale Ciheam

Introna

Onofrio Introno, presidente Consiglio Regionale Puglia

Lo sviluppo dell’agricoltura del Mediterraneo passa da Bari. “Il Ciheam è una sede prestigiosa in cui si sono formati tecnici a servizio del Paese, come lo stesso Paolo De Castro, presidente Commissione Agricoltura Parlamento Europeo, ed ha una missione: portare sviluppo e conoscenza nei paesi dirimpettai al Mediterraneo“, ha ricordato in occasione dell’apertura del congresso Onofrio Introna, presidente del Consiglio Regionale della Puglia. Sorto nel 1962, il Ciheam, si occupa, infatti, di formazione post universitaria (ospita ogni anno 400 ragazzi di 18 etnie diverse provenienti da 25 Paesi) nonché di ricerca e cooperazione nell’ambito della gestione del suolo e delle risorse idriche, della protezione integrata delle colture frutticole tipiche della regione mediterranea, dell’agricoltura biologica e dello sviluppo rurale. Tematiche di grande interesse, inutile dirlo, per chi come noi lavora nel settore dell’informazione agroambientale e che sono state al centro della discussione generale, al di là dello scopo elettivo del Congresso, che ha visto presente ARGAV a Bari (per l’esito dei lavori congressuali, rimando all’articolo pubblicato in precedenza).

Gianni Gaggiani, ideatore di Grow the Planet, premio ARGAV 2013: “Giornalisti, non temete la rivoluzione digitale, imparate ad usarla per guardare al futuro della professione”

Fabrizio Stelluto e Gianni Gaggiani Premio ARGAV 2013(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) “La rivoluzione digitale ha portato grandi cambiamenti, a volte anche traumatici, nei settori della musica, del cinema, dell’editoria  ed ora anche nell’informazione, ma cari giornalisti agroambientali, a voi va la mia stima per i temi che trattate, da sempre anche la mia passione di vita, e vi esorto a gettare il cuore oltre l’ostacolo e di imparare a conoscere lo strumento per usarlo. Perché il futuro della comunicazione verde sta anche o, probabilmente, soprattutto, nel digitale”. Così Gianni Gaggiani, ideatore di Grow the Planet, “il social network dedicato a chi ama il cibo buono e sano, a chi ha l’orto o a chi semplicemente vuole imparare, in modo semplice e divertente, come coltivare un po’ di quel che mangia” ha salutato e ringraziato i soci  in Assemblea nel ricevere il premio ARGAV 2013 nelle sale dell’Hotel Piroga di Selvazzano Dentro (PD) lo scorso 7 dicembre.

Gianni Gaggiani Premio ARGAV 2013Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV: “Madre Terra non ha Avatar, è una realtà unica ed irripetibile”. Cresciuto in un paesino a cavallo fra tre province toscane, Arezzo, Siena e Firenze, da sempre appassionato dei lavori di campagna (con il cruccio del nonno che non gli ha mai fatto guidare la motozappa quando era piccolo) Gianni Gaggiani ha “coltivato” la sua passione per l’orto e il digitale nello straordinario incubatore d’idee che è H Farm, che da Roncade (TV) investe nel mondo globale in piccole imprese innovative in grado di supportare la trasformazione delle aziende italiane in un’ottica digitale (al Premio ARGAV, a rappresentare l’azienda, era presente Maurizio Donadelli, tra gli Angels di H-Farm). Gianni Gaggiani ha ricevuto il premio ARGAV, la bella scultura dell’artista padovano Mauro Marcato,  dalle mani del presidente dell’associazione Fabrizio Stelluto, che ha così motivato il riconoscimento: “Per interpretare in chiave costruttiva, pratica ed etica, le opportunità offerte dalla rete. Un sito, come una canzone, non può cambiare il mondo, ma è pur vero che dal confronto, soprattutto se planetario, possono nascere i cambiamenti. Non credere unicamente nelle opportunità del virtuale, ma abbinarvi l’esperienza diretta sul campo è la strada corretta per ricordarci che la Madre Terra non ha Avatar, ma è una realtà unica ed irripetibile. Imparare a goderne dei frutti, coltivandoli, è un esercizio di igiene mentale in una società che, per troppo tempo, ha dimenticato che senza acqua, aria e cibo non esistiamo. Complimenti a Gianni Gaggiani!”.

7 dicembre 2013 Assemblea ARGAV

Alessandra Sgarbossa, segretario Ordine Giornalisti del Veneto

Massimo Zennaro

Massimo Zennaro, segretario Sindacato Giornalisti del Veneto

I rappresentanti delle istituzioni giornalistiche venete presenti in Assemblea. In un momento in cui la stampa, anche quella agroambientale, risente fortemente nel settore occupazionale della crisi economica globale, l’Assemblea dei soci ARGAV 2013 ha salutato con piacere la presenza di Alessandra Sgarbossa, segretario dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto e di Massimo Zennaro, segretario del Sindacato dei Giornalisti del Veneto, impegnati a difendere e a rivalutare il settore dell’informazione in Veneto.