• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

9 settembre: al via a Bologna il Salone Internazionale del naturale

Apre a Bologna il 9 per terminare il 12 settembre 2010 il Salone internazionale del naturale (Sana). La kermesse presenta incontri, seminari e dibattiti sul biologico nel suo insieme e un’analisi dettagliata sulle problematiche del comparto.

In programma. ll bio esce di casa è il tema del “cuore mostra” e il titolo del convegno che illustrerà le nuove opportunità offerte dall’opzione biologica al settore della ristorazione. Inoltre, saranno presentati, per la prima volta in modo congiunto,  i dati quantitativi e qualitativi del biologico italiano: quelli dell’Osservatorio sui consumi SANA-GPF (al quarto anno di attività) ideato da Giampaolo Fabris e le rilevazioni del Sinab – Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. E ancora, in fiera si potranno visitare l’area Salute e Benessere con lo Spazio Officinale, Sana Kids e il settore Abitare. Novità dell’edizione 2010 il Premio giornalistico “Comunicare Bio”.

(fonte Sana)

Premio giornalistico nazionale “Comunicare Bio”

foto Sana

Sana, il Salone Internazionale del Naturale che si svolgerà a BolognaFiere dal 9 al 12 settembre 2010, indice in collaborazione con FederBio, la prima edizione del Premio giornalistico nazionale “Comunicare Bio”.  Il Premio ha l’obiettivo di portare alla luce articoli e servizi che presentano e approfondiscono l’agricoltura biologica, il suo stretto legame fra alimentazione, salute e ambiente e il nuovo approccio ai consumi di cui è portavoce.

Possono partecipare: giornalisti professionisti, pubblicisti o blogger in qualità di redattori o free-lance di quotidiani, periodici di informazione, emittenti radiofoniche o televisive e siti web. Il termine utile per l’invio della domanda di partecipazione e dei materiali in gara è il 30 giugno 2010. La premiazione avrà luogo a settembre nell’ambito della manifestazione.

Per partecipare al Premio scarica il regolamento e la domanda di partecipazione.

(fonte Sana)

Filiera meccanizzazione agricola: necessari 5 mila nuovi addetti

Il mercato delle macchine agricole torna sotto la lente di «Tao», il «Tractor Agricultural Observatory» di Fieragricola.
La missione è quella del rilancio del settore, rallentato nelle vendite di nuovi mezzi per gli strascichi di una crisi che sta assestando – si spera – gli ultimi morsi. E l’analisi di Luciana Breviglieri, vicepresidente di Unacoma (l’Unione nazionale dei costruttori di macchine agricole, aderente a Confindustria), in uno scenario in cui appare urgente un nuovo corso sulla formazione degli addetti ai lavori, porta in controluce una notizia positiva.

Necessità di nuove risorse occupazionali innovative. «La filiera della meccanizzazione agricola – afferma infatti Luciana Breviglieri – abbisogna di circa 5mila nuovi occupati, dalla produzione fino alla commercializzazione e al post-vendita». Si cercano pertanto nuove risorse occupazionali. Con un taglio professionale innovativo, però. «Abbiamo esigenze specifiche per ogni comparto – prosegue – e servono concetti di meccatronica, una conoscenza anche negli aspetti tecnici di almeno una lingua straniera, progettisti in grado di operare con i software più evoluti in tridimensionale, ma anche persone formate nell’area del marketing». Il percorso di formazione, secondo la delegata di Unacoma, dovrebbe poter partire da una sinergia concreta fra le imprese interessate, siano esse costruttori o dealer, e il mondo della scuola e dell’Università.

Decreto sviluppi: troppo esigui le risorse messe a disposizione. «Purtroppo questo non avviene», ammette amareggiata. Luciana Breviglieri tocca anche un altro argomento «caldo»: il decreto sviluppi, varato dal ministero dello Sviluppo economico lo scorso aprile e che ha messo a disposizione 20 milioni di euro per la rottamazione di trattori, macchine agricole e per il movimento terra. Fondi, a quanto pare, esauriti da un paio di settimane. «Fin da subito avevamo espresso perplessità sulla scarsità della dote finanziaria – riassume – senza dimenticare che sostanzialmente sono stati esclusi i contoterzisti dall’accesso alla misura. Chiederemo comunque di poter accedere a quei fondi, che non sono stati utilizzati in altre misure previste dal decreto sviluppo». Una sorta di overbooking, come avvenuto in ambito agricolo con i Piani di sviluppo rurale, in passato: le Regioni che non riuscivano a spendere tutto il proprio budget, lo dirottavano ad altre più «virtuose» o con maggiori necessità di investimenti.

27 maggio: gli interventi a Veronafiere.  Luciana Breviglieri sarà relatrice nel pomeriggio di giovedì 27 maggio (Sala Respighi, ore 16,15-17,15) a Tao, proprio per la parte relativa alle «Risorse umane: nuove figure per il futuro dell’agrimeccanica». Un incontro al quale parteciperanno anche Maurizio Sala di Tao (scenari e passaggio generazionale) e Marco Maestrelli Crespi di Fieragricola-Veronafiere (l’esperienza Agrilabor). In mattinata, invece, si parlerà di «Usato in agrimeccanica: occasione unica per generare profitti» (Sala Respighi, ore 11,30-12,30). Coordinati dal giornalista Alberto Cocchi (che parlerà anche di scenari e proposte per l’usato), interverranno Nicoletta Foglino di AgriAffaire (l’importanza di Internet), Roberto Martinetto di Eurotax Agri (indagini e prezzi), Nicola Nicelli di Ritchie & Bros (l’asta di usato come luogo di affari). Il direttore di Mad-Macchine agricole domani, Marco Limina, modererà invece il dibattito tra Fabrizio Dalla Vecchia e Giovanni Billi, due tra i più importanti concessionari di macchine agricole.

(fonte Veronafiere)

In arrivo il decreto attuativo che definisce il pane fresco

“Mi impegno ufficialmente per arrivare in tempi brevi al decreto attuativo che definisce il pane fresco, completando così un percorso che è stato abbandonato dopo la legge Bersani sulla liberalizzazione». Queste le parole pronunciate al Siab, il Salone Internazionale dell’arte bianca in corso fino al 26 maggio 2010 a Veronafiere, da Francesca Martini, sottosegretario alla Salute.

Panificazione artigianale: un mercato di 7 miliardi di euro l’anno con una varietà di 400 prodotti territoriali. D’altronde, la definizione del pane fresco – con le relative conseguenze di tutela per gli artigiani del pane – era attesa da qualche anno. Soprattutto in questa fase, ha affermato il presidente di Fippa, la Federazione italiana del panificatori, pasticceri e affini, Luca Vecchiato, «in cui la concorrenza è stata serrata e talvolta oltre la linea delle chiarezza, con prodotti surgelati o congelati denominati egualmente pane e che, in una fase di mercato non proprio brillante, rischiano davvero di mettere alle corde i 25mila panettieri italiani». Ricordiamo che, il mercato del comparto, ha un fatturato, nella sola parte relativa alla panificazione artigianale, di 7 miliardi di euro l’anno, con una varietà di 400 prodotti territoriali.

Il pane «mezzo sale» di Fippa.Una forza che si esprime anche in altri segmenti della filiera, dai 2,8 miliardi di euro di fatturato della pasta ai 650 milioni di euro sviluppati dall’industria dei forni. Un comparto dunque dinamico, che segue i ritmi della ricerca tecnologica, ma anche di prodotto. A questo proposito, tra le novità presentate al Siab, si colloca il «pane mezzosale», oggetto di un’intesa tra Fippa e ministero della Salute. «Senza alcuna ripercussione sul gusto né tantomeno sulla qualità – ha dichiarato il sottosegretario Martini – questa nuova tipologia di pane prodotto ridurrà progressivamente del 50 per cento la quantità di sodio contenuta nell’impasto, con l’obiettivo di prevenire le patologie collegate all’ipertensione».

La guerra alle malattie cardiovascolari passa anche attraverso il pane e la riduzione di sale. Secondo i dati dell’Inran, in Italia il consumo medio di sale pro-capite è di 10-12 grammi al giorno, mentre l’Organizzazione mondiale della Sanità raccomanda di non superare il limite dei 5 grammi. Il pericolo immediato è l’ipertensione arteriosa, patologie che in Italia colpisce mediamente il 33 per cento degli uomini e il 28 per cento delle donne. Secondo le cifre fornite dall’Istituto superiore di Sanità, riferito ad un campione di uomini e donne fra i 35 e i 74 anni, i più colpiti sono gli uomini nel Nord Est (36 per cento) e nel Nord Ovest (32 per cento), mentre le donne nel Sud e nelle Isole (31 per cento) e nel Centro (27 per cento).

(fonte Veronafiere)

Sabato 22 maggio: a Veronafiere, inizia il Salone dell’arte bianca

Una grande vetrina per pane, pasta, pizza e pasticceria. L’arte bianca, con i suoi prodotti e tutte le migliori e più moderne tecnologie di processo, si dà appuntamento a Veronafiere da domani, sabato 22 maggio, a mercoledì 26 maggio, per la nona edizione di Siab, il Salone dell’arte bianca – International Techno-Bake Exhibition.

Circa 400 le aziende espositrici provenienti da 11 Paesi. Del tutto innovativa l’impostazione: la tradizionale fiera lascia il posto ad un modello di manifestazione più dinamico e interattivo, con una superficie di ben 4mila metri quadrati dedicata agli eventi dimostrativi. E con una forte attenzione alla sostenibilità produttiva, al packaging, a nuove ricette al passo con i gusti e le esigenze dei consumatori. Non solo. Con questa edizione 2010, Siab pone l’accento anche agli aspetti salutistici dell’arte bianca. Proprio a Veronafiere, domani (ore 11, Sala Salieri), il ministero della Salute e la Federazione italiana panificatori, pasticceri e affini presenteranno il progetto «Meno sale… per guadagnare salute». All’evento parteciperanno il presidente di Veronafiere, Ettore Riello, il numero uno di Fippa, Luca Vecchiato, il Sottosegretario al ministero della Salute, Francesca Martini. Diversi saranno poi gli interventi scientifici sulle connessioni fra l’eccesso di sodio e l’ipertensione.

Tutti i numeri di Siab. Oltre 180 forni attivi, 250 tra panettieri, pasticceri e pizzaioli. La produzione di pane prevista per i cinque giorni di manifestazione è altrettanto impressionante: 300mila pani, 20mila pizze, 8mila articoli di pasticceria.
Eccellenze del Made in Italy dell’arte bianca, ma non solo. Siab è anche un palcoscenico internazionale, con 205 buyer specializzati da 24 Paesi. Accanto al business, ci saranno competizioni internazionali di alto livello, come il Siab Bakery Awards, gara a squadre con partecipanti da nove nazioni (Algeria, Mali, Marocco, Francia, Svizzera, Belgio, Olanda, Croazia, Italia) e la finale del «Giropizza d’Europa».

Le opportunità per i visitatori di salire sul treno dell’innovazione sono considerevoli. Basti pensare che si tratta di fatto dell’ultima occasione per investire in nuove tecnologie e macchinari con il sostegno della «Tremonti ter», strumento legislativo destinato a dare un nuovo impulso all’economia industriale (le agevolazioni saranno valide fino al 30 giugno 2010). Siab conta inoltre su accordi di collaborazione di alto profilo per il settore. Oltre a Fippa, Veronafiere è in partnership con Aibi e Assitol, le organizzazioni dell’industria del bakery e dei trasformatori del segmento oleario, Italmopa, l’associazione dell’industria molitoria, Assopanificatori, l’Associazione dei panificatori italiani, Richemont Club, Cast Alimenti e Pizza New.

(fonte Veronafiere)

Un orto planetario al centro di Expo 2015

progetto ExpoMilano 2015

E’ stato presentato nei giorni scorsi il Masterplan 2010 dell’Expo 2015. Tra i presenti, anche il pool di architetti ideatori del masterplan, Stefano Boeri, Ricky Burdett e Jacques Herzog (quest’ultimo intervenuto con una testimonianza registrata) che hanno approfondito gli aspetti più innovativi del progetto. “Stiamo costruendo un orto planetario che non ha precedenti e quindi bisogna valorizzarlo”, ha anticipato Boeri. In questa fase in cui si inizia a immaginare cosa si potrà fare sui terreni dopo l’evento, Boeri ha spiegato che “le future costruzioni dovranno posizionarsi solo a livello perimetrale”.

L’orto planetario, quindi sarà l’elemento distintivo dell’Expo. “L’orto – ha spiegato Boeri – porterà non solo pezzi di natura, ma anche pezzi di agricoltura provenienti da tutto il mondo”. Il suo mantenimento e il suo ruolo dopo il 2015 “sarà la vera eredità dell’Expo”. Boeri immagina un ruolo di polo dell’agroalimentare che avrà una valenza economica importante per “la capacità di portare turismo”, ma anche per la capacità di “porsi come polo della ricerca scientifica dove studiare le trasformazioni dell’agricoltura e come polo educativo e didattico”. Nei sei mesi dell’Expo, sui terreni saranno impiantate tre grandi serre, una da 15.000 mq e due da 8.000 mq che ricreeranno i vari microclimi, quello tropicale, quello della savana e quello desertico.

(fonte ilsole24ore.com)

Accordo Fieragricola e Anarb: Zoosystem diventa un appuntamento annuale

foto Fieragricola:edizioni precedenti di Zoosystem Bruna

Un accordo tra Veronafiere e Anarb (l’Associazione nazionale degli allevatori di razza Bruna) trasforma in annuale l’evento Zoosystem Bruna, la mostra-confronto dedicata agli animali Brown Swiss, fino allo scorso febbraio appuntamento biennale durante Fieragricola.

Un appuntamente itinerante negli anni dispari. La partnership, peraltro già in essere tra Fieragricola e Anarb, permette così estendere a cadenza annuale un momento particolarmente sentito nel mondo zootecnico, soprattutto dagli allevatori, ma anche da mangimisti, veterinari, cooperative lattiero-casearie, trasformatori, esperti di genetica e di genomica – quest’ultima frontiera esplorata con successo proprio dallo staff guidato dal numero uno di Anarb, Pietro Laterza, e dal direttore generale, Enrico Santus. Zoosystem Bruna sarà un appuntamento itinerante (Zoosystem Tour). Questo ovviamente negli anni dispari, dal momento che negli anni pari il grande evento si terrà nel ring di Fieragricola, a Verona, spesso teatro non soltanto della mostra nazionale, ma anche del confronto europeo tra le federazioni e gli allevatori di vacche di razza Bruna.

Veronafiere: la zootecnia, baluardo per il territorio. «L’intesa tra Fieragricola e Anarb – commenta il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – conferma il ruolo centrale della manifestazione di Verona per il settore primario e rappresenta, per il nostro ente, una tappa ulteriore di un processo di potenziamento degli strumenti in grado di rilanciare la zootecnia e le produzioni lattiero- casearie. Anche attraverso questo Zoosystem Tour. Il segmento zootecnico, infatti, da un lato rappresenta un baluardo per il territorio, l’ambiente e l’economia locale, dall’altro è il motore di un mercato lattiero, costituito da un’ossatura di oltre 43mila aziende e quasi 180mila occupati».

razza Bruna

Prima tappa in Puglia nel marzo 2011. Nel 2011 è stata individuata a Noci, in provincia di Bari, la città ospitante per il debutto di questa kermesse. «La Puglia, infatti, è un’area dove gli animali di razza Bruna sono piuttosto presenti e rappresentano un avamposto anche redditizio per la zootecnia e l’economia del territorio». Lo garantisce il presidente di Anarb, Pietro Laterza, entusiasta dell’iniziativa condotta in sinergia dagli allevatori di Bruna e da Fieragricola. La data deve ancora essere ufficializzata, ma l’evento dovrebbe cadere intorno alla metà di marzo.

forme di Maccagno

Genomica e valorizzazione dei prodotti. Per Anarb il 2010 è iniziato sotto i migliori auspici, dopo il successo registrato a Fieragricola con il campionato europeo della Bruna. «Stiamo proseguendo, inoltre, nel progetto dedicato allo sviluppo della genomica – precisa il direttore, Enrico Santus – che rappresenta per gli allevatori un ulteriore progresso verso il miglioramento delle produzioni, la longevità, la salute animale». Senza dimenticare gli aspetti legati alla genetica, altro aspetto centrale per migliorare le performance in stalla. L’attenzione è dunque rivolta all’intero patrimonio di vacche di razza Bruna, circa 105mila bovine in tutta Italia.

Razza Bruna: bilancio positivo. Nonostante l’economia, nel settore primario, non brilli certo per i risultati, il bilancio per la razza Bruna è positivo. Anche grazie al marchio «disolabruna». «Lo scorso anno abbiamo confermato che il mondo del latte non è omologabile in una medesima condizione di sofferenza – analizza Santus -. Il latte destinato alla trasformazione industriale senza dubbio è penalizzato, ma se si cercano strade differenti per la valorizzazione e la promozione di prodotti particolari e con caratteristiche qualitative ed organolettiche peculiari, anche il reddito dei produttori trae beneficio. E i bilanci di molte cooperative dell’arco alpino lo stanno a dimostrare».

(fonte Veronafiere)

Domenica 18 aprile: a Lendinara (Ro), il latte dei ricordi a 50 cent al litro

Con l’inaugurazione della Fiera agricola di San Marco, domenica 18 aprile, a Lendinara (Ro), i consumatori potranno acquistare il latte fresco del distributore automatico di via Marinai d’Italia al prezzo-fiera di 50 centesimi al litro, invece di un euro. E’ un’iniziativa dell’azienda produttrice Targa Marino e Claudio, che ha sede proprio a Lendinara e che ha predisposto la casetta del latte affinché il prodotto venga erogato a metà prezzo a tutti i consumatori che andranno a spinarlo dalle 9 alle 19.

In piazza, le origini contadine di Lendinara. E’ un modo conveniente per riscoprire un prodotto tipico della tradizione rurale polesana, nel contesto della fiera agricola cittadina, il cui ricco programma di eventi tende a rispolverare e valorizzare le origini contadine dei lendinaresi, come il raduno dei trattori d’epoca o il mercato dei fiori. Proprio a Lendinara, 91 anni fa, nasceva la prima associazione agricola che diventerà l’attuale Coldiretti Rovigo.

Questa iniziativa anticipa la Giornata del latte di sabato 24 aprile. Il latte dell’azienda Targa recupera proprio il ricordo e il sapore di quel liquido bianco e profumato che le nonne andavano ad acquistare direttamente alle stalle, che un tempo erano molto più numerose e diffuse di oggi. Ma la tecnologia e i controlli sulla produzione sono quelli di un’impresa moderna, che vuole garantire sicurezza alimentare ai consumatori e benessere agli animali.

Marino Targa, co-titolare azienda Targa Marino e Claudio

«La nostra azienda segue il disciplinare del Consorzio di tutela del Grana padano – spiega Marino Targa, uno dei titolari – e, pertanto, curiamo in modo particolare l’alimentazione delle mucche e la loro serenità generale. Questo ci permette di mungere un latte saporito e di alta qualità per composizione. Ce lo dicono le cadenziate analisi di Ulss e Abi cui sottoponiamo il prodotto. Ogni mucca mangia quotidianamente circa 35 chili lordi di alimenti naturali, in prevalenza di produzione aziendale: circa 20 chili di trinciato di mais (no ogm) che coltiviamo noi, 6 chili di pastone di granella di mais (sempre no ogm e di nostra produzione), 6 chili di fieno di erba medica coltivata nella nostra azienda, 2 chili e mezzo di soia no-ogm che acquistiamo, paglia a volontà che ogni mucca ha a disposizione nella propria cuccetta. Non tutti sanno – spiega Marino Targa – che ciascun animale, che durante il giorno è libero di razzolare a suo piacimento, durante la notte si ritira in una propria cuccetta, una sorta di lettino, che si è scelto lui e che mantiene nel tempo».

(fonte: Coldiretti Rovigo)

Al via Vinitaly 2010

Apre oggi sotto il segno della fiducia la 44^ edizione di Vinitaly. Business, promozione e internazionalizzazione sono le parole chiave della rassegna leader di Veronafiere che, dopo la crisi mondiale del 2009, si propone come appuntamento indispensabile per la ripresa e il rilancio del settore.

La “cinque giorni” dedicata al vino sarà ufficialmente inaugurata oggi alle 10,30, alla presenza di Luca ZaiaMinistro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali nonché neo-governatore della Regione Veneto. Presenti anche il sindaco di Verona Flavio Tosi, il presidente della Provincia Giovanni Miozzi e l’assessore all’Agricoltura della Regione  Abruzzo, Mauro Febbo. «Il nostro obiettivo è consolidare la nostra leadership, dopo essere stati l’unico organizzatore fieristico ad aver chiuso il 2009 con il bilancio in attivo – afferma Ettore Riello, presidente di Veronafiere. – E la strategia passa dal continuo miglioramento delle infrastrutture e all’offerta integrata di servizi innovativi per favorire gli scambi commerciali del sistema Paese».

Ed è proprio l’internazionalizzazione a guidare il Vinitaly World Tour, che ha già toccato l’India e due volte gli Stati Uniti e si appresta alle prossime tappe in Russia, Cina, Giappone, Corea e Singapore. «I segnali – sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale – sono positivi e l’aspettativa è di confermare l’equilibrio di visitatori raggiunto nel 2009, con una significativa presenza dall’estero». A Vinitaly, spazio anche alle produzioni di qualità del Made in Italy  con SOL, il Salone internazionale dell’olio d’oliva extravergine di qualità, dove, il 9 aprile, sarà firmato il primo accordo di programma per la promozione dell’extra vergine italiano in Italia e all’estero. A firmare lo storico accordo, che avrà importanza strategica per la promozione e valorizzazione delle nostre produzioni oleicole, saranno Adolfo Urso, viceministro allo sviluppo economico, e Massimo Gargano, presidente di Unaprol, l’organizzazione di operatori olivicoli che condivide con Veronafiere l’ambizioso progetto. Grazie alla concomitanza con Sol e Agrifood Club, infine, i visitatori di Vinitaly, in particolare quelli esteri, hanno anche a disposizione anche il meglio della produzione oleicola e agroalimentare italiana, mentre con Enolitech possono aggiornarsi su tutte le nuove tecnologie e le attrezzature all’avanguardia per produrre, confezionare, trasportare, vendere e degustare.
(fonte Veronafiere)

La CO2 che piace: “bollicine” protagoniste al Vinitaly

foto Forum Spumanti d'Italia

Segmento trainante dell’intero comparto enologico italiano, la destagionalizzazione degli spumanti è una tendenza consolidata, una vera e propria “mania”, in linea con i gusti internazionali e con i bisogni di cucine mondiali diverse. E’ la Co2 che piace, simbolo di un bere moderno e capace di accontentare tutti, che sarà protagonista a Vinitaly, a Verona dall’8 al 12 aprile, uno degli eventi più importanti dell’enologia internazionale.

Nell’ultimo decennio il consumo di bollicine italiane è quasi raddoppiato: questo perché, se una volta erano relegate ai brindisi delle feste, oggi gli spumanti ricoprono tutto l’anno un ruolo da protagonisti, e rappresentano la scelta più gettonata, tra i più classici bianchi e rossi, non solo al momento dell’aperitivo, ma anche a tutto pasto. Grazie alla loro versatilità di abbinamento – dalla morbidezza elegante del Franciacorta al prestigio dei migliori spumanti trentini, dall’immediata piacevolezza del Prosecco alla dolcezza e classicità dell’Asti, fino alle tante etichette dell’Oltrepò Pavese – gli spumanti rappresentano una soluzione ideale che accontenta tutti e che va bene con quasi tutti i tipi di cibo, siano questi tradizionalmente italiani oppure etnici.

Italia terzo produttore al mondo di “bollicine”. Fondamentale è la variegata gamma di tipologie offerte dal Belpaese, grazie alla quale l’Italia è il terzo produttore al mondo con 360 milioni di bottiglie, dopo Germania e Francia: sono 278 le denominazioni d’origine che possono produrre un vino spumante, un numero assai ampio, spesso legato a produzioni limitate e addirittura localistiche (dati: Forum Spumanti d’Italia). Senza dimenticare la leva del prezzo, dalle etichette per le grandi occasioni alle bottiglie più easy e meno impegnative, l’ampia diffusione nei punti vendita e le etichette semplici e chiare.

La destagionalizzazione è la chiave del successo delle bollicine made in Italy, i cui consumi continuano a crescere, testimoniando un cambiamento epocale sulle tavole nazionali. Fra i meno giovani, al di là delle tipologie più famose e conosciute, gli spumanti italiani accontentano anche chi è alla ricerca costante di chicche enologiche, con produzioni legate a poco diffusi vitigni autoctoni – dall’Erbaluce di Caluso al Nerello Mascalese – ma sono in molti quelli che le scelgono semplicemente perché sono buone. Ma i principali consumatori sono soprattutto i più giovani, che le amano perché le sentono molto vicine al loro modo di essere: semplici, effervescenti e a volte molto chic, le nuove generazioni le preferiscono ai cocktails, ed iniziano a sceglierle anche al ristorante quando sono in compagnia.

La mania delle bollicine non riguarda solo il Belpaese. Nel mondo si consumano 2,6 miliardi di bottiglie l’anno e l’Italia con 190 milioni di bottiglie è il secondo esportatore dopo la Francia, con un fatturato export pari a 1,9 miliardi di euro (dati: Forum Spumanti d’Italia). Il loro successo mondiale è dovuto soprattutto al fatto di essere “paladine” del made in Italy accessibile, grazie ad una proposta forte di prodotti in grado di soddisfare in questo momento culture alimentari, gusti personali, possibilità econonomiche e abbinamenti a tavola assai differenti.
(fonte Veronafiere)