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Accordo Fieragricola e Anarb: Zoosystem diventa un appuntamento annuale

foto Fieragricola:edizioni precedenti di Zoosystem Bruna

Un accordo tra Veronafiere e Anarb (l’Associazione nazionale degli allevatori di razza Bruna) trasforma in annuale l’evento Zoosystem Bruna, la mostra-confronto dedicata agli animali Brown Swiss, fino allo scorso febbraio appuntamento biennale durante Fieragricola.

Un appuntamente itinerante negli anni dispari. La partnership, peraltro già in essere tra Fieragricola e Anarb, permette così estendere a cadenza annuale un momento particolarmente sentito nel mondo zootecnico, soprattutto dagli allevatori, ma anche da mangimisti, veterinari, cooperative lattiero-casearie, trasformatori, esperti di genetica e di genomica – quest’ultima frontiera esplorata con successo proprio dallo staff guidato dal numero uno di Anarb, Pietro Laterza, e dal direttore generale, Enrico Santus. Zoosystem Bruna sarà un appuntamento itinerante (Zoosystem Tour). Questo ovviamente negli anni dispari, dal momento che negli anni pari il grande evento si terrà nel ring di Fieragricola, a Verona, spesso teatro non soltanto della mostra nazionale, ma anche del confronto europeo tra le federazioni e gli allevatori di vacche di razza Bruna.

Veronafiere: la zootecnia, baluardo per il territorio. «L’intesa tra Fieragricola e Anarb – commenta il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – conferma il ruolo centrale della manifestazione di Verona per il settore primario e rappresenta, per il nostro ente, una tappa ulteriore di un processo di potenziamento degli strumenti in grado di rilanciare la zootecnia e le produzioni lattiero- casearie. Anche attraverso questo Zoosystem Tour. Il segmento zootecnico, infatti, da un lato rappresenta un baluardo per il territorio, l’ambiente e l’economia locale, dall’altro è il motore di un mercato lattiero, costituito da un’ossatura di oltre 43mila aziende e quasi 180mila occupati».

razza Bruna

Prima tappa in Puglia nel marzo 2011. Nel 2011 è stata individuata a Noci, in provincia di Bari, la città ospitante per il debutto di questa kermesse. «La Puglia, infatti, è un’area dove gli animali di razza Bruna sono piuttosto presenti e rappresentano un avamposto anche redditizio per la zootecnia e l’economia del territorio». Lo garantisce il presidente di Anarb, Pietro Laterza, entusiasta dell’iniziativa condotta in sinergia dagli allevatori di Bruna e da Fieragricola. La data deve ancora essere ufficializzata, ma l’evento dovrebbe cadere intorno alla metà di marzo.

forme di Maccagno

Genomica e valorizzazione dei prodotti. Per Anarb il 2010 è iniziato sotto i migliori auspici, dopo il successo registrato a Fieragricola con il campionato europeo della Bruna. «Stiamo proseguendo, inoltre, nel progetto dedicato allo sviluppo della genomica – precisa il direttore, Enrico Santus – che rappresenta per gli allevatori un ulteriore progresso verso il miglioramento delle produzioni, la longevità, la salute animale». Senza dimenticare gli aspetti legati alla genetica, altro aspetto centrale per migliorare le performance in stalla. L’attenzione è dunque rivolta all’intero patrimonio di vacche di razza Bruna, circa 105mila bovine in tutta Italia.

Razza Bruna: bilancio positivo. Nonostante l’economia, nel settore primario, non brilli certo per i risultati, il bilancio per la razza Bruna è positivo. Anche grazie al marchio «disolabruna». «Lo scorso anno abbiamo confermato che il mondo del latte non è omologabile in una medesima condizione di sofferenza – analizza Santus -. Il latte destinato alla trasformazione industriale senza dubbio è penalizzato, ma se si cercano strade differenti per la valorizzazione e la promozione di prodotti particolari e con caratteristiche qualitative ed organolettiche peculiari, anche il reddito dei produttori trae beneficio. E i bilanci di molte cooperative dell’arco alpino lo stanno a dimostrare».

(fonte Veronafiere)

Domenica 18 aprile: a Lendinara (Ro), il latte dei ricordi a 50 cent al litro

Con l’inaugurazione della Fiera agricola di San Marco, domenica 18 aprile, a Lendinara (Ro), i consumatori potranno acquistare il latte fresco del distributore automatico di via Marinai d’Italia al prezzo-fiera di 50 centesimi al litro, invece di un euro. E’ un’iniziativa dell’azienda produttrice Targa Marino e Claudio, che ha sede proprio a Lendinara e che ha predisposto la casetta del latte affinché il prodotto venga erogato a metà prezzo a tutti i consumatori che andranno a spinarlo dalle 9 alle 19.

In piazza, le origini contadine di Lendinara. E’ un modo conveniente per riscoprire un prodotto tipico della tradizione rurale polesana, nel contesto della fiera agricola cittadina, il cui ricco programma di eventi tende a rispolverare e valorizzare le origini contadine dei lendinaresi, come il raduno dei trattori d’epoca o il mercato dei fiori. Proprio a Lendinara, 91 anni fa, nasceva la prima associazione agricola che diventerà l’attuale Coldiretti Rovigo.

Questa iniziativa anticipa la Giornata del latte di sabato 24 aprile. Il latte dell’azienda Targa recupera proprio il ricordo e il sapore di quel liquido bianco e profumato che le nonne andavano ad acquistare direttamente alle stalle, che un tempo erano molto più numerose e diffuse di oggi. Ma la tecnologia e i controlli sulla produzione sono quelli di un’impresa moderna, che vuole garantire sicurezza alimentare ai consumatori e benessere agli animali.

Marino Targa, co-titolare azienda Targa Marino e Claudio

«La nostra azienda segue il disciplinare del Consorzio di tutela del Grana padano – spiega Marino Targa, uno dei titolari – e, pertanto, curiamo in modo particolare l’alimentazione delle mucche e la loro serenità generale. Questo ci permette di mungere un latte saporito e di alta qualità per composizione. Ce lo dicono le cadenziate analisi di Ulss e Abi cui sottoponiamo il prodotto. Ogni mucca mangia quotidianamente circa 35 chili lordi di alimenti naturali, in prevalenza di produzione aziendale: circa 20 chili di trinciato di mais (no ogm) che coltiviamo noi, 6 chili di pastone di granella di mais (sempre no ogm e di nostra produzione), 6 chili di fieno di erba medica coltivata nella nostra azienda, 2 chili e mezzo di soia no-ogm che acquistiamo, paglia a volontà che ogni mucca ha a disposizione nella propria cuccetta. Non tutti sanno – spiega Marino Targa – che ciascun animale, che durante il giorno è libero di razzolare a suo piacimento, durante la notte si ritira in una propria cuccetta, una sorta di lettino, che si è scelto lui e che mantiene nel tempo».

(fonte: Coldiretti Rovigo)

Al via Vinitaly 2010

Apre oggi sotto il segno della fiducia la 44^ edizione di Vinitaly. Business, promozione e internazionalizzazione sono le parole chiave della rassegna leader di Veronafiere che, dopo la crisi mondiale del 2009, si propone come appuntamento indispensabile per la ripresa e il rilancio del settore.

La “cinque giorni” dedicata al vino sarà ufficialmente inaugurata oggi alle 10,30, alla presenza di Luca ZaiaMinistro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali nonché neo-governatore della Regione Veneto. Presenti anche il sindaco di Verona Flavio Tosi, il presidente della Provincia Giovanni Miozzi e l’assessore all’Agricoltura della Regione  Abruzzo, Mauro Febbo. «Il nostro obiettivo è consolidare la nostra leadership, dopo essere stati l’unico organizzatore fieristico ad aver chiuso il 2009 con il bilancio in attivo – afferma Ettore Riello, presidente di Veronafiere. – E la strategia passa dal continuo miglioramento delle infrastrutture e all’offerta integrata di servizi innovativi per favorire gli scambi commerciali del sistema Paese».

Ed è proprio l’internazionalizzazione a guidare il Vinitaly World Tour, che ha già toccato l’India e due volte gli Stati Uniti e si appresta alle prossime tappe in Russia, Cina, Giappone, Corea e Singapore. «I segnali – sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale – sono positivi e l’aspettativa è di confermare l’equilibrio di visitatori raggiunto nel 2009, con una significativa presenza dall’estero». A Vinitaly, spazio anche alle produzioni di qualità del Made in Italy  con SOL, il Salone internazionale dell’olio d’oliva extravergine di qualità, dove, il 9 aprile, sarà firmato il primo accordo di programma per la promozione dell’extra vergine italiano in Italia e all’estero. A firmare lo storico accordo, che avrà importanza strategica per la promozione e valorizzazione delle nostre produzioni oleicole, saranno Adolfo Urso, viceministro allo sviluppo economico, e Massimo Gargano, presidente di Unaprol, l’organizzazione di operatori olivicoli che condivide con Veronafiere l’ambizioso progetto. Grazie alla concomitanza con Sol e Agrifood Club, infine, i visitatori di Vinitaly, in particolare quelli esteri, hanno anche a disposizione anche il meglio della produzione oleicola e agroalimentare italiana, mentre con Enolitech possono aggiornarsi su tutte le nuove tecnologie e le attrezzature all’avanguardia per produrre, confezionare, trasportare, vendere e degustare.
(fonte Veronafiere)

La CO2 che piace: “bollicine” protagoniste al Vinitaly

foto Forum Spumanti d'Italia

Segmento trainante dell’intero comparto enologico italiano, la destagionalizzazione degli spumanti è una tendenza consolidata, una vera e propria “mania”, in linea con i gusti internazionali e con i bisogni di cucine mondiali diverse. E’ la Co2 che piace, simbolo di un bere moderno e capace di accontentare tutti, che sarà protagonista a Vinitaly, a Verona dall’8 al 12 aprile, uno degli eventi più importanti dell’enologia internazionale.

Nell’ultimo decennio il consumo di bollicine italiane è quasi raddoppiato: questo perché, se una volta erano relegate ai brindisi delle feste, oggi gli spumanti ricoprono tutto l’anno un ruolo da protagonisti, e rappresentano la scelta più gettonata, tra i più classici bianchi e rossi, non solo al momento dell’aperitivo, ma anche a tutto pasto. Grazie alla loro versatilità di abbinamento – dalla morbidezza elegante del Franciacorta al prestigio dei migliori spumanti trentini, dall’immediata piacevolezza del Prosecco alla dolcezza e classicità dell’Asti, fino alle tante etichette dell’Oltrepò Pavese – gli spumanti rappresentano una soluzione ideale che accontenta tutti e che va bene con quasi tutti i tipi di cibo, siano questi tradizionalmente italiani oppure etnici.

Italia terzo produttore al mondo di “bollicine”. Fondamentale è la variegata gamma di tipologie offerte dal Belpaese, grazie alla quale l’Italia è il terzo produttore al mondo con 360 milioni di bottiglie, dopo Germania e Francia: sono 278 le denominazioni d’origine che possono produrre un vino spumante, un numero assai ampio, spesso legato a produzioni limitate e addirittura localistiche (dati: Forum Spumanti d’Italia). Senza dimenticare la leva del prezzo, dalle etichette per le grandi occasioni alle bottiglie più easy e meno impegnative, l’ampia diffusione nei punti vendita e le etichette semplici e chiare.

La destagionalizzazione è la chiave del successo delle bollicine made in Italy, i cui consumi continuano a crescere, testimoniando un cambiamento epocale sulle tavole nazionali. Fra i meno giovani, al di là delle tipologie più famose e conosciute, gli spumanti italiani accontentano anche chi è alla ricerca costante di chicche enologiche, con produzioni legate a poco diffusi vitigni autoctoni – dall’Erbaluce di Caluso al Nerello Mascalese – ma sono in molti quelli che le scelgono semplicemente perché sono buone. Ma i principali consumatori sono soprattutto i più giovani, che le amano perché le sentono molto vicine al loro modo di essere: semplici, effervescenti e a volte molto chic, le nuove generazioni le preferiscono ai cocktails, ed iniziano a sceglierle anche al ristorante quando sono in compagnia.

La mania delle bollicine non riguarda solo il Belpaese. Nel mondo si consumano 2,6 miliardi di bottiglie l’anno e l’Italia con 190 milioni di bottiglie è il secondo esportatore dopo la Francia, con un fatturato export pari a 1,9 miliardi di euro (dati: Forum Spumanti d’Italia). Il loro successo mondiale è dovuto soprattutto al fatto di essere “paladine” del made in Italy accessibile, grazie ad una proposta forte di prodotti in grado di soddisfare in questo momento culture alimentari, gusti personali, possibilità econonomiche e abbinamenti a tavola assai differenti.
(fonte Veronafiere)

Vinitaly: le novità della 44^ edizione

Business, promozione, informazione, sono queste le parole d’ordine del 44° Vinitaly, in programma a Verona dall’8 al 12 aprile 2010, rassegna di proprietà e organizzata da Veronafiere.

Novità per i visitatori. Per rendere più assistita la permanenza dei visitatori alla manifestazione sono stati attivati servizi via palmare o blackberry su viabilità, ricerca espositori, elenco degustazioni, ecc. Sul sito di Vinitaly, inoltre, si trova il nuovo spazio My Vinitaly, con tutti gli eventi, le degustazioni e i menù del Ristorante d’Autore, del Self service d’Autore, della Cittadella della Gastronomia e del Sol Goloso, con un carrello che permette di selezionare gli appuntamenti e stamparli o inviarli sulla propria posta elettronica.

Novità per la stampa. In occasione di questo Vinitaly viene inaugurata una piattaforma online dedicata ai giornalisti, dove trovare in modo organizzato comunicati, immagini, video, interviste, approfondimenti, le ricerche di mercato, così da avere a portata di click tutto il Vinitaly. Un servizio pensato per agevolare il lavoro degli operatori dei media, ma anche per dare la possibilità a chi non ha potuto essere presente di creare un proprio percorso all’interno della fiera.

(fonte Veronafiere)

Sol: dall’8 al 12 aprile 2010 il giro dell’Italia dell’olio extravergine

Sol , il salone internazionale dell’olio di oliva extravergine di qualità che si svolge a VeronaFiere dall’8 al 12 aprile 2010 in concomitanza con Vinitaly,  consente di esplorare in 5 giorni di manifestazione  l’intero panorama dell’Italia oleicola. Quest’anno le collettive regionali propongono infatti  un viaggio dal nord al sud della penisola, che passa attraverso Liguria, Veneto (con il Consorzio del Garda DOP e il Consorzio Veneto DOP), Marche, Abruzzo, Toscana (attraverso la Provincia di Siena e la Camera di Commercio di Prato), Lazio, Campania, Puglia e Calabria, per finire con la Sardegna.

Stage di degustazione, laboratori di cucina e International Meeting Point. Come di consueto, la manifestazione si sviluppa su due fronti: la cultura del prodotto e i contatti b2b. Nel primo caso l’educazione all’utilizzo dell’olio di qualità viene fatta attraverso stage di degustazione per la presentazione delle diverse regioni produttrici e i laboratori di cucina presso il ristorante Sol Goloso. Qui gli chef dell’Accademia delle 5 T della qualità (Territorio, Tradizione, Tipicità, Tracciabilità, Trasparenza) utilizzeranno i diversi oli extravergine nella preparazione di primi e secondi piatti e per ricette di pasticceria. Dedicato al b2b l’International Meeting Point, dove produttori e operatori di tutto il mondo si possono incontrare e parlare di affari. Potenziato, inoltre, il Buyers Club, il servizio sviluppato dall’organizzazione di Veronafiere che permette agli operatori esteri di programmare gli incontri con le aziende espositrici nel periodo che precede la fiera. Per aumentare il numero di contatti commerciali, quest’anno è stata realizzata un’azione di incoming di buyer selezionati da una quarantina di Paesi di Europa, America e Asia; tra questi Cina, Giappone, Singapore, Russia, India, Usa, Canada e America Latina.  A questi verranno aperte le porte dell’oleoteca che ospita le eccellenze mondiali, cioè gli oli vincitori di medaglia e Gran Menzione del Concorso Internazionale Sol d’Oro.

In mostra il meglio della produzione agroalimentare italiana. Grazie alla concomitanza con Vinitaly e Agrifood Club, Sol aumenta l’appeal nei confronti dei visitatori esteri, che possono entrare in contatto con tutto il meglio della produzione agroalimentare italiana, presente a Verona nelle sue mille sfaccettature. L’incontro di gusti e sapori si realizza pienamente oltre che al Sol Goloso, anche al Ristorante d’Autore, al Self Service d’Autore gestito dall’Associazione Giovani Ristoratori Europei e in tutte le Cittadelle della Gastronomia, dove vengono proposti piatti della tradizione culinaria italiana preparati da chef di fama internazionale, in abbinamento con i migliori vini delle aziende espositrici di Vinitaly.

(fonte VeronaFiere)

Al via a Longarone (Bl) Agrimont

Agrimont, la mostra dell’agricoltura di montagna in programma a Longarone Fiere (Bl) nei due fine settimana dal 19 al 21 e dal 26 al 28 marzo, è un punto di riferimento per un settore che sta registrando una rinnovata attenzione ed è considerato, assieme al turismo, una risorsa strategica sulla quale incentrare nuovi progetti di sviluppo per le aree di montagna.

In mostra. Nei giorni di fiera ampio spazio viene dedicato alla filiera legna-calore e alla zootecnica, attività principe dell’agricoltura montana. Grazie alla rinnovata collaborazione con l’Associazione Provinciale Allevatori di Belluno, viene riproposto il padiglione con un’esposizione delle principali razze bovine, equine e ovicaprine allevate in provincia. Sabato 27, alle ore 15, in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore “Antonio Della Lucia” di Feltre, ci sarà inoltre una presentazione della razza ovina Pecora Lamon.

Zootecnia bellunese: meno capi, più resa di latte. Il valore della produzione agricola bellunese è dato per oltre il 70% dalle produzioni zootecniche all’interno delle quali il settore trainante è dato dal comparto lattiero-caseario. Il numero di vacche da latte allevate in Provincia di Belluno attualmente è di poco superiore ai 9.000 capi. Dopo il grosso calo, pari a oltre il 50%, di animali allevati dal 1965 agli anni Novanta, la situazione dal 2000 al 2008 si è di fatto stabilizzata su valori di circa 25.000 bovini totali. Le aziende titolari di quota latte in Provincia di Belluno sono diminuite passando dalle 2.236 nel ’92 , alle 1.023 nel ’96, alle 752 nel 2002, fino ad arrivare a poco più di 400 nel 2009. Nonostante la diminuzione del numero delle aziende, la produzione di latte è cresciuta costantemente passando dai 473.974 quintali del ’92 agli oltre 518.000 del 2009. Ciò grazie a un aumento della produzione per singolo capo resa possibile principalmente grazie al miglioramento genetico degli animali allevati e all’adeguamento strutturale delle aziende zootecniche associato al miglioramento delle condizioni sanitarie degli allevamenti, al miglioramento delle tecniche alimentari e non per ultimo ad una sempre maggiore professionalità dell’allevatore.

Agrimont si rivolge anche al grande pubblico. In mostra ampia varietà di prodotti e piccole attrezzature da utilizzare nella cura dell’orto e del giardino di casa, senza dimenticare la presenza dei numerosi stand dove ci sarà la possibilità di acquistare le più qualificate produzioni tipiche dell’agricoltura di montagna, come formaggi, insaccati, e speck e, più in generale, delle regioni italiane. Orario d’ingresso: venerdì 14:30-19:00, sabato e domenica 9:00-19:00.

(fonte Longarone Fiere)

Fieragricola 2010: sguardo ottimista sul futuro occupazionale del comparto primario

Nuovi posti di lavoro in arrivo dall'ecoturismo

L’agricoltura sarà sempre più uno dei traini del Paese, sia sotto il profilo della produzione lorda vendibile che sul versante occupazionale, dove, a fronte di una sostanziale stabilità nel numero degli addetti legati al settore strettamente primario (+ 0,3 per cento nel prossimo quinquennio), aumenteranno invece le esigenze – e di conseguenza gli sbocchi professionali – di manodopera e di occupazione qualificata.

A dirlo è l’Ufficio Studi di Veronafiere-Fieragricola che in occasione di Fieragricola (a Verona, fino al 7 febbraio 2010) presenta dati confortanti in fatto di occupazione: stima infatti che nei prossimi cinque anni potranno arrivare a 300mila i posti di lavoro connessi all’agricoltura e alle nuove professionalità ad essa collegate (dall’analisi è escluso il comparto agro-industriale). E se la parte dell’indotto delle energie da fonti rinnovabili costituirà il segmento in grado di assorbire il maggior numero di posti di lavoro (per il 50 per cento del totale), non si possono non citare sbocchi professionali altrettanto rilevanti, collegati all’ecoturismo e all’«agri-wellness» (che si stanno affermando con una certa decisione, inteso anche come fattorie sociali, oltre alla cura dello spirito e del corpo), al turismo enogastronomico caratterizzato dalla forte identità delle produzioni tipiche (in costante crescita).

Necessità di manodopera specializzata. Ci sono altre professionalità in crescita, anche se numericamente meno marcate, come quelle legate al settore della meccanica agricola in senso lato. Da un lato le aziende legate alla vendita delle macchine agricole avranno la necessità di manodopera specializzata per officine sempre più moderne e all’avanguardia e dall’altro cresceranno le esigenze di specializzazione nel terziario per l’agricoltura, a partire dai contoterzisti per le operazioni in campagna e nelle aziende agricole, agro-zootecniche ed agro-energetiche.

L’andamento dei principali mercati (latte, suini, frumento, mais). Con uno sguardo più sul breve periodo, dopo un 2009 che ha mortificato il reddito delle aziende agricole italiane, con una contrazione della redditività media del 25 per cento circa, l’anno in corso dovrebbe riservare alcune soddisfazioni per i produttori. Niente exploit eclatanti, come il boom dei listini dei cereali fra il 2007 e il 2008, ma tutto sommato un assestamento verso l’alto per i principali prodotti agricoli. Il latte dovrebbe proseguire la propria corsa verso l’alto, trascinato anche da sostegni comunitari e da una visione sempre più «export-oriented» per i prodotti caseari stagionati a marchio. Dagli attuali 310 euro la tonnellata, se le dinamiche legate al comparto caseario non dovessero riservare sorprese o stravolgimenti, entro la fine dell’anno potrebbe andare in porto una fase negoziale fra produttori e industriali (il riferimento è al prezzo in Lombardia) sui 360-380 euro la tonnellata, con una impennata di circa 15 punti percentuali sul prezzo attuale. Anche la suinicoltura dovrebbe raccogliere i sacrifici di un 2009 col freno a mano tirato. La contrazione delle produzioni a livello nazionale e soprattutto europeo potrebbe trascinare al rialzo i prezzi. Guardando la categoria dei grassi da macello (maiali del peso di oltre 160 chilogrammi), il mercato nel 2010 dovrebbe registrare una ripresa, con quotazioni in grado di coprire ampiamente i costi di produzione ed attestarsi mediamente oltre la soglia di 1,38 euro il chilogrammo. Si prevedono performance positive anche per cereali e mais. Una contrazione media del 5-10 per cento delle produzioni di frumento e del 10-15 per cento del mais, unitamente ad una ripresa (invero non eclatante a livello italiano, ma più interessante nel Nord America e in alcuni Stati dell’Unione europea, come la Francia) delle bioenergie anche dal mais (bio-etanolo), dovrebbe trascinare verso l’alto prezzi che nella seconda parte del 2008 e per tutto il 2009 sono stati piuttosto penalizzanti. Nessun rally comunque per i mercati, quanto piuttosto un assestamento importante in scia di una spirale rialzista su scala mondiale. Il frumento duro dovrebbe raggiungere la soglia almeno dei 280-300 euro la tonnellata. In scia anche il grano tenero (prevedibilmente oltre i 260-270 euro la tonnellata) e il mais, sottoposto tuttavia a possibili stress sulle mercuriali, dopo l’apertura del Consiglio di Stato alle semine ogm, subordinate tuttavia all’emanazione di regolamenti da parte del ministero delle Politiche agricole.

(fonte Servizio Stampa Veronafiere)