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Clima ed energia 2030, agricoltori preoccupati per i possibili nuovi oneri

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiLe Organizzazioni agricole europee si dicono preoccupate per gli oneri a carico dell’agricoltura di fronte al nuovo quadro sulle politiche energetiche e il climatica all’orizzonte del 2030. La Commissione europea potrebbe infatti imporre immensi oneri al settore agricolo, minacciando la competitività del comparto, la crescita verde, l’occupazione e l’offerta di derrate alimentari.

In discussione la percentuale di riduzione delle emissioni di gas a effetto sera. E’ questa la sintesi di una missiva inviata al Consiglio dell’UE, dal Segretario generale del Copa-Cogeca, Pekka Pesonen, che evidenzia la necessità di una maggiore cautela nei confronti dell’opzione di un innalzamento dell’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GES) al 40% entro il 2030 (a fronte del 20% previsto entro il 2020), avvertendo che ciò imporrebbe un onere indebito al settore non ETS (Emissions Trading System), che comprende l’agricoltura. La questione è stata affrontata dai Capi di Stato e di Governo nel corso dell’ultimo Consiglio.

L’agricoltura ha già fatto la sua parte. Secondo Copa-Cogeca, i settori agricolo e silvicolo europei hanno già apportato un notevole contributo all’attenuazione del cambiamento climatico generando energie rinnovabili per altri settori, le quali non sono però contabilizzate fra le riduzioni di GES realizzate dal settore agricolo. Questi comparti sono all’avanguardia nello sviluppo di fonti energetiche rinnovabili grazie alla loro produzione di biomassa, di biocarburanti e di biogas, nonché ai loro impianti di pannelli fotovoltaici e di turbine eoliche. Tutto ciò contribuisce anche a contenere la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili. In aggiunta, il settore agricolo dell’UE ha ridotto le proprie emissioni di GES molto più di quanto non abbiano fatto, in media, altri settori fra il 1990 e il 2011. Tuttavia, il settore non sarà in grado di mantenere questo ritmo nei prossimi anni, soprattutto a fronte dell‘incremento della domanda alimentare. “Per questo motivo – si legge in una nota dell’Organizzazione – dobbiamo fare in modo che il contributo di questi settori all’obiettivo di riduzione delle emissioni non metta a repentaglio la loro competitività. Dobbiamo assicurare una certa flessibilità fra la decisione relativa alla condivisione degli sforzi e le regole di contabilizzazione delle emissioni e degli assorbimenti di CO2 derivanti dalle attività connesse all’uso del suolo, ai cambiamenti di uso del suolo e alla silvicoltura”.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

Produzione cerealicola e oleaginosa europea, positive le prime stime

4_cerealiCopa-Cogeca ha pubblicato le stime di produzione nell’UE-28 per la campagna 2014/2015. Situazione positiva per una stagione di crescita ancora agli inizi.

Cereali. Le colture sono in buono stato grazie a un inverno mite e alle buone condizioni di semina di cereali vernini. Malgrado delle incertezze circa la coltivazione di mais, le superfici dovrebbero rimanere complessivamente stabili, mentre la produzione di cereali di tutta l’UE dovrebbe aumentare dell’1,5% rispetto all’anno scorso. Le superfici investite a frumento dovrebbero registrare un leggero aumento. Anche nel Regno Unito la situazione è positiva nonostante le recenti forti inondazioni. Tuttavia, in alcuni Paesi, come la Spagna, è ancora troppo presto per fare un bilancio e anche per il resto dell’UE i dati sono forniti con una certa cautela. Desta qualche preoccupazione la diminuzione delle semine di frumento duro malgrado le buone condizioni climatiche registrate in queste regioni. Gli Stati baltici devono fare i conti con un elevatissimo tasso di perdite (circa l’80%) determinate dai rigori dell’inverno e per questo stanno cercando varietà di sementi primaverili disponibili. Al fine di garantire in futuro la disponibilità di sementi, Copa-Cogeca ha chiesto la predisposizione di un bilancio delle sementi di cereali, oleaginose e proteaginose.

Semi oleosi. Le stime relative ai semi oleosi nell’UE-28 per la campagna di commercializzazione 2014/2014 indicano buone prospettive di mercato e buone condizioni delle semine invernali. Anche se la stagione di crescita è ancora agli inizi, le colture sembrano essere in ottime condizioni e si prevede un buon raccolto. In particolare, si prevede che la produzione di colza rimanga ad un livello elevato: circa 21 milioni di tonnellate con un aumento delle superfici dell’1,7% rispetto allo scorso anno. I produttori europei dovrebbero quindi fornire un buon raccolto, riducendo così l’impatto di eventuali riduzioni produttive in altri continenti. Rispetto allo scorso anno, nell’UE-28 si prevede un aumento del 2,2% della superficie totale di semi oleosi. Lo strumento di monitoraggio per le colture proteiche e vegetali che Copa-Cogeca sta attuando si sta dunque rivelando di grande utilità, visto che consente di avere una visione sempre più chiara sul comparto, sulla dipendenza dell’UE dalle importazioni e di capire meglio il mercato. Questo strumento può anche essere utilizzato per valutare l’impatto diretto o indiretto delle politiche europee – come la politica sui biocarburanti – sulla produzione agricola dell’UE.

(Fonte: Europe Direct Veneto)

Censimento agricolo 2010: meno aziende (in Veneto ed Europa), ma più grandi e ricche

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiNel corso del recente seminario “Lo spazio economico dell’agricoltura veneta nel 2010. Tipologia e sinergie territoriali”, promosso da Regione del Veneto e Istat (Istituto Nazionale di Statistica), sono stati diffusi i dati economici emergenti dal 6° Censimento generale dell’agricoltura svoltosi nell’ottobre 2010, per la prima volta nello stesso giorno in tutti i Paesi dell’Europa a 27.

Il censimento nel Veneto ha contato 119.384 aziende (1,6 milioni in Italia) per 811.440 ettari di superficie agricola utilizzata (13 milioni di ettari in Italia). Seguendo la tendenza generale a livello nazionale, anche le aziende venete risultano in calo (-32,4%) ma più grandi rispetto al decennio precedente, con un aumento della superficie agricola media +41,1% e pari a 6,8 ettari, oltre un ettaro al di sotto della media nazionale (7,9 ettari): sono le aziende più piccole a cedere il passo a quelle più grandi, che normalmente ne assorbono la superficie. La redditività aziendale media per il Veneto supera i 46.000 euro per azienda, nettamente al di sopra della media nazionale di 30.500 euro per azienda, con una distribuzione che vede oltre la metà delle aziende venete con una redditività inferiore a 8.000 euro ed un 8,5% con redditività superiore a 100.000 euro. Le aziende venete risultano fortemente polarizzate nelle loro specializzazioni: il 55% delle aziende venete ricava la fonte dei propri redditi dalle colture a seminativi ed il 25% dagli alberi da frutto. Fra queste spiccano vere e proprie eccellenze, come le aziende vinicole capaci di produrre per il 2013 quasi 9 milioni di ettolitri di vino di qualità (il 90% è DOP o IGP), molto apprezzato all’estero al punto che il Veneto è la prima regione esportatrice d’Italia, con quasi 1,6 miliardi di euro in valore (+10% rispetto al 2012).

Nel resto dell’Europa la redditività è più bassa. Il censimento dimostra che anche i giovani (capi azienda under 40) apportano il loro dinamico contributo nelle aziende agricole: pur rappresentando nel 2010 il 7,2% del totale, essi realizzano un reddito aziendale medio quasi 2 volte e mezzo superiore a quello delle aziende venete (rispettivamente 109 mila euro contro 46 mila), soprattutto grazie alla maggior propensione alla multifunzionalità. In tutta l’Europa a 27 si sono registrate 12 milioni di aziende agricole (il 46 per cento delle quali si trova in Italia ed in Romania) per 170 milioni di ettari di superficie agricola utilizzata, 134 milioni di capi di bestiame e quasi 10 milioni di persone impiegate full time. Il 25% delle aziende trova la propria maggior fonte di reddito nei seminativi, il 20% negli alberi da frutto e il 15% negli allevamenti di erbicoli. Le aziende agricole europee si caratterizzano per una SAU media di 14 ettari e si distribuiscono in maniera non omogenea fra le varie classi di SAU: due aziende su tre hanno una superficie agricola inferiore a 5 ettari e rappresentano il 2% della totalità della SAU, mentre il 3% delle aziende con estensioni di superfici superiori a 100 ettari ne detiene la metà. Analogamente anche la distribuzione delle aziende per dimensione economica, considerando le classi di reddito aziendale, risulta molto sbilanciata, con il 73% delle aziende che registra meno di 8.000 euro e meno del 2% delle aziende con una redditività superiore ai 250 mila euro, mentre il valore medio europeo si attesta a 25.450 euro per azienda.

(Fonte: Garantitaly.it)

Stime iniziali per la produzione 2014 dei cereali, grano in diminuzione, riso in leggero aumento ma in ogni caso insufficiente

4_cerealiÈ ancora troppo presto per stabilire delle stime precise sulla produzione di cereali, in quanto molte colture devono essere ancora piantate e il meteo rimane un fattore decisivo per l’andamento dei raccolti. La produzione mondiale di grano potrebbe raggiungere i 702 milioni di tonnellate nel 2014, due milioni di tonnellate in meno di quanto previsto nelle stime di marzo; 2% in meno rispetto al raccolto record dell’anno scorso.

Riso, modesto aumento. Le prime stime della FAO sulla produzione mondiale di riso nel 2014 pubblicate nel rapporto di marzo indicano un modesto aumento dello 0,8%, raggiungendo i 500,7 milioni di tonnellate (riso lavorato), dovuto probabilmente al calo dei prezzi internazionali e ai timori per gli eventi meteo legati a El Niño. Anche se le stime delle produzioni di riso sono in leggero rialzo, la maggiore produzione potrebbe comunque non bastare a compensare la crescita demografica. Come conseguenza gli stock potrebbero diminuire, anche se da livelli comunque alti.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

Etichettatura delle carni, il Parlamento europeo alza il tiro a favore dei consumatori

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Lavorazione carni Azove

Notizia positiva (ndr). Non va a buon fine la proposta di regolamento della Commissione sull’etichettatura delle carni suine, ovine, caprine e avicole, fresche o congelate. Secondo tale proposta, sull’etichetta del prodotto finale sarebbe figurato solo il Paese in cui l’animale è stato allevato e macellato.

Maggior tutela consumatori. Gli eurodeputati hanno votato contro il disegno di legge e hanno invitato la Commissione a predisporne uno nuovo in cui sia descritto l’obbligo di inserimento in etichetta del luogo di nascita, allevamento e macello dell’animale per tutti i tipi di carni, riproponendo quindi la regolamentazione già attiva in Europa dal 2002 per le sole carni bovine. È stato richiesto inoltre di eliminare ogni riferimento alle deroghe per le carni macinate o i ritagli di carne. In sostanza, gli europarlamentari sostengono che questa loro richiesta viene avanzata nell’interesse dei consumatori, i quali sempre più spesso chiedono di essere informati non solo sul luogo di allevamento dell’animale, ma anche di quello di nascita e di macellazione, per poter essere certi che la carne provenga da Paesi con elevati standard qualitativi.

Rapporto di fiducia tra cliente e produttore. Le informazioni da aggiungere all’etichetta non rappresentano alcun costo aggiuntivo per gli allevatori, quindi i deputati non vedono il motivo per cui il consumatore debba essere tenuto all’oscuro di informazioni che reputa fondamentali per poter scegliere liberamente come alimentarsi. La fiducia del consumatore si sta infatti riducendo, soprattutto alla luce degli scandali alimentari che hanno coinvolto il mercato della carne negli ultimi anni. Illustrare l’intero ciclo vitale dell’animale può essere determinante nella ricostruzione del rapporto di fiducia tra cliente e produttore.

(Fonte: Europe Direct Veneto)

17-21/5/14, tour per la stampa agricola sulla zootecnia suina tra Belgio e Olanda. Per iscrizioni precedenti il 21 marzo, sconto quota partecipazione.

ENAJArriva dall’associazione della stampa agricola belga e olandese (BVlJ e NVLj), di concerto con il Network dei giornalisti agricoli europei (ENAJ), l’invito ai giornalisti agricoli italiani (che hanno dimestichezza con l’inglese) a partecipare al tour di conoscenza del ciclo innovativo di produzione di maiali, che si terrà dal 17 al 21 maggio 2014 tra Belgio e Olanda. Ecco di seguito il testo (in originale) dell’invito.

Si visitano allevamenti, produttori di mangimi, un laboratorio innovativo di produzione e si parla dell’uso di antibiotici nell’allevamento. The Belgian and Dutch guild of agricultural journalists (BVLJ and NVLJ) in conjunction with the European Network of Agricultural journalist (ENAJ) welcome you to join the Innovative Pig Production Tour from May 17th until May 21st, 2014. Program. The Innovative Pig Productin Tour will take place in the border area between Belgium and The Netherlands, one of the most productive regions with regards to pig production. The tour will offer visits to pig farms, a feed mill and the new innovative Feed Design Lab, a facility that focuses on development of novel food and feed. Besides the practical side of modern pig production, we’ll discuss the use of antibiotics and innovative pig production in an European perspective.

Si visita anche la fiera della sicurezza alimentare. anche la In addition to this tour you will be invited to visit VIV Europe in Utrecht. The international exhibition VIV Europe offers a broad perspective on the international innovative meat production with a main focus on pig and poultry.

Quota di partecipazione. Price. Those participants who register before March 21th are offered an early bird price*: 175 euro per person for a double room and 275 euro per person for a single room. After March 15th prices will rise with 50 euro’s per person. Due to hotel reservation registrations entered after March 21th can’t be refunded. (*The price includes your accommodation, meals and transport during the tour. It doesn’t include travelling to and from The Netherlands and your personal expenses).

Iscrizione. Registration. If you wish to take part in this Tour please fill in the participation form attached Innovative Pig Production Tour Please fill in the necessary information to ensure your participation in the Pig Production Tourand return this to siemesha@planet.nl as soon as possible. The number of participants is limited. On behalf of the Belgian and Dutch guild of agricultural journalists we hope to welcome you in The Netherlands and show you what the Belgian and Dutch pig production is all about and the dilemma’s the production chain is facing. The Innovative Pig Production Tour will offer you ample opportunity to inform yourself and your public on modern pig production in Europe in general and in The Netherlands and Belgium specifically. As the number of participants is limited, we invite you to send in your registration form as soon as possible.

(Fonte: Jacques Van Outryve, president of the Belgian guild/Jacqueline Wijbenga, president of the Dutch guild/Jef Verhaeren, president of the European Network of Agricultural Journalist-ENAJ)

Stop agli agrumi Sudafricani colpiti dalla malattia della macchia nera

Agrumi malattia macchia neraBloccare le importazioni nell’UE di agrumi provenienti dal Sudafrica contaminati dalla malattia della macchia nera (Black Spot), una delle più devastanti malattie che colpiscono gli agrumi causata dal fungo Guignardia citricarpa. A chiederlo è l’Organizzazione agricola europea Copa-Cogeca in seguito alla pubblicazione di una relazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Copa-Cogeca chiede dunque alla Commissione europea di avviare azioni urgenti evidenziando la necessità di incrementare le attività di monitoraggio.

(Fonte: Europe Direct Veneto)

Latte e frutta nelle scuole, promozione prodotti agricoli, crisi settore lattiero-caseario, Atti Delegati nuova PAC, vini aromatizzati: tanti gli argomenti discussi nell’ultimo Consiglio Agricoltura europeo

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiTanti gli argomenti discussi a Bruxelles dai Ministri agricoli europei (per l’Italia ha partecipato Marco Peronaci, deputato della Rappresentanza permanente) in occasione del Consiglio Agricoltura, riunitosi lo scorso 17 febbraio a Bruxelles per la prima volta sotto la Presidenza greca per discutere delle proposte legislative avanzate dalla Commissione negli ultimi mesi. Eccone una sintesi.

Latte e frutta nelle scuole. Per quanto riguarda la proposta di elaborazione di un nuovo schema di distribuzione di latte e frutta nelle scuole, che unisca i due Programmi precedentemente separati, la maggioranza dei Ministri europei ha accolto l’iniziativa favorevolmente e ha riconosciuto l’alto valore educativo della stessa. Non sono mancate le critiche, soprattutto di Paesi come l’Italia che hanno suggerito l’aggiunta dei prodotti caseari trasformati nell’elenco della componente “Latte” del Programma (come formaggi e yogurt). Altri Stati Membri hanno dubitato dell’effettiva semplificazione che porterebbe l’unione dei due Programmi europei.

Misure di promozione e informazione sui prodotti agricoli. Il Consiglio ha scatenato un vero e proprio dibattito sull’argomento, dimostrando come questo fosse uno dei temi più sentiti e su cui meno vi fosse accordo alla vigilia dell’Assemblea. Mentre una metà dei presenti ritiene che la proposta (risalente allo scorso mese di dicembre) di un potenziamento delle misure di informazione per lo smercio sul mercato interno sia di enorme aiuto per il settore primario europeo, l’altra metà ha chiesto invece che la “campagna promozionale” sia rivolta unicamente al commercio extra-UE, per evitare effetti distorsivi sulla concorrenza nel mercato interno. La maggioranza delle Delegazioni si è detta delusa dalla mancanza di proposte di cofinanziamento a piccole e medie imprese (PMI) degli Stati Membri, le quali non sarebbero quasi sicuramente in grado di sobbarcarsi da sole un impegno finanziario di tale portata. L’aumento del budget, suggerito nel disegno di legge dalla Commissione europea (dai 61,5 milioni del 2013 ai 200 milioni di euro), preoccupa alcuni Stati Membri, mentre altri Paesi sono favorevoli a qualsiasi iniziativa che possa aiutare i marchi europei a prevalere nel mercato internazionale, diventato estremamente competitivo, ivi compreso il disegno di legge sopraccitato.

Settore lattiero-caseario. I Ministri dell’Agricoltura hanno evidenziato le difficoltà principali che il settore dovrà affrontare nei prossimi anni. L’ostacolo più importante allo sviluppo delle aziende casearie è rappresentato dalla volatilità del mercato. La risposta al problema, avanzata dalla recente riforma della PAC, è stata l’istituzione di una “rete di sicurezza”, ma alcune delegazioni la ritengono una misura insufficiente, da integrare con altre iniziative in particolare a difesa delle regioni di produzione del latte più fragili (ad esempio le aree montane). Altri Paesi, al contrario, ritengono la “rete di sicurezza” più che sufficiente. Gli Stati Membri, data l’imminente scadenza delle quote latte, hanno colto l’occasione per chiedere ulteriori misure temporanee che permettano alle aziende di settore una transizione più agevole verso la nuova realtà delineata dalla PAC. In questo senso, l’Osservatorio messo in piedi dalla Commissione è ben accetto.

Atti Delegati. Il Commissario all’Agricoltura, Dacian Ciolos, ha fatto il punto sullo stato dei lavori per la stesura degli Atti Delegati della PAC 2014-2020. I Ministri europei condividono con il Parlamento le preoccupazioni riguardanti una possibile divergenza tra i regolamenti della PAC già approvati e il contenuto degli Atti Delegati e chiedono che vengano rispettati gli accordi precedentemente presi. Anche per gli eurodeputati desta preoccupazione l’attuazione di alcune misure previste dalla PAC, come quelle relative alle sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi derivanti dal greening, l’insufficiente sostegno ai giovani agricoltori e i criteri eccessivamente restrittivi per l’assegnazione della denominazione di Area di Interesse Ecologico (per esempio alle regioni interessate da colture intercalari, colture a fissaggio d’azoto, ecc.).

Vini aromatizzati. Il Consiglio agricolo di ieri ha infine proceduto all’approvazione della proposta di regolamento per la riforma della disciplina vigente in tema di etichettatura, produzione e semplificazione delle procedure richieste per l’ottenimento dei marchi IGP o DOP per i prodotti vitivinicoli aromatizzati. Solo la Delegazione francese ha votato contro la proposta legislativa, nonostante l’accordo già raggiunto in prima lettura con il Parlamento UE.

(Fonte: Europe Direct Veneto)

Alimentare: etichettatura a semaforo in Gran Bretagna, secondo Commissione Ue non ostacola gli scambi commerciali, in disaccordo l’europarlamentare trevigiano Scottà

prodotti“Dato il suo carattere facoltativo, il sistema di codici cromatici di etichettatura nutrizionale raccomandato dalle autorità britanniche non costituisce un ostacolo né “de jure” né “de facto” agli scambi commerciali”. Questa la risposta dell’Esecutivo Ue all’interrogazione presentata, un mese fa, dall’eurodeputato trevigiano Giancarlo Scottà, insieme ad altri colleghi della commissione Agricoltura, sull’utilizzo, in Inghilterra, dei bollini “verde-arancione-rosso” sul packaging dei prodotti alimentari. Una pratica che l’europarlamentare definisce «discriminatoria nei confronti di alcuni nostri prodotti, come salumi e formaggi, la cui esportazione è seriamente messa a rischio, nonostante si tratti di produzioni di qualità garantita, come quelle delle otto DOP del caseario veneto».

Di cosa si tratta. Questi colori stanno ad indicare il contenuto di calorie, zuccheri, grassi, grassi saturi e sale, e servono a classificare alimenti e bevande in cibi buoni e meno buoni. Si tratta, in particolare, di una raccomandazione del Governo britannico adottata il 19 giugno scorso. La Commissione specifica che solo “alcune aziende del Regno Unito hanno annunciato pubblicamente che ricorreranno a questo sistema, mentre altre hanno affermato che non lo faranno”.

Scottà: “Risposta allarmante”. “Nonostante la Commissione dica che vigilerà affinché tale misura non crei ostacoli alla libera circolazione delle merci, in linea con le disposizioni pertinenti del Trattato, preoccupa la non obbligatorietà di questo sistema, messa in evidenza nella risposta, che in pratica -precisa Scottà- non permette di eliminare completamente l’uso dei bollini, a danno dei nostri prodotti».    «Preoccupante, poi, leggere nella risposta data dal titolare Ue alla Salute, Tonio Borg, che “la Commissione non può al momento verificare la conformità della raccomandazione UK ai criteri elencati nel regolamento UE 1169 del 2011, relativo alle etichette alimentari, perché le informazioni fornite dal governo britannico non sono dettagliate». «Sarà mio dovere valutare l’opportunità di presentare un’ulteriore interrogazione alla Commissione, visto che reputo questa risposta insoddisfacente, considerando che ogni cittadino europeo ha il diritto di conoscere in maniera obiettiva gli alimenti che decide di acquistare». «Questo tipo di segnaletica -ha ricordato infine l’europarlamentare trevigiano- classifica gli alimenti solo in base al contenuto dei singoli nutrienti, senza tenere conto della dieta complessiva, e dà quindi messaggi fuorvianti ai consumatori».

(Fonte: segreteria europarlamentare Giancarlo Scottà)

Agricoltura familiare, consultazione on-line sino all’11 ottobre 2013

foto viniesapori.net

foto viniesapori.net

La Commissione europea ha lanciato una consultazione on-line sul ruolo dell’agricoltura familiare al fine di identificare le sfide e le priorità per il futuro

Tutti i cittadini, le organizzazioni e le Autorità pubbliche nell’Unione Europea interessate al tema sono invitate a partecipare all’iniziativa. La consultazione, che scadrà il prossimo 11 ottobre, si propone di raccogliere dei contributi in vista della Conferenza europea su “Agricoltura familiare: un dialogo verso un’agricoltura più sostenibile e resiliente in Europa e nel mondo” in programma per il 29 novembre. La Conferenza esaminerà il ruolo dell’agricoltura familiare e alcune delle sue sfide quali priorità per il futuro. L’evento si svolgerà nel contesto della dichiarazione del 2014 delle Nazioni Unite come “Anno Internazionale dell’Agricoltura familiare”. Maggiori informazioni a questo link.

(Fonte: Europe Direct Veneto)