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Premio FAO alla UE

BarrosoL’Unione europea ha ricevuto la settimana scorsa il premio Jacques Diouf dalla Food and Agriculture Organization (FAO) delle Nazioni Unite, in riconoscimento dell’efficacia del suo lavoro nel campo della sicurezza alimentare. Questo premio prestigioso prende il suo nome dal diplomatico senegalese che ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale della FAO dal 1994 al 2011.

Il programma dell’Ue che è stato premiato è lo “EU Food Facility”, che dal 2008 ha migliorato l’accesso alle risorse alimentari per più di 59 milioni di persone in 50 Paesi in via di sviluppo. Questo fondo da 1 miliardo di euro è stato creato nel 2008 per assicurare un certo sostegno alle regioni del Corno d’Africa e del Sahel, colpite da una forte crisi alimentare. Attraverso il “Food Facility” e grazie al sostegno di partner chiave come la FAO e l’UNICEF, l’Unione europea ha contribuito allo sviluppo della produzione agricola e fornito un sostegno efficace alle economie di molti paesi in difficoltà. José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, ha accettato il premio a nome dell’Ue durante la cerimonia della 38° conferenza della FAO a Roma. In questa occasione il presidente Barroso ha ricordato l’impegno dell’Unione nel campo della sicurezza alimentare, della nutrizione e più in generale in quello dell’aiuto allo sviluppo. L’Ue è, infatti, il più grande donatore mondiale.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

Commercializzazione delle eco innovazioni: il bando è aperto

cip-ecoinnovationLa Commissione europea è di nuovo in campo per sostenere l’ecoinnovazione, che racchiude in sé due aspetti principali: la riduzione dell’impatto ambientale delle nostre società e l’aumento dell’efficienza nell’uso delle risorse. Investire nell’ambito dell’ecoinnovazione risulta più che mai fondamentale oggi, sia per tutelare l’ambiente sia per stimolare una crescita economica europea.

Ecoinnovazione, trasversale a tutti i settori. Le ecoinnovazioni hanno un forte potenziale perché possono utilizzare le risorse, sempre più scarse, per arrivare a nuove soluzioni tecnologiche. Per fare un esempio, le ecoinnovazioni possono portare alla scoperta di nuovi combustibili non fossili per le nostre automobili. L’ecoinnovazione, ormai, non riguarda più le sole imprese verdi, ma è piuttosto diventata trasversale a tutti i settori: è, infatti, soprattutto nelle PMI che nascono nuove soluzioni verdi grazie al lavoro di ricerca e sviluppo svolto nelle imprese stesse. A volte, però, le imprese non sono capaci di implementare queste innovazioni sul mercato a causa della mancanza di fondi.  L’Unione europea, per contribuire all’implementazione di idee sostenibili sul mercato, ha previsto all’interno del suo programma per la Competitività e l’Innovazione (CIP) un fondo di 31,5 milioni di euro. Questo fondo sosterrà le conquiste nell’ambito delle soluzioni verdi, rendendo possibile la commercializzazione di soluzioni ambientali innovative.

Domande di finanziamento da presentare entro il 5 settembre. Il programma si rivolge in particolare a 5 settori chiave, quali il riciclaggio di materiali, l’acqua, i prodotti sostenibili per l’edilizia, le imprese verdi e il settore alimentare e delle bevande. L’iniziativa cerca, quindi, di minimizzare il divario tra ricerca e mercato, permettendo a prodotti innovativi di essere commercializzati e utilizzati. Le domande di finanziamento vanno presentate entro il 5 settembre 2013. In palio fondi per i migliori 45 progetti, che apporteranno così un contributo sostanziale per un uso migliore delle risorse naturali europee. Grazie alle passate edizioni di questo programma sono già stati finanziati e avviati 185 progetti, attualmente in corso. Tra questi, per esempio, tecnologie per ottimizzare il riutilizzo di vecchi mattoni nell’edilizia e per produrre calzature in pelle prive di sostanze chimiche nocive.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

Salute delle api: dal 1° dicembre 2013 in vigore in Europa restrizioni sull’uso dei pesticidi

apiLa Commissione europea ha approvato nei giorni scorsi la restrizione dell’uso di tre pesticidi appartenenti alla famiglia dei neonicotinoidi. Tali pesticidi (clotianidin, imidacloprid e tiametoxam) sono stati identificati come dannosi per la popolazione delle api in Europa. La restrizione entrerà in vigore a partire dal 1° dicembre 2013 e sarà riesaminata al più tardi entro due anni. Essa si incentra sui pesticidi utilizzati nel trattamento delle piante e dei cereali che attirano le api e gli impollinatori.

L’80% dell’impollinazione dovuta all’attività delle api. Tonio Borg, Commissario europeo per la salute e politica dei consumatori, ha dichiarato: “Il mese scorso, a seguito dell’alto numero di rischi individuati dal parere scientifico dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, mi sono impegnato a fare tutto il possibile per proteggere la nostra popolazione di api. Il provvedimento adottato mantiene tale impegno e segna un altro passo importante verso un futuro più sicuro per le nostre api, che svolgono due ruoli fondamentali: non solo la produzione di miele, ma soprattutto l’impollinazione. Circa l’80% di tutta l’impollinazione è dovuto all’attività delle api, che è naturale e gratuita”.

Cosa succederà. La restrizione si applica all’uso dei tre neonicotinoidi per il trattamento di sementi, applicazione al suolo (granuli) e trattamenti fogliari su piante e cereali (ad eccezione dei cereali vernini) che attraggono le api. I restanti usi autorizzati sono a disposizione dei soli professionisti. Le eccezioni saranno limitate alla possibilità di trattare coltivazioni che attraggono le api in serre e in campi all’aperto solo dopo la fine della fioritura. Gli antiparassitari sono stati individuati come uno dei vari fattori che potrebbero essere responsabili del calo del numero di api. Fra gli altri fattori vi sono parassiti, altri agenti patogeni, mancanza o eventuale uso improprio di medicinali veterinari, gestione dell’apicoltura e fattori ambientali quali mancanza di habitat e cibo e cambiamenti climatici.

Le azioni intraprese. Il provvedimento fa parte della strategia generale della Commissione1 per combattere il declino delle popolazioni di api dell’Europa. Dopo la pubblicazione nel 2010 della strategia della Commissione relativa alla salute delle api varie azioni sono state adottate o sono in corso di realizzazione, Tra questi figurano: la designazione di un laboratorio di riferimento dell’UE per la salute delle api; l’aumento del cofinanziamento dell’UE per programmi apicoli nazionali, il cofinanziamento agli studi di sorveglianza in 17 Stati membri volontari (nel 2012 sono stati assegnati 3,3 milioni di euro) e la realizzazione di programmi di ricerca dell’UE come Beedoc e STEP, che analizzano gli aspetti multifattoriali ai quali può essere attribuito il declino delle api in Europa.

Prossime tappe.  Gli Stati membri devono revocare o modificare le autorizzazioni esistenti entro il 30 settembre 2013 in modo da rispettare le restrizioni dell’UE e possono consentire l’uso delle scorte esistenti al più tardi fino al 30 novembre. Le autorità nazionali hanno la responsabilità di garantire che le restrizioni vengano applicate correttamente. Non appena saranno disponibili ulteriori informazioni, e al massimo entro due anni, la Commissione riesaminerà tale restrizione per tener conto degli sviluppi scientifici e tecnici.

(Fonte: Commissione Europea – Rappresentanza in Italia)

La Commissione europea approva 22 programmi di promozione dei prodotti Ue, di cui 1 italiano, a favore di vini, carni e insaccati

salumi2Sono 22 i i programmi approvati dalla Commissione europea per promuovere nei prossimi tre anni i prodotti agricoli nell’Ue e nei paesi terzi, e tra questi uno è italiano.

Gli investimenti hanno un costo complessivo di circa 72 milioni di euro, la metà dei quali, 36 milioni, a carico dell’Unione, e sono relativi in particolare a olio d’oliva, latte e derivati, carne, frutta e verdura, prodotti biologici, uova, vini e prodotti con certificazione DOP (denominazione di origine protetta), IGP (indicazione geografica protetta) e STG (specialità tradizionale garantita). Dal 2000,  l’Ue cofinanzia programmi promozionali riguardanti i prodotti agroalimentari, per pubbliche relazioni o campagne pubblicitarie e promozionali sulla qualità dei prodotti europei, sulla sicurezza alimentare, etichettatura, benessere degli animali o metodi di produzione rispettosi dell’ambiente, su campagne di informazione sul sistemi DOP, IGP E STG, di qualità, etichettatura, campagne di informazione sul sistema dei vini di qualità prodotti in regioni determinate (VQPRD).

I progetti italiani a cura di Federoc e Ivsi. L’Ue finanzia fino al 50% dei costi, percentuale che sale fino al 60% per i programmi che promuovono il consumo di frutta e verdura tra i bambini o per le azioni di informazione sul consumo responsabile di alcolici e sui pericoli derivanti dall’abuso di alcol. Quindi per il prossimo tiennio la Commissione Ue ha selezionato 22 programmi, di cui 16 che riguardano nello specifico l’Europa, e 6 ai paesi terzi, tra cui: Russia, Cina, America settentrionale, Asia sudorientale, Norvegia, Svizzera, Ucraina, India e Corea del Sud. Il programma italiano approvato per il cofinanziamento viene realizzato dalla Confederazione nazionale dei consorzi per la tutela delle denominazioni dei vini italiani (Federdoc) e dall’Istituto per la valorizzazione salumi italiani (Ivsi). Il programma – per un costo complessivo di 1,65 milioni di euro, di cui 825mila euro a carico dell’Ue – finanzierà interventi di promozione di vini, carni e insaccati in collaborazione con organizzazioni tedesche e britanniche. L’Italia parteciperà anche ad un progetto olandese – coordinato dalla Fondazione per la qualità delle carni bovine (Skv) – insieme ad organizzazioni tedesche e francesi.

(Fonte: Segreteria Europarlamentare Giancarlo Scottà)

Ue: retromarcia su oliere ristoranti. CIA:”Uno schiaffo per l’Italia che si batte da sempre contro le frodi”.

olieraUna cattiva notizia per il “made in italy” agroalimentare e la tutela dei consumatori. La retromarcia della Commissione europea sulla norma che vieta l’uso di bottiglie senza etichetta e oliere anonime nei locali pubblici è una sconfitta per tutti i Paesi come il nostro che da sempre portano avanti una dura battaglia contro le frodi e gli inganni a tavola. Ci stupisce ancora di più che questo passo indietro avvenga subito prima dell’approvazione definitiva prevista per giugno, in vista dell’entrata in vigore a partire dal primo gennaio 2014. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

Ogni anni, “scippati” all’agroalimentare made in Italy 1,1 miliardi di euro. Una bottiglia d’olio extravergine su sei in Italia finisce sui tavoli di trattorie, ristoranti e bar. Ed è necessario -ribadisce la Cia- chiarirne l’origine, per garantire trasparenza ai cittadini e per tutelare i produttori da falsi e sofisticazioni che “scippano” ogni anno al “made in Italy” agroalimentare 1,1 miliardi di euro.  Questa norma -ricorda la Cia- doveva mettere fine alle oliere anonime spesso riempite chissà quante volte, magari spacciando per extravergine un prodotto di basso livello. In questo modo, si voleva garantire finalmente qualità, autenticità e origine dell’olio messo a disposizione del consumatore finale, ma anche proteggerne la salute. Oltre ovviamente a migliorare la sicurezza legata all’igiene del prodotto, grazie all’obbligo del tappo “anti rabbocco”. Ancora una volta -conclude la Cia- dobbiamo constatare che l’Europa ha scelto di bocciare una norma appoggiata da ben 15 Paesi, tra cui i principali produttori come Italia e Spagna, premiando invece chi l’ha osteggiata fin dall’inizio come gli Stati del Nord, a partire da Germania, l’Olanda e l’Inghilterra.

(Fonte: Confederazione Italiana Agricoltori)

Maltempo. Manzato: necessario intervenire su scadenze del premio unico, ma gli agricoltori si assicurino. Gli aggiornamenti del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta e Coldiretti Veneto.

frutteti allagati“Le forti precipitazioni di queste ore, che ancora una volta bloccano le pratiche agricole e ritardano le decisioni colturali delle imprese rurali, rendono quanto mai urgente un intervento sulle scadenze europee entro le quali presentare le domande di premio unico comunitario e sulle penalizzazioni per i ritardi”.

Invito ad assicurarsi. Lo ha ribadito l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, che sta monitorando la situazione tramite gli uffici e che ha chiesto al Ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo un intervento diretto a Bruxelles per posticipare la data ultima di presentazione richieste ed eliminare le decurtazioni dell’1 per cento del premio per ogni giorno lavorativo di ritardo. “In relazione ai danni che il maltempo può provocare – ha aggiunto l’assessore – invito gli imprenditori agricoli ad utilizzare il sistema dell’assicurazione agevolata. Non farlo è una scommessa sbagliata, una scelta imprenditoriale che si finirà per pagare”.

Le richieste di Manzato al Ministro De Girolamo. “La burocrazia condiziona il modo di operare delle persone ha detto ancora Manzato –ma non ha alcuna influenza sulle condizioni meteorologiche, che non si curano delle scartoffie e delle date. Relativamente alle domande di premio unico, penalizzate se presentate dopo il 15 maggio e irricevibili oltre il 10 giugno, le condizioni climatiche degli ultimi mesi e di questi giorni stanno creando problemi sempre più gravi alla preparazione del terreno e alle operazioni di semina, con forti incertezze sull’effettiva attuazione dei piani colturali già programmati. Proprio per questo la gestione del ritardo nella presentazione delle domande potrebbe essere definita in modo meno penalizzante per gli agricoltori. Ho quindi chiesto alla ministra De Girolamo di intervenire presso la Commissione, perchè per questa campagna non venga applicata la penalità dell’1 per cento al giorno per i ritardi e venga posticipare la data ultima per la presentazione della domanda unica”.

100 persone evacuate a San Bonifacio, nel veronese. Intanto il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta informa che è lunga una cinquantina di metri la rotta, registrata nell’argine del torrente Tramigna poco prima della confluenza nel fiume Alpone al confine tra i comuni di Soave e San Bonifacio, nel veronese; sul posto si sta intervenendo per contrastare la fuoriuscita di una cinquantina di metri cubi d’acqua al secondo, che hanno allagato i vigneti dell’area. L’emergenza registratasi a San Bonifacio ha consigliato l’evacuazione di 20 famiglie ed un centinaio di persone trascorreranno la notte da parenti, amici o nelle palestre messe a disposizione dall’Amministrazione Comunale. Sono comunque migliaia gli ettari sott’acqua a causa dell’odierna perturbazione meteorologica.  Molte le tracimazioni di corsi d’acqua minori; fossi e scoline erano già al limite per le copiose piogge, cadute nei giorni scorsi.  Rotte si sono anche registrate a San Martino Buonalbergo lungo il torrente Fibbio, a Montebello Vicentino lungo il Rio Selva ed a Gambellara lungo il torrente Rio. Resta la grande apprensione per la piena del fiume Bacchiglione, che attraverserà Vicenza nelle prossime ore. Fortunatamente, la situazione pare essere leggermente migliorata e l’ondata, che sembrava addirittura peggiore di quella alluvionale del 2010, dovrebbe invece rimanere contenuta all’interno degli argini.  In costante allerta la struttura operativa del Consorzio di bonifica, sie nel veronese che nel vicentino.

Stalle e aziende isolate. alta padovana in allarme, allagamenti anche nel trevigiano. Scuole, aziende agricole e stalle isolate, campi e strade allagate. Sono i primi danni rilevati da Coldiretti Veneto che sta monitorando la situazione delle campagne segnate dal maltempo. A causa dell’intensa pioggia di ieri e di un meteo schizofrenico, nonostante i fiumi stiano ancora reggendo, i terreni non riescono più ad assorbire il quantitativo esagerato di acqua che sta sommergendo le colture. La rete locale dei canali dell’Alta Padovana è già a livelli di massima e in alcuni casi si registrano i primi straripamenti a Santa Giustina in Colle, Camposanpiero, San Giorgio delle Pertiche, Arsego, Borgoricco e Trebaseleghe dove le colture a seminativo sono tutte bagnate. Il corso del Muson è sotto osservazione ma per gli agricoltori della zona, seppur in ritardo con le semine e i lavori, non c’è tregua. Se non vi sono stati i presupposti per piantare mais e soia, chi ha ortaggi deve far i conti con l’impossibilità di accedere addirittura alle coltivazioni. Non va meglio a Scorzè, nel veneziano, dove un quartiere della cittadina è sottacqua completamente, idem nella vicina provincia di Treviso nei comuni di Zero Branco, Mogliano Veneto fino a Silea dove il pericolo non è solo per le serre di fiori e verdure, ma anche per gli allevamenti: le scorte di foraggio potrebbero essere compromesse. Emergenza anche sui Colli Euganei per i dilavamenti sui pendii: primi segnali di cedimento con detriti nelle strade interne di Este. Smottamenti nella pedemontana trevigiana a Cison di Valmarino e Follina. Vigneti allagati a Valdobbiadene.  “Questi per gli agricoltori sono danni immediati – commenta Coldiretti Veneto – che rischiano di mettere in ginocchio un settore che ancora non si è ripreso da quelli della siccità 2012”.

(Fonte: Regione Veneto/Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta/Coldiretti Veneto)

Tabacco, Scottà, i rischi della Direttiva Ue

campo-di-tabacco «L’Ue non dimentichi le molteplici realtà economiche e l’indotto complessivo che ruotano attorno al settore del tabacco, altrimenti il suo obiettivo di diminuire la percentuale di fumatori in Europa rischia di provocare una grave perdita di posti di lavoro». E’ stato questo il monito, lanciato all’Ue, dall’eurodeputato trevigiano Giancarlo Scottà, durante un’audizione che si è tenuta al Parlamento europeo, in merito alla direttiva comunitaria sul tabacco, alla presenza del commissario Ue alla Salute, Tonio Borg. «Pur essendo d’accordo con l’intento finale della proposta della Commissione Ue, ovvero quello di informare il consumatore degli effetti nocivi del fumo sulla salute, credo che la direttiva vada rivista, in quanto l’Ue dimentica alcuni suoi obiettivi-chiave, quali il sostegno alle Piccole medie imprese per il mantenimento dei posti di lavoro e la lotta alla contraffazione».

Scottà, “favorito il contrabbando”. Secondo l’europarlamentare, in base a questa direttiva, quello che viene ormai considerato il famigerato “pacchetto generico”, ed è solo un esempio, sarà più facile da imitare. Questo comporta che verrebbe in qualche modo favorito il commercio di sigarette contraffatte, con conseguenze pesanti non solo sui produttori e i rivenditori, ma evidentemente anche sul gettito fiscale degli Stati membri: «Tale direttiva, dunque, allo stato attuale, rischia di favorire il contrabbando di sigarette – ha concluso Scottà- aumentando i rischi per la salute di chi fumerà tabacco non conforme agli standard europei. Ora io non credo proprio che questo rientri nelle prerogative e negli obiettivi che si prefissa in questo settore la Ue».

(Fonte: Segreteria eurodeputato Scottà)

Riforma PAC 2014-2020 verso la conclusione

programma 27 settembre PAC bozza 3I Ministri europei dell’agricoltura hanno trovato la quadra sulla riforma della PAC post 2013. L’intesa è stata raggiunta a maggioranza qualificata, con il sostegno di 25 Paesi su 27 (contrari Slovacchia e Slovenia). La Presidenza di turno irlandese dell’UE ha comunque assicurato di aver ricevuto un “forte mandato” per negoziare, nel rispetto del calendario previsto, questa complessa partita con Commissione e Parlamento a partire da aprile. Obiettivo: concludere l’iter di riforma entro giugno.

In sintesi. Nel prossimo mese di giugno, il lungo e complesso iter di riforma che ha visto susseguirsi una serie di impennate e soste forzate, arriverà a compimento. Per la prima volta nella storia dell’Unione Europea sono entrati in gioco i poteri legislativi del Parlamento in materia agricola. La nuova PAC sarà così decisa congiuntamente da Parlamento, Consiglio e Commissione. La fase dei triloghi è iniziata l’11 aprile con il confronto tra Consiglio e Commissione sull’intero impianto della riforma, sul quale si conta di raggiungere un accordo entro la conclusione del semestre di Presidenza irlandese, ovvero il prossimo mese di giugno. Il via del Parlamento europeo (con vari distinguo). Il progetto di mandato per i negoziati con gli Stati Membri relativo alle future regole sui “Pagamenti diretti” è stato approvato con 427 voti (224 contrari e 32 astensioni). Quello riguardante i negoziati sulle norme future per lo “Sviluppo rurale” è stato invece approvato con 556 voti (95 contrari e 18 astensioni). Il progetto di mandato per i negoziati sulla futura “Organizzazione Comune di Mercato” è stato approvato con 375 voti (277 contrari e 24 astensioni). Infine, il mandato sui negoziati in materia di “Norme di finanziamento, di gestione e di monitoraggio” è stato approvato con 474 voti (172 contrari e 23 astensioni).

Una PAC più equa. Come ha rilevato dopo il voto lo stesso Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, con questo provvedimento “è stato raggiunto un giusto equilibrio tra sicurezza alimentare e miglioramento della protezione ambientale. In questo modo, la nuova politica agricola europea potrà in futuro fornire maggiori beni pubblici ai cittadini. Allo stesso tempo, la nuova PAC dovrà essere resa meno burocratica e più equa per gli agricoltori, per rafforzarli e aiutarli a fronte a situazioni di crisi. Gli aiuti agli agricoltori sono soldi pubblici e quindi devono essere resi noti, ecco perché abbiamo votato in favore della loro pubblicazione. E abbiamo anche eliminato la possibilità che un agricoltore sia pagato due volte per lo stesso motivo. Questa sarà la posizione del Parlamento europeo al momento di negoziare la sua forma definitiva con gli Stati “Membri”. Greening. Il 30% dei bilanci nazionali per i pagamenti diretti dovrebbe essere subordinato al rispetto delle misure di greening obbligatorie, ma il Parlamento europeo sottolinea che tali misure devono essere rese più flessibili e graduali. Le tre misure principali (diversificazione delle colture, conservazione dei pascoli permanenti e creazione di aree di interesse ecologico), rimarrebbero tali, ma con alcune eccezioni, ad esempio, per prendere in considerazione le dimensioni dell’azienda.

Le sfide dei mercati. Per aiutare gli agricoltori a far fronte alla volatilità del mercato e a rafforzare la loro posizione contrattuale sui prezzi, le organizzazioni degli agricoltori dovrebbero avere nuovi strumenti a disposizione ed essere autorizzate a negoziare contratti per conto dei loro membri. Quote latte, zucchero e vino. Per garantire che la fine delle quote latte non comporti una crisi nel settore lattiero-caseario si dovranno prevedere aiuti per almeno tre mesi per i produttori di latte che hanno volontariamente tagliato la produzione di almeno il 5%. Emendamenti che chiedevano una proroga delle quote latte, oltre la data di scadenza del 2015, sono stati respinti. Il Parlamento ha posto il veto a proposte di permettere la fine delle quote per lo zucchero, in scadenza nel 2015, per consentire ai produttori di barbabietole di prepararsi alla liberalizzazione del settore prevista nel 2020. Anche il diritto di impianto della vite dovrebbe essere prorogato almeno fino al 2030.

Soglia, giovani, grandi beneficiari, tetto massimo degli aiuti, sburocratizzazione. Gli agricoltori di tutti gli Stati Membri non dovrebbero ricevere aiuti al di sotto del 65% della media UE. Il Parlamento ha anche votato a favore della pubblicazione dei beneficiari dei finanziamenti agricoli e ha inserito un elenco di proprietari terrieri, come gli aeroporti e le società sportive, che dovrebbero essere automaticamente esclusi dal finanziamento comunitario, a meno che non dimostrino che l’agricoltura contribuisce a una quota sostanziale del loro reddito. I giovani agricoltori dovrebbero ottenere un 25% in più sui pagamenti, per un massimo di 100 ettari, e gli Stati Membri dovrebbero essere liberi di utilizzare più fondi per sostenere i piccoli agricoltori. Il Parlamento ha sostenuto la proposta della Commissione di stabilire un tetto massimo, pari a 300.000 euro, per i pagamenti diretti a qualsiasi azienda e di ridurre sostanzialmente i pagamenti per chi riceve più di 150.000 euro. Ciò non si applicherebbe alle cooperative che ridistribuiscono i pagamenti ai propri membri. Infine, si dovrà puntare a un forte ridimensionamento della burocrazia e garantire che le sanzioni contro la violazione delle regole europee siano proporzionate.

(Fonte: Europe Direct Veneto di Veneto Agricoltura)

Bilancio UE 2014-2020, trovato l’accordo, ma i negoziati restano aperti

UE-bandieraNei giorni scorsi il Consiglio europeo ha trovato un accordo per il budget 2014-2020, riducendo del 3,4% rispetto al precedente budget pluriennale (34 miliardi di euro) le risorse sui sette anni.

Negoziazione. Gli impegni di spesa sul bilancio sono stati fissati a 960 miliardi di euro (ma solo 908 per i pagamenti effettivi), mentre la proposta iniziale della Commissione europea era di 1.025 miliardi di euro. I principali gruppi politici del Parlamento europeo, a cui tocca approvare il quadro finanziario pluriennale, hanno indicato che a queste condizioni non voteranno a favore. Questo budget, viene infatti sottolineato, non sarebbe all’altezza delle politiche di rilancio economico e apre al rischio di un deficit strutturale. La riduzione di fondi riguarda prevalentemente gli investimenti strutturali, la ricerca e la digitalizzazione: ambiti in cui si gioca il rilancio economico e sociale europeo. Il Parlamento europeo, invece, intende favorire un bilancio capace di stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro e sostiene l’idea che l’UE debba avere delle risorse proprie per ridurre i contributi degli Stati Membri. L’accordo di Bruxelles deve essere approvato dagli eurodeputati prima di poter entrare in vigore, pertanto il Parlamento negozierà con il Consiglio prima di votare sui piani di spesa.

(Fonte: Europe Direct Veneto)

La Commissione europea lancia “Crescita blu”, strategia marittima per il Mare Adriatico e Mar Ionio

pesca-300x300La Commissione europea ha adottato una strategia marittima per il Mare Adriatico e il Mar Ionio intesa a stimolare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nella regione. La strategia si fonda su quattro pilastri: un’economia blu rafforzata, un ambiente marino più sano, uno spazio marittimo più sicuro e attività di pesca responsabili. Alla base vi sono l’iniziativa della Commissione denominata “Crescita blu” e la dichiarazione di Limassol sull’Agenda marina e marittima per la crescita e l’occupazione, recentemente adottata dai Ministri dell’UE. Obiettivo dell’iniziativa è rendere il mare uno spazio centrale di innovazione, opportunità economiche e benessere per tutti i Paesi che lo circondano.

Una regione in rapida evoluzione. Data la sicura prospettiva di crescita dei Paesi balcanici occidentali, che indica tra l’altro un forte incremento della circolazione di persone, merci e servizi nel Mare Adriatico e nel Mar Ionio, risulta fondamentale pensare di preservare gli habitat marini e garantire lo sviluppo sostenibile della regione. Una sfida, questa, che appare complessa e per la quale occorre farsi trovare preparati. Pur riconoscendo il lavoro già svolto da diverse organizzazioni nella regione, la nuova strategia europea sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione. Essa farà uso delle risorse, della legislazione e delle strutture esistenti per promuovere partenariati transfrontalieri e mobilitare operatori locali, regionali e nazionali verso obiettivi comuni. Si tratta della prima iniziativa di questo genere nel bacino mediterraneo: la strategia contribuirà a sviluppare l’economia blu del bacino marittimo coordinando azioni di finanziamento e meccanismi di attuazione.

Gli ambiti di azione della strategia. Sono stati individuati alcuni ambiti prioritari, tra cui in particolare: stimolare la creazione di poli marittimi e reti di ricerca nonché la formulazione di una strategia di ricerca volta a dare impulso all’innovazione; accrescere la mobilità e le competenze della manodopera, con una maggiore trasparenza delle qualifiche; ottimizzare i collegamenti tramite lo sviluppo in tutta la regione di una rete di trasporti marittimi integrata, basata sulla domanda e a basse emissioni di carbonio, prestando particolare attenzione alla connettività insulare; favorire lo sviluppo sostenibile del turismo costiero e marittimo promuovendo l’innovazione unita a strategie di commercializzazione e prodotti comuni; creare nuovi posti di lavoro e nuove opportunità commerciali nel settore dell’acquacoltura grazie alla ricerca e all’innovazione; ridurre i rifiuti marini e migliorare la gestione dei rifiuti nelle zone costiere; modernizzare le attività di pesca grazie a un maggior rispetto delle norme, migliore conservazione, trasferimento delle informazioni e una migliore cooperazione in materia di esecuzione e di controllo.

Tempistica e avvio dei motori. La strategia sarà attuata nel 2013 tramite un piano d’azione messo a punto congiuntamente con le parti interessate della regione. La Commissione invita pertanto tutti gli interessati – a livello nazionale, regionale e locale – a proporre azioni concrete. La nuova strategia rientra nel quadro globale della politica marittima integrata dell’UE, che già include strategie marittime per il Mar Baltico e l’Oceano Atlantico. Essa potrebbe costituire il punto di partenza di una più ampia strategia macroregionale che i Paesi del Mare Adriatico e del Mar Ionio sono disposti a sviluppare. Ulteriori informazioni a questo link.

(Fonte: Europe Direct Veneto)