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Quote latte: Zaia, stanno indagando 62 procure

Luca Zaia, presidente Regione Veneto

62 Procure stanno verificando i dossier raccolti dai Carabinieri per quanto riguarda le quote latte. Lo ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, gia’ ministro dell’Agricoltura, conversando con i giornalisti lo scorso 20 luglio a Venezia, ricordando che la legge 33 del 9 aprile 2009 sulla rateizzazione, ”in verità permette all’Italia di non pagare 200 milioni di multe ogni anno e, questo, purtroppo nessuno ha il coraggio e il buon gusto di dirlo”. Zaia ha ricordato che la manovra finanziaria dà soltanto la possibilita’ agli splafonatori di pagare la multa  entro 6 mesi, cioe’ entro il prossimo 31 dicembre. Riferendosi alle 106 aziende che al momento hanno deciso di non rateizzare, Zaia ha manifestato comprensione: ”e’ evidente che di fronte alla rilevazione dei carabinieri che i conti non tornavano, hanno deciso di aspettare a pagare le rate; cio’ non toglie che debbano farlo entro la fine dell’anno”.

(fonte Asca)

Da luglio il Belgio alla guida del Consiglio UE

Dal 1° luglio la Presidenza di turno dell’UE è passata al Belgio, che rimarrà in carica per i prossimi sei mesi. La nuova presidenza intende dare attuazione al Trattato di Lisbona e garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati nella “Strategia 2020”. La principale priorità in questo momento, sostiene il primo ministro belga Yves Leterme, è la ripresa della fiducia nei mercati attraverso una maggior vigilanza e regolamentazione del settore finanziario. Occorre portare un miglioramento della governance economica europea attraverso il rafforzamento del Patto di stabilità e crescita.

In programma per il settore agricolo. La Presidenza belga continuerà il processo di riflessione sul futuro della politica agricola comune dopo il 2013 in attesa della Comunicazione della Commissione europea prevista per la fine dell’anno. Sarà avviato un dibattito sulla revisione della politica europea di qualità dei prodotti agricoli e, per quanto riguarda il settore lattiero-caseario, la presidenza belga baserà il suo lavoro sulla raccomandazione del Gruppo di Alto di Livello e sulla relazione sul sistema delle quote latte fino al 2015. Sempre in materia agricola, la Presidenza intende raggiungere un accordo politico per il miglioramento e la semplificazione della politica di sviluppo rurale; mentre a livello internazionale l’obiettivo è la difesa della posizione dell’UE nelle negoziazioni del Doha round. Un’altra priorità sarà la riforma del Piano Comune per la Pesca. Nell’incontro del Consiglio di novembre sarà focalizzata l’attenzione sulla cooperazione tra comunità scientifica e settore ittico. In termini di salute e benessere degli animali, il Consiglio concentrerà il suo lavoro sulla road-map sulla TSE – encefalopatia spongiforme trasmissibile – e sulla questione della prevenzione e del controllo delle malattie animali. Non meno importante è l’obiettivo di sviluppare un’economia verde europea concorrenziale che consideri i cambiamenti climatici.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Quote latte: allevatori in piazza per far chiarezza sulle multe

Migliaia di allevatori da tutte le regioni saranno oggi in piazza davanti a Montecitorio durante la discussione della manovra alla Camera dei Deputati che sospende il pagamento delle multe sulle quote latte. La protesta e’ stata decisa dal Consiglio nazionale della Coldiretti per chiedere chiarezza sulle quote latte. Anche una nutrita delegazione di oltre un centinaio di allevatori veneti, guidata dal presidente di Coldiretti Veneto Giorgio Piazza raggiungerà Roma per partecipare al sit-in in piazza Montecitorio. Per la migliore comprensione del perché si è arrivati a questa manifestazione, ecco riassunti di seguito gli eventi che nel tempo si sono avvicendati in merito alle “quote latte”.

Antefatto. Nel 1983-84, per far fronte alle eccedenze di produzione, l’UE ha introdotto un regime di quote latte che comprendeva il pagamento di un prelievo supplementare a carico dei produttori di latte nei paesi che superavano la quota loro assegnata. Per molti anni dopo l’introduzione del regime delle quote latte l’Italia ha incontrato considerevoli problemi nella corretta applicazione del regime e nell’applicazione delle corrispondenti sanzioni. Dopo molti anni di trattative, nel luglio 2003  il Consiglio ha raggiunto un accordo all’unanimità – la Decisione del Consiglio 2003/530 – che concedeva ai produttori italiani di rimborsare i prelievi supplementari pendenti dal 1995/96 al 2001/02, per un valore € 1,386 miliardi di euro, in 14 rate annuali di pari entità, a partire dal 2004.

L’emendamento alla Manovra su quote latte. Lo scorso 7 luglio un emendamento al decreto legge sulla manovra, fortemente voluto dalla Lega e presentato in commissione Bilancio del Senato dal relatore Antonio Azzollini (Pdl),  ha stabilito che il pagamento delle rate per la restituzione delle quote latte venisse sospeso fino al 31 dicembre 2010. La copertura, pari a 5 milioni per il 2010, sarà a valere del Fondo di riserva per le autorizzazioni di spesa delle leggi di natura corrente.  La presentazione dell’emendamento ha suscitato la protesta degli allevatori in regola con il pagamento delle quote latte, di associazioni di categoria come la Coldiretti, Cia, Confagricoltura nonché del ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan, “istituzionalmente rispettoso” ma al contempo “sconcertato” di quanto avvenuto in Parlamento. L’emendamento ha invece trovato l’appoggio dell’associazione di categoria Copagri.

Dacian Ciolos, Commissario Ue all'Agricoltura

Il Commissario Dacian Ciolos. In risposta all’emendamento, il Commissario UE per l’Agricoltura Ciolos ha riferito che “qualsiasi provvedimento il Governo italiano adotti per sospendere il pagamento da parte dei produttori italiani di latte delle sanzioni per la passata sovrapproduzione sarebbe contrario ad diritto dell’Unione europea e la Commissione sarebbe costretta ad avviare un procedimento d’infrazione contro l’Italia“. Il Commissario ha ricordato che l’accordo politico che consente ai produttori italiani di pagare il prelievo supplementare in 14 rate annuali di pari importo – come concordato nel 2003 e riconfermato dall’esercizio di valutazione dello “stato di salute” della PAC nel 2009 – prevede già il beneficio finanziario del rimborso di somme arretrate senza alcun pagamento di interessi. “Sospendere i pagamenti di quest’anno priverebbe i produttori di latte italiani affiliati dei vantaggi finanziari previsti dall’accordo politico”, ha affermato Ciolos, che ha inviato una lettera molto ferma al ministro italiano Giancarlo Galan.

Giancarlo Galan, Ministro delle Politiche agricole

La posizione del Ministro Galan. “Pur riconoscendo lo stato di crisi che sta attraversando il settore non risulta, al momento, possibile sospendere la riscossione del prelievo afferente ai periodi dal 1995/1996 in poi in ogni sua forma. Abbiamo effettivamente registrato la voce che nell’ambito della manovra vi sarebbe l’intenzione di presentare un emendamento che sospenda la riscossione del prelievo. Su una norma siffatta sono assolutamente contrario. E’ la contrarietà del Parlamento e più in particolare di quasi tutte le forze politiche di questa Camera che lo scorso anno – in sede di approvazione della legge 33 –  costrinsero al ritiro i presentatori di identici emendamenti. E’ la contrarietà della Commissione europea che aprirebbe nei nostri confronti una procedura di infrazione con conseguenze economiche a carico dell’Erario di svariate centinaia di milioni di euro. E’ la contrarietà della legalità, della trasparenza, dei comportamenti onesti derivanti dall’ordinamento comunitario e da quello nazionale. Non voglio credere alla eventualità della presentazione di una norma dagli effetti così devastanti ed immorali. Ma se questa ipotesi dovesse verificarsi, mi riservo tutte le valutazioni di mia competenza a salvaguardia di  quei valori di cui prima ho parlato. Valori irrinunciabili ai quali l’Autorità di Governo non può non ispirarsi”.

Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto

La posizione di Coldiretti Veneto. “Ancora una volta gli allevatori sono costretti ad abbandonare le proprie aziende per una questione di legalità – spiega Giorgio Piazza – Noi rispettiamo sempre la legge ma la legge rispetti noi. Se gli accertamenti in corso sono così “importanti” da determinare nella manovra la sospensione delle rate delle multe sulle quote latte, allora lo Stato rifaccia per l’ennesima volta i suoi conti ma, visto che venti anni non gli sono ancora bastati, intanto restituisca i soldi a tutti gli allevatori che hanno versato multe non dovute e acquistato quote non necessarie calcolate su dati che lo stesso Stato oggi, con tanto di legge, ritiene non ancora certi. Se sono ancora da rifare i conti “chi sbaglia paga” deve valere per i produttori ma anche per lo Stato”. In Veneto, ricorda Coldiretti, la questione delle quote è sentita in particolare nel vicentino, nell’alta padovana, nel veronese, nel trevigiano e nel bellunese,  dove sono presenti circa 4.300 allevamenti ad indirizzo lattiero caseario che producono 11 milioni di quintali latte l’anno. Il settore zootecnico ha vissuto una profonda ristrutturazione non senza sacrifici e a fronte di notevoli investimenti da parte delle aziende che hanno scelto di stare sul mercato rispettando le regole. Regole che dovrebbero essere uguali per tutti. In più occasioni Coldiretti ha ricordato che il problema del settore latte non è quello delle quote ma piuttosto il prezzo, perché manca ancora una giusta remunerazione nei confronti dei produttori. Il prezzo alla stalla in Veneto è diminuito del 17% nell’ultima campagna assestandosi sui 34-36 euro al quintale (iva inclusa), importo non sufficiente per garantire un’adeguata redditività degli allevamenti.

(fonti Coldiretti Veneto/Commissione Ue Agricoltura/Ministero Politiche agricole alimentari e forestali)

GAL del Polesine: presentati 3 bandi pubblici dei PSL 2007-2013

sx Faccioli, Peratello, Belloni e Fracasso

Con l’avviso di pubblicazione sul Bur del 9 luglio, i Gal polesani Delta Po e Adige aprono il bando relativo alla misura 311 azione 3 “Incentivazione della produzione di energia e biocarburanti da fonti rinnovabili” nell’ambito del Programma di Sviluppo Locale, Asse IV Leader del PSR Veneto 2007-2013.Gli altri due bandi, saranno pubblicati sul Bur il 16 luglio e riguardano la “Creazione e sviluppo di microimprese” (misura 312 azione 1) e la “Creazione e ammodernamento di microimprese orientate allo sfruttamento delle energie rinnovabili” (misura 312, azione 2).

I bandi sono stati presentati lo scorso 7 luglio in Camera di Commercio di Rovigo, alla presenza dei due presidenti dei Gal, Francesco Peratello per il Delta Po e Alberto Faccioli per l’Adige, di Lorenzo Belloni, che ha fatto gli onori di casa e di Stefano Fracasso, direttore di entrambi i Gal Polesani. I presidenti, hanno illustrato gli aspetti tecnici e le valutazioni che hanno portato alla stesura definitiva dei bandi, sottolineando l’importanza del lavoro svolto per la ricaduta sulle aziende del territorio, auspicando che anche in questa nuova programmazione Leader possa essere concretizzato al massimo l’impegno profuso per lo sviluppo dell’intera area dei Gal Polesani.

Grazie ai bandi, i due Gal metteranno a disposizione del territorio 1.200.000 euro di contributo pubblico, che si vanno ad aggiungere ai 2.830.000 euro, messi a disposizione con i 3 bandi precedenti, per complessivi oltre 4 milioni di euro. “Con il programma di sviluppo locale, hanno detto Peratello e Faccioli, si vuole aumentare la competitività, la qualità, la distintività del territorio, dell’ambiente e delle sue produzioni, elementi chiave per rafforzare la capacità del nostro territorio di agire e contrastare la crisi economica attraverso la valorizzazione delle eccellenti e peculiari risorse di cui dispone il nostro territorio. Questo obiettivo verrà concretizzato proprio attraverso le risorse del Leader del Gal, che attiverà fino al 2014 investimenti locali per oltre 18 milioni di euro sul territorio di competenza, da utilizzare in maniera sinergica con gli altri strumenti che l’Unione Europea ha messo a disposizione per il territorio.

Entro il 23 agosto, presentazione delle domande. ” I bandi pubblicati, riguardano la misura 311 azione 3, “Incentivazione della produzione di energia e biocarburanti da fonti rinnovabili”:  le domande potranno essere presentate ad Avepa, struttura periferica di Rovigo, entro e non oltre il termine di 45 giorni (entro il 23 agosto 2010). Gli altri due bandi, che saranno pubblicati sul Bur il 16 luglio, riguardano la “Creazione e sviluppo di microimprese” (misura 312 azione 1) e la “Creazione e ammodernamento di microimprese orientate allo sfruttamento delle energie rinnovabili” (misura 312, azione 2). I testi dei bandi sono già disponibili nei siti internet dei due Gal.

(fonte Gal Delta Po)

Produzione cereali in Europa: previsto un calo nei prossimi anni

Il Copa-Cogeca ha pubblicato i risultati di uno studio sulle previsioni di produzione dei cereali nel periodo 2010/2011 nell’UE-27. I dati indicano una produzione pressoché stabile con un lieve calo (1,3%) rispetto all’anno in corso. I casi di diminuzione della produzione riguardano l’orzo (-7,4%) e il grano tenero (-3,3%). I dirigenti agricoli si sono dichiarati preoccupati per gli alti costi di produzione del settore e l’enorme rischio di volatilità dei prezzi e hanno sollecitato l’intera catena agroalimentare a prendere atto della situazione.

Necessità di aver fiducia verso i mercati per continuare a produrre. Attualmente, a parere del gruppo di lavoro sui cereali, i costi di produzione superano i prezzi di mercato; i calcoli sono stati effettuati sulla base dell’attuale sistema dei pagamenti diretti. La situazione in atto rischia di condurre ad un netto calo di produzione. Paul Temple, Presidente del gruppo di lavoro sui cereali, ha dichiarato che vi è una forte domanda a livello mondiale e che i produttori necessitano di avere fiducia verso i mercati per continuare a produrre. Questo proteggerebbe anche i consumatori dall’instabilità dei prezzi e assicurerebbe agli allevatori di avere mangimi a prezzi competitivi. I dirigenti agricoli esortano l’UE a non penalizzare gli agricoltori europei nella liberalizzazione degli scambi con il Mercosur. Dato che il 60% della produzione cerealicola UE è dedicata ai mangimi per gli allevamenti, qualsiasi concessione che verrà fatta alle importazioni dall’America Latina ricadrà pesantemente sul mercato europeo.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

6 luglio 2010: 700 agricoltori veneti al Brennero per dire stop ai millantatori

protesta allevatori Coldiretti

Da stamattina alle 7.00 una delegazione di 250 agricoltori provenienti da Treviso, Belluno e Verona staziona nell’area parcheggio al km 1 dell’autostrada del Brennero direzione sud (Austria Italia). Alle 14.00 scatta  l’ora di guardia per i colleghi di Venezia e Padova e a seguire sarà la volta degli imprenditori agricoli di Rovigo e Vicenza. A fine giornata, gli agricoltori veneti che avranno presidiato la frontiera saranno in tutto 700.

Stop ai millantatori. Un cordone umano pronto a fermare cisterne e furgoni di latte straniero, spalancare porte di tir, camion pieni di ortaggi, frutta, carne senza origine. Coldiretti dice “stop” ai millantatori che esaltando simboli dai connotati geografici ben definiti fanno passare del prodotto assolutamente anonimo come quello fatto in Italia. “Sappiamo bene  – spiega Giorgio Piazza Presidente Coldiretti Veneto alla guida dei berretti giallo verdi – che neanche l’un per cento del latte e semilavorati in arrivo dall’estero diretto in Veneto viene controllato alle frontiere. Le quantità importate nella nostra regione sono pari a quelle prodotte dagli allevatori e alimentano una fiorente industria del settore lattiero caseario che usa come brand il legame con il territorio”.

Necessaria origine obbligatoria per tutti i prodotti alimentari. Rispetto a questo Coldiretti si sta battendo per introdurre l’origine obbligatoria per tutti i prodotti alimentari che nel settore lattiero-caseario in questione è prevista solo per il latte fresco e i formaggi a denominazione d’origine. Mozzarelle, cagliate, caseinati, formaggi fusi e latte a lunga conservazione sono orfani di etichetta di provenienza ed entrano in Italia dai Paesi dell’Est o dalle lontane Repubbliche Baltiche. Il tutto in forma anonima, ovviamente, nonostante sia un diritto acquisito per tutti i consumatori l’informazione ai fini della sicurezza alimentare e del consumo consapevole.

Auspicabile una filiera solo italiana. Lo fa chiamando all’appello anche la Regione Veneto alla quale esattamente un anno fa aveva chiesto la pubblicazione dei dati delle importazioni affinchè tutti i cittadini fossero informati che l’esaltazione di un nome di paese non è sufficiente a garantire che il latte sia fornito dalle aziende locali. “Forse la logica del bilancio nel breve termine potrebbe anche giustificare determinate politiche –  insiste Piazza – ma alla lunga è dubbio il reale vantaggio per chi impiega tecniche, criteri di qualità e costi tipicamente “Made in Italy” assolutamente non paragonabili al resto del mondo. Per questo alle cooperative e strutture di trasformazione agroalimentari venete chiediamo di fare una scelta radicale e coraggiosa: mettere in trasparenza l’origine e lavorare solo produzione completamente italiana”.

(fonte Coldiretti Veneto)

Adeguamento irroratrici e attrezzature diserbo: contributo CCIAA Padova per imprese agricole del padovano

La Camera di Commercio di Padova ha pubblicato un bando dall’importo complessivo di euro 50.000 per la concessione di un contributo per la taratura e la messa a norma, compresa l’eventuale sostituzione degli ugelli, di atomizzatori e barre da diserbo, secondo le modalità previste dalla normativa vigente e dalle linee tecniche di difesa integrata della Regione Veneto per l’anno 2010. Ciascuna azienda potrà presentare una sola domanda. Il contributo è a fondo perduto per un importo massimo complessivo di euro 150 per azienda.

Beneficiari e termini di presentazione domande. Sono le imprese che esercitano attività agricola e che sono regolarmente iscritte, alla data di presentazione della domanda, al Registro delle Imprese della Camera di Commercio, con sede legale ed operativa in provincia di Padova, in regola, alla stessa data, con i pagamenti del diritto annuale. La presentazione delle domande va fatta dal 1 luglio 2010 al 28 febbraio 2011. Maggiori info. Servizio Promozione, Andrea Galeota tel. 049.82.08.268, Mara Cappellozza tel. 049.82.08.196 Marita Zaggia tel. 049.82.08.345 E-mail: promozione@pd.camcom.it

(fonte Camera di Commercio di Padova)

Arriva il superpomodoro anti-eta’

foto Coldiretti

E’ arrivato sul mercato il superpomodoro naturale efficace contro l’invecchiamento per effetto di un contenuto di licopene superiore al 50 per cento, che aiuta anche nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari e tumorali. La novita’ e’ stata presentata in occasione dell’assemblea di Coldiretti, nell’ambito del Salone dell”Innovazione nella tradizione’.

Sta nel licopene la marcia in più. Si tratta – sottolinea Coldiretti – di una varieta’ senza organismi geneticamente modificati (Ogm), che vanta una concentrazione superiore del 50 per cento di licopene, una sostanza che svolge un’azione antiossidante superiore al betacarotene. Da un numero sempre maggiore di studi sta emergendo che il licopene aiuta anche a prevenire alcuni tipi di tumore e malattie cardiovascolari, e ritarda l’invecchiamento delle cellule del corpo. Da ultimo, oltre che da parte di Umberto Veronesi, anche la World Foundation of Urology ha evidenziato la sua importanza nel pomodoro per combattere non solo il tumore alla prostata ma tutte quelle malattie causate da stress-ossidativi e dalla formazione di radicali liberi.

Una filiera agricola tutta italiana, utile per la salute e…la bellezza. Il superpomodoro, che ha una forma squadrata, e’ stato intanto coltivato nelle aziende agricole situate in Emilia Romagna e Lombardia per essere poi trasformato in passate e polpe ad alta concentrazione di licopene. Questa novita’ – osserva Coldiretti – si inserisce nel progetto portato avanti dall’organizzazione agricola per una filiera agricola tutta italiana che punta a offrire prodotti al cento per cento italiani, e difende il consumatore dalle contraffazioni. I derivati del pomodoro sono infatti la prima voce delle importazioni agroalimentari dalla Cina, con un quantitativo di 82 milioni di chili sbarcato in Italia nel 2009 da ‘spacciare’ come Made in Italy. Nell’ambito del ‘Salone dell’innovazione nella tradizione’ sono stati presentati anche alcuni rimedi per la cura del corpo e per il benessere ispirati ai vecchi trucchi della nonna: dal bagno anti stanchezza al rosmarino, all’impacco per occhi stressati dal computer, dalle maschere antirughe alla patata a quella contro le occhiaie a base di miele.

(fonte Ansa)

Botta e risposta tra Confagricoltura e Coldiretti Veneto su delibera del CdB Bacchiglione Brenta

Antefatto. Lunedì 28 giugno scorso, Confagricoltura Veneto ha sollecitato formalmente la Giunta regionale perché eserciti i poteri di vigilanza e di controllo, che la legge le attribuisce, sulla decisione del Consorzio di bonifica Bacchiglione di aderire ad un’associazione sindacale di categoria, nel caso specifico la Coldiretti.

Confagricoltura Veneto: adesione sindacale libera per principio costituzionale. Confagricoltura Veneto ha fatto presente che “ad un Consorzio di bonifica partecipano obbligatoriamente tutti i proprietari degli immobili ricadenti nel comprensorio consortile e riceventi un beneficio dall’attività di bonifica. Invece l’adesione ad una associazione sindacale, con la conseguente condivisione dei principi, delle iniziative e degli  scopi da essa perseguiti, è libera per principio costituzionale. Ne deriva un problema di compatibilità tra l’adesione ad un’associazione sindacale, che non può non essere libera perchè legata alle convinzioni ideologiche e quindi all’area dei diritti personalissimi e indisponibili dell’individuo, e l’obbligatorietà della iscrizione al Consorzio di bonifica, non potendo il consorziato in disaccordo con la scelta di aderire all’associazione sindacale recedere dal Consorzio”.  Confagricoltura Veneto ha continuato dicendo che “la delibera assunta dal Consorzio di bonifica Bacchiglione è censurabile anche perché in contrasto con lo statuto del Consorzio e con le finalità da esso perseguite e quindi, in ultima analisi, con la legge che dette finalità elenca e specifica dettagliatamente. La determinazione di aderire ad un’associazione sindacale di categoria, infatti, non trova alcuna giustificazione negli obiettivi tipici del Consorzio, che sono preordinati a svolgere funzioni di bonifica, irrigazione, difesa del suolo e dell’ambiente, tutela della qualità delle acque e gestione dei corpi idrici. Infine, la natura giuridica pubblica dei Consorzi di bonifica, con i doveri di imparzialità ed oggettività che da tale natura derivano nei confronti dei cittadini ed in particolare di quelli obbligatoriamente consorziati, è incompatibile con l’adesione ad un’associazione sindacale di categoria, scelta orientata sul piano ideologico e per definizione di parte. Confagricoltura Veneto ha concluso sollecitando l’intervento della Giunta regionale sulla delibera del Consorzio Adige Bacchiglione in esame, da esercitarsi nell’ambito dei poteri di vigilanza e controllo che le sono attribuiti dalla legge regionale n. 53/93 e che si configurano come un potere dovere di diritto pubblico.

Coldiretti Veneto: da che pulpito viene la predica. Il 29 giugno scorso Coldiretti ha risposto con questa nota ufficiale: “Notiamo che per i “colleghi” di Confagricoltura Veneto la gestione di un consorzio di bonifica è più una guerra di numeri che un impegno di tutela della risorsa idrica. Se anche Coldiretti deve spostare i propri obiettivi ed abbassarsi a questi livelli  – sostiene Giorgio Piazza presidente regionale –   preciso che Confagricoltura riceve l’adesione da Consorzi di Bonifica in tutta Italia, per citarne alcuni: Napoli, Taranto, Reggio Calabria, Potenza, Bolzano, Pavia, Cremona, Firenze, Empoli, Napoli addirittura dall’intero Consorzio Forestale regionale della Sicilia. Nonostante questo la Confagricoltura del Veneto si permette di sindacare su una libera scelta  fatta dai dirigenti dell’ente consortile del Bacchiglione Brenta che riguarda semplicemente il conferimento a Coldiretti Padova della gestione della rappresentanza datoriale nei rapporti di lavoro dipendente. Decisione che rientra nella legittimità statutaria e nelle norme costituzionali. Non sono queste le argomentazioni degne di un’associazione di categoria che rappresenta gli imprenditori agricoli – continua Piazza – per cui respingiamo al mittente tutte le accuse e invitiamo la Giunta Regionale del Veneto a prendere atto che l’autogoverno sancito dalla legge regionale n.12 non può essere minato da comportamenti partigiani di associazioni prive di buon senso.

(fonte: Confagricoltura Veneto/Coldiretti Veneto)

Standard europei per la competitività nel settore agroalimentare

Il Commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos, rappresentanti del Parlamento europeo e il Ministro spagnolo (Elena Espinosa) per l’agricoltura hanno discusso dell’incidenza degli standard europei sulla competitività dei settori primario e agroalimentare.

Migliorare gli standard di vita dei lavoratori. Ciò che è emerso è che l’obiettivo di produrre cibo di alta qualità a prezzi accessibili in Europa è stato raggiunto, ora bisogna assicurare anche standard di vita adeguati ai lavoratori del settore. Tutti sono comunque concordi a non modificare i requisiti di qualità richiesti ai prodotti, fiore all’occhiello del modello agricolo europeo. Tra le soluzioni proposte vi è quella di diminuire e semplificare le pratiche burocratiche per gli agricoltori, ma anche quella di remunerarli adeguatamente in quanto produttori di beni pubblici.

Tracciabilità anche per i prodotti d’importazione. Due problematiche hanno dominato la discussione: la concorrenza sleale da parte dei prodotti d’importazione sui quali pendono obblighi di standard meno severi e la scarsa informazione ai consumatori sulla qualità dei prodotti. Le istituzioni intendono quindi formulare misure che richiedano il rispetto degli stessi requisiti per tutti i prodotti. Tracciabilità anche per le importazioni, aiuti e accordi per avvicinare i Paesi terzi al modello europeo sono tra le proposte fatte rispettivamente da José Maria Espuny (Comitato economico e sociale) e Angela Perito (Inea). Per quel che concerne la comunicazione le istituzioni intendono dare ampio supporto ai produttori per spiegare ai cittadini l’alta qualità del sistema agricolo europeo.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)