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A Lusiana (Vi), alla scoperta dei “patriarchi” di pomi e pere

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) “L’Associazione Opfel on Pira si occupa da oltre 15 anni della tutela e valorizzazione della biodiversità nel territorio dell’Altopiano dei 7 Comuni e della Pedemontana Vicentina. Ci prendiamo cura principalmente delle antiche varietà di mele e pere di Lusiana e delle erbe di montagna officinali e spontanee”. Questi gli obiettivi e l’impegno di professionisti, appassionati e giovani dell’Associazione che organizza da 18 anni la manifestazione a Lusiana (Vi), Pomopero.bio.

Vecchie varietà che spiccano per sapore, gusto, conservazione, resistenza alle fitopatie, alternanza di maturazione, che è garanzia di avere frutti per buona parte dell’anno senza costi di conservazione particolari. Un patrimonio di diversità biologica (biodiversità) che ha un valore enorme ma purtroppo non ha un prezzo di mercato,  come ce l’hanno invece le mele uniformate e monoculturali che comportano “costi di produzione” bassi, in termini di denaro, ma alti da un punto di vista ambientale e sanitario (anche per l’uso smodato di fitofarmaci).

Passeggiata tra i “patriarchi di pomi e peri”. Sabato 14 ottobre scorso, nel vasto programma di eventi organizzati per celebrare questi frutti gustosi e salutari, si è tenuta una piacevole passeggiata che ha portato i partecipanti a effettuare un circuito tra le contrade di Lusiana per vedere “patriarchi” di pomi e peri che si possono ora ammirare grazie a persone illuminate che in passato li hanno piantati e curati.

Davide Pozza

Custodi della natura. Com’è l’impegno di oggi (e la visione lunga) di Gino Cantele ‘Baselisca’ (85 anni) sulla cui proprietà ci si è fermati ad ammirare un frutteto di giovane piantagione tra le cui varietà c’è anche un Pomo Baselisca, che produce un pomo succoso, ben conservarbile, di buona pezzatura e gusto, che Gino ha individuato da semenzale di libera impollinazione e che è stato riprodotto da Davide Pozza, vivaista di vecchie varietà, giardiniere e accompagnatore della passeggiata.

Un patrimonio naturale da conoscere. Alla conclusione della passeggiata si è fatta una breve sosta al Campo Catalogo di piante di pomi e peri che l’Associazione gestisce e punta continuamente ad aumentare individuando, propagando e rinnovando vecchie varietà, che in alcuni casi sono state inglobate nel bosco, e che ora, con tanto lavoro, si sta cercando di portare a conoscenza di tutti. In contrà Ronzani, per finire in bellezza, tutti i partecipanti hanno potuto gustare con piacere pomi cotti, dolci e succo di pomi offerti dagli organizzatori.

Visita dei giornalisti Argav a Mele a Mel, in Val Belluna, video e racconto

All’arrivo, si sale verso il centro storico del borgo (foto Renzo Michieletto)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Nel bel video girato e montato dal collega giornalista Edoardo Comiotto, si può vedere un sunto della giornata che i soci Argav hanno trascorso nel borgo di Mel (Bl), insediamento d’origine paleoveneta, quindi centro romano e altomedievale, dominato per un lungo periodo dalla Repubblica di Venezia.

A Mele a Mel anche le varietà prodotte nel centro di Sedico di Veneto Agricoltura (foto Beatrice Tessarin)

L’anima verace di Mel, Bandiera Arancione TCI, rivive nei cortili. L’occasione di visita è stata la mostra-mercato Mele a Mel, che espone tradizionalmente nei cortili degli storici palazzi del centro, aperti al pubblico solo nei giorni della manifestazione, più di cento varietà di mele, quest’anno prodotte in quantità minore rispetto agli anni scorsi a causa della gelata primaverile. Tra queste, c’era naturalmente la piccola e deliziosa mela “della rosetta”, varietà tipica della Val Belluna, insieme ad altri prodotti agricoli locali, manufatti artigianali e la rievocazione dei mestieri del passato da parte dei Gruppi Frazionali. Ogni cortile dedica uno spazio alla gastronomia. Noi abbiamo pranzato nel cortile agricolo – e così non poteva che essere – i prezzi sono davvero contenuti (abbiamo speso 12 euro a persona) scegliendo tra pasticcio di patate, gnocchetti alla zumellese, polenta e pastin, polenta e formaggio alla piastra, arrosto in salsa di mele, bevendo sidro di mele e vini locali.

Palazzo Zorzi, oggi sede del municipio (foto Beatrice Tessarin)

Visita del centro storico. Accolti da Fabio Barp, dell’Associazione Mele a Mel, che cura l’aspetto agricolo della manifestazione, e dal sindaco Stefano Cesa, la cui amministrazione organizza l’evento insieme alla Pro Loco Zumellese, nel video potete vedere l’interno del cinquecentesco Palazzo Zorzi, per secoli sede della Magnifica Comunità di Mel ed oggi sede del municipio, che conserva gli affreschi di Marco da Mello ispirati all’Orlando Furioso e gli ingranaggi del grande orologio un tempo ubicato nel campanile distrutto nel 1756 da un fulmine. Molto accoglienti anche la sala consigliare e la sala convegni ubicata nel sottotetto.

foto Beatrice Tessarin

Chicche archelogiche, artistiche ed enogastronomiche. Il municipio si affaccia su piazza Papa Luciani, nei giorni della mostra-mercato gremita da persone e bancarelle, su cui si affacciano anche altri edifici storici che abbiamo visitato. Guidati da Simone Deola, assessore comunale alle Attività Produttive e all’Ambiente, abbiamo visto il Palazzo delle Contesse (XVII sec.), che ospita il Museo Civico Archeologico, in cui sono custoditi i reperti rinvenuti nella necropoli di Mel (utilizzata dai Veneti Antichi dall’VIII al V secolo a.C., si trova a 500 metri dal centro abitato in direzione Belluno e si compone di un’ottantina di tombe dalla forma circolare, di cui sette visibili), tra cui anelli, armille, spilloni, fibule, ossari fittili e bronzei, ed oggetti d’uso quotidiano. Ancora, guidati dalla professoressa Miriam Curti, abbiamo visitato la chiesa dell’Addolorata, che conserva dipinti risalenti al Quattro-Cinquecento. Quindi, abbiamo fatto visita all’Antica Locanda Cappello (XVI sec.), in cui ci ha fatto da guida il gestore Giuseppe Agostini. Il locale storico è rinomato per la cucina (selvaggina tra i piatti più tipici) e ha sale abbellite da affreschi ottocenteschi e diverse stanze per il riposo (una di queste, si narra sia frequentata da un fantasma…).

26-29 ottobre, da oltre centodieci anni a Segusino si celebra la Fiera Franca del Rosario. Novità 2017, Cuochi di Contrada, il primo reality show realizzato in chiave veneta.

Dal 26 al 29 ottobre 2017 si celebra a Segusino (TV) la 113^ edizione della Fiera Franca del Rosario. Filo conduttore della manifestazione è, come da tradizione, il formaggio S-céch, un prodotto segusinese a marchio depositato, un formaggio che veniva realizzato fin dall’antichità utilizzando il latte crudo, non pastorizzato, ma che per motivi normativi oggi ha visto leggermente modificata la sua ricetta originale, pur mantenendo invariata – confermano i Segusinesi Doc – le caratteristiche gustative e olfattive che lo hanno sempre contraddistinto.

Rilanciata in grande stile alcuni anni fa, la Fiera costituisce un’importante sinergia tra associazioni e volontari di tutto il paese, guidati dalla Pro Loco. Si contano a migliaia i visitatori che arrivano nel borgo alla scoperta di un evento, che rientra nel cartellone di iniziative “Delizie d’Autunno“, dai gusti poveri, ma ricco di sapori, unicità ed ospitalità.

Un inizio “ciociaro”. L’evento sarà inaugurato giovedi 26 ottobre alle ore 20:30 in sala Zancaner a Segusino con la presentazione del romanzo storicoOltre le Stelle” di Antonio Valerio Fontana, giovane scrittore di Roccasecca (provincia di Frosinone). Fontana ha conosciuto la storia di Segusino tramite Internet innamorandosene subito a tal punto da spingerlo a scrivere il romanzo che narra di una famiglia di Segusino durante la storica emigrazione verso il Messico, nel 1882.

Novità 2017, Cuochi di Contrada. Venerdì 27 ottobre alle ore 20, nel tendone riscaldato in zona impianti sportivi del paes, entra in scena la grande novità 2017 della Fiera, ci sarà infatti la finalissima di “Cuochi di Contrada”, il primo reality show di cucina realizzato coinvolgendo, durante i mesi estivi, gli abitanti di sette contrade di Segusino, che si sono cimentati nella preparazione di una ricetta tradizionale o innovativa. Ogni piatto realizzato è stato documentato con un video e chiunque (fino al 19 ottobre) potrà esprimere il proprio voto – in base alle immagini e quindi alle proprie conoscenze culinarie provando a immaginare quale sarà il sapore finale del piatto – per decretare quali saranno le due borgate finaliste che venerdi 27 ottobre si sfideranno in una serata show cooking di preparazione del piatto stesso davanti al pubblico presente presso la tensostruttura; pubblico che fungerà anche da giuria degustatrice, decretando la borgata vincitrice. (Per vedere e votare i video: www.prolocosegusino.it o www.valdotv.it oppure entrando nella pagine Facebook Pro Loco Segusino o ValdoTV). Per partecipare alla serata-cena del 27 ottobre (costo euro 13) e far parte della giuria degustratrice si può inviare un messaggio whatsapp, sms o chiamare al numero di cellulare 340.6285209 entro il 25 ottobre.

Sabato mattina 28 ottobre ci sarà la rassegna bovina e di altri animali, l’apertura degli stand enogastronomici ed espositivi e l’inizio della mostra mercato. Nel pomeriggio di sabato ci sarà la 11^ corsa podistica “Sulle Grave del Piave e Borghi di Segusino” e la “4^ Nordic Walking”, meeting nazionale del Nordic Walking. Altro giorno clou sarò domenica 29 ottobre, che vedrà dal primo mattino l’apertura degli stand e della mostra mercato, con tante bancarelle, il “5° Raduno dei Trattori d’epoca e agricoli” lungo le vie del paese, per poi proseguire nel primo pomeriggio con la sfilata dal titolo “Scolari di ieri – Scolari di oggi”, la sfilata della banda municipale e la “4^ rassegna cinofila segusinese”, spettacoli ed esibizioni per tutto il pomeriggio fino a tarda sera con intrattenimento per grandi e piccini, giri a cavallo, produzione del formaggio S-céch ed esibizione di taglio con motosega con la presenza di campioni a livello nazionale.

Fonte: Pro Loco Segusino

 

8 ottobre 2017, in Veneto 124 fattorie didattiche aperte a visite gratuite, da prenotare

E’ giunta alla 15^ edizione la Giornata dedicata alle “Fattorie Didattiche Aperte”, promossa dalla Regione del Veneto in collaborazione con le Organizzazioni agricole, in programma domenica 8 ottobre.

Un’occasione da non perdere, su cui la Regione ha puntato con forza per valorizzare l’economia agricola locale e le tante produzioni tipiche di cui il nostro territorio è pieno. Un evento che vedrà il coinvolgimento di ben 124 aziende agricole e agrituristiche di tutte le province venete e di migliaia di visitatori che, grazie alle tante iniziative proposte nel corso della giornata, potranno entrare in contatto con il mondo contadino più autentico ma allo stesso tempo più innovativo sotto il profilo tecnologico. Il lavoro della terra, le diverse forme di allevamento, le nuove tecnologie, le fasi della produzione e della trasformazione potranno esser meglio comprese sia dagli adulti ma anche e soprattutto dai tantissimi giovani che mostrano sempre più interesse per tutto ciò che è legato alla terra e al mondo agricolo.

Necessaria prenotazione. Nel corso della giornata sono previste delle visite guidate gratuite alle aziende, ma è indispensabile effettuare la prenotazione alla fattoria prescelta. Le modalità di iscrizione sono semplicissime: basta entrare nel sito della Regione Veneto oppure alla pagina Facebook e individuare nell’elenco, suddiviso per provincia, la fattoria che si intende visitare, e registrarsi.

Scuola protagonista. La Giornata “Fattorie Didattiche Aperte” rientra nel desiderio di creare una rete di relazioni fra agricoltori e giovani cittadini, attraverso la preziosa mediazione del mondo della scuola. La scuola, infatti, è protagonista del collegato progetto denominato “Raccontiamo la Salute con 5 A”, rivolto a tutte le classi delle scuole primarie del Veneto, invitate ad approfondire e interpretare i temi dell’agricoltura, ambiente, alimentazione e attività motoria e arte.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Con “La Laguna nel bicchiere, le vigne ritrovate”, si scopre il rapporto città-campagna di Venezia. Il 19 ottobre, presentazione dell’annata 2017 dei vini di laguna al Bistrot de Venise.

I soci Argav in visita alla vigna di San Michele a Venezia, curata dall’associazione Laguna nel Bicchiere (foto Marina Meneguzzi)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Dare una visione diversa di Venezia, meravigliosa e fragile città, unica al mondo sotto tanti aspetti, troppo spesso trattata dai turisti come una sorta di “Disneyland da spiaggia”. Questo l’obiettivo di “Laguna nel bicchiere, le vigne ritrovate“, associazione di promozione sociale senza scopo di lucro che l’eclettico Flavio Franceschet, scomparso prematuramente lo scorso marzo, fondò nel 2009 insieme ad un gruppo di amici per promuovere la ricerca, la conservazione e la valorizzazione delle antiche vigne lagunari, nonché la produzione di vini naturali.

I soci di Laguna nel Bicchiere al lavoro nella cantina dell’isola di San Michele (foto Marina Meneguzzi)

Nel brolo francescano, tra chiostri rinascimentali. Grazie all’impegno e al lavoro dei soci – circa un centinaio -, il recupero e la cura delle vigne, così come la vendemmia e la vinificazione, oltre a salvaguardare una tradizione secolare mirano a proteggere un paesaggio originale e pressoché sconosciuto, rivelando il nascosto rapporto città-campagna di Venezia. Relazione che i soci Argav hanno potuto conoscere direttamente lo scorso 2 settembre visitando la vigna dell’isola di San Michele, dal 1837 cimitero cittadino. Qui le vigne crescono circondate da mura nell’orto a ridosso del convento camaldolese, progettato nel XV secolo dal Codussi, e gestito negli ultimi due secoli dai frati francescani, che hanno abbandonato il complesso alcuni anni fa. La cantina del convento è dotata di quattro locali ampi ed è fornita di antiche botti e tini, oggi di interesse museale.

Un brindisi con i vini di laguna tra soci Argav e soci Laguna nel Bicchiere, le vigne ritrovate (foto Marina Meneguzzi)

Una produzione di nicchia. Le vigne curate dall’Associazione danno una produzione di circa 1000 bottiglie, destinate in parte ai soci, in parte vendute in occasione di fiere e feste del territorio, oppure servite in occasione delle visite guidate (solo di gruppo, almeno 20 persone, prezzi molto contenuti, comprensivi di degustazione) che spesso, nella bella stagione, terminano con un pranzo sotto le pergole delle vigne, come è successo nel nostro caso. Abbiamo potuto così assaggiare l’intera produzione vinicola, vini genuini e schietti, come direbbe Mario Soldati, che riservano in bocca piacevoli sorprese, specie i bianchi. Le vigne si trovano in gran parte alla Giudecca, dove ci sono i vitigni a bacca nera (Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Carmenere e Lambrusco Marani), a San Michele (Malvasia, Dorona e Prosecco) e a Le Vignole  (Verduzzo Dorato, Prosecco, Dorona Bianchetta e Malvasia).

La vigna di san Michele è murata, per rendersi conto di essere in laguna, bisogna elevarsi un po’ (foto Marina Meneguzzi)

Non solo vino, ma anche “adozione” di oliveti. L’Associazione coinvolge da sempre i ragazzi delle scuole elementari e medie veneziane nella loro attività di vendemmia e pigiatura dell’uva, collabora inoltre con Slow-food ad un programma di recupero della produzione di olio Evo a Venezia, ricca di oliveti, oggi “adottati” dagli studenti, che ne seguono il ciclo di produzione fino alla raccolta. Le olive poi vengono frante fuori Venezia, l’olio imbottigliato viene venduto alle famiglie dei ragazzi oppure in occasione di eventi.

19 ottobre, presentazione dei vini di laguna. Chi volesse conoscere l’attività dell’Associazione, giovedì 19 ottobre a Venezia ci sarà l’assaggio della produzione 2017 al Bistrot de Venise alle ore 16 (ingresso libero). Si potranno ammirare anche alcune opere pittoriche di Franceschet, messe in mostra in ricordo e in omaggio al fondatore.

Autunno 2017, iniziative per i soci Argav nel Bellunese: 6 ottobre in Cansiglio per l’ascolto del bramito dei cervi, 7 ottobre a Mel per visitare il borgo e la manifestazione dedicata alle mele. Che apre il 5 ottobre con un convegno sulla cooperazione agricola montana

Cervi nella foresta demaniale reg.le del Cansiglio gestita da Veneto Agricoltura, visita soci Argav (foto Mirka Cameran Schweiger)

L’Argav, in collaborazione con Veneto Agricoltura, organizza venerdì 6 ottobre (ore 16,00-21,00) un’uscita guidata per i soci nella Foresta del Cansiglio per “ascoltare” il bramito dei cervi, straordinario fenomeno che si presenta ogni anno in questo periodo. Il ritrovo è fissato per le ore 16,00 al Rifugio Casa Vallorch dove gli esperti del Centro Forestale Pian Cansiglio di Veneto Agricoltura illustreranno il fenomeno del bramito. Seguirà una breve escursione nella Piana per vedere e ascoltare i cervi. Il rientro è previsto alle 21.

Sabato 7 ottobre a Mel. I soci andranno a visitare MeleaMel”, mostra-mercato dedicata alle mele e ai prodotti tipici del territorio, tradizionale appuntamento organizzato dalla Pro Loco Zumellese e dal Comune di Mel in collaborazione con l’Associazione “Mele a Mel”, Gruppi e Frazioni e del Comune di Mel e l’Istituto Agrario “Della Lucia” di Feltre.

Ad inaugurare la manifestazione il 5 ottobre, un convegno sulla cooperazione agricola montana. MeleaMel sarà preceduta da un convegno sul tema “Cooperazione agricola e sviluppo del territorio montano. Proposte e realtà a confronto”, in programma  giovedì 5 ottobre alle ore 20.30 nella Sala Affreschi del Palazzo Municipale. La cooperazione nei suoi diversi modelli organizzativi tradizionali o innovativi, rappresenta la strategia più efficace in grado di coniugare lo sviluppo integrato del territorio, con la necessità di garantire benefici sociali ed economici alle persone coinvolte. Si tratta di approfondire il Progetto del PSR VENETO 2014 -2020 che ha l’obiettivo di creare una soluzione innovativa di filiera corta, attraverso lo sviluppo di prodotti alimentari di qualità, tipicità e sicurezza mettendo in relazione produttore, consumatore e territorio. A moderare il convegno sarà Stefano Sanson, insegnante all’Istituto Agrario “ A. Della Lucia” di Feltre. Interverranno per presentare le loro esperienze di cooperazione: Gruppo Cooperazione CL.A.I.M. Innovation Brokering – PSR Veneto M16 – (Bl), Lattebusche– Società Cooperativa Latteria della Vallata Feltrina – Cesiomaggiore – (Bl), Consorzio Frutticolo Val di Gresta Ronzo Chienis – (Tn), AGRI ’90 Cooperativa Agricola Storo – (Tn), Valbelluna Green Net Rete contratto di Imprese – (Bl)

La manifestazione. Nei cortili degli storici palazzi del centro, aperti al pubblico solo per quest’occasione, ci saranno bancarelle che propongono artigianato in legno, ferro, pietra, vetro, stoffa e cuoio, si vedranno all’opera artisti e artigiani e le rievocazioni dei mestieri del passato proposti dai Gruppi Frazionali; ancora, si potrà assistere alla torchiatura delle mele, acquistare le diverse varietà di mele delle categorie locali ed altri prodotti agricoli quali miele, patate, fagioli, noci, succhi e marmellate di mele direttamente dagli espositori presenti nei vari stands. MeleaMel è anche ottima cucina che propone piatti tipici legati al territorio e alla mela realizzati con ingredienti genuini, da non perdere la “Zumela” l’originale torta di mele e gli “Zumeloti”, gli ottimi biscotti alla mela. Programma per i soci. Ore 10.00: ritrovo nel parcheggio dell’Istituto scolastico Marco Da Melo (via Sant’Andrea 4, Mel). Troveremo ad aspettarci Fabio Barp, dell’associazione Mele a Mel. Ore 10.30: visita al municipio di Mel (palazzo del ‘500 in parte affrescato, da sempre sede dell’amministrazione della comunità zumellese). Ore 11.00: visita al museo civico archeologico dove sono esposti, in particolare, i reperti dei Veneti antichi ritrovati nella necropoli di Mel. Ore 11.45: visita alla chiesa dell’Addolorata. Ore 12.30: pranzo nello stand di MeleaMel a base di prodotti locali (€ 12.00). Ore 14.00: visita ai cortili di Mel e rientro.

23 settembre 2017, a Venezia, tra mistiche aiuole e vigneti, si degusta il “vin moro”

i soci Argav sotto la cerchiata con i vitigni coltivati dal Consorzio Vini Venezia nel Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi (foto Marina Meneguzzi)

(di Marina Meneguzzi, vicepresidente Argav) C’è una speciale “Terra Promessa” a Venezia e la si trova a due passi dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia, sul retro della chiesa di Santa Maria di Nazareth, da tutti conosciuta come chiesa degli Scalzi. Nella fattispecie, si tratta di un vitigno di origine israeliana, il cui grappolo può raggiungere anche una cinquantina di centimetri, impiantato dal Consorzio Vini Venezia insieme ad altre varietà di vitigni, in quello che si presenta come una sorta di itinerario spirituale fuori dal turismo di massa veneziano, il Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi, visitato dai soci Argav lo scorso 2 settembre.

da dex, Padre Fabio illustra ai soci la storia del Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi, mentre Carlo Favero, direttore del Consorzio Vini Venzia, quella del vigneto (foto Marina Meneguzzi)

Protetto da un muro di cinta, l’orto-giardino monastico, ridimensionato a metà Ottocento dall’insediamento della stazione ferroviaria e restaurato di recente per opera dell’architetto Giorgio Forti, oggi è aperto a visite guidate che, partendo dalla chiesa, capolavoro del Barocco veneziano del tardo Seicento, conducono a scoprire un tracciato ispirato al carisma carmelitano e alla storia dell’Ordine religioso, nonché all’opera della fondatrice, Santa Teresa d’Avila, che nel 1577 compose lo scritto “Castello Interiore“, da lei pensato come un cammino di vita cristiana diviso in 7 tappe. Nel giardino di 6 mila metri quadrati, sono presenti, quindi, 7 aiuole: dal prato verde all’orto delle erbe officinali, tra cui c’è la melissa moldavica, distillata dai monaci fin dal 1710 per divenire la celebre “Acqua di Melissa“, citata persino da Carlo Goldoni ne La Locandiera, ed oggi venduta nel piccolo negozio adiacente al giardino; le aiuole continuano con l’orto alimentare, i frutteto dei gusti perduti, l’orto degli ulivi, il bosco ed il vigneto.

particolare uva Terra Promessa coltivata nel brolo degli Scalzi (foto Marina Meneguzzi)

Una collezione della biodiversità viticola veneziana. Nel vigneto, collocato nella quarta aiuola, sono piantati 17 filari (7 + 10 come i sacramenti e i comandamenti). E questo grazie al Consorzio Vini Venezia, che si è impegnato, con l’ausilio del prof. Attilio Scienza, delle Università di Padova e di Milano nonché de CRA-VIT di Conegliano (TV), a recuperare la “storia vitivinicola” veneziana rintracciando in diversi orti e giardini veneziani più di 70 esemplari, individuando ben 30 varietà di vitigni, di cui ancora 3 risultano sconosciute. Tra le varietà analizzate e mappate che trovate nel brolo degli Scalzi figurano vitigni che si trovano nella Doc Venezia, tra cui Raboso Piave, Tocai Friulano, gli incroci Manzoni, i Pinot, il Refosco dal peduncolo rosso, i Cabernet, Merlot, Verduzzo trevigiano e friulano, Chardonnay, Malvasia istriana, oltre alle varietà Rushaki (di origine armena) e la sopracitata Terra Promessa, queste due ultime impiantate per rendere omaggio alla storia dei Carmelitani Scalzi, iniziata nel XII Sec. in Palestina, sul monte Carmelo.

Particolare vigne e brolo Giardino mistico Carmelitani Scalzi a Venezia (foto Consorzio Vini Venezia)

Vin moro di Venezia, presentazione libro (su prenotazione) e degustazione (libera).  Questo angolo verde di paradiso sabato 23 settembre ospiterà la prima edizione di #FeelVenice, appuntamento che avrà cadenza annuale organizzato dal Consorzio Vini Venezia per portare alla ribalta le diverse denominazioni e le ricchezze enologiche del territorio. Quest’anno, la manifestazione darà risalto al Raboso con la presentazione alle ore 9.30 del libro “Quando Raboso e Friularo si chiamavano vin moro”, nuova pubblicazione dello scrittore e sociologo Ulderico Bernardi (posti limitati, prenotazione obbligatoria a elisa.stocchiero@consorziovinivenezia.it – 347 3441102 ). A partire dalle ore 14.00 sino alle 19.30, in una degustazione libera, sarà possibile, invece, gustare i nettari del Consorzio Vini Venezia: dai vini del Piave a quelli del Lison-Pramaggiore, ai vini della Doc Venezia, insieme alle eccellenze dei produttori gastronomici del territorio. In via eccezionale, sarà anche possibile visitare la chiesa seicentesca del Convento, ora in restauro, ed il giardino mistico (contributo partecipazione a partire da 10 euro, il ricavato della giornata sarà interamente devoluto al restauro della facciata della Chiesa di Santa Maria di Nazareth).

7-10 settembre 2017, ad Asiago (VI) torna Made in Malga

foto Made in Malga

Dal 7 al 10 settembre 2017, torna ad Asiago l’evento nazionale dedicato ai formaggi di montagna (e non solo) organizzato da Guru del Gusto ed il Consorzio di Tutela Formaggio Asiago in collaborazione con le Comunità dell’Altopiano.

Mostra mercato. Dal 2013, i banchi d’assaggio dei prodotti in vetrina alla manifestazione – formaggi di malga, birre artigianali, salumi, confetture e mieli – si trovano all’interno dei negozi e delle attività del centro di Asiago, creando così tra le vie un percorso del gusto a tappe dedicato alle specialità d’alta quota (orari giovedì 7 settembre dalle ore 12.00 alle 19.00, venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 settembre dalle ore 09.30 alle ore 19.00, ingresso libero).

Mountain Wine Festival. In occasione di Made in Malga, Asiago ospita in piazza Carli la seconda edizione del Salone del vino di montagna e della viticoltura estrema, con oltre 150 etichette italiane ed estere in degustazione (ingresso libero con degustazioni regolate dall’acquisto di tcket, orari giovedì 7 e venerdì 8 settembre dalle ore 16.00 alle 22.00, sabato 9 settembre dalle 11 alle 22 e domenica 10 settembre dalle ore 11 alle ore 19.00). Lo spazio coperto in piazza Carli si trasforma nei quattro giorni nell’Osteria di Montagna, che proporrà piatti tipici di montagna, veneti e non: dalla tosela con polenta al pastin, dall’hamburger con carni di montagna agli gnocchi con le patate di Rotzo ai bigoli con ricotta affumicata e burro di malga, dai formaggi del caseificio locale Pennar al Monte Veronese Dop, dalla sopressa alle specialità molisane (caciovallo impiccato alla brace salsicce, pampanella), dai fagioli di Lamon alla torta locale Ortigara (orari giovedì 7 settembre dalle ore 16.00 alle 23.00, venerdì 8 e sabato 9 settembre dalle ore 10.30 alle ore 23 e domenica 10 settembre dalle ore 10.30 alle ore 19.00). Anche pizzerie, ristoranti e agriturismi del luogo offriranno nei giorni di festa specialità legate alla manifestazione.

Laboratori, escursioni e cani da guardia delle mandrie in sfilata. Nei quattro giorni di manifestazione saranno organizzati laboratori del formaggio e del vino (a pagamento, iscrizioni on line) e artigianali (gratuiti). Tra quest’ultimi, le proposte spaziano da come si fa il burro al formaggio, coroncine di fiori, saponi, i cuchi (famosi fischietti d’argilla), intreccio in Macramè, estrazioni di oli di montagna, ecc. E’ possibile anche prenotare delle escursioni storico-naturalistiche nell’altopiano di Asiago organizzate in collaborazione con le associazioni Asiago Guide e Guide Altopiano. Domenica 10 settembre, alle 11.15 e alle 15.45, ci sarà nelle vie del centro la sfilata del “Bovaro del Bernese“, il cane da guardia delle mandrie, a cura del Gr.a.b.ber (Gruppo amatoriale Bovaro del Bernese).

Fonte: Made in Malga

 

 

Enoturismo. Politica in vacanza e ancora non è legge. E intanto, fino al 14 agosto, torna anche in Veneto Calici di Stelle.

Colline del Prosecco

Se ne parla da anni, ma anche in questa legislatura si rischia di non avere un quadro normativo ad hoc per un settore che vale 14 milioni di arrivi enoturistici e 2,5/3 miliardi di euro (secondo l’ultimo Osservatorio di Città del Vino/Università di Salerno). E mentre impazza in tutta Italia l’estate del vino (a questo riguardo, ecco gli appuntamenti previsti ad agosto 2017 in Veneto da Calici di Stelle, manifestazione organizzata dal Movimento del Turismo del Vino) , tra feste nei luoghi pubblici, sagre, eventi serali, l’Associazione Nazionale Città del Vino ribadisce la necessità di una strategia nazionale per rilanciare il settore.

Necessaria una legge di sistema. Dopo la presa di posizione dei territori e delle Strade del Vino, rilanciata con una nota congiunta nei giorni scorsi, anche Città del Vino torna a far sentire la sua voce sulla necessità di una legge di sistema sull’enoturismo per far decollare un settore dal grande potenziale in termini economici e occupazionali. Auspicando che si arrivi all’approvazione entro fine legislatura, Città del Vino rilancia le proprie posizioni su alcuni punti chiave, condizione necessaria per dare slancio al settore, ovvero: finanziamenti ad hoc ai territori per efficaci strategie di promozione enoturistica di medio-lungo periodo; analisi e monitoraggio costante del mercato e delle tendenze; sostegno e finanziamento delle Strade del Vino, ideali cabine di regia sui territori per fare da collante tra il pubblico e gli operatori privati coinvolti a vario titolo (cantine, alberghi, ristoranti, enoteche, musei, agenzie di servizi, Comuni, proloco, etc); ma anche norme più chiare per la somministrazione e la vendita dei vini in cantina.

No a modelli privatistici di enoturismo oltreoceano, qui il turimo del vino è legato al territorio. “Pieno sostegno alle preoccupazioni di chi opera sui territori, a stretto contatto con gli enoturisti, con impegno, poche risorse e un vuoto normativo che da anni chiediamo di riempire con una legge che dia dignità e giusto peso all’enoturismo come settore strategico nazionale, un fenomeno che le Città del Vino promuovono e studiano da anni con strumenti, azioni, iniziative; tra queste l’Osservatorio realizzato con l’Università di Salerno, ad oggi l’unica e puntuale fotografia del mercato enoturistico in Italia – sottolinea il presidente di Città del Vino Floriano Zambon -. Sbaglia chi pensa a modelli all’americana o all’australiana: in Italia il turismo del vino non prescinde dai territori. Abbiamo bellezze, prodotti, tradizioni, una storia lunga secoli che ci ha lasciato in eredità patrimoni artistici e monumenti che tutto il mondo sogna di visitare. Sono questi i contesti dei vari attori in campo, dalle cantine a chi fornisce i servizi all’enoturista.

Amministrazioni locali, necessaria una visione a lungo termine. Continua Zambon: “Lasciamo quindi i modelli privatistici a chi non può vantare una storia e un’eredità come la nostra e di altri Paesi in Europa. Smettiamola anche di pensare alle amministrazioni locali come mere erogatrici di servizi, dalla raccolta differenziata alla segnaletica. L’impegno dei politici e dei sindaci, che hanno un mandato elettorale conferitogli dai cittadini sui programmi, è anche di favorire una visione di lungo periodo che faccia crescere tutti, il privato e il pubblico, entro orizzonti condivisi. Questo vale per tutto, ma riportando la questione all’enoturismo – conclude Zambon – è chiaro che le Strade del Vino possono essere uno strumento, anche se non esclusivo, per realizzare questi obiettivi sui territori. Certo, alcune funzionano, altre non sono decollate per incapacità gestionali o mancanza di risorse. Ma non generalizziamo, anzi prendiamo ad esempio quelle Strade che rappresentano una buona pratica enoturistica e ripartiamo da queste per ridisegnare il futuro”.

Fonte: Servizio stampa Città del Vino

Fieracalli 2017, sempre più spazio al turismo equestre

Fieracavalli riserva anche quest’anno ai 120mila italiani appassionati di equiturismo molte proposte legate alla vacanza a cavallo. La più importante rassegna internazionale dedicata al mondo equestre, in programma alla Fiera di Verona da giovedì 26 a domenica 29 ottobre 2017, torna quindi a puntare anche per la sua 119ª edizione sulla riscoperta dei territori attraverso il cavallo.

Dal cartaceo al web. In un intero padiglione (il numero 1) si potranno trovare tutte le informazioni necessarie per fare le valigie e saltare in sella. Si va dalla prima guida Italia a cavallo realizzata da Touring Club e Fieracavalli, fino alle soluzioni più hi-tech. Horse Touring, portale turistico online per cavalli e cavalieri, permette infatti di sperimentare prima virtualmente alcuni degli oltre 7mila chilometri di ippovie del Paese, grazie a un visore 3D. E se non bastassero gli itinerari lungo lo Stivale organizzati da maneggi, alberghi e strutture ricettive attrezzate, si può anche uscire dai confini nazionali alla scoperta delle valli francesi, del vecchio West americano o dei paesaggi desertici dell’Arabia Saudita, accompagnati da tour operator stranieri.

Primo master di turismo equestre. A Fieracavalli, poi, quest’anno l’equiturismo sale anche in cattedra, con la collaborazione di Earth Academy (European Academy for Rural Territories Hospitality) e Ciset-Cà Foscari-Università di Venezia, per dare vita in fiera al primo master di Turismo Equestre: due giornate di formazione (27 e 28 ottobre) per approfondire con esperti e operatori le potenzialità di crescita e di business in questo settore.

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere