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Il Cantico delle Creature protagonista del Presepio artistico di Segusino (TV), aperto dalla notte di Natale al 2 febbraio 2020

Dopo le passate edizioni dedicate alla storia centenaria del territorio, in occasione del Natale 2019 il Presepio Artistico di Segusino (Tv), complice il Laudato Si’, sceglie un tema a carattere storico-religioso che celebra la lode per il mondo che ci circonda, per la terra ed il creato che purtroppo l’uomo, spesso mosso da interessi economici, sta progressivamente rovinando.

Visione  positiva della natura. Il Presepio segusinese si ispira quindi al Cantico delle Creature, composto da San Francesco intorno al 1224. È il testo poetico più antico della letteratura italiana di cui si conosca l’autore (ma non il testo più antico in assoluto). Il Cantico è una lode a Dio che si snoda con intensità e vigore attraverso le sue opere, divenendo così anche un inno alla vita. È una preghiera colmata da una visione positiva della natura, poiché nel creato è riflessa l’immagine del Creatore: da ciò deriva il senso di fratellanza fra San Francesco, che è anche colui che nel 1223 diede vita al primo presepio vivente della storia, realizzato a Greccio (un piccolo centro in provincia di Rieti) con l’aiuto di Giovanni Velita, castellano del paese. Ogni elemento citato nel cantico di San Francesco trova posto nella rappresentazione del presepio, con la riflessione che, ammirandolo nel suo insieme, si possa tornare a casa con un piccolo messaggio interiore di rispetto verso le meraviglie del creato.
Un ricordo particolare nel presepio 2019 di Segusino è rivolto a don Francesco Maragno, parroco dei paesi di Segusino, Vas e Caorera; tornato alla casa del Padre nel dicembre di un anno fa.

Il Presepio Artistico di Segusino, visitato ogni anno da 15-20000 persone, propone ad ogni edizione un tema diverso. E’ un opera allestita su una superficie di ca. 80-100 mq presso la ex-casa del cappellano di Segusino (TV) -viale Italia 270-. Tradizionalmente è ambientato nel paesaggio rurale veneto pedemontano anni 20-40 del 1900 e si contraddistingue per diversi aspetti artistici e scenografici, tra cui la particolare tecnica delle scene riflesse tramite gli specchi per aumentarne la profondità di visione e la prospettiva; spiccano inoltre la cura dei dettagli ed i particolari in miniatura. Il Presepio Artistico di Segusino è allestito dall’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio, trentennale gruppo di persone (quest’anno ulteriormente arricchito di nuovi validi componenti) che si occupano della scelta del tema, dell’elaborazione delle scene e dell’allestimento dell’opera, partendo da uno studio che inizia sempre un anno prima e il lavoro di allestimento che impiega oltre 4 mesi di lavoro.

Visite guidate ai presepi nei borghi e passeggiata nella valle della Riù. Il Presepio è inserito nella rassegna intitolata “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino” , che propone ai visitatori un’ampia panoramica di altre opere e rappresentazioni attraverso vie e borgate di Segusino. Ci saranno inoltre anche quest’anno le domeniche con visita accompagnata ai presepi nei borghi a cura dei vari gruppi spontanei di borgata; e la passeggiata, in collaborazione con gli Alpini di Segusino, alla scoperta del nuovo percorso naturalistico della valle della Riù. Il Presepio Artistico di Segusino fa parte anche de “L’Itinerario dei Presepi”, una guida che illustra alcuni tra i migliori presepi del Veneto e del Friuli.

Apertura. Il Presepio Artistico e “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino” apriranno la notte di Natale, per rimanere aperti tutti i giorni fino a domenica 2 febbraio 2020. Tutte le info, il programma completo degli eventi e gli orari di apertura si possono trovare nel sito internet www.presepiosegusino.it o alla pagina Facebook: Presepio Segusino.

Fonte: Associazione Amici del Presepio di Segusino

Radicchio di Chioggia Ipg, da immagine dell’agricoltura a quella del turismo

Si è tenuto nei giorni scorsi all’Ortomercato di Chioggia (VE il workshop sul tema “Gli itinerari del radicchio di Chioggia IGP, il prodotto promuove il territorio, prospettive per arricchire e diversificare l’offerta turistica locale”.

Trait d’union turistico tra 10 comuni di produzione in tre province venete. Grazie alla sua riconoscibilità internazionale, il radicchio di Chioggia Igp può diventare il trait d’union turistico di un territorio diviso tra: Venezia, Padova e Rovigo. Dieci Comuni, su tre differenti province in cui ricade l’area di produzione, che non sono mai stati uniti se non, appunto, dal colore rosso intenso degli orti. Il radicchio di Chioggia, insomma, potrebbe dare un nuovo nome a questa terra, il suo, proponendone le peculiarità non solo attraverso i valori organolettici, che la storia di produzione e le caratteristiche pedoclimatiche gli hanno conferito, ma anche attraverso sette percorsi che permetteranno di integrare all’offerta turistica già esistente con altre forme di visitazione, necessariamente lente quel tanto da permettere di scoprire, vivere e godere le tante bellezze artistiche e paesaggistiche della Laguna Sud e del Delta del Po.

Sette itinerari al di fuori dalle ordinarie vie di comunicazione, che portano nei luoghi più riposti della campagna, tra dune fossili, valli, casoni dal tetto di canna, giardini litoranei, musei e i tanti ristoranti che custodiscono le ricette del radicchio di Chioggia Igp e le tradizioni enogastronomiche locali. “L’area di produzione del nostro prodotto Igp – spiega il presidente del Consorzio di tutela del radicchio di Chioggia IGP, Giuseppe Boscolo Palo – è una terra ricca, generosa nel dare sapore e proprietà nutrizionali al nostro radicchio, ma può dare ancora molto in termini di fascinazione e qualità della vita. Così dopo 10 anni di incessante lavoro speso nella tutela e nella promozione del celebre “Principe Rosso”, oggi il nostro impegno si estende anche al suo regno”.

Una terra piena di fascino e di opportunità. I valori predominanti dell’area di produzione del radicchio di Chioggia Igp sono la bellezza e la vastità: la Laguna di Venezia con i suoi 550 chilometri quadrati è la più grande d’Italia, mentre il Delta del Po si estende su oltre 700 chilometri quadrati e si colloca tra i pochi apparati deltizi in Europa a raggiungere queste dimensioni. Il territorio del Delta, in alcune parti ancora integro, è di straordinario interesse naturalistico e rappresenta il più importante complesso di zone umide in Italia. Proprio per queste sue caratteristiche è anche fra i principali siti di interesse ambientale in Europa, paragonabile ad aree come la Camargue (Delta del Rodano) in Francia, il Delta del Danubio in Romania e Ucraina e il Parco Nazionale delle Doñana (foce del fiume Guadalquivir) in Spagna, tutte aree riconosciute come Riserve della Biosfera MaB UNESCO. L’area tuttavia finora ha conosciuto uno sviluppo turistico legato solo agli aspetti balneari, ma le mutate esigenze del turista italiano e internazionale verso il turismo lento offrono la possibilità di completare l’offerta con la visitazione di questo grande e affascinante territorio. Il turismo rurale, quello naturalistico e il cicloturismo, infatti, possono contribuire nell’integrare le presenze e gli arrivi degli attuali centri turistici: Rosolina con 142.000 arrivi e 1.055.000 presenze e Chioggia con 266.000 arrivi e 1.383.000 presenze. (Dati Sistema Statistico Regione Veneto 2018). Oppure rappresentare un’alternativa e un’integrazione al soggiorno dei più di 5 milioni di turisti che scelgono Venezia come luogo del loro viaggio o della loro vacanza.

Il turismo rurale e più in generale quello culturale, inoltre, possono rappresentare anche una concreta opportunità per aumentare la spesa media del turista. I dati contenuti in “Analisi del Sistema turistico del Veneto: la domanda, l’offerta, l’impatto economico, sociale e ambientale. Nov. 2018”, infatti, informano che la spesa più bassa si riscontra per la vacanza al mare (circa 67€ al giorno) mentre le vacanze per cui giornalmente si spende di più sono quelle culturali (134€ al giorno) e enogastronomica o green (circa 132€). In questo tipo di viaggi si evidenzia un maggiore coinvolgimento delle classi centrali della vita con una prevalenza della mezza età: circa il 20% ha 25-34 anni, circa il 30% ha 35-44 anni, quasi il 40% è tra i 45 e i 64 anni. È questa la fetta che potrebbe essere ampliata, proponendo al turista non solo le località più rinomate, ma attirandolo verso le altre preziose e molteplici destinazioni di cui l’area di produzione del radicchio di Chioggia Igp è punteggiata.

Il paesaggio del radicchio di Chioggia Igp. I secoli di orticoltura, in cui si inseriscono anche i quasi cento anni di storia che portano all’odierno radicchio di Chioggia Igp, hanno contribuito a creare un paesaggio del tutto originale. Non va dimenticato che la vocazione orticola della zona è documentata fin da 1700 con diverse “fraglie” ed istituzioni dedicate, tra cui la “Scuola di San Giovanni di ortolani” che, con i suoi 544 allievi, era seconda solo a quella dei pescatori. Dunque gli orti appartengono all’orizzonte antico del territorio e con i loro casoni e le pezze di terra sabbiosa variegata dalle stagionali colture sono un elemento del landscape di questa parte della costa adriatica. Luoghi del lavoro dell’uomo che perfettamente si inseriscono in quelli creati dalla natura: scanni, barene, valli da pesca, boschi e giardini litoranei, dune fossili, strade che oggi costituiscono elementi di fascino e di grande suggestività per il turista.

Un territorio vocato al turismo lento. Il territorio di produzione del radicchio di Chioggia Igp è naturalmente vocato al turismo lento. Il particolare paesaggio creato dai fiumi e dal mare, gli aspetti naturalistici in esso contenuti, il senso di pace, di salute e benessere uniti agli elementi culturali dei suoi principali centri urbani rende quest’area del Veneto estremamente affascinante per gli amanti del viaggio su due ruote. Tanto più che le principali ciclovie che attraversano il Nord Italia hanno come terminal proprio l’area tra la Laguna di Venezia e il Delta del Po. Da Ovest raggiungono l’Adriatico la Destra Adige, che collega il centro Europa con Rosolina, la B12 Ciclovia del Po, che dalle foci del grande fiume giunge nella zona meridionale del Delta veneto, la Ciclovia VenTo, che da Torino raggiunge Venezia e attraversa il centro di Chioggia, l’Itinerario Tartaro-Fissero-Canalbianco che dal Medio Polesine raggiunge Porto Levante. Da Nord invece scende il Corridoio Adriatico che da Trieste raggiunge Santa Maria di Leuca in Puglia.

I sette percorsi dedicati all’area di produzione del radicchio di Chioggia Igp sono stati pensati per collegare le importanti ciclovie presenti nella zona e per permettere al cicloturista di raggiungere i siti paesaggisticamente e culturalmente più interessanti dei dieci comuni, ovviamente tenendo sempre come riferimento gli orti del “Principe Rosso” e il suo particolare paesaggio fatto di piccoli casoni e del quotidiano lavoro dell’uomo. In via di sviluppo, una cartina in due lingue collegata al web da un Qr-Code, per le proposte di itinerario, roadmap e le schede di presentazione dei siti di interesse storico, architettonico e paesaggistico. Nonché le aziende disponibili per una visita e per conoscere le produzioni connesse al radicchio di Chioggia Igp e alla sua trasformazione. Si tratta di un strumento utile al turista, per muoversi è cercare nuove opportunità turistiche oltre all’offerta balneare.

Fonte: Con i piedi per terra

Strada di San Martino, Ippovia delle Prealpi, nuova app Veneto Sentieri: le novità regionali a Fieracavalli 2019 in fatto di turismo equestre e naturalistico

È stato presentato a Verona, in occasione di Fieracavalli, “NewPilgrimAge”, il progetto del programma Interreg Central Europe che l’Unpli Veneto, l’Unione delle Pro Loco del Veneto, sta completando e che ha per protagonista Martino di Tours, uno dei santi più conosciuti e amati d’Europa.

Strada di San Martino e Ippovia delle Prealpi. L’iniziativa ha lo scopo di valorizzare l’eredità del Santo in Europa, riscoprendo le numerose tracce che la sua figura ha lasciato nella nostra cultura, dal punto di vista religioso, ma anche folkloristico ed enogastronomico, sino ad arrivare a definire la “Via Sancti Martini”, la Strada di San Martino, già sviluppata in altri Paesi ma da noi ancora tutta da organizzare. “È un’iniziativa – ha evidenziato il presidente Zaia – che ci aiuta a ricordare che nella tradizione contadina il giorno di San Martino, l’undici novembre, segnava il passaggio dalla vecchia alla nuova annata agraria, il momento dei bilanci della stagione conclusa e della definizione dei contratti per quella successiva. Grazie al lavoro delle Pro Loco questa e tante altre preziose memorie della nostre origini e della nostra storia non vengono dimenticate. Ma con l’Unpli Veneto stiamo portando a compimento anche un altro progetto al quale stiamo lavorando da tempo – ha aggiunto Zaia – relativo all’Ippovia delle Prealpi: 357 chilometri complessivi, 12 tracciati lungo i quali sono presenti 54 malghe. Nei primi mesi del prossimo anno contiamo di presentare la nuova applicazione che si chiamerà ‘Veneto Sentieri’, che fornirà informazioni utili a quanti desiderano scoprire in sicurezza, a piedi, a cavallo o in bicicletta, alcuni dei più affascinanti scenari del Veneto, e in particolare proporrà tutti i percorsi georeferenziati”.

Percorsi green e slow. Una Mappa Parlante Interattiva, la Rete dei Centri di San Martino nel Veneto e il sito www.sanmartinoinveneto.it sono i primi risultati del progetto che ha come partner il Comune di Szombatherly (Ungheria), il Comune di Maribor (Slovenia), il Comune di Albenga (TO), il Comune di Dugo Selo (Croazia), il Centro di Ricerca Accademico della Slovenia, l’organizzazione non-profit Mindspace (Ungheria). “L’Unpli dimostra ancora una volta quanto sia prezioso il lavoro che i suoi volontari svolgono nell’ambito dell’ospitalità e della valorizzazione dei nostri territori – ha detto l’assessore regionale al Turismo Caner – e in particolare questo progetto si muove esattamente verso uno degli obiettivi che la Regione si è data per arricchire la propria offerta turistica: promuovere il Veneto come terra di viaggi interni. La nostra regione, infatti, oltre ad annoverare mete turistiche affermate, racchiude una vasta rete di itinerari inconsueti e di grande fascino, percorsi green e slow che sono imperdibili opportunità di viaggio alternativo nel territorio veneto, itinerari che ad ogni tappa permettono di godere di paesaggi e di assaporare le specialità culinarie e culturali di mete meno famose ma preziose per la loro unicità. La Via di San Martino – ha concluso Caner – rappresenterebbe un ulteriore tassello che andrebbe ad aggiungersi alle altre strade “a tema” che già esistono e che si stanno sviluppando, anche attraverso investimenti sul piano infrastrutturale. Il Veneto, infatti, è attraversato da ben 5 delle 10 ciclovie di interesse nazionale: quella ‘del Garda’, la ‘Trieste-Venezia’, l’Adriatica (che interessa tutte le regioni della costa adriatica), la ‘VenTo’ (Venezia-Torino) e la ‘Ciclovia del Sole’ che collega Verona a Firenze”.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

26 e 27 ottobre 2019, a Pazzon di Caprino Veronese (VR) c’è la Festa del Pero Trentosso

Sabato 26 e domenica 27 ottobre 2019 si festeggia a Pazzon di Caprino Veronese (VR) la 6^ Festa del Pero Trentosso. Nata nel 2014 su iniziativa di un comitato spontaneo di cittadini della frazione pedemontana per rendere omaggio a questo frutto saporito tipico della montagna baldense e a rischio estinzione, con gli anni questa piccola festa è andata sempre più raccogliendo consensi sia tra il pubblico che tra gli espositori.

Programma/1. Sabato 26/10 pomeriggio, alle ore 15,30 con ritrovo nella piazza di Pazzon, partenza per “Quattro passi sotto i perari”, passeggiata tra i prati ad ammirare splendidi esemplari di pero trentosso; durante la passeggiata i partecipanti avranno modo di ricevere nozioni di botanica, ascoltare improvvisazioni teatrali e poesie a tema. A conclusione: merenda sul prato. Il secondo appuntamento di sabato è alle ore 18 nella sala parrocchiale con un conversazione su “Eventi climatici improvvisi: quale difesa vegetale a salvaguardia del territorio?” con Alessandro Pasini, dottore forestale. A seguire, alle ore 19,30 circa, una cena a base di pero trentosso e castagne (è gradita la prenotazione al 393 3864628).

Programma/2. Domenica 27 ottobre, giorno della Fiera vera e propria, inizia alle ore 9 con l’apertura dei banchetti di piccoli produttori che esporranno i loro prodotti tipici: pere, patate, verze, corbele, nespole e quant’altro offre la stagione. Alle 10 partenza della visita guidata “Tra fontane e lavatoi nella Valle del Tasso” a cura del Ctg El Vissinel, dalle ore 12 la cucina offre i piatti tipici della tradizione contadina: gnocchi di pane, minestrone, polenta e luganeghe. Nel pomeriggio si potrà assistere alla preparazione della ricotta. La giornata si chiude al tramonto quando la brave gente del Baldo saluterà tutti con puina (ricotta) e peri trentossi.

Fonte:

Made in Malga 2019 raddoppia l’appuntamento ad Asiago (VI). Tra gli eventi in programma, il Festival dei vini “eroici” e il gran premio della birra artigianale di montagna.

Made in Malga, la rassegna dedicata ai formaggi d’alpeggio e ai prodotti di montagna torna a tener banco ad Asiago (VI) raddoppiando le date della manifestazione. I banchi dei produttori, allestiti nei negozi e tra le vie del centro, saranno presenti, infatti, questo fine settimana e dal 13 al 15 settembre 2019.

Un percorso a tappe. La mostra mercato dei formaggi e dei prodotti della montagna, a ingresso libero, ospiterà laboratori con degustazioni guidate (nell’hotel Croce Bianca, corso IV Novembre 30, durata 60 minuti, ulteriori informazioni segreteria@gurucomunicazione.ita) e di artigianato. In programma anche escursioni in malga (info e prenotazioni 340-7347864 Guide Altopiano e 347-1836825 Asiago Guide) e proiezioni di film sulla montagna (fino all’8 settembre). Gli orari di visita sono: questo weekend dalle ore 9.30 alle 19, venerdì 13 settembre dalle ore 10.30 alle 19, sabato 14 e domenica 15 settembre dalle ore 09.30 alle 19.

Fino all’ 8 settembre si tiene la 5a edizione del Mountain Wine Festival, salone internazionale del vino di montagna e della viticoltura estrema, dove ci sarà la possibilità di conoscere e degustare più di 200 vini ottenuti da vigneti coltivati in zone montane, in condizioni estreme o in forte pendenza e prodotti in Italia, Austria, Spagna, Francia, Germania, Georgia, Libano, Slovenia, Uruguay ed Argentina. I banchi d’assaggio saranno posizionati negli spazi verdi di piazza Carli. Orari di apertura: sabato 7 settembre dalle ore 11:00 alle 21:00, domenica 8 settembre dalle ore 11:00 alle 19:00, ingresso libero, degustazioni a pagamento.

Sempre in piazza Carli, nel secondo fine settimana si svolgerà la 1a edizione di Mountain Beer Cup, gran premio delle birre artigianali di montagna con il premio “Città di Asiago”. Una selezione di birrifici di montagna faranno degustare le loro produzioni, che sono a base di acqua di montagna da sorgenti sopra i metri 600 di altitudine, non pastorizzate e non filtrate. ingresso libero, orari sabato 14 settembre dalle ore 10:30 alle 22:00, domenica 15 settembre dalle ore 10:30 alle 20

Alpaca e Bovaro del Bernese. Sabato 14 settembre, dalle ore 10:30 e alle 16:30 per le vie del centro Asiago Guide porterà a sfilare l’alpaca, mammifero originario del territorio delle Ande, impiegato in attività didattiche, laboratori con bambini e nella pet therapy. Dalle 11:15 e alle 15:15 a sfilare sarà invece il cane da guardia delle mandrie, il Bovaro del Bernese, presente nelle fattorie svizzere (a cura del Gruppo Amatoriale Bovaro del Bernese).

Assaggi Dop. Tra i maggiori sponsor dell’evento c’è naturalmente il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, che propone numerose iniziative per far conoscere la sua grande tradizione casearia. Tra queste, segnaliamo i laboratori all’hotel Croce Bianca di sabato 7 settembre alle 16.30 “Vini estremi delle Isole italiane e 4 stagionature dell’Asiago Dop” e di domenica 15 settembre, alle ore 16.30, “Il formaggio Asiago Dop e le birre di montagna”, entrambi con iscrizioni nel sito della manifestazione.
L’Asiago Dop Fresco e Stagionato prodotto della montagna potrà essere assaggiato tra le vie di Asiago nei banchi degli associati al Consorzio, nei ristoranti del gruppo Ristoratori Asiago 7 Comuni o, in piazza Carli, nell’Asiago Bistrot.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela formaggio Asiago

Tra fine agosto e settembre 2019, itinerari slow a partecipazione gratuita alla scoperta di ambienti naturali e dell’anima agricola della Bassa Padovana

A fine agosto e a settembre 2019, numerosi appuntamenti di turismo sostenibile nelle aree rurali proposti dal GAL Patavino a partecipazione gratuita, su prenotazione. Le iniziative sono finanziate dal PSR per il Veneto 2014-2020 e sostenute dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Giovedì 29 agosto ore 19, alla scoperta del “Museo dell’acqua a cielo aperto”. Un itinerario a tappe nel comune di Battaglia Terme, situato alle pendici orientali dei Colli Euganei e alla confluenza di tre corsi d’acqua, per scoprire la storia, le tradizioni e i monumenti più importanti di questo centro celebre per la sua antica attività molinatoria, per la produzione cartaria e importante snodo per il trasporto delle merci. Battaglia Terme sorge sulle sponde di un canale artificiale scavato in epoca medievale per collegare Padova a Monselice e per questo fin dall’antichità si trasformò in poco tempo da piccolo villaggio a ricca cittadina gremita di attività commerciali e artigianali. Nel cuore del paese si trova il Museo della Navigazione Fluviale, un museo davvero unico nel suo genere, che racconta la storia dei cosiddetti “barcari”, marinai esperti nella navigazione fluviale che, con le loro barche, trasportavano i masegni (blocchi di trachite) e le granaglie provenienti dall’area euganea verso i porti veneziani e lagunari. Prenotazioni e ulteriori informazioni a questo link

Settembre in bici. Gli appuntamenti della domenica del ciclo “Bike and Wildseguiranno i passi del Ruzzante a partire da Conselve per tuffarsi nel verde della campagna a sud-est di Padova (1 settembre) e attraverseranno i luoghi dei Da Carrara percorrendo gli argini delle antiche vie d’acqua (8 settembre). Il 15 settembre, si esplora l’anima agricola del territorio di Merlara accompagnati dal racconto di Mauro Gambin, storico e appassionato locale, che ci farà conoscere le testimonianze di fede popolare, l’architettura campestre e la vocazione enologica di questi luoghi. Il 22 settembre si andrà sul versante occidentale dei Colli Euganei, da Este a Lozzo Atesino passando per Vo’, in un itinerario dove natura e storia si fondono insieme in un paesaggio unico.Con il ciclo “Passaggi rurali” si parte, invece, venerdì 6 settembre con una passeggiata immersa nel verde del Monte Grande, tra boschi di castagno, roverella, orniello e i caratteristici affioramenti di roccia trachite. Sabato 7 settembre è proposta una gita all’area del Biotopo di San Daniele a Torreglia per ammirarne le rare piante igrofile e le moltissime specie animali. Sabato 14 settembre l’appuntamento è a Rovolon per un’escursione sul secondo monte più alto dei Colli Euganei, lungo l’antica via che portava al Santuario della Madonna del Monte. Venerdì 20 settembre ci si immergerà nelle storie di briganti e nelle leggende dei Colli Euganei con un’escursione al tramonto tra i boschi del Monte Cinto. Infine sabato 28 si visiterò il Museo contadino ospitato nella bellissima Barchessa di Villa Estense, con una guida d’eccezione: Resio Veronese.

Fonte: Newsletter Gal Patavino

 

10 agosto 2019, dal tramonto all’alba, in vigna, in montagna o lungo il Po, tutti a guardar le stelle

Sebbene la notte di San Lorenzo sia solo una tra le notti estive in cui sia possibile osservare la pioggia di meteore, nell’immaginario collettivo rimane senza dubbio quella più suggestiva. Se poi cade di sabato, come quest’anno, la possibilità di concedersi del tempo per ammirare il cielo stellato diventa ancora più allettante. A questo riguardo, ecco alcune proposte per trascorrerla in vigna, nelle cantine aderenti a Calici di Stelle del Movimento Turismo del Vino Veneto, in montagna o nel Delta del Po.

Un Po di stelle. Navigazione in notturna nel Delta del Po tra natura, letture e stelle cadenti. L’iniziativa è proposta dalle associazioni culturali Magnacharta e Terra Crescente in collaborazione con Il Cormorano B&B e Navigazione Marino Cacciatori. L’imbarco è alle 19:45 al pontile Rifugio al Canarin, aperitivo a bordo, navigazione Busa di Scirocco, Busa Dritta, Batteria, sbarco in foce all’ “Isola che non c’è”, rientro previsto per le ore 24:00. Durante la navigazione ciascun partecipante potrà leggere un suo testo ispirato ai desideri, alle stesse cadenti e…all’isola che non c’è. Biglietto € 22.00 a persona, prenotazione obbligatoria navigazione Marino Cacciatori 0426/380314.

In montagna. VeneziaEventi e Città del Vino, in collaborazione con Movimento Turismo del Vino Veneto propongono sabato 10 Agosto 2019 all’Hotel de la Poste di Cortina D’Ampezzo il consueto appuntamento in alta quota tra le vette delle Dolomiti, “Calici di Stelle a Cortina”,  dapprima dalle 17.00 alle 21.00 nella terrazza dell’hotel e poi alle 21.00 con la cena insieme ai produttori. Ulteriori informazioni www.veneziaeventi.com

Nel Veronese/1. In Val d’Illasi, protagonista oltre al vino la luna. L’azienda agricola Trabucchi sabato 10 agosto 2019 dalle ore 21.00 ricorda la missione Apollo 11, che cinquanta anni fa raggiungeva per la prima volta la superficie lunare e Neil Armstrong, davanti al mondo intero, si esibiva nella camminata più famosa della storia dell’umanità. Il fascino che la luna esercita su tutti noi è immutato, così come il nostro desiderio di raggiungerla e di conoscere i suoi segreti. Esiste una quantità impressionante di musica dedicata alla luna e quella che verrà proposta è una selezione molto interessante che spazia tra diversi generi e diverse epoche. I musicisti saranno guidati da Lorenzo Monguzzi, la degustazione sarà guidata dall’attore Davide Riondino e la contemplazione della luna dall’astronomo Aldo Pegoraro. Ulteriori informazioni Tel.045-7833233, www.trabucchidillasi.it

Nel Veronese/2, a Monteforte d’Alpone, tra vini e dipinti, si visita il palazzo Vescovile. Spettacoli e divertimento per i bambini a partire dalle 18:00 nel chiostro del Palazzo Vescovile, alle 19 aprono gli stand enogastronomici in piazza Venturi mentre alle 20, in centro storico (via Dante e via Vittorio Veneto), tra musiche e quadri in mostra, degustazioni dei vini del territorio. Alle 21.30, visita guidata gratuita del palazzo Vescovile. Ulteriori info www.facebook.com/prolocomonteforte

Nel Vicentino, vino, food track “ittico”, osservatorio astronomico e musica. All’azienda agricola Pegoraro di Mossano, in provincia di Vicenza, sabato 10 agosto 2019 dalle 18.30 alle 24.00 è in programma la degustazione dei vini in portico e nel giardino, food truck del pesce con le proposte di mare della pescheria Bedana da poter gustare seduti nei tavoli in cortile, osservatorio astronomico con i Cacciatori di Stelle e la musica di RobyDanza. Ulteriori informazioni: Tel. 0444-886461 www.cantinapegoraro.it

Fonte: Movimento Turismo del vino Veneto/Pro Loco Monteforte d’Alpone/Navigazione Marino Cacciatori

 

13-18 agosto 2019, a Caorle (VE) il giro del mondo si fa “in ottanta food track”

Dal 13 al 18 agosto a Caorle (VE), nell’area di piazzale Olimpia si svolgerà lo Street Food Festival, sei giorni all’insegna  dei sapori del mondo grazie agli ottanta food truck presenti in area.

Divertimento ma anche occasione per conoscere cibi e usanze di regioni e paesi stranieri. Dal “dio dei carciofi alla romana” allo specialista della carne di cinghiale, passando per il re degli hamburger fino allo chef del thai e lo specialista della Picanha’s, senza dimenticare le griglie argentine con il loro asado, per citarne solo alcuni: ce n’è davvero per tutti i gusti. “Abbiamo selezionato le migliori proposte gastronomiche basandoci sulla qualità, il gusto e il servizio. Quest’anno farete il giro del mondo culinario in ottanta food truck”, spiegano gli organizzatori. Lo Street Food Festival è anche un’occasione culturale per conoscere i cibi e le usanze di regioni e paesi stranieri, o per approfondire le nostre eccellenze made in Italy. Grazie alla crescita vorticosa dalla sua nascita nel 2017, il festival veneziano è considerato a livello qualitativo la più importante manifestazione nel panorama italiano del “cibo da strada” anche in forza del fatto che questa terza edizione ha fatto il salto di qualità con una line up artistica di respiro internazionale grazie alla presenza, tra gli altri, della star mondiale Steve Aoki.

Ci saranno dei truck specializzati, sia per prodotto che per specialità regionali (cucina veneta, cucina marchigiana, pugliese, arrosticini abruzzesi, il cacio impiccato, frittura di pesce e piadina romagnola). Tra le specializzazioni vanno citati anche la Cannolomania (Ape), stand siciliano con cannoli croccanti e ricotta fresca e Fritz&Spritz di Massimo Barnabei, l’ape con i cocktails: il gestore è stato barman dell’Hotel Danieli di Venezia. Grande varietà anche sul fronte beverage, per gli amanti delle bollicine chic ci sarà lo Champagne, immancabile poi la selezione di vini bianchi e rossi regionali, tra tutti il Prosecco, mentre per i cultori della birra è stata pensata un’area interamente dedicata all’arte del luppolo, si chiama “Birra Art” e propone particolari miscele da luppoli ricercati. Per coloro invece che adorano la frutta, a disposizione un ampio ventaglio di opzioni tra frullati, succhi bio tra cui di mela e uva e una chicca, ma anche il succo di canna di bambù, preparato al momento. Ulteiori informazioni: www.streetfoodandsound.com

Fonte: Servizio stampa Street food festival

26 luglio 2019, a Bressanone (BZ) si degustano vini e prodotti di qualità della valle Isarco

Venerdì 26 luglio, dalle ore 19, nel centro storico di Bressanone (BZ) lungo il percorso dei famosi portici si svolgerà “Treff.wein – Incontro con il vino“, manifestazione organizzata dall’associazione Eisacktalwein. 
La serata è nata per far conoscere e degustare al pubblico i vini e le specialità gastronomiche della valle
Isarco. Grazie all’appoggio del comune di Bressanone e al sostegno fondamentale di Raiffeisen – Raiffeisenkasse Eisacktal e Valle Isarco Marketing la manifestazione è giunta alla sua 16ª edizione.

Programma. Ogni partecipante potrà scegliere a quali tavoli sostare, ciascuno dei quali ospiterà uno dei 16 piccoli vignaioli, nonché i responsabili delle 2 grandi cantine, appartenenti ad Eisacktalwein. Si potranno chiedere notizie sulle vigne, sui vini di ciascuno e sulle attività dell’associazione, fondata con l’obiettivo di fare rete per promuovere lo sviluppo della valle unendo le energie di tutti, nel rispetto delle diversità.
 Nei calici verranno versati soprattutto vini ottenuti da vitigni autoctoni:i bianchi che hanno reso famosa la valle Isarco in tutto il mondo, come il Sylvaner, il Kerner, il Grüner Veltliner, il Pinot Bianco, il Müller Thurgau e il Riesling. Ma anche vini rossi quali il Pinot nero e la Schiava, che nella zona sud del territorio danno ottimi risultati. Ogni bottiglia che verrà aperta racconterà i diversi terroir della valle Isarco: circa 400 ettari di vigneti che da 400 m. salgono fino alla quota di 970 metri s.l.m., con pendenze che variano dal 25 al 60%, e in alcuni casi oltre il 100%. Sono queste le superfici vitate più settentrionali d’Italia; vignaioli e viticoltori vi coltivano 13 diverse varietà di uve, l’89% bianche e l’11% rosse.

Info in breve. Orario degustazione: dalle ore 19 alle 23. 
Biglietto di ingresso: € 18,00
. Dove parcheggiare: Parking Brixen, via Dante 13 – Park Acquarena, via Mercato Vecchio 28 B.

Fonte: Servizio stampa associazione Eisacktalwein

Riqualificato a Segusino (TV) il “Trodo delle Acque”, escursionisti a piedi ed in bici ora più sicuri

da sx Denis Coppe e Carlo Stramare ricevano da Fabrizio Stelluto, presidente Argav, le tessere di soci onorari Argav al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD)

Gli amici Carlo Stramare e Denis Coppe, da noi eletti “soci onorari Argav” per il legame pluriennale che ci lega agli “S-céch de Segusin“, ci hanno informato che lo scorso 29 giugno è stato inaugurato a Segusino (TV) il nuovo sentiero che attraversa il torrente Riù, affluente del Piave. Si tratta di un progetto di riqualificazione dello storico Trodo de le Acque che collega Segusino a Stramare. L’iniziativa, fortemente voluta dalla Pro Loco e dal Comune di Segusino, è stata realizzata grazie ad un finanziamento di oltre centomila euro ricevuti dal Consorzio Bim Piave.

Uno degli otto ponticelli installati lungo il sentiero (foto Giovanni Carraro)

Il sentiero, di circa 3-4 chilometri, collega il centro di Segusino con il borgo di Stramare, passando per la valle dei mulini, tra Riva Secca e Riva Grassa. Frequentato da camminatori e ciclisti, il sentiero è stato messo in sicurezza con la collocazione di otto nuovi ponticelli realizzati in acciaio e legno, che consentiranno agli escursionisti, a piedi o in bici, di attraversare in sicurezza anche durante le piene del torrente. I lavori di posa dei ponticelli non sono stati semplici, infatti, la soluzione più veloce ed economica, volta a tutelare la valle, è stata l’utilizzo di un elicottero.

L’intervento rappresenta un  progetto naturalistico e turistico di ampio respiro, che abbraccia la realizzazione di una nuova area sosta camper dotata di 25 stalli. I due progetti turistici mirano a promuovere il territorio segusinese e rientrano nel più ampio progetto provinciale della pista ciclabile “La Piave”, che collegherà il Veneto da nord a sud seguendo il corso del fiume Piave.

Elena Filini racconta la leggenda del diavoletto (foto Giovanni Carraro)

In occasione dell’inaugurazione, è stato proiettato il film “Vette, borghi e capitelli di Segusino”, documentario voluto dalla Pro Loco e dal Comune e realizzato in collaborazione con l’emittente televisiva Telebelluno. «L’idea è nata insieme al regista Giovanni Carraro alcuni mesi fa», spiega Gloria Paulon, sindaco di Segusino. «Una puntata tutta per noi che entra nel ciclo di documentari “Dolomiti e Prealpi Flash” non solo per parlare di sentieri della nostra area montana, ma anche di tradizioni e leggende”. Oltre alla visita dei numerosi capitelli che si incontrano lungo il sentiero, il nuovo filmato prevede, infatti,  inserti culturali che raccontano storia e leggende di due piccoli edifici sacri. Il primo è la chiesetta campestre di Maria Ausiliatrice a Milies, altro importante borgo della montagna Segusinese. «Questa struttura, che sorge su una piccola collina nella conca di Millies ai piedi del Monte Zogo, stava cadendo in rovina», spiega Elena Filini, una dei protagonisti del film. «Grazie all’intervento degli Alpini e degli Amici di Milies, sostenuti economicamente dal Comune e dalla generosità della popolazione, è tornata all’antico splendore. Durante il restauro sono emersi due antichi affreschi che erano rimasti celati negli anni sotto gli intonaci, una Madonna con il Bambino e un San Francesco». Il secondo inserto si riferisce all’oratorio di San Barnaba, che la gente del luogo ha sempre identificato erroneamente come figura femminile citandolo come “Santa Barnaba”. Qui la Filini racconta la leggenda del diavoletto posto sull’affresco dell’altare, che rappresentò per intere generazioni di contadini un monito a non bestemmiare.

veduta aerea del borgo di Stramare (foto Giovanni Carraro)

Stramare, borgo magico. Una tappa del video è tutta dedicata a Stramare, borgo che fino a pochi anni fa era completamente disabitato, ma che oggi sta lentamente ripopolandosi. L’inserto è curato da Mariano Lio, scrittore locale che ha all’attivo numerosi libri aventi come tema l’attività rurale e le tradizioni della valle di Segusino. «Sono stato coinvolto dal regista per parlare della storia dei primi carbonai che hanno fondato il borgo nel Seicento, ma anche di tradizioni popolari», racconta Mariano Lio. «Un paese che ha vissuto di agricoltura e alpeggio fino a metà del secolo scorso, dove l’unica regola era quella dell’aiuto spontaneo tra le famiglie sfociato in quell’Opera de Rodol che ha reso unico questo borgo».

Fonte: Pro Loco Segusino e Associazione Amici del Presepio di Segusino, Giovanni Carraro, autore del docu-film “Vette, borghi e capitelli di Segusino”