• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Treviso. Il rilancio delle storiche Botteghe del vino il primo obiettivo del nuovo CdA della Strada del Conegliano Valdobbiadene

Isidoro Rebuli (nella foto a sinistra) è stato riconfermato alla presidenza della Strada del Conegliano Valdobbiadene. Il nuovo Consiglio di Amministrazione (CdA) lo ha nominato all’unanimità a rappresentare gli oltre 230 soci della Strada del Vino più antica d’Italia che si snoda in un territorio unico, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità Unesco. “Sono entrati nel CdA diversi giovani – afferma Rebuli – che sapranno dare nuova linfa all’associazione. Desideriamo infatti imprimere una spinta propulsiva alla nostra attività, richiamandoci per converso ai valori che hanno ispirato i fondatori. Per questo, e per venire incontro alle crescenti esigenze dell’enoturista, che ricerca sempre più la storia e le tradizioni, ci siamo posti l’obiettivo di riaprire le storiche Botteghe del Vino riproponendole attraverso un nuovo format e un nuovo nome:Botteghe del Gusto, luoghi che parleranno delle nostre produzioni locali arricchendo di sfumature l’offerta enogastronomica”.

Un po’ di storia

Nel 1966, all’apertura di quella che era denominata Strada del Vino Bianco, le Botteghe del Vino erano una quindicina e si trovavano lungo l’arteria che da Valdobbiadene portava a Conegliano. Si trattava di punti di ristoro, e di riferimento, per i turisti che avevano la possibilità di degustare e di acquistare i vini locali, nelle diverse tipologie, dai più freschi e fruttati ai più complessi e strutturati. I gestori delle Botteghe, storyteller ante litteram, sapevano raccontare la storia e le tecniche di produzione collegandosi alle antiche tradizioni vitivinicole del territorio. Di quelle botteghe restano solo pochi esempi e qualche insegna.

Il piano d’azione di rilancio

Già nella prossima riunione, promette Isidoro Rebuli, il consiglio di amministrazione affronterà il tema del rilancio sviluppando un piano d’azione. Lo scopo è quello di ripristinare l’antica, e apprezzatissima, iniziativa che sapeva rivolgersi direttamente al consumatore a partire da un bicchiere di buon vino: “Una bottiglia di vino contiene la storia della nostra terra, è emblema di un territorio e testimonial di un’eredità incomparabile, frutto di antichi saperi e di tradizioni consolidate. Oltre ai ristoranti potranno fregiarsi del titolo di Bottega del Gusto anche agriturismi e cantine, ma solo aderendo a uno specifico disciplinare al quale stiamo già lavorando, che individuerà precisi requisiti di qualità ai quali sarà obbligatorio attenersi. La Strada se ne farà garante”.

Insomma, la Strada del Conegliano Valdobbiadene certificherà le Botteghe che torneranno a essere un presidio dell’eccellenza enologica locale. Il progetto prevede un piano di comunicazione per far conoscere e valorizzare le proposte che intrecciano anche la parte gastronomica, molto apprezzata, e rappresentata dalle Botteghe del Gusto, dove sono disponibili formaggi, salumi, olio, miele e quant’altro sappia si traduca in genuinità e tipicità: “In questo modo – aggiunge Isidoro Rebuli – alzeremo ulteriormente il livello qualitativo. Allo stesso tempo recupereremo un frammento importante della storia della Strada del Conegliano Valdobbiadene”.

Il presidente Rebuli sarà affiancato dalla vicepresidente Cinzia Sommariva (Consorzio Tutela Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg) e da 11 Consiglieri: Enrico Bortolomiol (Ciodet Spumanti), Edoardo Buso (Soc. Agr. Guia), Maurizio Favrel (Az. Agr. Malibràn), Emanuele Follador (Az. Agr. La Casa Vecchia), Marco Gatto (Soc Agr. Campion), Marco Miotto (Comune di Valdobbiadene), Ivan Panizza (Comune di Conegliano), Stefano Pola (Az. Agr. Andreola), Luca Ricci (Comune di Pieve di Soligo), Luigi Stramare Bortolomiol (Gemin Spumanti) e Pierina Vibbani (Onda Verde Viaggi). Il nuovo Collegio dei Sindaci Revisori è invece composto da Giuseppe Anselmi, Fabio Curto e Laura Stefani.

Fonte testo e foto: servizio stampa Strada del Conegliano Valdobbiadene

Vipiteno (Bolzano). Dal mercato contadino alla Sagra dei canederli, da luglio a settembre 2025 tanti gli appuntamenti che valorizzano le tradizioni agropastorali del territorio altoatesino

Con le variopinte e maestose facciate, i caratteristici bovindi e l’atmosfera di quello che è riconosciuto essere uno dei “Borghi più belli d’Italia”, il centro medievale di Vipiteno (Bolzano) ospita nel corso della bella stagione tanti appuntamenti che danno valore alle tradizioni locali.

Ogni venerdì mattina, il Mercato contadino

Le bancarelle dei produttori locali offrono i prodotti coltivati con passione nei dintorni di Vipiteno, dagli ortaggi alle erbe fino a prodotti di trasformazione come i formaggi, il miele, lo speck dei masi e gli imperdibili kaminwurz, salamini il cui sapore è reso inconfondibile dall’affumicatura.

Fino al 25 luglio, ci sono le Giornate dello yogurt

Lo yogurt a Vipiteno è un’istituzione e a luglio la Latteria Vipiteno organizza le Giornate dello yogurt, un classico dell’estate che è stato reinventato.  Si tratta di una serie di manifestazioni rivolte a residenti e ospiti che invitano alla scoperta dello yogurt locale. La mascotte Matilda inviterà i partecipanti a degustazioni e alla scoperta di tutti i segreti della produzione con una visita in azienda. Da non perdere la visita settimanale alla fattoria biologica Gogererhof nella Valle di Giovo dove le famiglie potranno scoprire il lavoro quotidiano in una fattoria biologica e conoscere da vicino come l’agricoltura sostenibile arricchisce il territorio. Nel programma ci sono anche un pic-nic in quota al Monte Cavallo, un’escursione alla Bergeralm nella Valle di Giovo con diverse tappe tematiche alla scoperta del mondo dello yogurt dove si raccoglieranno i timbri per il “passaporto dello yogurt”.

Dal 27 luglio, escursioni all’alba sul Monte Cavallo

A partire da domenica 27 luglio 2025 fino a mercoledì 3 settembre 2025, ogni mercoledì si terranno suggestive escursioni all’alba. I partecipanti saliranno in cabinovia di prima mattina fino a quota 1.860 metri, per poi proseguire con una guida esperta gli ultimi 350 metri di dislivello fino al“Köpfl”. la vetta del Monte Cavallo. A 2012 metri di quota, accanto alla campana dei desideri, sarà servita una ricca colazione mentre i primi raggi del sole fanno capolino da dietro le vette. Quattro appuntamenti saranno accompagnati anche da concerti live: domenica 27 luglio: Banda musicale di Vipiteno; mercoledì 6 agosto: “Elviras Kiss”; domenica 10 agosto: “Timbreroots”; mercoledì 27 agosto: “Jimi Henndreck”. Per info e prenotazione (obbligatoria): https://www.montecavallo.com/it/info-service-montecavallo/calendario-eventi/322-concerti-all-alba-sul-monte-cavallo.html.

Festa delle lanterne: tutti i mercoledì di luglio e agosto

E’ un must dell’estate vipitenese. Il bagliore delle lanterne illumina il centro di Vipiteno nelle serate estive. Nei mercoledì sera di luglio e agosto bande musicali si esibiscono nei vicoli della città medievale in un’ovattata atmosfera resa ancora più suggestiva dalle esibizioni dei gruppi di danze popolari. Non mancano spunti enogastronomici e prodotti che vengono proposti dagli artigiani locali.

14 settembre, Sagra dei canederli

L’estate si chiude con la celebrazione del più tipico dei piatti sudtirolesi. La Sagra dei canederli si terrà domenica 14 settembre: una grande tavolata di 400 metri allestita nel centro storico dove i tradizionali gnocchi di pane vengono serviti con ogni variazione immaginabile. Da quelli più tradizionali allo speck, a quelli più raffinati al fegato o quelli “stagionali” ai funghi fino a quelli che vengono serviti come dolce. Fanno da corollario a questa iniziativa, organizzata dalla Società cooperativa Vipiteno – Val di Vizze – Campo di Trens e dai ristoratori partecipanti, esibizioni musicali in varie location tra Città Vecchia, Città Nuova e Piazza Città. Anche sul Monte Cavallo si festeggia la Sagra dei Canederli con degustazioni organizzati nei rifugi in quota.

Fonte: servizio stampa Società cooperativa Vipiteno-Val di Vizze-Campo di Trens

18-27 luglio, a Roana, nel Vicentino, sull’Altopiano dei Sette Comuni, si celebrano i vent’anni di Hoga Zait, il Festival Cimbro

Dal 18 al 27 luglio 2025, Roana e le sue frazioni ospiteranno la ventesima edizione di Hoga Zait, il Festival Cimbro. Da vent’anni, la rassegna anima l’Altopiano dei Sette Comuni con escursioni, racconti, musica, spettacoli e laboratori che intrecciano comunità, paesaggio e tradizioni.

Nato nel 2006 e promosso dal Comune di Roana, Hoga Zait – che in cimbro significa “tempo alto”, quindi “tempo di festa” – è un festival culturale partecipato che valorizza l’identità cimbra attraverso un dialogo costante con altre minoranze linguistiche e culturali. Progetto inclusivo e condiviso, costruito ogni anno insieme a chi abita questi luoghi, il festival testimonia un legame profondo e secolare tra il territorio e la propria identità che affonda le radici nella storia dei Sette Comuni.

Un po’ di storia

Nel 1404 secondo il calendario veneto (1405 per quello attuale), le comunità dell’Altopiano si legarono spontaneamente alla Repubblica di Venezia, ottenendo in cambio il diritto di mantenere autonomia, lingua e costumi propri. Fu l’inizio di un’alleanza durata quattro secoli, che consolidò una cultura montana fiera e distinta. Gli abitanti dei Sette Comuni – in cimbro Sleege, Lusaan, Gènebe, Vüutsche, Gèlle, Rotz, Robaan (rispettivamente Asiago, Lusiana, Enego, Foza, Gallio, Rotzo e Roana) – conservarono un patrimonio fatto di lingua, leggende e relazioni comunitarie.

È da questa eredità che prende vita Hoga Zait, attraverso escursioni, spettacoli all’aperto, laboratori e incontri culturali: una proposta che punta a essere autentica e accessibile, con particolare cura per la qualità e la narrazione. Elemento distintivo è anche l’attenzione alle innovazioni culturali e ai progetti di ricerca sul territorio, come il Lab Village – Turismo, Cultura e Industrie Creative (venerdì 18 luglio ore 17:30, sala consiliare del Municipio di Canove) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Questo laboratorio esplora nuove prospettive per un turismo culturale e sostenibile, valorizzando la memoria collettiva e le storie di vita degli abitanti attraverso esperienze sonore e artistiche innovative.

«Quest’anno Hoga Zait compie vent’anni: un traguardo importante per questo festival che non è soltanto un appuntamento culturale. È un’occasione per riappropriarsi della nostra identità particolare, per valorizzare quella cultura cimbra che rende unici Roana e l’Altopiano e al contempo li collegano ad altre realtà con cui condividiamo radici comuni”, dichiarano Marzia Rigoni, assessore al Turismo e Alessio Fabris, assessore alla Cultura del Comune di Roana. “Ogni edizione – continuano – è un ponte tra passato e futuro: coinvolge i giovani, dà valore al territorio e restituisce voce ai racconti, alle usanze, alla musica e ai sapori di una cultura che merita attenzione e rispetto. La ventesima edizione è un simbolo di continuità ma anche di innovazione e apertura: vogliamo che Hoga Zait continui a parlare a tutti, dentro e fuori il nostro territorio. Un grazie speciale va alle sei Pro Loco del nostro Comune, agli Schèllatragar, all’Istituto di Cultura Cimbra, alle associazioni culturali, ai volontari e a chi, anno dopo anno, rende possibile questo sogno. Che sia davvero un ‘tempo alto’ per tutti, per condividere e per sentirci parte di una storia che vive ancora»

A rendere unico Hoga Zait è il suo alfabeto simbolico, fatto di suoni, gesti e parole che affondano nelle radici della cultura cimbra. La Schèlla, antico campanaccio da malga, è al centro del rituale: un tempo legata alle mandrie, oggi accompagna la comunità nel riconoscersi parte di una storia collettiva. A portarla sono gli Schèllatragar, volontari che rappresentano i sei Lèntlen (le sei frazioni) del Comune di Roana. Durante il festival, ogni Schèllatragar, sfila con la propria Schèlla incisa in lingua cimbra, facendosi custode e narratore di un’identità montana profonda, fatta di gesti semplici e simboli antichi. La loro presenza accompagna i momenti più significativi della rassegna, aprendo cerimonie, concerti e spettacoli con la forza discreta della memoria collettiva.

Ma non è solo la campana a raccontare: è anche il modo in cui ci si veste, si cammina, si porta la propria storia addosso. Come ricordava nel XIX secolo l’abate Modesto Bonato, la cultura cimbra si esprimeva anche nel vestire: lana e lino locali, cappelli di feltro, fibbie d’acciaio, calze in cilestro, brache corte e cinture che distinguevano le classi sociali. È un’immagine viva di un’identità tramandata nei gesti quotidiani e ancora oggi evocata dalle cerimonie di Hoga Zait.

Il paesaggio è così un libro aperto: ogni frazione una tappa, ogni fuoco acceso un rito di comunità. Quest’anno, in occasione del 20° anniversario, il falò si concentra in un unico grande momento collettivo: venerdì 18 luglio a Mezzaselva, nella suggestiva località di Baito Erio.

Il festival si conferma anche un punto di riferimento per le realtà associative del territorio. Due fine settimana di eventi per ogni età: camminate, spettacoli nei boschi o nei teatri, laboratori esperienziali, presentazioni editoriali e progetti dedicati alla montagna.

Anche la musica è parte viva del racconto. Per l’edizione 2025, in occasione del ventennale, i concerti serali propongono un viaggio sonoro tra Alpi e Prealpi, tra lingue minoritarie e tradizioni che si incontrano e si trasformano. Un percorso musicale che rispecchia l’identità profonda del festival: radicata, ma aperta, capace di dialogare con storie affini e prospettive contemporanee. In scena, gruppi portatori di tradizione e formazioni giovani che ne rinnovano il linguaggio. Dal folk reinterpretato al cantautorato di confine, dal psych-folk al rap in lingua minoritaria. Ogni sera un concerto in una frazione diversa, tra malghe, prati e piazze (palazzetti in caso di maltempo). Per far vibrare, ancora una volta, il cuore dell’Altopiano.

Il programma completo della manifestazione è disponibile al link www.hogazait.it

Informazioni: IAT Roana, tel. 0424/694361 email: chalet@comune.roana.vi.it

Fonte testo e foto: servizio stampa Hoga Zait

Verona. Inaugurato il percorso finale dell’Equivia dei Forti, che consente di scoprire dall’alto di una sella la città scaligera e il territorio circostante. La prossima settimana sarà inaugurato il nuovo tratto dell’Equivia del Monte Baldo

Fieracavalli, la manifestazione di riferimento del panorama equestre internazionale, che si svolgerà a Veronafiere dal 6 al 9 novembre 2025, ha presentato lo scorso 18 giugno al Parco delle Colombare di Verona il nuovo percorso delle Mura e delle Torricelle dell’Equivia dei Forti. L’itinerario di 16 chilometri – realizzato in collaborazione con il Comune di Verona, il Ministero del Turismo e Veronafiere nell’ambito del progetto Smart Verona: città patrimonio mondiale UNESCO – e tracciato da ASD Horse Valley -, completa il circuito già esistente dell’Equivia dei Forti, pensato per scoprire le bellezze storiche e paesaggistiche della città scaligera attraverso il turismo lento in sella a un cavallo.

L’itinerario si sviluppa lungo i cordoni collinari veronesi

Davanti ai due box per cavalli installati nel parco cittadino l’assessora alla Cultura, Turismo e Rapporti UNESCO, Marta Ugolini, il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, il responsabile ufficio Conservazione e Valorizzazione sito UNESCO e Cinta muraria del Comune di Verona, Ettore Napione e il responsabile Area B2C di Veronafiere, Armando Di Ruzza hanno inaugurato il nuovo tratto che si snoda lungo i cordoni collinari veronesi. Presenti al taglio del nastro anche il sindaco di Verona, Damiano Tommasi e il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini.
Toccando le quattro torri a pianta circolare situate sulla dorsale di Santa Giuliana, la nuova ippovia consente di esplorare un paesaggio collinare caratterizzato da strette valli, torrenti, terrazzamenti con muretti a secco e testimonianze storico-culturali risalenti all’epoca scaligera e alla dominazione austriaca.

Il percorso

Procedendo verso Est da Parona, attraversa il colle San Dionigi e il Monte Cavro con l’Eremo di San Rocchetto, quindi il monte di Villa e il monte Ongarine, che separano la valle di Quinzano da quella di Avesa, ricca di corsi d’acqua come il Borago e il Lorì. Prosegue poi verso il Monte Calvo, dominato dal forte San Mattia, e, più a Sud, lungo le mura storiche del Parco delle Mura, per concludersi al Parco delle Colombare. Seguendo il corso dell’Adige all’interno della città, infine, si conclude l’itinerario a Corte Molon, punto di partenza di tutti i percorsi dell’Equivia dei Forti e luogo che mette a disposizione, anche per cavalieri indipendenti, parcheggi per i mezzi degli escursionisti e tutto l’occorrente per la cura dei loro animali. Il percorso delle mura e delle Torricelle – come per tutta l’Equivia dei Forti – è stato attrezzato con capannine di riparo per i cavalli, anelli di fissaggio, lunghine e abbeveratoi.

«Questo percorso consentirà agli appassionati e ai visitatori di scoprire in sella ad un cavallo la dorsale delle Torricelle, lungo le mura di Cangrande della Scala, e il sistema collinare dei forti asburgici. Sostenuto da un finanziamento del Ministero del Turismo, il percorso concretizza lo scopo dell’amministrazione comunale di realizzare forme di turismo alternativo e sostenibile, in grado di valorizzare luoghi meno conosciuti di Verona e, in particolare, la città fortificata che festeggia il 25° anniversario del riconoscimento quale sito patrimonio mondiale da parte dell’UNESCO», ha affermato l’assessora Marta Ugolini.

Lo scorso anno inaugurati i primi tre percorsi

«L’apertura di questo nuovo tratto, che completa i tre percorsi inaugurati lo scorso anno, conferma l’impegno della manifestazione nella valorizzazione del cavallo come strumento di promozione del territorio, oltre al suo tradizionale ruolo economico e sportivo – dichiara il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –. Il legame tra Fieracavalli e la città di Verona prosegue da 127 anni e questa nuova iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune, consente di offrire uno sguardo più ampio sulla città, che non si esaurisce nel suo centro storico, ma include anche le aree collinari, portatrici di storia, tradizione e unicità territoriali».

A Ferrara di Monte Baldo la prossima inagurazione

L’apertura del percorso delle Mura e delle Torricelle dell’Equivia dei Forti rappresenta solo il primo di una serie di progetti guidati da Fieracavalli per promuovere attivamente il circuito del turismo equestre. Il prossimo appuntamento in calendario è dal 18 al 20 luglio a Ferrara di Monte Baldo, in occasione della prima Fiera Regionale del Tartufo Veneto, dove sarà inaugurato un nuovo tratto dell’Equivia del Monte Baldo, realizzata da Fieracavalli insieme all’associazione Natura a Cavallo. Il percorso, lungo 45 chilometri, unisce Verona a Ferrara di Monte Baldo con un itinerario immerso nella natura: partendo dalla città scaligera, l’equivia segue l’argine dell’Adige risalendo verso nord, attraversa Parona e Pescantina, raggiunge Sega di Cavaion e prosegue oltre il ponte ad arco e il Ponte Canale Biffis, fino a Rivoli Veronese. Da qui si snoda tra le colline del Baldo, toccando Caprino Veronese, Braga e Malga Basiana, prima di concludersi al Sacrario del Monte Baldo e, infine, nel cuore di Ferrara di Monte Baldo.

Fonte: servizio stampa Veronafiere

Orto botanico di Padova, con un evento in notturna dedicato ai bambini, al via dal 4 luglio gli eventi estivi

Visite guidate serali, escursioni, spettacoli, degustazioni e attività immersive: l’estate all’Orto botanico di Padova torna con un programma ricco e variegato, grazie al quale l’Orto diventa spazio di incontro e scoperta da vivere di giorno e di notte, tra piante, racconti, stelle e storie dal mondo. La stagione si apre e si chiude con due appuntamenti dedicati ai più piccoli, dalla notte imperdibile il 4 luglio, per addormentarsi e risvegliarsi nell’Orto botanico più antico al mondo, alla giornata dedicata ai giochi, sabato 6 settembre.

L’Orto nei sogni dei bambini

In particolare, il 4 luglio l’Orto patavino propone ai bambini un’esperienza unica: una notte in tenda, lontani dal brusio diurno e immersi nell’orto botanico più antico al mondo. Dopo la cena al sacco, l’esperienza prosegue con una visita guidata con torcia e la partecipazione all’installazione teatrale Arcipelago. Al mattino, mentre gli adulti smontano le tende, i più piccoli affiancano i giardinieri nei gesti quotidiani della cura, a contatto diretto con la vita dell’Orto al suo risveglio. Modalità di partecipazione: l’evento si tiene va partire dalle ore 19.30, ed è rivolto a bambini e bambine dai 6 ai 12 anni accompagnati da un adulto. Si raccomanda di leggere attentamente il regolamento di partecipazione. Il biglietto per ogni persona è di 30 euro (20 euro per gli abbonati), ed è acquistabile online (non rimborsabile). Dopo l’acquisto i partecipanti saranno contattati per la raccolta di informazioni aggiuntive.
Presentando il biglietto della notte in Orto, è possibile visitare l’Orto botanico nella giornata di sabato 5 luglio. In caso di maltempo l’evento è rimandato a venerdì 11 luglio.

Molti gli appuntamenti nel pieno di luglio e agosto…

… che permettono di andare in “escursione al Monte Cinto” (12 luglio) o “Sulle tracce dei giganti del bosco a Lavarone” (26 luglio), di partecipare alla presentazione del libro “Arsenico e altri veleni” (10 luglio) oppure alle visite serali nate per raccontare il forte legame in tutte le culture del mondo tra le piante e la vita dell’uomo (16 luglio) o per guardare le stelle (23 luglio). Se luglio si chiude con lo spettacolo di circo acrobatico Petit frère (30 luglio), ad agosto arriva anche l’opportunità di degustare e conoscere meglio il gin (piante oriGINali, 6 agosto), di visitare di sera il Giardino della biodiversità (13 agosto), di immergersi nello spettacolo (T)Essere Giardino (21 agosto) e di vedere all’opera gli impollinatori di notte (27 agosto).

Tutte le informazioni sulla partecipazione sono nelle pagine dedicate agli eventi, prenotazioni e acquisti sono aperti (https://ortobotanico1545.it).

28 giugno, dalle 16 alle 23, a Galzignano Terme, sui Colli Euganei (Padova) si brinda al territorio con l’anticipazione di “Serprino Festival”

Oggi, sabato 28 giugno, dalle 16 alle 23, Galzignano Terme (Padova) si animerà con una serie di eventi che intrecciano paesaggio, gusto, cultura e musica. Organizzata dal Consorzio Vini Colli Euganei, con il contributo della Camera di Commercio di Padova e Venicepromex, la giornata rappresenta un’anticipazione della ricca programmazione del Serprino Festival, che prenderà vita nel weekend del 5 e 6 luglio p.v.

Ore 16, “Caccia al Serprino”

È proprio il Serprino a dettare il ritmo dell’iniziativa, con un’attività che coinvolge sin dal pomeriggio turisti e appassionati in una vera e propria “Caccia al Serprino” attraverso le colline del territorio. L’evento, curato dall’associazione Viaggiare Curiosi, propone un percorso in bicicletta tra natura e storia, dove ogni tappa coincide con una cantina del territorio: un modo per scoprire da vicino chi produce questo vino e, allo stesso tempo, lasciarsi conquistare dalla bellezza rurale e autentica di Galzignano.L’itinerario prende il via alle ore 16.00 dal Bike Point del Galzignano Resort Spa & Golf e si snoda lungo un tracciato panoramico che raggiunge Valsanzibio, cuore antico e suggestivo del comune, per poi fare sosta presso alcune delle cantine più rappresentative. Qui i partecipanti potranno gustare gratuitamente il Serprino in tutte le sue sfumature, grazie all’ospitalità della cantina Marchioro Mauro, dell’azienda agricola La Cengolina, della cantina Il Pianzio e dell’azienda vitivinicola Sturato. Ogni tappa diventa così un’occasione di incontro, tra racconti di vigna, assaggi e paesaggi che parlano il linguaggio lento della tradizione.

Sabato sera Galzignano mostra tutta la vitalità della sua comunità

A partire dalle 18.00, il centro del paese si anima con le degustazioni proposte dagli esercenti locali, che portano in piazza i sapori genuini del territorio, mentre la musica inizia a scandire il passaggio verso il grande evento della serata. Dalle 18.30 alle 20.30, l’intrattenimento “A Star is Born Country Dance” trasforma le vie del centro in una pista all’aperto, mescolando l’energia del ballo con l’ospitalità della comunità, in un crescendo di festa. Questo clima di partecipazione conduce naturalmente verso il concerto delle 21.00 in Piazza Santa Maria Assunta, quando salirà sul palco il complesso strumentale di Galzignano Terme, conosciuto come Galziband. Ma quella che potrebbe sembrare una semplice esibizione musicale è, in realtà, l’apice di un percorso collettivo. Da mesi, infatti, la Galziband collabora con l’Istituto comprensivo Carrarese Euganeo, portando la musica all’interno dei plessi scolastici di Galzignano e Battaglia Terme attraverso 40 ore di lezione. Un progetto che ha coinvolto gli studenti, ma anche le loro famiglie, dando vita a un coro formato dai genitori degli alunni, pronti a salire sul palco per condividere il risultato di questa esperienza dal titolo “Lucy, la Nostra Storia”. L’intreccio tra scuola, musica e territorio dà così vita a un concerto che è molto più di uno spettacolo: è l’espressione di una comunità che si riconosce nei suoi valori e nelle sue passioni, unita da un progetto che valorizza il senso di appartenenza e la bellezza del fare insieme. È in questo spirito che il Serprino diventa simbolo di festa e di identità: non solo un vino, ma un pretesto per ritrovarsi, raccontarsi e celebrare la ricchezza di un territorio che ha ancora tanto da offrire.

Fonte: servizio stampa Comune di Galzignano Terme

Nel cuore del Parco regionale Veneto del Delta del Po, lo storico borgo d’acque di Loreo dà vita a due importanti eventi enogastronomici: “Terra e Mare” (16 giugno) e la “Sagra del pane” (18-22 giugno)

(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav). Innovazione e tradizione si incontrano a Loreo, borgo d’acque di origine millenaria dal prestigioso passato – fu importante porto fluviale della Serenissima e suo baluardo nei confronti dei rivali ferraresi Estensi, con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista artistico-culturale – e un futuro che guarda al turismo esperienziale. Due golosi appuntamenti enogastronomici si avvicenderanno infatti nei prossimi giorni.

Si inizia lunedì 16 giugno, a partire dalle ore 19 con “Terra e Mare”, serata che si svolgerà nelle sale del Comune di Loreo e che avrà come protagonista l’ostrica rosa (nel guscio) del Delta del Po allevata da alcuni anni a questa parte con il metodo a sospensione Tarbouriech nella sacca di Scardovari; il prelibato mollusco sarà servito in abbinamento al Prosecco Docg, prodotto nelle colline trevigiane Patrimonio Unesco, e al “vulcanico” Serprino dei Colli Euganei (Padova), Riserva mondiale della biodiversità (Mab) Unesco, come dal resto è dal 2015 (quest’anno in via di richiesta di rinnovo) lo stesso Parco regionale veneto del Delta del Po, insieme a una parte di quello emiliano. A guidare i partecipanti nella voluttuosa degustazione sarà un noto volto televisivo, il giornalista Gioacchino Bonsignore, che cura la rubrica culinaria “Gusto” del TG5. Lo speciale evento vedrà co-protagonisti i sapori gastronomici di Loreo, con le aziende del territorio che presenteranno salumi, formaggi, miele, confetture e, naturalmente, il famoso “pane di Loreo”.

Quest’ultimo, un pane biscottato (cotto cioè 2 volte), la cui origine si perde nella memoria storica locale, sarà invece il principale protagonista della Sagra che si svolgerà a Loreo per la 24 edizione dal 18 al 22 giugno. Una festa questa molto sentita dai loredani (così si chiamano gli abitanti nonostante il nome del paese derivi da Lauretum per l’abbondante presenza al tempo della fondazione di alberi di lauro), che vede partecipare ogni giorno 3-4 mila persone. Questo panbiscotto è infatti diventato un po’ un simbolo affettivo paesano dopo la grande migrazione che vide i polesani, e dunque anche molti loredani, andare all’estero e nelle regioni “più ricche” del Nord Italia dopo la tragica alluvione del 1951. Al tempo, il panettiere Giorgio Bellato, emigrato in Piemonte, vi esportò la tradizione del panbiscotto, e quindi per molti emigranti polesani il panbiscotto di Loreo divenne ricordo tangibile della proprie radici. Oggi la tradizione continua a Loreo grazie alla storica bottega “Panificio Domeneghetti”, condotto da Roberto e dai due giovani figli, unici custodi (diventerà un Presidio Slow Food?) di questo prodotto che continua a identificare il territorio e la sua autenticità. Ricco il programma della Sagra tra cui segnaliamo il Trofeo del salame, che eleggerà il miglior salume rigorosamente fatto dalle famiglie del posto, il mercato dei prodotti tipici con assaggi gratuiti lungo i portici (in tutto 440 metri), la battitura del grano, l’esposizione di animali e mezzi agricoli storici con la rievocazione della trebbiatura con mezzi d’epoca, il taglio del panino fatto dal panificio Domeneghetti, laboratorio del pane e un dibattito con esperti nutrizionisti sulle salutari proprietà del pane (per ulteriori informazioni chiamate la Pro Loco di Loreo, tel. 329-121 7153 oppure consultate la loro pagina facebook https://www.facebook.com/profile.php?id=61573166957749).

I due eventi enogastromici sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa organizzata dal nostro socio e consigliere Maurizio Drago (nella foto in alto terzo da sinistra), condotta dalla scrittrice Elisa Giacometti (nella foto in alto sesta da sinistra) a cui hanno partecipato il sindaco Moreno Gasparini (nella foto in alto quinto da sinistra), anche presidente del Parco regionale veneto del Delta del Po, principale promotore in particolare di “Terra e Mare”. “La serata unirà e darà valore a territori che esprimono culture enogastromiche straordinarie, e sarà il primo di futuri eventi che vorremmo organizzare per far conoscere prodotti agroalimentari di eccellenza”, ha affermato Gasparini, ringraziando tutti coloro che daranno vita all’iniziativa , in primis i tanti volontari che con passione rendono possibile la realizzazione di tanti eventi che animano il territorio di Loreo. A presentare la “Sagra del Pane” è stato il presidente della Pro Loco, Diego Siviero (nella foto in alto quarto da sinistra), mentre Franco Frizzarin (nella foto in alto ottavo da sinistra), manager del Distretto del Commercio di Loreo, ha ribadito l’importante lavoro fatto dall’amministrazione comunale per posizionare la cittadina nel circuito del turismo attento al territorio. “Il fenomeno dell’overtourism offre a Loreo, orgogliosamente parte di quello che viene definito a torto “turismo minore”, nuove opportunità di visita legate sia a fattori ambientali – il Delta del Po e le opere legate alla bonifica – , sia alle testimonianze storico-culturali presenti nel borgo”, ha affermato Frizzarin.

Da vedere a Loreo c’è infatti l’Oratorio della Santissima Trinità (a partire dal 1613), sede della Confraternita dei Flagellanti o dei Fradei, una delle più antiche d’Italia, e che tutt’oggi, in occasione della Santissima Trinità (domenica 15 giugno) richiama ogni anno molti “fradèi” provenienti da tutta Italia e molti fedeli che partecipano a una speciale processione di preghiera in notturna. Alll’interno dell’Oratorio si può ammirare un affresco manierista (XVI secolo) attribuito alla scuola di Giovanni Bellini raffigurante la “Vergine, Gesù e Santi” proveniente dal Palazzo del Municipio, e da cui fu tradotto nel 1904. C’è poi il Duomo di Santa Maria Assunta. altro simbolo della cittadina. Sorto nel 1094, dopo varie vicissitudini fu riconsacrato nel 1539. Nel XVII secolo venne costruita l’attuale facciata barocca progettata, così come l’interno dell’edificio, dall’architetto veneziano Baldassarre Longhena (1598-1682) ),  e nel 1675, da chiesa parrocchiale, assunse il titolo di duomo. Nel 1739 vi venne traslata l’immagine della Madonna della Carità, oggetto di venerazione da parte dei fedeli per le grazie ricevute fin dal 1736, assumendo da quel momento il titolo di Santuario. Tra le preziose testimonianze artistiche presenti c’è un coro ligneo settecentesco molto ben conservato e un organo a canne di fine Settecento perfettamente funzionante realizzato dall’organaro Gaetano Callido. Nelle sale della Torre Civica c’è invece l’Antiquarium, aperto al pubblico in determinate occasioni di festa, che racconta la storia del territorio attraverso reperti archeologici provenienti da scavi locali. Una chicca sono le ex carceri, costruite nell’Ottocento durante la dominazione austro-ungarica del Regno Lombardo-Veneto e che oggi ospitano la biblioteca. Oltre a conservare i graffiti (partite di tris, date varie) incise sul pavimento delle celle dai prigionieri, l’edificio ha le pareti un po’ inclinate su un lato, e ciò determina una singolare sensazione di vertigini nel salire le scale e nel muoversi tra una sala e l’altra.

Merano (Bolzano) e i giardini di Trauttmansdorff

Screenshot

Fino al 9 novembre 2025 sono aperti ai visitatori i Giardini di Castel Trauttmansdorff e il Touriseum, un vero splendore floreale e di esperienze naturalistiche da visitare. In primavera i Giardini di Castel Trauttmansdorff, situati alla periferia orientale di Merano (Bolzano), sono una delle mete escursionistiche più amate dell’Alto Adige.

I giardini sono in piena fioritura e spuntano a ogni angolo tulipani, narcisi, corone imperiali, ranuncoli e papaveri islandesi.

L’aria è piena di profumi diversi. Oltre alle rose, in primavera, migliaia di giacinti sprigionano il loro profumo dolce e inebriante. Gli alberi di limoni e aranci fioriscono e tutto prende vita.
I Giardini di Trauttmansdorff  invitano a conoscere la flora del nostro pianeta. Intorno al Laghetto delle Ninfee, cuore dei Giardini di Castel Trautmansdorff, su una superficie di 12 ettari si possono ammirare oltre 80 tipologie di giardini provenienti da tutto il mondo. Una visita da non perdere è la mostra “International Garden Photographer of the Year (IGPOTY)”, che presenta straordinarie fotografie a tema naturalistico e le innumerevoli bellezze dei giardini. In estate si tengono le “Garden Nights”, concerti estivi all’aperto con musicisti e band internazionali. Da giugno ad agosto, è possibile gustare un aperitivo al Palm Café.

L’ampia zona naturalistica è suddivisa in quattro aree tematiche

Sul lato nord del castello si estendono i “Boschi del Mondo”, con esemplari tipici di conifere provenienti dal Nord America e dall’Asia orientale; “I Giardini del Sole” sono caratterizzati da un’atmosfera mediterranea con agrumi, cipressi, salvia e altre piante aromatiche; Lungo il corso di un ruscello artificiale, i Giardini di Castel Trauttmansdorff presentano i caratteristici “Paesaggi dell’Alto Adige”, con boschetti situati lungo corsi d’acqua, un bosco ripariale con ontani e salici, seguito poi, dalla tipica vegetazione palustre, a tife e canneto; infine, ci sono i “Giardini Acquatici e Terrazzati” per conoscere le diverse architetture dei Giardini europei con il grande laghetto delle ninfee dove  immacolati fiori di Loto e un fitto palmento costeggia la riva. Qui in primavera fioriscono camelie e azalee sotto le oltre 200 palme da canapa. I Giardini di Trauttmansdorff sono un mondo da scoprire per tutta la famiglia, presentando numerose attrazioni, come una spettacolare piattaforma panoramica, il “Mondo sotterraneo botanico” e il “Giardino degli Innamorati”.

È possibile prenotare delle visite guidate, tra l’altro all’insegna dell’Imperatrice, con il titolo “Confidenze su Sissi” oppure “Udienza con Sissi”

L’Imperatrice Sissi trascorse due volte le sue vacanze a Castel Trauttmansdorff, nei mesi invernali del 1870/71 e del 1889/90, dando così un impulso al turismo in tutta la regione dell’Alto Adige. Nel Castello ci sono tre sale dedicate all’Imperatrice con reperti originali. Il Castello di Trauttmansdorff ospita dal 2003 anche il Touriseum, il Museo Provinciale del Turismo dell’Alto Adige. Il Touriseum è il primo museo in tutto l’arco alpino dedicato esclusivamente alla storia del turismo, dai primi e complessi viaggi nella regione alpina al turismo diffuso dei giorni nostri.
Con le mostre “Il futuro del viaggio” ad aprile e “Boom ’70” a giugno, il Touriseum getta uno sguardo sul futuro e sul passato. Ulteriori info: www.trauttmansdorff.it   http://www.touriseum.it

Fonte: servizio stampa Giardini di Trauttmansdorff

A Conche (Padova) la festa dell’Asparago (fino all’11 maggio) sposa la magica atmosfera della Valle Millecampi e dei casoni della Fogolana

L’arrivo della primavera a Codevigo vede l’apertura dei suggestivi casoni della Fogolana. Quest’ultima rappresenta l’unico sbocco al mare della provincia di Padova. Ebbene, fino all’11 maggio, in occasione della 35esima Festa dell’Asparago di Conche, frazione della cittadina, sarà possibile effettuare un tour in trenino, organizzato dal Comune e la Pro Loco di Codevigo in collaborazione con il Gruppo culturale e ricreativo di Conche, per vedere il casone Grande e visitare l’attigua Valle Millecampi, oltre 1600 ettari di grande valenza ambientale e naturalistica (ulteriori informazioni Ufficio Turismo, Comune di Codevigo, turismo@comune.codevigo.pd.it)

L’asparago bianco di Conche

Non è solo una delizia del palato: è il frutto di un’agricoltura attenta, di una tradizione che affonda le radici nella terra sabbiosa e fertile del litorale padovano, di un sapere contadino tramandato e oggi reinterpretato in chiave contemporanea. La tradizionale Festa dell’Asparago di Conche è organizzata dal Gruppo culturale di Conche e dalla Cooperativa agricola prodotti ortofrutticoli (C.A.P.O.) di Conche che avvalora i prodotti tipici locali coltivati nel Territorio (ulteriori informazioni consultando la pagina https://www.facebook.com/gruppoculturaleconche.it/?locale=it_IT

Codevigo non è solo asparago

È paesaggio da scoprire, biodiversità lagunare da proteggere, memoria da raccontare, sapori da gustare. È un territorio che ha scelto di investire in un modello di turismo sostenibile ed esperienziale, fondato sulla lentezza, sull’autenticità e sul benessere delle persone. l potenziamento della rete delle piste ciclabili, per favorire la mobilità dolce e la scoperta del territorio a ritmo lento; l’attivazione e l’utilizzo dei casoni della Fogolana, che richiamano le antiche abitazioni contadine, come luoghi di accoglienza, esposizione, narrazione e incontro tra residenti, visitatori e turisti; la creazione di percorsi esperienziali legati al cibo, alla natura e alla memoria storica, in grado di coinvolgere famiglie, viaggiatori e scuole; il lancio di iniziative culturali legate alla figura di Alvise Cornaro, grande umanista del Rinascimento, che proprio a Codevigo visse parte della sua vita e maturò la sua rivoluzionaria visione sulla “Vita Sobria”, con l’avvio di un progetto di restauro del palazzetto di Alvise Cornaro di proprietà del Comune di Codevigo.

Alvise Cornaro (1484-1566)

Umanista, scrittore e mecenate, parlava di un’alimentazione equilibrata, di attività fisica quotidiana, di rapporto armonico con l’ambiente come strumento di salute e longevità. Un pensiero attualissimo, se si pensa che in tempi in cui la vita media si aggirava attorno ai 50 anni, Cornaro teorizzava con convinzione la possibilità di vivere sani e attivi fino a 90 o 100 anni (a quell’epoca obiettivi quasi irraggiungibili), semplicemente modificando lo stile di vita. Un messaggio che oggi torna con forza e che il Comune di Codevigo vuole rilanciare, legandolo al proprio paesaggio, alla propria cucina e al proprio modo di accogliere.

I Casoni della Fogolana

Sono di recente realizzazione e richiamano nella forma le tipiche abitazioni di terra e di valle della zona lagunare. Sorgono in un’ampia area adibita a Parcoattraversata da un canale artificiale di fitodepurazione, pensato per un percorso in canoa. Il casone Grande con il suo grande camino è il punto ristoro e di accoglienza, e ben si presta a diventare luogo di educazione naturalistica-ambientale. Completano l’opera i tre casoni piccoli che saranno presto riaperti per l’accoglienza ricettiva.

Fonte: Servizio stampa Ufficio turismo Comune di Codevigo

6 aprile, soci Argav in Polesine per ammirare i “tulipani di Anna”

Grazie all’interessamento di Giorgio Pavan, componente del direttivo Argav, domenica 6 aprile i soci Argav visiteranno la piantagione di tulipani dell’azienda agricola di Anna Maria Mantovani a Fiesso Umbertiano (Rovigo). Si tratta di uno spettacolo unico, grazie alla piantumazione di 13.000 bulbi di 23 varietà floricole.

Il programma

Ore 9.45 Appuntamento davanti al municipio di Fiesso Umbertiano, rore 10.00 arrivo in azienda e visita guidata a “I tulipani di Anna”, ore 12.00 ca. Pranzo al sacco (in loco sarà presente un furgone per lo ”street food”). Nel pomeriggio saremo accompagnati dal prof. Alberto Bononi in visita ai luoghi più significativi di Fiesso Umbertiano, tra cui la sede municipale, Villa Morosini Vendramin Calergi, che conserva degli affreschi del pittore rodigino Mattia Bortoloni (1696-1750). Ulteriori informazioni itulipanidianna.tilda.ws