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Padova originale, ossia cinque nuovi chiavi di lettura per (ri)scoprire la città del Santo proposte dal socio ARGAV Pietro Casetta

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Il socio ARGAV Pietro Casetta, geografo padovano, ci rende partecipi dell’ultima sua iniziativa che si chiama Padova originale, ossia cinque itinerari turistici per (ri)conoscere Padova.

“Niente nomi, niente date, niente spiegazioni libresche, solo emozioni, autenticità e stile”, spiega Casetta. La novità degli itinerari sta infatti soprattutto nella chiave di lettura, alternativa e complementare alla tradizionale lettura storico-artistica delle opere d’arte. Padova originale è infatti il prodotto non solo della preparazione culturale del suo autore, ma anche della sua capacità di divulgazione maturata attraverso decenni di professione giornalistica. E proprio sulla capacità di divulgazione Casetta ha puntato, formando le sei guide turistiche che accompagnano i visitatori nei diversi tour.

Spazio considerevole negli itinerari viene assegnato all’acqua, che innerva Padova e che ne ha reso possibile l’esistenza di gran parte delle sue testimonianze monumentali. Proprio per questo, alcuni itienrari vengono proposti a bordo di un’imbarcazione, la Delta Nova Zero emissioni ( la più grande barca interamente elettrica non ibrida italiana, realizzata con finanziamenti zero sia pubblici sia UE) di Delta Tour Navigazione turistica, compagnia di navigazione e agenzia di viaggio che cura la direzione tecnica di Padova originale.

Nuove chiavi di lettura della città di Padova. Altro aspetto originale dell’iniziativa riguarda i punti di vista in cui viene (ri)scoperto il territorio: l’architettura contemporanea, rappresentata dalle numerose opere, molte delle quali pregevoli, ben visibili in particolare lungo i corsi d’acqua padovani; l’arte non ufficiale, soprattutto massonica, che proprio nella città del Santo trova importanti espressioni quali lo Stabilimento (o Caffè) Pedrocchi o il pochissimo noto Parco Romiati;l’arte tecnologica, ovvero l’insieme degli artifici ingegneristici, perlopiù idraulici, che hanno permesso la realizzazione di opere quali il Prato della Valle o il più antico Orto Botanico del mondo. I temi degli itinerari, sempre personalizzabili, sono quindi le architetture del XXI secolo a Padova; il percorso erotico, massonico e unitario nello Stabilimento Pedrocchi; il percorso delle Torri lungo il canale Piovego; i parchi irrigati dal Canale Alicorno; il Canale Alicorno: parchi, palazzi, simboli.

 

 

15-18 maggio 2014, alla Festa dei Popoli di Padova il cibo parla etnico

Festa dei PopoliIl socio ARGAV Emanuele Cenghiaro ci rende partecipi di una bella iniziativa che si tiene a Padova dal 16 al 18 maggio 2014. Si tratta della XXIV edizione della Festa dei popoli, organizzata dall’associazione Festa dei Popoli e dal Comune di Padova, Assessorato alla Cooperazione internazionale e Unità di progetto accoglienza e immigrazione (UPAI), in collaborazione con le comunità immigrate di Padova.

Da venerdì 16 maggio la Festa si tiene in Prato della Valle, nell’Isola Memmia, dove alle 21.15 è in programma il concerto del “Vero Trio Nordestino”, gruppo di musica “forrò” brasiliana con:
Sabrina Turri, voce; Mirco Maistro, fisarmonica;
 Lorenzo Pignattari, basso; Massimo Marcante, batteria. Prima dello spettacolo vi sarà un’esibizione di danza del ventre 
a cura del gruppo Raggi di sole dell’Ass. Chakanawasi (Pd). Per tutta la serata sarà possibile degustare cibo del Marocco, dalle ore 19.

Sabato 17 maggio alle 21.15 è la volta dei ”Lautari Quintet”, che ci condurranno in un viaggio attraverso la musica di vari luoghi del Mediterraneo. Leader del gruppo è Renato Tapino (clarinetto, fiati etnici e voce), noto per essere anima di un altro gruppo, i Barbapedana. Lo accompagnano in questa nuova formazione Claudiu Alexandru Riza (Romania) alla batteria e cajon; Panagiotis Pateritsas (Grecia) albouzuki, chitarra e voce; Paolo Forte (Italia) alla fisarmonica cromatica; Fuad Amadhvand (Iran) al santur e daf. Dalle 19 aprono gli stand di cibi etnici con cibo di Bangladesh, Brasile, Eritrea, Marocco, Sri Lanka e gli stand delle associazioni.

Domenica 18 maggio la Festa dei popoli apre alle ore 9.30
 con oltre 50 stand di associazioni, comunità immigrate e artigianato. Alle ore 11.00 è previso lo spettacolo per bimbi “Storia di Pinocchio” dell’ass. culturale I Fantaghirò. Alle 12 aprono gli stand di cibi etnici con cibo di Bangladesh, Filippine, Perù, India, Moldavia, Sri Lanka e Marocco. Alle ore 16 Benedizione interreligiosa della Festa dei Popoli 
con rappresentanti di diverse confessioni religiose. Segue la sfilata attorno al Prato della Valle delle comunità, che poi si alterneranno sul palco con spettacoli vari di Albania, Argentina, Bangladesh, Cina, Filippine, Camerun, India, Marocco, Moldavia, Perù, Polonia, Romania, Sri Lanka, Ucraina e Italia. Conclusione con lo spettacolo di musica, giocoleria e fuoco dei Firetales.

3-4 maggio 2014, a Fonte Alto (TV) si tiene Expo Km zero 2014. Tra le iniziative, degustazioni di prodotti della Pedemontana del Grappa e “Passeggiata tra le fonti”.

foto Fondazione Opera Monte Grappa Fonte orizzonte Monte Grappa e colli asolaniEnogastronomia, turismo, artigianato, golosità, mostre, giochi e incontri: tante e tutte interessanti le iniziative in serbo a Expo Km zero 2014,  manifestazione organizzata a Fonte Alto (TV) dal 3 al 4 maggio 2014 da Fondazione Opera Monte Grappa con l’obiettivo di favorire le relazioni tra persone, comunità territoriali, istituzioni pubbliche e aziende.

pdf-festa-maggio-2014-fondazione-opera-monte-grappaTra gli eventi in programma a carattere enogastronomico, segnaliamo la degustazione di prodotti della Pedemontana del Grappa prevista sabato 3 maggio alle ore 18:30. In particolare, si assaggeranno le carni fontesi BIO di “Attilio”, le specialità della trattoria “da Cioro” e dell’azienda agricola “Muncio” dei f.lli Reginato; ed ancora, i prodotti della Comunità dei produttori di mele antiche di Monfumo e della pasticceria cioccolateria “Fonte del Dolce”, il miele dell’Associazione Apicoltori del Grappa. Domenica 4 maggio, alle ore 18:30, è prevista la degustazione “Trippa a Km zero” con Nino dal Bello dell’“Enoiteca” di Fonte, i prodotti da forno della “Bottega del Pane” e i vini dell’azienda agricolaDal Bello”.

1^ edizione di “Passeggiata tra le fonti”. Per gli appassionati camminatori, domenica 4 maggio, con raduno in piazza S. Pietro a Fonte Alto alle ore 14:30, accompagnati da istruttori di Nordic Walking si terrà la passeggiata da Fonte ad Asolo, 70 i posti disponibili, partecipazione gratuita (in omaggio bottiglia Acqua di Fonte), iscrizioni con SMS al n. 340 2545687, email: discovering.veneto@marcatreviso.it, telefono 0423 538275.

In entrambe le giornate sarà in funzione la macchina dello zucchero filato e divertimenti per i piccoli con strutture gioco gonfiabili.

(Fonte: Expo Km zero 2014 Fondazione Opera Monte Grappa)

 

 

I soci ARGAV visitano il Delta del Po veneto, quiete carica di emozioni

Soci ARGAV Giardino Botanico Litoraneo Porto Caleri gruppo(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Immersione totale nella natura per i soci ARGAV lo scorso 12 aprile, giornata in cui abbiamo visitato una delle maggiori zone umide del Mediterraneo e d’Europa, il Parco Regionale Veneto del Delta del Po. Ad accompagnarci nella visita, le guide naturalistico-ambientali  Francesco Beltrame, Ilaria Ruggini e Mara Santarato di Co.Se.Del.Po., cooperativa di servizi del Delta di Ariano del Polesine. (Foto in alto, il gruppo di soci ARGAV all’uscita del Giardino Botanico di Porto Caleri)

Ilaria CosedelPo visita soci ARGAV Girardino Litoraneo Porto CaleriLa terra più giovane d’Italia. Prima di iniziare a descrivere la nostra giornata alla scoperta di giardini, vie d’acqua, prodotti tipici e musei, è opportuno inquadrare, seppure a grandi linee, il territorio che abbiamo visitato. Il Delta geografico (a dx nella foto Ilaria Ruggini mentre ce ne illustra le caratteristiche) si estende tra l’Adige a nord e il Po di Goro a sud per 786 chilometri quadrati, di cui oltre 160 occupati da valli e lagune, gli ambienti in cui l’acqua dolce di fiume si mischia a quella salata del mare. Il territorio del Parco comprende 9 comuni: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Viro, Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po, per un totale di oltre 73 mila abitanti. Nonostante sia una delle aree protette più antropizzate, il Parco conserva al proprio interno la maggiore estensione italiana di zone umide tutelate, pari a 120 chilometri quadrati. Il fiume, prima di confluire nel mare, si divide in cinque rami principali e altri rami minori: dal Po Grande o di Venezia, si dirama a nord il Po di Maistra mentre a sud si diramano il Po Piccolo o di Goro, il Po della Donzella o Gnocca e il Po delle Tolle. Il ventaglio di bracci dà vita al Delta attivo, ossia il territorio più recente del Po, tuttora in evoluzione, che interessa per intero il Parco Regionale Veneto e che è il risultato dello scorrere del fiume a partire dal 1604, quando la Repubblica di Venezia, per scongiurare l’interramento della laguna veneziana, praticò il Taglio di Porto Viro (1600-1604), l’opera idraulica di deviazione del corso del Po verso sud. L’opera fu realizzata dove ora sorge Taglio di Po.

 

Giardino Botanico Porto CaleriIl paesaggio del Delta del Po veneto è un alternarsi di ambienti diversi: dopo la campagna, che produce eccellenze orticole come i radicchi e le insalate Igp, si trovano le dune fossili, che corrispondono alle antiche linee di costa. Ecco poi a seguire gli argini e le golene, ossia gli ambienti umidi d’acqua dolce, quindi gli ambienti d’acqua salmastra, le valli da pesca e le lagune con decine di specie ittiche; ed ancora, gli ambienti delle sabbie, gli scanni, ricchissimi di avifauna, dove sono presenti oltre 380 specie di uccelli fra stanziali e migratori. La flora è estremamente varia tanto da includere un migliaio di specie diverse.

Particolare Pini Marittimo Giardino Botanico Porto CaleriNel Giardino della biodiversità. Il nostro tour inizia con la visita del Giardino Botanico Litoraneo del Veneto di Porto Caleri, (foto a sx e in basso)a Rosolina Mare (RO). Il sito, realizzato nel 1991 dal Servizio Forestale Regionale per le Province di Padova e Rovigo, ha lo scopo di proteggere e conservare un ambiente naturale unico e irripetibile, di notevole importanza scientifica per la varietà di habitat e grande interesse turistico per la rigogliosa vegetazione, che offre in ogni stagione di apertura delle splendide fioriture. Percorrendo uno degli itinerari interni (in tutto 4 km) lungo passerelle in legno e ponticelli, abbiamo osservato i diversi ambienti che, con i propri microclimi, danno vita a una grande varietà di piante e fauna.

Soci ARGAV Giardino Botanico Porto CaleriDalla pineta, composta da pini marittimi e domestici, non autoctoni, piantati negli anni ’40/50 del secolo scorso per difendere dalla salsedine le colture interne, e destinati ad essere soppiantati in futuro da piante spontanee come i lecci, oggi sottobosco, si passa alle zone umide d’acqua dolce, dove ci sono piccoli stagni in cui è stata scoperta una popolazione del rarissimo pelobate fosco italiano, un piccolo rospo considerato la specie di anfibio a maggior rischio di estinzione in Italia, oggi per fortuna scongiurata, vista la consistente proliferazione in loco. Pochi passi e si raggiunge la macchia, dove è protagonista il ginepro, e poi le dune consolidate, ricoperte da un tappeto di muschi e licheni nonchè piante aromatiche i cui profumi aleggiano nell’aria. Si arriva quindi alla spiaggia e alle prime dune: a ridosso del mare, la vegetazione è quasi assente causa la salsedine e l’azione del vento, salvo la presenza di piante pioniere, molto adattabili. Avviandoci verso l’uscita, incontriamo gli ambienti salmastri prossimi alla laguna, le barene, isolotti periodicamente sommersi dall’alta marea ricoperti da una fitta vegetazione di pianti perenni, come il limonium, che a fine agosto colora di viola il paesaggio. Per chi desidera visitare il Giardino, il sito è aperto da aprile a ottobre, mar-giov-sab-dom e festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, ingresso euro 2,50, possibilità di visite guidate alle ore 10.30 e alle 16.30.

Il Delta nel piatto. Terminata la visita al Giardino, partiamo alla volta di Santa Giulia, graziosa frazione di pescatori in prossimità della foce del Po di Gnocca o della Donzella. Il nome di questo ramo del Po rievoca la romantica leggenda di una nobildonna vittima di un amore impossibile per un pescatore e che si gettò per questo nelle acque del fiume. Ancora qualche chilometro e arriviamo in località Bacucco, comune di Ariano nel Polesine, per una sosta ristoratrice nel caratteristico ristorante “Il Bilancione”.

Michela Crepaldi titolare Il Bilancione

Michela Crepaldi

Ristorante Il Bilancione Gorino SullamIl locale, (foto in basso) aperto da circa un anno, gode di una magnifica posizione, essendo sospeso sul canale del Po di Gnocca e collegato all’argine da un pontile, e deve il nome alla presenza di una grande “rete a bilancia”. Serviti di tutto punto dalla giovane titolare Michela Crepaldi e da Isabella, gustiamo alcune ricette della migliore tradizione culinaria valliva: antipasto di cozze e vongole, risotto di pesce, frittura mista e anguilla ai ferri (prezzo medio antipasto, primo e secondo 3o euro a persona bevande incluse, dai 30 posti in inverno ai 50 posti in estate grazie allo spazio fronte canale, chiuso il lunedì, consigliabile la prenotazione 333-1798064).

Soci ARGAV gita barca Po di GnoccaNella Sacca di Scardovari, 1500 pescatori di cui metà donne. Dal ristorante, ci imbarchiamo per un’escursione alla scoperta della Sacca di Scardovari (foto a sx) e dei “frutti” che qui sono coltivati: vongola verace e cozza del Delta, quest’ultima, unica in Italia ad avere il marchio Dop e che rappresentano, insieme al riso Carnaroli, un’eccellenza della “terra d’acqua”. Ad accompagnarci nell’affascinante escursione tra i canali, i pescatori Alberto Barini (338.9730072) e Luca Massarenti (339.4316864), della Cooperativa Pescatori Ariano, che affiancano alla pesca l’offerta di pescaturismo (uscite in barca per l’osservazione dell’attività della pesca oppure per birdwatching, costo da 2/5 persone 75 euro, oltre 5 persone 15 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini). “Il lavoro di pescatore è duro e nella Sacca di Scardovari, laguna di 6.500 ettari, coinvolge circa 1500 persone, di cui metà donne“, spiega Alberto. Che aggiunge: “Ci si alza verso le 5 del mattino per andare a rastrellare le cozze e le vongole negli “orti”, i luoghi di coltura di vongole e cozze, oppure in laguna, e per farlo indossiamo delle mute”. Per assaggiare queste prelibatezze, oltre che nelle trattorie e nei ristoranti della zona, ci sono le sagre dedicate ai prodotti tipici, che hanno inizio con la bella stagione, prima tra queste, la sagra della cozza di Santa Giulia, che si tiene dal 22 al 25 maggio 2014 (maggiori info Pro Loco di Porto Tolle, tel. 0426.247276).

Magazzino Riso Alluvione 1966Un pescatore filosofo. Tra le tante curiosità inerenti al Delta di cui Alberto ci mette a conoscenza durante l’escursione in barca, tra cui ad esempio, il fatto che il tratto da noi percorso prima della grande alluvione del 1966 ospitava risaie (oggi rimane il magazzino del riso semidiroccato, foto in alto), c’è anche il tempo per lui di costruire in pochi minuti una barchetta con le foglie delle canne palustri, e Angela Cameran con barca di canna palustrequesto per la gioia di Angela (foto a dx), la nipotina della segretaria ARGAV Mirka Cameran e del socio Gianni Schweiger, divenuta la nostra mascotte.

Sala macchine Museo BonificaMara CosedelPo Museo BonificaUn’idrovora in stile Liberty. Terminata l’escursione, riprendiamo l’itinerario in auto verso l’ultima tappa della giornata, percorrendo la Strada della Bonifica, tra il Po di Goro e il Po della Donzella, fino al grande Museo Regionale della Bonifica Cà Vendramin a Taglio di Po, dove ci aspetta Mara Santarato (nella foto a dx in basso). La bonifica del Delta del Po rappresenta una vera e propria chiave di lettura del territorio deltizio, sia perché ha contribuito a disegnare il delta moderno, sia per l’importanza degli effetti sugli aspetti sociali ed economici, in quanto tutte le attività oggi presenti nel Delta devono il proprio sviluppo a questa grande opera di prosciugamento: scoprire l’ex impianto idrovoro “Cà Vendramin”, realizzato nei primi anni del 1900 e dismesso sessant’anni dopo in quanto obsoleto, ed oggi stupendo esempio di archeologia industriale significa scoprire le origini di questa terra (aperto da marzo a ottobre, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00 chiuso il lunedì (intresso 2 euro, ridotto 1 euro, gratuito per bambini con età inferiore ai 12 anni).

Consegna penna ricordo ARGAV a Francesco Beltrame CosedelPoMirka e Francesco BeltrameVisitare il Parco, da soli o con la guida. Il Parco Regionale Veneto del Delta del Po è una terra facile da visitare, oltre che con i mezzi classici – auto, camper, moto – anche a cavallo e in bicicletta, oltre naturalmente che in barca. A questo proposito, sono numerosi gli itinerari naturalistici, fluviali e terrestri, nonché i percorsi culturali che il Parco propone ai visitatori. Se vi piace organizzare la vacanza in modo autonomo, potete trovare materiale informativo utile al Centro Visitatori del Parco di Porto Viro, sorta di “porta d’accesso” al Delta, ubicato all’uscita di Porto Viro lungo la S.S Romea. A chi preferisce affidarsi all’ausilio di una guida, Co.Se.Del.Po, organizza visite guidate naturalistico-ambientali e proposte didattiche per le scuole di mezza giornata o una giornata intera. Per maggiori informazioni, potete contattare Francesco Beltrame, che vediamo nelle foto con i consiglieri Emanuele Cenghiaro e Marina Meneguzzi e la segretaria Mirka mentre riceve la penna ricordo ARGAV, al numero 329-4248555 o scrivere all’indirizzo email cosedelpo@libero.it.

1-15 aprile 2014, ai Giardini di Castel Trauttmansdorff (BZ) la mostra “Amore in fiore, l’eros nel mondo vegetale”

T_Pflanzenlibe_logo_50x35.inddArdita e giocosa, misteriosa e mistica: la mostra “Amore in fiore, l’eros nel mondo vegetale” che si tiene presso i Giardini di Castel Trauttmansdorff (BZ) dall’1 al 15 aprile 2014 fa vedere come lo “fanno“ le piante e quali aspettative associamo ad esse noi esseri umani.

Allestita su due piani. Al piano superiore la mostra illustra come i fiori possono sedurre, illudere e lavorare in team con la fauna. Con un’inaspettata raffinatezza la pianta utilizza colori, forme e profumi per conservare la propria specie. Già da molto tempo i botanici parlano di parallelismi con la sessualità umana, che danno alla mostra una nota piccante e strapperanno un sorriso ai/alle visitatori/trici. Questo primo ambito della mostra si presenta luminoso e colorato e conduce i suoi ospiti in un viaggio attraverso il mondo dei fiori, alla scoperta del ciclo di vita delle piante. Al piano inferiore, invece, l’atmosfera si fa mistica e misteriosa: le pareti nere a volte sprigionano le forze segrete delle piante ed altre volte le nascondono dietro un velo di misticismo. Le piante hanno un ruolo fondamentale nella vita sentimentale degli esseri umani: voglia e desiderio, amore e rifiuto – per ogni sfaccettatura sembra essere cresciuta un’erba apposita. Ma quali di questi aspetti sono veritieri, e cosa è invece solamente un falso mito?

Speciale inaugurazione. Martedì 1 aprile “Trauttmansdorff” festeggia ‘inizio della nuova stagione e l’inaugurazione della mostra con l’offerta ai visitatori per tutta la giornata di una guida personale alla mostra, una bevanda gratis per brindaree un piccolo regalo da portare a casa. Le mostre botaniche sono ideate dallo staff dei Giardini e si fondano sui principi del trilinguismo, dell’interattività e dell’orientamento ludico-didattico. Un variegato programma di eventi collaterali, con conferenze, workshops e visite dedicate, aiuta ad approfondire gli argomenti e svelare curiosi retroscena. Gli eventi sono però anche l’occasione per visitare i restanti scenari e ambienti dei Giardini.

(Fonte: Giardini di Castel Trauttmansdorff)

Visita a Segusino (TV) dei soci ARGAV ripresa da Telebelluno

La visita dei soci ARGAV a Segusino (TV), borgo in cui fioriscono l’arte del presepio, le piccole produzioni locali e…i narcisi è stata ripresa dal collega Fulvio Mondin, giornalista di Telebelluno, che ne ha fatto un servizio per l’emittente, visibile di seguito.

I soci ARGAV alla scoperta di Segusino, nelle Prealpi Trevigiane

Gruppo ARGAV con me

I soci ARGAV nel borgo Stramare di Segusino con gli Amici del Presepio e i rappresentanti della Pro Loco

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) “Tre cose richiede la costruzione di un Presepio: un grande amore per l’opera, un’instancabile fantasia e pazienza continua. Il tutto riunito in un cuore credente, perché la costruzione del Presepio non è un trastullo, non è un hobby, non è una perdita di tempo. E’ un apostolato!”. Recita così la massima-manifesto appesa all’entrata del Presepio Artistico di Segusino, paese di oltre 2000 anime a cavallo fra la Marca trevigiana e la provincia di Belluno (rientra però nella Diocesi di Padova), racchiuso fra le Prealpi ed il Piave, che i soci ARGAV hanno avuto modo di visitare lo scorso 28 dicembre.

Francesco giovani amico del presepio

Francesco, tra i più giovani componenti dell’Associazione Amici del Presepio artistico di Segusino

Amici del Presepio

Alcuni rappresentanti dell’Associazione Amici del Presepio artistico di Segusino

Fabrizio Stelluto dona penna Argav a sindaco Segusino

Il presidente Fabrizio Stelluto fa omaggio al sindaco di Segusino Guido Lio della penna ricordo ARGAV

Gli anfitrioni. Ed è stata una calda e squisita accoglienza quella offerta dalla Pro Loco, rappresentata dal presidente Denis Coppe e dal vicepresidente, Giannantonio Coppe, dal sindaco Guido Lio nonché dall’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio di Segusino, per l’occasione rappresentata da Carlo Stramare, Anna Mello, Lucca (si scrive proprio così) Coppe, Ivan Mello e l’adolescente Francesco, uno dei più giovani componenti del gruppo. Che da 27 anni si riunisce per mesi, fin da agosto, nelle sale della parrocchia per ideare, preparare ed allestire il Presepe artistico, visibile poi da Natale fino alla prima domenica di febbraio con orario 9-12 e 14-19 domenica e festivi, 14.30-19 prefestivi, dalle 14.30 feriale fino all’Epifania e poi, fino a fine agosto, su prenotazione (tel. 334.3797867).

Stanza Vajont

La rappresentazione del minuto prima della tragedia del Vajont

Stanza personaggi paese

Rappresentazione personaggi “famosi” del paese

Stanza Natività

Natività

Natività, personaggi e ambienti di Segusino, rievocazione storica. Il Presepe, allestito nell’ex casa del cappellano, a pochi metri dalla chiesa parrocchiale, si estende su 100 mq ed è composto da 6/7 scene, ambientate nella Segusino degli anni ’20/40 del secolo scorso, tutte mirabilmente costruite con dovizia di particolari ed arricchite da effetti visivi. Il contenuto delle varie scene varia di anno in anno per offrire ai circa ventimila visitatori una rappresentazione sempre diversa. Oltre alla scena principale della Natività, il presepio propone la rappresentazione di alcuni paesani, persone semplici ma famose nel  paese. Per una curiosa coincidenza, le statue di questi personaggi sono opera dell’artista padovano Mauro Marcato, che da sempre crea le sculture del premio ARGAV.  Nel presepe, trova spazio ogni anno una scena dal tema di interesse storico-rievocativo, quest’anno dedicata alla tragedia del Vajont, che cinquant’anni fa fece 1910 morti nei paesi di Longarone, Erto, Casso, Castellavazzo, nelle rispettive frazioni e in tutta la valle del Vajont e del Piave. In particolare, nel presepio viene proposto uno scorcio di vita di Longarone un minuto prima della tragedia, avvenuta alle 22:39 del 9 ottobre 1963, con gli abitanti del paese intenti a guardare la Tv o a leggere i giornali, tra cui L’Unità, il quotidiano in cui Tina Merlin denunciava la pericolosità della costruzione della diga, visibile nella scena del presepio. La tragedia del Vajont viene proposta anche nella bella mostra fotografica “Vajont, per non dimenticare…”, allestita presso il centro parrocchiale Don Antonio Riva e visibile fino al 2 febbraio (tutte le domeniche e i giorni festivi dalle 14.30 alle 18.30).

Amici Presepio Sindaco e Proloco

Piccole Produzioni Locali, rappresentanti Amici del Presepio Artistico, Sindaco e Pro Loco

Signora caseificio

Caseificio Dario Stramare

Casaro

Dario Stramare del caseificio omonimo

Allevatore oche

Giovanni Coppe, allevatore di oche ruspanti di montagna

Allevatori maiali salumieri

da sx Denis, Siro ed Elisa Coppe Azienda Agricola Fernando Coppe

Raul Riva Ciromel

Raul Bortolin dell’Azienda Agricola Riva Cironel produttrice di Prosecco

“Vivere in pendenza, fa la differenza”: così il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto  ha salutato la tenacia e la bella predisposizione d’animo dei segusinesi che ci hanno accolto. A partire dal secondo dopoguerra, l’economia del luogo, infatti, era basata sull’occhialeria, settore  produttivo oggi non più fiorente come un tempo. Così, i segusinesi stanno ritornando alle origini riscoprendo i sapori della tradizione contadina e hanno dato avvio a Piccole Produzioni Locali, un sistema promosso da piccoli produttori che coniuga tradizione e rispetto delle norme igenico sanitarie manentenedo vivi i sapori di un tempo, come ad esempio lo s-cèk, il formaggio tipico di Segusino, originariamente prodotto solo in versione morbida con l’aggiunto del caglio al latte appena munto ed oggi proposto anche nelle deliziose tipologie fresco e stagionato di 3, 6 e 12 mesi. Oltre allo s-cèk, prodotto dal caseificio di Dario Stramare (via San Rocco 51, Segusino, cell. 340.6352987), fiorente è la produzione di salumi e sopresse (riferimenti Azienda Agricola Coppe Fernando, via San Rocco 26, Segusino, cell. 340.5990937, che produce anche ottime marmellate e le rinomate patate da Milies  e Azienda Agricola Stramare Giulio, via Fossà 7, Segusino, cell. 349-8706227), lallevamento di oche ruspanti di montagna (Azienda Agricola Riva dei Coz di Giovanni Coppe, via riva Secca 100, Segusino, cell. 340.0652189) e la produzione locale di Prosecco (Azienda Agricola La Roia, via Cavarne 23, cell. 338-6736834). Nell’occasione, i soci ARGAV hanno avuto la possibilità di visitare anche un altro piccolo produttore di vino, l’Azienda Agricola di Raul Bortolin “Riva Cironel” (via Cironel 1, Guia di Valdobbiadene cell. 339-2064160) che produce in diverse tipologie un ottimo Prosecco.

Borgo Stramare particolare riprodotto presepio

Borgo Stramare, particolare

Borgo Stramare chiesa San Valentino

Borgo Stramare, la chiesetta di San Valentino

Un borgo antico caro a San Valentino. Le produzioni tipiche vengono naturalmente proposte anche in occasione di alcune importanti manifestazioni di Segusino, come l’Antica Fiera Franca del Rosario, che si svolge ogni ottobre e la Festa del Narciso che si tiene a fine maggio a Milies, località a 7 chilometri da Segusino e a 800 metri d’altezza e che, nel mese della Madonna, nelle sommità montane sembra ricoperta da neve tanti sono i bianchi narcisi che vi fioriscono. Altra bella destinazione da visitare in loco è il borgo Stramare (riproposto anche in una delle scene del Presepio artistico), che si trova a 420 m, a metà strada fra Segusino e Milies. Oggi il villaggio è praticamente disabitato (ma nel periodo natalizio viene addobbatto con decorazioni e presepi di varia foggia nelle finestre), si rianima solo in estate durante le vacanze, ma ha alle spalle una storia plurisecolare, avviata da carbonai, probabilmente provenienti dall’Istria, all’inizio del Seicento. Fra le varie abitazioni, visitabile ancor oggi la deliziosa chiesetta a base circolare di San Valentino.

Ospitalità in Veneto, coro (dissonante) di voci in materia. Fra ristoratori in attacco, agriturismi in difesa, il presidente ARGAV auspica un ritorno alle origini.

Carne griglia Festa Agricoltura MiranoAntefatto. Lo scorso 17 dicembre il Consiglio regionale del Veneto ha approvato le modifiche alla legge in materia di agriturismo, ittiturismo e pescaturismo. Il disegno di legge, che modifica la normativa finora esistente (qui trovate le modifiche contestate dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi in un precedente articolo), è stato proposto dall’assessore all’agricoltura Franco Manzato, dopo essere stato preventivamente approvato dalla Giunta regionale, sentito il parere dell’apposita commissione consigliare.

Albergatori e ristoratori: un provvedimento dannoso. Ad approvazione delle modifiche di legge avvenuta, sono seguite le rimostranze dei ristoratori (qui trovate anche il parere di Confesercenti Venezia), a cui le organizzazioni di categoria hanno ritenuto necessario rispondere e di cui riportiamo di seguito le repliche.

Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto e Venezia

Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto e Venezia

Coldiretti Veneto: “Una legge che esalta il grande potenziale turistico della campagna”.  Fattorie sociali, didattiche, agri e ittiturismi hanno una legge, la Regione Veneto ora disciplina il lavoro di queste realtà che contribuiscono al fatturato dell’agricoltura veneto pari a 5 miliardi di euro. “Le tante sfumature non devono trarre in inganno – spiega Coldiretti – si tratta sempre e comunque di aziende agricole che coltivano, allevano, trasformano e producono servizi per la collettività. E’ questa la sostanziale differenza rispetto ad altre simili attività del sistema economico”. Il provvedimento legislativo approvato in Consiglio Regionale rende giustizia agli agriturismi, nati inizialmente come opportunità di integrazione al reddito e maturati nel tempo non solo professionalmente ma anche come offerta che va dalla ristorazione alla pratica di sport, con l’introduzione di proposte che interessano anche la sfera sociale. E’ questo il motivo che fa scegliere l’ agriturismo: un servizio tagliato su misura dalla famiglia agricola a quella di città ed il valore aggiunto al comparto del turismo  dimostrato dalla loro presenza, anche in  aree marginali, che garantisce ai clienti più esigenti di godere appieno dell’ambito rurale a volte non raggiunto dai tour operator. Coldiretti che conta circa 600 aziende agrituristiche, quasi la metà del totale regionale, plaude al salto di qualità che la politica ha dimostrato nell’approvare un testo unico in grado di recepire il grande potenziale pronto ad esprimersi anche attraverso le limitazioni date dal livello produttivo aziendale. Contemporaneamente la legge quadro presenta una flessibilità che gli operatori non interpretano come una serie di “libere concessioni” piuttosto uno sprone per confermare  la serietà e credibilità di chi pratica l’accoglienza e la ricezione in campagna con l’innato buon senso dell’agricoltore”.

David Nicoli Agriturist Veneto

David Nicoli presidente Agriturist Veneto e vicepresidente Agriturist Nazionale

David Nicoli, presidente Agriturist Veneto e vicepresidente nazionale Agriturist. “Gli attacchi scomposti e disinformati di cui l’agriturismo è stato oggetto in questo periodo da parte delle associazioni di rappresentanza di albergatori e ristoratori, impongono una replica pacata ma decisa.  In primo luogo, spiace che si dimentichino i più elementari principi di correttezza criminalizzando indiscriminatamente un’intera categoria di operatori economici, come le associazioni sopra citate tendono a fare nei confronti dell’offerta agrituristica veneta. I casi di illegalità vanno isolati e denunciati e questa è la linea sempre seguita dalle associazioni agrituristiche, che non hanno alcun interesse a coprire furbi e disonesti. Ma nessuno si permette di affermare che la ristorazione ordinaria nel suo complesso agisce fuori legge perché, tanto per portare un esempio, di tanto in tanto si scoprono dei rappresentanti della categoria che si comportano in maniera per così dire disinvolta nei confronti di turisti stranieri. Ma verso le aziende agrituristiche, chissà perché, si ritiene di potersi esprimere pubblicamente senza osservare queste elementari regole di correttezza. Ancora. Le aziende agrituristiche beneficiano di un regime fiscale forfetario (reddito imponibile calcolato nella misura del 25% dei ricavi), che peraltro tendono a non adottare preferendo quello ordinario. Si tratta di un’agevolazione da considerarsi come parziale compensazione dei limiti che la legge pone all’esercizio ed all’espansione delle attività agrituristiche in quanto connesse e complementari a quelle agricole: in quanto, cioè, devono essere strettamente legate all’azienda agricola di cui sono espressione e devono impegnare un numero di giornate di lavoro inferiore a quello richiesto dalle attività agricole in senso stretto. Ci si riferisce soprattutto al fatto che l’ospitalità agrituristica al chiuso e all’aperto non può superare le 30 persone e che nella ristorazione agrituristica il 65% dei prodotti deve provenire dall’azienda. Sono limiti che valgono comunque, indipendentemente dalle capacità produttive, ricettive ed organizzative della singola azienda. Sono quegli stessi limiti che hanno indotto diverse aziende agrituristiche di successo ad entrare nell’offerta turistica ordinaria, nella quale, contrariamente all’agriturismo, possono organizzarsi ed ampliarsi a piacimento. E’ ben strano che queste aziende agrituristiche abbiano deciso di trasformarsi in alberghi e ristoranti veri e propri, se l’agriturismo, come viene detto, è un bengodi dove si fa quello che si vuole e non si rispettano le leggi. In realtà l’agriturismo, in quanto attività legata a quella agricola e da questa dipendente, è sottoposto non solo a pesanti adempimenti burocratici ma anche, come si è accennato, a limiti severi e precisi, sulla cui osservanza vigilano diversi organi di controllo, quali NAS (Nuclei Antisofisticazione dei Carabinieri), Guardia di Finanza, Province, INPS, ASL…Autorità tutte, com’è giusto, molto attive, puntuali e presenti in azienda anche più volte all’anno. Sarebbe veramente miracoloso che l’agriturismo riuscisse ad eludere un tale schieramento di forze violando sistematicamente la legge…Va anche precisato, a scanso di ogni equivoco, che la manodopera impegnata nelle attività agrituristiche è regolarmente inquadrata a norma dei contratti collettivi vigenti per il settore agricolo e comporta a carico dell’azienda oneri retributivi e previdenziali corrispondenti a quelli degli altri settori produttivi.  In conclusione, l’agriturismo in Veneto è ormai un’attività affermata, che si è guadagnata uno spazio piccolo (1% dell’offerta turistica complessiva, 4% di quella di ristorazione) ma apprezzato dai consumatori, grazie alla capacità degli operatori di intercettare una domanda specifica che forse albergatori e ristoratori non erano in grado di soddisfare. A questi ultimi, cogliendo anche l’occasione delle prossime festività natalizie, rivolgiamo l’invito di deporre le armi della polemica e di avviare con il mondo agrituristico una proficua collaborazione, nella convinzione che il Veneto, per poter esprimere appieno le proprie enormi potenzialità in campo turistico, non possa più fare a meno di un’offerta che sia nello stesso tempo diversificata e integrata”.

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Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV

Il presidente ARGAV, Fabrizio Stelluto, ha posto al presidente di Agriturist, David Nicoli, una riflessione, invitandolo a una discussione. “Pregiatissimo David Nicoli, ho appena ricevuto il vostro comunicato stampa sull’ennesima polemica fra operatori della ristorazione ed agriturismi. Aldilà dei toni (magari “sopra le righe”) dell’attacco nei vostri confronti, devo dire che tocca “un nervo scoperto”, nei cui confronti (chi mi conosce lo sa anche in Confagricoltura Veneto) lamento da tempo un’eccessiva disattenzione da parte delle Organizzazioni Professionali Agricole e delle associazioni di settore. Nel merito dell’odierno comunicato mi ha colpito in particolare questo passaggio: “Ci si riferisce soprattutto al fatto che l’ospitalità agrituristica al chiuso e all’aperto non può superare le 30 persone e che nella ristorazione agrituristica il 65% dei prodotti deve provenire dall’azienda.” Questa è sicuramente la norma, ma è la cecità verso una realtà troppo spesso diversa, che sconcerta. C’è un errore di fondo che, ritengo, possa ascriversi al noto detto “contadino, scarpe grosse e cervello fino”, vale a dire, fiutato l’affare (il “business”), si è dimenticato l’obbiettivo originario (la “mission”) che, ricordo, era quella di far vivere la campagna a me, cittadino; oggi il rapporto si è rovesciato e molti(ssimi) agriturismi si adeguano alle esigenze del turista: dai menù ricercati e dimentichi delle tradizioni del territorio al cambio quotidiano delle lenzuola in camera alla piscina e, magari, anche al centro benessere; ma di che azienda agricola stiamo parlando? Senza considerare che, in tanti casi, l’agriturismo non è integrazione al reddito agricolo, ma la coltivazione è solo il pretesto ad avere l’agriturismo. Mi scuso, ma sono osservazioni, che mi vengono dal cuore, dall’esperienza e dalla tristezza di veder naufragare consumisticamente un progetto, che dovrebbe essere, prima di tutto, culturale. Sperando in un cortese cenno di riscontro, saluto cordialmente ed auguro buone Feste!”

Il direttivo ARGAV alla scoperta di Valdagno (VI), fra contrade, ancòne e “città ideali”

arte del direttivo ARGAV con Emanuela Perin e Andrea Danzo (presidente e consigliere ProValdagno) davanti al forno contrada Danzo

parte del direttivo ARGAV con Emanuela Perin e Andrea Danzo (presidente e consigliere ProValdagno) davanti al forno contrada Danzo

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Sabato 23 novembre scorso il direttivo ARGAV si è riunito a Valdagno (VI) nelle sale della Provaldagno (VI), accolto con calore dalla presidente dell’associazione, Emanuela Perin, che i soci ARGAV avevano già incontrato in occasione di un viaggio studio svoltosi nella città vicentina lo scorso ottobre.

Fontana con albioUna calda accoglienza, nonostante Giove pluvio. Il tempo inclemente non ha impedito alla  presidente Perin di far conoscere Valdagno ai membri del Direttivo che non avevano avuto occasione di vederla nella precedente visita. Incastonata fra le Piccole Dolomiti, a 250 metri d’altezza, la città conta 27 mila abitanti e si sviluppa nella parte mediana della vallata dell’Agno, grosso torrente che prima di immettersi nel fiume Brenta cambia nome ben sette volte. Le colline circostanti sono caratterizzate dalla presenza delle contrade (se ne contano oltre 200), agglomerati abitativi rurali, spesso riferibili alla tradizione dei Cimbri, coloni bavaresi scesi nel XII sec. nelle alti valli dell’Agno e del Chiampo per dissodare e disboscare le terre. Oggi gli abitati sono per la maggior parte residenze estive dei valdagnesi. Ad illustrarci la storia delle contrade, era presente Andrea Danzo, consigliere di Provaldagno. Danzo ci ha spiegato che ogni contrada presenta alcuni elementi caratterizzanti la vita comunitaria e solidale del borgo, fra cui il fienile, la corte, il capitello votivo, il forno e la fontana con l’albio, utile quest’ultimo all’approvvigionamento dell’acqua da bere e per cucinare.

I due volti di Valdagno. Scesi dalle colline, e rifocillati da una sosta all’Osteria “Le Bele”, locale storico in località Maso (tel. 0445-970270) abbiamo proseguito il tour conoscitivo in compagnia di Vittorio Visonà, già presidente della Pro Loco e profondo conoscitore della storia e delle tradizioni del luogo, che ci ha fatto scoprire i due volti di Valdagno, quello storico, sviluppatosi dal Medioevo in poi e il volto industriale sviluppato nel Novecento per volontà dell’imprenditore laniero Gaetano Marzotto (1894-1972). Il complesso urbanistico novecentesco, propaggine dell’industria tessile dei Marzotto (oggi ancora presente ma fortemente ridimensionata), progettato dall’architetto Francesco Bonfanti e denominato dapprima “Città dell’Armonia“, poi, negli anni ’60, “Città Sociale“, ha avuto fin dalla nascita un forte valore storico-culturale, caratteristica che conserva ancor oggi, con la maggior parte degli edifici (a parte il Teatro, il più grande del Veneto, chiuso da tempo) ancora vissuti nella destinazione primaria.

Obiettivo di Marzotto, dare ai dipendenti un ambiente ideale in cui vivere. Questo speciale “quartiere”, progettato fra gli anni ’30/50 del secolo scorso, sorge al di là della sponda sinistra dell’Agno. La città dell’Armonia aveva (ed in alcuni casi ha ancora) scuole – dall’asilo nido alle elementari, alla scuola d’avviamento professionale per il tessile al liceo – assistenza sanitaria (ospedale e vari studi medici nonché casa di riposo), attività ludico-sportive (teatro, auditorium musicale, piscina coperta, una delle prime esistenti in Italia ed oggi ancora attiva, centro di equitazione, oggi non più funzionante, palestra, oggi trasformata in Chiesa, campo sportivo), servizi residenziali (abitazioni per dipendenti) ed un centro commerciale a km zero ante-litteram, rifornito con i prodotti dell’azienda agricola La Favorita che sorgeva a pochi metri di distanza (oggi parco pubblico). La città industriale rimase  “l’ambiente ideale in cui vivere” per i dipendenti fino al 19 aprile 1968, giorno in cui la famiglia Marzotto, a causa di agitazioni sindacali che culminarono in sommosse, decise di lasciare l’attività sociale per portare avanti unicamente l’attività imprenditoriale.

Ancòna quattrocentesca di San Clemente

Ancòna quattrocentesca di San Clemente

Piccoli-grandi tesori artistici. Dopo la “città sociale”, era d’obbligo una visita al centro storico di Valdagno ed in particolare al Duomo di San Clemente, dedicato al patrono cittadino ed edificato su progetto dell’architetto bassanese Giovanni Miazzi fra il 1748 e il 1778. Nella sacrestia della bella chiesa d’impianto neo-classico, è conservata un’ancòna lapidea policroma del 1445 dedicata alla Madonna, magnifico esempio di scultura tardo-gotica vicentina.

Fino al 2 settembre 2013 si tiene a Mirano (VE) la Festa dell’Agricoltura. Domenica 1 settembre, tentativo di record mondiale partecipazione trattori agricoli.

Sfilata trattori Festa Agricoltura Mirano

Festa Agricoltura Mirano, sfilata trattori

20^ edizione per la tradizionale Festa dell’Agricoltura di Mirano (VE), iniziata venerdì 23 agosto ed in corso sino a lunedì 2 settembre 2013 nell’area degli impianti sportivi della cittadina, in via Cavin di Sala. Ad organizzarla, il Gruppo imprenditori del Miranese “La campagna ti è amica”, con la preziosa collaborazione di Coldiretti Venezia, Venezia Opportunità e Banca Santo Stefano e il patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Venezia e Comune di Mirano.

Una quarantina le aziende del territorio partecipanti e, come nella più antica tradizione contadina, il loro coinvolgimento riguarderà l’intero nucleo famigliare, bambini compresi, in una delle manifestazioni più longeve e rinomate del settore, a cui collaborano da giorni circa 250 volontari. Due le novità principali di quest’anno. La prima riguarda la promozione dei prodotti del territorio, con l’allestimento di un apposito stand che per tutta la durata della festa metterà in vendita salumi, formaggi, ortaggi e altri prodotti tipici della campagna a chilometro zero. L’altra novità riguarda invece il tentativo di stabilire il record mondiale di partecipazione di trattori agricoli. Traguardo ambizioso ma a portata di mano, visti i precedenti e che vedrà la città protagonista domenica 1 settembre, con un invito speciale a non mancare rivolto a tutti i possessori di trattori, moderni o d’epoca.

Confermate anche tutte le iniziative di successo delle passate edizioni, come la ricostruzione di una vecchia osteria dove rivivere momenti di festa, il coinvolgimento dei giovani e le serate a tema con musica, animazione e spettacoli per tutti. Immancabili infine i pezzi forti che hanno reso celebre la fiera negli anni: la mostra dei mezzi agricoli, la fattoria con gli animali, gli stand dell’artigiano e un fornitissimo stand gastronomico. Attivo anche il bar, con pista da ballo e palco per gli spettacoli. La manifestazione sarà l’occasione per avvicinare al mondo dell’agricoltura anche i più piccoli, con prove di mungitura, giri a cavallo, piccole coltivazioni, lezioni di lavorazione della farina e giochi per formare i consumatori di domani a fare una spesa sana e consapevole, incentrata sui prodotti della terra.

Carne griglia Festa Agricoltura MiranoRicco di appuntamenti il programma, che vedrà ogni sera l’apertura della manifestazione, della cucina e degli stand a partire dalle 18, poi l’animazione per i bambini, quindi, in serata, musica e spettacoli per giovani e adulti.  Ogni sera appuntamento con rassegne dedicate all’allevamento e all’agricoltura, spettacoli equestri, dimostrazioni di aratura e gare di cottura della carne alla griglia, cabaret, balli country e serate musicali e danzanti con i più svariati stili: country, latino-americano, revival. Giornata da non perdere quella di domenica 25 agosto: la festa si trasferirà in piazza Martiri con la cerimonia dell’alzabandiera e l’arrivo del corteo di carrozze e cavalieri che poi sfileranno verso l’area stand preceduti dalla Fanfara dei bersaglieri di Ceggia. Il cerimoniale segnerà l’inaugurazione ufficiale della manifestazione agricola, che vedrà poi un altro imperdibile spettacolo nel pomeriggio: alle 15 infatti al campo sportivo di calcio, a fianco dell’area stand, si potrà assistere allo scenografico lancio di paracadutisti organizzato dal gruppo dei parà del Miranese. Il lancio vuole ricordare i due paracadutisti di Mirano Sandro Licori e Carlo Frasson, morti nel 1971 nel disastro aereo della Meloria.

Sabato 31 agosto da segnalare la gara di cottura di carne alla griglia, con degustazioni e la prima “Gara della sopressa” che decreterà l’insaccato più buono tra tutti quelli in gara. Altra giornata clou è quella di domenica 1 settembre, quanto gli organizzatori tenteranno l’entrata nel Guinness dei primati con il tentativo di creare il record mondiale di trattori agricoli presenti. Il raduno è fissato nel piazzale della festa in via Cavin di Sala alle 9.00, poi il trasferimento in corteo verso Piazza Martiri. Se il record verrà raggiunto, si potrà formare un’unica fila di mezzi agricoli in movimento dai campi sportivi al centro storico, senza soluzione di continuità. Nel pomeriggio ci sarà anche la gara di slitta con trattori e camion.

Luci ed ombre del settore. La Festa dell’agricoltura di Mirano diventa occasione per chi lavora nel settore per fare il punto sulla situazione dell’agricoltura in questo momento di crisi generalizzata. «Da un lato si riscontra un incremento dell’occupazione nel sistema agricolo, soprattutto perché la crisi riporta alla riscoperta dei benefici che si traggono da quest’attività – spiega Andrea Frasson, presidente del gruppo imprenditori del Miranese “La campagna ti è amica” – dall’altro assistiamo alla difficoltà data da prezzi poco remunerativi o al fatto che insorgono sempre più problemi nel garantire la qualità dei prodotti, ostaggi degli eventi atmosferici e della concorrenza con prodotti provenienti da paesi esteri, senza garanzie di igiene e salubrità. Fortunatamente la promozione del Made in Italy rappresenta un valore aggiunto e solo con la sensibilità dei consumatori italiani riusciremo a superare le difficoltà legate alla crisi». Un invito, quello lanciato ai consumatori, ripreso anche dal segretario di zona della Coldiretti, Fabio Livieri: «Quest’anno abbiamo puntato sulla promozione dei prodotti del territorio, questione che sta a cuore a Coldiretti perché fa parte di una politica intrapresa in questo senso già da alcuni anni e che punta a dare un’iniezione di fiducia ai cittadini, che possono utilizzare prodotti nostrani sapendo ciò che mangiano e conoscendo dove e chi lo produce».

(Fonte: Festa dell’Agricoltura di Mirano)