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Fino al 9 giugno, “Primavera del Prosecco 2013”, viaggio sensoriale tra gusto e territorio

Primavera ProseccoLa Primavera del Prosecco Superiore è giunta alla 18^ edizione. Si tratta della rassegna enoturistica veneta che porta ogni anno oltre 180.000 persone a visitare la zona storica di produzione del Conegliano-Valdobbiadene Docg, grazie ad un itinerario di 4 mesi tra 15 Mostre del Vino dove vengono proposte in esposizione e degustazione oltre 400 etichette. Ma la Primavera del Prosecco Superiore non è solo un’esperienza dedicata ad enoturisti, è infatti un viaggio sensoriale nelle terre dell’Alta Marca Trevigiana dove, tra verdi colline vitate e vecchi borghi rurali, si possono riscoprire i sapori della tradizione e vivere fantastiche emozioni artistiche, sportive e naturalistiche.

Novità. La Primavera del Prosecco quest’anno entra nel celebre concorso enologico internazionale promosso dall’associazione nazionale Città del Vino “La Selezione del Sindaco” che quest’anno transiterà nelle città di Castelfranco Veneto (TV) e Asolo (TV) dal 30 maggio al 02 giugno. Grazie alla nuova collaborazione, i vini dell’area storica del Conegliano Valdobbiadene Docg avranno una speciale sezione a loro dedicata. Le etichette protagoniste delle 15 Mostre della rassegna concorreranno, in seguito all’iscrizione, alla conquista delle medaglie d’oro e d’argento e diventeranno così a pieno titolo Vini Campione a livello internazionale.

Grandi week-end a prezzi piccolissimi per i primi 100 prenotati. Per celebrare al meglio il traguardo dei 18 anni di rassegna, la Primavera del Prosecco in collaborazione con il Consorzio di Promozione Turistica Marca Treviso ha creato 10 pacchetti turistici che consentono di vivere un viaggio emozionante a prezzi piccolissimi. È stato realizzato uno speciale pacchetto “Week end Primavera Prosecco” a soli € 28,00 a persona riservato alle prime 100 persone che prenoteranno. Sono inclusi: soggiorno di una notte con sistemazione in camera doppia o matrimoniale con colazione, buono degustazione presso una delle 15 Mostre della rassegna e una bottiglia di vino con una guida turistica in omaggio. Prenotazioni al numero: 0438.970350.

Eventi sportivi. Per le famiglie e gli amanti delle tranquille pedalate all’aria aperta saranno numerose le slow bike tra vigneti e borghi organizzate su prenotazione ogni domenica nell’arco dei 4 mesi di manifestazione. Il 28 aprile a Refrontolo ci sarà la Marcia del Refrontolo Passito, una corsa tra campi e vigneti dedicata sia agli agonisti che agli amanti della natura e dei prodotti tipici da degustare in cantina. Chi invece ama la gastronomia e i prodotti tipici locali non potrà perdere Tarzeggiando,  le passeggiate gastronomiche che si terranno il 7 e 21 aprile nella zona di Tarzo, Sbecotando la passeggiata tra i boschi di castagno e i vigneti che si terrà il 5 maggio a Combai, Rive Vive la passeggiata enologica giunta alla 4^ edizione che si terrà il 26 maggio a Farra di Soligo, Canevando la celebre scampagnata che anche quest’anno porterà un migliaio di visitatori tra le ‘caneve’ e i vigneti della zona di Valdobbiadene il prossimo 30 giugno.

“Scatta…la Primavera del Prosecco”. Giunge alla 3^ edizione il concorso fotografico dedicato alla rassegna. Quest’anno il tema è: “Il Conegliano-Valdobbiadene a Primavera: esperienze, gusti e sensazioni nell’andar per i Colli dell’Alta Marca Trevigiana. Sono due le sezioni nelle quali è possibile competere: 1. Scatta… la mostra della Primavera; 2. Scatta… il Prosecco Superiore. La 1^sezione è dedicata nello specifico alle 15 mostre della Primavera del Prosecco Superiore con l’obiettivo di mettere in risalto i momenti conviviali, le attività culturali, sportive e turistiche proposte. La 2^sezione è più libera e valorizza il tema del vino in tutte le sue forme. Per partecipare è sufficiente iscriversi nella sezione del sito ufficiale.

(Fonte: Primavera del Prosecco)

Agriturismo, Giunta Veneta fa la “revisione” alle norme 2012

Agriturismo LE COLLINE“Abbiamo avviato il necessario ‘tagliando’ alla Legge regionale dell’agosto scorso che disciplina l’agriturismo, l’ittiturismo e il pescaturismo, finalizzato a superare le problematicità operative e le contraddittorietà normative e procedurali riscontrate e segnalate anche dagli imprenditori interessati e dalle loro organizzazioni”. Così l’assessore all’agricoltura Franco Manzato ha annunciato l’approvazione da parte della Giunta veneta di un disegno di legge, messo a punto di concerto con il collega al turismo Marino Finozzi, che corregge le problematiche emerse nei primi mesi di applicazione delle norme attualmente in vigore.

Agriturismo, segmento turistico più dinamico del Veneto. “L’agriturismo è una attività sostanzialmente consolidata – ha ricordato Manzato – che riguarda attualmente oltre 1.250 imprese agricole, circa la metà delle quali svolgono l’attività di ospitalità: una forma di turismo sempre più apprezzata e che registra da anni un consistente aumento dei pernottamenti, segnalandosi come il segmento turistico più dinamico del Veneto. Ma si sono dimostrate sempre più richieste anche le attività di turismo attivo collegate alla pratica della pesca e alla possibilità per i turisti di poter pernottare in barca e vivere esperienze dirette in mare. E’ un modo di fare ospitalità molto gradita, che favorisce una diversificazione e una integrazione del reddito dei pescatori, contribuendo a limitare lo sforzo di pesca”.

Le modifiche apportate. La proposta legislativa della Giunta ridisegna di fatto la legge dello scorso anno, chiarendo meglio procedure e attività, modalità di svolgimento, impegni degli operatori, attività e servizi complementari, le attività di controllo e verifica, la destinazione d’uso, gli aspetti di natura igienico – sanitaria, la perdita dei requisiti; quadro sanzionatorio. “L’auspicio è che Commissione e Consiglio – ha concluso Manzato – possano esaminare e portare in aula al più presto gli aggiornamenti, così da affrontare nel migliore dei modi la ormai prossima stagione turistica”.

Luisa De Marchi alla presidenza di Agriturist Padova

Foto_de_marchiDopo Chiara Sattin, eletta presidente dell’Anga (il settore giovanile di Confagricoltura) nel 2012, e Francesca Salvan, eletta la scorsa settimana alla presidenza della Strada del Vino dei Colli Euganei, anche Agriturist Padova – l’associazione che raccoglie gli agriturismo della provincia aderenti a Confagricoltura – porta una donna ai suoi vertici. Nuova presidente e portavoce dell’associazione è, infatti, Luisa De Marchi, titolare dell’agriturismo La Buona Terra di Cervarese Santa Croce.

La squadra. Dopo 6 anni di mandato, Nunzio Giorio lascia la presidenza tra i ringraziamenti degli agriturismi associati e di tutta Confagricoltura Padova; anni di intensa attività sindacale e di varie iniziative promozionali che hanno fatto della sezione provinciale di Agriturist un punto di riferimento e un modello per l’intera Regione. Luisa De Marchi, eletta all’unanimità, si dice pronta a proseguire sulla proficua strada aperta dal suo predecessore e ad adoperarsi il più possibile per creare una nutrita ed entusiasta “squadra” di operatori pronti a sostenere e promuovere nuove idee e attività per lo sviluppo del settore agrituristico. Accanto a lei, in questo nuovo viaggio, ci sono i consiglieri neo eletti: riconfermati Leonardo Granata, Angela Castiglioni, Lucia Boetto, Pietro Fracanzani e Valeria Furlan a cui si aggiungono Nunzio Giorio, Alessandra Da Porto, Graziano Tonelli, Gelmino Pozzato, Eugenia Veronese e Michela Tasca.

Le prossime mosse. Tante la iniziative di Agriturist già in programma per il 2013, a cominciare dal corso di Social Media Marketing per gli operatori agrituristici, organizzato con la collaborazione di Erapra, che si terrà il prossimo 4 e 11 aprile nella sede di Confagricoltura Padova.  Ma in programma è anche un corso di cucina vegana e per ciliaci che, grazie al contributo della Provincia di Padova, vedrà coinvolte le associazioni agrituristiche del territorio nei prossimi mesi.

(Fonte: Confagricoltura Padova)

25 marzo 2013, fare impresa con l’enoturismo, se ne parla ad Annone Veneto (Ve)

Immagine 1La Strada Vini Doc Lison Pramaggiore, in collaborazione con il Comune di Annone Veneto, l’Associazione Nazionale “Città del Vino” e la BCC Pordenonese, ha organizzato il convegno intitolato “Fare impresa con l’enoturismo. Suggerimenti e modalità per aumentare le visite in cantina e nel territorio”, previsto per il 25 marzo 2013 presso il Centro Civico di Annone (presso Biblioeca, via Postumia 52), con inizio alle 18.30.

Cantine e turismo del vino legati, duplice legame. Il tema è strettamente legato al concetto stesso di Strada del Vino, ossia la promozione del territorio attraverso le sue ricchezze enogastronomiche, con l’intento di creare redditività a tutti gli addetti del comparto agroalimentare e turistico, cantine in primis. In questa ottica saranno presenti autorevoli relatori del settore, in grado di fornire tendenze e strategie di azione alle aziende vitivinicole, e più in generale a tutti i soggetti sensibili alla questione (es. albergatori, ristoratori, enti pubblci e privati legati al turismo, alla promozione, al commercio). Il messaggio di questo incontro ha una doppia lettura: da un lato la cantina, ed il vino, sono un prodotto fondamentale nella promozione turistica del territorio, dall’altro il turismo deve diventare una fonte di reddito sempre più importante per la cantina stessa, come in altre parti d’Italia si è già compreso.

Ingresso libero ma con pre-adesione. Questo vale soprattutto in contesti delicati, come quello attuale, dove luoghi comuni come “fare il vino buono”, avere “l’hotel fronte mare” o “il ristorante pieno il sabato” non bastano più. Oggi, infatti, il turista non cerca più solamente la sabbia dorata o il monumento famoso, ma ha bisogno di emozioni che il panorama, naturalistico, storico, culturale ed enogastronomico del Veneto Orientale può dare, ed è da qui che il convegno vuole prendere spunto.  L’ingresso al convegno è libero e aperto alla cittadinanza, al termine seguirà buffet offerto della Strada Vini.

Programma. Ore 18.30 Indirizzi di saluto: Daniela Savian, sindaco Comune di Annone Veneto, Stefano Collovini, presidente Strada Vini Lison Pramaggiore, Benedetto De Pizzol, coordinatore Regionale Associazione Città del Vino,  Pietro Roman, Presidente BCC Pordenonese. Interventi: Iole Piscolla, giornalista e responsabile tecnico settore turismo Associazione Nazionale Città del Vino “Presentazione Osservatorio Nazionale del Turismo del Vino”;  Claudia Mencacci, direttore generale Associazione Albergatori Montepulciano (SI) ed esperta di enoturismo  “L’innovazione tecnologica nello sviluppo economico dell’impresa turistica ed enogastronomica. L’esperienza di Montepulciano”;  Massimo Andreotti, responsabile vendite CIFO Nord Italia “Presentazione del concorso “Impronte d’eccellenza”;  Enrico De Marco, esperto in incoming turistico e titolare T.O. “Voyager World”  presenta la propria esperienza nella valorizzazione dell’incoming turistico locale; Donatella Toppan, direttore commerciale Bcc Pordenonese, partner della Strada dei Vini “I servizi e i prodotti della BCC  Pordenonese per le aziende vitivinicole”.  Moderatore Giampiero Rorato, giornalista enogastronomico; Ore 20.15  Buffet offerto dalla Strada Vini Lison Pramaggiore. Modalità di partecipazione: adesione via mail all’indirizzo info@stradavini.it o via fax al n.0421-200731, per informazioni chiamare la Segreteria Organizzativa  reperibile al  cell. 393-4831441 .

(Fonte: Consorzio Vini Venezia)

Regione Veneto integra la legge agriturismi su questioni sanitarie e attività complementari

Agriturismo LE COLLINELa Giunta regionale del Veneto sta lavorando alla predisposizione di alcune proposte d’integrazione rispetto alla Legge 28 sulla “Disciplina dell’Agriturismo, Ittiturismo e Pesca Turismo” approvata ad agosto 2012 dal Consiglio Regionale del Veneto. Lo annuncia l’assessore all’agricoltura e alla tutela del consumatore Franco Manzato.

Adeguamento aspetto igienico-sanitario. “Le integrazioni – spiega Manzato che ne è il proponente – si pongono principalmente a salvaguardia delle questioni sanitarie, oltre a garantire maggiori margini operativi degli agriturismi ed ittiturismi”. “Tali integrazioni – aggiunge Manzato – riguarderanno tre questioni che ritengo significative. La prima è l’adeguamento dell’aspetto igienico-sanitario alla normativa europea, che disciplina il modo e le condizioni con le quali deve avvenire la macellazione all’interno degli agriturismi, introducendo maggiori precisazioni e specifici vincoli, rendendo obbligatorio eseguire la macellazione di pollame, logomorfi e piccola selvaggina allevati in azienda, in una apposita sala di macellazione annessa alla stessa.

Attività complementari, posti a sedere e sanzioni. In secondo luogo verranno integrate le attività autorizzate all’interno della struttura agrituristica, specificando la concessione a svolgere parallelamente servizi ricreativi, culturali, didattici, sociali o di pratica sportiva. Infine verrà rimodulato l’impianto sanzionatorio, graduandolo in base al numero dei posti letto, di persone ospitabili in spazi aperti e posti a sedere. Verrà altresì analizzata la possibilità di rivalutare il criterio del numero di posti a sedere attualmente consentiti”. “La finalità di tale adeguamento – conclude Manzato – è quella di dare garanzia agli operatori del sistema di una normativa completa, ma soprattutto conforme alle esigenze di chi desidera svolgere l’attività di agriturismo ed ittiturismo in modo corretto, salubre e a tutela dei visitatori-consumatori”.

(Fonte: Regione Veneto)

Giovedì 10 gennaio 2013, direttivo ARGAV alla Casa del Miele, B&B di Enrico Giorgiutti

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La famiglia Giorgiutti

Possiamo davvero definirlo un “dolce inizio d’anno” quello del direttivo ARGAV, che ha accolto il gentile invito di Enrico Giorgiutti di ritrovarsi, per il primo direttivo dell’anno, nel B&B di sua proprietà, la “Casa del Miele” di Ca’ Noghera (VE). L’incontro è previsto giovedì 10 gennaio 2013, alle ore 18,30, nella sala del Caminetto del B&B.

Un agronomo super-sportivo con la passione per la Natura. Per arrivare al B&B, ubicato in via Pagliaghetta 2/A,  si deve raggiungere l’Aeroporto “Marco Polo” di Venezia e proseguire in direzione Casinò di Venezia – Ca’ Noghera lungo la Strada Statale n. 14 “Triestina” per Trieste – Jesolo. Dopo 1,5 Km (all’altezza del Camping “Alba d’Oro”), si vede il segnale stradale “Bed & Breakfast” e, sulla  destra, la Casa gialla del B&B (per informazioni tel. 041-5416129, 338-8300560). Enrico Giorgiutti è dottore agronomo, grande sportivo (campione italiano di Bob nel 1980 e direttore tecnico della Federazione ciclistica italiana) e guida naturalistico-ambientale della Regione Veneto.

24-25 novembre, ad Arquà Petrarca (PD) la tappa veneta di Girolio d’Italia 2012

Girolio d’Italia 2012, la manifestazione organizzata dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio, fa tappa anche in Veneto, ad Arquà Petrarca il prossimo 25 novembre.  Quella che andrà in scena nel borgo medievale dei Colli Euganei sarà una grande festa dedicata all’olio nuovo appena franto, al paesaggio olivicolo e all’enorme importanza che quest’ultimo riveste nell’agricoltura mediterranea sia dal punto di vista culturale che ambientale e idrogeologico.

Programma. Come di consueto la tappa si aprirà con il saluto delle autorità, l’intonazione dell’inno nazionale suonato dalla Banda Cittadina, l’alzabandiera del doppio vessillo Tricolore e delle Città dell’Olio, la firma da parte dell’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato della pergamena-testimone disegnata da Ro Marcenaro appositamente per la manifestazione con i colori del Mediterraneo, e la cerimonia di consegna dell’alberello di ulivo di cultivar tipica campana – da parte della delegazione che ha ospitato la tappa precedente ovvero Cerreto Sannita – a una scuola del territorio. Alla cerimonia seguranno poi un panel-test sugli oli delle Città dell’Olio venete e la premiazione dei concorsi Olio Novello Città dell’Olio e Miglior Uliveto, mentre nel pomeriggio – dopo un pranzo “olivicolo” a base di prodotti tipici olio novello – si terrà un corso di assaggiatori di olio a cura dell’AIPO o in alternativa una visita con guida della città di Arquà Petrarca.

Olive in mostra. Per tutta la giornata saranno presenti stand espositivi dei produttori olivicoli del Comune di Arquà Petrarca e di tutti gli altri 6 comuni veneti aderenti all’Associazione Nazionale Città dell’Olio, che faranno assaggiare ai visitatori le loro bruschette all’olio oltre che vendere i prodotti tipici del territorio euganeo. Le celebrazioni in onore dell’olio nuovo in Veneto inizieranno comunque già da sabato 24 novembre, con una visita guidata di Arquà Petrarca e al Frantoio del Poeta al mattino e con il convegno “Paesaggio Olivicolo e l’utilizzo dell’Olio nella dieta mediterranea: caratteristiche chimiche, organolettiche e nutrizionali” nel pomeriggio.

Girolio d’Italia 2.0. Quella del 2012 sarà inoltre una edizione all’insegna della tecnologia e dei new media: tutte le tappe saranno seguite da foodblogger e per non perdere nessuno degli eventi collegati al Girolio d’Italia l’Associazione Nazionale Città dell’Olio lancerà l’applicazione per smart-phones che permetterà di scoprire le eccellenze del territorio italiano attraverso olivi secolari, itinerari legati alla rappresentazione dell’olivo e dell’olio nell’arte e nella cultura, ristoranti dell’olio e produttori di eccellenza.

(Fonte: Associazione Nazionale Città dell’Olio)

9-25 novembre 2012, a Scorzé (VE) c’è la 31^ Festa del Radicchio Rosso Igp

Dal 9 al 25 novembre p.v. a Scorzè si tiene la 31^edizione della Festa del Radicchio Rosso Igp, manifestazione che apre ufficialmente la stagione della prelibata verdura, protagonista della tavola veneta. La cittadina a cavallo tra i territori di Venezia e Treviso si prepara ad accogliere i visitatori con un calendario sempre più ricco di appuntamenti, fra cultura e solidarietà, sport e divertimento.

Edizione 2012 dedicata a turismo rurale e cucina vegana. Con più di 200 volontari e oltre 70 mila ospiti, quella di Scorzè è una delle più grandi feste del Veneto dedicate ai prodotti agricoli. Il turismo rurale e la cucina vegana sono i temi principali di questa 31° edizione che saranno al centro di mostre, pubblicazioni, ed eventi gastronomici negli stand pronti ad accogliere i visitatori per far loro degustare le numerose specialità al radicchio. Il programma della kermesse gastronomica è scaricabile dal sito della Pro Loco oppure dalla pagina Facebook della manifestazione.

(Fonte: Pro Loco Scorzè)

Turismo tra contadini e pescatori: Consiglio veneto approva nuova legge. Per quanto riguarda l’agriturismo, secondo le Organizzazioni agricole venete, persa un’occasione

Andare oltre l’agriturismo spaziando dalle colline e dalle montagne al mare e alle lagune del Veneto. Questa l’impostazione di fondo della legge che disciplinerà l’agriturismo, l’ittiturismo e il pescaturismo approvata a larga maggioranza dal Consiglio regionale il 31 luglio 2012.

Le novità più rilevanti. Innanzitutto, l’accorpamento, per la prima volta, della disciplina del turismo “verde” legato alle attività agricole e quelle del turismo “blu” che fa riferimento alle attività di pesca in laguna e in mare. In materia di agriturismo il nuovo testo si prefigge di mettere ordine nella regolamentazione delle tradizionali attività definendo con maggior precisione le caratteristiche e i requisiti di cui devono essere in possesso aziende agricole e loro proprietari per esercitare l’attività agrituristica. Gli imprenditori agricoli, in attività da almeno due anni, per gestire un agriturismo dovranno, a meno che non siano laureati in agraria o in possesso di titolo equipollente, aver superato un apposito corso di formazione professionale e garantire la prevalenza delle attività produttive agricole rispetto a quelle agrituristiche, prevalenza che dovrà essere attestata dal “piano aziendale”. Viene considerata attività di agriturismo anzitutto alloggiare turisti in appositi locali mettendo a disposizione un numero massimo di trenta posti letto e servizi igienico-sanitari (almeno uno per ogni cinque posti letto) o in spazi aperti (in questo caso si parla di agricampeggio).

In fatto di ristorazione. Secondo aspetto dell’attività agrituristica (e fino a pochi anni fa prevalente in Veneto) è quello della ristorazione. A questo proposito la legge stabilisce che i prodotti usati nella cucina dell’agriturismo devono provenire per almeno il 50 % direttamente dalla stessa azienda agricola e per il 25 % in caso di tratti di aziende montane; i cibi acquistati al libero mercato alimentare non possono superare il 15 % e la restante percentuale deve provenire da aziende agricole o imprese artigiane venete o di territori limitrofi ai confini regionali. I posti a tavola non potranno superare il numero di ottanta per gli agriturismi aperti fino a 160 giorni all’anno.

Per quanto riguarda il turismo “blu” questa attività viene considerata in due possibili varianti: l‘ittiturismo, che prevede la possibilità da parte dei pescatori di ospitare turisti per la notte e per i pasti, naturalmente con piatti di pesce legati ai prodotti della loro attività; mentre le attività di pescaturismo sono dedicate a chi vuole sperimentare, anche solo per qualche ora, l’esperienza della pesca in mare a bordo delle imbarcazioni degli operatori professionali dove verranno anche consumati i pasti con prodotti ittici freschissimi provenienti direttamente dalle reti. Analogamente a quanto disposto per il turismo “verde, anche per quello “blu” il testo approvato fissa i requisiti per le aziende che devono dimostrare la prevalenza dell’attività di pesca o di acquacoltura rispetto a quella ittituristica e garantire la sicurezza delle imbarcazioni messe a disposizione degli ospiti. Da segnalare, infine, che la nuova legge inasprisce le sanzioni, pecuniarie e amministrative, per le aziende che risultino inadempienti alle norme in occasione dei controlli affidati alle Province.

Il parere delle Associazioni agricole venete. “Per quanto riguarda la nuova disciplina approvata dal Consiglio regionale, non è un problema tanto di singole norme, affermano all’unisono i presidenti regionali di CIA, Coldiretti, Confagricoltura e COPAGRI, ancora una volta schieratisi compatti su questa materia, quanto di impostazione complessiva della nuova legge sull’agriturismo; una legge che di nuovo ha poco, in quanto è lontana da quell’obiettivo di semplificazione amministrativa posto al centro delle politiche regionali e sintetizzabile nello slogan “poche regole, chiare e fatte osservare”, né si ispira se non in minima parte alla bella legge quadro nazionale. Né è uscito un testo poco coraggioso, che non incide nei problemi vivi della realtà agrituristica e non compie una scelta chiara nel senso della liberalizzazione di questa attività, che, va tenuto ben presente, deve essere connessa e complementare all’azienda agricola, alla quale si è obbligati a dedicare più lavoro che a quella agrituristica. Lo confermano anche le dichiarazioni dei responsabili politici ed istituzionali, più propense ad elogiare il passo compiuto con la disciplina di pescaturismo ed ittiturismo che ad evidenziare i progressi compiuti sul versante dell’agriturismo, di cui, piuttosto, sono indicate come novità prescrizioni già in vigore dal 1997: previo esercizio dell’attività agricola da almeno due anni, corso di formazione per gli operatori, tetto massimo di trenta posti letto nell’ospitalità e di ottanta posti a sedere nella ristorazione con il limite di 160 giornate d’apertura all’anno ecc. Dispiace soprattutto che non sia stato compreso lo spirito con cui le associazioni di categoria avevano proposto di sostituire il limite delle giornate di apertura all’anno nella ristorazione con quello di un tetto massimo di pasti annuo, altrettanto serio del precedente ma in grado di permettere all’imprenditore una maggiore elasticità nella gestione dell’attività in base all’andamento della stagione. Ciò non significa che la nuova legge sia priva di aspetti positivi. Si pensi, nella ristorazione, all’aggiustamento delle percentuali di provenienza del prodotto, in maniera che l’azienda possa farsene garante a pieno titolo; e alla concessione di utili deroghe ai limiti dei posti a sedere, anche se legate ad una sommatoria di eccezioni complicate da gestire e controllare.In ogni caso, una valutazione definitiva potrà essere data solo dopo una lettura attenta del testo normativo e la verifica della sua applicabilità nelle campagne. Sin d’ora, però, concludono i presidenti regionali delle associazioni agricole, l’impressione a caldo è quella di una normativa che cambia poco la situazione attuale, che non dà le risposte attese dagli operatori e perde l’occasione di effettuare quelle indispensabili semplificazioni che sono rinviate ad un prossimo appuntamento legislativo che chissà quando si ripresenterà. Ora particolare attenzione dovrà essere prestata alla fase fondamentale dell’approvazione dei provvedimenti attuativi, che dovranno dettagliare ed integrare le norme di legge”.

L’agriturismo veneto in cifre. Secondo i dati Istat 2010, a livello nazionale le aziende agrituristiche autorizzate risultano essere circa 20.000 e in questo contesto il Veneto si conferma tra i leader del comparto. L’offerta agrituristica regionale, infatti, con 1.305 aziende autorizzate, rappresenta il 6,5% di quella nazionale e si colloca al terzo posto, dopo Toscana (20,4%) e Trentino-AltoAdige (16,7%), dove questa tipologia di offerta turistica è storicamente più radicata. Le province venete dove maggiore è l’offerta agrituristica sono Verona (23,8%), Treviso (22,6%), Vicenza (18,1%), e Padova (13,8%). Invece, riguardo l’estensione della superficie agricola coinvolta, è la provincia di Belluno a primeggiare, con una media di 77 ettari per azienda agrituristica. Nel 2010 è avvenuto il “sorpasso” delle aziende agrituristiche che offrono alloggio rispetto a quelle specializzate nella ristorazione. Infatti, le prime sono risultate 772 unità, per un’offerta complessiva di 10.691 posti letto e 554 piazzale. Mentre per la ristorazione risultano autorizzate 736 aziende, pari a 40.457 posti a sedere. Per il pernottamento il primato va alla provincia scaligera, mentre per la ristorazione le strutture sono perlopiù concentrate nell’area trevigiana e in quella del vicentino. Le attività di alloggio e agricampeggio, in quanto svolgono servizio di pernottamento, sono registrate nell’anagrafe regionale delle imprese turistiche prevista dalla legge regionale n. 33 del 2002 e concorrono a incrementare e a differenziare l’offerta turistica complessiva della Regione. L’ospitalità registrata in agriturismo del Veneto nell’anno 2011 è stata di 179.248 arrivi e 576.762 presenze, con incrementi rispettivamente del 17 per cento e del 15 per cento rispetto l’anno precedente. La permanenza media in azienda è stata di 3,32 giorni mentre a livello nazionale il dato è di 4,9 giorni. Le presenze sono in prevalenza di turisti italiani (il 54%) provenienti in particolare da Lombardia, Veneto e Lazio. Gli stranieri invece sono provenienti in particolare da Germania, Francia, Paesi Bassi e Austria. Se confrontato con il movimento turistico complessivo del Veneto, il numero degli arrivi nelle strutture agrituristiche rappresenta appena l’1,1 % degli arrivi (contro il 2% in Italia), mentre i posti letto negli esercizi agrituristici rispetto al totale della capacità ricettiva regionale (alberghiera ed extra-alberghiera) è poco sotto l’1,6% (è il 10% invece a livello nazionale). Il movimento turistico dell’alloggio e della ristorazione in azienda agricola ha mantenuto forti i legami con la tradizione delle singole località della Regione, contribuendo a far scoprire alle nuove generazioni le tradizioni enogastronomiche e di civiltà contadina e rurale proprie della storia e dell’identità veneta.

Il turismo “blu” in cifre. Nel 2008, il turismo legato alla pesca ha registrato circa 200.000 presenze sulle coste italiane e nei territori delle acque interne, dove è attiva una flotta di circa 14.000 imbarcazioni da pesca con oltre 30.000 persone di equipaggio imbarcate. Rispetto i dati dell’anno precedente la crescita è da considerare lieve (+4 per cento), ma pur sempre significativa, viste le difficoltà create dalla crisi economica generale, le novità di rilievo sul fronte della qualità, come le prime certificazioni ottenute dagli ittiturismi del marchio Isnart “Ospitalità italiana” e infine la crescente attenzione degli operatori del settore ittico ad ampliare l’offerta di ristorazione, con l’apertura di ristoranti gestiti direttamente dalle cooperative di pesca o con l’avvio di forme di collaborazione tra pescatori e stabilimenti balneari.A livello nazionale, il numero di imprese ittiche autorizzate ammonta a circa 1.500. A livello regionale, dove l’attività di pescaturismo è disciplinata dalla legge regionale n. 33 del 2002 in materia di turismo, le autorizzazioni finora ammontano complessivamente a 40 natanti di cui 14 per le acque marittime (dati 2008 e 2009 delle capitanerie di porto di Venezia e Chioggia) e le rimanenti per le acque interne e lagunari. Il progetto di legge si pone l’obiettivo di dare impulso a queste forme di diversificazione del reddito dei pescatori che, nel contempo, costituiscono altresì strumenti di riduzione dello sforzo di pesca e attività di valorizzazione delle risorse ambientali, della cultura e dei sapori della tradizione marinara veneta.

(Fonte: Consiglio Regionale Veneto/Confagricoltura Veneto)

Nell’estate della crisi e delle “vacanze in città”, l’agriturismo tiene. A Ferragosto previste quasi 450 mila presenze in campagna.

Nell’estate della crisi che mette un freno alle vacanze e fa partire solo quattro italiani su dieci, l’agriturismo tiene, soprattutto a Ferragosto. Tra venerdì 10 e giovedì 16 agosto le presenze stimate nelle strutture ricettive in campagna sfiorano le 450 mila unità, tra chi sceglierà di immergersi nel verde per il lungo week-end e chi si recherà in “fattoria” soltanto per il pranzo dell’Assunta. Lo afferma Turismo Verde, l’associazione nazionale agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori.

Estate 2012: località vicine, soggiorni brevi e soluzioni low-cost. Mai come quest’anno il potere d’acquisto sottoterra, la pressione fiscale alle stelle e il caro-benzina stanno tagliando prenotazioni e soprattutto viaggi oltreconfine -spiega Turismo Verde- e chi decide di partire lo fa seguendo tre direttrici chiare: località vicine, soggiorni brevi e soluzioni “low-cost”. Elementi che promuovono la scelta dell’agriturismo, che in controtendenza rispetto all’andamento generale fa segnare una sostanziale tenuta sull’anno scorso. Complici i prezzi rimasti invariati rispetto al 2011, la possibilità dei “last minute” e di “pacchetti” sempre più personalizzati (offerte coppia, offerte famiglia, percorsi benessere) -osserva Turismo Verde-Cia- le previsioni parlano di oltre 1,5 milioni di ospiti fino alla fine di agosto, concentrati soprattutto nella parte centrale del mese, con una durata media del soggiorno di 3 giorni (che diventano 5/6 per le strutture con piscina o con campeggio) e la formula b&b o mezza pensione.

Offerta di servizi sempre più variegata. La necessità di ottimizzare il rapporto qualità-prezzo premia gli agriturismi -continua Turismo Verde-Cia-. C’è il relax della campagna ma non troppo lontano dal centro urbano, la possibilità di soggiornare, risparmiando, vicino alla località di mare o alla città d’arte, c’è il fondamentale aspetto enogastronomico, con una ristorazione attenta alla stagionalità dei prodotti e menù legati al territorio e alle tradizioni locali.  Senza contare che le strutture agrituristiche -continua Turismo Verde-Cia- offrono sempre più servizi: non solo natura ed escursionismo, ma fattorie sportive, birdwatching e aree benessere attrezzate, passeggiate guidate a cavallo o in bicicletta. E poi corsi per preparare impacchi cosmetici naturali per la cura del corpo, corsi di cucina, attività di svago per i bambini con la possibilità di partecipare alla vita agricola dell’azienda.

(Fonte: Confederazione Italiana Agricoltori)