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Turismo tra contadini e pescatori: Consiglio veneto approva nuova legge. Per quanto riguarda l’agriturismo, secondo le Organizzazioni agricole venete, persa un’occasione

Andare oltre l’agriturismo spaziando dalle colline e dalle montagne al mare e alle lagune del Veneto. Questa l’impostazione di fondo della legge che disciplinerà l’agriturismo, l’ittiturismo e il pescaturismo approvata a larga maggioranza dal Consiglio regionale il 31 luglio 2012.

Le novità più rilevanti. Innanzitutto, l’accorpamento, per la prima volta, della disciplina del turismo “verde” legato alle attività agricole e quelle del turismo “blu” che fa riferimento alle attività di pesca in laguna e in mare. In materia di agriturismo il nuovo testo si prefigge di mettere ordine nella regolamentazione delle tradizionali attività definendo con maggior precisione le caratteristiche e i requisiti di cui devono essere in possesso aziende agricole e loro proprietari per esercitare l’attività agrituristica. Gli imprenditori agricoli, in attività da almeno due anni, per gestire un agriturismo dovranno, a meno che non siano laureati in agraria o in possesso di titolo equipollente, aver superato un apposito corso di formazione professionale e garantire la prevalenza delle attività produttive agricole rispetto a quelle agrituristiche, prevalenza che dovrà essere attestata dal “piano aziendale”. Viene considerata attività di agriturismo anzitutto alloggiare turisti in appositi locali mettendo a disposizione un numero massimo di trenta posti letto e servizi igienico-sanitari (almeno uno per ogni cinque posti letto) o in spazi aperti (in questo caso si parla di agricampeggio).

In fatto di ristorazione. Secondo aspetto dell’attività agrituristica (e fino a pochi anni fa prevalente in Veneto) è quello della ristorazione. A questo proposito la legge stabilisce che i prodotti usati nella cucina dell’agriturismo devono provenire per almeno il 50 % direttamente dalla stessa azienda agricola e per il 25 % in caso di tratti di aziende montane; i cibi acquistati al libero mercato alimentare non possono superare il 15 % e la restante percentuale deve provenire da aziende agricole o imprese artigiane venete o di territori limitrofi ai confini regionali. I posti a tavola non potranno superare il numero di ottanta per gli agriturismi aperti fino a 160 giorni all’anno.

Per quanto riguarda il turismo “blu” questa attività viene considerata in due possibili varianti: l‘ittiturismo, che prevede la possibilità da parte dei pescatori di ospitare turisti per la notte e per i pasti, naturalmente con piatti di pesce legati ai prodotti della loro attività; mentre le attività di pescaturismo sono dedicate a chi vuole sperimentare, anche solo per qualche ora, l’esperienza della pesca in mare a bordo delle imbarcazioni degli operatori professionali dove verranno anche consumati i pasti con prodotti ittici freschissimi provenienti direttamente dalle reti. Analogamente a quanto disposto per il turismo “verde, anche per quello “blu” il testo approvato fissa i requisiti per le aziende che devono dimostrare la prevalenza dell’attività di pesca o di acquacoltura rispetto a quella ittituristica e garantire la sicurezza delle imbarcazioni messe a disposizione degli ospiti. Da segnalare, infine, che la nuova legge inasprisce le sanzioni, pecuniarie e amministrative, per le aziende che risultino inadempienti alle norme in occasione dei controlli affidati alle Province.

Il parere delle Associazioni agricole venete. “Per quanto riguarda la nuova disciplina approvata dal Consiglio regionale, non è un problema tanto di singole norme, affermano all’unisono i presidenti regionali di CIA, Coldiretti, Confagricoltura e COPAGRI, ancora una volta schieratisi compatti su questa materia, quanto di impostazione complessiva della nuova legge sull’agriturismo; una legge che di nuovo ha poco, in quanto è lontana da quell’obiettivo di semplificazione amministrativa posto al centro delle politiche regionali e sintetizzabile nello slogan “poche regole, chiare e fatte osservare”, né si ispira se non in minima parte alla bella legge quadro nazionale. Né è uscito un testo poco coraggioso, che non incide nei problemi vivi della realtà agrituristica e non compie una scelta chiara nel senso della liberalizzazione di questa attività, che, va tenuto ben presente, deve essere connessa e complementare all’azienda agricola, alla quale si è obbligati a dedicare più lavoro che a quella agrituristica. Lo confermano anche le dichiarazioni dei responsabili politici ed istituzionali, più propense ad elogiare il passo compiuto con la disciplina di pescaturismo ed ittiturismo che ad evidenziare i progressi compiuti sul versante dell’agriturismo, di cui, piuttosto, sono indicate come novità prescrizioni già in vigore dal 1997: previo esercizio dell’attività agricola da almeno due anni, corso di formazione per gli operatori, tetto massimo di trenta posti letto nell’ospitalità e di ottanta posti a sedere nella ristorazione con il limite di 160 giornate d’apertura all’anno ecc. Dispiace soprattutto che non sia stato compreso lo spirito con cui le associazioni di categoria avevano proposto di sostituire il limite delle giornate di apertura all’anno nella ristorazione con quello di un tetto massimo di pasti annuo, altrettanto serio del precedente ma in grado di permettere all’imprenditore una maggiore elasticità nella gestione dell’attività in base all’andamento della stagione. Ciò non significa che la nuova legge sia priva di aspetti positivi. Si pensi, nella ristorazione, all’aggiustamento delle percentuali di provenienza del prodotto, in maniera che l’azienda possa farsene garante a pieno titolo; e alla concessione di utili deroghe ai limiti dei posti a sedere, anche se legate ad una sommatoria di eccezioni complicate da gestire e controllare.In ogni caso, una valutazione definitiva potrà essere data solo dopo una lettura attenta del testo normativo e la verifica della sua applicabilità nelle campagne. Sin d’ora, però, concludono i presidenti regionali delle associazioni agricole, l’impressione a caldo è quella di una normativa che cambia poco la situazione attuale, che non dà le risposte attese dagli operatori e perde l’occasione di effettuare quelle indispensabili semplificazioni che sono rinviate ad un prossimo appuntamento legislativo che chissà quando si ripresenterà. Ora particolare attenzione dovrà essere prestata alla fase fondamentale dell’approvazione dei provvedimenti attuativi, che dovranno dettagliare ed integrare le norme di legge”.

L’agriturismo veneto in cifre. Secondo i dati Istat 2010, a livello nazionale le aziende agrituristiche autorizzate risultano essere circa 20.000 e in questo contesto il Veneto si conferma tra i leader del comparto. L’offerta agrituristica regionale, infatti, con 1.305 aziende autorizzate, rappresenta il 6,5% di quella nazionale e si colloca al terzo posto, dopo Toscana (20,4%) e Trentino-AltoAdige (16,7%), dove questa tipologia di offerta turistica è storicamente più radicata. Le province venete dove maggiore è l’offerta agrituristica sono Verona (23,8%), Treviso (22,6%), Vicenza (18,1%), e Padova (13,8%). Invece, riguardo l’estensione della superficie agricola coinvolta, è la provincia di Belluno a primeggiare, con una media di 77 ettari per azienda agrituristica. Nel 2010 è avvenuto il “sorpasso” delle aziende agrituristiche che offrono alloggio rispetto a quelle specializzate nella ristorazione. Infatti, le prime sono risultate 772 unità, per un’offerta complessiva di 10.691 posti letto e 554 piazzale. Mentre per la ristorazione risultano autorizzate 736 aziende, pari a 40.457 posti a sedere. Per il pernottamento il primato va alla provincia scaligera, mentre per la ristorazione le strutture sono perlopiù concentrate nell’area trevigiana e in quella del vicentino. Le attività di alloggio e agricampeggio, in quanto svolgono servizio di pernottamento, sono registrate nell’anagrafe regionale delle imprese turistiche prevista dalla legge regionale n. 33 del 2002 e concorrono a incrementare e a differenziare l’offerta turistica complessiva della Regione. L’ospitalità registrata in agriturismo del Veneto nell’anno 2011 è stata di 179.248 arrivi e 576.762 presenze, con incrementi rispettivamente del 17 per cento e del 15 per cento rispetto l’anno precedente. La permanenza media in azienda è stata di 3,32 giorni mentre a livello nazionale il dato è di 4,9 giorni. Le presenze sono in prevalenza di turisti italiani (il 54%) provenienti in particolare da Lombardia, Veneto e Lazio. Gli stranieri invece sono provenienti in particolare da Germania, Francia, Paesi Bassi e Austria. Se confrontato con il movimento turistico complessivo del Veneto, il numero degli arrivi nelle strutture agrituristiche rappresenta appena l’1,1 % degli arrivi (contro il 2% in Italia), mentre i posti letto negli esercizi agrituristici rispetto al totale della capacità ricettiva regionale (alberghiera ed extra-alberghiera) è poco sotto l’1,6% (è il 10% invece a livello nazionale). Il movimento turistico dell’alloggio e della ristorazione in azienda agricola ha mantenuto forti i legami con la tradizione delle singole località della Regione, contribuendo a far scoprire alle nuove generazioni le tradizioni enogastronomiche e di civiltà contadina e rurale proprie della storia e dell’identità veneta.

Il turismo “blu” in cifre. Nel 2008, il turismo legato alla pesca ha registrato circa 200.000 presenze sulle coste italiane e nei territori delle acque interne, dove è attiva una flotta di circa 14.000 imbarcazioni da pesca con oltre 30.000 persone di equipaggio imbarcate. Rispetto i dati dell’anno precedente la crescita è da considerare lieve (+4 per cento), ma pur sempre significativa, viste le difficoltà create dalla crisi economica generale, le novità di rilievo sul fronte della qualità, come le prime certificazioni ottenute dagli ittiturismi del marchio Isnart “Ospitalità italiana” e infine la crescente attenzione degli operatori del settore ittico ad ampliare l’offerta di ristorazione, con l’apertura di ristoranti gestiti direttamente dalle cooperative di pesca o con l’avvio di forme di collaborazione tra pescatori e stabilimenti balneari.A livello nazionale, il numero di imprese ittiche autorizzate ammonta a circa 1.500. A livello regionale, dove l’attività di pescaturismo è disciplinata dalla legge regionale n. 33 del 2002 in materia di turismo, le autorizzazioni finora ammontano complessivamente a 40 natanti di cui 14 per le acque marittime (dati 2008 e 2009 delle capitanerie di porto di Venezia e Chioggia) e le rimanenti per le acque interne e lagunari. Il progetto di legge si pone l’obiettivo di dare impulso a queste forme di diversificazione del reddito dei pescatori che, nel contempo, costituiscono altresì strumenti di riduzione dello sforzo di pesca e attività di valorizzazione delle risorse ambientali, della cultura e dei sapori della tradizione marinara veneta.

(Fonte: Consiglio Regionale Veneto/Confagricoltura Veneto)

Nell’estate della crisi e delle “vacanze in città”, l’agriturismo tiene. A Ferragosto previste quasi 450 mila presenze in campagna.

Nell’estate della crisi che mette un freno alle vacanze e fa partire solo quattro italiani su dieci, l’agriturismo tiene, soprattutto a Ferragosto. Tra venerdì 10 e giovedì 16 agosto le presenze stimate nelle strutture ricettive in campagna sfiorano le 450 mila unità, tra chi sceglierà di immergersi nel verde per il lungo week-end e chi si recherà in “fattoria” soltanto per il pranzo dell’Assunta. Lo afferma Turismo Verde, l’associazione nazionale agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori.

Estate 2012: località vicine, soggiorni brevi e soluzioni low-cost. Mai come quest’anno il potere d’acquisto sottoterra, la pressione fiscale alle stelle e il caro-benzina stanno tagliando prenotazioni e soprattutto viaggi oltreconfine -spiega Turismo Verde- e chi decide di partire lo fa seguendo tre direttrici chiare: località vicine, soggiorni brevi e soluzioni “low-cost”. Elementi che promuovono la scelta dell’agriturismo, che in controtendenza rispetto all’andamento generale fa segnare una sostanziale tenuta sull’anno scorso. Complici i prezzi rimasti invariati rispetto al 2011, la possibilità dei “last minute” e di “pacchetti” sempre più personalizzati (offerte coppia, offerte famiglia, percorsi benessere) -osserva Turismo Verde-Cia- le previsioni parlano di oltre 1,5 milioni di ospiti fino alla fine di agosto, concentrati soprattutto nella parte centrale del mese, con una durata media del soggiorno di 3 giorni (che diventano 5/6 per le strutture con piscina o con campeggio) e la formula b&b o mezza pensione.

Offerta di servizi sempre più variegata. La necessità di ottimizzare il rapporto qualità-prezzo premia gli agriturismi -continua Turismo Verde-Cia-. C’è il relax della campagna ma non troppo lontano dal centro urbano, la possibilità di soggiornare, risparmiando, vicino alla località di mare o alla città d’arte, c’è il fondamentale aspetto enogastronomico, con una ristorazione attenta alla stagionalità dei prodotti e menù legati al territorio e alle tradizioni locali.  Senza contare che le strutture agrituristiche -continua Turismo Verde-Cia- offrono sempre più servizi: non solo natura ed escursionismo, ma fattorie sportive, birdwatching e aree benessere attrezzate, passeggiate guidate a cavallo o in bicicletta. E poi corsi per preparare impacchi cosmetici naturali per la cura del corpo, corsi di cucina, attività di svago per i bambini con la possibilità di partecipare alla vita agricola dell’azienda.

(Fonte: Confederazione Italiana Agricoltori)

11 agosto 2012, sulla Cima Paganella con “La Notte del TrentoDOC” si fa “festa con la testa”

Il prossimo 11 agosto il Rifugio la Roda sulla Cima Paganella (TN) ospiterà la prima edizione de “La Notte del TrentoDOC”, un evento enogastronomico in tipico stile trentino per festeggiare le celebri bollicine di montagna e le giovani cantine del TrentoDOC.

Festa con la testa. L’evento, organizzato da un gruppo di giovani dinamici produttori (Dorigati, Balter, Revì, Moser, Zeni, Pedrotti, Monfort e Zanotelli) con la collaborazione del Consorzio Skipass Paganella Dolomiti, di Danger Zone Andalo e promossa dall’Apt Dolomiti Paganella, ha l’obiettivo di avvicinare i giovani alla vita di montagna, alla degustazione dei tipici prodotti della terra trentina e alla cultura del buon bere facendo “festa con la testa”.

Rifugio La Roda

Programma. Si partirà alle 17.30 con un aperitivo a base di una selezione di TrentoDOC presentati dagli stessi produttori in abbinamento a prodotti tipici e a gustose specialità trentine, in attesa del tramonto in Cima Paganella che, grazie allo splendido panorama che si gode dal Rifugio La Roda (2.125 m), offre uno degli spettacoli più belli e coinvolgenti delle Dolomiti. La serata proseguirà poi tra calici di TrentoDOC e musica per arrivare alle ore 21.00 ad animarsi con il gruppo Activity Danger Zone, che darà un tocco di adrenalina alla serata con una spettacolare fiaccolata in downhill, prima di scendere a valle per una breve passeggiata e giungere alla cabinovia di Andalo.

(Fonte: Apt Dolomiti Paganella)

Progetto “Slow Tourism” in Polesine, firmata convenzione tra Gal Delta Po e comuni di Rovigo, Pontecchio e Guarda

E’ stata firmata nei giorni scorsi, presso il comune di Rovigo, la convenzione tra il Gal Polesine Delta Po e i comuni di Rovigo, Pontecchio Polesine e Guarda Veneta, per la valorizzazione degli itinerari ciclabili in provincia di Rovigo, nell’ambito del progetto Slow Tourism del programma di cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013 .

Firma convenzioni Gal Delta Po e comuni di Rovigo, Pontecchio e Guarda

I lavori inizieranno ad agosto e le amministrazioni comunali coinvolte si impegnano a titolo gratuito alla manutenzione ordinaria degli accessori, delle dotazioni, degli arredi istallati e dei punti slow posizionati lungo le due piste ciclabili oggetto del modulo pilota realizzato dal Gal. “E’ un progetto tangibile, ha detto Francesco Peratello, presidente del Gal delta Po, che andrà a valorizzare ulteriormente il nostro territorio: il progetto è interamente finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali e prevede la strutturazione dell’offerta slow per il cicloturismo attraverso l’arredo e l’attrezzatura di due percorsi ciclabili, già esistenti, di raccordo tra l’area urbana (Rovigo) e le vie d’acqua limitrofe (lungo la Sinistra Po). L’obiettivo è quello di rendere maggiormente fruibili i percorsi ciclabili attrezzando spazi per la sosta e creando punti di informazione slow utilizzando materiali di arredo ecocompatibili. Questo progetto ha visto la sinergia di amministrazioni e Gal che hanno lavorato bene assieme e in un periodo di crisi economica come questo è importante poter sfruttare appieno queste possibilità che ci vengono proposte con i fondi, come in questo caso, interamente coperti”.

Vantaggi per i cicloturisti. Rovigo (presente il sindaco Bruno Piva e l’assessore Nello Piscopo), assieme ai comuni di Pontecchio Polesine e Guarda Veneta (rappresentati dal sindaco Lorenzo Nicoli e dal vicesindaco di Guarda Michele Lovisari), è interessato dal passaggio dei due percorsi ciclabili precisamente da Rovigo a Sant’Apollinare, lungo il canale Adigetto e dal Canalbianco alla Sinistra Po, attraversando i Comuni di Pontecchio Polesine e Guarda Veneta. “Nella realizzazione del modulo pilota il Gal, ha detto Stefano Fracasso, direttore del Gal, provvederà ad acquistare attrezzature, dotazioni ed arredi che verranno istallati lungo i tratti dei due percorsi ciclabili appena specificati: rastrelliere per biciclette, cassette porta attrezzi per il “Self bike repair”, sistema di ‘bike sharing’, bacheche turistico-informative (Slow point) e distributori automatici con gettoniera di materiale informativo saranno a disposizione dei ciclo escursionisti, nonché dagli stessi residenti delle zone di passaggio degli itinerari slow”.  “E’ stato un lavoro concordato, ha detto Nello Piscopo, che ora trova attuazione; inoltre, come Comune, integreremo la nostra ciclabile di competenza con l’installazione di alcune fontanelle”. Soddisfatti anche i comuni di Pontecchio e Guarda che implementeranno con alcune opere di abbellimento la pista ciclabile che da Pontecchio porta a Guarda.

(Fonte: Gal Delta Po)

In Trentino, estate all’insegna di “Vivere il Parco 2012”

Continuano le iniziative di valorizzazione degli storici Parchi delle Terme di Levico e Roncegno, che nel corso dell’estate ospiteranno “Vivere il Parco”. L’attività programmata dal Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale della Provincia autonoma di Trento è rivolta ad un pubblico eterogeneo: i residenti ed i numerosi turisti presenti in Valsugana sono invitati a trascorrere momenti di svago a diretto contatto con la natura, cimentandosi in attività didattiche, ludiche e di intrattenimento.

Un ricco ventaglio di iniziative per bambini ed adulti. Laboratori artistico-creativi, corsi su tematiche naturalistiche, visite guidate al Parco di Levico con cenni alle sue origini (ogni lunedì di luglio e agosto, escluso il 13 agosto, ad ore 16.30) e l’appuntamento giornaliero con la ginnastica dolce e lo stretching ad ore 9.00. I laboratori rivolti agli adulti prevedono quattro appuntamenti: martedì 17 e mercoledì 18 luglio “Le Maschere africane”. Fibre naturali, rami, foglie, cortecce, gusci sono gli elementi utilizzati per creare i tratti del volto che caratterizzano una maschera. Venerdì 27 e sabato 28 luglio “Aromaterapia: gli oli essenziali per la cura ed il benessere di mente e corpo”, seminario sull’uso degli oli essenziali con suggerimenti di impiego e ricette per il loro utilizzo in cosmesi, in cucina, in casa e per trattare e prevenire alcuni squilibri della salute. Lunedì 6 e martedì 7 agosto è la volta del floral designer Oscar Aciar che propone un laboratorio di “Composizioni floreali barocca e contemporanea”. Oscar Aciar si definisce un “artigiano del fiore”, è presente in trasmissioni televisive su Real Time e su Sky. Progetta con creatività e realizza con arte, armonia ed equilibrio, composizioni, addobbi e decorazioni floreali. Si conclude sabato 18 e domenica 19 agosto con “La farmacia di Madre Terra”, breve corso di fitoterapia. Descrizione delle principali piante officinali selvatiche del nostro territorio.

A bambini e ragazzi sono rivolti laboratori didattici con momenti di creazione ed esplorazione, seguiti da esperti educatori, con l’intento di stimolare la loro sensibilità nel rispetto dell’ambiente e la loro fantasia nell’uso delle cose più semplici che la natura ci regala ogni giorno (19 luglio Straniumani, 26 luglio Equi-Librarsi, 2 agosto Paesaggio, 9 agosto Di-vento, 23 agosto W La bici… La bici viva, ritrovo presso il gazebo del parco ad ore 15.30). Nel corso dell’estate si dà ampio spazio all’itinerario musicale “Parco di Note”. I concerti, frequentati da artisti provenienti da Italia, Spagna e Irlanda, sono pensati per portare i suoni del mondo fra gli alberi ed i fiori del parco, dove la musica viene proposta in piena sintonia con l’ambiente naturale circostante. Gli appuntamenti musicali hanno luogo presso l’installazione “Sequoia”, all’entrata principale del parco o presso il Grande Faggio.

Novità della nona edizione di Vivere il Parco sarà Cinema in Musica, programmato per mercoledì 11 luglio ore 21.00. Si propone la visione de “Il Pianeta Azzurro” di Franco Piavoli. Il film segue il ciclo delle stagioni nel paesaggio di campagna, dal risveglio della vita dopo le gelate invernali alle fioriture della primavera, il calore estivo nel lavoro dei campi e il crepuscolo dell’autunno. L’uomo si confronta con la natura nel susseguirsi delle stagioni e nei momenti essenziali della sua esistenza: l’infanzia, l’amore, il cibo, il lavoro, il dolore. Le scene del film saranno musicate dal vivo e sarà presente Silvano Agosti, produttore del film.

Partecipazione agli appuntamenti gratuita, gradita l’iscrizione ai laboratori. Venerdì 20 luglio, 3 e 17 agosto a partire dalle ore 16.30 si organizza una passeggiata botanica, a richiesta anche a ritmo di nordic walking, scoprendo e conoscendo le differenti specie arboree che popolano il parco. Il 28 e 29 luglio il parco ospiterà la Festa delle Erbe Officinali. Il ricco programma prevede un mercatino riservato ai coltivatori di prodotti naturali legati al mondo delle erbe officinali e delle coltivazioni minori, un’escursione accompagnati dall’erborista per visitare le coltivazioni di erbe e l’essiccatoio del gruppo “Erbe officinali della Valsugana”, la cena al chiaro di luna a base di cereali e erbe officinali, laboratori a tema rivolti a bambini ed adulti. Per informazioni ed iscrizioni: Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale Provincia autonoma di Trento, tel. 0461 706824 (Parco di Levico), 0461 496123 (segreteria) www.naturambiente.provincia.tn.it, email: parco.levico@provincia.tn.it. A.p.T. Valsugana, tel. 0461 727700 – 800-018925 www.valsugana.info email: info@valsugana.info

(Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale della Provincia autonoma di Trento)

Turismo Verde-CIA “adotta” la IV Commissione della Regione Veneto in agriturismo

“Adottare” per  un’intera settimana lavorativa un consigliere regionale in agriturismo, in visita dal lunedì mattina al venerdì sera, per far toccare con mano le molteplici attività di queste speciali aziende agricole. E’ l’invito che Turismo Verde Veneto, l’associazione degli agriturismi della Confederazione italiana agricoltori, ha rivolto ai membri della IV Commissione regionale, la commissione agricoltura, non per trascorrere una vacanza, ma per avere la possibilità di conoscere da vicino, in cinque giorni di “full immersion”,  le caratteristiche di un’azienda agrituristica.

Un trevigiano alla guida dell’associazione. La singolare iniziativa è stata proposta durante l’assemblea regionale, che si è svolta martedì 12 giugno scorso, alla quale hanno partecipato anche il presidente del Consiglio regionale del Veneto Clodovaldo Ruffato, il responsabile della Direzione agro ambiente della Regione Veneto, Riccardo De Gobbi e della Direzione promozione turistica, Renato Francescon. Durante l’assemblea è anche stato eletto il nuovo presidente di Turismo Verde Veneto, il trevigiano Aldo Cucchiarato.

Uno “stage” per imparare a capire scosa serve agli operatori del settore. L’obiettivo dell’originale invito è quello di far chiarezza su cosa significa fare agricoltura in agriturismo. La proposta è una sorta di “stage” di studio, per mostrare sul campo cosa serve agli operatori del settore in Veneto  –  con quasi 1300 agriturismi, terza regione dopo Toscana e Trentino –  in attesa di una svolta all’attuale legge regionale 9/97. Gli addetti ai lavori chiedono una nuova normativa in materia, più moderna e adeguata: “In agriturismo facciamo agricoltura – spiega il neo presidente di Turismo Verde Veneto Aldo Cucchiarato – Portiamo in tavola quello che produciamo. Siamo disposti ad aprire le porte e mostrare la nostra attività, sotto il segno della trasparenza”. Insieme a Cia anche le altre organizzazioni agricole del Veneto sono pronte a riaprire la partita della nuova legge regionale del settore. “L’agriturismo è un’attività integrativa dell’azienda agricola – spiega il presidente di Cia Veneto Daniele Toniolo –  Per questo ci aspettiamo una legge moderna e adeguata alla multifunzionalità del settore. Chiediamo di contare non più i posti, bensì il limite di 12 mila pasti, da distribuire nell’arco del periodo di apertura”.

Le strutture “adottanti”. Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri chiedono di incontrare il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato, i capigruppo consiliari e la IV Commissione agricoltura per rivedere il progetto di legge sull’esercizio delle attività agrituristiche, alla luce delle osservazioni poste dagli addetti ai lavori. Ecco l’elenco degli agriturismi di Turismo Verde, in diverse province del Veneto che si sono resi disponibili ad aprire le porte e “adottare”  un consigliere: “Ai Porteghi” Casale sul Sile (TV), “El Dosson” Treviso, “Casa Rosa” Verona, “Santa Lucia” Valeggio sul Mincio (VR), “Villa Corona” Vicenza, “Ca’ D’oro” Sarego (VI), “Frassine” Este (PD.

(Fonte: Turismo Verde Veneto)

Terranostra Coldiretti presenta l’eco vacanza con un click

Un’eco vacanza con un click direttamente dallo smartphone. E’ l’ultima novità di Coldiretti per promuovere gli agriturismi con la “A” maiuscola. D’ora in poi, se si cercano quelli di Terranostra Campagna Amica, basta un gesto sul telefonino per prenotare una cena, un week end oppure una vacanza.

Risultati positivi per l’agriturismo. Coldiretti Veneto informa dell’operatività della funzione App che, scaricata su apposito apparecchio dal sito http://www.terranostra.it/app, permette di avere sul palmo della mano luoghi, immagini, costi, offerte per gustare regione per regione il meglio dell’enogastronomia.  Il digitale fa bene al turismo in particolare a quello integrato con l’agricoltura che registra l’11 per cento in più degli arrivi e oltre l’8 per cento delle presenze annotate negli alloggi, dimostrando percentuali raddoppiate rispetto alla media.

Come riconoscere un vero agriturismo. A confortare il “vero agriturismo”arrivano anche i dati divulgati dalla Guardia di Finanza in merito ai recenti controlli condotti durante il ponte del primo maggio su scontrini, registri, dipendenti e strutture non autorizzate.  Da quanto emerge dai numeri si evidenzia che le irregolarità riscontrate in centri benessere, realtà ricettive commerciali e agriturismi veneti sono molto al di sotto della media nazionale.  Nell’elogiare il lavoro delle forze dell’ordine contro gli operatori con pochi scrupoli, meglio chiarire subito come riconoscere un vero agriturismo – spiega Diego Scaramuzza presidente regionale di Terranostra -. “Piccoli accorgimenti – aggiunge Scaramuzza – che esaltano il nostro lavoro e tutelano i consumatori dagli imbrogli. Per la scelta “doc” – raccomanda Scaramuzza – è opportuno verificare il possesso dell’autorizzazione comunale o dei relativi permessi per l’esercizio dell’attività agrituristica (documentazione esposta nei locali) ed è preferibile scegliere gli agriturismi in cui il lavoro agricolo è visibile e dove l’accoglienza sia di tipo cordiale e curata direttamente dall’imprenditore agricolo o dalla sua famiglia.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Il socio ARGAV Emanuele Cenghiaro pubblica una guida ai Santuari padovani con itinerari turistico-enogastronomici

Diciotto santuari, da quelli noti in tutto il mondo, come la basilica di Sant’Antonio e il convento cappuccino di San Leopoldo Mandić, alle linde chiesette mariane nel cuore di campagne ancora incontaminate: è questo il prezioso patrimonio di tradizioni, storie, opere d’arte ed espressioni devozionali padovane raccolto nel volume “Santuari padovani”,  curato ed edito dal socio ARGAV Emanuele Cenghiaro insieme a Piero Cioffredi.

Nella pubblicazione (Tracciati Editore, collana I Santuari, euro 19),  si possono trovare accurate e agili descrizioni integrate da insoliti suggerimenti a carattere turistico-enogastronomico, suddivisi in sei itinerari che invitano a scoprire, partendo dai centri della fede, i loro dintorni, luoghi altrettanto ricchi di soprese anche per gli stessi padovani. La guida è in distribuzione da marzo 2012 e la presentazione ufficiale avverrà alla basilica di S. Antonio sabato 28 aprile p.v.

Ad Emanuele Cenghiaro vanno le congratulazioni dei soci e del direttivo ARGAV.

Sabato 24 settembre 2011, nel padovano il geografo e socio ARGAV Pietro Casetta fa scoprire un millennio di storia attraverso un solo fiume

La Specola (Padova)

Perché il Ponte del Bassanello ha tre arcate corte e una lunga? Dove si trova la “cittadella” di Padova? Cos’erano veramente la Specola e la Torre del Boia? Queste sono solo alcune delle molte domande cui risponderà il nuovo itinerario messo a punto dall’Associazione La Torlonga con la collaborazione delle sue guide Alessandra Sibilia e Alessandro Pasquali e del geografo Pietro Casetta, socio ARGAV.

A bordo della Padovanella, Pietro Casetta illustrerà le tracce e l’evoluzione dai tempi del Comune padovano ai giorni nostri del panorama idraulico che dal Bassanello porta alla Specola. Giunti al Castello di Padova Alessandra Sibilia e Alessandro Pasquali condurranno il pubblico all’interno della Specola, attraverso un percorso che permette di scoprire stanze normalmente non visitabili quali la sala da pranzo della famiglia da Carrara, decorata con immagini di mense apparecchiate con tessuti dell’epoca, e la veduta, dall’alto, del Castello.

La visita proseguirà all’interno dell’Oratorio di San Michele, affrescato da Jacopo da Verona con scene tratte dalla vita della Vergine, dove si osserveranno interessanti rappresentazioni di vita quotidiana nonché i ritratti di Francesco il Vecchio da Carrara e del figlio Francesco Novello e di alcuni membri della corte la cui identità è tuttora avvolta dal mistero. Concluderà Pietro Casetta illustrando i pochi ma ben visibili resti della “cittadella” e della porta che conduce all’interno di essa, e le tracce evidenti del suo perimetro originale.

Max 45 persone, necessaria prenotazione. Il giro in barca a bordo della Padovanella si effettuerà sabato 24 settembre 2011 con partenza alle ore 15:00 dal molo del Ponte del Bassanello (dietro gli ex distributori di benzina), visite alla Specola, all’Oratorio di San Michele, alla “cittadella” di Padova, e ritorno al Bassanello entro le ore 18:30. Il costo dell’escursione è di 20 euro a persona, inclusi i biglietti di ingresso all’Oratorio di San Michele e alla Specola. Saranno ammesse al massimo 45 persone. Il percorso è sconsigliato alle persone con problemi di deambulazione. Per prenotazioni e informazioni: CTS, Via del Portello 2 a Padova (tel. 049 807 09 72).

(fonte Associazione La Torlonga)

16-20 settembre 2011: festa del riso a Grumolo delle Abbadesse

Tradizioni antichissime e una notorieta’ che negli ultimi decenni l’ha portato a diventare uno dei ”re” della cucina veneta. Si tratta del riso di Grumolo delle Abbadesse, che si coltiva dal Cinquecento, nell’area di produzione denominata ‘‘Antico territorio delle Abbadesse”, a una quindicina di chilometri da Vicenza, tra i fiumi Bacchiglione e Brenta e piu’ precisamente tra gli affluenti Tesina e Ceresone.

8.700 q di riso prodotti ogni anno da una dozzina di aziende. Il riso, introdotto dalle monache dell’abbazia benedettina di San Pietro di Vicenza, si coltiva dal Cinquecento: proprio alle religiose si deve la bonifica dei terreni, il disboscamento e il prosciugamento delle paludi e degli acquitrini, oltre all’irrigazione con la costruzione di canali. Una buona parte di questi corsi d’acqua sono tuttora utilizzati attualmente da una dozzina di aziende specializzate che in un’area, ridotta con il tempo a 200 ettari, garantisce una produzione annua di 8.700 quintali di riso, che viene proposto in due varieta’, il vialone nano e il carnaroli. Di antiche tradizioni anche la Festa del riso, tipica sagra paesana in calendario quest’anno a Grumolo delle Abbadesse da venerdi’ 16 a martedi’ 20 settembre 2011.

Il segreto del risotto della badessa. La manifestazione prevede la mostra mercato, uno stand gastronomico, ma anche attivita’ ludico-culturali come mostre, eventi musicali e luna-park. Sotto il profilo culinario sarà proposto il risotto della badessa, la cui ricetta e’ assolutamente segreta. In tanti cercano di copiarla, ma la ricetta antica, spiegata nei dettagli su volumi storici, viene proposta in maniera originale solo alla Festa del Riso”.

(fonte Ansa)