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A Jesolo (VE), arriva il “Sea life” con tunnel oceanico

Pesce chirurgo

E’ iniziato il conto alla rovescia per l’apertura a Jesolo del nuovo Sea Life, annunciato come uno dei piu’ grandi acquari del mondo. La struttura, che verra’ inaugurata nella seconda meta’ di aprile 2011, sara’ un’attrazione di richiamo internazionale. Il mega parco marino sara’ dotato di trenta grandi vasche con 5.000 esemplari appartenenti ad oltre cento specie acquatiche di tutti i mari del mondo: dai cavallucci alle stelle marine, dalle meduse, dalle razze giganti agli squali.

In queste settimane e’ stato installato il tunnel oceanico, che rappresentera’ uno dei luoghi di maggiore impatto visivo all’interno del parco marino. Il tunnel in vetro, lungo una decina di metri e pesante 1.840 kg, consentira’ di arrivare visivamente a stretto contatto con pesci e specie animali di ogni tipo. La vasca, che racchiude i tesori dell‘Oceano Indiano, ricostruisce un paradiso incontaminato caratterizzato da sculture balinesi, coralli e centinaia di pesci tropicali di grandi e piccole dimensioni. All’interno, si potra’ ammirare la riproduzione di un tempio sommerso, realmente esistente, situato lungo le coste della Baia di Pemuteran in Indonesia. Elemento di spicco, il tipico portale ”Candi Bentar”, che rappresenta, nell’architettura balinese, la montagna cosmica divisa in due dalle forze positive e negative dell’universo. Tra le diverse creature marine che popoleranno la vasca, lo ‘‘squalo zebra” e il grande ”squalo pinna nera del Reef’‘, la razza gigante, fino ad arrivare ai piu’ piccoli e socievoli ”pesci chirurghi gialli’‘ o ai coloratissimi ”labridi verdi e blu”.

(fonte Ansa.it)

Il presidente del Gal Adige nel consiglio nazionale Agriturist. Tra le prossime iniziative dell’associazione, le “stelle” per gli agriturismi.

Alberto Faccioli, presidente Gal Adige

Alberto Faccioli, presidente del Gal Adige, è entrato a far parte del consiglio nazionale di Agriturist, l’associazione di Confagricoltura che coordina e assiste gli agriturismi. È la prima volta che un polesano entra nel consiglio nazionale dell’associazione, con sede a Roma, formato dal presidente, la napoletana Vittoria Brancaccio, da cinque vice presidenti e da nove consiglieri. La carica durerà per tre anni. Faccioli, presidente provinciale di Agriturist, cinquantadue anni, risiede a Bagnolo di Po, dove conduce assieme alla moglie Monica, l’azienda agricola e agrituristica “Valgrande”.

In Polesine, il settore agrituristico e il campeggio sono gli unici che hanno tenuto. A dirlo sono i dati dell’osservatorio statistico sul turismo forniti dalla Provincia, che analizza i movimento clienti nelle strutture ricettive della provincia di Rovigo. E a proposito di dati, Alberto Faccioli, fa notare un incremento delle aziende agrituristiche associate ad Agriturist che da 9 del 2000 sono passate a 27 nel 2010, confermando che Rovigo è la provincia, a livello veneto, con la più alta percentuale di iscritti.

Qual è la parola d’ordine del nuovo mandato nazionale di Agriturist? “La classificazione, dice il neoconsigliere Faccioli, e, come le ‘stelle’ per gli alberghi, anche le imprese agrituristiche potranno finalmente contare su un sistema di classificazione trasparente ed omogeneo a livello nazionale, in grado di fornire al turista le informazioni necessarie sulla qualità del servizio reso da ciascuna azienda. Tutto ciò che ruota attorno all’agriturismo, è un settore di vitale importanza per l’economia delle aree rurali; l’agriturismo ricopre un ruolo strategico dal momento che sa coniugare la possibilità di trovare prodotti di qualità direttamente nel territorio con la cultura e l’ambiente in cui sono realizzati”.

Per definire il punteggio da attribuire a ciascuna struttura, non conterà solo il comfort, come accade oggi per le strutture alberghiere, ma saranno presi in considerazione soprattutto gli aspetti relativi alla tipicità dell’offerta, al paesaggio, alla possibilità di partecipare ai lavori dell’azienda e alla professionalità dell’operatore. “Chi sceglie gli agriturismi per le proprie vacanze, dice Faccioli, è desideroso di capire di più dell’alimentazione e del gusto dei cibi, vuol rendersi conto di come nascono i prodotti tipici. Chi offre agriturismo è generalmente in grado di dare a queste curiosità le giuste risposte perchè è egli stesso consapevole protagonista di una agricoltura che punta sulla qualità e di una accoglienza che del prodotto tipico si fa orgogliosa testimone”.

(fonte Gal Adige)

Giornate formative Argav: 2 e 3 dicembre 2010 visita in Trentino-Alto Adige

foto Museo Civico di Rovereto (TN)

Destinazione Trentino-Alto Adige per la prossima uscita formativa destinata ai soci Argav, prevista il 2 e il 3 dicembre p.v. Di seguito l’interessante programma (per seguirlo in entrambe le giornate, si consiglia il pernottamento in uno dei B&B indicati), le conferme di partecipazione sono da inviare entro le ore 14,00 del 30 novembre 2010, mail argav@fastwebnet.it –  cel 3396184508. Per il programma, max 20 partecipanti.

Programma 2 dicembre 2010. Museo civico di Rovereto (TN) e menù degustazione olio: ore 14.30 ritrovo uscita autostrada Rovereto Sud; ore 15.00 Museo Civico di Rovereto, visita guidata al museo, incontro biodiversità: interverrà il direttore del Museo e verranno presentati i progetti di tutela della biodiversità in Trentino che fanno a capo al Museo e alla
Fondazione Edmund Mach (ex Iasma); ore 18.30 conclusione visita; ore 19.30 cena presso ristorante Bosco dei Pini Neri (Trambileno) con menu degustazione olio (5 portate abbinate a 5 oli della nostra Penisola, 25 euro a persona, interverrà il responsabile della ditta Toniolli olio per presentare le varie portate; pernottamento presso B&B (a scelta, Casa Bettini – 0464/422907 – 347/1051839, 1 camera con due posti – 35 euro a persona – 2) Diele – 342/0307744 – 2 stanze matrimoniali – 60 euro per due persone, 40 uso singola; 3) Relais Mozart – 339/1772173  – 3 stanze doppie – 90 euro per due persone – 60 uso
singola); 4) Villa Dordi – 389/9819695  – 1 stanza doppia – senza colazione 60 euro a camera; 5) A due passi – 347/8846416  – 35 euro a persona.

Programma 3 dicembre 2010. Melinda e Trentingrana. Ore 9:00 ritrovo presso casello autostrada San Michele-Mezzocorona; ore 9:45 arrivo presso Mondo Melinda per visita guidata: azienda, impianto di cernita, confezionamento, magazzino; ore 13:00 pranzo presso ristorante pizzeria Alla Diga, 20 euro a persona; ore 14:30 visita Trentingrana: struttura produttiva, incontro con il direttore; ore 17:30 degustazione formaggi Trentini, saluti e rientro.

Domenica 14 novembre torna San Martino in Cantina

Sono più di trenta le cantine venete socie che hanno deciso di prendere parte all’edizione 2010 di San Martino in Cantina previsto per domenica 14 novembre 2010, uno dei grandi eventi organizzati dal Movimento Turismo del Vino Veneto in collaborazione con il Movimento nazionale. Una giornata di festa nella quale si celebra la fine della vendemmia e dove i vini novelli ma anche i grandi vini invecchiati, accompagnati come sempre da prodotti tipici e di stagione, sono i principali protagonisti.

Tanti, variegati e sempre all’insegna Veneto Style i programmi proposti dalle cantine socie del Movimento Turismo del Vino Veneto.Ecco le cantine aderenti: VICENTINI AGOSTINO Az. Agr. (Colognola ai Colli – VR), TOFFOLI Soc. Agr. s.s. (Refrontolo – TV), VILLA SANDI (Crocetta del Montello – TV), DAL BELLO Az. Agr. (Fonte – TV), DAL BIANCO MARCO – CASA CORNOER Az. Agr. (Codogné – TV), CANTINE PALADIN – BOSCO DEL MERLO (Annone Veneto – VE), BALESTRI VALDA (Soave – VR), CASA VINICOLA ZONIN SPA (Gambellara – VI), LA FRASSINA (Marango di Caorle – VE), IL PIANZIO Fam. Selmin (Galzignano Terme – PD), MIONETTO SPA (Valdobbiadene – TV), CARPENE’ MALVOLTI SPA (Conegliano – TV), ASTORIA VINI (Susegana – TV), TENUTE TOMASELLA (Mansuè – TV), CA’ RUGATE (Montecchia di Crosara – VR), AZIENDA FACCHIN (Vo’ Euganeo – PD), TESSÈRE (Noventa di Piave – VE), RECHSTEINER (Piavon di Oderzo – TV), BISOL (S. Stefano di Valdobbiadene – TV), LAVARINI Soc. Agr. (Arbizzano – VR), SALVAN – VIGNE DEL PIGOZZO (Due Carrare – PD), SANTA SOFIA CANTINE STORICHE dal 1811 (S.Pietro in Cariano – VR), FRATELLI VOGADORI (Negrar – VR), CASE BIANCHE (Susegana – TV), CASA VITIVINICOLA TINAZZI SRL (Lazise – VR), RONCOLATO ANTONIO Az. Agr. BED&BREAKFAST “LA TREBBIANELLA” (Soave – VR), MALIBRAN (Susegana – TV), GRAZIANO PRÀ Az. Agr. (Monteforte d’Alpone – VR), MASSIMAGO 1883 (Mezzane di Sotto – VR), TENUTA LA CÁ (Bardolino – VR), MONTE TONDO (Soave – VR).

(fonte Movimento Turismo del Vino Veneto)

Giornalisti Argav in Cansiglio, ospiti di Veneto Agricoltura

I soci Argav in visita alla foresta demaniale reg.le del Cansiglio gestita da Veneto Agricoltura (foto Mirka Cameran Schweiger)

(di Umberto Tiozzo, socio Argav) Il 2011 sarà l’anno delle foreste, così Veneto Agricoltura ha inserito, tra le novità dei percorsi didattici per le scuole della Regione, anche la foresta del Cansiglio. E una “scolaresca” abbastanza singolare, costituita da una delegazione di giornalisti dell’Argav, è stata qui ospitata in anteprima lo scorso 11 ottobre, accolta dall’Amministratore unico, Paolo Pizzolato, e dal Capo ufficio stampa, Mimmo Vita, promotore e organizzatore dell’iniziativa.

La Dr.ssa Paola Berto "fa lezione" ai soci Argav. Alla sua sx, Paolo Pizzolato, Amm.me Unico Veneto Agricoltura (foto Umberto Tiozzo)

Un bosco pubblico da sempre. Dei circa 4.500 ettari di foresta del Cansiglio, la cosa più interessante è la fustaia di faggio, che la rende unica in Italia e che, all’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia, le è valso l’appellativo di “Gran Bosco da remi di San Marco”. Un bosco che è stato sempre pubblico – ha spiegato Paola Berto nella “lezione” introduttiva tenuta presso gli uffici di Veneto Agricoltura situati proprio al centro della piana – sin dall’epoca dell’imperatore Berengario I, ben prima dell’anno mille. Oltre al faggio ci sono abete rosso, abete bianco (pur se in quantità ridotta), e qualche acero, che in mezzo all’ocra scuro dei faggi si riesce ad apprezzare bene in questo periodo in cui si tinge di oro. Dalla foresta gestita in maniera sostenibile certificata è nato il progetto “Assi del Cansiglio” per la produzione di pavimenti in legno, una vera novità nel comparto forestale, che valorizza tutto il territorio.

Effetto visibile dellinvesione termica conifere verdi in basso e latifoglie bruno ocra piu in alto (foto Umberto Tiozzo)

Cansiglio (Canséi, in dialetto locale) non è solo foresta, ma anche agricoltura di montagna. Ci sono cinque aziende a conduzione familiare con indirizzo zootecnico, il cui latte (anche biologico) viene lavorato nella latteria di Tambre, i cui prodotti si fregiano dell’appellativo “Cansiglio”, e in quella di Fregona (latte alta qualità). L’attività turistica riveste nel luogo una certa importanza solo nei fine settimana: con l’autostrada si arriva velocemente ai piedi della foresta, quindi in una mezz’oretta si sale nell’altopiano. La forte pressione del sabato e domenica, con pochissima gente infra-settimana, non crea condizioni economiche favorevoli per uno sviluppo significativo dell’offerta turistica. I ristoranti sono numerosi, ma c’è carenza di strutture ricettive; inoltre la stagionalità è breve, con inverni estremamente rigidi ma senza neve ed estati piovose. Si registrano precipitazioni intorno ai 1800 mm/anno, concentrate in piogge intense: il Cansiglio è il primo contrafforte alpino che incontrano le correnti d’aria umida provenienti dalla pianura. Il microclima dell’altopiano è particolare, la forma a catino impedisce il movimento dell’aria, per cui quella fredda, che è più pesante, si deposita sul fondo, generando il fenomeno dell’inversione termica. Un fenomeno che ben si apprezza nella stagione autunnale, quando le latifoglie virano dal verde all’ocra evidenziando la loro presenza nella parte più alta del catino che sale verso i 1.400 metri, mentre i margini della piana a quota mille si mantengono verdi per le conifere.

"lama" dove ristagna l'acqua piovana (foto Umberto Tiozzo)

La morfologia dell’altopiano è tipicamente carsica, per cui qui non ci sono corsi d’acqua, che percola nel terreno permeabile e va ad alimentare le falde della pianura. L’unica acqua presente da quando qui ha iniziato ad insediarsi l’uomo è quella delle “lame”, piccoli avvallamenti detti doline che si formano, appunto, per il carsismo e si riempiono poi di sostanze argillo-limose, che, impermeabilizzandone il fondo, permettono il ristagno dell’acqua piovana. Questi sistemi umidi sono estremamente importanti per l’abbeveraggio del bestiame e perché spesso costituiscono l’unico rifornimento idrico per la fauna selvatica.

Faggeto del Cansiglio (foto Umberto Tiozzo)

Cansiglio, terra di Cimbri. Ritrovamenti archeologici testimoniano che l’uomo preistorico ha visitato il Cansiglio, successivamente (12mila anni fa) oggetto di frequentazioni stagionali da parte di cacciatori seminomadi provenienti dalla vicina pianura. L’uomo ha iniziato a fermarsi più stabilmente quando qui sono arrivati per lavorare il legname i Cimbri, popolazione di abili taglialegna provenienti dall’altopiano di Asiago, di origine bavarese. (Cimbro è italianizzazione dal dialetto medievale bavaro-tirolese “zimberer”: boscaiolo, carpentiere e ancor oggi, in tedesco carpentiere si dice “zimmerer”, n.d.r.). Il loro primo insediamento è stato a Vallorch, con una famiglia Azzalini nel 1796. Gli insediamenti erano di minime dimensioni, costituiti dalla casa e dalla “hutta”, piccolo fabbricato dove veniva lavorato il legno, con il quale d’inverno si costruivano scatole e setacci che venivano venduti per sopravvivere. Inizialmente si fermavano solo stagione estiva, poi, alla decadenza di Venezia che non permetteva il soggiorno stanziale, i Cimbri iniziarono ad essere un po’ più stabili, anche se si racconta che fino alla fine del 1800 le donne andassero ancora a partorire a Roana (oggi circa 120 km per la via più breve, 25-30 ore di cammino, percorribili ragionevolmente in 3-4 giorni). Oggi i Cimbri del Cansiglio, riuniti in associazione, hanno ricostruito alcuni dei villaggi e mantengono viva la memoria delle tradizioni conservando ancora il loro dialetto, riconosciuto come minoranza linguistica.

Sul sentiero forestale in mezzo ai faggi (foto Umberto Tiozzo)

Ogni anno si ricavano 5-6mila metri cubi di faggio e 4mila di abete rosso. Terminata la “lezione in aula”, dopo una veloce visita alla retrostante “Casema Bianchin”, base missilistica Nato ormai dismessa, che Veneto Agricoltura intende riqualificare per scopi dimostrativo-didattici, tutti in jeep su, lungo una stradina forestale, per una escursione in mezzo alla fustaia di faggio. Le aree a faggeta sono costituite da piante tutte più o meno della stessa età. Il ciclo vitale dura 160 anni, che inizia dalla germinazione spontanea del seme, quindi si interviene col taglio ogni 15 anni, fino ai 140, togliendo le piante più brutte e sofferenti, lasciando quelle più grosse e più belle, che devono arrivare verso il 160esimo anno d’età. Gli alberi vengono tagliati in modo tale che il vento passi tra loro modellandoli ben dritti (fronti di correnti forti piegherebbero, rovinandoli, i fusti). Partendo da 3000 piante ettaro si arriva a 50, di un’altezza attorno ai 30 metri. Dalle chioma espanse cade giù tutt’intorno il seme, che origina la “rinnovazione”: alcune piante si lasciano ed altre si levano e ricomincia il ciclo. I tagli di piante in giovane età danno legna da ardere, successivamente si ottiene legna da opera (imballaggi, tavolame per pavimenti, le già ricordate “Assi del Cansiglio”).

Vivaio Pian del Spin (foto Umberto Tiozzo)

Faggi: tutti simili ma sempre diversi. Dopo la gradita e gustosa pausa pranzo al rifugio Col Indes, raggiunto percorrendo la strada che lambisce la riserva orientata Pian di Landro-Baldassarre, la giornata è proseguita con la visita al vivaio Pian dei Spin. Il vivaio è diretto da Roberto Fiorentin, il quale ha spiegato ai giornalisti che qui si producono piante per la rinaturalizzazione e la ricomposizione ambientale e specie adatte agli ambienti montani, partendo da seme raccolto direttamente nei boschi e in aree ecologicamente omogenee. Sono circa 150 le specie legnose, tra alberi ed arbusti, che qui si producono e recentemente l’attività si è ampliata alle specie erbacee (fiori, erbe) che hanno più problemi di sopravvivenza; spesso, infatti, le specie più rare albergano tra quelle erbacee. L’attività vivaistica di Veneto agricoltura si propone di contemplare tutta la biodiversità geografica che c’è nella nostra Regione. Si parte perciò da piante che vivono nelle dune del litorale per arrivare a quelle che vanno oltre il limite della vegetazione arborea. L’obiettivo è mettere a disposizione degli utenti alberi e arbusti con la garanzia della diversità genetica degli ecotipi locali, cioè provenienti da specie legnose autoctone. Un esempio: alberi di faggio se ne trovano anche in Danimarca e non si riesce a distinguerli visivamente dai nostri, ma il loro corredo genetico è stato diversificato dai millenni di selezione genetica che c’è stata per l’adattamento ai diversi ambienti naturali. Se dicessimo che un faggio vale l’altro non si tutelerebbe l’aspetto genetico: una parte della biodiversità è proprio quella che non si vede, cioè quella scritta nel codice genetico selezionato dalla natura, e che fa la differenza.

Conifera al 3° anno di vita (foto Umberto Tiozzo)

Una talea, per radicare, deve avere piedi al caldo e testa al fresco. Dopo questa presentazione generale, il gruppo è stato guidato tra i diversi appezzamenti dal responsabile Massimo Cason, il quale ha spiegato che in questo vivaio di quota (Pian dei Spin è situato a 1.077 metri sul livello del mare) vengono sviluppate la filiera delle conifere, quella delle latifoglie e quella della propagazione vegetativa. Le conifere necessitano di almeno 1-2 anni di semenzaio prima del trapianto, dato che i primi stadi della plantula sono molto lenti. Ad esempio, per l’abete bianco ci vogliono tre anni in semenzaio per avere una piantina trapiantabile e poi almeno altri due in contenitore per ottenere una pianta di altezza idonea e un buon apparato radicale nel pane di terra. Le latifoglie, invece, vengono seminate direttamente in contenitore perché nel giro di 1-2 anni sviluppano bene apparato radicale e parte epigea. La moltiplicazione vegetativa si effettua in serra, ponendo le talee nei “letti caldi” cioè su bancali con base riscaldata e irrigazione nebulizzata. Gli addetti ai lavori dicono: “una talea, per radicare, deve avere piedi al caldo e testa al fresco”. Le foglie, cioè, non devono disidratarsi, mentre, perché si sviluppino gli ormoni che servono per la formazione delle radici, il substrato che ospita la talea deve essere tenuto a determinate temperature (18-25°).

I cervi in Cansiglio (foto Mirka Cameran Schweiger)

Il bramito dei cervi in amore. Ultima tappa, quando il sole già scivolava dietro le montagne, al giardino botanico alpino “G. Lorenzoni” dove, in un solo ettaro e mezzo, si trova il compendio della vegetazione presente in Cansiglio. Gli ambienti, realisticamente e sapientemente riprodotti, sono quelli della foresta, degli arbusteti, dei prati, dei pascoli, dei macereti, delle vallette rivali, delle rupi, degli ambienti umidi (lame e torbiere). Giornata finita? Macché! Rientrando oramai all’imbrunire dalla fugace visita al villaggio Cimbro, mentre ci si accingeva a risalire in auto per rientrare, ecco lo spettacolo unico e insperato: numerosi branchi di cervi scesi sui prati ai margini del bosco, il maschio circondato dalle sue femmine, quasi incuranti della presenza umana. E allora fuori di nuovo le macchine fotografiche e via con gli scatti. Infine, finalmente davvero tutti in partenza, accompagnati dal bramito dei cervi in amore.

30-31 ottobre 2010: microvacanze nella campagna veneta anti Halloween

Tornano anche quest’anno le microvacanze stregate promosse da Coldiretti Veneto in collaborazione con l’agenzia viaggi di Roma “Un’altra cosa travel“. I mini pacchetti turistici del fine settimana attivati in sinergia tra aziende agricole, ristoranti, agriturismi, locande sono inseriti nel calendario del “Festival dei misteri” rassegna di eventi culturali della Regione Veneto.
Antidoto ad Halloween. Nella versione “Belle da far paura” le microvacanze di Coldiretti offrono occasioni di avventura, attività sportive facendo respirare agli ospiti atmosfere magiche e momenti di brivido grazie ai segreti della campagna custoditi da insospettabili guide di campagna, ovvero gli imprenditori agricoli. Ecco allora servito l’antidoto ad Halloween con le offerte articolate proprio nel week end dal 30 al 31 ottobre prossimo: l’amministrazione comunale di Saccolongo (Pd) trattiene grandi e piccini nel tempio funerario del Cavaliere Crivelli per raccontare le gesta eroiche del condottiero fedele alla Serenissima, a Torcello (Ve) la storia degli innamorati del Ponte del Diavolo davanti al focolare di Paolo Andrich unico contadino dell’isola, in Valbrenta (Vi) la discesa notturna in battello con Ivan Pontarollo campione di canoa e agricoltore a caccia di “anguane” e creature fantastiche del fiume, a Collalto (Tv) tra i vigneti di “CasaCoste” la comparsa del fantasma della serva Bianca murata viva per amore in cerca del suo vino preferito, a Torreglia (Pd) la crudele Ivalda del castello di Monselice cenerà a chilometro zero nell’Antica Trattoria “Da Ballotta” dove i commensali dovranno stare molto attenti a spade e lame, nella tenuta del Dominio di Bagnoli (Pd) durante la festa del vin Friularo le statue all’imbrunire cominciano a parlare, a Valdobbiadene (Tv) all’Osteria “La Terrazza” va in scena l’aperitivo da urlo con vista mozzafiato e sinistri briganti. Semplici leggende, storie, aneddoti tramandati dalle generazioni che ora tornano alla ribalta come vere e proprie opportunità di svago.
(fonte Coldiretti Veneto) 

Nel sistema museale rodigino entra il “Polesine in miniatura”

 

Polesine in miniatura (foto Coldiretti Rovigo)

 

«Il Polesine in miniatura entrerà a pieno titolo nel Sistema museale provinciale, perché da noi il museo non è soltanto quello tradizionale chiuso tra quattro pareti, ma un museo diffuso che corrisponde alle bellezze del nostro territorio». E’ l’annuncio dato dall’assessore provinciale al Turismo, Laura Negri, intervenuta nei giorni scorsi all’inaugurazione del “Polesine in miniatura”, a Gaiba (RO), all’interno della fattoria didattica Fondo Madonnina aderente a Coldiretti. «Nutriamo grandi speranze per questa struttura – ha concluso – che sintetizza le peculiarità della nostra terra che ha al centro l’acqua e la gestione dell’acqua , e pensiamo che potrà diventare quel tassello fondamentale per valorizzare tutto il nostro territorio».

Polesine in miniatura: la scheda. E’ una riproduzione in scala 1:1000 (un metro uguale ad un chilometro) della provincia di Rovigo (il Polesine), lungo km 168. La ricostruzione, pertanto è lunga mt. 150 e larga mt 25, per una superficie di oltre 3700 metri quadri. I diversi livelli altimetrici sul medio mare sono riprodotti in scala 1:10 (un metro uguale dieci metri) per cui il dislivello di circa 20 metri che esiste passando dall’Alto al Basso Polesine, nel parco corrisponde a due metri. Il Polesine in miniatura è realizzato all’interno delle aree verdi dell’azienda agricola Fondo Madonnina, che comprendono tre ettari di terreno tra parco-giardino, recinti degli animali, orto botanico, uno stagno con flora e fauna locale ed, ora, anche questo nuovo parco tematico.  Il Polesine in miniatura ricrea perfettamente la geografia e le caratteristiche geomorfologiche, strutturali ed orografiche del territorio, in particolare l’idrogeologia con la riproduzione dei maggiori corsi d’acqua: i due più grandi fiumi d’Italia, il Po e l’Adige, che lambiscono il Polesine rispettivamente a sud e a nord, ed il Canalbianco che lo attraversa orizzontalmente. Nel dettaglio, il corso del Po si divide a ricreare il suo famoso Delta, di cui sono riprodotte le valli e le lagune, e scorre fino al mare Adriatico, anche questo ricostruito per la parte litoranea. Tutti i corsi d’acqua sono reali con una movimentazione d’acqua di 100.000 litri/ora. L’invaso del mare Adriatico contiene 1.200.000 litri d’acqua. L’impianto è alimentato dall’acqua di falda, che viene pompata da un pozzo e scorre nei fiumi e nel mare, da cui viene riciclata e clorizzata. I 50 Comuni polesani sono indicati con insegne. Il progetto prevede il futuro inserimento della planimetria di ciascun comune capoluogo e di riproduzioni in scala dei principali monumenti e siti di interesse.

 

taglio del nastro con autorità polesane di Polesine in miniatura (foto Coldiretti Rovigo)

 

Le aziende agricole e la multifunzionalità. «Potremo vedere il Polesine da un’altra prospettiva, come fossimo dei giganti dall’alto – ha commentato Raffaele Peretto, studioso di storia e cultura polesane – Una terra nata dall’acqua che è come un acquerello trasparente che galleggia sul mare. Terra di bonifiche, il territorio più giovane d’Italia che merita di essere raccontato e lasciato parlare». «Il Polesine è delicato dal punto di vista della sicurezza idraulica – ha spiegato Lino Tosini, presidente della fondazione Ca’ Vendramin – e conoscerlo significa prepararsi meglio ad affrontare eventuali emergenze». Un plauso a Stefania Rasi, titolare del Fondo Madonnina, e alla sua famiglia è arrivato dalla presidente della provincia Tiziana Virgili che ha detto: «Stefania ed il marito Luca sono passati dalle parole ai fatti, sono un esempio di concretezza». Si è unito il sindaco di Gaiba, Roberto Berveglieri, ringraziando l’imprenditrice Rasi per «quello che sta facendo per l’economia del paese». «Un’azienda che ha sviluppato il massimo della multifunzionalità – ha aggiunto il presidente provinciale di Coldiretti, Valentino Bosco – per un’agricoltura che non è solo produrre, ma anche decidere di investire per trasmettere conoscenza, cultura e tradizioni. Questa è un’impresa che non ha chiesto niente, ma anzi offre opportunità». Un appello alla preservazione del territorio contro le speculazioni è venuto dal consigliere regionale Cristiano Corazzari che ha dichiarato: «Abbiamo la fortuna di un territorio ancora integro dove l’agricoltura è un settore trainante, dobbiamo saperlo tutelare perché è la nostra ricchezza».

(fonte Coldiretti Rovigo)

9-10 ottobre 2010: la Valle di Non si prepara per Pomaria 2010, festa del raccolto delle mele

foto Pomaria

Nel cuore del Trentino, in Valle di Non, nel weekend del 9-10 ottobre 2010, va in scena la sesta edizione di Pomaria, la festa del raccolto delle mele della valle. La manifestazione è arricchita da momenti musicali e folcloristici, oltre che da degustazioni di prodotti tipici e vini locali.

L’edizione 2010 si prospetta una delle più belle di sempre. Nelle viuzze e nella piazza del borgo rinascimentale di Casez, oltre alla mostra di mele “antiche” e “moderne”, isole espositive rigorosamente con prodotti chilometri “0-20” (formaggi, vino Groppello della Val di Non, conserve dolci e salate, farine, sidro, piccole realtà artigianali), laboratori per imparare a trasformare la frutta in marmellata, torte, succhi, sidro; degustazioni di Slow Food per avventurosi percorsi attraverso il gusto, laboratori artigianali. E i “maestri raccoglitori” che, in un campo lasciato a disposizione dei visitatori, insegneranno loro i segreti della raccolta, aiutandoli a scegliere direttamente dalla pianta le mele che poi potranno portarsi a casa. Tra le novità del 2010 “Pom’Arte” concorso di arte estemporanea dedicato alla mela.

(fonte discoveryalps.it)

2-3 ottobre 2010: a Malcesine (VR) sul lago di Garda si tiene “Ciottolando con Gusto”

Il lago di Garda mette in mostra le sue bellezze paesaggistiche ma anche la cucina locale. A Malcesine (Verona), il 2 e 3 ottobre, andrà in scena ”Ciottolando con Gusto”, evento organizzato dall’Associazione Sensora e dall’Istituzione Malcesine Piu’ in collaborazione del Consorzio ”Lago di Garda è”’.

L’edizione 2010 mette al centro l’ambiente naturale. La manifestazione intende far scoprire la bonta’ e l’originalita’ della cucina locale, in uno scenario di profumi e colori tipici del periodo di inizio autunno. L’appuntamento non sara’ solo un’occasione per riscoprire i sapori della zona, ma consentira’ agli appassionati di conoscere due elementi tipici: l’acqua del lago di Garda e le pendici del Monte Baldo. Dopo il salato, il piccante e il dolce, che hanno caratterizzato le edizioni precedenti, quest’anno ”Ciottolando con Gusto” rimette al centro l’ambiente naturale che caratterizza la localita’ gardesana e che da’ origine a specialita’ golose, che saranno accompagnate alla pasta, in omaggio alla tradizione mediterranea. In un vero e proprio tour alla scoperta dei piatti e dei vini della zona, dalle 12 alle 22 nelle due giornate, appassionati e turisti potranno avventurarsi nella caccia ai sapori, dando vita a un percorso personalizzato di degustazioni a scelta tra offerte culinarie studiate appositamente per l’evento da ventidue tra ristoranti, pizzerie ed enoteche. Si potra’ partire dall’aperitivo o dal dolce, stravolgendo cosi’ la normale impostazione del menu’. Sono complessivamente dodici le tappe previste in questo itinerario del gusto che trasformera’ Malcesine in un ristorante ”on the road” e che vede coinvolta anche la locale Associazione Albergatori, che propone pacchetti per il week-end.

Possibilità di visitare anche uno dei porti di pescatori più belli del lago. Grazie ad un servizio di bus navetta gratuito, i visitatori potranno, inoltre, ”ciottolare” nella splendida frazione di Cassone, dove si trova uno dei porti di pescatori piu’ belli del lago. Qui si potra’ visitare il Museo del Lago, unico del suo genere, che ospita una ricca selezione di esemplari della flora e fauna lacustre.

fonte Ansa)

Santa Maria di Sala (VE): dal 2 al 3 ottobre 2010 oltre 350 formaggi in mostra a Caseus Veneti

Nella bella cornice di Villa Farsetti a Santa Maria di Sala /VE), dal 2 al 3 ottobre torna, per il sesto anno consecutivo, l’appuntamento alla scoperta dell’eccellenza dei formaggi del Veneto. Anche per il 2010 la Regione del Veneto propone Caseus Veneti, due-giorni di mostra, concorso, degustazioni e tante occasioni per scoprire una tradizione casearia senza confronti: oltre 350 formaggi in gara su 30 categorie, valutati da esperti assaggiatori coordinati da Veneto Agricoltura.

Freschi stagionati, erborinati: il mondo dei formaggi è fatto di prodotti che non mancano mai sulla nostra tavola ma anche di vere rarità, sapori antichi affidati a mani esperte, custodi di saperi quasi perduti. La manifestazione realizzata dall’A.Pro.La.V. (Ass. Produttori Latte del Veneto) vuole offrire un viaggio insolito all’interno di questo universo. Il pubblico può visitare la mostra, degustare i formaggi in gara, scegliere di pranzare o cenare con un menu a base di formaggi abbinati a vini DOC o birra artigianale. Chi vuole approfondire potrà farlo iscrivendosi ai tanti educational, o semplicemente godersi gli ultimi scorci d’estate passando il pomeriggio in relax nel meraviglioso giardino della settecentesca villa Farsetti, dove tra l’orto botanico, cedraie, serre, boschetti e labirinti sono allestiti spettacoli di cabaret e spazi per i bambini. Senza dimenticare il Caseus Veneti Shop, per portare a casa i nuovi formaggi appena scoperti. Ingresso gratuito.

(fonte Regione Veneto)