• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

4 e 5 luglio 2020, una due giorni all’ecomuseo Mulino Pizzon a Fratta Polesine (RO) per “macinare” tradizione e cultura veneta

Il collega e socio Argav Efrem Tassinato, nostro anfitrione al circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco, ci informa della bella iniziativa organizzata sabato 4 e domenica 5 luglio dal‘EcoMuseo Mulino al Pizzon (via Pizzon 915) di Fratta Polesine (RO), che vedrà partecipe, tra gli altri, Alberto Ferrari, segretario nazionale dell’associazione ambientalista Movimento Azzurro, che abbiamo incontrato in occasione dei nostri incontri conviviali in Saccisica. Si tratta di due giornate dedicatate a far scoprire a famiglie e visitatori il Polesine, terra dei grandi fiumi nonché il territorio e le sue tradizioni. La manifestazione si tiene in spazi chiusi e negli ampi spazi aperti del complesso EcoMuseale, nel rispetto dei decreti ministeriali e regionali in vigore anti Covid-19.

Programma di sabato 4 luglio, aperto a tutti con prenotazione obbligatoria. Nella mattinata, sono previste visite esperienziali all’EcoMuseo, ore 10.30 e 11.30: da Mulino terragno ottocentesco a complesso di archeologia industriale restaurato, con il suo importante contesto ambientale e paesaggistico tra Scortico e Canalbian-co; Visita ai nuovi impianti per le energie rinnovabili e alla coltivazione dei grani antichi seminati e da raccogliere; Laboratorio “Il pane e i grani di ieri e di oggi” – ore 10.30 e 11.30, Camaron de la lisciara: selezione e conoscenza delle diverse farine; prove di un corretto impasto a cura dei partecipanti, sotto la guida di esperti. Pranzo a tema con prodotti tipici locali e di stagione, negli spazi dell’Ecomuseo. Nel pomeriggio, continuazione di attività del mattino, ed inoltre: Voga alla Veneta – esperienze dalla Tradizione Veneta: l’acqua come via di comunicazione ieri e oggi; esercitazioni su barche da fiume e attività di conoscenza sulle rive del Canalbianco: impariamo insieme! Valorizzazione della cultura tradizionale veneta – Tavola rotonda in Camaron de la Lisciara, ore 17.00, dopo i saluti delle autorità presenti, sono stati invitati a partecipare Cristiano Corazzari, assessore Regionale alla Cultura e Identità Veneta, Giuseppe Tasso, sindaco del comune di Fratta Polesine e Ivan Dall’Ara, presidente della Provincia; Introduce Nicola Gasparetto, presidente Regionale CTG Veneto e Alberto Ferrari, segretario nazionale dell’associazione ambientalista Movimento Azzurro, conduce il panel tra: Renzo Zattarin, Agronomo, già dirigente dei Consorzi Agrari di Padova, Venezia, Rovigo – Il grano: importanza socio-economica, coltivazione e utilizzi; Maurizio Spimpolo, presidente Ass. Valligrandi Veronesi – Le farine dei grani antichi e i loro prodotti; Fabio Ortolan, Accademia dei Georgofili di Firenze – Il mais nella storia agricola italiana; Gabriele Setti, presidente nazionale AIAMS – Un ruolo per i mulini storici; Alessandro Conte, food blogger “Vagabondare con stile” – Food tour designer: il nuovo turismo; Alberto Faccioli, vicepresidente Agriturist Veneto – Tradizione in cucina: la pinza alla munara; Cristiano Fenzi, presidente gruppo CTG Rovigoti – La voga alla veneta. Cena raccontata con menù del mugnaio, alle ore 20.00, Salone dei Grani, con momenti di musica e canti popolari della tradizione veneta.

Domenica 5 luglio, dalle ore 10.00, aperto a tutti, con prenotazione obbligatoria. ore 10.00 e 11.00: visite guidate al mulino e ai dintorni lungo i corsi d’acqua locali, in piccoli gruppi; ore 10.00 e 11.00: esperienze di voga alla veneta; ore 10.00: laboratori itineranti con esperienze pratiche tra panificazioni, farine e produzione di pasta; ore 11.00, Camaron de la lisciara, presentazione del libro “I barcari raccontano i cavallanti. Uomini e mestieri del ‘900 alle radici della nostra memoria collettiva, un passato dimenticato di cui siamo eredi di Marina Bovolenta, Apogeo Editore; a cura di Lino Segantin, direttore rivista Ventaglio90, CeDi Editore. Sarà presente l’autrice. ore 13.00: pranzo degustazione, regolamentata negli spazi dell’EcoMuseo. dalle 15.00 alle 18.00: continuazione di alcune attività della mattinata e biciclettate su percorsi cicloturistici; ore 18.30: Conclusione. Novità: LUDOTECA PER BAMBINI attiva su richiesta dei genitori alla prenotazione, obbligatoria, durante tutte le giornate.

Quote di partecipazione agli eventi. Per la giornata di sabato 4 Luglio: a) attività (visite, esperienze, laboratori, ecc.), pranzo compreso: 25 euro. b) cena raccontata e animazione serale: 28 euro Prezzo scontato, comprensivo dei su esposti punti a) e b): 50 euro. Partecipazione alle sole attività in programma (esclusi pranzi e cena): 10 euro a giornata o frazione. Per la giornata di Domenica 5 Luglio: c) attività (visite, esperienze, laboratori, ecc.), pranzo compreso : 25 euro. Partecipazione alle sole attività in programma (esclusi pranzi e cena): 10 euro a giornata o frazione. Sconto previsto alle famiglie per i bambini e i ragazzi, in base all’età, determinato al momento della prenotazione. Possibilità di pernottamento per la notte del sabato, nella suggestiva cornice del Mulino, previa prenotazione (camere limitate): in camera doppia o tripla: 20 euro a persona. In doppia, uso singola (se disponibile): 35 euro. Sono da conteggiare a parte le eventuali, ulteriori consumazioni individuali o altri servizi particolari non sopra elencati. Tutti gli spazi sono adeguatamente e  regolarmente sanificati secondo le disposizioni vigenti. Nel rispetto della normativa in vigore contro il Covid 19, è obbligatorio prenotare la partecipazione agli eventi in programma rivolgendosi ai seguenti recapiti e seguendo poi le istruzioni che verranno fornite: per telefono ai numeri 347-3402463 (Donatella) oppure 339-1885961 (Alberto) – per mail a: info@ctgveneto.it oppure info@locandaalpizzon.com

La manifestazione è promossa da: Ctg Veneto con l’apporto organizzativo dell’EcoMuseo Mulino al Pizzon, in collaborazione con: Comitato Provinciale CTG Rovigo, Gruppi Ctg “Rovigoti “ (Rovigo) e “La Mongolfiera” (Badia Polesine), Coop. Soc. CeDi, Ecosezione Terre della Vangadizza di Movimento Azzurro, Associazione Valli Grandi Veronesi, Associazione Italiana Amici dei Mu-lini Storici, Vagabondare con stile, Venerabile Confraternita della Polenta , Agriturismo Valgrande.

 

 

 

Alti Pascoli della Lessinia, martedì 18 febbraio a Roma l’ultimo passaggio per la candidatura al Registro nazionale dei paesaggi rurali storici

Martedì 18 febbraio alle ore 11.30 nella sede dell’Enit, Agenzia nazionale del Turismo in via Marghera 2/6 a Roma, si svolgerà l’evento conclusivo del percorso di candidatura degli Alti Pascoli della Lessinia al Registro nazionale dei paesaggi rurali storici. Un territorio, quello della Lessinia, compreso tra le Regioni Veneto e Trentino Alto Adige, dove elementi di sostenibilità ambientale, persistenza delle attività produttive tradizionali, integrità paesaggistica e culturale, configurano un quadro di unicità a livello nazionale.

Un iter istituzionale, quello della candidatura, iniziato formalmente l’8 maggio 2019 con la costituzione a Verona di un’Associazione temporanea di scopo il cui obiettivo principale era quello di produrre un dossier di approfondimento sul territorio della Lessinia – richiesto dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali – per mezzo di un team di professionisti ed esperti profondi conoscitori di questo lembo di terra montano. Dopo i saluti istituzionali di apertura da parte di ENIT, il perito agrario Giuliano Menegazzi, coordinatore del progetto di candidatura, e ideatore nel 2015 assieme all’architetto Chiara Zanoni dell’iniziativa, illustrerà i motivi di unicità del territorio degli Alti Pascoli della Lessinia, che costituiscono anche i punti cardine del dossier. Accanto a lui Daniele Massella, allevatore e presidente dell’Associazione Tutela della Lessinia. A ricordare il significato e l’importanza del Registro dei Paesaggi rurali storici sarà Mauro Agnoletti, professore di Pianificazione dei sistemi agricoli e forestali e Storia ambientale presso la Scuola di Agraria dell’Università di Firenze. A mostrare in sintesi il lavoro svolto dal team operativo di professionisti e tecnici che per sei mesi e più hanno lavorato “sul campo” sarà il dottore forestale ed esperto alpicoltore Davide Pasut. A chiusura della mattinata, l’intervento della dottoressa Alessandra Albarelli, presidente nazionale di Federcongressi&Eventi, la quale illustrerà le opportunità di un nuovo sviluppo turistico per la Lessinia e gli ambienti rurali.

Elementi di unicità del territorio. Il territorio degli Alti Pascoli della Lessinia si sviluppa tra le province di Verona, Trento e Vicenza su una superficie di 10.387 ettari; rappresenta un paesaggio rurale prealpino tra i meglio conservati e tra i più significativi d’Italia, caratterizzato da fattori di unicità e storicità, tra i quali meritano di essere sottolineate le tracce di frequentazione preistorica e storica e il particolare uso della pietra locale. Nonostante i processi di abbandono della montagna italiana a seguito del boom economico, connessi con i fenomeni di globalizzazione e di trasformazione della zootecnia, in questi luoghi si è mantenuto integro un tessuto produttivo tenace e in grado di provvedere all’auto sostentamento, inserito armonicamente in un paesaggio oggi particolarmente apprezzato da un turismo attento alle produzioni locali e sostenibili, oltre che ai servizi ecosistemici, come quelli forniti dal mondo rurale.

Tra i motivi del successo attuale del territorio si possono annoverare l’ampia fruibilità fisica e visiva delle malghe dei Monti Lessini (una di queste, la “Casara di Malga Fittanze, è stata riprodotta in Vaticano lo scorso Natale come capanna per la Natività) e la dolcezza del territorio, che lo rendono gradito da escursionisti e famiglie, figure base del turismo rurale; la presenza di prodotti locali molto apprezzati, come gli gnocchi “sbatui” (fatti con acqua e farina e conditi con il burro), i formaggi (Monte Veronese di Malga presidio Slow food) e la pecora Brogna, esempio di biodiversità locale, rende inoltre questa zona particolarmente ricercata dal turismo gastronomico. Altrettanto importante l’insediamento stabile nel Medioevo di popolazioni germaniche conosciute come Cimbri, che hanno costituito per secoli una minoranza linguistica sopravvissuta fino ai giorni nostri e hanno contribuito nei secoli a dare alla Lessinia l’attuale conformazione strutturale con la creazione di sentieri e vie tra la pianura e la montagna, passando per il grande lavoro di “spietramento”, ovvero la raccolta delle pietre utilizzate per la costruzione dei muretti di confine delle malghe e di edifici in pietra adibiti ad abitazione per il periodo di monticazione, ad allevamento degli animali ed a trasformazione dei prodotti, alla costruzione di pozzi per la raccolta delle acque piovane e di pozze per l’abbeveraggio del bestiame.

Un territorio segnato anche dalla Grande Guerra vista l’importanza strategica, all’inizio del ventesimo secolo, della Lessinia quale zona di confine con l’impero austro-ungarico. Un territorio trasformato quasi un secolo dopo, nel 1990, nel “Parco Naturale Regionale della Lessinia” al fine di tutelare i caratteri naturalistici, storici, ambientali ed etnici del territorio. L’avvento dell’ente Parco ha portato anche alla crescita di una rete museale costituita da sette strutture, alcune di importanza internazionale. La trentennale attività dell’ente non sempre ha riscontrato i favori dei residenti, in particolare in ambito rurale.

La sfida prossima per il territorio degli Alti Pascoli della Lessinia sarà nel saper amministrare i cambiamenti attuali attraverso processi di valorizzazione delle produzioni, di salvaguardia dei metodi di produzione più sostenibili, di tutela del territorio, di incentivazione di politiche del lavoro specializzato necessario per le attività rurali, di dialogo con le istituzioni superiori e nel saper selezionare forme di turismo consapevole in linea con le direttive del Green Deal europeo. Anche per questo l’inserimento degli Alti Pascoli della Lessinia nel Registro viene considerato non un punto di arrivo, ma un punto di partenza per una nuova e durevole conservazione, a tutto tondo, del paesaggio.

La nascita del progetto. Come ricordato, nel 2015 Giuliano Menegazzi e Chiara Zanoni avevano inoltrato per la prima volta la richiesta di candidatura degli Alti Pascoli al Ministero, il quale, con la seduta di consiglio del 27 maggio 2016, aveva approvato la richiesta, con riserva. Lo stesso Ministero, attraverso l’Osservatorio Nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali, aveva fatto sapere che «L’area (degli Alti Pascoli) è di sicuro interesse per il registro, ma si ritiene necessaria una sua più accurata perimetrazione e che si propone di approvare la proposta di candidatura con le raccomandazione espresse nella Valutazione». In pratica veniva richiesto ai soggetti promotori, tra cui l’Associazione di tutela della Lessinia e l’Associazione per la promozione e la tutela della pecora brogna – oggi confluite nell’Associazione temporanea di scopo Alti Pascoli della Lessinia assieme a sette comuni, due società agricole private e altri enti territoriali di tutela e valorizzazione – di predisporre un dossier definitivo tenendo conto sia delle integrazioni richieste, sia dei criteri di candidatura pubblicati sul sito della Rete Rurale Nazionale che, in estrema sintesi, riconducono a requisiti di persistenza, unicità e integrità del territorio preso in esame. Per raggiungere questo obiettivo, l’ATS ha messo insieme un team di esperti e professionisti, tutti profondi conoscitori del territorio, che da maggio a dicembre 2019 hanno lavorato affrontando varie tematiche per evadere la richiesta ministeriale.

Il comitato promotore e il team di esperti. In provincia di Verona ne fanno parte i comuni di Bosco Chiesanuova, Erbezzo, Roverè V.se, Sant’Anna d’Alfaedo, Selva di Progno e Velo Veronese, in provincia di Trento i comuni di Ala e Avio, in provincia di Vicenza il comune di Crespadoro. Il comitato è formato poi da associazioni di tutela del territorio: l’Associazione Tutela della Lessinia, l’Associazione per la promozione e la tutela della Pecora Brogna, il Consorzio per la Tutela del formaggio Monte Veronese D.O.P., il Consorzio di Tutela della Pietra della Lessinia e l’associazione proprietari Malghe della Lessinia. Partecipano attivamente alcuni esperti e professionisti: Ugo Sauro, già professore all’Università degli Studi di Padova, Luca Battaglini, professore ordinario all’Università degli Studi di Torino, Geremia Gios, ordinario all’Università di Trento, l’esperta di lingua e tradizione cimbra Antonia Stringher,lo storico Bruno Avesani, l’architetto Chiara Zanoni, il dottore forestale Sebastiano Lucchi, il collega Davide Pasut, i medici veterinari Antonio Scungio e Marcello Volanti e il perito agrario Giuliano Menegazzi. Ulteriori informazioni www.altipascolidellalessinia.it.

Fonte: Servizio stampa Alti pascoli della Lessinia

 

Itinerari del radicchio di Chioggia IGP, firmato il protocollo d’intesa

I firmatari del protocollo d’intesa

Lo scorso 9 dicembre è stato sottoscritto all’Ortomercato di Chioggia (VE), il protocollo d’intesa che unisce il mondo dell’agricoltura e del turismo per la realizzazione di sette percorsi destinati al turismo lento all’interno dell’area di produzione del Radicchio di Chioggia Igp, tra le provincie di Padova, Venezia e Rovigo. Si tratta di una macro area in cui, oltre al paesaggio orticolo di cui il Principe Rosso è indubbiamente il prodotto più rappresentativo, si trovano ambienti naturali tra i più suggestivi del Veneto, ossia la Laguna di Venezia e il Delta del Po.

Più di 200 realtà coinvolte. La firma costituisce un precedente unico nella collaborazione tra il mondo del primario e quello turistico, in quanto mai in precedenza gli interessi di sviluppo turistico hanno trovato una convergenza così larga. Il progetto “Gli itinerari del Radicchio di Chioggia Igp”, dopo il convegno di presentazione dello scorso 8 novembre, è diventato un volano aggregativo che ha riunito attorno ad un tavolo per la firma i presidenti e i rappresentanti di sette realtà operative: il Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp; il Consorzio di promozione turistica Lidi di Chioggia; l’A.S.A. Associazione Albergatori di Chioggia, Sottomarina Lido, Isola Verde; l’Ascot Associazione Operatori Balneari; La società Ortomercato del Veneto e la società di comunicazione Speak Out Srl, che si sono presi l’impegno di portare avanti congiuntamente un programma di azioni progettuali rivolte alla valorizzazione e il sostegno del settore turistico. Un risultato storico, dunque, in quanto sotto alle sigle elencate, tra alberghi, B&B, stabilimenti balneari, campeggi, aziende produttive e di trasformazione agricola, si ritrovano più di 200 realtà del territorio che saranno coinvolte nelle opportunità di sviluppo che il cicloturismo, il turismo gastronomico e quello di visitazione possono portare nel territorio.

Sinergia d’intenti. “Al Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp – spiega il presidente, Giuseppe Boscolo Palo – è appena stato rinnovato per un altro triennio, dal Ministero delle Politiche Agricole, l’incarico per la tutela e la vigilanza del prodotto e mi pare che questo sia già un risultato che ci pone in continuità con il nostro mandato.  Promuovendo il Chioggia Igp, facciamo conoscere anche la sua terra sia in termini di realtà unica nel suo genere, e per questo capace di trasferire valori inimitabili al Radicchio, sia come area piena di fascino e suggestioni che possono essere importanti anche ai fini turistici. L’unione porterà più forza nel realizzare progetti strutturali e nel reperire contributi europei, nazionali, regionali e comunali necessari alla promozione dell’offerta “slow”.

Destagionalizzazione turistica. “Il turismo rurale, quello naturalistico e il cicloturismo – spiega Giuliano Boscolo Cegion, presidente Associazione Albergatori Chioggia – sono tutte forme dell’offerta che possono contribuire nell’integrare le presenze e gli arrivi degli attuali centri turistici. Chioggia, infatti, potrebbe aumentare l’attuale milione e 400 mila turisti che arrivano ogni anno, ma sarà anche possibile aumentare la loro spesa media. Infatti, il turista standard della vacanza al mare spende circa 67 euro al giorno, mentre chi si sposta verso itinerari culturali, naturalistici o con scopi enogastronomici è disposto a tirare fuori dal portafogli anche 134 euro al giorno. Inoltre, l’offerta per il turismo lento può estendere la stagione turistica, aggiungendo al periodo estivo anche la primavera e l’autunno, i migliori momenti dell’anno per viaggiare su due ruote”. Ed è questa la fetta che potrebbe essere ampliata, proponendo al turista non solo le località più rinomate, ma attirandolo verso le altre preziose e molteplici destinazioni di cui l’area di produzione del Radicchio di Chioggia Igp è punteggiata.

Prodotti tipici semprù motivo di viaggio. “Creare degli itinerari di visitazione che conducono alla conoscenza di un territorio attraverso i prodotti tipici – spiega Renzo Bonivento, presidente del Consorzio di promozione turistica riconosciuto dalla Regione Veneto Lidi di Chioggia – è un modo di accrescere la conoscenza sia del prodotto che del territorio. Perché, a tutti gli effetti, i prodotti tipici sono forme commestibili della terra che li produce, elementi che rientrano come ingredienti nella cucina locale, ossia in quella cucina che il mondo ci invidia e che sta diventando uno dei driver per orientare il turismo internazionale. I prodotti tipici, infatti, stanno diventando sempre più dei punti di riferimento per l’individuazione delle destinazioni turistiche. Erano il 21% tre anni fa quelli che per la scelta delle loro vacanze cercavano la visita di musei del gusto, l’escursione lungo le strade del Vino o il soggiorno in agriturismo e oggi sono diventati il 48%”.

I sette percorsi dedicati all’area di produzione del celebre Radicchio sono stati pensati per collegare le principali ciclovie che attraversano l’area tra la Laguna di Venezia e il Delta del Po. Da Ovest raggiungono l’Adriatico la Destra Adige, che collega il centro Europa con Rosolina, la B12 Ciclovia del Po, che dalle foci del grande fiume giunge nella zona meridionale del Delta veneto, la Ciclovia VenTo, che da Torino raggiunge Venezia e attraversa il centro di Chioggia, l’Itinerario Tartaro-Fissero-Canalbianco che dal Medio Polesine raggiunge Porto Levante. Da Nord invece scende il Corridoio Adriatico che da Trieste raggiunge Santa Maria di Leuca in Puglia. “Questa contaminazione tra importanti realtà produttive del territorio, che insieme formano un unicum senza repliche in altre località- ha concluso Giorgio Bellemo, presidente di Ascot, Associazione Operatori Balneari – sono la spinta propulsiva per valorizzare il patrimonio di bellezze, culturale, storico ed altro che non siamo mai riusciti a far ben comprendere”. Per i primi mesi del nuovo anno, intanto sarà pronta, la cartina dei sette percorsi, con testi in due lingue, interattiva con il web attraverso dei Qr-Code, nella quale sarà possibile trovare tutti gli itinerari comprensivi di roadmap e schede di presentazione dei siti di interesse storico, architettonico e paesaggistico, nonché le aziende disponibili per una visita e per far conoscere le produzioni connesse al Radicchio di Chioggia Igp e alla sua trasformazione.

Sottoscrittori del protocollo d’intesa. Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp e amministratore delegato dell’Ortomercato del Veneto; Giuliano Boscolo Gegion, presidente A.S.A. Associazione Albergatori di Chioggia, Sottomarina Lido, Isola Verde; Renzo Bonivento, presidente del Consorzio di promozione turistica Lidi di Chioggia; Michele Ghezzo, presidente Consorzio di Promozione e Sviluppo Po e suo Delta; Giorgio Bellemo, presidente di Ascot, Associazione Operatori Balneari; Giampaolo Venturato, legale rappresentante della società Speak Out Srl.

Fonte: Servizio stampa Speak Out

All’Orto Botanico di Padova tante attività durante le festività natalizie

Torna anche quest’anno l’appuntamento con la manifestazione Natale all’Orto botanico di Padova: laboratori, attività, spettacoli, concerti, mostre, visite guidate e aperture serali straordinarie per festeggiare il Natale e l’arrivo del nuovo anno.

Visite guidate gratuite. Dal 7 dicembre al 6 gennaio, nei fine settimana e nei festivi, le visite guidate diventano gratuite. Si potrà accedere con prenotazione obbligatoria (telefono: 049 8273939) pagando il solo biglietto di ingresso all’Orto.

Sabato 21 e domenica 22 dicembre. Nel fine settimana l’ingresso all’Orto si arricchisce di un fitto programma di attività. Con il Gruppo Alcuni sarà raccontato il genio di Leonardo da Vinci ai più piccoli, attraverso laboratori a ciclo continuo e una straordinaria ricostruzione di una macchina ideata dal celebre scienziato, artista e inventore italiano. Insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto sarà sperimentata una versione de Il flauto magico muovendoci insieme ai due violinisti e alla voce narrante all’interno delle serre. E poi ancora: gli spettacoli per famiglie In un paese tutto bianco e Gli aiutanti di Babbo Natale con Schedìa Teatro, Ullalà Teatro Animazione e Rosso Teatro. Sempre sabato 21 e domenica 22 dicembre sono in programma due degustazioni guidate di tè, laboratori creativi dedicati al riuso e due aperture serali straordinarie, fino alle 20, per godersi in notturna l’installazione Radici al vento, testa nella terra di Michele De Lucchi e la mostra Seconda Natura di Quayola.

Domenica 5 gennaio. Per festeggiare l’inizio del nuovo anno l’appuntamento è per domenica 5 gennaio con la Playtoy Orchestra, che di ritorno dalla sua tournée in Cina si esibirà alle 16 e alle 21 in uno straordinario concerto con i giocattoli.

Due giornate di ingressi speciali a 5 euro. Nei giorni 5 e 6 gennaio, nell’ultimo weekend lungo di apertura prima della pausa invernale, l’Orto botanico sarà visitabile con un biglietto speciale ridotto a 5 euro e, limitatamente a domenica 5, con un’apertura speciale serale dalle 19.30 alle 22.30 che comprende la visione dell’installazione Radici al vento, testa nella terra di Michele De Lucchi e la mostra Seconda Natura di Quayola. Per il programma completo, le informazioni sulle tariffe e sulle riduzioni e per prenotarsi: www.ortobotanicopd.it Le prenotazioni saranno attive a partire da lunedì 9 dicembre.

Fonte: Orto Botanico di Padova

Strada di San Martino, Ippovia delle Prealpi, nuova app Veneto Sentieri: le novità regionali a Fieracavalli 2019 in fatto di turismo equestre e naturalistico

È stato presentato a Verona, in occasione di Fieracavalli, “NewPilgrimAge”, il progetto del programma Interreg Central Europe che l’Unpli Veneto, l’Unione delle Pro Loco del Veneto, sta completando e che ha per protagonista Martino di Tours, uno dei santi più conosciuti e amati d’Europa.

Strada di San Martino e Ippovia delle Prealpi. L’iniziativa ha lo scopo di valorizzare l’eredità del Santo in Europa, riscoprendo le numerose tracce che la sua figura ha lasciato nella nostra cultura, dal punto di vista religioso, ma anche folkloristico ed enogastronomico, sino ad arrivare a definire la “Via Sancti Martini”, la Strada di San Martino, già sviluppata in altri Paesi ma da noi ancora tutta da organizzare. “È un’iniziativa – ha evidenziato il presidente Zaia – che ci aiuta a ricordare che nella tradizione contadina il giorno di San Martino, l’undici novembre, segnava il passaggio dalla vecchia alla nuova annata agraria, il momento dei bilanci della stagione conclusa e della definizione dei contratti per quella successiva. Grazie al lavoro delle Pro Loco questa e tante altre preziose memorie della nostre origini e della nostra storia non vengono dimenticate. Ma con l’Unpli Veneto stiamo portando a compimento anche un altro progetto al quale stiamo lavorando da tempo – ha aggiunto Zaia – relativo all’Ippovia delle Prealpi: 357 chilometri complessivi, 12 tracciati lungo i quali sono presenti 54 malghe. Nei primi mesi del prossimo anno contiamo di presentare la nuova applicazione che si chiamerà ‘Veneto Sentieri’, che fornirà informazioni utili a quanti desiderano scoprire in sicurezza, a piedi, a cavallo o in bicicletta, alcuni dei più affascinanti scenari del Veneto, e in particolare proporrà tutti i percorsi georeferenziati”.

Percorsi green e slow. Una Mappa Parlante Interattiva, la Rete dei Centri di San Martino nel Veneto e il sito www.sanmartinoinveneto.it sono i primi risultati del progetto che ha come partner il Comune di Szombatherly (Ungheria), il Comune di Maribor (Slovenia), il Comune di Albenga (TO), il Comune di Dugo Selo (Croazia), il Centro di Ricerca Accademico della Slovenia, l’organizzazione non-profit Mindspace (Ungheria). “L’Unpli dimostra ancora una volta quanto sia prezioso il lavoro che i suoi volontari svolgono nell’ambito dell’ospitalità e della valorizzazione dei nostri territori – ha detto l’assessore regionale al Turismo Caner – e in particolare questo progetto si muove esattamente verso uno degli obiettivi che la Regione si è data per arricchire la propria offerta turistica: promuovere il Veneto come terra di viaggi interni. La nostra regione, infatti, oltre ad annoverare mete turistiche affermate, racchiude una vasta rete di itinerari inconsueti e di grande fascino, percorsi green e slow che sono imperdibili opportunità di viaggio alternativo nel territorio veneto, itinerari che ad ogni tappa permettono di godere di paesaggi e di assaporare le specialità culinarie e culturali di mete meno famose ma preziose per la loro unicità. La Via di San Martino – ha concluso Caner – rappresenterebbe un ulteriore tassello che andrebbe ad aggiungersi alle altre strade “a tema” che già esistono e che si stanno sviluppando, anche attraverso investimenti sul piano infrastrutturale. Il Veneto, infatti, è attraversato da ben 5 delle 10 ciclovie di interesse nazionale: quella ‘del Garda’, la ‘Trieste-Venezia’, l’Adriatica (che interessa tutte le regioni della costa adriatica), la ‘VenTo’ (Venezia-Torino) e la ‘Ciclovia del Sole’ che collega Verona a Firenze”.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

26 e 27 ottobre 2019, a Pazzon di Caprino Veronese (VR) c’è la Festa del Pero Trentosso

Sabato 26 e domenica 27 ottobre 2019 si festeggia a Pazzon di Caprino Veronese (VR) la 6^ Festa del Pero Trentosso. Nata nel 2014 su iniziativa di un comitato spontaneo di cittadini della frazione pedemontana per rendere omaggio a questo frutto saporito tipico della montagna baldense e a rischio estinzione, con gli anni questa piccola festa è andata sempre più raccogliendo consensi sia tra il pubblico che tra gli espositori.

Programma/1. Sabato 26/10 pomeriggio, alle ore 15,30 con ritrovo nella piazza di Pazzon, partenza per “Quattro passi sotto i perari”, passeggiata tra i prati ad ammirare splendidi esemplari di pero trentosso; durante la passeggiata i partecipanti avranno modo di ricevere nozioni di botanica, ascoltare improvvisazioni teatrali e poesie a tema. A conclusione: merenda sul prato. Il secondo appuntamento di sabato è alle ore 18 nella sala parrocchiale con un conversazione su “Eventi climatici improvvisi: quale difesa vegetale a salvaguardia del territorio?” con Alessandro Pasini, dottore forestale. A seguire, alle ore 19,30 circa, una cena a base di pero trentosso e castagne (è gradita la prenotazione al 393 3864628).

Programma/2. Domenica 27 ottobre, giorno della Fiera vera e propria, inizia alle ore 9 con l’apertura dei banchetti di piccoli produttori che esporranno i loro prodotti tipici: pere, patate, verze, corbele, nespole e quant’altro offre la stagione. Alle 10 partenza della visita guidata “Tra fontane e lavatoi nella Valle del Tasso” a cura del Ctg El Vissinel, dalle ore 12 la cucina offre i piatti tipici della tradizione contadina: gnocchi di pane, minestrone, polenta e luganeghe. Nel pomeriggio si potrà assistere alla preparazione della ricotta. La giornata si chiude al tramonto quando la brave gente del Baldo saluterà tutti con puina (ricotta) e peri trentossi.

Fonte:

15 settembre 2019, in bici tra Piovego e Brenta per unire al divertimento la conoscenza dei rischi idrogeologici del territorio

Le Associazioni Brenta Sicuro, Slow Bike and Food ed il Gruppo Archeologico Mino Meduaco, propongono per domenica 15 settembre 2019 un itinerario di 32 km di facile esecuzione da percorrere in bicicletta tra il Veneziano e il Padovano finalizzato a far conoscere e rispettare il territorio. Il ritrovo è alle ore 8.30 nel parcheggio del ristorante “Da Marziano” – Ponte di Strà (VE) per la registrazione dei partecipanti (contributo 8 euro a persona comprensivo di assicurazione, guide al percorso e alla sua storia, ristori e piccolo rinfresco finale), possibilità di noleggio bici, obbligatoria la prenotazione al numero 339-2875881 (William).

Il percorso. Si costeggeranno i fiumi a partire dalla provincia di Venezia entrando anche nel centro storico del comune capoluogo di Padova. Molti sono i punti d’interesse: il ponte fra Stra e Noventana è uno dei più significativi con l’arrivo da nord del Brenta e l’immissione del Piovego, oltre che la partenza del Naviglio e del Brenta “Cunetta”, il pezzo più recente di una millenaria storia di corsi d’acqua. Altro punto molto interessante è quello di Riviera Ponti Romani, con l’arrivo del tronco maestro del Bacchiglione che fino agli anni ‘50 rappresentava uno snodo fondamentale per i traffici in arrivo dalla laguna veneziana che, poi proseguivano per il canale Battaglia al mare attraverso il Bacchiglione.

Un tour a valenza strorico-ambientale e culturale. A Vigonovo (Ve), si conoscerà anche la grande incompiuta: l’idrovia Padova mare, indispensabile opera di salvaguardia idraulica ed importante via trasportistica che potrebbe, una volta completata, unire l’interporto di Padova alla laguna veneziana e tutti i porti dell’alto Adriatico. Purtroppo, con l’avvento dei trasporti su “gomma”, tutti i fiumi hanno perso la loro centralità economica e sono stati relegati a meri scarichi di acque, molto spesso fortemente inquinati. E’ indispensabile, invece, rivalutare e rispettare le positive funzioni dei nostri piccoli e grandi corsi d’acqua, sia come elementi di composizione del territorio dal punto di vista ambientale (fruibili corridoi ecologici estremamente utili all’uomo, alle piante, agli animali), oltre che essenziali riserve d’acqua ed invasi in caso di forti precipitazioni.

Fonte: Associazione intercomunale Brenta sicuro

Cansiglio (BL-TV) sostenibile, il tavolo nelle aree picnic si prenota via web

Un nuovo sito web per prenotare un tavolo nelle aree picnic del Cansiglio, nello specifico in quelle dell’Archeton, del Bus de la Lum e del Giardino Botanico Alpino, facilmente accessibili a tutti e situate in una posizione centrale nella Piana.

In pratica. Il visitatore può riservare in anticipo un tavolo scegliendolo online sul sito internet https://cansiglioigg.com/; la prenotazione é assicurata fino alle ore 11.30 del giorno prescelto, dopodiché il tavolo verrà considerato a disposizione di eventuali altri utenti.

Un progetto europeo che migliora l’offerta turistica del Cansiglio. Tutelare e valorizzare per una fruizione sostenibile il patrimonio naturale, storico e culturale di quei siti poco conosciuti dal grande pubblico ma non per questo meno attrattivi sotto il profilo turistico, è l’obiettivo di “GoToNATURE”, progetto europeo finanziato dall’UE nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Austria, che vede coinvolti altri tre partner oltre a Veneto Agricoltura (capofila): la Direzione Turismo della Regione Veneto, il Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, Sella Nevea e Passo Pramollo e l’Istituto salisburghese di urbanistica e abitare. Tra le azioni pilota previste dal progetto, c’è dunque anche questo nuovo sito web “sperimentale” realizzato da Veneto Agricoltura, in collaborazione con ADAPT EV srl, che come accennato consente di prenotare un tavolo in tre distinte aree picnic nella Piana del Bosco del Cansiglio – Foresta demaniale regionale gestita dall’Agenzia di Legnaro (PD) – in modo da offrire ai turisti la possibilità di godere delle bellezze naturali circostanti in serenità e relax.

Non solo aree picnic: il sito web fornisce infatti informazioni turistiche ed escursionistiche sull’area, con il suggerimento di itinerari da percorrere e la possibilità di conoscere le peculiarità naturalistiche, storico-culturali e gastronomiche presenti in Cansiglio. Tutto ciò perché il progetto, tra i vari obiettivi, propone di far vivere ai visitatori un’esperienza attiva lungo un percorso esplorativo ed educativo che presenta ambienti specifici per fauna, flora e storia del luogo. Un’esperienza, questa, resa possibile anche attraverso un servizio concepito come una sorta di “caccia al tesoro”, che coinvolge anche chi non conosce il Cansiglio, in particolare i bambini. Nelle pagine web è presente anche un breve questionario che consentirà al visitatore di ripercorrere l’esperienza vissuta e fornire feedback, commenti e pareri sul grado di soddisfazione, in modo da permettere ai promotori del progetto di migliorare il servizio offerto.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

La foresta demaniale regionale del Cansiglio si prepara ad accogliere i gitanti ferragostani

giardino botanico alpino G. Lorenzoni

Molti gli eventi in calendario durante la settimana di Ferragosto in Cansiglio (BL-TV), la splendida foresta demaniale regionale gestita da Veneto Agricoltura che ogni estate richiama migliaia di visitatori dalle accaldate città di pianura. Nella piana e tra la fitta, splendida, storica faggeta non mancano le occasioni per lunghe passeggiate, trascorrere qualche ora di assoluto relax. Vediamo alcuni degli appuntamenti in programma.

Mercoledì 14 agosto (15.00-16.30) visita guidata al Giardino Botanico, e giovedì 15 agosto, Ferragosto, (9.30-12.00) è in programma una visita guidata al Museo dell’Uomo in Cansiglio e una facile uscita ai cippi confinari della foresta che fu della Serenissima Repubblica di Venezia. Sono previsti spostamenti con auto propria. Inoltre, al mattino (10.30-12.00) e al pomeriggio (15.00-16.30) si svolgeranno due visite guidate al Giardino Botanico Alpino; dalle 15.00 alle 16.30 invece al Museo dell’Uomo. Un altro interessante incontro, “Piante e animali, una lunga storia d’amicizia”, è in programma dalla 16.30 alle 17.30 con l’obiettivo di scoprire le relazioni segrete tra le piante e gli animali per la reciproca sopravvivenza. Nel fine settimana dopo Ferragosto sono in programma ancora visite guidate al Giardino, al Museo e ai villaggi cimbri. Ulteriori informazioni a questo link

Fonte: ufficio stampa Veneto Agricoltura

 

6 agosto 2019, alla scoperta in battello di Padova, fra mura e acque

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) E’ un approccio davvero “originale” alla città di Padova quello offerto dal socio Argav Pietro Casetta, giornalista, geografo, guida naturalistica ambientale e Cultore della materia Geografia umana al Corso di laurea in Scienze della formazione dell’Università di Padova, di cui se ne può avere un bell’esempio martedì 6 agosto, in occasione dell’escursione “Padova in battello“, da lui organizzata.

Il progetto culturale. L’obiettivo di Casetta, infatti, è di raccontare la città del Santo sottolineandone gli aspetti artistici e naturalistici, dando valore alle nuove realizzazioni architettoniche, ambientali e paesaggistiche, alle opere di ingegneria, passate – stile massonico compreso – e presenti, alle nuove tecnologie energetiche e alle opere idrauliche.

Programma. Per quanto riguarda l’iniziativa del 6 agosto, l’imbarco in battello è previsto alle 17.30 al molo cinquecentesco del Portello, cui seguirà il racconto storico-artistico de: la Porta, il Ponte, il Capitello della Fraglia dei Barcari, la scalinata; un po’ di navigazione, quindi lo sbarco alla Golena comunale di San Massimo, dove saranno illustrati il Bastione Portello Vecchio (con visita al suo interno e alla sommità), le Mura e il “trabocchetto”, il Bastione Castelnuovo, la Statua di San Prosdocimo, il Leone di San Marco ricollocato e la “cavana”; per quanto riguarda le Mura e le acque di Padova, si parlerà del Bastione dell’Arena con le tracce dello storico Leone di San Marco, dell’attracco e della gru che scaricava il carbone dai barconi, dell’area su cui avrebbe dovuto sorgere il nuovo Auditorium, del Macello in stile Jappelliano, del Bastione Piccolo, della cortina di Mura cinquecentesche. Dopodiché è previsto il re-imbarco e la visita del fiume sino alla Conca delle Porte Contarine, con il racconto del Monumento alle Vittime delle Twin Towers, del “mandracchio”, della Gora che alimentava il Mulino, delle Mura cinquecentesche. Il rientro è previsto verso le ore 20 circa (costo di partecipazione 15 euro a persona, gradita la prenotazione: padova@padovaoriginale.it -349 320 86 40, l’organizzazione non è responsabile per eventuali danni inferti o subìti da persone e cose nel corso dell’escursione).