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Itinerari del radicchio di Chioggia IGP, firmato il protocollo d’intesa

I firmatari del protocollo d’intesa

Lo scorso 9 dicembre è stato sottoscritto all’Ortomercato di Chioggia (VE), il protocollo d’intesa che unisce il mondo dell’agricoltura e del turismo per la realizzazione di sette percorsi destinati al turismo lento all’interno dell’area di produzione del Radicchio di Chioggia Igp, tra le provincie di Padova, Venezia e Rovigo. Si tratta di una macro area in cui, oltre al paesaggio orticolo di cui il Principe Rosso è indubbiamente il prodotto più rappresentativo, si trovano ambienti naturali tra i più suggestivi del Veneto, ossia la Laguna di Venezia e il Delta del Po.

Più di 200 realtà coinvolte. La firma costituisce un precedente unico nella collaborazione tra il mondo del primario e quello turistico, in quanto mai in precedenza gli interessi di sviluppo turistico hanno trovato una convergenza così larga. Il progetto “Gli itinerari del Radicchio di Chioggia Igp”, dopo il convegno di presentazione dello scorso 8 novembre, è diventato un volano aggregativo che ha riunito attorno ad un tavolo per la firma i presidenti e i rappresentanti di sette realtà operative: il Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp; il Consorzio di promozione turistica Lidi di Chioggia; l’A.S.A. Associazione Albergatori di Chioggia, Sottomarina Lido, Isola Verde; l’Ascot Associazione Operatori Balneari; La società Ortomercato del Veneto e la società di comunicazione Speak Out Srl, che si sono presi l’impegno di portare avanti congiuntamente un programma di azioni progettuali rivolte alla valorizzazione e il sostegno del settore turistico. Un risultato storico, dunque, in quanto sotto alle sigle elencate, tra alberghi, B&B, stabilimenti balneari, campeggi, aziende produttive e di trasformazione agricola, si ritrovano più di 200 realtà del territorio che saranno coinvolte nelle opportunità di sviluppo che il cicloturismo, il turismo gastronomico e quello di visitazione possono portare nel territorio.

Sinergia d’intenti. “Al Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp – spiega il presidente, Giuseppe Boscolo Palo – è appena stato rinnovato per un altro triennio, dal Ministero delle Politiche Agricole, l’incarico per la tutela e la vigilanza del prodotto e mi pare che questo sia già un risultato che ci pone in continuità con il nostro mandato.  Promuovendo il Chioggia Igp, facciamo conoscere anche la sua terra sia in termini di realtà unica nel suo genere, e per questo capace di trasferire valori inimitabili al Radicchio, sia come area piena di fascino e suggestioni che possono essere importanti anche ai fini turistici. L’unione porterà più forza nel realizzare progetti strutturali e nel reperire contributi europei, nazionali, regionali e comunali necessari alla promozione dell’offerta “slow”.

Destagionalizzazione turistica. “Il turismo rurale, quello naturalistico e il cicloturismo – spiega Giuliano Boscolo Cegion, presidente Associazione Albergatori Chioggia – sono tutte forme dell’offerta che possono contribuire nell’integrare le presenze e gli arrivi degli attuali centri turistici. Chioggia, infatti, potrebbe aumentare l’attuale milione e 400 mila turisti che arrivano ogni anno, ma sarà anche possibile aumentare la loro spesa media. Infatti, il turista standard della vacanza al mare spende circa 67 euro al giorno, mentre chi si sposta verso itinerari culturali, naturalistici o con scopi enogastronomici è disposto a tirare fuori dal portafogli anche 134 euro al giorno. Inoltre, l’offerta per il turismo lento può estendere la stagione turistica, aggiungendo al periodo estivo anche la primavera e l’autunno, i migliori momenti dell’anno per viaggiare su due ruote”. Ed è questa la fetta che potrebbe essere ampliata, proponendo al turista non solo le località più rinomate, ma attirandolo verso le altre preziose e molteplici destinazioni di cui l’area di produzione del Radicchio di Chioggia Igp è punteggiata.

Prodotti tipici semprù motivo di viaggio. “Creare degli itinerari di visitazione che conducono alla conoscenza di un territorio attraverso i prodotti tipici – spiega Renzo Bonivento, presidente del Consorzio di promozione turistica riconosciuto dalla Regione Veneto Lidi di Chioggia – è un modo di accrescere la conoscenza sia del prodotto che del territorio. Perché, a tutti gli effetti, i prodotti tipici sono forme commestibili della terra che li produce, elementi che rientrano come ingredienti nella cucina locale, ossia in quella cucina che il mondo ci invidia e che sta diventando uno dei driver per orientare il turismo internazionale. I prodotti tipici, infatti, stanno diventando sempre più dei punti di riferimento per l’individuazione delle destinazioni turistiche. Erano il 21% tre anni fa quelli che per la scelta delle loro vacanze cercavano la visita di musei del gusto, l’escursione lungo le strade del Vino o il soggiorno in agriturismo e oggi sono diventati il 48%”.

I sette percorsi dedicati all’area di produzione del celebre Radicchio sono stati pensati per collegare le principali ciclovie che attraversano l’area tra la Laguna di Venezia e il Delta del Po. Da Ovest raggiungono l’Adriatico la Destra Adige, che collega il centro Europa con Rosolina, la B12 Ciclovia del Po, che dalle foci del grande fiume giunge nella zona meridionale del Delta veneto, la Ciclovia VenTo, che da Torino raggiunge Venezia e attraversa il centro di Chioggia, l’Itinerario Tartaro-Fissero-Canalbianco che dal Medio Polesine raggiunge Porto Levante. Da Nord invece scende il Corridoio Adriatico che da Trieste raggiunge Santa Maria di Leuca in Puglia. “Questa contaminazione tra importanti realtà produttive del territorio, che insieme formano un unicum senza repliche in altre località- ha concluso Giorgio Bellemo, presidente di Ascot, Associazione Operatori Balneari – sono la spinta propulsiva per valorizzare il patrimonio di bellezze, culturale, storico ed altro che non siamo mai riusciti a far ben comprendere”. Per i primi mesi del nuovo anno, intanto sarà pronta, la cartina dei sette percorsi, con testi in due lingue, interattiva con il web attraverso dei Qr-Code, nella quale sarà possibile trovare tutti gli itinerari comprensivi di roadmap e schede di presentazione dei siti di interesse storico, architettonico e paesaggistico, nonché le aziende disponibili per una visita e per far conoscere le produzioni connesse al Radicchio di Chioggia Igp e alla sua trasformazione.

Sottoscrittori del protocollo d’intesa. Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp e amministratore delegato dell’Ortomercato del Veneto; Giuliano Boscolo Gegion, presidente A.S.A. Associazione Albergatori di Chioggia, Sottomarina Lido, Isola Verde; Renzo Bonivento, presidente del Consorzio di promozione turistica Lidi di Chioggia; Michele Ghezzo, presidente Consorzio di Promozione e Sviluppo Po e suo Delta; Giorgio Bellemo, presidente di Ascot, Associazione Operatori Balneari; Giampaolo Venturato, legale rappresentante della società Speak Out Srl.

Fonte: Servizio stampa Speak Out

All’Orto Botanico di Padova tante attività durante le festività natalizie

Torna anche quest’anno l’appuntamento con la manifestazione Natale all’Orto botanico di Padova: laboratori, attività, spettacoli, concerti, mostre, visite guidate e aperture serali straordinarie per festeggiare il Natale e l’arrivo del nuovo anno.

Visite guidate gratuite. Dal 7 dicembre al 6 gennaio, nei fine settimana e nei festivi, le visite guidate diventano gratuite. Si potrà accedere con prenotazione obbligatoria (telefono: 049 8273939) pagando il solo biglietto di ingresso all’Orto.

Sabato 21 e domenica 22 dicembre. Nel fine settimana l’ingresso all’Orto si arricchisce di un fitto programma di attività. Con il Gruppo Alcuni sarà raccontato il genio di Leonardo da Vinci ai più piccoli, attraverso laboratori a ciclo continuo e una straordinaria ricostruzione di una macchina ideata dal celebre scienziato, artista e inventore italiano. Insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto sarà sperimentata una versione de Il flauto magico muovendoci insieme ai due violinisti e alla voce narrante all’interno delle serre. E poi ancora: gli spettacoli per famiglie In un paese tutto bianco e Gli aiutanti di Babbo Natale con Schedìa Teatro, Ullalà Teatro Animazione e Rosso Teatro. Sempre sabato 21 e domenica 22 dicembre sono in programma due degustazioni guidate di tè, laboratori creativi dedicati al riuso e due aperture serali straordinarie, fino alle 20, per godersi in notturna l’installazione Radici al vento, testa nella terra di Michele De Lucchi e la mostra Seconda Natura di Quayola.

Domenica 5 gennaio. Per festeggiare l’inizio del nuovo anno l’appuntamento è per domenica 5 gennaio con la Playtoy Orchestra, che di ritorno dalla sua tournée in Cina si esibirà alle 16 e alle 21 in uno straordinario concerto con i giocattoli.

Due giornate di ingressi speciali a 5 euro. Nei giorni 5 e 6 gennaio, nell’ultimo weekend lungo di apertura prima della pausa invernale, l’Orto botanico sarà visitabile con un biglietto speciale ridotto a 5 euro e, limitatamente a domenica 5, con un’apertura speciale serale dalle 19.30 alle 22.30 che comprende la visione dell’installazione Radici al vento, testa nella terra di Michele De Lucchi e la mostra Seconda Natura di Quayola. Per il programma completo, le informazioni sulle tariffe e sulle riduzioni e per prenotarsi: www.ortobotanicopd.it Le prenotazioni saranno attive a partire da lunedì 9 dicembre.

Fonte: Orto Botanico di Padova

Strada di San Martino, Ippovia delle Prealpi, nuova app Veneto Sentieri: le novità regionali a Fieracavalli 2019 in fatto di turismo equestre e naturalistico

È stato presentato a Verona, in occasione di Fieracavalli, “NewPilgrimAge”, il progetto del programma Interreg Central Europe che l’Unpli Veneto, l’Unione delle Pro Loco del Veneto, sta completando e che ha per protagonista Martino di Tours, uno dei santi più conosciuti e amati d’Europa.

Strada di San Martino e Ippovia delle Prealpi. L’iniziativa ha lo scopo di valorizzare l’eredità del Santo in Europa, riscoprendo le numerose tracce che la sua figura ha lasciato nella nostra cultura, dal punto di vista religioso, ma anche folkloristico ed enogastronomico, sino ad arrivare a definire la “Via Sancti Martini”, la Strada di San Martino, già sviluppata in altri Paesi ma da noi ancora tutta da organizzare. “È un’iniziativa – ha evidenziato il presidente Zaia – che ci aiuta a ricordare che nella tradizione contadina il giorno di San Martino, l’undici novembre, segnava il passaggio dalla vecchia alla nuova annata agraria, il momento dei bilanci della stagione conclusa e della definizione dei contratti per quella successiva. Grazie al lavoro delle Pro Loco questa e tante altre preziose memorie della nostre origini e della nostra storia non vengono dimenticate. Ma con l’Unpli Veneto stiamo portando a compimento anche un altro progetto al quale stiamo lavorando da tempo – ha aggiunto Zaia – relativo all’Ippovia delle Prealpi: 357 chilometri complessivi, 12 tracciati lungo i quali sono presenti 54 malghe. Nei primi mesi del prossimo anno contiamo di presentare la nuova applicazione che si chiamerà ‘Veneto Sentieri’, che fornirà informazioni utili a quanti desiderano scoprire in sicurezza, a piedi, a cavallo o in bicicletta, alcuni dei più affascinanti scenari del Veneto, e in particolare proporrà tutti i percorsi georeferenziati”.

Percorsi green e slow. Una Mappa Parlante Interattiva, la Rete dei Centri di San Martino nel Veneto e il sito www.sanmartinoinveneto.it sono i primi risultati del progetto che ha come partner il Comune di Szombatherly (Ungheria), il Comune di Maribor (Slovenia), il Comune di Albenga (TO), il Comune di Dugo Selo (Croazia), il Centro di Ricerca Accademico della Slovenia, l’organizzazione non-profit Mindspace (Ungheria). “L’Unpli dimostra ancora una volta quanto sia prezioso il lavoro che i suoi volontari svolgono nell’ambito dell’ospitalità e della valorizzazione dei nostri territori – ha detto l’assessore regionale al Turismo Caner – e in particolare questo progetto si muove esattamente verso uno degli obiettivi che la Regione si è data per arricchire la propria offerta turistica: promuovere il Veneto come terra di viaggi interni. La nostra regione, infatti, oltre ad annoverare mete turistiche affermate, racchiude una vasta rete di itinerari inconsueti e di grande fascino, percorsi green e slow che sono imperdibili opportunità di viaggio alternativo nel territorio veneto, itinerari che ad ogni tappa permettono di godere di paesaggi e di assaporare le specialità culinarie e culturali di mete meno famose ma preziose per la loro unicità. La Via di San Martino – ha concluso Caner – rappresenterebbe un ulteriore tassello che andrebbe ad aggiungersi alle altre strade “a tema” che già esistono e che si stanno sviluppando, anche attraverso investimenti sul piano infrastrutturale. Il Veneto, infatti, è attraversato da ben 5 delle 10 ciclovie di interesse nazionale: quella ‘del Garda’, la ‘Trieste-Venezia’, l’Adriatica (che interessa tutte le regioni della costa adriatica), la ‘VenTo’ (Venezia-Torino) e la ‘Ciclovia del Sole’ che collega Verona a Firenze”.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

26 e 27 ottobre 2019, a Pazzon di Caprino Veronese (VR) c’è la Festa del Pero Trentosso

Sabato 26 e domenica 27 ottobre 2019 si festeggia a Pazzon di Caprino Veronese (VR) la 6^ Festa del Pero Trentosso. Nata nel 2014 su iniziativa di un comitato spontaneo di cittadini della frazione pedemontana per rendere omaggio a questo frutto saporito tipico della montagna baldense e a rischio estinzione, con gli anni questa piccola festa è andata sempre più raccogliendo consensi sia tra il pubblico che tra gli espositori.

Programma/1. Sabato 26/10 pomeriggio, alle ore 15,30 con ritrovo nella piazza di Pazzon, partenza per “Quattro passi sotto i perari”, passeggiata tra i prati ad ammirare splendidi esemplari di pero trentosso; durante la passeggiata i partecipanti avranno modo di ricevere nozioni di botanica, ascoltare improvvisazioni teatrali e poesie a tema. A conclusione: merenda sul prato. Il secondo appuntamento di sabato è alle ore 18 nella sala parrocchiale con un conversazione su “Eventi climatici improvvisi: quale difesa vegetale a salvaguardia del territorio?” con Alessandro Pasini, dottore forestale. A seguire, alle ore 19,30 circa, una cena a base di pero trentosso e castagne (è gradita la prenotazione al 393 3864628).

Programma/2. Domenica 27 ottobre, giorno della Fiera vera e propria, inizia alle ore 9 con l’apertura dei banchetti di piccoli produttori che esporranno i loro prodotti tipici: pere, patate, verze, corbele, nespole e quant’altro offre la stagione. Alle 10 partenza della visita guidata “Tra fontane e lavatoi nella Valle del Tasso” a cura del Ctg El Vissinel, dalle ore 12 la cucina offre i piatti tipici della tradizione contadina: gnocchi di pane, minestrone, polenta e luganeghe. Nel pomeriggio si potrà assistere alla preparazione della ricotta. La giornata si chiude al tramonto quando la brave gente del Baldo saluterà tutti con puina (ricotta) e peri trentossi.

Fonte:

15 settembre 2019, in bici tra Piovego e Brenta per unire al divertimento la conoscenza dei rischi idrogeologici del territorio

Le Associazioni Brenta Sicuro, Slow Bike and Food ed il Gruppo Archeologico Mino Meduaco, propongono per domenica 15 settembre 2019 un itinerario di 32 km di facile esecuzione da percorrere in bicicletta tra il Veneziano e il Padovano finalizzato a far conoscere e rispettare il territorio. Il ritrovo è alle ore 8.30 nel parcheggio del ristorante “Da Marziano” – Ponte di Strà (VE) per la registrazione dei partecipanti (contributo 8 euro a persona comprensivo di assicurazione, guide al percorso e alla sua storia, ristori e piccolo rinfresco finale), possibilità di noleggio bici, obbligatoria la prenotazione al numero 339-2875881 (William).

Il percorso. Si costeggeranno i fiumi a partire dalla provincia di Venezia entrando anche nel centro storico del comune capoluogo di Padova. Molti sono i punti d’interesse: il ponte fra Stra e Noventana è uno dei più significativi con l’arrivo da nord del Brenta e l’immissione del Piovego, oltre che la partenza del Naviglio e del Brenta “Cunetta”, il pezzo più recente di una millenaria storia di corsi d’acqua. Altro punto molto interessante è quello di Riviera Ponti Romani, con l’arrivo del tronco maestro del Bacchiglione che fino agli anni ‘50 rappresentava uno snodo fondamentale per i traffici in arrivo dalla laguna veneziana che, poi proseguivano per il canale Battaglia al mare attraverso il Bacchiglione.

Un tour a valenza strorico-ambientale e culturale. A Vigonovo (Ve), si conoscerà anche la grande incompiuta: l’idrovia Padova mare, indispensabile opera di salvaguardia idraulica ed importante via trasportistica che potrebbe, una volta completata, unire l’interporto di Padova alla laguna veneziana e tutti i porti dell’alto Adriatico. Purtroppo, con l’avvento dei trasporti su “gomma”, tutti i fiumi hanno perso la loro centralità economica e sono stati relegati a meri scarichi di acque, molto spesso fortemente inquinati. E’ indispensabile, invece, rivalutare e rispettare le positive funzioni dei nostri piccoli e grandi corsi d’acqua, sia come elementi di composizione del territorio dal punto di vista ambientale (fruibili corridoi ecologici estremamente utili all’uomo, alle piante, agli animali), oltre che essenziali riserve d’acqua ed invasi in caso di forti precipitazioni.

Fonte: Associazione intercomunale Brenta sicuro

Cansiglio (BL-TV) sostenibile, il tavolo nelle aree picnic si prenota via web

Un nuovo sito web per prenotare un tavolo nelle aree picnic del Cansiglio, nello specifico in quelle dell’Archeton, del Bus de la Lum e del Giardino Botanico Alpino, facilmente accessibili a tutti e situate in una posizione centrale nella Piana.

In pratica. Il visitatore può riservare in anticipo un tavolo scegliendolo online sul sito internet https://cansiglioigg.com/; la prenotazione é assicurata fino alle ore 11.30 del giorno prescelto, dopodiché il tavolo verrà considerato a disposizione di eventuali altri utenti.

Un progetto europeo che migliora l’offerta turistica del Cansiglio. Tutelare e valorizzare per una fruizione sostenibile il patrimonio naturale, storico e culturale di quei siti poco conosciuti dal grande pubblico ma non per questo meno attrattivi sotto il profilo turistico, è l’obiettivo di “GoToNATURE”, progetto europeo finanziato dall’UE nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Austria, che vede coinvolti altri tre partner oltre a Veneto Agricoltura (capofila): la Direzione Turismo della Regione Veneto, il Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, Sella Nevea e Passo Pramollo e l’Istituto salisburghese di urbanistica e abitare. Tra le azioni pilota previste dal progetto, c’è dunque anche questo nuovo sito web “sperimentale” realizzato da Veneto Agricoltura, in collaborazione con ADAPT EV srl, che come accennato consente di prenotare un tavolo in tre distinte aree picnic nella Piana del Bosco del Cansiglio – Foresta demaniale regionale gestita dall’Agenzia di Legnaro (PD) – in modo da offrire ai turisti la possibilità di godere delle bellezze naturali circostanti in serenità e relax.

Non solo aree picnic: il sito web fornisce infatti informazioni turistiche ed escursionistiche sull’area, con il suggerimento di itinerari da percorrere e la possibilità di conoscere le peculiarità naturalistiche, storico-culturali e gastronomiche presenti in Cansiglio. Tutto ciò perché il progetto, tra i vari obiettivi, propone di far vivere ai visitatori un’esperienza attiva lungo un percorso esplorativo ed educativo che presenta ambienti specifici per fauna, flora e storia del luogo. Un’esperienza, questa, resa possibile anche attraverso un servizio concepito come una sorta di “caccia al tesoro”, che coinvolge anche chi non conosce il Cansiglio, in particolare i bambini. Nelle pagine web è presente anche un breve questionario che consentirà al visitatore di ripercorrere l’esperienza vissuta e fornire feedback, commenti e pareri sul grado di soddisfazione, in modo da permettere ai promotori del progetto di migliorare il servizio offerto.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

La foresta demaniale regionale del Cansiglio si prepara ad accogliere i gitanti ferragostani

giardino botanico alpino G. Lorenzoni

Molti gli eventi in calendario durante la settimana di Ferragosto in Cansiglio (BL-TV), la splendida foresta demaniale regionale gestita da Veneto Agricoltura che ogni estate richiama migliaia di visitatori dalle accaldate città di pianura. Nella piana e tra la fitta, splendida, storica faggeta non mancano le occasioni per lunghe passeggiate, trascorrere qualche ora di assoluto relax. Vediamo alcuni degli appuntamenti in programma.

Mercoledì 14 agosto (15.00-16.30) visita guidata al Giardino Botanico, e giovedì 15 agosto, Ferragosto, (9.30-12.00) è in programma una visita guidata al Museo dell’Uomo in Cansiglio e una facile uscita ai cippi confinari della foresta che fu della Serenissima Repubblica di Venezia. Sono previsti spostamenti con auto propria. Inoltre, al mattino (10.30-12.00) e al pomeriggio (15.00-16.30) si svolgeranno due visite guidate al Giardino Botanico Alpino; dalle 15.00 alle 16.30 invece al Museo dell’Uomo. Un altro interessante incontro, “Piante e animali, una lunga storia d’amicizia”, è in programma dalla 16.30 alle 17.30 con l’obiettivo di scoprire le relazioni segrete tra le piante e gli animali per la reciproca sopravvivenza. Nel fine settimana dopo Ferragosto sono in programma ancora visite guidate al Giardino, al Museo e ai villaggi cimbri. Ulteriori informazioni a questo link

Fonte: ufficio stampa Veneto Agricoltura

 

6 agosto 2019, alla scoperta in battello di Padova, fra mura e acque

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) E’ un approccio davvero “originale” alla città di Padova quello offerto dal socio Argav Pietro Casetta, giornalista, geografo, guida naturalistica ambientale e Cultore della materia Geografia umana al Corso di laurea in Scienze della formazione dell’Università di Padova, di cui se ne può avere un bell’esempio martedì 6 agosto, in occasione dell’escursione “Padova in battello“, da lui organizzata.

Il progetto culturale. L’obiettivo di Casetta, infatti, è di raccontare la città del Santo sottolineandone gli aspetti artistici e naturalistici, dando valore alle nuove realizzazioni architettoniche, ambientali e paesaggistiche, alle opere di ingegneria, passate – stile massonico compreso – e presenti, alle nuove tecnologie energetiche e alle opere idrauliche.

Programma. Per quanto riguarda l’iniziativa del 6 agosto, l’imbarco in battello è previsto alle 17.30 al molo cinquecentesco del Portello, cui seguirà il racconto storico-artistico de: la Porta, il Ponte, il Capitello della Fraglia dei Barcari, la scalinata; un po’ di navigazione, quindi lo sbarco alla Golena comunale di San Massimo, dove saranno illustrati il Bastione Portello Vecchio (con visita al suo interno e alla sommità), le Mura e il “trabocchetto”, il Bastione Castelnuovo, la Statua di San Prosdocimo, il Leone di San Marco ricollocato e la “cavana”; per quanto riguarda le Mura e le acque di Padova, si parlerà del Bastione dell’Arena con le tracce dello storico Leone di San Marco, dell’attracco e della gru che scaricava il carbone dai barconi, dell’area su cui avrebbe dovuto sorgere il nuovo Auditorium, del Macello in stile Jappelliano, del Bastione Piccolo, della cortina di Mura cinquecentesche. Dopodiché è previsto il re-imbarco e la visita del fiume sino alla Conca delle Porte Contarine, con il racconto del Monumento alle Vittime delle Twin Towers, del “mandracchio”, della Gora che alimentava il Mulino, delle Mura cinquecentesche. Il rientro è previsto verso le ore 20 circa (costo di partecipazione 15 euro a persona, gradita la prenotazione: padova@padovaoriginale.it -349 320 86 40, l’organizzazione non è responsabile per eventuali danni inferti o subìti da persone e cose nel corso dell’escursione).

Riqualificato a Segusino (TV) il “Trodo delle Acque”, escursionisti a piedi ed in bici ora più sicuri

da sx Denis Coppe e Carlo Stramare ricevano da Fabrizio Stelluto, presidente Argav, le tessere di soci onorari Argav al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD)

Gli amici Carlo Stramare e Denis Coppe, da noi eletti “soci onorari Argav” per il legame pluriennale che ci lega agli “S-céch de Segusin“, ci hanno informato che lo scorso 29 giugno è stato inaugurato a Segusino (TV) il nuovo sentiero che attraversa il torrente Riù, affluente del Piave. Si tratta di un progetto di riqualificazione dello storico Trodo de le Acque che collega Segusino a Stramare. L’iniziativa, fortemente voluta dalla Pro Loco e dal Comune di Segusino, è stata realizzata grazie ad un finanziamento di oltre centomila euro ricevuti dal Consorzio Bim Piave.

Uno degli otto ponticelli installati lungo il sentiero (foto Giovanni Carraro)

Il sentiero, di circa 3-4 chilometri, collega il centro di Segusino con il borgo di Stramare, passando per la valle dei mulini, tra Riva Secca e Riva Grassa. Frequentato da camminatori e ciclisti, il sentiero è stato messo in sicurezza con la collocazione di otto nuovi ponticelli realizzati in acciaio e legno, che consentiranno agli escursionisti, a piedi o in bici, di attraversare in sicurezza anche durante le piene del torrente. I lavori di posa dei ponticelli non sono stati semplici, infatti, la soluzione più veloce ed economica, volta a tutelare la valle, è stata l’utilizzo di un elicottero.

L’intervento rappresenta un  progetto naturalistico e turistico di ampio respiro, che abbraccia la realizzazione di una nuova area sosta camper dotata di 25 stalli. I due progetti turistici mirano a promuovere il territorio segusinese e rientrano nel più ampio progetto provinciale della pista ciclabile “La Piave”, che collegherà il Veneto da nord a sud seguendo il corso del fiume Piave.

Elena Filini racconta la leggenda del diavoletto (foto Giovanni Carraro)

In occasione dell’inaugurazione, è stato proiettato il film “Vette, borghi e capitelli di Segusino”, documentario voluto dalla Pro Loco e dal Comune e realizzato in collaborazione con l’emittente televisiva Telebelluno. «L’idea è nata insieme al regista Giovanni Carraro alcuni mesi fa», spiega Gloria Paulon, sindaco di Segusino. «Una puntata tutta per noi che entra nel ciclo di documentari “Dolomiti e Prealpi Flash” non solo per parlare di sentieri della nostra area montana, ma anche di tradizioni e leggende”. Oltre alla visita dei numerosi capitelli che si incontrano lungo il sentiero, il nuovo filmato prevede, infatti,  inserti culturali che raccontano storia e leggende di due piccoli edifici sacri. Il primo è la chiesetta campestre di Maria Ausiliatrice a Milies, altro importante borgo della montagna Segusinese. «Questa struttura, che sorge su una piccola collina nella conca di Millies ai piedi del Monte Zogo, stava cadendo in rovina», spiega Elena Filini, una dei protagonisti del film. «Grazie all’intervento degli Alpini e degli Amici di Milies, sostenuti economicamente dal Comune e dalla generosità della popolazione, è tornata all’antico splendore. Durante il restauro sono emersi due antichi affreschi che erano rimasti celati negli anni sotto gli intonaci, una Madonna con il Bambino e un San Francesco». Il secondo inserto si riferisce all’oratorio di San Barnaba, che la gente del luogo ha sempre identificato erroneamente come figura femminile citandolo come “Santa Barnaba”. Qui la Filini racconta la leggenda del diavoletto posto sull’affresco dell’altare, che rappresentò per intere generazioni di contadini un monito a non bestemmiare.

veduta aerea del borgo di Stramare (foto Giovanni Carraro)

Stramare, borgo magico. Una tappa del video è tutta dedicata a Stramare, borgo che fino a pochi anni fa era completamente disabitato, ma che oggi sta lentamente ripopolandosi. L’inserto è curato da Mariano Lio, scrittore locale che ha all’attivo numerosi libri aventi come tema l’attività rurale e le tradizioni della valle di Segusino. «Sono stato coinvolto dal regista per parlare della storia dei primi carbonai che hanno fondato il borgo nel Seicento, ma anche di tradizioni popolari», racconta Mariano Lio. «Un paese che ha vissuto di agricoltura e alpeggio fino a metà del secolo scorso, dove l’unica regola era quella dell’aiuto spontaneo tra le famiglie sfociato in quell’Opera de Rodol che ha reso unico questo borgo».

Fonte: Pro Loco Segusino e Associazione Amici del Presepio di Segusino, Giovanni Carraro, autore del docu-film “Vette, borghi e capitelli di Segusino”

Un’estate verde in Valsugana, al Parco delle Terme di Levico (TN), con tante attività e la possibilità di “adottare un albero” per contribuire alla rinascita del Parco dopo la tempesta Vaia

Vivere il Parco è un insieme di iniziative estive programmate dal Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della Provincia autonoma di Trento assieme ad Apt Valsugana Lagorai negli storici Parchi delle Terme di Levico e Roncegno. La rassegna comprende attività per tutti, momenti di svago a diretto contatto con la natura con musica, teatro, laboratori creativi e attività didattiche (la partecipazione a tutti gli appuntamenti è gratuita, è richiesta l’iscrizione ai laboratori:-mail: info@vistivalsugana.it – Tel. 0461 727700).

Ogni martedì si visita il Parco. Simbolo della città termale di Levico Terme, il parco asburgico, creato agli inizi del ‘900 quando Levico Terme era meta prediletta di vacanze della nobiltà austro-ungarica, si estende in un’area di 12 ettari e ospita maestosi alberi di specie autoctone ed esotiche. Anche nel 2019 continuano le visite botaniche guidate al parco. Gli itinerari proposti offrono la possibilità di ammirare e identificare i principali alberi del parco e di conoscere elementi della storia del parco. L’appuntamento è fissato ogni martedì dal 25 giugno al 10 settembre ad ore 16.00 con punto di ritrovo presso l’entrata principale del parco in Viale Rovigo (in caso di maltempo la visita viene annullata).

Laboratori didattico-creativi e corsi su tematiche naturalistiche. Rivolti agli adulti quelli programmati alle ore 15.30 nella serra del parco e sono: venerdì 28 giugno: “Unguenti e ricette salutistiche della tradizione popolare”; Martedì 9 luglio: “ll giardino sul tessuto, stampe naturali su stoffa”; Martedì 16 luglio e 20 agosto: “Imballaggi ecologici e loro trasformazione, dedicato al riciclo e riuso”; Martedì 23 luglio ore 10.00 – 12.00 e 15.30 -18.00: “piccoli bouquet con fiori recisi, come allestire una tavola con fiori e fiori di carta e l’aggiunta di elementi naturali” con il floral designer Oscar Aciar; Martedì 30 luglio: “La bellezza del viso in cucina”; Martedì 6 agosto: “Arte floreale liberty” con incisione e stampa; Venerdì 6 settembre: “Candele in cera d’api”.

Al giovedì laboratori didattici rivolti a bambini e ragazzi. Si tengono nella serra del Parco dal 18 luglio al 22 agosto e prevedono momenti di creazione ed esplorazione con l’intento di stimolare la loro sensibilità nel rispetto dell’ambiente. Giovedì 18 luglio ore 16.00 “Divertente scoperta degli alberi del parco”; Giovedì 25 luglio ore 10. 30 “Giallo come il sole, viola come un fiore”, pigmenti vegetali. Giovedì 1 agosto ore 10.30 “Laboratorio di falegnameria: i piccoli animali selvatici del parco”. Giovedì 8 agosto ore 10.30 “La carta a mano: il riciclo”. Giovedì 22 agosto ore 16.00 “Costruiamo un quadro giorito con la vegetazione del parco”. Programma completo a questo link.

Dopo la tempesta Vaia, si adotta un albero. Il Parco, gestito dalla Provincia autonoma di Trento, Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale, è ora in fase di restauro dopo l’uragano di fine ottobre 2018. Il bilancio della tempesta “Vaia” è stato pesante: 216 grandi alberi caduti, danneggiati circa 3 ha di prato, distrutte circa 4.500 piante erbacee e arbustive, danneggiati arredi e distrutto lo storico gazebo; dopo i primi interventi il parco è di nuovo aperto in tutte le sue aree e molti alberi caduti sono stati ripiantati. Per contribuire alla rinascita del parco è possibile aderire alla campagna di raccolta fondi “Adotta un Albero” versando € 10,00 con le seguenti modalità: 1) recandosi all’Ufficio Info APT di Levico Terme, donando in contanti;2) con bonifico sul seguente C.C: ADOTTA UN ALBERO IT08H0817834940000018157920

Visitare il Parco tutto l’anno. Il Parco è aperto tutto l’anno e conserva ancora il fascino di un luogo speciale per le storiche alberature – ospita monumentali latifoglie conifere esotiche, arbusti, bulbose e prati fioriti – vestite di fronde fino al livello del terreno che sono cresciute liberamente in mezzo ai prati. In primavera si apprezzano le fioriture delle bulbose – tulipani, fritillarie, campanellini, bucaneve e muscari, elsomini, viburni, cornioli ornamentali, spiree e la profumata Lonicera fragrantissima. In estate è gradita la frescura degli alberi monumentali, la fioritura delle ortensie e dei prati non sfalciati oltre alle bordure di rose rifiorenti. In autunno spiccano i colori dei faggi e del Gynkgo, del Liquidambar styraciflua, degli aceri nostrani e americani, dell’albero dei tulipani, Liriodendron tulipifera oltre alle querce rosse. In inverno dominano le maestose conifere: gli abeti rossi e i rari abeti orientali (Picea orientalis), sono notevoli le suggestioni del parco cristallizzato coperto dalla coltre nevosa. Per saperne di più consultate il sito www.naturambiente.provincia.tn.it dove è visibile la “Guida al Parco di Levico” e il tour virtuale.

Fonte: Servizio stampa Provincia autonoma di Trento