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Domenica 9 agosto, al Giardino Botanico Alpino in Cansiglio c’è “l’erborista dell’anima”

(di Toio de Savorgnani, premio Argav 2016) Quella del 9 agosto sarà una domenica intensa al Giardino Botanico Alpino “G. Lorenzoni” del Cansiglio, gestito da Veneto Agricoltura. Al mattino, dalle 10.30, sarà presente, infatti, Carlo Signorini, definito “l’erborista dell’anima“, che abita in un piccolo paese della Val di Fiemme, in Trentino.

Barba e capelli lunghi ed immacolati, parla pacatamente e semplicemente, da vecchio saggio della Montagna, si definisce un alchimista poiché crede nel potere di guarigione della natura e delle piante in particolare, che vanno studiate e capite, non solo da un punto di vista scientifico, ma anche e soprattutto affettivamente ed emotivamente, come si trattasse di persone vicine, quasi di famigliari. Signorini ricorda continuamente che l’umanità deve, se vuole sopravvivere, reimparare a vivere semplicemente e con rispetto, consumando meno, inquinando il meno possibile. La sua è un’alchimia elementare ma profonda, semplice ma non banale, ci mette davanti alle nostre responsabilità e ai nostri doveri. La Vita è una sola, che si esprime in innumerevoli forme, ma che è sottesa da un unico principio e dal nostro dovere, sono parole sue, “…di conservare il Divino Giardino che è la Terra” e che l’Umano deve capire la sottile differenza tra “far parte della Natura” ed essere invece Natura a tutti gli effetti, cioè non possiamo scegliere o allontanarci quando non ci piace più o quando ci sentiamo in pericolo, ma nel bene e nel male noi siamo Natura, senza possibilità di scelta. La Vita è intelligente, quindi tutte le sue forme lo sono, anche le creature vegetali.

Domenica mattina in Cansiglio si parlerà quindi di intelligenza delle piante e della necessità che, come in tutte le culture di un tempo, si riscopra questo mondo complesso, presente sulla Terra da ben prima di noi, un mondo di creature evolute e che hanno plasmato la superficie del pianeta, rendendolo vivibile alle forma di Vita determinatesi dopo quelle vegetali. Signorini ci invita a riavvicinarci agli alberi, esseri antichi a cui dobbiamo molto, ma ce lo dimentichiamo sempre. Chi ci da l’ossigeno che respiriamo, chi ci fornisce molte sostanze per guarire, chi ci dona se stesso per darci il legno, preziosa materia, prima che fonte di arricchimento e di utilizzo indiscriminato. La Vita non è un prodotto industriale e non è replicabile all’infinito, sopravviveremo solo se saremo in grado di trasformare questa affermazione, in apparenza banale e scontata e anche troppo ripetuta, nel nostro modo di vivere, da qui in poi.

Nel pomeriggio dalle 16.30, il prof. Valentino Casolo dell’Università di Udine parlerà dell’effetto dei cambiamenti climatici sulla flora alpina, costretta per sopravvivere ad adattarsi alle nuove situazioni climatiche che si sono determinate nelle ultime decine di anni anche in alta Montagna.

La nona edizione di “Made in Malga” rinviata al 2021

Made in Malga, l’evento nazionale dedicato ai formaggi e ai prodotti di montagna tradizionalmente in programma nella prima e nella seconda settimana di settembre ad Asiago e nell’Altopiano dei 7 Comuni, nel Vicentino, viene rinviata al 2021. Una decisione necessaria, sebbene sofferta, che è stata presa d’intesa tra il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, il Comune di Asiago e la segreteria organizzativa di Guru Comunicazione.

Fonte: Servizio stampa Made in Malga

 

 

I pianeti del sistema solare nel giardino botanico dei Colli Euganei a Galzignano Terme (PD)

E’ stato inaugurato di recente a Casa Marina – Giardino Botanico dei Colli Euganei a Galzignano Terme (Pd) il “Sentiero dei Pianeti”, un interessante percorso naturalistico realizzato da Veneto Agricoltura d’intesa con l’Ente Parco dei Colli Euganei.

Cartelli didattici. Il “Sentiero dei Pianeti”, finanziato dalla Regione Veneto, rappresenta un ulteriore arricchimento della già ricca proposta didattica offerta ai visitatori da Casa Marina. Il nuovo percorso, che come è facilmente intuibile dal nome è dedicato ai pianeti del nostro sistema solare, è stato realizzato dalle maestranze di Veneto Agricoltura secondo un progetto fornito dal Parco. I visitatori potranno percorrerlo seguendo i cartelli didattici disposti sul terreno a distanze proporzionali che rispettano le distanze che i pianeti hanno dal sole, rendendo così percepibile, attraverso l’esperienza diretta, la struttura del nostro sistema solare.

L’azione regionale. Vale la pena ricordare che in questi anni Veneto Agricoltura ha sviluppato una concreta collaborazione con il Parco Regionale dei Colli Euganei, operando in un’area di enorme pregio naturalistico e ricca di biodiversità. Presso Casa Marina, luogo delle principali attività di educazione ambientale svolte dall’Ente Parco, l’Agenzia regionale, attraverso l’attività delle proprie qualificate maestranze, ha condotto la gestione ordinaria dell’area, consentendo lo sfalcio regolare delle aree verdi, la cura e la pulizia delle aiuole tematiche e la miglior conduzione nelle pratiche colturali. Veneto Agricoltura ha inoltre operato nell’area circostante Casa Marina allestendo due cantieri boschivi allo scopo di migliorare e mettere in sicurezza il territorio, riqualificandolo e rendendolo usufruibile ai visitatori e alle attività di didattica. Gli investimenti effettuati da Veneto Agricoltura a Casa Marina, sia in termini di risorse umane che materiali, hanno contribuito al miglioramento di molti ambiti del Giardino Botanico dei Colli Euganei, sia in termini di fruibilità che di immagine. Gli interventi realizzati hanno infatti consolidato lo sviluppo di un ambiente ordinato che ben si presta ad accogliere i numerosi visitatori e promuovere una cultura ambientale sempre più gettonata dalla collettività, offrendo così la possibilità di conoscere gli habitat dei Colli Euganei in tutte le stagioni.

Recupero di semi. Sotto l’aspetto tecnico, merita di essere ricordata la collaborazione in atto da alcuni anni tra il Giardino Botanico dei Colli Euganei e il Vivaio di Veneto Agricoltura di Montecchio Precalcino (Vi) che punta al recupero di semi di specie inserite nella Lista Rossa veneta o nazionale per la conservazione del genoma vegetale. Per l’area dei Colli Euganei e per gli scopi didattici del Giardino Botanico, il recupero del germoplasma delle specie igrofile, piante tipiche degli ambienti umidi elencate nella Lista Rossa, rappresenta un’attività di straordinaria importanza.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

25 luglio 2020: ritorno per i soci Argav a Fratta Polesine (RO) per visitare il Manegium, oltre all’Ecomuseo Mulino al Pizzon

Oggi, sabato 25 luglio 2020, i soci Argav tornano a Fratta Polesine (RO) dapprima  per un’inedita giornata esperienzale all’Ecomuseo Mulino al Pizzon e poi, grazie alla disponibilità dei gestori soci Argav, ri-visitare, o visitare per la prima volta per chi non c’è stato in precedenza, “Il Mangegium“, museo etnografico locale, eccezionale esperienza di conservazione del “genius loci” attraverso il volontariato.

Programma. ore 10:30 arrivo all’Ecomuseo Mulino al Pizzon, via Pizzon 915, Fratta Polesine (RO), (www.locandaalpizzon.com), ore 11:00 visita al complesso, ore 12:00 aperitivo, ore 12:30 pranzo con le specialità del Mulino (granotto laurus, pasta corta artigianale al pesto di elicriso, stinco al ginepro – faraona arrosto – contorni vari – dessert). Nel pomeriggio: passeggiata lungo il fiume e prove di voga alla veneta. A seguire: visita a Il Manegium. Il costo di partecipazione (comprende il pranzo con bevande, le attività guidate e la quota di partecipazione associativa) è € 20,00 per Soci/e A.R.G.A.V. (€ 15 per i Soci/e Sostenitori/rici); € 25,00 per esterni/e.

 

Giardino Botanico Alpino e Museo dell’Uomo in Cansiglio aperti anche durante la settimana, in programma visite guidate, escursioni, laboratori per bambini, concerti

La piana, la foresta con i suoi numerosi sentieri segnati, il Giardino Botanico Alpino, il Museo dell’Uomo in Cansiglio (MUC), i tanti luoghi di ristoro presenti nell’area del Cansiglio (BL_TV) si preparano ad accogliere i visitatori e gli appassionati della montagna e della natura in generale. Le strutture, gestite da Veneto Agricoltura, hanno in serbo per i visitatori un sacco di sorprese e per questo resteranno aperti al pubblico, con orari diversificati, non solo nei fine settimana ma anche il mercoledì, giovedì e venerdì.

Oggi, domenica 19 luglio, presso il Giardino, si svolgerà la Festa della Fioritura, con visite guidate sia al mattino che al pomeriggio. La giornata prevede, inoltre, una serie di altre belle iniziative quali una caccia al tesoro per bambini dai 5 ai 10 anni (10:30-17:00), un incontro sui segreti della frutta e della verdura (16:00-17:00), una lezione per riconoscere le piante velenose (16:00-17:00) e infine un concerto con musiche di Vivaldi, Handel e Schumann (17:15-18:00). Domenica 26 luglio, sempre in Giardino Botanico, si terrà “Photomatching”, il tradizionale appuntamento rivolto agli appassionati di fotografia naturalistica. Sono previste, inoltre, due escursioni guidate: la prima alle ore 9:30 (ritrovo presso il MUC in località Pian Osteria) prevede una facile passeggiata che si snoda tra Cornesega e Valmenera alla scoperta di piante e animali selvatici; durerà l’intera giornata e per questo è previsto il pranzo al sacco; costo: 15 euro per gli adulti, 8 euro per i ragazzi (12-18 anni) e gratuita sotto i 12 anni. Informazioni e iscrizioni presso Prealpi Cansiglio Hiking snc: 3701107202 o prealpicansiglio@gmail.com. Al termine dell’escursione è possibile visitare il MUC. Una seconda escursione, comprendente la visita al MUC e ai villaggi cimbri, si svolgerà a partire dalle ore 14.00 con ritrovo dei partecipanti al Museo dell’Uomo in Cansiglio.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

La cultura del fosso/10. Nei Colli Euganei, Parco naturale regionale, tutt’intorno scorre una ciclovia ma anche un antico anello navigabile che nessun guarda.

Ecco il decimo racconto legato a “La Cultura de Fosso“, progetto educativo 2019-2020 delle “Comunità Solidali e Sostenibili” realizzato dall’associazione Wigwam, con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Regione del Veneto, la collaborazione di 9 comuni e la partecipazione di una ventina di associazioni. Il racconto, scritto da Gianluigi Peretti, si intitola “Per argin di fossi, fiumi e canali, il ciclo anello dei Colli Euganei“.

Inizio dicendo che considero la mia prima età quella dell’oro della mia esistenza. Perché questa premessa? Per il fatto di aver potuto vivere in quella che oggi chiamiamo la civiltà rurale, in campagna e poi a ridosso della campagna con i suoi fiumi, canali, lunghi e tortuosi fossati, stradine dove ogni tanto passavano vecchi contadini con i loro arnesi e prodotti su dei carretti. Erano gli anni della ricostruzione postbellica ma in quella landa veneta i rumori e i lavori delle città arrivavano affievoliti, come un’attività quasi estranea.

In seguito non sarebbe più stato così. Si sono conosciuti altri territori, altri paesaggi, altre città. Tra questi, quelli più suggestivi e vissuti sono stati i Colli Euganei, dotati di scenari incomparabili e inconfondibili, con un centinaio circa di alture. E’ stato scoperto l’anello ciclabile dei Colli, e percorrerlo almeno una volta anche senza il giro completo, risulta un’esperienza indimenticabile da ogni punto di vista, una vera riscoperta dell’ambiente per chi vive abitualmente tra carte, scartoffie, tavolino e computer quando ha sostituito la vecchia macchina da scrivere. Le mete turistiche sono numerose. Se si parte da Villa Molin alla Paltana di Padova, tra i capolavori dello Scamozzi e si prosegue per Battaglia Terme sull’argine del canale omonimo, si scopre come in passato le vie d’acqua fossero le strade privilegiate per uomini e merci.

L’incrocio di canali che proprio nel paese della “battaglia” tra acque (con relativo Museo delle navigazione) si riscontra, ne è chiaro esempio. Proseguendo si incontrano il maestoso Catajo, le città murate di Monselice ed Este (per i più il tratto più accidentato), quindi il Castello di Valbona, la località Bomba presso una vecchia fornace, sede del Museo geopaleontologico dei Colli, (che fa il paio con quello naturalistico in vetta al Gemola), e alla fine, lasciata Bastia, si scorge, dall’alto degli argini del Bacchiglione presso Cervarese Santa Croce, il Castello Carrarese di San Martino della Vaneza con annesso Museo del Fiume vicentino-padovano.

Abbiamo parlato di argini di canali (e fiumi) storici, ma oltre a questi, si comprende non solo l’utilità ma la necessità dei fossi e fossati, soprattutto oggi, in presenza di ricorrenti dissesti idrogeologici. Purtroppo la loro manutenzione, per molteplici ragioni, non è sempre all’altezza, per usare un eufemismo. Per fare un esempio calzante, come accennato, il percorso dell’anello dei Colli diventa alquanto precario tra Monselice ed Este, dove anche la segnaletica appare carente. Ma in ogni caso basta gettare lo sguardo tutt’intorno e si individueranno fossi maltenuti, addirittura tombinati o diventati quasi una discarica nel caso peggiore, ponticelli pericolanti. Il canale Bisatto presenta più o meno le stesse caratteristiche di quello di Battaglia.

Nei pressi di Vo’ Vecchio si respirano atmosfere d’altri tempi. Diversamente salendo da Bastia a Rovolon, volendo accorciare il percorso, si potrà ammirare la magnifica Abbazia di Praglia, dove tutto si presenta tenuto con cura, e si arriverà ad Abano e Montegrotto (con la suggestiva Villa Draghi). Da tenere a mente che una breve salita si troverà tra Bastia e il Monte Sereo, comunque affrontabile senza fatica.

Elencare i monumenti, le ville, i castelli e i musei non menzionati a portata di mano (o di manubrio) dei percorsi riferiti necessiterebbe di maggiore spazio, ma le conoscenze paesaggistiche appaiono sicuramente più interessanti, anche con i dovuti confronti. Una realtà rimane inconfutabile: dall’alto degli argini si prende consapevolezza non solo della validità ma della necessità dei fossati maggiori e minori e della loro continua manutenzione e pulizia (e dei tombini stessi, che talvolta ostruiscono il libero percorso d’acqua).

Per concludere quest’esperienza di almeno un giorno, diverrà un sicuro arricchimento per chi ama la natura e la sua conservazione, aiuterà a capire che la crescita e lo sviluppo cui l’uomo è costantemente rivolto non devono andare solo e sempre verso la cementificazione e l’erosione nel caso dei Colli, (Arquà Petrarca docet!), già in parte compromessi, ma pure alla salvaguardia di canali, fossi e fossati. Una salvaguardia che diventerà indispensabile quando i ghiribizzi del tempo atmosferico si accaniranno contro l’uomo e le sue costruzioni spesso speculative o addirittura narcisistiche. Un consiglio finale: evitare, se non in casi necessari, i tratti malamente sterrati e asfaltati per fruire pienamente di una natura più autentica.

 

 

14 luglio – 8 settembre 2020, l’Orto botanico di Padova, l’orto universitario più antico al mondo, diventa il cuore di una ricca stagione di musica, teatro e cultura

La tappa estiva del festival Risvegli sarà la più simbolica e la più attesa: per la prima volta dopo i mesi di chiusura, l’Orto botanico dell’Università di Padova torna a proporre, dal 14 luglio all’8 settembre 2020, una rassegna di iniziative in presenza, all’aperto, nei luoghi più suggestivi dell’Orto, nel rispetto delle disposizioni normative di prevenzione e sicurezza.

Con un appuntamento alla settimana, Risvegli propone la grande musica dell’OPV – Orchestra di Padova e del Veneto e di Emanuele Via & Charlie T, il teatro per ragazzi e per famiglie di Ullalà Teatro e Fondazione Aida, il monologo Semi di 16sei e una conferenza-spettacolo sulla salute delle piante con Lucio Montecchio, Giorgio Gobbo e Annamaria Moro. E ancora lo spettacolo Natura in multivisione di Francesco Lopergolo e Valter Binotto, visite guidate al tramonto e in notturna, prolungamenti orari e aperture straordinarie, per vivere a pieno il suggestivo Orto estivo.

Programma di luglio. Martedì 14 luglio, ore 19. Sui Generis: racconti e canzoni tra botanica e poesia, Lucio Montecchio, Giorgio Gobbo e Annamaria Moro. Una conferenza-spettacolo sul tema della salute delle piante, con gli approfondimenti del patologo vegetale Lucio Montecchio e le musiche di Giorgio Gobbo e della violoncellista Annamaria Moro. Lunedì 20 luglio, ore 21, Resina Emanuele Via & Charlie T in concerto, Concerto di Emanuele Via, tastierista degli Eugenio in via di Gioia, e il quartetto d’archi Charlie T: violino, violoncello, contrabbasso e arpa per dar voce al progetto musicale Resina, un album strumentale dedicato al legno, nel quale ogni brano prende il nome di un albero. Lunedì 27 luglio, ore 19, Semi 16sei, Un reading che narra la storia dell’agronomo russo Vavilov, il primo ad avere creato una banca di semi e piante commestibili a Leningrado, nei primi del Novecento. Uno spettacolo che ci ricorda quanto conta, oggi più che mai, proteggere il Pianeta e la sua biodiversità.

Programma di agosto. Sabato 1 agosto, dalle ore 16, Girofiaba, Ullallà Teatro, Uno spettacolo a tappe nei luoghi più suggestivi dell’Orto, durante il quale il pubblico incontrerà alcune tra le fiabe più belle di tema naturalistico. Un pomeriggio di storie itineranti dedicato a bambine e bambini e alle loro famiglie. Dai 4 anni. Mercoledì 5 agosto, ore 21, Natura in multivisione, Francesco Lopergolo e Valter Binotto, Un incontro-spettacolo nel quale si alterneranno il racconto, la musica e la magia delle immagini fotografiche di una natura vicina e lontana tutta da scoprire. Mercoledì 12 agosto e mercoledì 19 agosto, dalle ore 18, Tra magia e medicina. Visite guidate al tramonto, Una proposta di visite guidate al tramonto, accompagnati dalle guide naturalistiche dell’Orto attraverso un percorso di scoperta tra Orto antico e serre sull’uso delle piante, tra magia e medicina. Mercoledì 26 agosto, dalle ore 21, L’Orto segreto. Visita guidata notturna Una visita guidata speciale per avventurarsi e immergersi nell’affascinante Orto notturno, nei suoi profumi e nei suoi percorsi più segreti.

Programma di settembre. Sabato 5 settembre, dalle ore 16, E così nacque il mondo LEGREBI – Leggende dall’Europa, Fondazione Aida, Uno spettacolo itinerante per famiglie, nato dal progetto europeo “The Legend of the Great Birth” finanziato sul programma Creative Europe, in cui ogni tappa rappresenta un Paese d’Europa e le sue leggende fondative, spesso legate a elementi vegetali e animali, mettendo in risalto gli elementi comuni e le somiglianze piuttosto che le differenze. Dai 5 anni. Martedì 8 settembre, dalle ore 18, Music corner for orchestra, OPV – Orchestra di Padova e del Veneto, Insoliti speaker corner nei luoghi più suggestivi dell’Orto dove alla voce si affiancano gli strumenti per raccontare la natura in musica. L’orchestra si ricompone per il concerto finale sul prato fronte serre.

Informazioni e prenotazioni. La partecipazione alle iniziative della rassegna è compresa nel biglietto di ingresso all’Orto, ridotto in quelle giornate a 5 euro a partire dalle ore 16 (dalle ore 20 nelle date 20/07 e 05/08). Restano valide le consuete gratuità. I bambini fino a 12 anni accedono gratuitamente. La partecipazione alle iniziative della rassegna è su prenotazione. La prenotazione alla singola attività consente di accedere in Orto senza necessità di effettuare la prenotazione normalmente prevista per l’ingresso. Le prenotazioni saranno disponibili in prossimità della data di ciascun appuntamento. In caso di pioggia o maltempo è prevista una data di recupero per ogni iniziativa della rassegna che verrà comunicata a tutti i prenotati. Prenotazioni a questo link

La rassegna è possibile grazie al contributo di Fondazione Cariparo.

Fonte: Orto botanico di Padova

Estate in Cansiglio: aperti Giardino Botanico e Muc

Semaforo verde per le iniziative estive del Giardino Botanico Alpino “G. Lorenzoni” e del Museo dell’Uomo in Cansiglio (MUC). Oggi, domenica 5 luglio, la straordinaria area botanica della foresta demaniale regionale gestita da Veneto Agricoltura, una tra le più importanti dell’intero arco alpino, vedrà lo svolgimento di due interessanti appuntamenti: dalle ore 15:00 alle 16:00 è in programma una visita al Giardino con guida naturalistica, mentre dalle ore 16:00 alle 17.00 l’Ass. Naturalistica “G. Lorenzoni” e Valeria Covre propongono l’incontro dal titolo “Quando la natura ispira la scienza”, un “viaggio” per capire come animali e piante hanno fornito ispirazione a inventori, ingegneri, architetti e scienziati per la realizzazione di nuove tecnologie. Entrambe le iniziative rientrano nel costo del biglietto d’ingresso al Giardino.

Domenica 12 luglio, dalle ore 9:00 alle 12:00, è invece in programma l’iniziativa “Yoga e benessere in Foresta”, in compagnia di “Naturalmenteguide” e la yoga trainer Serena Cagnin, un’intera mattinata dedicata alla rigenerazione della mente, dello spirito e del corpo. In pratica, si tratta di una facile passeggiata, comprendente una serie di esercizi di pilates e di alcuni momenti di pratica yoga nella splendida Foresta del Cansiglio (BL-TV) alla ricerca di momenti di relax nella natura. Il ritrovo per i partecipanti è presso il parcheggio davanti al Ristorante Bar “Capanna Genziana” in Pian Cansiglio. Il costo dell’iniziativa è di euro 25. Per informazioni contattare: 370 1389543 oppure naturalmenteguide@gmail.com (i posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria).

Sempre domenica 12 luglio, dalle ore 10:30 alle 12.30, è in programma la visita guidata “Erbe per il benessere: salute e cucina”, una passeggiata tra le piante officinali e medicamentose del Giardino Botanico in compagnia dell’erborista Margherita Buggero. Nel pomeriggio (ore 15:00-16:00) è invece in programma una visita guidata al Giardino a cura Giardino dell’Associazione Naturalistica “G. Lorenzoni”.

Si ricorda che nei mesi di luglio, agosto e settembre il Giardino Botanico Alpino di Pian Cansiglio resterà aperto dal mercoledì al venerdì con orario 10:00-12:00 e 13:00-17:00, mentre al sabato, alla domenica e nei giorni festivi con orario 10:00-12:30 e 14:00-18:00.

Per quanto riguarda invece il MUC, il Museo dell’Uomo in Cansiglio, una chicca che merita di essere conosciuta e visitata, data la ricchezza dei suoi contenuti legati alla presenza – fin dalla preistoria – dell’uomo nella Piana, la finezza degli allestimenti interni e le tante informazioni didattiche che vengono fornite al visitatore, l’apertura è prevista il giovedì e venerdì con orario 14:00-18:00 e il sabato, la domenica e giorni festivi con orario 10:00-12:30 e 14:00-18:00.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

4 e 5 luglio 2020, una due giorni all’ecomuseo Mulino Pizzon a Fratta Polesine (RO) per “macinare” tradizione e cultura veneta

Il collega e socio Argav Efrem Tassinato, nostro anfitrione al circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco, ci informa della bella iniziativa organizzata sabato 4 e domenica 5 luglio dal‘EcoMuseo Mulino al Pizzon (via Pizzon 915) di Fratta Polesine (RO), che vedrà partecipe, tra gli altri, Alberto Ferrari, segretario nazionale dell’associazione ambientalista Movimento Azzurro, che abbiamo incontrato in occasione dei nostri incontri conviviali in Saccisica. Si tratta di due giornate dedicatate a far scoprire a famiglie e visitatori il Polesine, terra dei grandi fiumi nonché il territorio e le sue tradizioni. La manifestazione si tiene in spazi chiusi e negli ampi spazi aperti del complesso EcoMuseale, nel rispetto dei decreti ministeriali e regionali in vigore anti Covid-19.

Programma di sabato 4 luglio, aperto a tutti con prenotazione obbligatoria. Nella mattinata, sono previste visite esperienziali all’EcoMuseo, ore 10.30 e 11.30: da Mulino terragno ottocentesco a complesso di archeologia industriale restaurato, con il suo importante contesto ambientale e paesaggistico tra Scortico e Canalbian-co; Visita ai nuovi impianti per le energie rinnovabili e alla coltivazione dei grani antichi seminati e da raccogliere; Laboratorio “Il pane e i grani di ieri e di oggi” – ore 10.30 e 11.30, Camaron de la lisciara: selezione e conoscenza delle diverse farine; prove di un corretto impasto a cura dei partecipanti, sotto la guida di esperti. Pranzo a tema con prodotti tipici locali e di stagione, negli spazi dell’Ecomuseo. Nel pomeriggio, continuazione di attività del mattino, ed inoltre: Voga alla Veneta – esperienze dalla Tradizione Veneta: l’acqua come via di comunicazione ieri e oggi; esercitazioni su barche da fiume e attività di conoscenza sulle rive del Canalbianco: impariamo insieme! Valorizzazione della cultura tradizionale veneta – Tavola rotonda in Camaron de la Lisciara, ore 17.00, dopo i saluti delle autorità presenti, sono stati invitati a partecipare Cristiano Corazzari, assessore Regionale alla Cultura e Identità Veneta, Giuseppe Tasso, sindaco del comune di Fratta Polesine e Ivan Dall’Ara, presidente della Provincia; Introduce Nicola Gasparetto, presidente Regionale CTG Veneto e Alberto Ferrari, segretario nazionale dell’associazione ambientalista Movimento Azzurro, conduce il panel tra: Renzo Zattarin, Agronomo, già dirigente dei Consorzi Agrari di Padova, Venezia, Rovigo – Il grano: importanza socio-economica, coltivazione e utilizzi; Maurizio Spimpolo, presidente Ass. Valligrandi Veronesi – Le farine dei grani antichi e i loro prodotti; Fabio Ortolan, Accademia dei Georgofili di Firenze – Il mais nella storia agricola italiana; Gabriele Setti, presidente nazionale AIAMS – Un ruolo per i mulini storici; Alessandro Conte, food blogger “Vagabondare con stile” – Food tour designer: il nuovo turismo; Alberto Faccioli, vicepresidente Agriturist Veneto – Tradizione in cucina: la pinza alla munara; Cristiano Fenzi, presidente gruppo CTG Rovigoti – La voga alla veneta. Cena raccontata con menù del mugnaio, alle ore 20.00, Salone dei Grani, con momenti di musica e canti popolari della tradizione veneta.

Domenica 5 luglio, dalle ore 10.00, aperto a tutti, con prenotazione obbligatoria. ore 10.00 e 11.00: visite guidate al mulino e ai dintorni lungo i corsi d’acqua locali, in piccoli gruppi; ore 10.00 e 11.00: esperienze di voga alla veneta; ore 10.00: laboratori itineranti con esperienze pratiche tra panificazioni, farine e produzione di pasta; ore 11.00, Camaron de la lisciara, presentazione del libro “I barcari raccontano i cavallanti. Uomini e mestieri del ‘900 alle radici della nostra memoria collettiva, un passato dimenticato di cui siamo eredi” di Marina Bovolenta, Apogeo Editore; a cura di Lino Segantin, direttore rivista Ventaglio90, CeDi Editore. Sarà presente l’autrice. ore 13.00: pranzo degustazione, regolamentata negli spazi dell’EcoMuseo. dalle 15.00 alle 18.00: continuazione di alcune attività della mattinata e biciclettate su percorsi cicloturistici; ore 18.30: Conclusione. Novità: LUDOTECA PER BAMBINI attiva su richiesta dei genitori alla prenotazione, obbligatoria, durante tutte le giornate.

Quote di partecipazione agli eventi. Per la giornata di sabato 4 Luglio: a) attività (visite, esperienze, laboratori, ecc.), pranzo compreso: 25 euro. b) cena raccontata e animazione serale: 28 euro Prezzo scontato, comprensivo dei su esposti punti a) e b): 50 euro. Partecipazione alle sole attività in programma (esclusi pranzi e cena): 10 euro a giornata o frazione. Per la giornata di Domenica 5 Luglio: c) attività (visite, esperienze, laboratori, ecc.), pranzo compreso : 25 euro. Partecipazione alle sole attività in programma (esclusi pranzi e cena): 10 euro a giornata o frazione. Sconto previsto alle famiglie per i bambini e i ragazzi, in base all’età, determinato al momento della prenotazione. Possibilità di pernottamento per la notte del sabato, nella suggestiva cornice del Mulino, previa prenotazione (camere limitate): in camera doppia o tripla: 20 euro a persona. In doppia, uso singola (se disponibile): 35 euro. Sono da conteggiare a parte le eventuali, ulteriori consumazioni individuali o altri servizi particolari non sopra elencati. Tutti gli spazi sono adeguatamente e  regolarmente sanificati secondo le disposizioni vigenti. Nel rispetto della normativa in vigore contro il Covid 19, è obbligatorio prenotare la partecipazione agli eventi in programma rivolgendosi ai seguenti recapiti e seguendo poi le istruzioni che verranno fornite: per telefono ai numeri 347-3402463 (Donatella) oppure 339-1885961 (Alberto) – per mail a: info@ctgveneto.it oppure info@locandaalpizzon.com

La manifestazione è promossa da: Ctg Veneto con l’apporto organizzativo dell’EcoMuseo Mulino al Pizzon, in collaborazione con: Comitato Provinciale CTG Rovigo, Gruppi Ctg “Rovigoti “ (Rovigo) e “La Mongolfiera” (Badia Polesine), Coop. Soc. CeDi, Ecosezione Terre della Vangadizza di Movimento Azzurro, Associazione Valli Grandi Veronesi, Associazione Italiana Amici dei Mu-lini Storici, Vagabondare con stile, Venerabile Confraternita della Polenta , Agriturismo Valgrande.

 

 

 

Alti Pascoli della Lessinia, martedì 18 febbraio a Roma l’ultimo passaggio per la candidatura al Registro nazionale dei paesaggi rurali storici

Martedì 18 febbraio alle ore 11.30 nella sede dell’Enit, Agenzia nazionale del Turismo in via Marghera 2/6 a Roma, si svolgerà l’evento conclusivo del percorso di candidatura degli Alti Pascoli della Lessinia al Registro nazionale dei paesaggi rurali storici. Un territorio, quello della Lessinia, compreso tra le Regioni Veneto e Trentino Alto Adige, dove elementi di sostenibilità ambientale, persistenza delle attività produttive tradizionali, integrità paesaggistica e culturale, configurano un quadro di unicità a livello nazionale.

Un iter istituzionale, quello della candidatura, iniziato formalmente l’8 maggio 2019 con la costituzione a Verona di un’Associazione temporanea di scopo il cui obiettivo principale era quello di produrre un dossier di approfondimento sul territorio della Lessinia – richiesto dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali – per mezzo di un team di professionisti ed esperti profondi conoscitori di questo lembo di terra montano. Dopo i saluti istituzionali di apertura da parte di ENIT, il perito agrario Giuliano Menegazzi, coordinatore del progetto di candidatura, e ideatore nel 2015 assieme all’architetto Chiara Zanoni dell’iniziativa, illustrerà i motivi di unicità del territorio degli Alti Pascoli della Lessinia, che costituiscono anche i punti cardine del dossier. Accanto a lui Daniele Massella, allevatore e presidente dell’Associazione Tutela della Lessinia. A ricordare il significato e l’importanza del Registro dei Paesaggi rurali storici sarà Mauro Agnoletti, professore di Pianificazione dei sistemi agricoli e forestali e Storia ambientale presso la Scuola di Agraria dell’Università di Firenze. A mostrare in sintesi il lavoro svolto dal team operativo di professionisti e tecnici che per sei mesi e più hanno lavorato “sul campo” sarà il dottore forestale ed esperto alpicoltore Davide Pasut. A chiusura della mattinata, l’intervento della dottoressa Alessandra Albarelli, presidente nazionale di Federcongressi&Eventi, la quale illustrerà le opportunità di un nuovo sviluppo turistico per la Lessinia e gli ambienti rurali.

Elementi di unicità del territorio. Il territorio degli Alti Pascoli della Lessinia si sviluppa tra le province di Verona, Trento e Vicenza su una superficie di 10.387 ettari; rappresenta un paesaggio rurale prealpino tra i meglio conservati e tra i più significativi d’Italia, caratterizzato da fattori di unicità e storicità, tra i quali meritano di essere sottolineate le tracce di frequentazione preistorica e storica e il particolare uso della pietra locale. Nonostante i processi di abbandono della montagna italiana a seguito del boom economico, connessi con i fenomeni di globalizzazione e di trasformazione della zootecnia, in questi luoghi si è mantenuto integro un tessuto produttivo tenace e in grado di provvedere all’auto sostentamento, inserito armonicamente in un paesaggio oggi particolarmente apprezzato da un turismo attento alle produzioni locali e sostenibili, oltre che ai servizi ecosistemici, come quelli forniti dal mondo rurale.

Tra i motivi del successo attuale del territorio si possono annoverare l’ampia fruibilità fisica e visiva delle malghe dei Monti Lessini (una di queste, la “Casara di Malga Fittanze, è stata riprodotta in Vaticano lo scorso Natale come capanna per la Natività) e la dolcezza del territorio, che lo rendono gradito da escursionisti e famiglie, figure base del turismo rurale; la presenza di prodotti locali molto apprezzati, come gli gnocchi “sbatui” (fatti con acqua e farina e conditi con il burro), i formaggi (Monte Veronese di Malga presidio Slow food) e la pecora Brogna, esempio di biodiversità locale, rende inoltre questa zona particolarmente ricercata dal turismo gastronomico. Altrettanto importante l’insediamento stabile nel Medioevo di popolazioni germaniche conosciute come Cimbri, che hanno costituito per secoli una minoranza linguistica sopravvissuta fino ai giorni nostri e hanno contribuito nei secoli a dare alla Lessinia l’attuale conformazione strutturale con la creazione di sentieri e vie tra la pianura e la montagna, passando per il grande lavoro di “spietramento”, ovvero la raccolta delle pietre utilizzate per la costruzione dei muretti di confine delle malghe e di edifici in pietra adibiti ad abitazione per il periodo di monticazione, ad allevamento degli animali ed a trasformazione dei prodotti, alla costruzione di pozzi per la raccolta delle acque piovane e di pozze per l’abbeveraggio del bestiame.

Un territorio segnato anche dalla Grande Guerra vista l’importanza strategica, all’inizio del ventesimo secolo, della Lessinia quale zona di confine con l’impero austro-ungarico. Un territorio trasformato quasi un secolo dopo, nel 1990, nel “Parco Naturale Regionale della Lessinia” al fine di tutelare i caratteri naturalistici, storici, ambientali ed etnici del territorio. L’avvento dell’ente Parco ha portato anche alla crescita di una rete museale costituita da sette strutture, alcune di importanza internazionale. La trentennale attività dell’ente non sempre ha riscontrato i favori dei residenti, in particolare in ambito rurale.

La sfida prossima per il territorio degli Alti Pascoli della Lessinia sarà nel saper amministrare i cambiamenti attuali attraverso processi di valorizzazione delle produzioni, di salvaguardia dei metodi di produzione più sostenibili, di tutela del territorio, di incentivazione di politiche del lavoro specializzato necessario per le attività rurali, di dialogo con le istituzioni superiori e nel saper selezionare forme di turismo consapevole in linea con le direttive del Green Deal europeo. Anche per questo l’inserimento degli Alti Pascoli della Lessinia nel Registro viene considerato non un punto di arrivo, ma un punto di partenza per una nuova e durevole conservazione, a tutto tondo, del paesaggio.

La nascita del progetto. Come ricordato, nel 2015 Giuliano Menegazzi e Chiara Zanoni avevano inoltrato per la prima volta la richiesta di candidatura degli Alti Pascoli al Ministero, il quale, con la seduta di consiglio del 27 maggio 2016, aveva approvato la richiesta, con riserva. Lo stesso Ministero, attraverso l’Osservatorio Nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali, aveva fatto sapere che «L’area (degli Alti Pascoli) è di sicuro interesse per il registro, ma si ritiene necessaria una sua più accurata perimetrazione e che si propone di approvare la proposta di candidatura con le raccomandazione espresse nella Valutazione». In pratica veniva richiesto ai soggetti promotori, tra cui l’Associazione di tutela della Lessinia e l’Associazione per la promozione e la tutela della pecora brogna – oggi confluite nell’Associazione temporanea di scopo Alti Pascoli della Lessinia assieme a sette comuni, due società agricole private e altri enti territoriali di tutela e valorizzazione – di predisporre un dossier definitivo tenendo conto sia delle integrazioni richieste, sia dei criteri di candidatura pubblicati sul sito della Rete Rurale Nazionale che, in estrema sintesi, riconducono a requisiti di persistenza, unicità e integrità del territorio preso in esame. Per raggiungere questo obiettivo, l’ATS ha messo insieme un team di esperti e professionisti, tutti profondi conoscitori del territorio, che da maggio a dicembre 2019 hanno lavorato affrontando varie tematiche per evadere la richiesta ministeriale.

Il comitato promotore e il team di esperti. In provincia di Verona ne fanno parte i comuni di Bosco Chiesanuova, Erbezzo, Roverè V.se, Sant’Anna d’Alfaedo, Selva di Progno e Velo Veronese, in provincia di Trento i comuni di Ala e Avio, in provincia di Vicenza il comune di Crespadoro. Il comitato è formato poi da associazioni di tutela del territorio: l’Associazione Tutela della Lessinia, l’Associazione per la promozione e la tutela della Pecora Brogna, il Consorzio per la Tutela del formaggio Monte Veronese D.O.P., il Consorzio di Tutela della Pietra della Lessinia e l’associazione proprietari Malghe della Lessinia. Partecipano attivamente alcuni esperti e professionisti: Ugo Sauro, già professore all’Università degli Studi di Padova, Luca Battaglini, professore ordinario all’Università degli Studi di Torino, Geremia Gios, ordinario all’Università di Trento, l’esperta di lingua e tradizione cimbra Antonia Stringher,lo storico Bruno Avesani, l’architetto Chiara Zanoni, il dottore forestale Sebastiano Lucchi, il collega Davide Pasut, i medici veterinari Antonio Scungio e Marcello Volanti e il perito agrario Giuliano Menegazzi. Ulteriori informazioni www.altipascolidellalessinia.it.

Fonte: Servizio stampa Alti pascoli della Lessinia