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E’ nato a Soave (Vr) il Coordinamento regionale delle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto

Complice il caldo di questi giorni, non poteva avvenire che nelle fresche sale di una cantina il battesimo del Coordinamento regionale delle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto. Atto costitutivo e statuto della neonata associazione sono stati firmati lo scorso 12 giugno dai rappresentanti delle 12 Strade che la compongono nella cantina Monte Tondo a Soave, nell’Est Veronese.

Le nomine. A far da padrino all’evento, Francesco Antoniolli, vice presidente del Coordinamento nazionale delle Strade del vino, dell’olio e dei sapori italiane, nonché presidente della Strada del vino e dei sapori del Trentino. Presidente e vice presidente dell’associazione, in carica per tre anni, sono stati nominati rispettivamente Paolo Menapace, presidente della Strada del vino Soave e Isidoro Rebuli, presidente della Strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene.

Le 12 Strade aderenti. Al Coordinamento regionale hanno aderito: Strada del vino Arcole Doc, Strada del vino Colli Berici, Strada del vino Colli Euganei, Strada del vino Lessini Durello, Strada vini Doc Lison Pramaggiore, Strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, Strada del Radicchio Rosso di Treviso, Strada del Recioto e dei vini Gambellara Doc. Strada del Riso Vialone Nano Veronese Igp, Strada del vino Soave, Strada del Torcolato e dei vini di Breganze, Strada del vino Valpolicella. Oltre che da Menapace e Rebuli, il Comitato di gestione del Coordinamento regionale è formato da Franco Zanovello (Strada del vino Colli Euganei), Rino Polacco (Strada del vino Colli Berici, Cristian Zulianello (presidente Strada vini Doc Lison Pramaggiore). Il Coordinamento regionale avrà sede per i prossimi tre anni a Soave, in quanto è la località della Strada che ne esprime la presidenza.

Obiettivi. “Le 12 strade che fanno parte del Coordinamento regionale rappresentano centinaia di aziende agricole e cantine, imprese dell’accoglienza e della ristorazione, dell’artigianato tradizionale, oltre a tanti Enti locali e territori che, nel loro insieme, danno vita a percorsi enogastronomici considerati oggi in Veneto una delle più importanti forme di turismo emergente. Il nostro intento è quello di operare, in stretta collaborazione con la Regione, per promuovere e valorizzare questi percorsi attraverso un’offerta turistica integrata, senza dimenticare l’importanza della formazione degli addetti ai lavori nonché il recupero delle risorse per attuare i diversi programmi”, afferma il presidente del Coordinamento regionale Paolo Menapace, assertore delle prima ora dell’unitarietà di intenti delle Strade del vino e dei prodotti tipici veneti. “La saggezza popolare insegna che l’unione fa la forza, avere quindi una voce univoca nel confronti delle Istituzioni e degli altri interlocutori regionali sarà importante per riuscire a realizzare progetti comuni di ampio respiro”, conferma il vice presidente Isidoro Rebuli. Una delle prime azioni di promozione attuate dal Coordinamento regionale riguarda i social network, con la creazione della pagina Facebook Strade del vino, dell’olio e dei Sapori del Veneto in cui saranno inserite tutte le iniziative create per il pubblico dalle 12 Strade. Maggiori info: Strada del vino Soave, tel. 045-7681407, www.stradadelvinosoave.com

Fonte: Coordinamento regionale Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto

 

Storia di Francesco e Maria, che da oltre cinquant’anni custodiscono l’ultimo lembo verde nella zona industriale di Padova

Alcuni componenti del direttivo Argav insieme a Francesco (terzo da sx) e Maria (quinta da sx) Pagnin nel circolo di campagna Wigwam Il Presidio sotto il portico

“Se ad un contadino togli la terra, è come se gli togliessi l’anima”. Parla chiaro Stefano Pagnin del Circolo Wigwam Il Presidio sotto il portico, sorto nel 2004 per tentare di ricostruire un tessuto sociale disperso da più di cinquant’anni di devastazioni urbanistiche intorno a casa Pagnin, in via Gramogne, uno degli ultimi esempi di edilizia rurale nella Zip (Zona Industriale di Padova).

Francesco e Maria, custodi del territorio in tutti i sensi. Lo scorso 16 febbraio il direttivo Argav ha avuto l’opportunità di riunirsi nella casa colonica sede del circolo e di conoscere Francesco e Maria Pagnin, genitori di Stefano, che porta avanti con loro una bellissima testimonianza di vita dedicata al lavoro agricolo, alla custodia e alla difesa di quest’angolo verde di territorio, un “luogo – affermano gli autori del documentario che potete vedere di seguito – diventato simbolo di una memoria storica che non vuole scomparire, dispersa da un progresso che ha poco rispetto per le proprie origini, e per le persone”.

Psr, Veneto primo per volume e velocità di spesa, già pronti 12 bandi per altri 70 mln, dai fondi europei risorse per aviaria, Pfas, contrasto animali nocivi

da sx, Signora, Pan, Contarin e Tomasutti

Al giro di boa del ciclo settennale di impegno dei fondi europei del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 la Regione Veneto è ai primi posti in classifica per risorse impegnate, pagamenti effettuati e tempi di spesa: dai 1.169 milioni del “pacchetto” complessivo del Psr veneto, gli aiuti già concessi superano i 600 milioni, sono 338 i milioni impegnati (pari a circa il 30% del totale), 27 mila le domande finanziate, con tempi medi di pagamento di 45 giorni. Su un totale di 120 mila aziende attive in Veneto nel settore agricolo, in pratica una su 5 ha beneficiato degli aiuti del Psr.

Aumentate le risorse, affinato bandi e obiettivi, dimezzati tempi di impegno e pagamento, potenziata la comunicazione. “Il Programma di sviluppo rurale è il grande volano di sviluppo e di innovazione per la nostra agricoltura”, ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan, tracciando il bilancio di metà settennato, insieme a Fabrizio Stella, direttore di Avepa (l’ente pagatore), a Franco Contarin, responsabile della gestione del Psr, Walter Signora, direttore dell’unità organizzativa regionale. “Rispetto alla programmazione precedente 2007-2013, abbiamo aumentato le risorse, affinato bandi e obiettivi, dimezzato i tempi di impegno e di pagamento e potenziato la comunicazione: oltre mille imprenditori sono stati protagonisti in queste settimane dei ‘dialoghi’ sul Psr, condotti nelle sette province venete, per far conoscere agli agricoltori opportunità e risultati del programma”.

Per il 2018 sono giù pronti altri 12 bandi, finanziati con 70 milioni: sono rivolti a sostenere i giovani in agricoltura (13 milioni), la capacità di investimento delle aziende del primario (40 milioni), i progetti di cooperazione in ambito agroclimatico e ambientale (5 milioni), nonché progetti di rete per fattorie sociali e fattorie didattiche (2 milioni). “La Regione Veneto sta investendo, e in modo significativo, nel ricambio generazionale, nell’innovazione, nell’agricoltura in montagna, nella tutela dell’ambiente e nella funzione sociale delle aziende agricole – ha ricordato Pan – articolando i bandi in ragione delle molteplici esigenze del settore primario. I fondi del Psr intervengono anche per fronteggiare le grandi emergenze del settore primario: l’influenza aviaria (5 milioni per migliorare gli allevamenti), i Pfas (3 milioni per portare acqua pulita ai 1500 allevamenti della ‘zona rossa’), la cimice asiatica, la vespa velutina e la drosophila suzuki, il moscerino della frutta che ha messo in ginocchio i produttori di ciliegie, albicocche e pesche di Verona, Vicenza e Padova. Con la risorse del Psr la Regione sostiene programmi sperimentali di ricerca delle università di Padova e di Verona per individuare parassitoidi e metodiche biologiche di contrasto”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

 

Banca nazionale delle terre agricole, in vendita i primi 8 mila ettari, mutui agevolati per under 40

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha informato che è stata aperta lo scorso 5 dicembre la procedura di messa in vendita di 8mila ettari della Banca nazionale delle terre agricole pronti a essere coltivati. Si tratta del primo lotto che fa parte di un’operazione complessiva da oltre 20mila ettari.

La Banca nazionale delle terre agricole, gestita da Ismea, negli ultimi mesi ha registrato un boom di interesse. 137mila visualizzazioni e 16mila utenti registrati sono la concreta manifestazione dell’attenzione per questa nuova possibilità. La Banca, tutta online, è nata per consentire a chi, soprattutto giovani, cerca terre pubbliche da far tornare all’agricoltura. “Diamo nuovo valore ai terreni pubblici – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – con un  investimento su sostenibilità, economia e lavoro e per questo ai giovani interessati under 40 spettano mutui agevolati. Con la Banca nazionale delle terre agricole stiamo sperimentando una nuova forma di rivalutazione dei beni comuni, con l’obiettivo chiaro di favorire lo sviluppo di nuove realtà agricole nei territori. Le risorse che derivano dalla vendita dei terreni saranno totalmente dedicate al sostegno dei giovani agricoltori. Un lavoro che stiamo portando avanti con più strumenti, guardando soprattutto al ricambio generazionale. Abbiamo chiuso proprio in questi giorni anche il bando per il primo insediamento in agricoltura, che aiuta gli under 40 ad acquistare terreni e imprese. Più di 3mila ettari di terra e 100 nuove aziende nascono grazie ai 60 milioni di euro che abbiamo investito con Ismea. Sono semi di futuro del nostro Paese”.

Come funziona. Trovare un terreno è facile come un click, visto che il sito ha le terre geolocalizzate che possono essere ricercate per Regione. Sul sito di Ismea sono disponibili tutte le informazioni, dalla posizione alle caratteristiche naturali, le tipologie di coltivazioni e i valori catastali. Gli utenti possono consultare la Banca anche per grandezza dei terreni disponibili, potendo così fare ricerche più mirate alle esigenze produttive.

Dove sono i terreni. Nel complesso sono 8.174 ettari di terreno agricolo, tra cui 1700 in Sicilia, 1300 ettari in Toscana e Basilicata, 1200 ettari in Puglia, 660 ettari in Sardegna e quasi 500 ettari in Emilia Romagna e Lazio. Cosa producono. Le colture sono molteplici e variano dal seminativo, 3770 ettari, ai prati e pascoli con 1930 ettari, ai boschi con 800 ettari. Significativi gli ettari destinati alla coltivazione di uliveti e vigneti, rispettivamente 450 e 340 unità. La procedura. Prevede un percorso semplice: da dicembre, manifestazione d’interesse per uno o più lotti sul sito della Banca della Terra, da febbraio, procedura competitiva a evidenza pubblica tra coloro che hanno manifestato interesse.

Fonte: Servizio Stampa Ministero delle politiche agricole

3 dicembre 2017, nel Padovano la finale di Panetthòn, sfida solidale tra i migliori panettoni del Veneto

la selezione dei panettoni a Osterie Moderne (foto Nadia Donato)

(di Maurizio Drago, consigliere Argav) La sfida in Veneto tra i migliori panettoni artigianali si chiama Panetthòn. Si tratta di un concorso in cui vengono giudicati i migliori panettoni artigianali prodotti senza additivi e conservanti, fatti senza badare a spese con materie prime di alta qualità. Panettoni “classici”, con uvetta e canditi, che hanno una durata limitata ma che in cambio presentano una bontà senza paragoni.

da sinistra Daniele Gaudioso e Federico Biasinutto di Osterie Moderne (foto Nadia Donato)

E’ un concorso solidale il cui ricavato sarà interamente destinato al progetto “Amici di Adamitullo”, progetto varato dalla omonima Onlus creata da don Cesare Bullo che in Etiopia, ad Adamitullo appunto, garantisce il sostegno ad attività scolastiche ed educative che sono rivolte alle comunità locali. L’ideatore dell’iniziativa, partita otto anni fa, è Daniele Gaudioso, giornalista gourmet e collaboratore della guida ristoranti del Gambero Rosso. Il crescente successo del concorso già lo scorso anno ha indotto gli organizzatori (Gaudioso e alcuni suoi amici, i giornalisti Paolo Brinis ed il socio Argav Renato Malaman, oltre al consulente gastronomico Federico Menetto) a proporre l’iniziativa in un ristorante.

da sx i giornalisti Stefano Edel ed il socio Argav Renato Malaman (foto Nadia Donato)

Selezioni regionali. Alla finale approderanno i migliori 12 panettoni, selezionati durante tre serate, una sorta di “semifinali”. La prima si è tenuta il 27 novembre scorso al ristorante-enoteca Osterie Moderne di Campodarsego, dove sono stati valutati i panettoni presentati da pasticceri delle province di PadovaRovigo. Il 28 novembre nel veronese, a San Bonifacio alla pizzeria Ai Tigli di Simone Padoan, dove la giuria di esperti ha esaminato i panettoni prodotti da artigiani delle province di Verona e Vicenza. Il 29 dicembre si sono tenuti al ristorante Perché di Roncade (TV), dove sono stati degustati i panettoni provenienti dalle province di Treviso, Venezia e Belluno.

La finale è in programma domenica 3 dicembre a Torreglia (PD), all’Antica Trattoria Ballotta della famiglia Legnaro, in cui si decreterà il miglior panettone senza additivi né conservanti. Ovvero preparato senza utilizzare mono e di gliceridi degli acidi grassi, quelli classificati come E471.

4-6 novembre 2017, alla Biblioteca La Vigna di Vicenza vanno in scena vini e sapori dei colli Berici. Speciale anteprima il 3 novembre con il convegno ad ingresso libero sulla “Geologia nel bicchiere”.

Da sabato 4 a lunedì 6 novembre 2017 la Biblioteca “La Vigna” ospiterà Gustus, vini e sapori dei Colli Berici, evento organizzato da Strada dei Vini dei Colli Berici per presentare i vini Doc e le eccellenze del territorio.

Una speciale anteprima ad ingresso libero di Gustus si svolgerà venerdì 3 novembre dalle 9.30 alle 12.30 con il convegno “Paesaggi del vino dei Colli Berici”, promosso da Sigea (Società Italiana di Geologia Ambientale), in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Doc Colli Berici e Vicenza e la Biblioteca stessa. La conferenza, che fa parte della rassegna nazionale di incontri “Geologia nel bicchiere”, si articolerà in sei dibattiti legati da un unico filo conduttore: il rapporto che lega la viticoltura dei Colli Berici alla geologia e alla morfologia di questo territorio. Maggiori info relatori a questo link.

La manifestazione, che si svolgerà per la prima volta nello Spazio Scarpa di Palazzo Brusarosco-Zaccaria, sede della Biblioteca, accoglierà oltre 30 espositori tra aziende vitivinicole e produttori artigianali di specialità gastronomiche. Si potranno così degustare i vini Colli Berici e Vicenza DOC, insieme a mieli, formaggi, salumi, prodotti da forno, caffè, olio extravergine dei Colli Berici e assaggi di piatti del territorio. Gli assaggi di vino saranno accompagnati da un piatto di tipicità gastronomiche. Orari. Sabato 4 novembre dalle ore 17 alle 22, domenica 5 novembre dalle ore 16 alle ore 20, lunedì 6 novembre dalle ore 16 alle ore 20. Per acquisto del biglietto di ingresso a Gustus maggiori info a questo link. Per informazioni sulle degustazioni tematiche cliccare qui.

Fonte: Biblioteca La Vigna

 

“Mineralità nel vino? Impossibile da dimostrare, meglio parlare di terroir e cru”. A dirlo ai soci Argav in visita a Vignalta, Andrea Alpi del Seminario Veronelli

(di Gian Omar Bison, consigliere Argav) Il secondo appuntamento degli “incontri in cantina” promosso da Argav in collaborazione con Arte e Vino per i propri associati, si è svolto venerdì 22 settembre scorso nell’azienda Vignalta ad Arquà Petrarca (Pd).

I soci Argav ascoltano Michele Montecchio descrivere Vignalta

Dopo la prima uscita nel Veneziano a Mazzorbo (Venissa) dove abbiamo parlato di analisi sensoriale e tecnica della degustazione con Ottavio Venditto, il seminario arquatense di formazione professionale si è soffermato sulle caratteristiche e le differenze tra mineralità, sapidità e acidità nel vino. Tema controverso, di stretta attualità nella valutazione organolettica dei vini. Alla guida Andrea Alpi, direttore responsabile della didattica del “Seminario Permanente Luigi Veronelli”.

bottaia

Scopriamo Vignalta. Michele Montecchio, responsabile cantina, ci ha presentato una realtà vivace e già affermata nel panorama vitivinicolo nazionale la cui produzione è composta per il 75% da vini rossi, in particolare Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc vinificati in solitaria ma soprattutto in uvaggi, con proporzioni e modalità diverse. Tra i bianchi significativo il Moscato Giallo che in queste zone di produzione dà vita al “Fior D’Arancio docg”. “Tutti i vini rossi e qualche bianco maturano in legno – ha precisato Michele Montecchio – e quindi sono impostati per ottenere una struttura importante. Usiamo tonneaux di rovere da 5 ettolitri convinti che la micro-ossigenazione sia adeguata,  il rilascio dei tannini gallici sia più delicato così come non eccessivo, invadente, il rilascio di sentori tostati e vanigliati tipici delle barrique (botti da 225 litri) essendo, su queste, maggiore il rapporto tra il vino e la superfice lignea”. Terreni gestiti tutti direttamente (il più lontano dal centro aziendale dista 20 chilometri), l’azienda, tramite pannelli fotovoltaici, è impostata per godere di piena autosufficienza energetica. “Per noi è importante – ha sottolineato Montecchio – così come la sostenibilità del nostro modo di coltivare e trattare la vite. Per i parassiti adottiamo un sistema di lotta integrata e si utilizzano prodotti di sintesi solo se inevitabile. Per vinificare, invece, utilizziamo convintamente lieviti selezionati”. Esportano il 40% dell’intera produzione, soprattutto verso gli Stati Uniti, il Canada e il Giappone.

Andrea Alpi, Seminario Permanente Veronelli

La parte didattica è poi proseguita con Andrea Alpi che ha affrontato il tema delle peculiarità e caratteristiche sensoriali dei sentori sapidi, acidi e minerali nel vino sottolineando come sia difficile parlare di mineralità nel vino legando aromi di pietra focaia e grafite, per citarne alcuni, ad una determinata composizione geologica dei suoli, descritti nella somelleria ufficiale, piuttosto che nel classico storytelling aziendale, in maniera talvolta casuale: marnosi, ciottolosi, calcarei, tufacei ecc. “Non esiste una relazione scientificamente provabile tra vino, materia organica e minerali, materia inorganica. Esistono terroir e magari cru espressione di microclimi, ambienti ed esperienze professionale sedimentate negli anni che insieme concorrono a dotare determinati vini di precise peculiarità. Il terreno e la sua composizione è importante per come si lavora, drena e trattiene l’acqua, scalda, ecc. non nel trasferire sentori gustativi specifici, minerali, nel vino”.

In degustazione guidata quattro vini: Brut Nature (non addizionato di liqueur dopo sboccatura) Metodo Classico VSQ, Agno Casto Colli Euganei Manzoni Bianco DOC, Gemola Colli Euganei Rosso DOC e Arqua Colli Euganei Rosso DOC. Il primo, metodo classico, blanc de noir ottenuto da uve friularo (Raboso) a bacca rossa che si vendemmiano verso metà ottobre, più acido che sapido, sboccato dopo 36 mesi sui lieviti ha esaltato i sentori floreali (glicine), fruttati (agrumi) e i classici biscotto e crosta di pane; il secondo, decisamente interessante, un’esplosione di frutta (susina, pompelmo bianco) e fiore. Ma soprattutto un gusto pieno sul palato, delicato ma molto persistente. Il Gemola 2013 e  l’Arqua 2011 (70% Merlot e 30% Cabernet il primo, 80% Merlot il secondo) condividono un fruttato classico di frutti a bacca rossa e un sentore erbaceo, più spiccato nel secondo. Speziati, pepati entrambi: il primo più pepe verde, il secondo nero. Il secondo più tannico ed acido.

Terzo incontro in Valpolicella. Il prossimo, di quattro appuntamenti formativi sul vino vedrà gli associati impegnati il 03 novembre presso l’azienda Aldegheri di Sant’Ambrogio di Valpolicella (Vr) per parlare con Marco Mitola, sommelier di Arte e Vino, di struttura, persistenza ed età evolutiva.

Blue tongue, aviaria e West Nile, Regione veneto attiva sistema regionale di sorveglianza

La Regione, su proposta dell’assessore alla Sanità e di concerto con l’assessore all’Agricoltura, ha affidato ai ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico  delle Venezie di Legnaro (PD) il compito di aggiornare in modo sistematico e continuativo la rete informativa “Resolve”, in modo da raccogliere e pubblicare in tempo reale i dati sanitari sulla diffusione delle epidemie animali e relativi studi epidemiologici.

Anche un’App per veterinari. “Una rete a vantaggio dei servizi veterinari, ma anche degli allevatori e delle relative associazioni – sottolineano i due assessori – perché raccoglierà le disposizioni delle autorità competenti, le informazioni relative ai focolai denunciati, i controlli effettuati, le vaccinazioni eseguite, gli interventi dei veterinari pubblici e privati, la mappa dei permessi di movimentazione dei capi”. Una applicazione consentirà ai veterinari di accedervi anche su dispositivo mobile (smartphone o tablet).

Monitoraggio e sorveglianza focolai di blue tongue, influenza aviaria, West Nile. “Lo scorso anno si sono verificati in Veneto numerosi focolai di ‘blue tongue’ e l’inizio del 2017 è stato contrassegnato da ripetute epidemie di influenza aviaria – spiegano i due assessori – I servizi veterinari e le autorità sanitarie necessitano di uno strumento efficace e aggiornato di monitoraggio per poter predisporre le attività di controllo e biosorveglianza e attivare anche interventi mirati di formazione e di esercitazione”.Per realizzare il sistema di sorveglianza continuativo, la Regione Veneto ha destinato all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie 180 mila euro della quota accentrata del fondo sanitario.

La rete “Resolve”, così implementata, consentirà ai servizi sanitari delle Ulss di gestire in maniera informatizzata tutti i dati delle malattie, accedere ad informazioni dettagliate a livello locale, avere a disposizione una serie di report di tipo geografico e statistico per sorvegliare i focolai e valutare eventuali rischi di trasmissione. Inoltre, la valutazione dei livelli di biosicurezza degli allevamenti consentirà nei prossimi anni di censire le aziende anche in base alla probabilità di rischio di diffusione di malattie infettive, in particolare quelle trasmissibili all’uomo, come l’aviaria.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

 

Birra, parte dal Veneto la proposta di tutela nazionale del marchio artigianale

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Alcuni componenti del direttivo Birrai Confartigianato Imprese Veneto

Il Veneto si candida a diventare patria delle birre artigianali e ne ha ben donde. La nostra regione registra infatti numeri da record: 79 i birrifici attivi, di cui 39 non industriali ed è la regione che ne ha di più in Italia. Una nicchia si, ma in forte crescita. A parlarne ai soci Argav lo scorso 24 febbraio sono arrivati al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) alcuni rappresentanti della neo costituita categoria regionale Birrai di Confartigianato Imprese Veneto.

Birra artigianale un marchio da tutelare. Proprio dal Veneto, ed in particolare da Treviso, che ha all’attivo 13 birrifici artigianali, parte la battaglia per evitare che il boom si trasformi in sboom ma che, al contrario, venga codificato, promosso e tutelato. “I numeri parlano da soli – ha spiegato Ivan Borsato – titolare del birrificio Casa Veccia di Camalò in provincia di Treviso- neo presidente regionale dei Birrai di Confartigianato Imprese Veneto (accompagnato per l’occasione da alcuni componenti del direttivo regionale, presenti nella foto in alto, tra cui il vice presidente Simone Dal Cortivo del BirrOne di Castelnuovo di Isola Vicentina, Luca Del Zolt di Birra del Grillo di Comelico del Cadore (BL) e Gianpaolo Miotto del Birrificio Camerini di Piazzola sul Brenta PD), ed impongono una riflessione anche per controllare la definizione di “birrificio artigianale”. Al fine di tutelare chi opera quotidianamente  – e con successo crescente – in maniera rigorosa e contenere l’uso indiscriminato delle specificità dei birrifici artigianali abbiamo in serbo una serie di iniziative. Tra queste: sostenere la proposta di legge della Regione Veneto sull’istituzione di un marchio dei prodotti e dei produttori di birra artigianale (proposta dai Consiglieri Barison, Giorgetti, Donazzan e Finco), sostenere gli eventi pubblici di maggior rilievo e sostenere la definizione delle linee guida per un regolamento/disciplinare che rappresenterebbe una novità assoluta a livello nazionale in materia”.

Va trovata una chiave ulteriore ai volumi annuali di produzione. “Non si tratta di un’operazione semplice – ha chiarito Borsato -. La birra è l’alcolico popolare per eccellenza, può essere prodotto con investimenti minimi (numerosi i birrai casalinghi che se la autoproducono nel garage di casa) e come tale ha mille sfaccettature, segreti e altrettanti modi di essere prodotta ad eccezion fatta per i passaggi basilari, che però sono comuni alle produzioni artigianali ed industriali. Va trovata quindi una chiave ulteriore ai volumi annuali di produzione su cui in ogni caso c’è in atto una discussione: 5 mila ettolitri l’anno, 10mila? E forse non basta nemmeno la definizione di birra cruda, ed il fatto che non vengano usati conservanti. Sino a qualche anno fa l’Italia era fanalino di coda per quanto riguarda la birra – ha concluso Borsato -,  oggi le cose sono davvero cambiate. Grazie soprattutto al cambio di immagine sulla nostra produzione dovuta essenzialmente al lavoro dei micro birrifici che hanno puntato sulla originalità, sulla novità e particolarità delle loro produzioni. Caratteristiche che hanno creato interesse verso il nostro mondo in Italia ma non solo. La lavorazione artigiana italiana si è una volta ancora distinta sui mercati internazionali”.

I numeri del resto parlano chiaro: la birra ha raggiunto il 10% del fatturato di un mercato storico come quello del vino (500 milioni rispetto ai 5 miliardi di euro). Oggi l’Italia è leader in Europa con il Veneto che guida questa tendenza seguito da Piemonte e Sicilia. Il mercato della birra dà lavoro a oltre 5mila addetti diretti che diventano 13mila se includiamo la filiera produttiva birraia (assobirra 2015 report).

La degustazione. I Birrai di Confartigianato sono arrivati “armati” di bottiglie. Cinque le birre proposte nell’occasione: Formenton di Ivan Borsato Birraio (Wheat-Wit / 4,5% vol / alta fermentazione). Bianca di grano prodotta con malti italiani, aromatizzata con coriandolo e buccia di arancia mara. La sua doppia personalità, esotica al naso e fresca in bocca, la posiziona a metà tra una Waizen (dalla quale eradita  il lievito) e una Blanche (dalla quale prende la speziatura). Fresca e poco persistente, trova l’abbinamento ideale con i piatti delicati, specie col pesce, anche crudo. Nella serata è stata servita con l’eccellente pesce arrosto proveniente dalla Valle Grande San Gaetano di Caorle, preparato dallo chef giornalista Efrem Tassinato. Altra birra servita nel convivio, la SS46 di Birrone (Bavarian Helles / 4,5% vol / bassa fermentazione) Classica Hell in stile bavarese. Il gusto pieno del malto e la bassa luppolatura ne fanno una birra adatta a tutti e a tutte le occasioni. E’ la birra della socievolezza, dei momenti sereni, degli attimi lieti che accompagnano dolcemente il nostro viaggio quotidiano. Bevuta in gruppo non basta mai. Le altre birre degustate sono state: Oppale di 32 via dei Birrai (Birra Belga /5,5% vol / alta fermentazione), birra chiara molto luppolata, schiuma bianca, compatta, sottile e persistente; colore chiaro con riflessi ramati, libero da solidi in sospensione, ma talvolta velato da lievito; perlage fine, note di caramello e toffee con sentori erbacei e fruttati di ananas maturo, equilibrato tra il gusto di caramello sulla metà anteriore della lingua e l’amaro pronunciato sulla metà posteriore, birra corposa; Seducente di Birra Camerini
American (ALe / 5,8% vol / Alta fermentazione), birra speciale con un intenso bouquet agrumato e un persistente sapore di frutta esotica che la rende molto dissetante pur mantenendo un elevato grado di complessità, dovuta alla consistente presenza di malti d’orzo e frumento e di luppoli molto aromatici e raffinati; è quindi ideale come aperitivo o per una serata in compagnia e al tempo stesso ottima in abbinamento a piatti di pesce oppure di carni bianche o formaggi freschi. Comelgo di Birra del Grillo di Luca Del Zolt, (speciale al miele delle Dolomiti / 6,8% vol / Alta Fermentazione), birra doppio malto, di colore dorato, possiede la personalità e i profumi delle valli del Verde Comelico, profumi dati dalla laboriosa opera delle api nel fare il miele che è miscelato con il mosto della birra. Abbinamento con insaccati e carpacci, carni bianche abbinate a verdure. Dopo la degustazione delle birre, i presenti sono stati sottoposti ad un questionario “propedeutico” all’individuazione dei driver di valorizzazione su cui puntare per la birra artigianale. Al prossimo incontro, l’ardua sentenza.

 

Conegliano (TV), dal 27 gennaio al via il corso per periti estimatori in agricoltura

valutazione-dei-danniParte da Conegliano (Tv) la formazione dei periti estimatori in agricoltura. Una figura professionale sempre più richiesta con l’affermarsi della cosiddetta “difesa passiva” che consente, attraverso soluzioni assicurative e mutualistiche, di garantire la stabilità del reddito delle imprese agricole anche di fronte ad avversità atmosferiche o patologie. Una nuova professione sempre più strategica di fronte ai cambiamenti climatici.

Segreteria organizzativa nella scuola enologica Cerletti. A livello nazionale, è in fase di definitiva approvazione, proprio in questi giorni, il Piano assicurativo agricolo 2017 e, anche per questo l’appuntamento con il nuovo “Corso per Periti Estimatori danni da calamità naturali” è atteso per la stringente attualità e per la possibilità di offrire tutti gli aggiornamenti alle figure professionali del settore. E non è un caso se il corso nazionale parte anche quest’anno dalla capitale del Prosecco DOCG, territorio all’avanguardia nazionale in ambito agricolo, trovando nella Scuola Enologica “Cerletti”, cuore pulsante dell’innovazione e ricerca nell’area, la sua segreteria organizzativa.

Più di 1.000 iscritti ogni anno, 14 istituti superiori agrari di tutta Italia, 3 ordini professionali coinvolti (Periti Agrari, Dottori Agronomi e Forestali e Geometri), 11 grandi compagnie assicurative internazionali, 7 Consorzi di Difesa provinciali e 2 regionali, sono numeri che danno la misura del progetto di formazione. La segreteria organizzativa in capo all’ISISS Cerletti, mira a trasformare l’istituto in un polo nazionale interprofessionale di ricerca e formazione nel settore delle avversità atmosferiche, in grado di affrontare problematiche che vanno dalla stima dei danni relativi ai fortunali allo studio dei cambiamenti climatici, alle metodologie più innovative nella stima, sia ai nuovi strumenti assicurativi.

Le novità 2017. “Puntiamo a dare un approccio più pratico e sperimentale soprattutto ai corsi di aggiornamento – spiega Giovanni Follador, coordinatore del corso – coinvolgendo nella docenza sempre più professionalità di comprovata e sicura competenza; affrontando nuove tematiche utili all’espletamento dell’attività peritale (es. l’approccio comportamentale della perizia) e approfondendo tematiche specifiche come nuove tecniche colturali e l’innovazione dei prodotti, per fornire al perito una formazione il più possibile completa”.

La campagna formativa si aprirà venerdì 27 gennaio e proseguirà fino all’inizio di aprile con corsi di avviamento (aperti a praticanti, neo diplomati e laureati), e corsi di aggiornamento rivolti a chi già svolge la professione peritale, hanno la durata di 16 ore (in due giornate di frequenza dalle ore 9 alle 18) e prevedono il rilascio di un certificato di partecipazione oltre a consentire il riconoscimento di crediti previsti dagli ordini professionali. Quattordici sedi del corso in tutta Italia, per l’iscrizione è sufficiente compilare l’apposito form nel sito www.isisscerletticonegliano.gov.it entro il sabato precedente l’inizio del corso scelto.

Date e sedi. Corsi di avviamento. 27/28 gennaio, Conegliano (TV); 10/11 febbraio, Brescia; 17/18 febbraio, Cesena (FC); 28/1 febbraio/marzo, Vercelli. Corsi di aggiornamento. 21/22 febbraio, Roma Actinidia e altro; 3/4 marzo – Todi (PG) Uva da vino e olive. 7/8 marzo, Buttapietra (VR) Soia, Frumento e Cereali minori. 14/15 marzo, Trento, Pomacee.17/18 marzo, Palidano (MN) Cucurbitacee. 21/22 marzo, Finale Emilia (MO) Mais. 24/25 marzo, Locorotondo (BA) Pomodoro e cucurbitacee. 28/29 marzo, Gradisca (GO) Uva da vino. 31/1 marzo/aprile, Cremona, Pomodoro. 7/8 aprile, Imola (BO) Drupacee.

Fonte: Servizio Stampa Condifesa Treviso