
Ci ha pensato la grandine che nello scorso fine settimana ha colpito pesantemente alcune aree del Veneto a rompere le uova nel paniere, che in questo caso si chiama settore agricolo. Dal veronese al trevigiano fino ai Colli padovani e, a macchia di leopardo, diverse altre zone, chicchi di ghiaccio in alcuni casi grandi quanto noci hanno falcidiato vigneti, mais, frumento, orticole, ecc.
Primo focus on line. In queste ore si stanno quantificando i danni e senz’altro, per quanto riguarda il settore vitivinicolo, ne sapremo di più giovedì 11 giugno (ore 10:00) in occasione del 1° Focus del Trittico di Veneto Agricoltura dedicato proprio allo stato del vigneto e alle primissime indicazioni di produzione per il 2020. L’ormai “storica” iniziativa, promossa d’intesa con la Regione, ARPAV, CREA-VIT e Università di Padova, a causa delle restrizioni dovute al Coronavirus si svolgerà quest’anno online sulla piattaforma Zoom (https://venetoagricoltura-org.zoom.us/j/98598297231).
Tornando alla grandine che nei giorni scorsi ha interessato il Veneto, tra le zone più colpite si segnalano, a partire da Ovest: la preziosa Valpolicella (comuni di Marano e San Pietro in Cariano); Marostica e Thiene nel vicentino; i comuni di Bovolenta, Maserà, Albignasego, Abano Terme, Montegrotto Terme nel padovano; nel trevigiano la zona di Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Gaiarine e Codognè (Tv), dove alcuni vigneti hanno subito danni ingentissimi (80-90%).
La grandine ha dunque “disturbato” un andamento vegetativo del vigneto che, al momento, fa comunque ben sperare. Le indicazioni che giungono dalle diverse aree viticole regionali segnalano infatti uno stato sanitario nelle vigne sostanzialmente buono. Anche l’aspetto quantitativo della prossima vendemmia si annuncia interessante (medio-alta) con una raccolta delle uve prevista anticipata rispetto agli ultimi anni, in particolare rispetto al 2019. Il vigneto veneto, nonostante le interferenze meteorologiche, mostra complessivamente di essere in buona salute, la vegetazione si presenta quasi ovunque sana e non si evidenziano grossi problemi di Peronospora. Qualche preoccupazione arriva dal fronte della Flavescenza dorata e soprattutto della Virosi del Pinot Grigio.
Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura
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“Il Prosecco Rosè è una grande opportunità per i produttori: c’è una grande attesa nei mercati esteri – commenta Giorgio Polegato, presidente della Consulta vitivinicola di Coldiretti Veneto – che precisa che l’obiettivo è il 10% della produzione, ovvero 50 milioni di bottiglie da immettere sul mercato”.
“Con la scomparsa di Bepi Catarin il Veneto perde la cattedra ambulante della vite e del vino, innamorato del suo lavoro e ‘una ‘colonna’ dello staff tecnico del Dipartimento Agricoltura della Regione”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan ricorda Giuseppe Catarin, enologo trevigiano, per quasi quarant’anni dirigente della Direzione competitività sistemi agroalimentari della Regione Veneto, tecnico di fama nazionale che ha tenuto a battesimo e accompagnato la costituzione della Doc del Prosecco e della nuova Doc del Pinot grigio delle Venezie.
Marzo spartiacque per il commercio mondiale del vino, con l’Italia protagonista in positivo nei primi 2 mesi del 2020 ma in ritirata a marzo, dopo la fine delle scorte anti-dazi statunitensi e in corrispondenza con l’inizio del lockdown da Coronavirus. È quanto rileva l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor nel focus sulle vendite di vino nei Paesi extra-Ue nel primo trimestre 2020.
Per la prima volta nella propria storia, causa pandemia Covid-19, anche Vinitaly dovrà posticipare la sua 54ª edizione; con essa, sono rinviate anche le concomitanti Sol&Agrifood ed Enolitech. Le nuove date delle manifestazioni sono perciò riprogrammate al 18-21 aprile 2021, mentre Veronafiere concentrerà la seconda parte dell’anno 2020 al sostegno del business delle aziende italiane sui mercati. E’ quanto comunicato in una nota da Veronafiere, il cui Cda si è riunito ieri in convocazione straordinaria.
“In considerazione della rapida evoluzione della situazione internazionale che genera evidenti difficoltà a tutte le attività fieristiche a livello continentale, Veronafiere ha deciso di riposizionare le date di Vinitaly, Enolitech e Sol&Agrifood dal 14 al 17 giugno 2020, ovvero nel periodo migliore per assicurare a espositori e visitatori il più elevato standard qualitativo del business”.
È Enrico Bortolomiol il nuovo Gran Maestro della Confraternita di Valdobbiadene. Insignito in occasione dell’Assemblea d’Inverno, da poco tenutasi nella sede storica di San Pietro di Barbozza (TV), Bortolomiol ha specificato da subito come il suo intento primario sarà quello di “mantenere i valori storici che contraddistinguono la nostra realtà, continuando a lavorare per rafforzare sempre più l’inimitabile e unica identità territoriale”.
“Siamo favorevoli alla costituzione di un tavolo di confronto nazionale sul Pinot grigio che favorisca il monitoraggio delle varie aree vitate del paese aiutando la filiera nel lavoro di tutela e valorizzazione di questo vino. E ci auguriamo che la proposta da noi lanciata lo scorso anno – accolta subito da Unione Italiana vini e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari che ringrazio per la sensibilità e per aver organizzato un momento molto importante di dibattito tra i principali operatori del Paese – possa portare presto ad azioni sul mercato che aiutino l’aumento del valore della filiera produttiva del Pinot grigio, che rappresenta il primo vino bianco fermo delle nostre esportazioni e una grande ricchezza del nostro sistema vitivinicolo”.
Il colore simbolo è quello del rosso Amarone, ma nei 19 comuni della Doc Valpolicella si fa sempre più largo il verde, quello della sostenibilità. È quanto emerge –nell’ultima giornata di Anteprima Amarone 2016 – dalle rilevazioni di Avepa (l’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura), che registra una repentina rivoluzione verde nelle aree enologiche simbolo del veronese.